Alzheimer, anche in novembre a Trieste tante iniziative per aiutare i caregiver

Prosegue per tutto novembre la ricca programmazione di CasaViola, la struttura che l’Associazione de Banfield ha realizzato a sostegno dei caregiver di persone con demenza e malattia di Alzheimer. In programma incontri per il benessere, la formazione e l’informazione del caregiver, i gruppi di mutuo aiuto sulla comunicazione e le lezioni della (D)Cargiver Academy. Oggi, 12 novembre, incontro con il corso di Scrittura creativa, basato sulla narrazione emotiva di sé e delle proprie esperienze. Gli insegnanti sono la psicologa e psicoterapeuta Erica Costantini e il formatore e curatore editoriale Marco Galati Garritto. Scopo del percorso è quello di stimolare i caregiver attraverso gli strumenti forniti dalla scrittura per aiutarli a sviscerare le proprie emozioni, provando nel contempo ad analizzarle attraverso uno sguardo più distante. Il 15 novembre, poi, appuntamento alle 17 con “I lunedì del benessere”, mentre martedì 16 è previsto il gruppo “Camera con Vista” basato sull’auto-aiuto tra i caregiver che offre un momento per condividere difficoltà ed esperienze di vita simili. Mercoledì 17 novembre, sempre alle 17, incontro del Gruppo Abc dove si applica il metodo dell’”Approccio Capacitante®” ideato e applicato dal professor Pietro Vigorelli per favorire l’acquisizione di nuove competenze da parte del caregiver e riuscire a comunicare in modo nuovo ed efficace con la persona con demenza. Giovedì 18 novembre proseguono, infine, i moduli di insegnamento della (D)Caregiver Academy: nell’incontro si impara cos’è la demenza e come si riconoscono i primi sintomi.

Per informazioni e iscrizioni mail a casaviola@debanfield.it o chiamare il numero 040.362766.

 

Alzheimer, CasaViola a Trieste ora cura il benessere anche dei caregiver

Prendersi cura di sé, per prendersi cura meglio degli altri. Questo il pensiero che guida le attività che CasaViola – la struttura che l’Associazione De Banfield ha creato per sostenere la difficile realtà dei caregiver di persone con demenza e Alzheimer – mette in campo per aiutare i caregiver a coltivare il proprio, personale benessere. Prendono il via da domani, lunedì 18 ottobre, alle 17, i “Lunedì di benessere”, attività specificamente pensate per accompagnare i familiari di persone con decadimento cognitivo, e tutte le patologie legare alla demenza, a trovare qualche momento da dedicare a sé sotto la guida esperta di professionisti del settore. In particolare, la psicologa Giulia Galvani guiderà i partecipanti (lunedì 18 e 25 ottobre, 8 e 16 novembre) in sessioni di rilassamento con l’utilizzo di diverse tecniche. Da novembre, la dottoressa Roberta Varesano inasegnerà, invece, esercizi di ginnastica posturale adatti a tutti. È possibile usufruire di uno o di entrambi i corsi per migliorare il proprio equilibrio psico-fisico.
I corsi sono gratuiti e a libero accesso, ma è necessario iscriversi telefonando allo 040.362766 o scrivendo a casaviola@debanfield.it. Gli incontri si svolgeranno contemporaneamente sia online che in presenza. Gli incontri online sono programmati su Zoom sulla piattaforma www.caregiveracademy.it Gli incontri in presenza si tengono a CasaViola (via Filzi 21/1, Trieste) nel rispetto delle norme anti-Covid.


Iscrizioni telefonando allo 040 362766 o scrivendo a casaviola@debanfield.it

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In copertina e qui sopra la posizione di rilassamento di una partecipante alle lezioni per i caregiver.

 

 

Alzheimer, De Banfield in piazza oggi e domani a “Trieste Next”

“Mettersi nei panni” di chi soffre di decadimento cognitivo, di qualche forma di demenza o di Alzheimer è probabilmente il modo migliore per creare una comunità sempre più attenta a questa problematica, una popolazione “Dementia friendly”. Con questo obiettivo l’Associazione De Banfield – Casa Viola, sempre in prima linea nel sostegno agli anziani fragili e verso i caregiver dei malati di Alzheimer, sarà in piazza a “Trieste Next” per proporre una serie di esperienza interattive e immersive per sperimentare la condizione di chi vive questa patologia. Per tutta la giornata di oggi, a partire dalla 10, la De Banfield sarà nello stand del Gruppo Pragma – suo partner nella creazione della piattaforma digitale (D)Caregiver Academy di CasaViola – con esperienze per un pubblico di tutte le età, dai bambini ai giovani agli adulti. Lo stand ospita attività che simulano alcuni dei sintomi della demenza e quindi aiutano a comprendere cosa prova e sperimenta una persona con Alzheimer.
Naturalmente gli operatori di CasaViola saranno a disposizione per dare informazioni sulla struttura, sulle attività e sui servizi che offre gratuitamente. Sarà possibile navigare sul sito della (D)Caregiver Academy e iscriversi al corso in partenza in ottobre, oltre a diventare “Amici della Persona con demenza”. Sempre con Gruppo Pragma, De Banfield terrà un un talk in tre momenti diversi, dal titolo “Generazione sandwich e digitale: un’alleanza per il caregiving”, in programma oggi alle 11.15 in Molo 4 e alle 19 nello spazio Agorà dove verrà riproposto domani alle 17.

