La tutela degli anziani fragili: va ripensato il sistema di welfare

«L’emergenza dovuta al Coronavirus ha reso più che evidente come, a protezione degli anziani fragili, sia necessario investire sul potenziamento di un’efficace organizzazione di servizi domiciliari e di territorio: è il buon senso – spiegano all’Associazione De Banfield -, ancor prima della pandemia, che ci insegna come questo sistema garantisca una qualità di vita migliore». In meno di due mesi la onlus triestina – da anni impegnata sul fronte dell’assistenza agli anziani, in particolare quelli fragili, non autosufficienti e con demenza – ha seguito e sostenuto da sola più di 600 famiglie di anziani in difficoltà, avuto 3.500 contatti con richieste di consulenza, consigli e supporto, prestato 250 ausili, evitando così molti ricoveri ospedalieri.
Numeri davvero considerevoli per non suscitare una riflessione: già da molto tempo c’è un grande bisogno – ora più che mai in crescita – di sostegno alle cure domiciliari e da molto tempo è necessario un ripensamento, una nuova programmazione che coinvolga tutte le realtà che da decenni lavorano nel campo della domiciliarità, intesa come soluzione da privilegiare nella cura degli anziani. Anche quelle del volontariato, su cui sempre più, pesano gravosi fardelli portati in solitudine.
Anche le leggi hanno un loro rilievo: quei 3.500 contatti sono richieste arrivate da caregiver – ovvero le persone, quasi sempre familiari, che si occupano in prima linea di anziani con fragilità, demenza o Alzheimer – in difficoltà. Caregiver su cui, nell’emergenza della pandemia, è ricaduto tutto il peso dell’assistenza, ancora e più di prima. I dati nazionali sono chiari: l’89% dei caregivers ha riferito che, durante il Covid, il proprio carico di assistenza è diventato più gravoso. E il 70% ha denunciato una condizione di salute diventata patologica, con carico di stress e ansia.
Questa emergenza ha dunque messo in luce come sia più che mai necessario riprogettare il sistema di welfare e fare in modo che sia centrato anche sul riconoscimento del ruolo del caregiver familiare e sul suo sostegno, attraverso un percorso di innovazione e potenziamento dei servizi per la cura e l’assistenza domiciliari. Per non lasciare le famiglie, ancora una volta, da sole.
«Per questo da anni chiediamo – spiegano ancora alla De Banfield – insieme ad un coordinamento di 9 associazione regionali, una legge regionale che, come già avvenuto in altre regioni, riconosca finalmente l’importante ruolo del caregiver. Strumento necessario anche per potersi allineare con la normativa nazionale, e magari ricevere contributi dedicati».
Un altro pezzo importante del nostro welfare è ormai risaputo basarsi sulle assistenti familiari. A loro va data altrettanta attenzione e soprattutto adeguati strumenti di sostegno e formazione per saper affrontare una realtà di assistenza sempre più complessa e gravata da imprevedibili emergenze come quella del Coronavirus.
La nostra Regione – osserva infine la De Banfield -non si è ancora dotata, ed è tra le poche in Italia a non averlo fatto, di un piano regionale demenze. Sarebbe uno strumento di grande utilità perché finalmente riconoscerebbe una malattia, l’Alzheimer, e lo spettro delle demenze, di cui soffrono 20 mila persone in Friuli Venezia Giulia (un numero più che sottostimato, perché spesso molte persone non hanno una diagnosi). Malati che, come l’associazione triestina ha potuto spesso riscontrare nell’emergenza, sono state tra quelli che, chiusi nelle rsa o nelle loro case, hanno maggiormente patito questa terribile epidemia.

