La vecchia toponomastica di Nimis oggi nel secondo incontro di “Cultura in Festa” il nuovo cartellone della Biblioteca protagonista Dj Tubet rapper di… casa

(g.l.) “Memorie toponomastiche di Nimis”: questo il titolo del secondo incontro di “Cultura in Festa 2”, il cartellone di iniziative della Biblioteca comunale che aveva preso avvio pochi giorni fa con un laboratorio di lettura, protagonista Irene Greco, dedicato alle classi prima e seconda della scuola primaria. L’incontro odierno si terrà alle 20.30, nel salone delle ex elementari con la partecipazione di Elsa Biasizzo, Adriano Ceschia, don Rizieri De Tina e e Dj Tubet.


La serata, che si annuncia molto interessante soprattutto per gli “autoctoni”, segue un analogo incontro che si era tenuto con notevole successo, vista la folta partecipazione, nella prima edizione del programma culturale della Biblioteca, grazie all’impegno della bibliotecaria Angelika Pfister e dei suoi bravi collaboratori. Il suo titolo era, infatti, “I boins, i triscj e chei di Nimis”, attingendo a un vecchio detto riguardante i residenti nel paese pedemontano. L’incontro sarà coordinato dallo stesso Dj Tubet (all’anagrafe Mauro Tubetti) che al termine intratterrà il pubblico con le sue applauditissime improvvisazioni che innesta, con grande facilità e immediatezza, sui termini appena ascoltati. E così sarà anche questa sera, che riguardino o meno la toponomastica di Nimis e delle sue località. Dj Tubet è infatti, come tutti sanno, uno dei “rapper” più veloci che conosca la scena internazionale, Un vero talento di Nimis, insomma, che ben si addice al titolo posto a “cappello” nell’incontro della scorsa primavera.
Dopo questa serata, “Cultura in Festa 2” – che beneficia del sostegno di Comune di Nimis, Regione Fvg, Io sono Friuli Venezia Giulia e Sistema bibliotecario del Friuli – continuerà con il suo ricco programma che ci accompagnerà fino alla prossima estate. L’incontro più vicino è in calendario il 23 dicembre, antivigilia di Natale, quando ci saranno, alle 17, le letture invernali di Simone e Martina dell’Associazione 0432. Tanti e interessanti gli incontri che si succederanno poi da gennaio e che annunciano un incontro con il professor Enrico Galiano, i cent’anni della Disney e cosa hanno rappresentato per la nostra infanzia, Leggimontagna, un nuovo punto sulla raccolta di vecchie fotografie del paese nell’ambito del progetto “… e quelli di Nimis”, un incontro con Maglia Nera sulla storia ed evoluzione della Mtb in Friuli, per continuare poi con il riconoscimento giuridico della lingua friulana, una riflessione geosismica nell’ambito del 50° anniversario del terremoto, il fenomeno del carsismo e delle sue acque nel territorio di Nimis e della valle del Cornappo, in tutta evidenza il monte Bernadia con il suo importante patrimonio ipogeo, per concludere con il laboratorio di graffiti che aveva ottenuto molto successo già nella prima edizione di “Cultura in Festa”. Insomma, un variegato “contenitore” di proposte che non mancherà di suscitare attenzione, a partire proprio dall’appuntamento di oggi sulle memorie toponomastiche, ovvero sulle origini dei nomi dei vari luoghi.

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In copertina, il rapper Dj Tubet con la bandiera del Friuli; all’interno, la sede della Biblioteca in via Matteotti a Nimis.

Cosa hanno di “speciale”gli abitanti di Nimis? Domani riflessione in Biblioteca con Rizieri De Tina e Adriano Ceschia

di Giuseppe Longo

Alzi una mano chi non ha mai sentito l’espressione “I bogns i triscj e chei di Nimis”! Come dire che gli abitanti del paese, vegliato dal monte Bernadia e dal millenario campanile della Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, sono “speciali”, tanto che possono avere un difetto o una marcia in più. Ed è proprio di questo che Adriano Ceschia e Rizieri De Tina, studiosi dell’essere friulani entrambi, professore il primo e sacerdote il secondo, parleranno domani durante una serata organizzata dalla Biblioteca comunale. L’incontro, molto interessante, rientra nel vastissimo, e qualificato, programma della “Setemane de culture furlane” organizzata, come ogni anno, dalla Società Filologica Friulana e si terrà alle 20.30 nelle ex elementari di via Giacomo Matteotti, a pochi passi dal Municipio.