 

“La nonna sul pianeta blu”: fino al 28 le iscrizioni al concorso letterario

Raccogliere storie di memoria, in particolare quella fragile e perduta, riunire testimonianze di chi è stato o si trova accanto a un malato di Alzheimer: tutto questo è al centro della seconda edizione di una fortunata iniziativa letteraria avviata lo scorso anno, con grande partecipazione da tutta Italia, dall’Associazione de Banfield di Trieste, impegnata da oltre trent’anni nel sostegno e l’ascolto delle persone anziane e fragili. I termini per iscriversi al concorso “La nonna sul pianeta blu, dedicato a brevi racconti di “memoria smarrita”, unico nel suo genere a livello nazionale, sono aperti fino al 28 febbraio prossimo. L’Associazione de Banfield è in prima linea con CasaViola, la struttura espressamente ideata per chi si prende cura dei malati di Alzheimer, nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica su una problematica che solo in Italia coinvolge oltre 1 milione e 200 mila persone, lavorando in particolare sul riconoscimento e il sostegno dei caregiver, ovvero dei familiari che assistono le persone colpite da questa grave patologia. Il titolo del concorso, che lo scorso anno ha registrato oltre 150 partecipanti, è ispirato ad una frase pronunciata proprio da una caregiver che frequenta la struttura triestina: “Quando le parlo mi guarda senza capire e mi sembra se ne stia là, sul suo pianeta blu…”.

Michela Marzano


La giuria del concorso – composta dal direttore del quotidiano Il Piccolo Enrico Grazioli, dai giornalisti Marinella Chirico della sede Rai Fvg, Cristiano Degano, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Fvg, e Francesco De Filippo, responsabile della sede regionale dell’Ansa, nonché dal titolare della libreria Minerva Tommaso Contessi, dagli scrittori Flavio Pagano e Ilaria Tuti, e dal neurologo Ferdinando Schiavo – è ancora presieduta dalla filosofa e scrittrice Michela Marzano. Come spiega la vicepresidente della De Banfield, Maria Teresa Squarcina, «il concorso letterario che abbiamo ideato vuole essere un’occasione per dare voce ai familiari di persone con demenza, per raccontare le loro storie, ma anche per farli sentire meno soli. Abbiamo voluto attingere alla ricchezza e intensità di sentimenti che sappiamo connotare l’esperienza del rapporto con il malato di Alzheimer così che questa iniziativa letteraria diventi portavoce del mondo sommerso, silenzioso e poco riconosciuto dei caregiver».
Si chiede che scritti inediti – con una lunghezza minima di quattro, fino a un massimo di sei cartelle – raccontino proprio il senso di estraneità che può prendere quando si è in contatto con chi viene colpito da deterioramento cognitivo, da qualche forma di demenza: la persona che conoscevamo sembra, infatti, sparire, dissolversi. Naturalmente, le esperienze narrate potranno anche riguardare quanto vissuto nel difficile periodo della pandemia che ha reso tutto più difficile per gli anziani con demenza e le persone che li accudiscono.
Al concorso, aperto a tutto il territorio nazionale, sono già giunti decine di racconti da tutta Italia. Anche quest’anno i migliori 20 racconti saranno pubblicati in una raccolta con una prefazione firmata dalla stessa Marzano.

Photo Costanzo

Il regolamento completo del concorso “La nonna sul pianeta blu” è visionabile sul sito www.debanfield.it
Il concorso può contare sul patrocinio della Federazione Alzheimer Italia, dell’Ordine dei Giornalisti Fvg e del Coordinamento Associazioni Alzheimer Fvg. Info e spedizioni: concorsoletterario@debanfield.it (infoline 040.362766).

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In copertina e all’interno il dramma degli anziani colpiti dalla terribile malattia di Alzheimer.