Alzheimer, la memoria smarrita: da tutt’Italia a Trieste 150 racconti

Raccogliere storie di memoria, in particolare quella fragile e perduta, riunire testimonianze di chi è stato o si trova accanto a un malato di Alzheimer è al centro dell’iniziativa letteraria avviata nei mesi scorsi dall’Associazione de Banfield di Trieste con la collaborazione di Alzheimer Italia e con il coordinamento Associazioni Alzheimer Fvg. Il Concorso Letterario “La nonna sul pianeta blu”, unico nel suo genere a livello nazionale, era aperto in questi mesi a chiunque volesse inviare un breve racconto dedicato alla “memoria smarrita”. L’Associazione de Banfield, impegnata da oltre trent’anni nel sostegno e l’ascolto delle persone anziane non autosufficienti, è in prima linea, infatti, anche nel sostegno a chi si prende cura dei malati di Alzheimer, i cosiddetti caregiver, e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica su una problematica che solo in Italia coinvolge circa 1 milione e 200 mila persone. L’Associazione ha aperto, inoltre, quattro anni or sono una struttura completamente dedicata alla malattia di Alzheimer e ai caregiver.

Michela Marzano

In questo contesto è nato il Concorso letterario “La nonna sul pianeta blu”, un titolo ispirato ad una frase pronunciata proprio da una caregiver nel gruppo di sostegno che frequenta nella struttura triestina: quando le parlo mi guarda senza capire e mi sembra se ne stia là, sul suo pianeta blu… La giuria del concorso – composta dai giornalisti Enrico Grazioli, Enzo D’Antona, Leopoldo Petto e Cristiano Degano (presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia), dalla docente di letteratura Maria Cristina Benussi, dalla scrittrice Carla Carloni Mocavero e dal geriatra Gabriele Toigo – è presieduta da Michela Marzano. Filosofa, accademica, saggista italiana, già vincitrice del premio letterario Bancarella (“L’amore è tutto. È tutto ciò che so dell’amore”), il suo ultimo romanzo, “Idda”, parla proprio di memoria perduta e di vite rimesse in discussione dopo la comunicazione della diagnosi di malattia di Alzheimer.

Al Concorso, che aveva chiuso i termini di partecipazione lo scorso 31 gennaio, sono giunti circa 150 racconti da tutta Italia. La giuria ha scelto i 20 racconti vincitori che saranno pubblicati il prossimo settembre in un libro editato in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer. I racconti selezionati provengono da persone residenti su tutto il territorio nazionale, tra Milano, Torino, Rho, La Spezia, Trieste, Udine, Alba, Como, le province di Lucca e Chieti, per citare quelle rappresentate dai vincitori.
Nell’ambito di questi 20 scritti, 4 racconti hanno ricevuto anche una menzione speciale. La presidente Marzano ne ha scelti 3, si tratta degli scritti: “Lei” – di Nausica Manzi di Motedorisio in provincia di Chieti; “Senza nome”, di Serena Barsotelli proveniente da Camaiore, in provincia di Lucca; e “La patente nel cassetto delle posate”, di un’autrice, Martina Lusi, ancora della provincia di Chieti (Mozzagrogna). La stessa Marzano ha espresso queste motivazioni: Lei: “Mi ha colpito per la delicatezza con cui viene raccontato il rapporto tra la voce narrante e Linda, la scrittura tersa, l’inno all’amore”, Senza nome: “Sono rimasta colpita dallo sforzo di narrativizzare soprattutto attraverso i dialoghi, che sono spesso una sfida per chiunque scriva”; La patente nel cassetto delle posate: “bello e intenso l’intreccio familiare tra padre, nipote e nonna, in cui si cercano di mostrare le reazioni diverse di fronte alla malattia di una persona cara”. L’Ordine regionale dei giornalisti, in giuria appunto con il presidente Degano, ha selezionato, invece, per la menzione speciale il racconto “Rosalba”. della triestina Patrizia Sorrentino.
Dei 20 racconti vincitori, altri 4 appartengono ad autori regionali: le triestine Erica Bonanni con “Questione di percezione”, Lucia Catalano con “Sempre bellissima” e Lulù Jacini con “Io e te”, e l’udinese Annarosa Di Guida con il racconto “Nina dammi la mano”.

