Intelligenza artificiale un’opportunità per il turismo Fvg, ma bisogna saperne di più: urgente la formazione per le imprese

Per le imprese di Pordenone e Udine l’Intelligenza artificiale è un’opportunità che necessita urgentemente di competenze e supporto territoriale. È questa l’esigenza più immediata emersa dal primo sondaggio sulla percezione e l’uso dell’Ai condotto dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. I risultati, inediti, sono stati presentati in apertura del convegno “Ai e turismo, strategie slow e innovazione digitale per il turismo di domani”. L’approfondimento, come ha detto in avvio il consigliere camerale Alessandro Tollon, intervenuto in rappresentanza del presidente Giovanni Da Pozzo, «vuole essere ponte tra i bisogni rilevati e le soluzioni pratiche, perché in un mondo complesso come quello di oggi, in cui la competizione è mondiale e tutto cambia a velocità vertiginose, le nostre pmi devono avere strumenti operativi e immediatamente utilizzabili non solo per stare sul mercato, ma per sapersi sviluppare e crescere. Innovazioni come l’ai non sono affatto in contrasto con l’idea di un turismo esperienziale, culturale, enogastronomico e slow, vocazione naturale di un territorio come il nostro, ma sono anzi strumenti del mestiere con cui le imprese devono essere in grado di destreggiarsi proprio per valorizzare al meglio la loro proposta unica». Una proposta turistica su cui si è soffermato il direttore centrale Attività produttive e turismo della Regione Fvg, Massimo Giordano, che ha poi offerto un quadro sul valore del turismo slow regionale, analizzando risultati e strategie, dal sistema di piste ciclabili alla nautica.
Ad addentrarsi tra i dati emersi dal sondaggio è stata Elisa Qualizza, responsabile Centro Studi Cciaa Pn-Ud. «La partecipazione all’indagine è stata elevatissima e significativa, con 752 imprese rispondenti coinvolte nella metodologia Cawi tra il 4 e il 19 novembre scorsi – ha esordito –. Una partecipazione che ci dice già come l’argomento sia di grande interesse per le aziende». Il sondaggio è stato lanciato in anticipo proprio per sondare direttamente tra le imprese del territorio il loro “fabbisogno” di conoscenza sull’Ai, con un focus particolare sul settore turistico, preparando così i contenuti del convegno stesso.

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Ecco la cybersecurity

La crescente esposizione delle imprese ai rischi digitali rende urgente comprendere come cambia oggi la cybersecurity. La Camera di Commercio Pordenone-Udine propone per giovedì, 11 dicembre, dalle 14.30 alle 16.30, un webinar dedicato a norme, responsabilità e adempimenti che già coinvolgono la maggior parte delle aziende, anche le più piccole. L’incontro offrirà una panoramica chiara sui nuovi criteri che definiscono chi rientra nel perimetro regolamentato, sulla governance interna richiesta e sulla gestione concreta del rischio, fino agli aspetti di vigilanza e alle possibili sanzioni. Relatore sarà Claudio De Rossi, Chief Information Security Officer di InfoCamere, professionista con oltre 25 anni di esperienza nel settore e una profonda competenza che unisce sicurezza informatica, cyberpsicologia e analisi geopolitica. La partecipazione è gratuita. Adesioni sulla piattaforma Unioncamere raggiungibile da www.pnud.camcom.it. Per informazioni: pid@pnud.camcom.it

