Julius Kugy, una cultura senza confini: oggi Maurizio Bait e Valentina Randazzo a Gorizia per il progetto Somsi Pordenone

Si intitola “Julius Kugy, profeta della frontiera aperta” la conferenza che si terrà oggi, alle 18, al Kulturni Dom di Gorizia nell’ambito del progetto “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio” che la Storica Società Operaia di Pordenone propone quest’anno nel quadro delle iniziative ispirate ai temi “borderless” di GO!2025. Un progetto realizzato con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni e Gsm Gestione Servizi Mobilità, per la direzione artistica di Eddi De Nadai.

Maurizio Bait


L’incontro di Gorizia, realizzato in partnership con il Kulturni Dom, vedrà anche la partecipazione di Valentina Randazzo della Fondazione Coronini-Cronberg, istituzione presso la quale si occupa di visite e progetti didattici e dove ha curato lo scorso anno un percorso espositivo dedicato proprio all’alpinista (esploratore di nuove vie sulle Alpi Giulie, ma anche nelle Dolomiti Friulane), scrittore, botanico e, per diletto, musicista Julius Kugy (1858-1944). Una figura emblematica di una cultura “senza confini” già a partire dalla sua origine familiare e formazione, essendo nato a Gorizia (proprio a Palazzo Coronini) da madre slovena e padre austriaco, vissuto a Trieste e intriso di quell’educazione mitteleuropea (linguistica, artistica e umanistica), che oggi, nell’anno della Capitale Europea della Cultura, torna alla ribalta in tutti i suoi aspetti.
Maurizio Bait, giornalista triestino di famiglia austro-italo-slovena, vive a Valbruna. Da sempre attento esploratore del “mondo di confine” verso Est, per “Il Gazzettino” ha curato per anni la pagina culturale “Frontiere”. Molti i suoi saggi e libri, tra i quali: “Federico “Tavan. La strega sulla testa” (Biblioteca dell’Immagine, 1999), la raccolta di scritti “La frontiera leggera” e i racconti “Per dire domani” (entrambi per Olmis, 2004), “Il fiume degli abissi. Storia, uomini e leggende attorno al Timavo” (Morganti, 2019), “Alpi d’Oriente. Storie di uomini, donne, foreste e animali” (Ediciclo, 2024). Da alcuni anni pubblica con cadenza periodica i “Quaderni di Valbruna” (racconti sulle Alpi Giulie) con le Edizioni Saisera.

L’incontro è a ingresso libero.
Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social della Somsi.

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In copertina, Julius Kugy a Valbruna nel 1936 (Archivio Cai XXX Ottobre Trieste).

NanoValbruna oggi al gran finale con un bilancio e le premiazioni del contest

Alle battute finali nella serata di oggiì la quinta edizione di NanoValbruna, il Forum Internazionale dei giovani per la Rigenerazione, in corso per l’intera settimana nel cuore delle Alpi Giulie. Ideato dall’associazione ReGeneration Hub Friuli, NanoValbruna ha radunato scienziati, imprenditori, docenti, giornalisti, divulgatori e soprattutto tantissimi giovani da tutto il mondo per parlare di innovazione, ambiente e rigenerazione, un paradigma che sposta ancora più in alto l’asticella della “sostenibilità”.
La manifestazione, tutta nel segno del leitmotiv “Pensare globale e agire locale”, ha ospitato panel internazionali di incontro sui grandi temi del presente, le Local Experience, avvincenti escursioni alla scoperta della storia e la tradizione della Valcanale, e gli appassionanti laboratori scientifici per i più piccoli, NanoPiçule, a cui stanno partecipando centinaia di bambini e bambine. Nell’ambito del festival anche due contest, a partire dal concorso internazionale per giovani ricercatori e aspiranti imprenditori Baite Award che ha selezionato 11 progetti dei 46 giunti da tutto il mondo e adesso ospita in residenza 20 giovani ricercatori. Il concorso si è arricchito quest’anno di una collaborazione d’eccezione, quella con Enactus Italia, onlus la cui mission è formare i leader del futuro. New entry il concorso “Frame The Change” per la creazione di cortometraggi sulla Rigenerazione girati con lo smartphone a cui prendono parte giovani studenti del Dams dell’Università di Udine. In queste ore a Valbruna anche una delle ospiti di punta, Tess Mateo, consulente speciale per le questioni di genere e clima presso le Nazioni Unite protagonista di un panel internazionale.
Molto partecipato anche l’appuntamento sulla biodiversità: un’escursione con la app gioco “Biodiversa” che ha permesso ai partecipanti di mettersi alla prova alla ricerca di specie vegetali che compongono la ricchissima flora locale. Gran finale del festival nella serata odierna quando saranno presentati gli esiti dell’edizione, dai racconti emersi nei laboratori di NanoPiçule alle premiazioni dei contest. Ospite d’onore nell’incontro presentato dalla giornalista Marinella Chirico, l’olimpionica tarvisiana Gabriella Paruzzi, membro del CdA della Fondazione Milano-Cortina 2026, che ha fatto parte della Nazionale di sci nordico per 20 anni e ha terminato la carriera sportiva con le Olimpiadi di Torino nel 2006.