CasaViola e Alzheimer: oggi si parla di assistenza e spese

Proseguono in questi mesi da remoto, a Trieste, le numerose attività messe in campo da CasaViola – la struttura che l’Associazione de Banfield ha espressamente ideato e dedicato ai “caregiver”, ovvero chi si prende cura dei malati di Alzheimer – per affiancare e sostenere i familiari di persone con demenza, decadimento cognitivo e Alzheimer. Casa Viola è un’esperienza inedita, unica nel suo genere a livello nazionale. Si tratta di una vera e propria “casa” che ha scelto di occuparsi del sostegno e della salute di chi cura un malato di Alzheimer e demenza con l’obiettivo principale di ridurre lo stress del caregiver. La struttura offre attività di formazione permanente – una vera e propria scuola, la Caregiver Academy, ormai frequentata online da partecipanti di ogni parte d’Italia – per far conoscere la malattia e imparare come affrontarla, propone consulenze personalizzate e di gruppo e attività legate al benessere fisico e mentale. Dalla sua apertura nel 2016, CasaViola ha preso in carico oltre 600 persone: numero in costante aumento soprattutto in quest’ultimo anno afflitto dalla pandemia.
In programma oggi, 8 febbraio, sulla piattaforma zoom della Caregiver Academy un nuovo appuntamento con il ciclo di conferenze mensili “Obiettivo Salute”, che propone incontri aperti a tutti gli interessati su temi rilevanti nell’ambito dell’invecchiamento condotti da esperti in diversi ambiti. Alle 17.30 attesa la conferenza “Le spese di assistenza”: il commercialista Franco Magistri parlerà degli strumenti da utilizzare per affrontare le problematiche legali, amministrative e fiscali riguardanti le spese di assistenza sostenute per persone disabili, incluso chi è affetto da demenza. Un incontro molto utile per imparare a destreggiarsi meglio nel complesso mondo della burocrazia.
L’esperto fa anche parte del gruppo di consulenti fissi che CasaViola mette a disposizione nell’ambito dell’iniziativa “Chiedi allo specialista”, un progetto che consente di ricevere una consulenza gratuita individuale e personalizzata per ricevere aiuto in questioni fiscali e legali, o su aspetti assistenziali, sociali e di sostegno psicologico: in questo periodo le consulenze si svolgono in videochiamata.
Ogni mercoledì, inoltre, dalle 16 alle 17, è programmato l’incontro settimanale dei Gruppi Abc, nati per consentire ai familiari di raccontare le proprie esperienze di assistenza e ascoltare gli altri. A supportarli la dottoressa Barbara Fabro, in grado di dare consigli utili per gestire la quotidianità accanto a una persona con demenza.

La partecipazione a tutte le attività è libera previa prenotazione allo 040.362766 o casaviola@debanfield.it

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(In copertina una foto Costanzo)

 

Covid, è intesa fra Asugi e Opi Trieste sull’apertura dei servizi sanitari

Piena intesa a Trieste fra Asugi e Opi sull’apertura dei servizi sanitari in questo delicato momento determinato dalla pandemia da Coronavirus. I vertici di Asugi, l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina, hanno infatti incontrato quelli di Opi, Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Trieste, che ha da poco rinnovato cariche e direttivo in seguito alle elezioni dello scorso settembre. Nella sede di Villa Renner, che accoglie la direzione generale Asugi, sono intervenuti, con la nuova presidente Opi Trieste, Cristina Brandolin, la vicepresidente Donatella Radini, il segretario Cinzia Decorti e il tesoriere Lorena Castellani, mentre per la direzione strategica di Asugi erano presenti il direttore generale Antonio Poggiana, il direttore sanitario Andrea Longanesi, il direttore amministrativo Eugenio Possamai, il direttore dei Servizi Socio-sanitari Maria Chiara Corti e la dirigente della Direzione infermieristica e ostetrica Consuelo Consales.
Decisamente strategico il confronto di Asugi con la nuova squadra dell’Ordine infermieristico triestino: un primo tavolo di lavoro che si è sviluppato su aspetti determinanti affinché sia garantita ai cittadini l’ottimale assistenza in queste settimane ad alta criticità pandemica. Va certamente in questa direzione la collaborazione che si è sviluppata due settimane fa in occasione della laurea in infermieristica di 66 giovani professionisti, subito immessi nelle “prime linee” sanitarie: proprio dai vertici Asugi è arrivato il ringraziamento all’Ordine di Trieste per aver supportato la velocizzazione delle lauree e l’apprezzamento per la rapidissima attivazione di Opi, che ha iscritto a tempi record 52 neolaureati di propria pertinenza, in modo da consentire l’immediato inserimento negli organici dell’Azienda sanitaria. Un passaggio che, come ha sottolineato la dottoressa Consales, ha contribuito in modo significativo ad allentare la grande pressione ed il carico generale della macchina sanitaria triestina e isontina.

Il nuovo direttivo di Opi Trieste.

«Opi proseguirà nella sua collaborazione e confronto con Asugi, a tutela della qualità e sicurezza delle cure fornite ai cittadini, così come dei propri iscritti e dei valori professionali», ha dichiarato le neoeletta presidente Cristina Brandolin, sottolineando anche «il grande impegno profuso dal personale dei servizi distrettuali, ambulatoriali e dipartimentali per garantire una risposta ai bisogni di salute dei cittadini, siano essi Covid positivi che affetti da altre patologie. La speranza – hanno osservato ancora le altre rappresentanti di Opi, – è che l’Azienda possa mantenere aperta l’attività specialistica ambulatoriale delle diverse discipline anche nelle prossime settimane». Un auspicio subito accolto dal direttore generale Antonio Poggiana, che ha confermato l’impegno di Asugi per tenere aperti i servizi rimasti chiusi nella prima fase pandemica, riconoscendone l’importanza sia in ambito ospedaliero che territoriale.
«Gli infermieri sono da molti mesi impegnati a fronteggiare la pandemia – ha ricordato la presidente Brandolin –. L’Opi di Trieste vede oggi iscritti oltre 2200 infermieri. A tutti va la nostra vicinanza, senza dimenticare quanti operano fuori dai reparti, nelle strutture per anziani extraaziendali presso le quali sono state accolte le persone con maggiore fragilità. Il nuovo Opi Trieste – ha spiegato la Brandolin – è costituito da 30 infermieri attivamente impegnati in diverse realtà e setting assistenziali: sono rappresentati gli infermieri, gli infermieri pediatrici e la libera professione. Tra i nostri obiettivi, l’incontro con i colleghi che operano nelle diverse sedi aziendali, inclusi i reparti “Covid”, la calendarizzazione delle presenze sarà preparata di concerto con Asugi».

