Alzheimer, al via a Trieste una nuova proposta per il benessere dei caregiver

L’assistenza a persone con demenza e con malattia di Alzheimer, come ormai attestato ufficialmente dai dati nazionali, è garantita per almeno l’80% dai familiari o, in generale, dai cosiddetti “caregiver”, che dalle profilazioni risultano essere soprattutto donne over 60, con uno stretto grado di parentela con il malato, mogli o figlie. Grande parte delle persone affette da decadimento cognitivo vive, infatti, in casa e queste patologie diventano condizioni che coinvolgono l’intera famiglia. Proprio per questo, l’Associazione de Banfield onlus ha creato CasaViola, struttura a supporto di quei cittadini “invisibili” chiamati proprio “caregiver”, che riunisce un gruppo di professionisti da cui imparare cos’è la demenza, come si può comunicare con il familiare, far fronte all’isolamento sociale e al carico di stress derivante dall’accudimento.
Proseguono anche per la primavera le attività messe in campo a favore del benessere dei “caregiver” con un nuovo corso che si affianca a quelli già esistenti. Da oggi 31 marzo, infatti, partono i dodici incontri di due ore ciascuno (dalle 15.30 alle 17.30) dedicati all’Arte-Terapia, un progetto promosso con Acli provinciali e sostenuto dalla Regione Fvg. Condotto da Franca Vaccaro, il nuovo appuntamento “Fuoco Amico” si pone l’obiettivo di creare benessere nei partecipanti a partire dal processo creativo. “Il cammino interiore è simile al lavoro che una volta facevano gli esseri umani per accendere il fuoco”, spiega l’insegnante, che aggiunge: “il principale strumento di questa disciplina sono i materiali, sempre diversi, che vengono utilizzati per creare un’immagine”.
Dal 7 aprile prende avvio anche il terzo modulo della (D)Caregiver Academy, vera a propria Accademia del CuraCari, che è già un’eccellenza a livello nazionale, accogliendo la partecipazione di “caregiver” da tutta Italia – oltre che dal nostro territorio – grazie alla piattaforma online www.caregiveracademy.it, con lezioni nella duplice veste, in presenza e online. Si parte proprio giovedì prossimo con l’incontro a cura della coordinatrice di CasaViola Antonella Deponte su “Cos’è la demenza”, un’introduzione al tema delle demenze, ai molti aspetti coinvolti e ciò che comportano per le famiglie, per dare un inquadramento a di chi, più o meno all’improvviso, si trova catapultato nel mondo del disturbo cognitivo grave. Il modello di riferimento è bio-psico-sociale, considera cioè l’ampio ventaglio di fattori che contribuiscono all’esordio e allo sviluppo della demenza. È possibile partecipare sia in presenza, presso la sede di via Fabio Filzi 21/1, sia su Zoom, attraverso la piattaforma digitale www.caregiveracademy.it (le attività sono a partecipazione gratuita ma è richiesta iscrizione telefonando allo 040-362766 o scrivendo a casaviola@debanfield.it).

 

L’Associazione De Banfield ha appena lanciato la campagna per il 5×1000 “Proprio come un bambino” in cui immagine eloquente racconta le similitudini tra i primi passi dei più piccoli a quelli spesso incerti e faticosi dei più anziani. Il ciclo della vita talvolta porta a dover imparare nuovi gesti quotidiani: uno sforzo che trova sempre la De Banfield accanto a chi richiede il suo sostegno.

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In copertina, la dottoressa Antonella Deponte coordinatrice di CasaViola.