Adriano Ceschia

Rizieri De Tina

Tema dell’incontro, con relativo dibattito, è appunto “I bogns i triscj e chei di Nimis? Il teritori des plui lenghis e la sô int” e praticamente dà il via a una nuova stagione della Biblioteca stessa, tanto che per la prossima settimana, venerdì, con la puntuale iniziativa della sua Angelika Pfister, ha organizzato una interessante mattinata (dalle 10) nell’ambito di “Aspettando la notte dei lettori”, l’anteprima itinerante che si concluderà il 31 maggio prossimo. Ma fermandoci alla serata di domani va detto che, appunto, il professor Ceschia – molti ne ricorderanno sicuramente il padre, il “mestri Gjno”, per una vita insegnante in quelle scuole – e monsignor De Tina prenderanno in esame, sotto vari punti di vista, le motivazioni che hanno portato alla ormai storica definizione secondo la quale ci sono “i buoni, i cattivi e quelli di Nimis”, arrivando alla conclusione – magari con gli apporti che potranno giungere dal dibattito – se questo detto sia giustificato o meno. Adriano Ceschia è un nimense “verace” e don Rizieri è codroipese di nascita, ma è nel paese pedemontano da quasi 47 anni, un periodo così lungo che gli ha permesso di conoscere a fondo la realtà locale con pregi e difetti, per cui entrambi hanno pieno titolo a disquisire in maniera sicuramente coinvolgente sul tema messo sul tappeto dalla Filogica e dalla Biblioteca, con il supporto della civica amministrazione uscita dalle recenti elezioni.

Adriano Ceschia oggi è anziano e, instancabile, ha trascorso una vita intensa, anche politicamente, nel difendere e valorizzare la lingua e la cultura del nostro Friuli, scrivendo le sue riflessioni anche in apprezzati volumi. Non di meno il pievano – oggi, data l’età, soltanto responsabile pastorale – che ha sempre avuto a cuore le peculiarità di questa terra di confine, offrendo preziosi contributi attraverso la carta stampata, i mezzi di informazione radiotelevisivi e le Messe in “marilenghe” (ogni domenica sera, molto apprezzate per le sue riflessioni, nella Chiesa matrice). E, a proposito della gente di Nimis, il sacerdote ha sempre sottolineato il suo carattere di «appartenenza», cioè di sentirsi “parte” del paese soprattutto da chi si trova a vivere lontano. Peraltro, la stessa villotta “Viva Nimis” a un certo punto aggiunge “la passion di torna dongje tal pais de brave int”. E a tal proposito è illuminante il bellissimo articolo che l’avvocato Alberto Picotti pubblicò su “Il Pignarul” dell’Epifania tarcentina nell’ormai lontano 1994, intitolato “O soi di Nimis! Clamimi… Nimis!”. Merita di essere letto e se non lo avete già fatto lo trovate sull’ultimo numero di “In Cunfidenze” (anche qui sopra), l’irrinunciabile foglio della Parrocchia, supplemento settimanale alla “Voce della Pieve”, giunto alla bellezza di 2086 uscite!

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In copertina, una bella veduta di Nimis con sullo sfondo le sue amate montagne.

Anche il borgomastro di Lannach a Nimis per festeggiare il sindaco neoeletto Fabrizio Mattiuzza e salutare il commissario Giuseppe Mareschi

di Giuseppe Longo

Nimis e Lannach, “gemelli” da quasi 36 anni, in queste settimane sono stati interessati entrambi dalle elezioni amministrative. Ma mentre il Comune friulano ha eletto un nuovo sindaco, Fabrizio Mattiuzza, chiudendo l’anno commissariale, il Comune stiriano – con il quale la solida amicizia è nata nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli – ha confermato borgomastro Josef Niggas che è alla guida del Municipio, il Rathaus, da trent’anni! Ed entrambi sono stati eletti con un ottimo risultato, oltre il 60 per cento dei voti. Tanto che il sindaco austriaco ha voluto fare una breve puntata a Nimis per complimentarsi con il suo nuovo collega e rinsaldare i legami di amicizia e collaborazione, proiettandoli verso nuovi traguardi.
Il borgomastro di Lannach desiderava, nel contempo, salutare il dottor Giuseppe Mareschi che, nella sua qualità di commissario straordinario, aveva sostenuto con entusiasmo le celebrazioni dei 35 anni del gemellaggio, dapprima con la cerimonia a Madonna delle Pianelle, l’8 settembre, e poi con la sua ripetizione a Lannach la prima domenica di ottobre in occasione della locale sagra.
Un bellissimo momento di festa, alla trattoria Friuli di Torlano, al quale ha partecipato anche l’ingegner Sergio Bonfini che pure concorreva alla guida del Comune di Nimis e che ora siederà in minoranza: una presenza che ha voluto rimarcare lo spirito di confronto costruttivo che caratterizzerà il quinquennio amministrativo appena cominciato, annunciato peraltro nei messaggi di saluto e ringraziamento che Bonfini e Mattiuzza, con i rispettivi schieramenti, hanno indirizzato agli elettori via social. Preziosa per la nuova visita del Bürgermeister la collaborazione di Angelika Pfister, responsabile della Biblioteca comunale di Nimis, anche per il suo ruolo di traduttrice dal tedesco.
Intanto, appena passate le festività pasquali, il sindaco Fabrizio Mattiuzza perfezionerà la composizione della Giunta municipale, con la nomina del suo vice e degli assessori, in attesa della prima seduta del consiglio comunale – quando sarà illustrato anche il programma amministrativo – che sarà convocata, a termini di legge, entro la fine del mese.