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In copertina e qui sopra due immagini delle attività di Nano Valbruna.

(Foto Alice Durigatto)

Carso, dalla biodiversità di Trebiciano all’escursione sul monte San Leonardo

Per il programma naturalistico di “Quanto vale un petalo?”, sabato 6 maggio la cooperativa Curiosi di natura ha organizzato, dalle 9.30 alle 12, una passeggiata sull’altopiano carsico, nei dintorni di Trebiciano, alla scoperta della biodiversità dell’ambiente. Con l’osservazione di prati e alberi in fiore, per scoprire come le specie vegetali inviano richiami visivi ed olfattivi agli insetti impollinatori. Un appuntamento adatto a tutti, adulti e bambini.
Ritrovo alle 9.10 nella piazza di Trebiciano, davanti alla chiesa di Sant’Andrea (raggiungibile da Trieste con il bus 51). Costo: euro 5; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. Il progetto “Quanto vale un petalo?” sul valore della biodiversità è finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per le attività di divulgazione della cultura scientifica.

Un bellissimo iris del Carso.

Per “Piacevolmente Carso”, domenica 7 maggio, a Trieste, la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 l’escursione panoramica “Tra Samatorza e il Monte San Leonardo”. Con le spiegazioni della naturalista Barbara Bassi. Si passerà tra vigneti e boschi fino sul San Leonardo; sulla cima si trovano i resti di un importante castelliere e di un’antica chiesetta. Da lassù la vista spazia sul mare e il Carso, E nei giorni limpidi fino al Triglav e aLle Alpi Giulie, in un contesto spettacolare.
Un percorso di 5,5 km, su 150 metri di dislivello, con una salita più impegnativa solo nei 300 metri prima della cima. Appuntamento per l’iniziativa nazionale “Primavera della Mobilità Dolce”, con la possibilità di pasti dai ristoratori convenzionati di “Sapori del Carso”, con un buono sconto del 10%. Ritrovo alle ore 9.10, sulla Strada Provinciale 6 da Gabrovizza verso Comeno, nello spiazzo vicino al bivio per Ternova. Costi: interi € 10; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

Partecipanti a due uscite naturalistiche.

Iniziativa con il patrocinio di A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) e in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, ecco alcuni escursionisti sulle pietraie del monte San Leonardo.

 

Riecco “Piacevolmente Carso”: domenica si va da Monrupino al monte Orsario

Domenica 9 maggio, per “Piacevolmente Carso”, la cooperativa Curiosi di natura propone una facile escursione da Monrupino al monte Orsario: nella riserva naturale fino alla cima del monte, tra boschi con rocce carsiche dalle forme spettacolari e distese di pietre corrose dalla pioggia. Dalla vetta la vista spazia dal mare alle Alpi Giulie, all’Istria e al Carso. Un itinerario di 6 chilometri, su un dislivello di 160 metri. Sono consigliate scarpe con suole antiscivolo. All’uscita è abbinata la possibilità di degustazioni dai ristoratori di “Sapori del Carso”, con un buono sconto del 10 per cento. Ritrovo alle ore 9.10 a Zolla, alla fermata del bus numero 42 al bivio per il Santuario. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Quote di partecipazione: interi 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it

L’escursione successiva di “Piacevolmente Carso” sarà domenica 16 maggio, dalle 9.30 alle 13, nella Riserva naturale del Monte Lanaro, a Sgonico. Ritrovo alle 9.10 nel piazzale al bivio per Sagrado di Sgonico. L’iniziativa ha il patrocinio di PromoTurismoFvg, A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), “Sapori del Carso”, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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CasaViola, tre incontri
da oggi con i Gruppi Abc

