Master di Università e Confindustria a Udine: le inquietudini economiche e sociali sotto la lente di Carlo Cottarelli

Sarà Carlo Cottarelli a tenere la “lectio magistralis” sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine in occasione della graduation dell’Executive Master in Business Administration, il prestigioso percorso di specializzazione in campo economico-gestionale organizzato dall’Ateneo friulano e Confindustria Udine. Appuntamento venerdì 9 maggio, alle 21, con ingresso libero (biglietto ritirabile all’ingresso), per la consegna dei diplomi ai 68 studenti che hanno concluso il percorso formativo biennale con il coinvolgimento di qualificati docenti provenienti da Italia e dall’estero: gli allievi, età media 43 anni, sono imprenditori, manager, quadri di grandi e piccole aziende e provengono non solo dal Friuli Venezia Giulia, ma anche da Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Sardegna e pure dall’Austria.
La “lectio magistralis” di Carlo Cottarelli, economista di fama internazionale, editorialista, già presidente del consiglio incaricato e per anni figura di riferimento al Fondo Monetario Internazionale, si concentrerà sull’analisi dell’attuale contesto geopolitico internazionale, caratterizzato da crescenti tensioni economiche e politiche tra le principali potenze globali. Specifica attenzione sarà dedicata al ritorno del protezionismo, al ruolo crescente delle tariffe doganali, come strumento di politica economica e commerciale, e alle implicazioni che queste dinamiche hanno sulla stabilità globale e sui rapporti tra Stati.
Prima della proclamazione, sul palco del “Giovanni da Udine” salirà il vicedirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, che intervisterà alcuni allievi che hanno concluso questo percorso e che poi introdurrà Carlo Cottarelli.
Al termine degli interventi si terrà la cerimonia di consegna degli attestati in perfetto stile anglosassone: uno a uno i 68 studenti saranno chiamati sul palco per le foto di rito assieme al prorettore vicario dell’Università di Udine, Andrea Cafarelli, al presidente e al direttore di Confindustria Udine, Luigino Pozzo e Michele Nencioni, e al direttore del Master Marco Sartor per il tradizionale lancio del tocco.
«Questo Master rappresenta un esempio concreto di come la sinergia tra mondo accademico e industria possa generare risultati di grande impatto», sottolinea il professor Sartor. «In sei anni abbiamo attivato a Udine, Milano e Trento 18 classi, offrendo – in collaborazione con Confindustria Udine – un’opportunità di alta formazione unica nel panorama nazionale. Si tratta di un percorso di eccellenza che è solitamente proposto da organizzazioni private a costi molto elevati. Come Ateneo pubblico, invece, lo rendiamo accessibile a un prezzo equo, con l’obiettivo di offrire un’opportunità di sviluppo sull’intero territorio nazionale».
Anna Mareschi Danieli, past president di Confindustria Udine e co-ideatrice del Master: «Con questo progetto, si è fatto un salto di qualità nelle relazioni tra Confindustria e Università di Udine, passando dalla logica della collaborazione a una vera e propria partnership. Con l’Ateneo condividiamo l’obiettivo di avvicinare sempre di più il mondo dell’impresa a quello dell’accademia, ma soprattutto, abbiamo dato insieme una risposta concreta e di qualità a una richiesta di alta formazione espressa dalle imprese del territorio. Siamo partiti da una necessità degli imprenditori e attorno a questa abbiamo costruito insieme una soluzione taylor made, che si è rivelata di successo.
Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine: «Questo master è un ottimo esempio, non certo l’unico, del valore che una forte sinergia tra mondo delle imprese e dell’Università è in grado di offrire al territorio. Le nostre aziende, infatti, cresceranno tanto quanto crescerà qualitativamente e quantitativamente il capitale umano a nostra disposizione, a tutti i livelli di responsabilità e di competenza all’interno delle imprese, in particolare su tematiche che portino una forte capacità di innovazione. A sei anni dal debutto, le centinaia di frequentanti, i corsi già aperti anche a Trento e in Lombardia e le trattative in corso per portare questa esperienza anche in altre regioni italiane, dimostrano che l’Università del Friuli e Confindustria Udine hanno colto nel segno con questa iniziativa condivisa di alta formazione».
Infine, Andrea Cafarelli, prorettore dell’Università di Udine: «Un progetto solido, che risponde pienamente agli obiettivi formativi dei nostri percorsi di alta formazione. Il crescente gradimento è il risultato dell’impegno profuso dagli organizzatori e dalla faculty del master ed è pure la concreta dimostrazione dell’efficacia della costante interazione tra la nostra Università e il tessuto economico e produttivo regionale e nazionale».