Mareschi alla festa di Lannach.

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In copertina, il sindaco Fabrizio Mattiuzza con il borgomastro Josef Niggas.

Nimis, dalla passeggiata narrativa nella storia con Angelo Floramo alla mountain bike con Cristiano Guarco e Maglia Nera

(g.l.) Veramente intensa l’attività della Biblioteca comunale di Nimis. Prosegue, infatti, a gonfie vele il programma di “Cultura in festa”, pieno di interessanti proposte fino a Natale. Così, dopo il recente incontro con la scrittrice Raffaella Cargnelutti (in dialogo con Adriana Stroili), ecco un altro imperdibile appuntamento in programma proprio questa sera, giovedì. Nella sede delle ex scuole elementari di via Matteotti, alle 20.30, ci sarà una “passeggiata narrativa” nella storia dei nostri luoghi con il professor Angelo Floramo che era già stato molto apprezzato la scorsa estate, al Castello di Cergneu, durante una riuscitissima serata con Dj Tubet. «Un narratore – anticipa Angelika Pfister, responsabile della Biblioteca – che sa far vibrare le corde della memoria collettiva». A fine serata, seguirà la premiazione dei migliori lettori-fruitori di libri in prestito nell’ultimo anno.

Angelo Floramo al Castello di Cergneu.

Carla Monai

Cristiano Guarco in mountain bike.

Non è però finita qui, perché domani, stesso luogo ma alle 19.30, ci sarà un appuntamento con i meravigliosi paesaggi della valle del Cornappo. Grande protagonista sarà la mountain bike con gli animatori di Maglia Nera, l’attivissimo sodalizio sportivo che opera nell’ambiente naturalistico del monte Bernadia e delle colline sottostanti, provvedendo anche alla costante, benemerita manutenzione dei sentieri. L’associazione introdurrà, infatti, alla Bernadia Trail Area – www.maglianera.org -, con ospite speciale Cristiano Guarco, giornalista di Mtb, in visita proprio al circuito locale, che presenterà il suo libro dedicato appunto alle mountain bike.
Da annotare, infine, che soprattutto l’incontro di questa sera con il professor Floramo fa rima con quello di domenica scorsa, che era stato animato dalla maestra Carla Monai, la quale aveva accompagnato un gruppo di persone in una “passeggiata storica” che ha permesso di far luce sul passato, anche più remoto, di Nimis. «L’esperienza – racconta la bibliotecaria – è stata davvero bella! Siamo passati in luoghi che hanno cambiato aspetto e di battaglia, nella zona in cui si presume ci sia stato il Castrum Nemas e nella Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio. Oltre ad aver visitato un battiferro dove abbiamo visto una ruota di mulino e un vecchio pozzo. Infine, una sosta nella piazza di Nimis in cui immaginiamo di rivedere la fontana rotonda con i pesci rossi, proprio com’era una volta».

L’incontro con Raffaella Cargnelutti.

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In copertina, la Pieve dei Santi Gervasio e Protasio fulcro della storia antica di Nimis.

 

Con quelle fotografie ingiallite un “viaggio” alla riscoperta di Nimis. E oggi in Biblioteca c’è Raffaella Cargnelutti

di Giuseppe Longo

NIMIS – Sarà Raffaella Cargnelutti, critica e storica d’arte, la nuova ospite della Biblioteca comunale di Nimis. L’incontro si terrà oggi, alle 19.30, nella sede di via Matteotti: nell’occasione, l’autrice tolmezzina racconterà la sua passione per la lettura e la scrittura dialogando con Adriana Stroili. Anche questo appuntamento fa parte del ricco programma di “Cultura in Festa” messo a punto per gli ultimi mesi dell’anno.

L’incontro dedicato alla vecchia Nimis.

