Il “Giro d’Italia” tra le note della Stiria: che giornata a Villanova delle Grotte!

Resterà di certo nella “storia” di Villanova delle Grotte la giornata di venerdì quando, per la prima volta, è transitato nella piccola frazione di Lusevera il “Giro d’Italia”, nell’ambito della eccezionale tappa Marano Lagunare-Castelmonte, prima di puntare verso la Slovenia. Un avvenimento di sicuro impatto mediatico per l’Alta Val Torre, sempre più conosciuta e apprezzata da chi ama il turismo sulla “porta di casa”, anche se non mancano mai anche coloro che arrivano da lontano. La “carovana rosa” è passata, infatti, dinanzi al Terminal Grotte che segna l’ingresso nelle stupende cavità carsiche del monte Bernadia, dove si entra anche per incamminarsi nel nuovo percorso turistico inaugurato pochi giorni fa, proprio in vista dell’arrivo del Giro.

Josef Niggas, borgomastro di Lannach.


A festeggiare i “girini”, ma anche il folto pubblico che li applaudiva lungo le strade, la Banda musicale di Lannach, la cittadina stiriana gemellata da oltre trent’anni con la vicina Nimis – nel cui territorio, ricordiamo, si apre il famoso Abisso di Vigant – nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli, le cui opere nascevano proprio nel Castello di Lannach. La Musikkapelle era accompagnata dal borgomastro Josef Niggas che ha molto gradito l’invito giuntogli tramite Carla Lesa capogruppo di maggioranza in consiglio comunale – la quale vanta una lunga amicizia con Lannach, dai tempi cioè in cui guidava la Pro Nimis -, complimentandosi per la perfetta organizzazione con il sindaco Luca Paoloni e il vice Mauro Pinosa, che è anche lo storico presidente del Gruppo esploratori e lavoratori Grotte di Villanova. E così, proprio tra le caratteristiche e suggestive note della storica formazione musicale della Stiria (Lannach è a pochi chilometri da Graz, città capoluogo), è sceso il sipario su una giornata memorabile, da segnare appunto nell’album dei ricordi dell’Alta Val Torre.

—^—

In copertina e qui sopra la Musikkapelle Lannach durante la sua esibizione a Villanova al Terminal Grotte.

Successo a Villanova delle Grotte per la lotteria d’arte: ecco i numeri fortunati

(g.l.) Che bella giornata di festa ieri a Villanova delle Grotte, in vista di quel grande avvenimento per l’Alta Val Torre che è il Giro d’Italia, per il quale è cominciato il conto alla rovescia essendo atteso per l’ormai imminente 27 maggio. Tra le varie manifestazioni della giornata, favorita peraltro da un tempo splendido, ha avuto notevole successo la originale lotteria d’arte ideata, a scopi benefici, da Carla Lesa. Il primo premio è andato a una signora di Udine. Questi gli altre tredici numeri estratti, alla presenza del sindaco Luca Paoloni e del vice Mauro Pinosa, che è anche presidente del Gelv, il Gruppo esploratori e lavoratori Villanova: 1381, 2180, 2505, 947, 2550, 2598, 2230, 2318, 1598, 1121, 708, 1462 e 576. Per cui chi è in possesso dei biglietti fortunati non ha che da farsi avanti e ritirare i rispettivi premi. Il pomeriggio, come è noto, è stato rallegrato dalle note del Gruppo Fisarmonicisti Tarcento “Ensemble Flocco Fiori”, diretto dal maestro Massimo Pividori. E ora crescerà, di giorno in giorno, l’attesa per l’arrivo della “carovana rosa”, un evento che entrerà nella storia del piccolo ma famoso paese delle Grotte.

—^—

In copertina, alcune delle opere d’arte messe in palio alla lotteria di Villanova e qui sopra uno scorcio della mostra degli arrotini resiani.