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Il sondaggio – Solo l’11% degli intervistati ritiene l’Ai “una moda del momento”, ma il 20% la vede ancora come una tecnologia riservata alle grandi realtà. La stragrande maggioranza delle aziende rispondenti, però, cioè ben il 69%, guarda all’Intelligenza artificiale come a un’opportunità concreta per migliorare il lavoro. L’ottimismo si scontra con una realtà di adozione ancora relativamente bassa: la maggior parte delle imprese rispondenti (60,2%) non ha ancora introdotto strumenti di Ai in azienda. Solo il 7,2% li ha implementati in modo strutturato, mentre il 32,6% sta procedendo in via sperimentale. Il principale ostacolo percepito non sono i costi, ma la mancanza di conoscenze e di tempo per approfondire (58,5%), seguita dalla difficoltà nel capire da dove iniziare (26,6%). «L’interesse, però, è chiaro – ha aggiunto Elisa Qualizza –: le applicazioni che attraggono di più gli imprenditori sono quelle legate al marketing e ai contatti con la clientela (55,1%) e i processi amministrativi e gestionali (49,1%). Riguardo agli investimenti futuri, il 16,1% investirà sicuramente nei prossimi due anni, ma un cruciale 38,2% si muoverebbe solo a fronte di incentivi o progetti locali. A fronte di questo fabbisogno di conoscenza, il supporto preferito dalle aziende è rappresentato da corsi o incontri pratici con esempi concreti (42,8%)».
Le opportunità – Focus Turismo: tra potenziale digitale e gestione manuale. Entrando nello specifico del settore turismo, ospitalità e ristorazione (che rappresenta il 4,9% dei rispondenti al sondaggio), emerge una situazione di digitalizzazione ridotta. Quasi la metà delle imprese turistiche (48,4%) afferma di utilizzare strumenti digitali solo in modo parziale (es. Crm, social, recensioni, prenotazioni), ma un significativo 41,8% lavora ancora interamente in modo manuale. Le imprese del turismo vedono nell’Ai un potenziale enorme soprattutto nel Marketing e promozione digitale (38,0%). La sfida è la comprensione: sebbene il 26,4% creda che l’Ia possa personalizzare e migliorare l’esperienza degli ospiti, la posizione maggioritaria (48%) è che si accoglierebbe volentieri l’Ai, ma “serve capire come applicarla concretamente”. La necessità di supporto emerge anche nella volontà di partecipare a progetti territoriali: il 16,4% aderirebbe con entusiasmo, ma il 36,6% lo farebbe solo se il progetto fosse supportato o cofinanziato. Il tema della carenza di personale, lamentata da più della metà delle imprese (delle quali il 30,1% in modo significativo), trova anch’esso un potenziale sollievo nell’Ai. Sebbene per il 54% l’Ai non possa sostituire le persone, essa può fornire un supporto digitale o intelligente utile per la comunicazione e il marketing (58,1%) e per la gestione amministrativa (53,5%).
La formazione pratica – Dall’analisi dei dati, i riflettori del convegno si sono spostati poi sulle strategie concrete. L’intervento voluto per fornire alle imprese strumenti e modalità operative pratiche è stato quello di Andrea Boscaro, partner di The Vortex. Il relatore ha approfondito come l’Intelligenza artificiale stia di fatto rivoluzionando la promozione turistica. La sua relazione si è concentrata sulle sfide che gli operatori devono affrontare, dalla produttività all’innovazione, ma anche sulle nuove problematiche legate alla reputazione e alla visibilità in un mercato in trasformazione. Boscaro ha proposto anche un’analisi degli impatti dei motori di risposta (come ChatGPT) sui siti web aziendali, gli agenti Ai per la prenotazione online e l’uso degli influencer virtuali.

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In copertina e all’interno tre immagini dell’incontro a Udine sull’intelligenza artificiale a favore del settore turistico.

Le infinite potenzialità dei tessuti tecnici di ultima generazione: analisi a Udine con il presidente nazionale di Federmoda

Ci sarà anche il presidente nazionale di Federazione Moda Italia Giulio Felloni all’approfondimento organizzato dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, in collaborazione con Confcommercio Udine, dedicato ad approfondire i nuovi tessuti tecnici, «una vera e propria rivoluzione nel comparto e un’opportunità con un grande portato di innovazione e sostenibilità», spiega Alessandro Tollon, presidente di Confcommercio Federmoda Fvg, grazie alla cui iniziativa si terrà l’incontro. L’appuntamento è per domani 25 novembre, alle 10.30, nella Sala Valduga dell’ente camerale, a Udine. Aprirà i lavori il presidente Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, che darà poi la parola per le introduzioni proprio a Felloni. Quindi, seguiranno gli interventi di Tollon e del consulente nel settore delle materie prime tessili Michele Vencato, esperto di tessuti e sostenibilità, dal punto di vista tecnico e commerciale.