L’incontro di questa sera segue quello di domenica quando – dopo l’intervento di Angelika Pfister, appassionata curatrice della Biblioteca – Sabrina Tonutti e Paolo Comuzzi, della Cooperativa culturale Varianti, hanno fatto il punto sul progetto volto alla realizzazione di un archivio fotografico del Novecento riguardante sia il capoluogo che le frazioni: “… e quelli di Nimis – Un viaggio nella Nimis di un secolo fa attraverso l’archivio di Antonio Grassi, archivi familiari e testimonianze d’oggi”, il titolo dell’originale iniziativa. Molti dei concittadini che ritenevano di avere nei propri album o cassetti qualche vecchia, ingiallita immagine interessante allo scopo hanno risposto alla Biblioteca con entusiasmo e generosità, fornendo anche commenti del materiale attraverso interviste mirate. E numerose di queste foto storiche sono state proiettate su uno schermo e commentate da parte del pubblico di una certa età, per cui anche chi scrive ha cercato di dare un suo contributo suscitando molto interesse fra gli ascoltatori più giovani. Come riguardo alla prima foto, risalente agli anni Trenta o addirittura Venti, che mostrava una partecipatissima rogazione, ma forse, a pensarci bene, anche processione, visto che tra due ali di folla si scorge un giovane monsignor Beniamino Alessio rivestito degli abiti prelatizi, come si usava soprattutto al “Perdon dal Rosari”, la prima domenica di ottobre quando c’è la grande festa mariana istituita nel ricordo della battaglia di Lepanto. Del pievano arrivato nel 1912 da Buja è stata proposta anche una rarissima foto del suo solenne ingresso nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio, contenuta anche nel volume “Nimis un calvario nei secoli” di Bruno Fabretti. La folla del lunghissimo corteo superava il ponte sul Cornappo. E a tale riguardo ho ricordato la fiumana di gente e sacerdoti che, nel novembre 1962, vidi accompagnare la salma dell’anziano parroco dalla Chiesa matrice al Duomo ancora in costruzione dove, dinanzi a un altare improvvisato, officiò il cardinale Ildebrando Antoniutti: pre’ Benjamin, alla cui scuola il presule si era formato, fece infatti appena in tempo a vedere il suo discepolo prediletto elevato alla dignità della porpora da Papa Giovanni XXIII, dopo anni di illuminata attività diplomatica in mezzo mondo e la sua consacrazione ad arcivescovo ad appena 39 anni!

Raffaella Cargnelutti


Molto suggestive le immagini del ricordato Cornappo con le sue famose cascate – la “Scluse” e la “Fonde Nere” – create per alimentare due rogge le cui acque servivano per azionare mulini e battiferro. Ma del torrente che attraversa Nimis prima di sfociare nel Torre, alla Motta, sono state riproposte anche le foto della devastante alluvione del settembre 1991 – all’epoca ricoprivo la carica di sindaco – che spazzò via i due ponti come fossero fuscelli. È stato prontamente ricostruito soltanto quello che porta al campo sportivo, mentre quello di Borgo Valle è ancora sostituito da un guado.
Ha suscitato interesse anche la foto di oltre mezzo secolo fa riguardante un incontro dimostrativo degli innovativi razzi antigrandine, il cui uso almeno inizialmente abbastanza di successo venne superato a fine anni Settanta dalla protezione dei vigneti con le reti cosiddette “a grembiule”. Va annotato infatti, come ho ricordato, che in quegli anni la grandine distruttiva era molto più frequente di oggi, anche se la nostra epoca è ormai nota per i suoi grandi cambiamenti climatici.
Belle anche altre immagini come quella simpatica d’anteguerra che mostra, in piazza 29 Settembre, sotto un platano ancora giovane la baracchetta della “Pirissine” che vendeva bagigi, “colaz” e carrube. O quelle del vecchio “fogolâr” dell’Antica Osteria San Gervasio (“Daur de Glesie”) raccontato da Agostino Gori. Ma anche quelle che ritraggono Antonio Grassi “Pacjeck” – il cui lascito fotografico costituisce lo “zoccolo duro” dell’intero progetto – e del fratello Giovanni, noto come “mago di Nimis”. Entrambi erano calzolai, ma il primo svolse l’attività quasi interamente a Udine, dove le sue geniali intuizioni consentirono di realizzare anche una “soletta terapeutica” che fece storia nel benessere plantare. Infine, una incursione fotografica anche nelle frazioni, soprattutto a Cergneu e a Vallemontana, ha suggellato questo incontro volto a rivedere la Nimis di un tempo. Peccato che la serata sia passata così in fretta!

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In copertina, la preziosa fotografia che mostra l’arrivo alla Pieve di monsignor Beniamino Alessio nel 1912.

