Turismo in Val Resia, energia elettrica anche negli stavoli di Sella Carnizza

L’energia elettrica ora è arrivata anche negli Stavoli Gnivizza, a Sella Carnizza, in Val Resia. L’inaugurazione dell’impianto di elettrificazione dell’antico borgo è avvenuta alla presenza dei rappresentanti dell’azienda elettrica e delle istituzioni locali tra cui Anna Micelli, sindaco di Resia, di Stefano Tosato, referente progettazione lavori di E-Distribuzione per il Friuli Venezia Giulia, e di Annalisa Di Lenardo, presidente del Parco Naturale delle Prealpi Giulie, nonché dei rappresentanti delle attività locali. La località, frequentata soprattutto dagli abitanti della frazione di Gnivizza che conducevano qui il bestiame in alpeggio, è oggi anche una ricercata meta turistica grazie al contesto montano di particolare pregio e bellezza. E d’ora in poi sarà anche una destinazione “a misura d’ambiente” perché potranno essere finalmente accantonati i generatori che fino ad oggi assicuravano l’energia elettrica ai privati.


L’elettrificazione della zona ha richiesto interventi complessi sia per la tipologia di territorio sia per la distanza rispetto alla rete elettrica più vicina. E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa tensione, ha dunque realizzato un impianto in media tensione (20 mila volt) completamente interrato lungo quasi 8 chilometri: un primo tratto di circa 4 è stato posato lungo la strada comunale, successivamente riasfaltata per tutta la sua estensione, mentre il tratto successivo segue la strada che conduce fino agli Stavoli Gnivizza, anch’essa interamente riasfaltata. Qui è stata costruita una cabina di trasformazione, rivestita in pietra in linea con le tipiche baite della zona, gli stavoli, che consente l’alimentazione finale di tutte le forniture elettriche.
L’impianto è in grado di assicurare, in caso di disservizio, un’alimentazione alternativa anche a Resia e a Uccea, migliorando ulteriormente il livello di qualità del servizio nella zona, e potrà essere utilizzato per fornire energia elettrica agli impianti di telefonia che potranno essere installati per la copertura della zona. «Il raggiungimento di questo importante traguardo – sottolinea Stefano Tosato – è stato reso possibile dalla sinergia con il Comune di Resia e con il Parco naturale delle Prealpi Giulie che hanno assicurato una costante collaborazione, fondamentale nella progettazione e nella realizzazione di un intervento che ha adottato soluzioni tecniche particolari e specifiche per assicurare il minimo impatto rispetto in un’area di particolare pregio».
«Oggi – afferma Anna Micelli – è una giornata importante per tutta la comunità resiana, è arrivata energia elettrica a Sella Carnizza, a 1000 metri di altitudine con un villaggio di stavoli così caro ai nostri residenti e non solo. È un posto speciale che oggi può beneficiare di questo intervento grazie ad E-distribuzione e alla progettualità in sinergia con il Comune e il Parco naturale delle Prealpi Giulie. Possiamo dire di aver scritto nel nostro piccolo una pagina di storia che ci porterà poi a progetti futuri, non ultimo e forse anche prima e più importante, dare una risposta per la copertura della telefonia mobile in quest’area. Un ringraziamento a nome di tutta la comunità – conclude il sindaco di Resia – ad E-Distribuzione per il progetto, per il fatto di essere vicini a tutte le comunità e alle comunità di montagna in particolare».
«L’importanza per un Parco di avere un collegamento elettrico e per una comunità di disporre di un servizio essenziale – puntualizza infine Annalisa Di Lenardo – ha una notevole valenza dal punto di vista ambientale, per avere un’energia più pulita ed evitare inquinamento per l’ambiente. Oltre a tutto ciò è fondamentale anche per lo sviluppo turistico della zona. Abbiamo, infatti, molti progetti con il parco confinante della Slovenia. Il fatto di avere elettricità a Sella Carnizza ci dà una possibilità in più anche per il transito del turismo con bici, le quali necessitano di ricarica trattandosi di una salita importante e quindi vi è la necessità di un punto di ricarica delle batterie. Ci auguriamo che il prossimo passo sia l’installazione di una colonnina elettrica al servizio dei turisti e poi quello di avere anche la copertura telefonica».