Alzheimer, quando può essere d’aiuto anche uscire e “andare a fare la spesa”

Presentato, alla Coop di Largo Barriera a Trieste, il progetto “Un negozio amico” realizzato per iniziativa dell’Associazione De Banfield – CasaViola con Coop Alleanza 3.0 della provincia di Trieste. La presidente della onlus triestina da oltre trent’anni anni impegnata sul fronte della tutela agli anziani fragili, Maria Teresa Squarcina, con la responsabile di CasaViola Antonella Deponte, il consigliere di Coop Alleanza 3.0 Nico Costa e Stefano Minin, coordinatore della direzione politiche sociali di Coop Alleanza 3.0, hanno illustrato il progetto che si inserisce nell’ambito delle iniziative che stanno costituendo a livello mondiale la rete della Dementia Friendly Community. Iniziate in Giappone e in Gran Bretagna, le Comunità amiche delle persone con demenza sono ormai una realtà in molti Paesi del mondo e continuano ad affermarsi anche in Italia. L’idea è semplice: tutti possono fare qualcosa – anche di piccolo – per migliorare la vita delle persone con demenza e delle loro famiglie. La Dementia Friendly Community ne promuove la piena cittadinanza, sviluppando la capacità di accoglienza a livello personale e interpersonale da parte della comunità civile. Rendere le comunità più capaci di accogliere le persone con demenza permette di diminuire la paura e lo stigma che questo tipo di patologie porta con sé, restituendo dignità e autonomia alle persone e ponendo le basi per la costruzione di una società più sana e vivibile per tutti.

La presentazione del progetto.

In Italia si stima che la demenza colpisca 1.241.000 persone (che diventeranno 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050), di cui oltre 600 mila con malattia di Alzheimer. I costi per il sistema sociale e sanitario sono elevatissimi e destinati a salire progressivamente. Sono circa 3 milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro familiari. In questo contesto, gli esercizi commerciali rivestono un ruolo molto importante, poiché sono luogo di frequentazione di tutti: “andare a fare la spesa” è una vera e propria occasione sociale. Quando tutto ciò viene compromesso dall’insorgere di una condizione invalidante come la demenza, molte cose possono essere fatte per mantenere alla persona almeno un certo grado di autonomia. Coop Alleanza 3.0, per la capillarità della distribuzione dei suoi punti vendita, ma anche per la sua natura e per la sua organizzazione, è stata individuata dall’Associazione De Banfield quale primo partner ideale nell’avvio di un lavoro di sensibilizzazione nei confronti delle necessità quotidiane delle persone con demenza.

Una ricerca ha messo recentemente in evidenza che l’83% delle persone con demenza considera piacevole fare la spesa. È una delle attività che rimangono più a lungo nella lista delle cose che ancora si riescono a fare, nonostante la malattia. Molte persone, però, si trovano in difficoltà per i disturbi di percezione e di cognizione legati alla demenza: gli ambienti familiari sfumano, la ricca stimolazione dei sensi diventa eccessiva e provoca disagio, disorientamento, agitazione. Piccole strategie e semplici accorgimenti alla portata di tutti possono invertire questo processo, contribuendo alla costruzione di un ambiente “amico” dove tutti stanno meglio. Per l’avvio del progetto si sono identificate le sedi di Coop Alleanza 3.0 della provincia di Trieste, città che può rappresentare un vero e proprio laboratorio, visto che la popolazione degli over 65 rappresenta il 30% del totale. Divenire una “realtà amica della persona con demenza” è un processo di trasformazione che parte dall’aumento di consapevolezza e comprensione nello staff: e proprio da questo è partito il lavoro dell’Associazione De Banfield – CasaViola.