Patrizia Sorrentino

 

Alzheimer e Covid-19: CasaViola diventa una App per smartphone

CasaViola, aperta dall’Associazione De Banfield di Trieste, nel 2016, in pochi anni è diventata un punto di riferimento per i caregiver, le persone che si trovano ad affrontare, spesso all’improvviso, tutte le complesse attività necessarie per prendersi cura di un familiare con demenza. Dalle consulenze individuali, al supporto psicologico, alle attività per il benessere del caregiver, ai gruppi di autoaiuto, alla formazione: nessuna dimensione del prendersi cura è trascurata.
CasaViola collabora ad ampio raggio con enti di ricerca e istituzioni, locali, nazionali ed europei, per diffondere una cultura dementia-friendly e per migliorare costantemente la qualità dei servizi che offre. In questi tempi di isolamento forzato, si sono sospese di necessità le attività in sede, ma contemporaneamente si è lavorato per offrire la continuità dei servizi attraverso webinar, consulenze telefoniche o in videochat, articoli e video postati sui canali social dell’Associazione. In questo contesto matura l’ultima novità di CasaViola, un’applicazione per smartphone che rappresenta un ulteriore mezzo di contatto fra le famiglie e gli operatori, ma non solo.
L’idea di un’App era sorta già qualche tempo prima del lockdown grazie al supporto di un giovane sviluppatore triestino per alleggerire almeno un po’ la vita dei caregiver, con piccoli servizi dedicati. La pandemia ha portato un’accelerazione, e in poche settimane è già pronto il lancio di una prima versione. Per il momento sarà riservata agli utenti di CasaViola, con una sezione per le notizie generali che riguardano il mondo dell’Alzheimer e delle demenze, all’interno della quale è attiva una sezione “Covid-19” per la gestione degli aspetti legati alla pandemia. C’è un promemoria che si può personalizzare per ricordare visite mediche, assunzione di farmaci o qualsiasi altro evento, un calendario che ricorda le attività di CasaViola con la possibilità di iscriversi direttamente e una sezione dedicata a semplici esercizi per ridurre lo stress e regalarsi qualche minuto di benessere.
Un tutor informatico sarà a disposizione di chi avrà bisogno di aiuto per l’installazione e la messa in opera, anche se è stata pensata per utilizzo molto semplice: non si vuole certo che la App rappresenti un ulteriore stress!

A Trieste i giovani di InterAct-Rotary club a fianco degli anziani

Non si è mai fermata l’attività quotidiana che l’Associazione De Banfield mette in campo a Trieste per le persone anziane, quelle fragili, pluripatologiche, non autosufficienti: un impegno che si è quanto mai rafforzato in queste settimane di domiciliazione forzata a causa del Coronavirus. Da anni la onlus giuliana sta affrontando una crescita costante della domanda d’aiuto e questa emergenza ha aggravato una situazione già molto complessa per la gestione domiciliare degli anziani, soprattutto quelli con patologie di demenza. Solo nell’ultimo anno, sono state 1610 le persone seguite dall’Associazione: 293 quelle affette da demenza e Alzheimer che, con i loro caregiver, hanno usufruito dei servizi a loro dedicati, mentre 118 sono state le persone che hanno usufruito del servizio quotidiano di assistenza domiciliare e gli ausili sanitari prestati hanno ampiamente superato il migliaio.

In tempi di Coronavirus il volontariato si sta facendo carico di buona parte dei servizi e delle iniziative di aiuto alle persone più deboli, con il preciso obiettivo di proteggere la fascia più colpita da questa epidemia e mettere in campo servizi che evitino il ricorso all’ospedalizzazione. In particolare, l’Associazione de Banfield si cura della fascia drammaticamente più colpita da questa epidemia: quella degli anziani. Si tratta di far fronte ad una emergenza non solo sanitaria ma anche sociale di enorme portata che richiede risposte di medio e lungo periodo. È un momento in cui è particolarmente importante poter contare sulla solidarietà di tutti, così come ci racconta la splendida collaborazione tra la De Banfield e i giovanissimi volontari di InterAct-Rotary club, che da molte settimane ormai si occupano della consegna di spesa, farmaci, giornali e il disbrigo di piccole commissioni.