L’evento è organizzato in collaborazione con vicino/lontano.
L’ingresso in teatro è libero.

—^—

In copertina, l’economista Carlo Cottarelli che venerdì sarà a Udine.

E tre! A Udine torna “Open Dialogues” e il Fvg si ritrova al centro dei nuovi scenari geopolitici e degli impatti socioeconomici

È di nuovo il momento di “Open Dialogues for the Future”. Udine torna al centro del dibattito sugli scenari geopolitici internazionali e sui loro impatti socioeconomici. È stata, infatti, presentata ieri la nuova edizione del forum voluto dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine in collaborazione con The European House-Ambrosetti e con la direzione scientifica di Federico Rampini: dopo il successo delle prime due edizioni, nel 2023 e nel 2024, e l’anteprima milanese dello scorso dicembre alla presenza dell’ambasciatrice italiana a Washington Mariangela Zappia, l’evento è pronto ad “andare in scena” giovedì 6 e venerdì 7 marzo prossimi, confermandosi piattaforma di confronto che coinvolge esperti, accademici, leader d’impresa e responsabili istituzionali.


Alla conferenza stampa di lancio sono intervenuti, ospiti in regione dell’assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini, il presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, in videocollegamento da New York il direttore Rampini e Filippo Malinverno di The European House-Ambrosetti, in qualità di coordinatore del programma del forum. Ad aprire i lavori, i saluti dei partner: il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi, il presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini e il prorettore vicario dell’Università di Udine, Andrea Cafarelli. «Il futuro nasce dalla conoscenza e, in tempi particolarmente complessi e di veloce cambiamento come quelli nei quali viviamo, che ci impongono una riflessione concreta e un approfondimento costante rispetto alle dinamiche della geopolitica e della geoeconomia del nostro pianeta, Open dialogues for the future ci fornisce importanti possibilità di confronto. Si configura come un utile e attuale strumento di orientamento, una bussola per la navigazione in una dimensione sociale ed economica che ha un impatto sulla vita di tutti i cittadini, delle istituzioni e della realtà imprenditoriale. Per questo la Regione Friuli Venezia Giulia sostiene questa intensa due-giorni con esperti, accademici, leader di impresa e responsabili istituzionali», ha osservato Bini che ha portato l’adesione della Giunta guidata da Massimiliano Fedriga.
Se il 2024 è stato un anno di grandi elezioni, il 2025 si presenta a sua volta come cruciale per la “messa a terra” dei programmi elettorali, in particolare – ma non solo – di quegli Stati Uniti che proprio a inizio 2025 hanno visto l’insediamento del nuovo governo Trump. Un fatto già di per sé in grado di incidere in modo significativo sulla situazione internazionale e specialmente sui tanti fronti caldi aperti, a partire dal perdurante conflitto in Ucraina fino al più recente e profondamente incerto fronte in Medio Oriente. Non solo: si pensi all’emergere di nuove alleanze e strategie commerciali e alle chiusure (spesso brusche) di rotte e relazioni che apparivano consolidate da decenni, alle nuove potenze economiche che si affacciano sulla scena o ancora a una Germania, storico punto fermo, oggi in difficoltà sulla scia dell’esposizione verso la Cina, e alle conseguenze che si ripercuotono sull’economia italiana e del Fvg in particolare.
Come nelle scorse edizioni, il collegamento con la realtà istituzionale e imprenditoriale locale sarà centrale. Il sistema-regione è infatti da sempre vocato all’export e all’innovazione per competere sui mercati internazionali e in particolare su quegli Stati Uniti che saranno oggetto di un approfondimento specifico, in quanto mercato su cui il Friuli Venezia Giulia sta puntando in questi anni. E la Regione Fvg è infatti uno dei partner di Open Dialogues: assieme a essa, a sostenere il forum della Cciaa Pn-Ud ci sono Comune di Udine e Fondazione Friuli, unite al patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle imprese e del Made in Italy. Quest’anno, Odff vede anche la partecipazione dell’Università di Udine.
GLI INTERVENTI – «Si consolida con il 2025 il nostro Open Dialogues, contando anche sul supporto di Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli, che assieme alla partecipazione dell’Università ci garantiscono una condivisione istituzionale davvero importante: grazie a questa collaborazione, offriremo tutti insieme un evento partecipato e diffuso nel cuore della città di Udine, storicamente crocevia di popoli e culture e con una spiccata apertura verso tutto il mondo. Un luogo ideale per un confronto a più voci tra autorevoli esperti internazionali, analisti e imprenditori, utile ad aiutare tutti noi a leggere e interpretare meglio questa complessa realtà geopolitica e geo-economica globale in cui siamo immersi, con le nostre imprese, le nostre economie e più in generale con le nostre vite», ha affermato Giovanni Da Pozzo, presidente Camera di Commercio Pordenone-Udine.