È stato creato un materiale formativo specifico per una prima fase di formazione online (luglio 2021) sulla piattaforma di e-learning dell’Academy di Coop Alleanza 3.0. A questa, nel corso dell’autunno, si sono affiancati gli incontri in aula virtuale per piccoli gruppi. La formazione ha interessato complessivamente 88 dipendenti di Coop Alleanza 3.0 della provincia di Trieste. La provenienza rappresentava bene la diversità dei punti vendita, sia per tipologia (iper vs. negozio rionale) sia per collocazione territoriale (centro, periferia, altipiano).
È indubbio che il percorso effettuato abbia portato tutto il personale coinvolto ad una maggiore consapevolezza sulla demenza e sulle problematiche ad essa associate e l’acquisizione di strumenti per migliorare i propri atteggiamenti davanti ai clienti fragili e disorientati. Il livello di preparazione raggiunto è sufficiente per garantire a tutti i partecipanti la qualifica di “amico delle persone con demenza” secondo i criteri di Federazione Alzheimer Italia. La presenza di persone qualificate all’interno dei punti vendita dà diritto al riconoscimento di “Realtà amica della persona con demenza”.
L’obiettivo generale del progetto è quello di aumentare il benessere della comunità, offrendo gli strumenti per una comunicazione accogliente ed efficace con la persona affetta da demenza e una buona gestione dell’interazione. Ma anche rendere i luoghi di frequentazione abituale, come il supermercato, più accoglienti e più “facili”. Un ambiente attento, gentile, premuroso mette a suo agio e rende possibili, normali, le abituali azioni quotidiane.

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In copertina, uno scorcio di Largo Barriera Vecchia a Trieste dove ha sede la Coop.

 

Alzheimer, da oggi nuovi incontri a Trieste a sostegno dei caregiver

Prosegue la programmazione di CasaViola, la struttura che l’Associazione de Banfield ha realizzato a sostegno dei caregiver di persone con demenza e malattia di Alzheimer. In programma incontri per il benessere, la formazione e l’informazione del caregiver, i gruppi di mutuo aiuto sulla comunicazione e le lezioni della (D)Cargiver Academy. Oggi, martedì, alle 17.30, in programma online l’incontro condotto da Antonella Deponte “Camera con Vista” basato sull’auto-aiuto tra i caregiver che offre un momento per condividere difficoltà ed esperienze di vita simili.
Domani 17 novembre, alle 17, incontro del Gruppo Abc dove si applica il metodo dell’Approccio Capacitante® ideato e applicato dal professor Pietro Vigorelli per favorire l’acquisizione di nuove competenze da parte del caregiver e riuscire a comunicare in modo nuovo ed efficace con la persona con demenza. Giovedì 18 novembre proseguono, infine, i moduli di insegnamento della (D)Caregiver Academy: nell’incontro su impara cos’è la demenza e come si riconoscono i primi sintomi.
Per informazioni e iscrizioni mail a casaviola@debanfield.it o chiamare il numero 040.362766.

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In copertina e qui sopra immagini di “Camera con Vista” condotto da Antonella Deponte .