“Giro d’Italia”, l’Alta Val Torre (stasera Dino Persello) è grata a Enzo Cainero

(g.l.) Nell’Alta Val Torre è tutto un fervore di iniziative e proposte in vista del tanto atteso arrivo del “Giro d’Italia” annunciato, come è noto, per l’ormai imminente 27 maggio. Un appuntamento cui il Comune di Lusevera tiene moltissimo, tanto che ha voluto esprimere la sua riconoscenza a Enzo Cainero, che da molti anni fa arrivare in Friuli Venezia Giulia la “carovana rosa”, e quindi anche in queste bellissime località ai piedi dei monti Musi.

Un momento della festa. 


Così, sabato scorso, al termine della sicuramente indimenticabile cerimonia per la inaugurazione del nuovo tratto turistico delle Grotte di Villanova – quello, cioè, che porta alla maestosa e affascinante Sala Regina Margherita -, ha voluto festeggiare il patron friulano del Giro. Sulla piazzetta della Chiesa, dove era stato allestito il pranzo al termine della mattinata perfettamente organizzata sotto la regia di Mauro Pinosa, storico presidente del Gelv, il sindaco Luca Paoloni gli ha infatti donato una bella scultura – intonata ovviamente al ciclismo – realizzata dall’artista Fabio Comelli, di Torlano, che era pure presente alla consegna. Un dono che Cainero ha molto gradito e, ringraziando la comunità per il bel gesto, ha sottolineato quanto sia importante anche per queste contrade di montagna poter beneficiare di un evento sportivo di tale portata, capace di offrire una enorme visibilità mediatica, strategica per alimentare il movimento turistico che ha, proprio nelle meravigliose cavità carsiche del monte Bernadia, il principale motivo di attrazione.

Dino Persello

Questa sera, invece, ci sarà l’annunciato intrattenimento con Dino Persello, il quale, alle 20.30, al centro Lemgo proporrà il suo collaudatissimo spettacolo musicale e teatrale in onore proprio delle “due ruote” – sport di cui è appassionato fin da piccolo – dal titolo “Ciclismo è… poesia – Aspettando il passaggio del 105° Giro d’Italia”: la scenografia verrà realizzata dai disegni dei bambini del plesso scolastico di Vedronza. La serata, di sicuro effetto, sarà conclusa da un rinfresco, dedicato anche gli artisti che, numerosi, hanno accolto l’invito di Carla Lesa di partecipare alla originale lotteria d’arte a scopo benefico. Le loro opere faranno infatti da sfondo proprio alla recita dell’attore sandanielese.

I quadri della lotteria.

—^—

In copertina, Enzo Cainero ringrazia per il dono appena ricevuto dal sindaco Luca Paoloni a Villanova delle Grotte.

 

L’Alta Val Torre (a Cesariis e a Pradielis) stasera ricorda il terremoto di 46 anni fa

(g.l.) Sono passati 46 anni da quel 6 maggio 1976, ma il ricordo, in chi ha una certa età, è rimasto indelebile. Impossibile, infatti, dimenticare quella caldissima sera in cui, alle nove, minuto più minuto meno, si è svegliato l’Orcolat sotto il monte San Simeone, nel Gemonese. Così, fra i tanti momenti indetti per ricordare quel tragico evento scatenato dalla natura che, nel giro di appena 57 secondi, causò un migliaio di vittime, segnaliamo quello che sta per prendere vita nell’Alta Val Torre, dove appunto si commemoreranno il terremoto e i suoi tanti morti.
Questo il programma messo a punto dalla civica amministrazione guidata da sindaco di Lusevera Luca Paoloni: ore 19.30, nella Chiesa della piccola Cesariis, rito in suffragio delle vittime del sisma; ore 21 a Pradielis, dall’alto campanile rivelatosi più forte delle scosse, “scampanotade” in ricordo di quella sera del 6 maggio; quindi nella stessa frazione, al centro Lemgo, proiezione del filmato “Orcolat ’76” di Simone Cristicchi e Valter Sivilotti; regia di Claudia Brugnetta.
Una semplice ma significativa cerimonia, dunque, che si aggiunge alle tante che si terranno nel Friuli devastato da quelle interminabili scosse, a cominciare da quella ufficiale di Gemona, la “capitale del terremoto”, mentre da tutti i campanili dei nostri paesi alle nove si udiranno i mesti rintocchi a ricordo dei mille morti di 46 anni fa.