Fra i temi di confronto anche quelli legati alla necessaria valorizzazione del capitale umano e professionale impegnato nell’assistenza diretta e nell’organizzazione sanitaria, la formazione del personale neoassunto e neo assegnato, la garanzia delle adeguate forniture di Dpi (Dispositivi di protezione individuale) e cambi vestiario aziendale, la sicurezza dei percorsi “Covid” e non. «Siamo lieti di apprendere – ha concluso la presidente Opi, Cristina Brandolin – che Asugi ha già provveduto a garantire una fornitura adeguata dei Dpi per i prossimi 3 mesi e sta valutando di estendere la disponibilità a 4 mesi». Il direttore generale Poggiana ha anche anticipato il prossimo allestimento di aree di detensione all’interno dei nuovi reparti Covid oltre alla già presente offerta di supporto psicologico di Asugi a cui a breve andrà ad aggiungersi anche l’offerta di Opi Trieste con progettualità rivolte ai propri iscritti. Nei prossimi mesi Opi Trieste e Asugi saranno impegnati insieme anche nella promozione di una formazione che permetta ai professionisti di mettere a frutto le esperienze e le competenze innovative testate nell’emergenza pandemica, anche attraverso eventi formativi congiunti, da estendere al personale delle case di riposo. Aggiornamenti sul sito www.opitrieste.it Info telefono 040.371244.

Disponibile online
la Borsa che Dona

Da ieri sono disponibili le borse della solidarietà ottenute da preziose stoffe e foulard inutilizzati, donati da numerosi benefattori, che le sapienti mani artigiane di un gruppo di volontarie hanno trasformato, realizzando una gamma di borse, principalmente rivolte alla donna, ma alcune adatte anche all’utilizzo maschile, dal nome La Borsa che Dona. Una storia di solidarietà tutta al femminile, ideata e promossa a Trieste dall’Associazione Goffredo de Banfield, la onlus che da più di trent’anni si occupa di assistenza e cura delle persone anziane fragili, o affetti da Alzheimer, e delle loro famiglie. Le borse realizzate per l’iniziativa – 146 in tutto, pezzi unici uno diverso dall’altro -, tutte denominate “La Borsa che Dona”, sono state rese disponibili online appunto da ieri 1 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale del Dono, fino ad esaurimento sul sito della onlus: www.debanfield.it. Si possono anche visionare su appuntamento presso la sede di via di Casa Viola di via Filizi. Ad accompagnare il progetto tre volti noti della scena triestina, e non solo: l’attrice Ariella Reggio, celerata protagonista del palcoscenico così come nota per le numerose partecipazioni a fiction tv e film, Barbara Franchin, ideatrice di ITS – il contest internazionale di moda “International Talent Support” che si svolge ogni anno a Trieste – e il presidente della regata velica triestina “Barcolana” Mitja Gialuz. Tutti e tre hanno deciso di sostenere il progetto donando il loro tempo e “mettendoci la faccia”: a ritrarli in una serie di foto dove indossano la Borsa che Dona, la fotografa Lisa Zachettin che ha donato all’iniziativa il suo talento.

I testimonial dell’iniziativa.

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In copertina, la nuova presidente di Opi Trieste Cristina Brandolin.

De Banfield, “La Borsa che Dona” e che aiuta gli anziani in difficoltà

Da preziose stoffe e foulard inutilizzati, donati da numerosi benefattori tra cui la milanese Maison Curiel (fondata a Trieste alla fine dell’Ottocento dalla capostipite Ortensia poi traferitasi nella capitale meneghina), sapienti mani artigiane di un gruppo di volontarie guidate da Anna Soldano hanno realizzato una gamma di borse, principalmente rivolte alla donna, ma alcune adatte anche all’utilizzo maschile, dal nome “La Borsa che Dona”. Una storia di solidarietà tutta al femminile, ideata e promossa a Trieste dall’Associazione Goffredo de Banfield, la onlus – rappresentata ieri mattina alla presentazione del progetto dalla vicepresidente Teresa Squarcina – che da più di trent’anni si occupa di assistenza e cura delle persone anziane fragili, o affetti da Alzheimer, e delle loro famiglie.