Nimis, dopo Antonella Sbuelz le poesie per bambini di Livio Rieppi. E domenica il paese fotografato nel Novecento

(g.l.) Dopo la presentazione del nuovo libro di Antonella Sbuelz, pomeriggio dedicato ai bambini oggi alla Biblioteca comunale di Nimis. Alle 16, nella sede di via Giacomo Matteotti, lo scrittore Livio Rieppi presenterà, infatti, la sua raccolta di poesie per l’infanzia dal titolo “Lo scrigno dei piccoli tesori”. «Anna Maria Fanzutto ci farà sperimentare, assieme a Elsa Biasizzo, l’illustrazione di parole e sensazioni», anticipa la bibliotecaria Angelika Pfister.
Per domenica prossima, 10 novembre, la Biblioteca ha già annunciato, invece, un interessantissimo appuntamento tutto dedicato al passato. “Come che al fos cumò” è stato opportunamente intitolato l’incontro per presentare e commentare le fotografie che ricordano il paese pedemontano nel Novecento, raccolte nell’ambito del progetto “E quelli di Nimis”. Animatori della serata rievocativa saranno Sabrina Tonutti e Paolo Comuzzi della cooperativa culturale Varianti. Si tratta come si ricorderà, di una bellissima iniziativa subito accolta con entusiasmo dalla popolazione che ha fornito molto materiale che integra quello già ricco e interessante del lascito del concittadino Antonio Grassi.
Questi due primi incontri novembrini fanno parte del bellissimo programma messo a punto per tutto il mese nell’ambito di “Cultura in Festa”. E seguono, come dicevamo, quello con Antonella Sbuelz, la feconda scrittrice udinese che ha presentato il suo nuovo libro di poesie “Il mondo è triste senza di me”. La pluripremiata autrice friulana ha intrecciato, nell’occasione, un proficuo dialogo con Martina Del Piccolo, giornalista e critica letteraria, coinvolgendo anche il pubblico.

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In copertina, Antonella Sbuelz con Angelika Pfister e Martina Del Piccolo in Biblioteca.

Nimis, stasera aperitivo letterario con Antonella Sbuelz dopo la bellissima domenica dedicata alle “acque di casa”

(g.l.) Dopo la bellissima domenica dedicata a una migliore conoscenza delle “acque di casa”, che bagnano cioè il territorio di Nimis – i torrenti Cornappo e Torre -, ma anche del Tagliamento, il “re dei fiumi alpini” – tanto che, riteniamo, meriterebbe di essere considerato dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità – questa sera, alle 18.30, nella Biblioteca civica di via Matteotti appuntamento con la scrittrice Antonella Sbuelz che presenterà il libro “Il mondo è triste senza di me – Poesie per gioni dritti e storti” (Feltrinelli): durante l’aperitivo letterario, la poetessa dialogherà con la giornalista Martina Del Piccolo. «Ogni giorno regala una scoperta – si legge in una breve presentazione di questo nuovo lavoro dell’autrice udinese -. I sorrisi sdentati, le pozioni magiche, le fantasticherie, i supereroi da riconoscere nella quotidianità, le paure da affrontare e i sogni da custodire. Le poesie di questa raccolta raccontano con brio e giocosità le piccole grandi sfide della vita di bambine e bambini. Un universo di esperienze e sensazioni tutto da scoprire a ritmo di rime, per conoscere se stessi e il resto del mondo e fare della propria vita – anche grazie all’immaginazione – un capolavoro».

Antonella Sbuelz

Ma torniamo a domenica scorsa e all’evento inaugurale di “Cultura in festa” nella sua programmazione autunnale. Una sessantina le persone, anche da fuori paese – come ha riferito la responsabile della Biblioteca comunale di Nimis, Angelika Pfister -, quelle che si sono raccolte in piazza per partecipare alla passeggiata naturalistica guidata da Renzo Paganello, esperto del Club alpino italiano, lungo il Cornappo, il torrente che, nascendo dal Gran Monte, scende verso Torlano e attraversa tutto il territorio comunale regalando scorci molto suggestivi. «Renzo Paganello ci ha spiegato momenti storici del nostro territorio e ci ha fatto vivere la sua Nimis ed il nostro Cornappo, mentre Cristina Noacco ci ha letto dal suo testo sul Torre esperienze di vita e vicissitudini sul torrente che nasce dai Musi. Dopo un rinfresco nelle sale della Biblioteca, Fabrizio Zanfagnini ci ha portato in un bellissimo viaggio – in volo, ma non solo – lungo il Tagliamento, accompagnando Cristina Noacco nella sua escursione in bicicletta lungo il fiume. Un film meraviglioso – cercate di vederlo se non l’avete visto! -. Il montaggio di Cristina Noacco sulle acque del Torre, poi, ci ha fatto sentire tutt’uno con la bellissima natura che ci circonda».

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In copertina e nelle due foto qui sopra l’escursione sul suggestivo torrente Cornappo con Renzo Paganello; in alto, il fotografo e film-maker Fabrizio Zanfagnini con Angelika Pfister e Cristina Noacco, socia del Club per l’Unesco di Udine.