—^—

In copertina, le campane di Cesariis crollate dopo il terremoto di quel 6 maggio 1976.

 

Lusevera ricorda don Domenico Zannier intitolando una via al vecchio parroco

(g.l.) Un vero peccato che un improvviso ritorno dell’inverno, con pioggia, neve e vento, abbia condizionato la cerimonia per la intitolazione della via principale di Lusevera alla memoria di don Domenico Zannier, che fu parroco della località dell’Alta Val Torre dal 1960 al 1972. Ma il maltempo non ha minimamente scalfito il valore e il significato della festa, ritmata dagli interventi del sindaco Luca Paoloni, che ha reso ufficialmente omaggio all’indimenticato sacerdote scomparso poco più di cinque anni fa. Mentre a tratteggiare la figura del prete, ma anche del poeta e uomo di cultura, è stato il professor Walter Tomada, giornalista e direttore de “La Patrie dal Friul”. La cerimonia è stata, inoltre, rallegrata dalle musiche di Andrea Del Favero e Glauco Toniutti.

Nato a Pontebba nel 1930, Domenico Zannier fu ordinato prete l’8 luglio del 1956. Cooperatore parrocchiale a Sutrio fino al settembre del 1958, fu poi cappellano a Pradamano (fino al settembre ’59) e in seguito a Pocenia e a Castions di Strada, fino al 1960, per poi essere nominato dall’allora arcivescovo Giuseppe Zaffonato parroco di Lusevera, comunità che guidò appunto per dodici anni, fino al 1972, divenendo quindi insegnante di scuola media e ritirandosi a vivere nella sua casa di Maiano, dove intensificò l’attività letteraria che lo portò anche alla candidatura al Premio Nobel. Ma, nonostante questa sua imponente levatura culturale, don Domenico Zannier per tutti era rimasto soltanto pre’ Meni, prevalendo il suo modo d’essere, semplice, affabile, gioviale e di grande compagnia, tanto che in molti paesi è ricordato ancora con affetto e simpatia. Come appunto a Lusevera e nell’Alta Val Torre.

—^—

In copertina e qui sopra la targa della via intitolata a pre’ Meni; all’interno, tre immagini della cerimonia a Lusevera.

L’Alta Val Torre con Daniele Paroni ricorda la tragedia di Nadia Orlando

(g.l.) Poco meno di cinque anni fa, era esattamente il 31 luglio 2017, il Friuli venne scosso da un orribile fatto di sangue: l’uccisione della ventunenne Nadia Orlando di Vidulis, piccola frazione di Dignano in riva al Tagliamento, da parte dell’ex fidanzato, Francesco Mazzega, 37 anni, di Muzzana del Turgnano: si era così spento improvvisamente il sorriso di una giovane che aveva tanta gioia e voglia di vivere, di farsi una famiglia, di guardare giustamente al suo futuro, fatto di serenità e certezze. Poi, condannato in Appello a 30 anni di reclusione, l’uomo si è suicidato, portando con sé tanti interrogativi, quegli stessi che molti altri uomini non hanno sciolto dopo aver ucciso le loro compagne.