Demenza, diventa online la scuola per i “caregiver”. Oggi un nuovo incontro

Nata come una vera e propria “casa” dei caregiver, la struttura CasaViola, primo esempio del genere in Italia, è nata 5 anni fa dall’esperienza dell’Associazione De Banfield – onlus triestina impegnata da oltre trent’anni nella cura degli anziani fragili e con demenza – per occuparsi specificamente dei bisogni di quei cittadini “invisibili” chiamati caregiver, ben sapendo che quando un familiare entra in un percorso di decadimento cognitivo chi gli sta accanto ha bisogno di capire cosa significhi e cosa fare per non venirne travolto. Risale a tre anni fa la creazione di un innovativo percorso formativo per i caregiver e il loro benessere, la Caregiver Academy: un’Accademia dei CuraCari, un luogo dove apprendere che cos’è la demenza e come affrontarla. A causa della pandemia, questa scuola per caregiver è stata trasferita online. La (D)Caregiver Academy – dove la (D) del nome sta per “demenza”, ma anche per “digitale – prevede 6 diversi moduli tematici affidati a docenti con una consolidata esperienza: una docente universitaria, una psicologa, un’assistente sociale, un’infermiera e un avvocato. Ad accompagnare i partecipanti una Tutor, anche lei psicologa, a disposizione per chiarimenti e supporto nell’utilizzo della piattaforma digitale www.caregiveracademy.it. I nuovi appuntamenti primaverili sono distribuiti in un arco temporale che, cominciato il 6 aprile, continuerà fino al 21 giugno prossimo. Sono a partecipazione gratuita su prenotazione.
«Lo scorso anno, complice la pandemia, è sorta l’idea di creare una piattaforma digitale», spiega la Coordinatrice di CasaViola, Antonella Deponte. «In questo modo i caregiver di tutta Italia, possono ormai usufruire gratuitamente delle lezioni, partecipare ai gruppi online, scaricare materiali utili e utilizzare i forum a loro dedicati. Da una ricerca che abbiamo svolto negli anni scorsi è emerso chiaramente quanto prendersi cura di persone con malattia di Alzheimer sia fonte di elevato stress e disagio psicologico, procuri ansia, depressione, deterioramento della salute e isolamento sociale. Esaminando i dati abbiamo ottenuto una rappresentazione del profilo “tipo” del caregiver: si tratta soprattutto di una donna over50, con uno stretto grado di parentela (figlia o moglie)».
L’accademia propone 6 moduli da due appuntamenti ciascuno, si inizia spiegando cos’è la demenza e poi, incontro dopo incontro, tocca i principali temi che è utile conoscere quando ci si prende cura di qualcuno con decadimento neuro-cognitivo: fornisce informazioni e consigli utili sulla comunicazione con persone con demenza, sul come affrontare i sintomi comportamentali, i bisogni assistenziali e la tutela giuridica.
Frequentare le lezioni della (D)Caregiver Academy è semplice e gratuito. È sufficiente scrivere una mail a casaviola@debanfield.it: il personale di CasaViola è a disposizione per indirizzare i partecipanti secondo i loro i bisogni. In questo modo, oltre a usufruire delle lezioni dell’Academy, sarà possibile anche iniziare un percorso di sostegno personalizzato e basato sulle proprie necessità.
Sempre sulla piattaforma della Caregiver Academy, ieri c’è stato un nuovo appuntamento con il Gruppo ABC, che offre ai caregiver un luogo in cui apprendere le adeguate strategie comunicative e di gestione, utili per diventare “curanti esperti”. Si tratta di un gruppo di Mutuo Aiuto in cui i familiari di persone con disturbo neurocognitivo possono incontrarsi, raccontarsi, esprimere le proprie emozioni e discutere su come promuovere e preservare un’interazione produttiva ed efficace, oltre i confini della malattia. Oggi 8 aprile sarà, invece, la volta del nuovo appuntamento mensile per caregiver condotto da Antonella Deponte, dottore di ricerca in psicologia sperimentale e consulente familiare Camera con Vista, gruppo che si riunisce periodicamente per condividere difficoltà ed esperienze legate al ruolo di chi si prende cura di una persona con demenza. Una finestra aperta sul proprio mondo interiore, per imparare a comprendersi e a prendersi cura di sé.

Per iscrizioni e informazioni: 040.362766 o casaviola@debanfield
Link al video che illustra la Caregiver Academy:
https://www.youtube.com/watch?v=9cxyyEn_mLA&t=25s

Caregiver e assistenza alle persone con demenza: oggi online Antonella Deponte

Consentire il confronto con altri che condividono le medesime esperienze di cura e sostegno a persone con demenza è l’obiettivo degli appuntamenti mensili ideati da CasaViola “Camera con Vista”, gruppo di mutuo aiuto dedicato ai caregiver di persone affette da queste patologie. In programma oggi 18 marzo, alle 17.30, un nuovo incontro online aperto a tutti sulla piattaforma digitale www.caregiveracademy.it (informazioni al numero 040/362766 o via mail: casaviola@debanfield.it)
A condurre l’incontro Antonella Deponte, dottore di ricerca in psicologia sperimentale e consulente familiare, da anni impegnata nell’ambito dell’invecchiamento e della demenza, con particolare attenzione ai trattamenti non farmacologici e al benessere di coloro che si prendono cura di un familiare affetto da deterioramento cognitivo. Proprio dalla sua esperienza, e dalla necessità di rispondere ai bisogni psicologici dei caregiver, è nato questo progetto “Camera con Vista”, un gruppo di auto-aiuto in cui, una volta al mese, è possibile conoscersi, confrontarsi, ritrovarsi. Il gruppo, sotto la sapiente guida del conduttore, permette ai partecipanti di veicolare le proprie emozioni, lasciarle libere di emergere e di trovare un clima non giudicante, perfettamente in grado di comprendere e accogliere i loro sentimenti.
Obiettivo degli incontri è, infatti, quello di potersi confrontare con gli altri, rivedere sé stessi in loro: accettare le proprie emozioni è il primo passo per accettare sé stessi e coltivare il proprio benessere.