La genesi di questa borsa è tutta legata alla solidarietà e al dono. É il risultato della decisione di tante persone di dar vita, attraverso il dono, ad un progetto solidale a favore della vecchiaia vulnerabile. Tutto è cominciato con un riconoscimento, il “Premio della Bontà Hazel Marie Cole”, che ogni anno viene assegnato a chi compie particolari atti di generosità nei confronti delle persone meno fortunate della città di Trieste. Ad aggiudicarselo nel 2019 è stato il gruppo di volontarie dell’emporio della Solidarietà della onlus de Banfield che da oltre vent’anni supporta con costanza e impegno le attività dell’Associazione raccogliendo fondi con oggetti di stoffa, decorazioni e idee regalo rigorosamente fatte a mano.
La somma di denaro ricevuta con questo premio e la decisione delle volontarie di utilizzarla per acquistare “ago e filo” necessari a creare questo progetto, a cui hanno donato il loro tempo e la loro sapienza, che è proseguito con il dono da parte di tanti amici benefattori della onlus di foulard di pregio e tessuti di seta rimasti inutilizzati in un cassetto. Le stoffe sono state generosamente regalate per essere riutilizzate, affinché acquistassero una nuova, buona vita. Tra i donatori che hanno creduto al progetto ci sono, come detto, Raffaella e Gigliola Curiel, della Maison Curiel (anch’essa una storia tutta al femminile), che hanno inviato alcuni bellissimi tessuti. Arrivate nelle sapienti mani delle volontarie, le stoffe sono state misurate, tagliate, cucite. Ore di tempo e passione le hanno trasformate in esclusive borse fatte a mano.
La serie di borse realizzate per l’iniziativa – 146 in tutto uno diversa dall’altra – tutte denominate “La Borsa che Dona”, fatta di oggetti artigianali unici che legano la tradizione alla sostenibilità per uno scopo solidale, sarà resa disponibile online a partire da martedì 1^ dicembre, in occasione della Giornata Mondiale del Dono, fino ad esaurimento sul sito della onlus: www.debanfield.it e sarà eventualmente possibile vederle presso la sede di via di Casa Viola in via Filizi, solo su appuntamento nel rispetto di tutte le normative vigenti in materia di Covid.

Ad accompagnare il progetto tre volti noti della scena triestina, e non solo: l’attrice Ariella Reggio, celebrata protagonista del palcoscenico così come nota per le numerose partecipazioni a fiction tv e film, Barbara Franchin, ideatrice di ITS – il contest internazionale di moda “International Talent Support” che si svolge ogni anno a Trieste – e il presidente della regata velica triestina “Barcolana” Mitja Gialuz. Tutti e tre hanno deciso di sostenere il progetto donando il loro tempo e “mettendoci la faccia”: a ritrarli in una serie di foto dove indossano la Borsa che Dona, la fotografa Lisa Zachettin che ha donato all’iniziativa il suo talento.
L’auspicio è che ciascuna di queste borse possa donare una vecchiaia più serena. Ognuna di esse si tradurrà in visite a domicilio delle infermiere e delle operatrici sanitarie della onlus alle persone anziane fragili permettendo loro di essere accuditi in modo protetto a casa propria. Mai come in questo periodo difficile ancora segnato dalla pandemia è fondamentale che la vecchiaia, un bene comune fatto di preziosa esperienza, riceva tutta la protezione possibile.

Ariella Reggio

Barbara Franchin

Mitja Gialuz

Sul sito della De Banfield sono spiegate le modalità di adesione e acquisto delle Borse e relativo impiego dei proventi.

Con una donazione a partire da 90 € doni ad una persona anziana fragile 3 visite a domicilio dell’infermiera e delle operatrici sanitarie
Con una donazione a partire da 120 € doni ad una persona anziana fragile 4 visite a domicilio dell’infermiera e delle operatrici sanitarie
Con una donazione a partire da 150 € doni ad una persona anziana fragile 5 visite a domicilio dell’infermiera e delle operatrici sanitarie
Le borse che donano visite saranno disponibili dal 1° dicembre, Giornata Mondiale del Dono

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In copertina, i tre testimonial con le bellissime borse della solidarietà a favore degli anziani più disagiati.

 