Giulio Felloni


«Sempre di più – commenta Tollon –, il mercato della moda sta introducendo prodotti e tessuti tecnici di ultima generazione, frutto di ricerca continua in materiali, tecnologia e attenzione all’ambiente, tessuti che garantiscono ad abiti e accessori performance mai viste in termini di stile di comfort e facilità di utilizzo, ben diversi da quelli reperibili fino a una decina di anni fa e con una varietà di possibilità di impiego inedita: le camicie, per fare un esempio concreto, non si stirano e non si stropicciano e però traspirano come un prodotto naturale».
Da questa innovazione continua nel comparto, l’idea di proporre un approfondimento. «Da un lato l’idea nasce per l’imprenditore e per chi si occupa direttamente di moda – spiega il presidente Da Pozzo – , dall’altro per far conoscere anche ai consumatori le tantissime, nuove opportunità che offre la moda, con la presenza qualificante del presidente nazionale Felloni». Il suo intervento, conclude Tollon, «ci fa capire infatti quanto il tema sia sentito e ci permetterà di avere anche il privilegiato punto di vista nazionale su un comparto che è cardine indiscusso del Made in Italy, in cui, dopo una prima parte dell’anno complessa, stiamo cominciando con settembre-ottobre a vedere qualche piccolo segnale di recupero e stabilità».

Moda in Friuli, ecco le opportunità del metaverso per negozi e comparto

Un evento ibrido, in presenza “fisica”, ma anche in streaming online sul canale YouTube della Camera di Commercio UP!Economia e nel metaverso. È organizzato da Confcommercio Federmoda e Camera di Commercio Pn-Ud per stamane 24 ottobre, alle 11, nella Sala Valduga della sede camerale di Udine. L’intento è presentare le opportunità offerte dalla nuova dimensione del metaverso per i negozi e tutto il comparto moda, grazie all’intervento di esperti nazionali che si alterneranno tanto al microfono della Sala Valduga quanto a quello virtuale nella “nuova dimensione”. La partecipazione è gratuita: basta pre-registrarsi sul sito www.pnud.camcom.it, dove è possibile scegliere fin d’ora se farlo in presenza oppure seguendo lo streaming.
Dopo l’apertura lavori con il presidente Confcommercio Fvg e Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, con Alessandro Tollon, presidente Federazione Moda Italia Fvg – Confcommercio e l’assessore regionale alle attività produttive Sergio Emidio Bini, interverranno Giulio Felloni, presidente nazionale Federazione Moda Italia – Confcommercio, Valentina Fradegrada, influencer e imprenditrice, e Marco Camisani Calzolari, professore di comunicazione digitale e divulgatore scientifico, i cui interventi alla trasmissione Striscia la Notizia sono molto noti e apprezzati dal grande pubblico. Con loro ci sarà Carles Ribot Cabrer, direttore creativo e produttore digitale virtual designer, che “apparirà”, in forma di avatar, in diretta dal metaverso. Ribot Cabrer ospiterà nello spazio virtuale – allestito appositamente per l’appuntamento udinese – alcuni ospiti, esperti che hanno già messo in atto soluzioni originali in questa nuova dimensione per alcuni dei più conosciuti brand di moda. Al termine dell’incontro, nella sala polifuzionale sarà predisposta una postazione che permetterà di fare alcune dimostrazioni pratiche del funzionamento del metaverso, a disposizione degli imprenditori e di tutti i curiosi.