Daniele Paroni


Al femminicidio, uno dei tanti purtroppo che si verificano in tutta Italia, il giornalista Daniele Paroni, dopo aver seguito in maniera approfondita la tragedia, ha scritto un libro dedicato “a tutte le donne che non ce l’hanno fatta, a coloro che non hanno atteso il secondo schiaffo e a tutti gli uomini che hanno capito la grandezza delle donne”. Il libro, intitolato “Ultimo appuntamento sul Tagliamento”, sarà presentato domani, 24 marzo, al centro Lemgo di Pradielis, con inizio alle 20.30. All’incontro, organizzato dal Comune di Lusevera, attraverso Carla Lesa – che, come consigliere, si occupa dei problemi sociali della località valligiana -, è annunciata anche la partecipazione dei genitori di Nadia, Antonella Zuccolo e Andrea Orlando, unitamente al vicequestore aggiunto e dirigente della squadra mobile di Udine Massimiliano Ortolan. L’opera di Paroni è stata patrocinata dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia proprio perché rievoca una delle vicende più dolorose che hanno turbato il nostro Friuli, lanciando un monito pressante: basta con questi efferati atti di violenza! Il femminicidio, che purtroppo, come detto, continua a insanguinare l’Italia a ritmi vertiginosi, è una piaga terribile che deve scomparire. Per cui va combattuta con tutte le forze che abbiamo a disposizione. Anche quella rappresentata da un libro rievocativo come questo e che la comunità dell’Alta Val Torre conoscerà appunto domani sera.


Per fortuna, di tutt’altro argomento, invece, il libro che sarà presentato venerdì 22 aprile, la settimana dopo Pasqua, sempre nello stesso luogo, ma alle 18.30. Si tratta di “Gran Tempo valica le Alpi Giulie alla ricerca di Sfregola”, di Vittoria Casamassima con illustrazioni di Rita Zamarian (Chiandetti Editore). Allieterà l’incontro la musica di Andrea Del Favero. Ma di questo ne riferiremo più in dettaglio a suo tempo.

 

—^—

In copertina, il sorriso di Nadia Orlando la giovane di Vidulis uccisa nel 2017.

 

In Alta Val Torre ovunque i defibrillatori dopo quello di Pradielis che ricorda Tite

(g.l.) Tutte le frazioni di Lusevera saranno dotate di un defibrillatore, dispositivo elettromedicale che consente il ripristino del normale ritmo del cuore nelle persone colpite da improvvisi malori, preservandole dall’arresto cardiaco che purtroppo spesso può essere fatale. E uno di questi preziosi strumenti si trova da qualche giorno alla Casa famiglia di Pradielis, alla quale è stato donato in memoria di Giobatta Marchiol, da tutti conosciuto come Tite. Semplice ma toccante la cerimonia inaugurale, presenti i familiari del defunto, molto noto nell’Alta Val Torre dove gestiva, a Musi, la trattoria “Alle Sorgenti”.


Dinanzi alla struttura assistenziale che ospita gli anziani della zona, soprattutto quelli rimasti soli o in difficoltà, si sono riunite molte persone assieme agli amministratori comunali. C’erano anche il consigliere regionale Edy Morandini, i sindaci di Tarcento Mauro Steccati e di Nimis Gloria Bressani, il comandante della stazione dei Carabinieri di Pradielis Di Francesco, il presidente dell’Ambito Luca Toso, la direttrice del Distretto sanitario di Tarcento Anna Paola Agnoletto, la direttrice del personale infermieristico Bruna Odasmini e la coordinatrice delle Case di riposo/famiglia Meri Martin.
Commoventi le parole della vedova di Marchiol, Eva Polonia, la quale ha ricordato la vita passata con il suo Tite, grande lavoratore animato da uno smisurato amore per l’Alta Val Torre, dove è nato e vissuto. Anche il sindaco Luca Paoloni ha ricordato l’operosa vita del defunto, che ha lasciato un ottimo ricordo in tutti coloro che l’hanno conosciuto, ringraziando familiari e amici per la importante donazione che, come dicevamo, s’inserisce in un programma volto a installare defibrillatori in tutte le frazioni, anche a beneficio dei turisti che numerosi visitano questi paesi attratti dalle loro bellezze naturalistiche, a cominciare dalle meravigliose Grotte di Villanova, che sono di grande richiamo anche in queste calde giornate di Ferragosto. Paoloni ha poi ringraziato la nuova amministratrice delle Case famiglia, Carla Lesa, peraltro già impegnata nella civica amministrazione, per l’ottimo lavoro svolto e il Distretto sanitario di Tarcento per la grande collaborazione assicurata in questi periodi difficili scatenati dal Coronavirus.


