Tarcento, non sarà un anno semplice prevede il Vecchio Venerando dopo l’accensione del Pignarûl Grant una storica tradizione simbolica del Friuli

«Il Pignarûl Grant è una tradizione profondamente simbolica per il popolo friulano e per il Friuli Venezia Giulia: nel gesto ancestrale della lettura del fumo e del fuoco ritroviamo i buoni auspici per il nuovo anno e un messaggio forte di comunità, coesione e partecipazione», ha affermato l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, intervenendo ieri sera al fuoco epifanico di Tarcento. Sul colle di Coia, accanto al Cjstielat, si è acceso il più grande falò propiziatorio della regione, dal quale, secondo tradizione, hanno preso avvio anche i “pignarûi” delle frazioni e dei paesi vicini. Alla suggestiva manifestazione, oltre a un folto pubblico, sono intervenuti anche il sindaco Mauro Steccati e l’arciprete Luca Calligaro.

Nel richiamare le parole del Vecchio Venerando – ruolo nel quale ha esordito il concittadino Andrea Maroè dopo avere ricevuto il testimone da Giordano Marsiglio -, il quale ha tratto gli auspici dalla direzione del fumo sottolineando l’impegno richiesto a tutti in un anno che si preannuncia non semplice, Barbara Zilli ha evidenziato come «l’impegno nelle nostre comunità locali rappresenti l’essenza dei valori che ci contraddistinguono e che vanno oggi rinsaldati». L’esponente della Giunta Fedriga ha, quindi, ricordato come il 2026 sia un anno particolarmente significativo per l’identità friulana, segnato dal 50° anniversario del terremoto del Friuli, richiamando lo spirito di solidarietà, responsabilità e coesione che allora permise la rinascita dei territori.
Barbara Zilli ha infine ringraziato i volontari che hanno realizzato il falò alto 15 metri, gli Alpini di Coia, la Pro Loco, l’amministrazione comunale e le Forze dell’ordine, i “mascarârs di Tarcint” e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita del tradizionale evento, capace di richiamare migliaia di persone. «Lo spettacolo di luce – ha aggiunto l’assessore regionale – rappresentato il momento culminante della tre giorni di festa organizzata dalla Pro Loco assieme al Comune, una tradizione che si rinnova dal 1928 e che continua a essere un forte elemento di valori condivisi, partecipazione e identità per l’intera comunità del Friuli Venezia Giulia».

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In copertina e all’interno alcune immagini del grande falò di Tarcento dal quale il Vecchio Venerando ha tratto gli auspici per il nuovo anno: era presente anche l’assessore regionale Barbara Zilli.

(Foto Regione Fvg)

Epifania a Tarcento, dopo il Palio vinto da Collerumiz oggi grande attesa per il verdetto del “Pignarûl Grant” con il debutto di Andrea Maroè che ieri ha ricevuto le consegne dal Vecchio Venerando emerito Giordano Marsiglio

(g.l.) Grande festa dell’Epifania oggi a Tarcento che, dal punto di vista religioso, vivrà il suo momento culminante nella Messa solenne che monsignor Luca Calligaro celebrerà alle 11 nel Duomo di San Pietro Apostolo. Un rito anticipato ieri pomeriggio dal suggestivo Esorcismo e dalla benedizione dell’Acqua e del Sale secondo l’antica ritualità della Chiesa patriarcale di Aquileia. Al termine dei quali l’arciprete ha benedetto il “Palio dei Pignarulars”, prima della combattutissima gara dei carri infuocati che, per la cronaca, è stato vinto dal gruppo di Collerumiz.


Ma oggi l’attenzione è tutta puntata sul “Pignarûl Grant” allestito dinanzi ai ruderi del Castello di Coia dove debutterà il nuovo Vecchio Venerando – ma neanche tanto, vista la sua età anagrafica – per trarre gli auspici per l’anno appena cominciato dalle volute di fumo che si alzeranno dal magico falò, il più atteso del Friuli. Sarà infatti Andrea Maroè, il noto esperto tarcentino di arboricoltura, a vestire i panni del saggio, ruolo ricoperto per tanti anni da Giordano Marsiglio che, proprio per la sua anzianità, ha deciso di passare la mano. E lo scambio di consegne è avvenuto proprio ieri sera dopo la benedizione del Palio e della consegna del fuoco epifanico che servirà appunto oggi per l’accensione della grande pira di Coia. Con il presidente della Pro Tarcento, Nazareno Orsini, a festeggiare e ringraziare Giordano Marsiglio – che d’ora in poi potremmo chiamare “Vecchio Venerando emerito” – il sindaco Mauro Steccati e il parroco Luca Calligaro che per l’occasione hanno indossato i panni dell’ufficialità, con fascia tricolore il primo e abiti prelatizi il secondo, proprio per sottolineare l’importanza del momento nella vita delle antiche tradizioni epifaniche tarcentine. L’accensione del “Pignarûl Grant” sarà preceduta come sempre dalla suggestiva rievocazione storica.