Proprio da queste premesse si rileva quanto mai utile per l’Associazione l’aiuto concreto arrivato in queste ore da parte del Rotary Club Trieste Nord, presieduto da Fabio Radetti, che ha espresso il suo supporto con una donazione in denaro: accanto all’elargizione in favore della Comunità di Sant’Egidio, infatti, 1500 euro sono stati devoluti a favore della De Banfield che li tradurrà in 88 ore di assistenza domiciliare professionale. Se già i giovani del Rotary si erano mossi col loro personale impegno a favore dei “nonni” di Trieste, dunque, arriva ora anche il sostegno concreto del Club Trieste Nord ad affiancare l’impegno della onlus che al motto #Noipervoicisiamo mantiene la sua sede aperta per far fronte alle numerose richieste che giungono al numero 040.362766, attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13.

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In copertina, i giovanissimi volontari di InterAct-Rotary club di Trieste.

Alzheimer, nuovo servizio per i malati costretti in casa

Stare a casa non è sempre facile e causa non pochi problemi a chi soffre di demenza o soffre di malattia di Alzheimer: persone che non sempre riescono a comprendere la situazione e la necessità di rispettare le norme attivate in questo periodo, persone per le quali la condizione di “domiciliazione forzata” può avere reazioni non facili da gestire. È quanto rileva nella sua quotidiana attività l’Associazione De Banfield – che da oltre trent’anni, a Trieste, affianca le persone anziane non autosufficienti – impegnata anche, e soprattutto, in tempi di Coronavirus a dare sostegno ai “caregiver”, quei familiari che assistono le persone colpite da queste gravi patologie.
In questo momento di ulteriore difficoltà, la De Banfield ha organizzato un nuovo servizio di supporto telefonico e online: le psicologhe dell’Associazione sono, infatti, presenti per colloqui di sostegno telefonici o su Skype e si è deciso di proseguire l’attività di informazione e formazione, trasferendola online. E da lunedì 23 marzo, sul canale YouTube dell’Associazione (accessibile anche attraverso il profilo Facebook), si potranno trovare video animati in cui si forniscono consigli e indicazioni generali su come comportarsi con il malato di Alzheimer in questa particolare circostanza, quali esercizi fisici fare insieme al malato, quali i migliori intrattenimenti da utilizzare, quali i comportamenti più corretti da adottare. L’Associazione sta inoltre lavorando ad una App per un’ancor maggior fruibilità dei contenuti e per essere sempre a fianco dei “caregiver”. Si vuole così approfittare dei mezzi che la tecnologia offre per non lasciar solo chi al momento è in difficoltà e ha bisogno di aiuto.

Prosegue, intanto, anche il servizio di assistenza domiciliare, più che mai necessario in questi momenti, ed è partito il progetto “A spasso in casa”, un programma di educazione motoria per conservare la propria mobilità in questi difficili momenti di domiciliarità forzata. Fare le scale e la spesa, quando possibile, sono utilissimi sistemi per mantenere il corpo in esercizio, ma venendo meno la possibilità di uscire e ritrovandosi magari in case molto piccole che limitano la possibilità di movimento è utile essere guidati in un’attività di ginnastica leggera che contribuisca a mantenere attivi ed evitare i danni da immobilizzazione. Ed è anche un modo in più per l’Associazione per monitorare e valutare eventuali bisogni e necessità.
La solidarietà non ha età, e con questo presupposto si è costituito un ulteriore servizio grazie a due realtà che hanno offerto alla De Banfield il loro intervento: i giovani di InterAct e la coop sociale Torrenuvola hanno offerto la loro collaborazione per dare aiuto concreto agli anziani della città assistiti dall’Associazione. Sono incaricati di consegnare la spesa e i medicinali e consegnare a domicilio il quotidiano locale Il Piccolo, oltre a piccoli ausili sanitari (deambulatori, comode…) e presidi (pannoloni) che in questo momento – visto l’aumentare delle degenze domiciliari e la difficoltà nei ritiro e consegna dovuta all’impossibilità di uscita – sono più che mai importanti.