Il Tagliamento “re dei fiumi alpini” ricchezza naturale da salvaguardare: oggi a Nimis un film di Fabrizio Zanfagnini

di Giuseppe Longo

Oltre al Cornappo e al Torre, oggi a Nimis si porrà sotto la lente anche il Tagliamento, fiume che scorre lontano dal paese pedemontano ma non per questo è poco amato. Tutti, infatti, vogliono bene a quello che è riconosciuto come il “re dei fiumi alpini”, uno dei pochissimi ormai – se non addirittura l’unico – che scorre quasi totalmente nel suo letto naturale, disegnando un suggestivo reticolo di corsi d’acqua, limpidissima, che offrono immagini davvero incomparabili. Una caratteristica che deve essere preservata il più possibile e magari beneficiare un giorno non lontano – questo il nostro modesto auspicio – anche dell’importante riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’Umanità, al pari di quelli che l’Unesco ha attribuito anni fa alle Dolomiti Friulane, nel Fornese, e al sito palafitticolo Palù di Livenza (tra Caneva e Polcenigo, in provincia di Pordenone), bellezze naturalistiche fra le più significative della nostra regione.

Fabrizio Zanfagnini


A parlare del Tagliamento oggi a Nimis sarà il documentarista e fotografo – con studi in Agraria – Fabrizio Zanfagnini, il quale concluderà la giornata che, sotto l’importante aspetto della cultura naturalistica, inaugura il cartellone autunnale della Biblioteca comunale di Nimis con il coordinamento della sua responsabile Angelika Pfister. L’appuntamento è alle 18.30 nella sede di via Giacomo Matteotti, al termine della escursione lungo il Cornappo guidata da Renzo Paganello, del Club alpino italiano, e prevede la proiezione del film “I segreti del Tagliamento” dello stesso film-maker udinese. Al termine, Cristina Noacco presenterà un montaggio di foto e video da titolo “La Via del Torre”.
Il Tagliamento – “Taiament” nel friulano parlato a Nimis – è il più importante fiume del Friuli Venezia Giulia, regione nella quale si sviluppa con una lunghezza di ben 170 chilometri. Come dicevamo, è considerato l’unico a carattere torrentizio dell’intero arco alpino ed uno dei pochi in Europa a conservare l’originaria morfologia a “canali intrecciati”, meritando l’appellativo, o meglio, il giusto riconoscimento di “ultimo fiume selvaggio d’Europa”. Nasce nell’Alto Veneto, nel Comune di Lorenzago, nei pressi del Passo della Mauria. Superato il Cadore, entra nel territorio friulano, anzi della Carnia, nel territorio di Forni di Sopra, per scendere poi nel Tolmezzino attraverso quella che è denominata proprio Valle del Tagliamento. Quindi raggiunge il Gemonese e il Sandanielese. Davvero spettacolari le immagini che si possono osservare dal monte di Ragogna sia a nord che a sud, dove il fiume si avvia, placido, dopo aver superato Codroipo e San Vito, verso Latisana e la foce tra tra Lignano Riviera e Bibione.
Un bellissimo modo, insomma, per inaugurare il fitto programma di “Cultura in festa – La nostra Biblioteca comunale di Nimis”, proprio all’insegna della conoscenza, valorizzazione e tutela di questi tre meravigliosi corsi d’acqua – Cornappo, Torre e Tagliamento, appunto – e dei loro ambiti fortunatamente ancora naturali che tutti dobbiamo sentirci impegnati a salvaguardare anche a beneficio delle future generazioni.

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In copertina e qui sopra ecco due suggestive immagini del fiume Tagliamento.

Nimis e Lannach “gemelli” per almeno altri 35 anni! Che bella festa alle Pianelle per rinnovare i legami di amicizia. Arrivederci in ottobre nel paese stiriano

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Ci troviamo qui riuniti per celebrare una ricorrenza che possiamo definire storica per le nostre due comunità: trentacinque anni fa, il 10 di settembre, veniva siglato il gemellaggio tra i nostri due Comuni ed oggi siamo perciò a festeggiare assieme, con gioia e commozione, questo importante traguardo. Nel corso di questi anni i legami fra i nostri due Comuni si sono stretti attorno ai principi di libertà, fraternità, democrazia, pace e cooperazione. Credo di poter affermare che le due comunità hanno saputo dare piena e concreta attuazione a questi nobilissimi principi, coinvolgendo nell’esperienza del gemellaggio tante associazioni, tante famiglie e tantissimi cittadini, raggiungendo obiettivi importantissimi (penso all’ottenimento del Diploma europeo e della Bandiera europea)». Sono le parole con cui il commissario straordinario Giuseppe Mareschi ha esordito nel suo indirizzo di saluto alla comunità di Lannach giunta a Nimis, con il borgomastro Josef Niggas, per celebrare il 35° anniversario del gemellaggio sottoscritto ufficialmente nell’ormai lontano 1989, in occasione dei tradizionali festeggiamenti settembrini, nel ricordo di Rodolfo Zilli, lo scultore partito bambino da Nimis con la sua famiglia e che aveva proprio nel Castello di Lannach lo studio-laboratorio.