Giungono, dunque, al culmine le celebrazioni post-natalizie di Tarcento che si erano aperte domenica con la consegna dei prestigiosi Premi Epifania e in vista delle quali è stata data alle stampe la bellissima rivista annuale “Il Pignarûl” – settantesima edizione – diretta dal professor Luigi Di Lenardo. Un vero e proprio volume di storia, cultura, tradizioni e vita tarcentina da conservare gelosamente. Ma su questa pubblicazione dedicheremo una illustrazione adeguata proprio al termine di queste sentite manifestazioni epifaniche, il cui fascino senza tempo continua a coinvolgere e appassionare i friulani.

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In copertina, il sindaco Mauro Steccati e l’arciprete Luca Calligaro festeggiano Giordano Marsiglio “Vecchio Venerando emerito”; all’interno, il gruppo di Collerumiz che ha vinto il palio, lo scambio di consegne tra Marsiglio e Andrea Maroè presente il presidente della Pro Tarcento Nazareno Orsini e la corsa dei carri infuocati.

(Le bellissime foto sono tratte da Sei di Tarcento se… su Facebook e sono opera di Lisa Covalero che 2017-26.friulivg.it ringrazia sentitamente)

Tarcento, a Protezione civile Fvg (nel ricordo del terremoto di mezzo secolo fa) e Tommaso Cerno il Premio Epifania

(g.l.) La Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, alla vigilia delle celebrazioni per il 50° anniversario del terremoto, e il giornalista udinese Tommaso Cerno, da poche settimane direttore responsabile de “Il Giornale”, il famoso quotidiano fondato oltre mezzo secolo fa dal grande Indro Montanelli – ma che fino a una decina di anni fa era stato anche alla guida del “Messaggero Veneto” -, sono i titolari del Premio Epifania 2026, il “cavalierato del Friuli”, giunto alla sua 71ma edizione. «Il Premio Epifania è un omaggio all’identità friulana, alle persone che ne interpretano i valori, l’impegno, la storia – anche difficile – della nostra comunità, caratterizzata dalla capacità di andare sempre avanti con impegno e umiltà», ha affermato infatti l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, partecipando stamane, a Udine, alla presentazione dell’Epifania Friulana di Tarcento in occasione della quale sono stati, appunto, anticipati i nomi dei vincitori dell’annuale, prestigioso riconoscimento.


Alla presentazione della 71ma edizione sono intervenuti anche alcuni dei componenti della commissione che aveva proprio il compito di scegliere i nuovi destinatari del Premio Epifania, tra cui il sindaco di Tarcento Mauro Steccati, il presidente delle Pro Loco regionali Pietro De Marchi e quello della Pro Tarcento Nazareno Orsini, oltre a Renato D’Argenio e Amos D’Antoni, in rappresentanza dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, e a Edy Morandini in rappresentanza del Consiglio regionale.
«Scegliere di premiare la Protezione civile regionale significa cementare la comunità friulana nel ricordo del terremoto, oltre che esaltarne la capacità di riscatto a 50 anni da una immane tragedia che ne ha segnato il passato, il presente e il futuro. Questo riconoscimento simboleggia anche la gratitudine che il popolo friulano rivolge alla Protezione civile, nata in quella circostanza, e ai tanti volontari che intervengono ogni giorno senza guardare ai rischi e ai pericoli che corrono per portare soccorso e aiuto», ha aggiunto Barbara Zilli ricordando che «il 2026 sarà un anno ricco di eventi e iniziative in memoria del cinquantesimo anniversario del terremoto in cui ci raccoglieremo nel senso di pietà per i nostri morti e testimonieremo la riconoscenza verso tutti coloro che tanto hanno fatto allora per consentire al Friuli di ripartire e di ricostruire attraverso quel modello che è ancora un esempio; tutta la Regione sarà impegnata a lasciare in eredità anche un patrimonio di studio e formazione che vada a beneficio dei giovani per un futuro fatto di conoscenza, consapevolezza e attaccamento alle proprie radici».
Riferendosi al premiato Tommaso Cerno, l’assessore Zilli ne ha richiamato «la competenza e la professionalità con cui è giunto alla direzione di una importante testata nazionale; siamo certi che nell’esercizio del suo ruolo rappresenti il grande valore del “modello Friuli”, così come si è delineato nella ricostruzione post-terremoto, interpretando al meglio le sfide che ci aspettano». Alla conferenza stampa ha partecipato anche il nuovo Vecchio Venerando, Andrea Maroè, che il 6 gennaio prossimo – raccogliendo il testimone di Giordano Marsiglio, ritiratosi per questioni d’età – sarà protagonista in occasione del “Pignarùl Grant” di Coja: sarà lui, infatti, a trarre dalla direzione del fumo della pira ardente gli auspici per l’anno nuovo. Un responso sempre molto atteso, nel rispetto di un’antica tradizione friulana.

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In copertina, il sindaco di Tarcento Mauro Steccati con l’assessore regionale Barbara Zilli; all’interno, tutti gli intervenuti alla presentazione del Premio Epifania a Udine.

(Foto Regione Fvg)