L’incontro online è aperto a tutti sulla piattaforma digitale www.caregiveracademy.it (informazioni al numero 040.362766 o via mail: casaviola@debanfield.it)

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In copertina, la psicologa Antonella Deponte consulente familiare.

Alzheimer e assistenza domiciliare: la De Banfield si appella alla Regione

E’ sempre più necessaria una legge regionale che riconosca l’importanza dell’assistenza domiciliare alle persone gravemente ammalate. E’ quanto sollecita anche la onlus triestina Goffredo De Banfield-Casa Viola, una delle quattro realtà a livello nazionale a fare parte di Eurocarers, Associazione non governativa incentrata sulla figura del caregiver, ovvero chiunque si prenda stabilmente cura, in maniera non retribuita, di una persona con disturbo cronico, disabilità e non-autosufficienza: nel caso della De Banfield principalmente le persone affette da demenza e malattia di Alzheimer. Creare una rappresentanza di questa figura a livello europeo, promuoverne gli interessi nella legislazione europea e nazionale, così come migliorare la situazione personale, economia e sociale dei caregiver sono gli obiettivi che rientrano tra quelli portanti dell’istituzione Eurocarers che ha tenuto la sua assemblea annuale internazionale e alla quale ha partecipato la coordinatrice di Casa Viola Antonella Deponte: un’assise che ha riunito 46 organizzazioni da 20 differenti Paesi.

L’attualità dell’emergenza da Covid – che ha particolarmente interessato gli anziani, le persone non autosufficienti e i loro caregiver – è stato tra gli argomenti di punta dell’assemblea che ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’assistenza familiare nel sostegno alla salute pubblica: ogni giorno, infatti, milioni di “assistenti informali” in tutta Europa svolgono un ruolo centrale nell’assistenza a lungo termine. Riflessione di punta le difficoltà in cui i caregiver si sono trovati durante la crisi Covid-19 avendo pagato un prezzo elevato in termini di salute, rapporti sociali e occupazionali, come ha anche rilevato anche la ricerca per tracciare il profilo di “caregiver” e le loro necessità realizzata da Casa Viola, una delle più imponenti sull’argomento a livello nazionale.
La pandemia ha reso i caregiver più isolati, vulnerabili e invisibili che mai. Molti, anche nel capoluogo regionale, forniscono assistenza a membri di gruppi a rischio col pericolo di contrarre il virus: proteggersi dalle infezioni e impedire la trasmissione alla persona di cui si prendono cura è stata la preoccupazione maggiore, affrontata spesso senza guida o dispositivi di protezione individuale.

E proprio dalla 17a Assemblea internazionale i membri della rete Eurocarers – compresa l’Associazione De Banfield – hanno lanciato un appello alle istituzioni dell’Unione Europea e agli Stati membri per intraprendere azioni immediate per il riconoscimento e il supporto ai caregiver, chiedendo un chiaro impegno politico nei confronti dell’assistenza informale da loro fornita e il loro riconoscimento come partner essenziali nelle cure, soprattutto domiciliari, con maggiore formazione e fornitura di servizi di supporto professionale. Si tratta di un documento che ben rappresenta e ingloba le richieste che l’Associazione De Banfield persegue da tempo, costantemente impegnata in questi anni nell’ottenimento a livello di governo regionale della legge che, appunto, regoli il riconoscimento della figura del caregiver e del prezioso ruolo che svolge.

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In copertina, gli effetti della malattia di Alzheimer in una mostra.