«L’America di Trump sorprende, sconcerta, spaventa molti europei. La Germania apre un nuovo capitolo politico e di governo. Due conflitti rimangono aperti alle porte dell’Europa. L’uscita della Cina dalla sua crisi rimane incerta. Il Forum Open Dialogues for the future è l’appuntamento ideale per diradare il polverone, uscire dalla modalità del panico permanente, andare in profondità. Il mondo delle imprese, in particolare, ha bisogno di uno sguardo lucido e nervi saldi, per affrontare il nuovo scenario», gli ha fatto eco da New York Federico Rampini.
«In tre anni di attività siamo riusciti, grazie al costante e importante lavoro di tutti i partner dell’iniziativa, a consolidare Open Dialogues come la principale piattaforma in Italia per l’analisi delle dinamiche geoeconomiche e geopolitiche, garantendo un solido legame con il territorio del Friuli-Venezia Giulia e il suo tessuto produttivo, fortemente votato all’export e quindi esposto a shock esogeni di portata storica. Il programma della terza edizione, di alto livello e intensità, ci guiderà ancora una volta in un’analisi approfondita dello scenario globale odierno, sempre più ricco di sfide ma anche di opportunità», ha poi osservato Filippo Malinverno.
«Siamo felici di essere partner di questa iniziativa insolita, insolita perché ci permette di guardare al mondo e proietta la nostra città in uno scenario più ampio. Grazie a tutti i partner: non è scontato riuscire a costruire una collaborazione così ramificata ed è bello essere seduti insieme al tavolo», ha detto invece- Alessandro Venanzi, vicesindaco di Udine, portando il saluto del primo cittadino Felice De Toni.
«A questa iniziativa ci siamo affezionati da subito e si è rivelata immediatamente eccezionale per gli addetti ai lavori, ma è risultata attrattiva per un pubblico più ampio. Sul tema della geopolitica tutti i noi, imprese e cittadini, dobbiamo imparare ad accorciare le distanze, perché la velocità delle ricadute è oggi estrema, ricadute che ci troviamo nei bilanci delle nostre aziende e nelle famiglie. Dunque questa iniziativa ha anche un importante valore sociale», ha quindi sottolineato Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli. Gli ha fatto seguito Andrea Cafarelli, prorettore Università di Udine: «Abbiamo accolto senza esitazione la chiamata alla collaborazione del presidente Da Pozzo per Odff, che affronta temi di frontiera di grande attualità. Un’iniziativa che ha già fatto il suo rodaggio e si proietta nel futuro come evento stabile e di grande importanza nel suo rivolgersi in particolare ai giovani e soprattutto agli studenti, che coinvolgeremo direttamente».
Infine, la Regione Fvg. «Il programma di Open Dialogues è strategico e non solo per le imprese e questo territorio. Il Fvg è crocevia d’Europa e regione votata all’export, Germania e Usa in primis, su cui continueremo a puntare per lo sviluppo della nostra economia. Personalmente, pur essendo un europeista convinto, sono anche critico nei confronti delle non-politiche industriali che l’Europa sta mettendo in piedi. Quello che mi preoccupa è una certa timidezza da parte dei vertici europei ad affrontare seriamente temi della competitività del continente, che influenzano fortemente il nostro Paese. Sarà dunque interessante ascoltare i dibattiti che Open Dialogues propone, perché ci portano al centro degli eventi in cui tutti siamo coinvolti in prima persona», ha affermato l’assessore alle attività produttive, Sergio Emidio Bini.