Anche per il mese di maggio CasaViola ospiterà i Gruppi Abc: tre incontri a partecipazione libera, a partire da oggi, mercoledì, alle 16 – per ripetersi il 12 e il 26 maggio – sulla piattaforma online www.caregiveracademy.it condotti dalla dottoressa Barbara Fabro, assistente sociale e consulente di sostegno e orientamento ai familiari che si prendono cura di anziani fragili. Comunicare con la persona con deterioramento cognitivo può rivelarsi difficile e frustrante; conoscere delle specifiche strategie per sapere come approcciarsi, può aiutare a diminuire lo stress e contribuire a preservare una relazione piacevole e positiva. I Gruppi Abc sono incontri, a partecipazione libera e gratuita e nascono con l’intento di offrire ai caregiver di persone con disturbo neurocognitivo un luogo in cui apprendere le adeguate strategie comunicative e di presa in carico. Sono gruppi di mutuo aiuto in cui è possibile esporre le difficoltà riscontrate nella quotidianità in modo da condividere e trovare, insieme agli altri partecipanti, nuove e originali soluzioni ai problemi più frequenti. I Gruppi Abc offrono al caregiver la possibilità di diventare un curante esperto nell’uso della parola, debellando quel sentimento di impotenza che spesso pervade la relazione con il proprio caro affetto da demenza. L’obiettivo è proprio quello di promuovere un’interazione produttiva ed efficace. Per partecipare è sufficiente visitare la piattaforma digitale www.caregiveracademy.it e iscriversi al corso seguendo le indicazioni. Per informazioni, telefono 040.362766.

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In copertina e all’interno tre immagini del monte Orsario e del suggestivo ambiente carsico.

 

Affettuoso ricordo a Fusine del parroco don Bepi Morandini

di Giancarlo Martina

Una targa posta sul muro di cinta del cimitero di Fusine in Valromana, di fronte all’ingresso della Chiesa di San Leonardo, sarà perenne testimonianza della riconoscenza dei parrocchiani per don Giuseppe Morandini, morto il 31 agosto del 2018 all’età di 73 anni. Il benvoluto sacerdote, che tutti chiamavano semplicemente don Bepi, era stato oltre che parroco della piccola frazione di Tarvisio anche cappellano dei lavoratori del Catenificio Weissenfels.
Nell’affollata Chiesa ha celebrato la messa don Claudio Bevilacqua; quindi, al termine del rito, alla presenza del sindaco Renzo Zanette, delle altre autorità, fra le quali anche Robert Charles Franklin, e delle rappresentanze delle associazioni, è seguita la benedizione della targa. Significativa la preghiera a lui rivolta: “Come in vita hai guidato questa comunità il tuo ricordo ci aiuti a rimanere uniti”.

La targa di marmo dedicata a Fusine a don Bepi Morandini.

Fra tanta commozione, l’intervento di Zanette che ha ricordato l’operato di don Morandini in 44 anni di sacerdozio e soprattutto “l’importante servizio, svolto con impegno e disponibilità in favore delle comunità di Coccau, Cave del Predil e Fusine – ha sottolineato il primo cittadino –, dalle quali è stato contraccambiato con amore e rispetto, i sentimenti che i parrocchiani provavano per una persona tanto disponibile e schietta”. In precedenza, ricordiamo, anche le comunità di Coccau e di Cave avevano reso omaggio al loro parroco prematuramente scomparso.
Quindi, il sindaco ha rivolto “un plauso e un ringraziamento a tutte le persone del gruppo Progetto “Ricordando Don Bepi”, di Fusine, impegnate per organizzare la semplice ma sentita cerimonia, dimostrazione di affetto per una grande persona, per un grande Sacerdote”.

La benedizione di don Bevilacqua.

Nato nel 1945 a Qualso di Reana, don Bepi era stato ordinato prete nel 1969. Gran parte parte della sua vita (dal 1975) l’aveva spesa tra le Alpi Giulie, guidando le comunità di Coccau, Cave del Predil e Fusine dove è stato parroco dal 1990.
La cerimonia, durante la quale è stato ricordato anche Carlo Melzi – nel 19° anno della scomparsa dello stimato imprenditore, che ha legato la sua esistenza alle Acciaierie Weissenfels –, si è conclusa con la consegna  alle sorelle del compianto parroco, da parte del sindaco ad honorem di Weissenfels, Raffaello Leskovec – promotore dell’iniziativa “Ricordando Don Bepi” -, della targa con la chiave della cittadinanza onoraria di Weissenfels che sarà posta sulla sua tomba nel paese natio. Nell’occasione, il pittore Carlo Faleschini ha donato alle sorelle Morandini un dipinto ad acquerello con raffigurate le tre Chiese parrocchiali care a don Bepi.