Carla Lesa, dal canto suo, ha parlato delle associazioni (settore che segue per il Comune) e dei numerosi privati che collaborano con le Case famiglia, esprimendo loro riconoscenza. Un sentimento che ha esteso anche allo stesso Distretto sanitario e al suo personale per il prezioso supporto costantemente prestato per affrontare questi lunghi mesi di emergenza. Ha ringraziato anche il personale delle Case famiglia per il suo costante impegno, consegnando poi l’attestato rilasciato al termine del corso che ha insegnato il corretto utilizzo del defibrillatore. Le parole di Carla Lesa sono state molto apprezzate dalla direttrice Agnoletto, la quale si è detta gratificata dai commenti positivi che ha modo di constatare sul lavoro del Distretto, lodando altresì la proficua collaborazione che si è instaurata tra le strutture che si occupano dell’assistenza agli anziani.
Infine, concludendo la bella cerimonia, Morandini ha evidenziato l’ottimo lavoro che sta facendo l’amministrazione comunale di Lusevera proprio per le Case famiglia, assicurando il suo interessamento per i lavori di completamento delle stesse in modo da permettere a tutti gli anziani dell’Alta Val Torre di rimanere vicini ai propri affetti.

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini della bella cerimonia.

(Le foto sono di Severo Lauzana)

Sportland, è conto alla rovescia per la Vertikal Ring nelle Valli del Torre

Conto alla rovescia nelle Valli del Torre con la Vertikal Ring, in programma domani 20 giugno. “La Vertikal Ring è un’occasione imperdibile per gli appassionati di mountain bike, che permette di gareggiare su un percorso di 60 chilometri e su un dislivello di 2200 metri, ma rigorosamente in coppia. Penso che questo sia un modo davvero originale e bello per condividere un’esperienza sulle due ruote e scoprire allo stesso tempo luoghi meravigliosi del nostro territorio”. Così l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, durante la presentazione della quarta edizione della gara di mountain bike a coppie “Vertikal Ring Mtb”, che si è tenuta a Tarcento. Si tratta di una competizione che rientra nel programma di Sportland, organizzata dall’Asd Ki.Co.Sys di Tricesimo, sotto l’egida dell’Acsi settore ciclismo, che prenderà il via appunto domattina alle 9. La competizione rientra nel circuito “4 Seasons MTB Tour” e del Trofeo Mtb Acsi Udine 2021 e si sviluppa lungo l’Alta Val Torre e le pendici del Monte Faeit, con partenza e arrivo a Tarcento.

Barbara Zilli

“Questo è un esempio perfetto di quello che si può fare mettendo insieme le forze e collaborando – ha aggiunto Zilli – per ottenere un risultato. Un plauso va quindi agli organizzatori, ai tanti volontari che investono il proprio tempo e la propria passione per dare vita ad eventi sportivi come questo, ma anche agli amministratori che hanno compreso che fare insieme è un vantaggio per tutti. Inoltre, sarà uno spettacolo tutto da vivere anche per il pubblico, che sarà sicuramente numeroso”.
L’assessore ha poi concluso ricordando che la Vertikal Ring è anche un modo privilegiato per far riprendere quota al turismo in Friuli Venezia Giulia, territorio dalla innata vocazione sportiva, che il progetto Sportland sta valorizzando con l’impegno di questi anni. Al programma della Vertikal Ring 2021 si aggiunge l’originale formula della Vertikalrando, un’escursione ciclistica, non competitiva e da svolgersi tra giugno e settembre, di resistenza e regolarità da portare a termine in totale ed assoluta autonomia, seguendo la traccia GPX fornita dalla Ki.Co.Sys. I Comuni attraversati sono Tarcento, Lusevera, Venzone, Gemona, Montenars, Artegna e Magnano in Riviera, per una lunghezza di 93 chilometri e un dislivello di 3.333 metri. “Un’iniziativa che permetterà ai partecipanti di vivere emozioni uniche – ha concluso Barbara Zilli -, a contatto con la natura e alla scoperta di luoghi poco conosciuti del nostro Friuli. È questo un ottimo modo per proporre ai turisti e agli appassionati di scegliere questi territori per le proprie vacanze”.