Alzheimer, oggi la Giornata europea dedicata ai familiari dei malati

Eurocarers, il network europeo delle Associazioni che lavorano per e con i caregiver familiari di cui fa parte, assieme ad altre tre eccellenze italiane, anche Casa Viola – la struttura di sostegno ai “curacari, in particolare a chi si prende cura dei malati di Alzheimer, creata 4 anni fa dall’Associazione De Banfield di Trieste -, ha indetto per oggi 6 ottobre la Prima Giornata Europea del Caregiver Familiare allo scopo di dare visibilità e riconoscimento alle persone che si occupano di parenti con disabilità o malattie invalidanti. È ufficiale che l’80% dell’assistenza a queste persone è fornita dai familiari: nessun sistema socio-sanitario potrebbe resistere a lungo senza il loro essenziale contributo. In Italia si contano più di 4 milioni di caregiver familiari, pari al 7% della popolazione, ma stime non ufficiali ne arrivano a contare fino a 16 milioni (il 27% della popolazione). Come più volte evidenziato a gran voce dalla De Banfield, non c’è ancora una forma condivisa di riconoscimento e di supporto per questo contributo, che meriterebbe di essere riconosciuto con la tutela e il sostegno di una legge nazionale sul modello di leggi regionali già approvate in alcune regioni italiane, ma non ancora in Friuli Venezia Giulia.
In occasione della Giornata europea del Caregiver, Eurocarers ha attivato un’iniziativa, sottoscritta anche da Casa Viola, nei confronti degli europarlamentari con l’invio di una lettera che li invita ufficialmente a farsi portatori delle esigenze dei caregiver. Per sostenere attivamente la ricerca sui bisogni dei “curacari”, inoltre, il centro triestino supporta anche il progetto di ricerca internazionale Entwine, che prevede la somministrazione online di un questionario finalizzato alla comprensione delle esperienze dei caregiver familiari e dei loro assistiti in Italia, Regno Unito, Israele, Paesi Bassi, Svezia, Grecia, Irlanda, Germania e Polonia. Proprio Casa Viola è stata in questi anni protagonista di una ricerca – una delle più imponenti sull’argomento a livello nazionale – per tracciare il profilo dei caregiver e le loro necessità. Prendersi cura di persone con malattia di Alzheimer e anziani affetti da demenza implica, infatti, la gestione di dinamiche complesse: è fonte di elevato stress e disagio psicologico, procura ansia, depressione, deterioramento della salute e isolamento sociale. Esaminando i dati – in questi anni di attività, sono passate da CasaViola più di 650 persone – si è ottenuta una rappresentazione del profilo “tipo” del caregiver che è soprattutto donna over50, con uno stretto grado di parentela (figlia o moglie). Scopo della ricerca, è quella di monitorare la salute dei caregiver, individuando soluzioni che rendano meno difficile prendersi cura della persona con demenza.
L’epidemia di Covid-19 non solo ha aggravato le sfide che i caregiver familiari devono affrontare normalmente, ma sta anche evidenziando la natura essenziale dell’assistenza da loro fornita, poiché milioni di persone in Italia e in tutta Europa sono diventate caregiver familiari dei propri cari negli ultimi mesi. Le misure di confinamento messe in atto con lo scopo di contenere i contagi hanno ulteriormente esacerbato il loro isolamento, hanno causato disagio e creato situazioni familiari difficili. Queste misure continueranno ad avere un impatto sui caregiver familiari e sulle loro famiglie maggiore che sulla popolazione in generale.

Porte aperte al museo

Il Museo apre le porte alle persone affette da Alzeheimer e ai loro caregiver: è questo il proposito della nuova iniziativa al centro del progetto “Memorabili Armonie” che l’Associazione De Banfield mette in campo in collaborazione con il Comune di Trieste e il Rotary Club Trieste Nord. Alle numerose attività di supporto alle persone affette da questa patologia – che solo a Trieste affligge circa 6mila persone, numero che sale quasi a 20mila guardando all’intera regione – la De Banfield affianca adesso un nuovo progetto nel segno dell’inclusione, per rendere la comunità cittadina sempre più capace di comprendere le difficoltà delle persone con demenza, restituire loro dignità e autonomia, diminuire la paura e lo stigma sociale che il decadimento cognitivo porta con sé. Obiettivo dell’Associazione De Banfield è l’inserimento di Trieste nella rete delle comunità amiche delle persone con demenza per rendere la città, con i suoi spazi, le sue iniziative e le sue relazioni sociali, pienamente fruibile per le persone con decadimento cognitivo evitando qualsiasi forma di isolamento. Il progetto è stato illustrato il 30 settembre – giornata che concludeva il mese “dedicato a chi dimentica” – dal presidente dell’Associazione De Banfield Emilio Terpin e dalla vicepresidente Maria Teresa Squarcina, dall’assessore alla Cultura Giorgio Rossi, dall’assessore al Sociale Carlo Grilli, dalla presidente del Rotary Trieste Nord Fedra Florit, dalla direttrice del Servizio Musei e Biblioteche Laura Carlini Fanfogna e dal Conservatore del Museo Schmidl, Stefano Bianchi.
Proprio da questi presupposti nasce il progetto “Memorabili armonie” che coinvolge il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste: dopo una prima fase di formazione del personale e di alcuni piccoli adeguamenti della struttura, verranno organizzate una serie di visite al Museo Teatrale dedicate a piccoli gruppi di persone con Alzheimer a cui si offrirà un’esperienza multisensoriale, con l’obiettivo di sollecitare emozioni e stimolare la reminiscenza. Nel merito, la prima fase di avvio prevede l’allestimento all’interno del museo di un’area di accoglienza priva di barriere cognitive studiata per rendere la rassicurante la permanenza. Al personale del museo sarà garantita una formazione per avere un approccio corretto con il malato di Alzheimer e il suo caregiver, dove riceverà indicazioni sulle modalità di comunicazione più efficace nel caso di persone con demenza, con la possibilità di metterle in pratica attraverso brevi esercitazioni. Nella fase successiva si organizzeranno cinque visite al Museo Teatrale a cui parteciperanno ogni volta non più di 4 persone con Alzheimer accompagnate dai loro caregiver. I partecipanti verranno guidati alla visita del museo da un educatore e da un musicoterapeuta. Attraverso l’osservazione di oggetti scelti e un accompagnamento musicale verrà favorita un’esperienza multisensoriale, con l’obiettivo di sollecitare emozioni e stimolare la reminiscenza. Il progetto vuole sottolineare l’importanza della musicoterapia come tecnica utile a migliorare le attività funzionali e a ridurre i disturbi del comportamento nel malato di Alzheimer o di altre forme di decadimento cognitivo. I caregiver avranno la possibilità di seguire la visita o ritrovarsi in un luogo separato con uno psicologo per confrontarsi sulle problematiche legate al loro ruolo in un’ottica di mutuo aiuto.
Il progetto si inserisce in un modello di intervento sociale che vuole essere uno strumento attivo di benessere sia per la persona con demenza che per la sua famiglia. In questo modo si offre un importante stimolo alle persone affette da demenza attraverso le emozioni suscitate dall’arte e si permette loro di partecipare attivamente alla vita sociale e culturale della comunità evitandone l’isolamento. Allo stesso tempo, i caregiver grazie a questa attività possono utilizzare al meglio le risorse personali e comunitarie nell’affrontare una situazione complessa. Non ultimo la collettività intera è sensibilizzata ad espandere la consapevolezza delle problematiche associate alla demenza. Il progetto si propone di coinvolgere circa 40 beneficiari, tra le persone con demenza e le loro famiglie, anche se l’auspicio è che la comunità intera risenta positivamente di un’iniziativa che promuove l’inclusione e la conoscenza attraverso la cultura.