LA STRUTTURA – “Open Dialogues for The Future” si articola su due giornate suddivise ciascuna in due moduli (mattina e pomeriggio), ognuno in una sede diversa, sempre nel centro città, con più panel costruiti a seconda dei temi trattati. Il primo giorno è dedicato ad introdurre “il mondo che cambia: scenario geopolitico fra due guerre e tre continenti”, mentre in pomeriggio lo scenario geo-economico sarà al centro dei dibattiti, concentrandosi anche in particolare sulla situazione di Italia, Francia e Germania e con un videocollegamento con l’ex direttore della Cia David Petreus. La seconda mattinata sarà concentrata a comprendere meglio gli Stati Uniti, fra strategie internazionali e dinamiche interne della superpotenza americana, con un focus sui rapporti economici tra Nord America e Friuli Venezia Giulia, mentre il pomeriggio conclusivo sarà come sempre dedicato ai giovani, con un dibattito che porrà al centro le opportunità date dall’innovazione e dall’iniziativa imprenditoriale.

I LUOGHI – Oltre alla sede della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, la terza edizione si apre nuovamente agli attori della vita economica e sociale della città, grazie alla collaborazione dei partner istituzionali. Pertanto, per il 2025, il sipario si alzerà giovedì 6 mattina nella Chiesa di san Francesco, attigua alla sede camerale, e quindi il forum proseguirà giovedì 6 pomeriggio nella sede storica della Fondazione Friuli. La mattina della seconda giornata si terrà invece proprio in Cciaa, in sala Valduga (piazza Venerio), mentre l’evento conclusivo del venerdì 7 pomeriggio sarà a poca distanza, all’Auditorium Sgorlon dell’Università di Udine, in via Margreth.

I panel di Open Dialogues for The Future saranno a ingresso libero su prenotazione, che andrà effettuata tramite modulo online dal sito www.opendialogues.eu, sito ufficiale della manifestazione, dove sarà disponibile il programma aggiornato in tempo reale e da dove si potranno anche vedere in streaming le dirette dei dibattiti.
È possibile seguire l’evento sui social network attraverso l’hashtag dedicato #Odff2025 e sui seguenti canali:
Camera di Commercio di Pordenone-Udine: UP! Economia – YouTube, Instagram, Facebook, e LinkedIn
The European House-Ambrosetti: X e LinkedIn

—^—

In copertina, il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo con l’assessore regionale Sergio Emidio Bini e in collegamento il direttore scientifico Federico Rampini; all’interno, tutti i partecipanti alla presentazione di “Open Dialogues”, il saluto del leader camerale e altre due immagini dell’incontro.