Sotto la voce #noipervoicisiamo, l’attività della De Banfield prosegue mantenendo aperta la sede con turni di personale controllati su appuntamento, nel massimo rispetto delle norme anti-contagio, mentre una parte del lavoro viene svolto in smartworking.
Il nuovo numero per contattare l’Associazione è il 333/1817326, attivo da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì anche dalle 16 alle 18. Si è scelto di passare ad un numero di cellulare per poter essere sempre reperibili, anche in caso di eventuali disposizioni di chiusura più rigide e in eventuali emergenze oltre gli orari ufficiali. A rispondere sempre l’operatrice Esther, giovane ed esperta risorsa dell’Associazione che ha sempre con sé il cellulare a cui è legato il numero.
Tutti i servizi vengono erogati in condizioni di massima sicurezza ma l’appello pressante, anche nel caso della De Banfield, è quello di poter disporre non appena possibile di ulteriori forniture di presidi sanitati indispensabili, quali le mascherine per i propri volontari e operatori, che rischiano a breve di scarseggiare.

L’anziano invalido e l’assistenza: se ne parla a Trieste

CasaViola – la struttura di via Filzi 21/1 che a Trieste l’Associazione de Banfield ha espressamente ideato e dedicato a chi si prende cura dei malati di Alzheimer – ospiterà lunedì 20 gennaio, alle 17.30, la conferenza aperta a tutti “L’anziano invalido”, a cura del dottor Sergio Omero, medico legale.
Il pensionato ultrasessantacinquenne è per definizione non più valido al lavoro e fruisce della pensione, anche se è in condizioni di piena salute. Nel corso dell’incontro si esaminerà quando, invece, le sue condizioni psico-fisiche sono tali da giustificare un intervento dello Stato (per il tramite dell’Inps), con un supporto economico.
Il dottor Omero illustrerà i requisiti per il riconoscimento dell’invalidità civile e dell’assegno di accompagnamento, le modalità della richiesta, le criticità con particolare riguardo per il contenzioso giudiziario. Si esamineranno con lui anche altre provvidenze economiche e non economiche per i portatori di handicap grave.

La partecipazione è libera, ma per motivi organizzativi è gradita la prenotazione al 040362766 o casaviola@debanfield.it

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In copertina, il logo di CasaViola. 

 

Alzheimer, entro gennaio i racconti dedicati alla “memoria smarrita”

Raccogliere storie di memoria, in particolare quella fragile e perduta, riunire testimonianze di chi è stato o si trova accanto a un malato di Alzheimer è al centro dell’iniziativa letteraria avviata dall’Associazione de Banfield di Trieste, impegnata da oltre trent’anni nel sostegno e l’ascolto delle persone anziane non autosufficienti.
Fino al 31 gennaio sono aperti i termini per partecipare al 1° Concorso Letterario, unico nel suo genere a livello nazionale, per brevi racconti dedicati alla “memoria smarrita”. L’Associazione de Banfield è in prima linea nel sostegno a chi si prende cura dei malati di Alzheimer e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica su una problematica che solo in Italia coinvolge 1 milione e 200 mila persone, lavorando in particolare sul riconoscimento e l’appoggio ai caregiver, ovvero dei familiari che assistono le persone colpite da questa grave patologia.
Il titolo del concorso, “La nonna sul pianeta blu”, è ispirato ad una frase pronunciata proprio da una caregiver nel gruppo di sostegno che frequenta nella struttura triestina: quando le parlo mi guarda senza capire e mi sembra se ne stia là, sul suo pianeta blu…
La Giuria del concorso – composta dal direttore del quotidiano Il Piccolo Enrico Grazioli, Maria Cristina Benussi (ordinario di Storia della letteratura italiana all’Università di Trieste), i giornalisti Enzo D’Antona, Leopoldo Petto e Cristiano Degano (Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Fvg), la scrittrice Carla Carloni Mocavero e il geriatra Gabriele Toigo – è presieduta da Michela Marzano. Filosofa, accademica, saggista italiana, già vincitrice del Premio letterario Bancarella (“L’amore è tutto. È tutto ciò che so dell’amore”), il suo ultimo romanzo, “Idda”, parla proprio di memoria perduta e di vite rimesse in discussione dopo la comunicazione della diagnosi di malattia di Alzheimer. Al Concorso sono già giunti oltre una trentina di racconti da tutta Italia. Gli scritti inediti devono avere una lunghezza minima di quattro, fino a un massimo di otto cartelle. Le premiazioni a seguito delle selezioni della giuria sono previste il prossimo marzo: i 10 migliori racconti saranno pubblicati in una raccolta con una prefazione firmata dalla stessa Marzano. Il regolamento completo è visionabile sul sito www.debanfield.it