Quella panchina viola

Piccolo e delicato, il fiore comunemente chiamato “non ti scordar di me” è divenuto il simbolo, con il suo colore viola, della malattia di Alzheimer. E proprio questo è il colore che in settembre è stato il simbolo in tutto il mondo di “chi dimentica”, il mese dell’Alzheimer che è culminato il 21 settembre nella “Giornata mondiale dell’Alzheimer”, nata per sensibilizzare tutta la popolazione su una patologia che solo in Italia colpisce circa seicentomila persone, mentre un milione sono quelle che soffrono di demenza, con un dato di circa 6mila persone a Trieste e tra le 15 e le 20mila in Friuli Venezia Giulia. I numeri crescono rapidamente e il mondo scientifico è ancora alla ricerca di una cura risolutiva. Attorno alle persone con demenza, almeno altri tre milioni di familiari, operatori sanitari, assistenti sono impegnati nel compito difficile del prendersi cura.
Impegnata da oltre trent’anni sul fronte delle demenze e dell’Alzheimer, l’Associazione De Banfield onlus è al fianco delle famiglie con progetti specifici di sostegno: prestito di ausili sanitari, assistenza domiciliare, programmi di mobilizzazione, attività a supporto dei caregiver. Proprio in coincidenza con la Giornata mondiale dell’Alzheimer, la onlus triestina ha presentato un’iniziativa del tutto inedita, tanto a livello regionale che nazionale, realizzata con il patrocinio del Comune di Trieste: la consegna alla città della prima panchina colorata di viola. Si tratta di una delle panchine dell’inizio di Viale XX settembre, davanti alla fontana del Giano bifronte, un gesto semplice ma “indelebile”, che una vuole offrire il segno tangibile di una comunità che vuole essere amica delle persone con demenza, per ridare loro dignità, combattere i pregiudizi e affiancare chi se e prende cura.
Le attività che l’Associazione De Banfield ha messo in atto per il mese di settembre sono state suggellate anche dalla presentazione del libro di racconti “La nonna sul pianeta blu” nato dalla prima edizione dell’omonimo concorso letterario, unico nel suo genere a livello nazionale, che ha attirato oltre 140 partecipanti da tutta Italia. Racconti commoventi e toccanti, tante storie e testimonianze che hanno fatto emergere il mondo sommerso di chi è vicino a una persona affetta da Alzheimer. La giuria presieduta dalla filosofa e scrittrice Michela Marzano aveva selezionato i 20 migliori racconti – cinque da Trieste e regione – raccolti adesso in questa pubblicazione. La presentazione ufficiale del libro è avvenuta durante un incontro in cui la stessa Marzano ha dialogato in video da Parigi con il direttore del quotidiano Il Piccolo Enrico Grazioli, anch’egli membro della giuria. La presentazione, introdotta dal presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano, ha fornito anche l’occasione per aprire ufficialmente il bando per la seconda edizione del Concorso che chiuderà i termini a gennaio 2021.