«Sono persone che grazie anche al gemellaggio – ha ripreso il dottor Mareschi – hanno potuto maturare una vera coscienza europea. Il percorso di unificazione europea deve certamente ancora compiersi e molto resta da fare in termini politici, economici e sociali, ma esperienze come la nostra dimostrano che non c’è un’altra via per garantire ai nostri popoli ed al mondo intero un futuro di serenità e di prosperità. Non dimentichiamo, infatti, che l’Unione Europea ha consentito ai nostri popoli di vivere il più lungo periodo di pace dai tempi di Ottaviano Augusto. Posso dire che le due comunità credono fortemente in questo progetto e si impegnano perché lo stesso continui a crescere. Le amicizie che si sono formate, le esperienze che sono state vissute, le storie che sono state scritte in questi trentacinque anni testimoniano più di qualunque discorso ed oltre ogni commemorazione che la scelta di percorrere la strada del gemellaggio era e rimane corretta. La consapevolezza di aver saputo e voluto dare un piccolo ma prezioso contributo per la realizzazione di quell’ideale europeo, per il quale si impegnarono personalità illustri del nostro continente, è motivo di orgoglio da un lato e di responsabilità dall’altro». E ha aggiunto: «Ringrazio pertanto tutti coloro che si sono finora impegnati perché il nostro gemellaggio viva e dia frutti, e penso ai sindaci – Germana Comelli, chi scrive, Renato Picogna, Danilo Gervasi, Walter Tosolini, Gloria Bressani e Giorgio Bertolla, ndr – ed agli amministratori che si sono succeduti, alle tante associazioni ed alle tantissime famiglie che negli anni sono state coinvolte. Un grazie e un affettuoso saluto al professor Rodolfo Zilli per il suo generoso e indefesso impegno a favore del gemellaggio, al borgomastro Max Röck e al sindaco Walter Tosolini. Sono certo che l’affetto che ci lega e che il gemellaggio suggella, testimoniato proprio da questa grande e spontanea partecipazione che da ormai trentacinque anni caratterizza gli incontri fra le nostre due comunità, ci aiuterà a scrivere negli anni a venire nuove bellissime pagine della nostra storia insieme. Viva il gemellaggio, viva l’Europa Unita e viva Lannach!». Il commissario ha quindi concluso: «Abbiamo pensato a un ricordo per questa giornata, ma l’artista cui abbiamo commissionato l’opera la sta ultimando. La porteremo a Lannach il prossimo mese. Però un omaggio al sindaco: Nimis è Citta del vino. Ogni anno organizziamo un evento “Diamo un taglio alla sete”. Una grande iniziativa di amicizia e solidarietà da tutto il mondo che, attraverso l’acquisto di vino, finanzia e realizza pozzi di acqua dolce in Africa. Ma che vino! È un vino solidale, ottenuto da più uve donate da enologi di tutta Italia. Buonissimo. Ed è proprio lo spirito del nostro gemellaggio: unire mondi e persone diverse per realizzare, con generosità, un armonico insieme. E infine grazie alla Pro Loco di Nimis per quello che hanno preparato per noi».

Applauditissime le parole di Giuseppe Mareschi – incaricato di amministrare il Comune di Nimis fino alle elezioni amministrative della prossima primavera – anche da parte della rappresentanza di Lannach che ne ha appreso il significato grazie alla simultanea traduzione di Angelika Pfister, la direttrice della Biblioteca civica. Cosa che ha fatto anche con il successivo saluto del borgomastro Niggas, il quale ha sottolineato quanto la cittadina stiriana tenga a questo rapporto di amicizia con Nimis e si impegni per mantenerlo sempre vivo e conservarlo nel tempo. Almeno per i prossimi 35 anni, ha aggiunto qualcuno con una battuta che però non si discosta certamente dalla realtà, perché significa “per sempre”. Niggas ha, pertanto, dato appuntamento agli amici friulani il 6 ottobre a Lannach quando, in occasione della festa paesana – come appunto la “Sagre des Campanelis” a Nimis – saranno rinnovati i patti del gemellaggio sottoscritti qui su una bella pergamena, portata dalla stessa delegazione austriaca, dal commissario comunale e dal Bürgermeister.
La breve ma simpatica e significativa cerimonia sotto il pronao del Santuario delle Pianelle – conclusa da un apprezzatissimo pranzo predisposto proprio dalla Pro Nimis guidata da Mario Srebotuyak – aveva fatto seguito alla Messa solenne per la ricorrenza della Natività della Madonna celebrata da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha sottolineato l’importanza del vincolo di amicizia che ormai da tanti anni lega i due paesi, donando infine un ricordo al sindaco Niggas: quel Cristo morto e risorto, presente in tutte le case della Parrocchia, che testimonia il trionfo della vita e quindi del bene sul male, quale sprone a credere in un futuro di pace e di fratellanza fra i popoli. Valori che sono insiti nello stesso gemellaggio e che saranno ribaditi nel prossimo mese, appunto, a Lannach. Ricordando ancora una volta quel grande friulano, Rodolfo Zilli, nel cui nome le due comunità si sono incontrate e sono diventate saldamente amiche.