Info e spedizioni: concorsoletterario@debanfield.it (infoline 040/362766). Il concorso, aperto gratuitamente a tutti gli interessati, può contare sul patrocinio della Federazione Alzheimer Italia, dell’Ordine dei Giornalisti Fvg e del Cooordinamento Associazione Alzheimer Fvg.

QUALCHE DATO SULL’ ALZHEIMER ….

L’Alzheimer è considerata una delle emergenze del futuro: nel mondo sono 47 milioni le persone colpite da questa patologia. Questa cifra è destinata a salire fino allo stratosferico numero di 131 milioni di malati entro il 2050.

LE CURE PER L’ALZHEIMER: Ad oggi non esistono cure per l’Alzheimer, c’è solo qualche terapia per alleviare i sintomi. Tutte le case farmaceutiche ci stanno provando (anche perché trovare la medicina giusta significherebbe assicurarsi enormi guadagni). Ma i risultati non arrivano. Dei 244 composti sperimentati in 413 trial, dal 2002 al 2012, solo 14 possono diventare delle terapie.

È UN MONDO CHE INVECCHIA: l’aumento delle malattie croniche come la demenza è determinato soprattutto dall’aumento dell’aspettativa di vita, che sta determinando una rapida crescita numerica della popolazione anziana. In Europa, soffrono di Alzheimer 10 milioni di persone, un numero che è destinato quasi a raddoppiare (18,6 milioni) entro il 2050.

UN MALATO DI ALZHEIMER OGNI 3 SECONDI: su scala mondiale si registrano quasi 10 milioni di nuovi casi all’anno di Alzheimer, vale a dire un nuovo caso ogni 3,2 secondi.  L’anno scorso, per esempio, ci sono stati 4,9 milioni di nuovi casi di demenza (il 49% del totale) in Asia, 2,5 milioni (25%) in Europa, 1,7 milioni (18%) nelle Americhe, e 0,8 milioni (8%) in Africa.

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In copertina, la scrittrice Michela Marzano, presidente della Giuria.