Gli intervenuti alla presentazione.

—^—

In copertina, un atleta di mountain bike durante una gara.

Alta Val Torre, la piccola Cesariis ricorda le 10 vittime del terremoto di 45 anni fa

(g.l.) Cesariis è una delle più piccole frazioni del Comune di Lusevera, una manciata di case con appena cinquanta abitanti: un segno inequivocabile di quello spopolamento che anche le montagne della pur bellissima Alta Val Torre risentono. Ebbene, sotto le macerie del terremoto del 1976 furono ben dieci le vittime, una proporzione enorme se raffrontata all’esiguo numero di residenti, sebbene quasi mezzo secolo fa ce ne fossero di sicuro alcuni più di oggi.
E proprio, in occasione del 45° anniversario del sisma, la piccola comunità si è riunita dinanzi al monumento ai Caduti per ricordare i suoi morti. Don Giovanni Menosso ha celebrato la messa di suffragio e al termine è seguito l’omaggio civile con la deposizione di una corona d’alloro e con i brevi interventi di circostanza del sindaco Luca Paoloni e del consigliere regionale Edy Morandini. Nell’occasione, due alunne della scuola di Vedronza hanno recitato una poesia dedicata a quella indimenticabile sera del 6 maggio 1976, quando d’un tratto mezzo Friuli fu devastato dalle scosse causate dal risveglio dell’Orcolat nelle viscere sottostanti il monte San Simeone, in linea d’aria a pochi chilometri di distanza da questi suggestivi paesini bagnati dal Torre che nasce proprio qui, ai piedi del monte Musi.
Il toccante componimento è intitolato “Tra le braccia di un gigante” ed è stato scritto da Gianfranco Ellero che, con vibranti parole, è riuscito a far rivivere l’emozione e la commozione di quei terribili momenti. Da allora, sono passati appunto 45 anni, i paesi sono stati prontamente ricostruiti e oggi sono ancora più belli e accoglienti. Ma, come si diceva, soffrono di quel gravissimo fenomeno dell’abbandono che riguarda tutta la montagna friulana. E che pare, purtroppo, irreversibile!

—^—

In copertina e qui sopra tre immagini della toccante cerimonia a Cesariis nel 45° anniversario del terremoto.

Gli splendidi 100 anni di Amabile alla casa-famiglia di Pradielis

(g.l.) Siamo ormai in Quaresima, ma il periodo di Carnevale, seppur trascorso sotto tono a causa degli ancora purtroppo noti problemi pandemici, nell’Alta Val Torre è ricordato anche per un bellissimo avvenimento: il traguardo dei 100 anni tagliato alla casa famiglia di Pradielis da Amabile Grimaz, originaria di Stremiz una piccola località montana sopra Faedis. Un secolo portato veramente alla grande, con una grinta eccezionale, che dimostra la tempra e la forza di questa simpatica vecchietta – tanto festeggiata dagli altri ospiti della struttura, ma anche da figli, parenti e amici, oltre che dal sindaco di Lusevera Luca Paoloni e da componenti della sua amministrazione, come Carla Lesa sempre molto vicina agli anziani della casa -, venuta alla luce all’indomani della Grande Guerra e che poi ha attraversato una lunga vita, non senza difficoltà, acuite dalla seconda guerra mondiale e infine dal terremoto. Ma Amabile è stata più forte di tutte queste avversità e le ha superate con forza, tanto che oggi brinda alla sua splendida età che ha meritato i complimenti e gli auguri di tutti. Ai quali aggiungiamo, ovviamente, anche i nostri!

—^—

In copertina la centenaria Amabile Grimaz con il sindaco Luca Paoloni; all’interno, altre due immagini della bellissima festa a Pradielis.