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In copertina un momento  della cerimonia inaugurale e all’interno due suggestive immagini degli Stavoli Gnivizza in Val Resia.

Alto Friuli, marginalità e progetto EM2: dopo due anni, in undici trovano lavoro

Trenta mesi di lavoro, tanto è durato il progetto europeo EM2 (Education in square marginality) ideato dalla coop sociale Cramars di Tolmezzo e realizzato in partnership con Confartigianato-imprese Udine con l’obiettivo di far uscire dalla condizione di doppia marginalità le persone che vivono in territori periferici e non riescono a trovare occupazione, che siano Neet o adulti poco qualificati. Il progetto ha coinvolto 11 Comuni dell’Alto Friuli (Ampezzo, Arta Terme, Cavazzo Carnico, Lauco, Prato Carnico, Preone, Ravascletto, Raveo, Resia, Socchieve e Villa Santina) e in 9 di questi ha portato a siglare 6 patti di comunità per un totale di 85 adesioni (17 Comuni, 26 aziende, 31 associazioni, un consorzio albergatori, il parco delle Prealpi Giulie e 9 privati).

Graziano Tilatti (Confartigianato)


I risultati della lunga e impegnativa attività, condotta parallelamente in Ungheria, Slovenia e Lettonia, i tre paesi partner del progetto finanziato con i fondi Erasmus+, sono stati presentati venerdì pomeriggio nel corso dell’evento conclusivo che ha visto partecipare in videoconferenza i vertici della cooperativa sociale e dell’associazione di categoria assieme ad amministratori locali, imprese e beneficiari. In tutto 41 questi ultimi che sono stati coinvolti, nel corso dei due anni e oltre di durata del progetto (prolungata causa Covid), in attività di orientamento e di bilancio delle competenze. Di età compresa tra i 20 e i 56 anni, con un’età media di 38 e una prevalenza di genere femminile (31 donne e 10 uomini), i beneficiari – tutti residenti in Alto Friuli – hanno potuto svolgere diverse attività, anche grazie all’importante risposta delle aziende che hanno aderito al progetto: 66 in tutto, di cui 9 ospitanti i tirocini e 26 firmatarie del patto. A valle del progetto, 11 persone stanno lavorando (oltre un quarto dei partecipanti). Tra queste la 24enne Alexa Del Bianco, assunta dalla cooperativa Rete Bike Fvg: «Quando ho intrapreso questo percorso non pensavo che sarei riuscita a trovare un lavoro e tantomeno che avrei fatto la barista. E invece eccomi qui. Faccio la barista e ho un contratto. Ringrazio tutto lo staff di Rete Bike Fvg. Il mio futuro? Spero di continuare a lavorare con loro».

Anna Micelli (Resia)


Soddisfatti i vertici di Cramars e Confartigianato Udine. «Il progetto EM2 dimostra come l’innovazione sociale sia possibile se il lavoro parte dalle persone, perché metterle insieme e sottoscrivere un patto le rende protagoniste di un cambiamento efficace e duraturo» ha detto la presidente di Cramars, Stefania Marcoccio. «Confartigianato è orgogliosa di aver contribuito a questo progetto – ha rilanciato il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti -, di aver fatto la sua parte nel ricreare un senso di comunità, una rete sociale che permette di reinserire al lavoro le persone più in difficoltà. Noi ci siamo, le nostre imprese anche». Anche in futuro, come auspicato dai sindaci e in particolare dalla prima cittadina di Resia, Anna Micelli. Una speranza, quella dell’amministratrice locale, che ha già trovato una prima risposta nella definizione di un memorandum tra Confartigianato e Cramars per il prosieguo della collaborazione a vantaggio dell’Alto Friuli, dei suoi Comuni, dei suoi cittadini e naturalmente delle sue imprese.

La videoconferenza conclusiva.

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In copertina, uno scorcio della Val Resia, unico territorio non carnico del progetto europeo.