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In copertina e qui sopra la consegna della chiave e del quadro alle sorelle del parroco scomparso. 

Il problema autismo: Gregoris in cammino da Grado al  Lussari

Un cammino di 220 chilometri, dal mare Adriatico alle Alpi Giulie, per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulle sfide che, ogni giorno, affrontano le persone autistiche e le loro famiglie: Valentino Gregoris, artigiano di San Vito al Tagliamento, partirà lunedì 29 luglio dal santuario dell’isola di Barbana a Grado per raggiungere, lungo il Cammino celeste che unisce luoghi di fede del Friuli Venezia Giulia, l’8 agosto il santuario sul Monte Lussari a Tarvisio. Al suo fianco, con un aiuto concreto al progetto, Friulovest Banca e Confartigianato Pordenone, oltre a una serie di altre aziende e Comuni che hanno dato il loro patrocinio al progetto “Autismo Percorso di Vita”

Nella sede della banca, a San Giorgio della Richinvelda, si è tenuto un momento informativo prima della partenza, con la consegna da parte di Gregoris a Lino Mian, presidente di Friulovest Banca e a Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato Pordenone, di un gagliardetto in mosaico realizzato dagli utenti dei laboratori curati dalla Fondazione Bambini Autismo. “Realtà – ha spiegato Gregoris – con la quale vorremo creare a Pordenone un centro per gestire le emergenze al quale le famiglie con figli autistici possano rivolgersi, come anche il nostro sogno è quello che ogni Comune si doti di uno Sportello autismo per aiutare le famiglie su come affrontare la situazione già dai primi tempi dopo la diagnosi”.
Diagnosi che, se realizzata in tempi rapidi, può essere fondamentale per gestire nel miglior modo possibile l’autismo. “Stiamo parlando – ha aggiunto Gregoris, anch’egli genitore di un bambino autistico –, secondo le più recenti statistiche, di 1 caso ogni 58 nuovi nati e di questi casi 3 su 4 sono maschi. Tra i 6 mesi e i 2 anni di vita si può già capire da alcuni segnali se si è di fronte a un caso di autismo. Ma spesso le famiglie non sanno cosa fare e a chi rivolgersi: questo racconterò nel corso di ogni tappa del cammino nei paesi che toccherò. Grazie a Friulovest Banca e a Confartigianato che hanno capito l’importanza del progetto”.

Assieme a degli accompagnatori e con una diretta social sulla pagina Facebook chiamata anch’essa “Autismo Percorso di Vita”, affronterà un dislivello positivo di 7 mila metri durante il cammino per una media di 20-30 km al giorno dandosi così anche il tempo di incontrare le persone lungo il viaggio per sensibilizzarle. “Siamo convinti – ha dichiarato Mian – nel sostenere questo progetto così importante, testimoniando ancora una volta come la nostra sia una banca attenta alle esigenze del territorio. L’approccio alle malattie sta cambiando: più informazione fa bene, per aiutare malati e loro famiglie nell’approccio con gli altri nella vita quotidiana”. “Gregoris è un nostro associato – ha aggiunto Pascolo – ma il nostro sostegno va oltre questo fatto, è un’attenzione a un problema rilevante per le famiglie coinvolte e che meritano per questo la massima sensibilizzazione”.
L’anno scorso Valentino Gregoris camminò per le stesse finalità ad Assisi. Queste le tappe del viaggio suo e degli amici che lo accompagneraranno: 29 luglio prologo in canoa da Belvedere a Barbana e da lì a Grado; 30 luglio Aquileia-Aiello; 31 luglio Aiello-Cormòns; 1 agosto Cormòns-Castelmonte; 2 agosto Castelmonte-Masarolis; 3 agosto Masarolis-Montemaggiore; 4 agosto Montemaggiore-Rifugio Ana; 5 agosto Rifugio Ana-Prato di Resia; 6 agosto Prato di Resia-Dogna; 7 agosto Dogna-Valbruna; 8 agosto Valbruna-Monte Lussari.

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Da sinistra, Pascolo, Mian e Valentino Gregoris, pronto alla partenza.