Alzheimer, tre anni di CasaViola a Trieste: lunedì il punto

A tre anni dall’apertura a Trieste di CasaViola – la struttura che l’Associazione de Banfield, da oltre 30 anni in prima linea nel sostegno e l’ascolto delle persone anziane non autosufficienti, ha espressamente pensato e dedicato a chi si prende cura dei malati di Alzheimer – un incontro pubblico (in programma alle 11.30 di lunedì 4 novembre a palazzo Gopcevich, sala Bobi Bazlen) vuole fare il punto sul primo triennio di attività, illustrando alla cittadinanza i risultati conseguiti e la vita “sconosciuta” di una parte dei concittadini: i “caregiver” dei malati di demenza e Alzheimer.
Attiva in via Filzi dall’ottobre del 2016, CasaViola è stata al centro di una ricerca durata tre anni – una delle più imponenti mai effettuate su questo argomento – sulla profilazione di 200 “caregiver”, la misurazione del loro carico di stress, la “customer satisfaction” sui servizi erogati. Prendersi cura di persone con malattia di Alzheimer e anziani affetti da demenza implica, infatti, la gestione di dinamiche complesse, è fonte di elevato stress e disagio psicologico, procura ansia, depressione, deterioramento della salute e isolamento sociale: un fenomeno definito “Caregiver Burden”. In tre anni di attività, sono passate da CasaViola più di 650 persone, di cui oltre 400 caregiver, a cui sono state offerte occasioni di formazione/informazione per il proprio benessere. Esaminando i dati, si è ottenuta una rappresentazione fedele del profilo del caregiver: soprattutto donna, over 50, con uno stretto grado di parentela (figlia o moglie). Lo scopo della ricerca era – ed è – quello di monitorare la salute dei “caregiver”, individuando delle soluzioni che rendano meno difficile prendersi cura della persona con demenza.

Nell’incontro pubblico di lunedì – organizzato dall’Associazione De Banfield con la civica amministrazione, la Fondazione CRTrieste, la Federazione Alzheimer Italia e il Coordinamento associazioni Alzheimer Fvg – sarà anche data notizia dei primi passi del percorso sulla “Dementia Friendly Community”, che si propone di coinvolgere il Comune di Trieste, quelli di Muggia e San Dorligo della Valle, Coop Alleanza 3.0 e AsuiTs. Già avviato a Muggia, il progetto sta prendendo forma con Alleanza 3.0 che ha deciso di formare i 200 dipendenti dei punti vendita della città, considerato che chi lavora nei supermercati spesso si trova in contatto con anziani fragili o disorientati. La costruzione di una “comunità amica” è un percorso civico molto lungo che la Fondazione CrTrieste – già impegnata sulle attività formative di CasaViola – ha scelto di sostenere.

L’appuntamento sarà aperto dai saluti di Emilio Terpin, presidente dell’Associazione Goffredo de Banfield, a cui seguirà l’intervento dell’ospite d’onore della giornata, il professor Marco Trabucchi, direttore scientifico del Gruppo di ricerca geriatrica di Brescia, docente nella facoltà medica nell’Università di Roma – Tor Vergata, presidente dell’Associazione italiana di psicogeriatria, con una relazione su “L’importanza delle città solidali”. Ancora, Antonella Deponte, responsabile di CasaViola, e la ”caregiver” Luana Parolari presenteranno la ricerca “La salute dei caregiver dei malati di demenza a Trieste”. Attesi, poi, gli interventi dell’assessore comunale alle Politiche sociali Carlo Grilli, della presidente di Fondazione CrTrieste Tiziana Benussi, del vicecommissario area sociosanitaria AsuiTs Mara Pellizzari, del direttore Sc Geriatria AsuiTs Giuliano Ceschia, del consigliere d’amministrazione Coop Alleanza 3.0 Domenico Costa, dell’assessore alle Politiche sociali di Muggia Luca Gandini e del referente del Coordinamento Associazioni Alzheimer Fvg Dorotea De Paoli. Modererà l’incontro Maria Teresa Squarcina, vicepresidente Associazione Goffredo de Banfield.

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In copertina, la preziosa attività di CasaViola, aperta da tre anni.