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In copertina, il borgomastro di Lannach e il commissario di Nimis firmano la pergamena con cui si rinsalda il gemellaggio sottoscritto 35 anni fa; all’interno, la Messa celebrata da monsignor De Tina, i discorsi dei sindaci e cittadini dei due paesi che hanno partecipato alla bella cerimonia sotto il portico del Santuario.

Quelle vecchie foto di Antonio Grassi calzolaio-guaritore aiuteranno Nimis a “raccontare” la storia del secolo scorso

di Giuseppe Longo

NIMIS – Viveva a Udine, ma il suo cuore era sempre rimasto a Nimis. Tanto che del suo amato paese aveva messo insieme un vero e proprio archivio di fotografie e testimonianze del secolo scorso. Era Antonio Grassi, che qui ormai pochi ricordano, fratello minore del più noto Giovanni, entrambi calzolai della famiglia “Pacjeck”, ma il secondo conosciuto anche come “mago di Nimis”, perché tra una suola e l’altra era abile anche a leggere la mano e a scrutare nel futuro individuale o della comunità. Antonio, invece, aveva la dote non comune di “guaritore”, tanto che aveva inventato delle straordinarie “solette terapeutiche”, che risultavano efficaci per «combattere insonnia, nevrosi, artrosi cervicale, morbo di Burger e altri mali», come si legge in un articolo del Messaggero Veneto che informava della sua scomparsa, avvenuta a 76 anni. Infatti, in viale Volontari della Libertà, «la sua bottega era un ritrovo. Vi entravano in molti, durante una giornata, e non sempre per affidarsi alla sua abilità di calzolaio. Lui consigliava e curava».

Due immagini dell’incontro in Biblioteca.

E proprio la sua preziosa raccolta fotografica farà da base al progetto “… e quelli di Nimis – Un viaggio nella Nimis di un secolo fa attraverso l’archivio di Antonio Grassi, archivi familiari e testimonianze d’oggi” messo a punto dalla Biblioteca comunale diretta dalla bravissima Angelika Pfister con la finalità di costruire una importante “memoria” storica del paese. Il progetto è stato presentato nel salone delle vecchie scuole elementari di via Matteotti, dove ha sede la ricca raccolta libraria, dinanzi a un folto numero di persone incuriosite dalla originale iniziativa. A ricordare il nonno, che volle essere sepolto proprio a Nimis – come del resto il fratello Giovanni, che ormai anziano e malato per anni era andato a vivere a Osoppo ospite del figlio -, Sabrina Tonutti, antropologa e quindi particolarmente sensibile al tema in questione, e Paolo Comuzzi della Cooperativa culturale Varianti che si occupa del progetto di ricerca storico-fotografica. Mentre la prima ha raccontato come, assieme alla mamma Graziella, sia venuta a conoscenza – quasi casualmente – della preziosa documentazione sul paese messa pazientemente assieme da Antonio durante tutta la vita, il secondo ha illustrato come si svilupperà il progetto della Biblioteca civica e le iniziative che vi potrebbero essere collegate, fra cui quella molto interessante, riassunta anche in un libro, realizzata dall’Associazione I Colonos a Villacaccia di Lestizza.
La parola ora passa, dunque, ai cittadini di Nimis. Tutti coloro che desiderano collaborare al progetto di ricerca – sempreché siano in possesso di materiale storico interessante – sono pertanto invitati a portare le immagini alla Biblioteca comunale, dove saranno scansionate e subito restituite. La prima data è quella di martedì prossimo, 21 maggio, dalle 17.30 alle 19. Ma poi ce ne saranno anche altre, con l’obiettivo, appunto, di creare una “storia fotografica” del paese del secolo scorso. Anche se non sarà un lavoro facile. Non va dimenticato, infatti, che il 29 settembre 1944 la maggioranza delle case venne incendiata dai nazisti per rappresaglia, per cui molti ricordi familiari o del paese, purtroppo, andarono irrimediabilmente perduti.

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In copertina, il calzolaio Antonio Grassi con le sue “solette terapeutiche”.