Trieste, la quotidianità dell’Alzheimer nei brani in gara al concorso letterario

A Trieste, proseguono a CasaViola, la struttura dell’Associazione De Banfield dedicata ai familiari dei malati di Alzheimer, gli open-days e le attività legate a Esof 2020, tutte nel segno di una maggiore conoscenza di questa patologia.
“Itinerari della non-memoria: la quotidianità dell’Alzheimer”, questo il titolo della rassegna, presenta oggi alle 18, nella sede di via Filzi 21/1, il reading delle giovani attrici Eleonora Fois e Sofia Martinez dell’Accademia Musical Theatre di Trieste su alcuni brani scelti dai racconti in gara al primo Concorso Letterario Nazionale sull’Alzheimer promosso dalla De Banfield «La nonna sul pianeta blu», che ha visto una numerosa partecipazione con racconti che sono arrivati da tutto il territorio nazionale, e oltre. Per l’occasione, sono stati scelti tre racconti che portano, diretta, la voce dei caregiver: attraverso le loro parole si svela la sofferenza cruda di una diagnosi che non perdona, di rapporti familiari complessi e antichi che tornano in primo piano, ma anche il potere del prendersi cura gratuito, i tentativi, a volte fortunati a volte maldestri, di voler bene comunque, il mettersi in gioco ogni giorno. Per l’occasione, CasaViola collabora con l’Accademia di Musical Theatre di Trieste che offre corsi di formazione per tutti i livelli in canto, recitazione e danza ed è impegnata nel sociale attraverso le numerose iniziative a scopo benefico.
Si prosegue domani con un momento di approfondimento: dalle 11 attesa la tavola rotonda “Itinerari della non-memoria”, realizzato in presenza e online. Introdotti da Maria Teresa Squarcina (vicepresidente De Banfield) e Antonella Deponte (coordinatrice CasaViola), figure di rilievo come Michele Farina, giornalista al Corriere della Sera e organizzatore degli AlzheimerFest, Mario Possenti, segretario nazionale di Federazione Alzheimer Italia, e Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, massimo esperto italiano di priscogeriatria e di Dementia friendly Community (nonché consulente storico della De Banfield con cui ha curato l’apertura di Casa Viola), si confronteranno sul diritto a cure adeguate per i malati di Alzheimer e altre forme di demenza e sul loro diritto ad un ruolo ancora attivo nella comunità di cui fanno parte.

La partecipazione è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: telefono 040.362766 o casaviola@debanfield.it

(Photo Costanzo)

 

Trieste, gli itinerari della non-memoria: ecco il dramma Alzheimer

L’Associazione de Banfield, che in questi ultimi 30 anni ha affiancato centinaia di persone anziane non autosufficienti, e CasaViola, la struttura che ha espressamente pensato e dedicato quasi cinque anni or sono a chi si prende cura dei malati di Alzheimer, partecipano tra oggi e sabato a Esof 2020, con una serie di iniziative e incontri tutti incentrati sul tema dell’Alzheimer, anche in vista delle numerose attività programmate per settembre che è proprio il mese mondiale dedicato a questa grave malattia. La struttura di via Filzi, che da sempre è in dialogo costante con il mondo scientifico, sarà sede di una serie di appuntamenti dal titolo “Itinerari della non-memoria: la quotidianità dell’Alzheimer”.


Nelle tre giornate CasaViola sarà aperta al pubblico tutto il giorno, dalle 10 alle 18, per far conoscere le sue attività e i risultati di questi anni di lavoro. Ogni giornata sarà, poi, caratterizzata da un particolare evento a partire dall’inaugurazione – oggi alle 10 – della mostra fotografica “Reflexus, sguardi sulla vecchiaia”. La mostra, visitabile anche nei giorni successivi, è composta dalle foto che Lisa Zanchettin fa parlare tra loro, tra ritratti di grandi vecchi e autoritratti, in un gioco di rimandi pieno di poesia e colore. Reflexus in latino vuol dire ripiegare e il ricercare una nuova visione del ripiegarsi dell’anziano sul proprio passato è il compito di questa mostra. Lisa Zanchettin di professione fa l’educatrice con i grandi vecchi e possiede una notevole sensibilità nel ricercare quanto di bello conservi quest’età ultima della vita in contrasto con l’immagine triste che viene solitamente associata alla senescenza. Lo fa rivalutando il termine vecchio, molto più incisivo del rassicurante “anziano”: la storia, infatti, è fatta di grandi vecchi, e non di grandi anziani, e si tengono in gran conto le cose vecchie e non quelle anziane. Lo fa ricercando la bellezza e l’eleganza che il tempo scolpisce sui volti e sulle mani per evidenziare la loro non perifericità. “La memoria del bello – spiega Zachettin – permane molto a lungo e crea un movimento emotivo: è l’anima in azione”. Domani, alle 18, l’open day di CasaViola sarà suggellata da un reading delle attrici Eleonora Fois e Sofia Martinez, dell’Accademia Musical Theatre di Trieste, su alcuni brani scelti dai racconti in gara al primo Concorso Letterario Nazionale sull’Alzheimer promosso dalla De Banfield «La nonna sul pianeta blu».


Sabato, dalle 11 alle 12.30, attesa la tavola rotonda “Itinerari della non-memoria”, realizzata in presenza e online. Introdotti da Maria Teresa Squarcina (vicepresidente De Banfield) e Antonella Deponte (coordinatrice CasaViola), figure di rilievo come Michele Farina, giornalista al Corriere della Sera e organizzatore degli AlzheimerFest, Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, massimo esperto italiano della specialità e di Dementia friendly Community (nonché consulente storico della De Banfield con cui ha curato l’apertura di Casa Viola), Mario Possenti, segretario nazionale di Federazione Alzheimer Italia, si confronteranno sul diritto a cure adeguate per i malati di Alzheimer e altre forme di demenza e sul loro diritto ad un ruolo ancora attivo nella comunità di cui fanno parte.
La partecipazione è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: 040.362766 o casaviola@debanfield.it


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In copertina e all’interno cinque opere della mostra di Lisa Zanchettin.