Alzheimer, un dramma per l’artigianato: prevenzione indispensabile

“Far fronte alla malattia di Alzheimer per un piccolo artigiano può essere devastante. Anzitutto a livello personale, ma anche per gli effetti che il ritrovarsi a gestire una demenza senile in famiglia può avere sull’impresa”. Lo ha detto ieri mattina il presidente dell’Anap di Confartigianato-Imprese Udine, Pierino Chiandussi, presentando la 10ma edizione della “Serata sull’Alzheimer” prevista per venerdì 11 ottobre, alle 20, nell’auditorium dello Stadio Friuli. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione Alzheimer Udine e il sostegno della Maico, è uno modo concreto per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravita della malattia di Alzheimer e sulla necessità di fare prevenzione.
Per noi artigiani occuparci delle demenze senili è diventato un dovere – ha proseguito Chiandussi -. I numeri ci dicono infatti che sempre più colleghi artigiani si ritrovano a fare i conti con questo grave problema. Nel complesso, quelli che in Fvg svolgono il ruolo di “caregiver” sono circa 1.300 sui 28.041 attivi, 650 a livello della provincia di Udine (dati estrapolati dalla XXVII indagine congiunturale sull’Artigianato in Friuli). Il costo complessivo della gestione di questi malati ammonta a 85 milioni di euro, 65mila 600 a carico della famiglia, di cui 18 milioni di costi diretti, legati alle spese sostenute per l’acquisto di beni e servizi”.

“Per un un’impresa artigiana – ha aggiunto dal canto suo il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti – ritrovarsi a gestire un parente affetto da demenza rischia di essere devastante. La necessità di dedicare tempo ed energie al parente malato si ripercuote sull’attività d’impresa che nei casi peggiori può finire col chiudere”. Fondamentale a questo proposito si rivela l’attività di prevenzione. E ogni iniziativa votata a far conoscere la malattia. Come la Serata sull’Alzheimer, che venerdì, allo Stadio, vedrà intervenire i professori Roberto Colle e Vincenzo Marigliano, entrambi professionisti di lunga esperienza nel campo delle demenze senili. Presentata dal giornalista Alberto Terasso, la serata vedrà intervenire anche lo scrittore Mauro Corona, il cantautore Dario Zampa e per la Maico David Leita.
Sarà un’occasione per puntare la lente d’ingrandimento su un problema che è destinato a esplodere nell’arco di qualche decennio. “A oggi i malati sono 50milioni nel mondo, 1,2 milioni in Italia, numeri – ha denunciato Maria Grazia Esente, presidente dell’associazione Alzheimer Udinedestinati a triplicare entro il 2050. Siamo alle porte di una vera e propria emergenza mondiale”. Che, come detto, ha i suoi costi.

A livello regionale, considerati circa 12.000 malati, quelli diretti ammontano a un totale di 227 milioni di euro, il 27% sostenuto dal Servizio sanitario regionale, per un costo totale complessivo di 847milioni di euro, di cui il 93% è a carico delle famiglie, oggi letteralmente al fronte. “L’80% dei malati di Alzheimer in Italia viene assistito in famiglia, una percentuale notevole che in Friuli Venezia Giulia è ancor più significativa. In regione ad essere assistito dentro le mura domestiche è infatti ben l’85% dei malati. Questo perché le famiglie preferiscono non istituzionalizzarli, ma gestirli direttamente, possibilmente con il supporto dei centri diurni che costituiscono il primo aiuto in questo senso. Da questo punto di vista, il Comune di Udine dà un supporto notevole, garantendo contributi a seconda dell’Isee, non altrettanto fanno diversi Comuni della provincia”.
Confartigianato-Imprese Udine la sua parte intende farla fino in fondo, sempre più impegnata al fianco dei suoi pensionati con un progetto che è stato formalmente annunciato dal presidente Tilatti: “Nell’ambito della cittadella che vedrà la luce nell’ex caserma Osoppo di Udine abbiamo pensato, d’intesa con l’amministrazione comunale, di riaggiornare il nostro circolo Anap-Ancos con molte attività a favore della terza età. Vogliamo realizzare alloggi per artigiani autosufficienti, ambulatori, palestre, gestire alcuni servizi di co-housing e trasmettere il nostro sapere alle giovani generazioni, grazie a laboratori di mestieri dedicati agli studenti. Se riusciremo a far tutto questo – ha concluso Tilatti – sarà uno dei più grandi risultati dei miei anni alla testa della Confartigianato provinciale”.

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In copertina e qui sopra due immagini dell’incontro di ieri mattina a Udine.