La Notte di Natale a Sant’Andrat tanti applausi alle voci del Fogolâr. E dopo il bellissimo concerto il Circolo Corno offrirà la “gubana gigante” di Cividale

Un bellissimo concerto vocale ha concluso un anno ricco di iniziative e proposte del Circolo culturale Corno. Applausi calorosi, infatti, hanno accompagnato i brani religiosi popolari proposti dalla Corale Fogolâr nella Chiesa di Sant Andrat del Judrio, a Corno di Rosazzo, la vigilia di Natale. La serata musicale era stata promossa, appunto, dal sodalizio guidato da Sergio Paroni in collaborazione con la Parrocchia di Santa Maria del Rosario del paese collinare.
Il concerto ha preceduto la Messa della veglia natalizia celebrata da don Antonio Raddi e animata proprio dalla Corale diretta dal maestro Andrea Boscutti. Un coro interamente maschile che ha eseguito a cappella diversi brani di vari autori contemporanei, tra cui Bepi De Marzi, il fondatore dei famosissimi Crodaioli e autore dell’altrettanto famosa “Signore delle Cime”. Breve e inteso il concerto e altrettanto suggestive le esecuzioni dei canti liturgici che hanno accompagnato la celebrazione eucaristica della Notte di Natale.
Si è trattato, come detto, dell’ultima iniziativa del 2025 del Circolo culturale Corno caratterizzata dalla collaborazione con altre due realtà locali, come la stessa Corale Fogolâr e la Parrocchia della frazione. Ultima, però, per quanto riguarda Corno di Rosazzo, perché nella vicina Cividale il sodalizio di Paroni si è reso promotore della bellissima festa della “gubana gigante” che verrà offerta la sera di Capodanno, sotto la loggia municipale, quale momento beneaugurante per il 2026 appena cominciato. E, simbolicamente, la festa cividalese sarà sicuramente un’ottima premessa per un altro proficuo anno del Circolo.

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In copertina e qui sopra ecco due immagini del concerto a Sant’Andrat del Judrio.

 

Corale Fogolâr, a Sant’Andrat del Judrio la vigilia di Natale coronerà l’intenso anno del Circolo guidato da Sergio Paroni

Gran finale d’anno per il Circolo culturale Corno che, in collaborazione con la Parrocchia di Santa Maria del Rosario, ha promosso a Corno di Rosazzo, nella vigilia di Natale, un concerto nella Chiesa nuova di Sant Andrat del Judrio della corale Fogolâr diretta dal maestro Andrea Boscutti. Alle 21.30 del 24 dicembre il coro a cappella proporrà, infatti, brani di noti compositori contemporanei, come Bepi De Marzi (autore tra l’altro del famosissimo “Signore delle cime”) e Marco Maiero (friulano di Tricesimo), oltre a motivi della tradizione per un augurio in musica alla popolazione locale e agli appassionati dell’arte corale. Al termine, alle 22, nella stessa Chiesa sarà celebrata la Messa della veglia natalizia la cui liturgia sarà animata dalla medesima gruppo vocale.
Si attua in tal modo una fattiva collaborazione tra sodalizi locali (Circolo e Corale) con la Parrocchia foriera di ulteriori sviluppi. L’evento, inoltre, conclude l’intenso anno sociale del Circolo culturale Corno, guidato da Sergio Paroni, costellato da varie iniziative di successo che hanno avuto come fulcro proprio il Comune collinare.

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In copertina, la corale Fogolâr e qui sopra Sergio Paroni presidente del Circolo culturale Corno.

Tapogliano, omaggio ad Arturo Zardini con la Corale Fogolâr e Lis Tarlupulis

«Se tu vens ca su tas cretis…». Sono le prime parole di “Stelutis alpinis”, il brano più noto e commovente della tradizione friulana, oltre che della ricca produzione del suo stesso autore. Tutti lo conoscono e moltissimi sono coloro che lo sanno cantare. Ma non tutti sanno chi l’ha scritto. L’aveva messo sul pentagramma la penna del pontebbano Arturo Zardini pochi anni prima della sua prematura scomparsa, avvenuta nel 1923, quando il musicista aveva appena 54 anni.

Corale Fogolâr


La Corale Fogolâr di Corno di Rosazzo propone un concerto in onore del compositore la sera di domenica 8 settembre, alle ore 20, nella suggestiva cornice della seicentesca Villa Pace di Tapogliano, in via 24 maggio. Lo spettacolo si intitola “Turo – Istorie reâl di Arturo Zardini” e prevede, oltre alla parte musicale curata dal direttore della Corale Andrea Boscutti, la recita di alcuni brani a cura del Gruppo Lis Tarlupulis di Cormons, autore dei contenuti proposti. A patrocinare l’evento sono il Comune di Tapogliano e il Circolo Culturale Corno.
Arturo Zardini nacque a Pontebba il 9 novembre del 1869. La madre – ricorda Franco Colussi nel Dizionario biografico dei friulani – era nativa di Malborghetto, mentre la famiglia paterna, originaria di Pozzo di Codroipo, si era trapiantata dapprima a Cormons e in seguito nel capoluogo del Canal del Ferro. Il ragazzo iniziò la sua formazione culturale, sotto la guida del cappellano e maestro nelle scuole primarie comunali, e quella musicale con il direttore della banda cittadina, il quale lo avviò allo studio della cornetta. Adolescente, a causa delle difficoltà economiche, dovette per quattro o cinque stagioni (da marzo a novembre) risalire la Valcanale e attraversare il confine per recarsi nella vicina Carinzia a lavorare come apprendista muratore. Arruolatosi nel 1888, venne assegnato quale allievo cornettista alla banda del 36° Reggimento di fanteria Pistoia, di stanza a Modena. Durante i quattordici anni di permanenza sotto le armi, ebbe modo di maturare una buona e regolare formazione musicale: dal 1894 al 1898 fu mandato dall’autorità militare all’Istituto musicale di Alessandria per studiare armonia e contrappunto; quindi, rientrato al suo Corpo, venne iscritto ad un corso annuale di perfezionamento al Liceo musicale Rossini di Pesaro dove, il 15 agosto del 1899, conseguì il diploma di direttore di banda; quindi, la nomina a capo musica di banda militare presso il suo 36° Pistoia. Congedatosi nel 1902 col grado di maresciallo maggiore, rientrò a Pontebba, ove costituì un gruppo corale e fu assunto in Comune quale applicato di concetto all’anagrafe e maestro della banda. In quel periodo iniziò la composizione dei suoi canti friulani.
L’intervento in guerra dell’Italia nel maggio del 1915 – scrive ancora Franco Colussi – lo costrinse ad abbandonare nuovamente il paese natale. Profugo dapprima a Moggio, poi a Udine ed infine a Firenze, poté rientrare nel suo devastato e martoriato paese solamente nel 1919, e lentamente riprendere le attività che aveva svolto prima del conflitto. Ricostituì anche il coro di Pontebba, che divenne sicuro riferimento per molte altre formazioni, e dal 1920 lo diresse in numerosi centri del Friuli, intensificando anche l’opera di composizione in “marilenghe”. Nominato nel 1922 cavaliere della Corona d’Italia per la sua meritoria attività, già nell’autunno ebbe i primi sintomi del male che purtroppo lo condusse alla morte a Udine il 4 gennaio 1923. Riposa nel cimitero di San Rocco, nella sua Pontebba.

Lis Tarlupulis

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In copertina, Arturo Zardini (Pontebba, 9 novembre 1869-Udine, 4 gennaio 1923).