Premio Impresa Ambiente:
domande fino a dicembre

Giunge alla decima edizione il Premio Impresa Ambiente, il più importante riconoscimento italiano per le imprese che si distinguono nell’adozione di strategie, prodotti, servizi, partneriati e sistemi gestionali che promuovono la sostenibilità ambientale, economica e sociale nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Aperte il 17 ottobre, le iscrizioni saranno possibili fino al 17 dicembre (alle ore 24). Potranno partecipare tutte le aziende e gli enti pubblici e privati che hanno dato un importante contributo innovativo, in ottica di sostenibilità, effettuando l’iscrizione tramite il sito dedicato al Premio www.premioimpresambiente.it. Requisito fondamentale per partecipare al Premio è l’essere regolarmente iscritti alla Camera di Commercio del proprio territorio di riferimento. La partecipazione al Premio Impresa Ambiente X Edizione non comporta alcun costo di partecipazione per chi intenderà iscriversi. Il Premio Impresa Ambiente prevede, per la X edizione, quattro categorie in cui poter concorrere e due premi speciali. Le categorie si suddividono in:
– Miglior gestione per lo sviluppo sostenibile, che prevede l’integrazione nella mission aziendale e nei processi decisionali aziendali degli aspetti ambientali, economici ed etici dello sviluppo sostenibile; la categoria prenderà in considerazione in modo distinto, micro e piccole imprese, medie e grandi imprese;
– Miglior prodotto o servizio per lo sviluppo sostenibile, che prende in considerazione il grado di innovazione ed impatto ambientale di un prodotto o servizio rispetto alla capacità dello stesso di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori e di migliorarne la qualità della vita;
– Miglior processo/tecnologia per lo sviluppo sostenibile, che prende in considerazione il miglioramento delle performance ambientali introdotte da una nuova tecnologia con particolare focus sulle sue ricadute in fatto di sostenibilità ambientale (risparmio energetico e dei materiali, passaggio dalle risorse non rinnovabili a quelle rinnovabili, non utilizzo di sostanze pericolose, riduzioni di emissioni di CO2 in atmosfera);
– Miglior cooperazione per lo sviluppo sostenibile, che valuta la cooperazione e la partnership tra più realtà imprenditoriali, ma anche di enti pubblici e privati in questo caso, sull’effettivo contributo allo sviluppo sostenibile in progetti dedicati a Paesi in via di sviluppo o a Paesi con economia in transizione.
Due premi speciali andranno a imprese, regolarmente iscritte nelle quattro categorie del premio, ma con caratteristiche particolari:
– Premio Giovane Imprenditore che sarà assegnato a titolari o dirigenti d’impresa under 40 distintisi per spiccate capacità imprenditoriali, innovazione, attività di ricerca dedicate allo sviluppo ecosostenibile;
– Premio Start-up Innovativa riservato alle imprese qualificate come start up innovative ai sensi dell’art. 25 c. 2 del DL 18 ottobre 2012 n. 179 “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” che si siano distinte per progetti particolarmente innovativi e di ricerca dedicati allo sviluppo sostenibile.

L’avvio di un’impresa:
un corso dal 3 novembre

Fornire strumenti e conoscenze per verificare le proprie attitudini imprenditoriali, analizzare l’idea imprenditoriale, identificare l’ambiente competitivo, nonché valutare la forma giuridica e la fattibilità economica e finanziaria dell’avvio di un’impresa. È il nuovo corso, a partecipazione gratuita, proposto dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine e rivolto a chi sta valutando l’opportunità di mettersi in proprio. Le lezioni offrono infatti un approfondimento sull’idea imprenditoriale, il business e le problematiche da affrontare nella fase di avvio di una nuova impresa. Il corso è rivolto a tutti gli aspiranti imprenditori. occupati e disoccupati. Tra i contenuti, saranno affrontati gli aspetti giuridici, gli eventuali titoli di abilitazione, l’iter burocratico nonché l’importante preparazione del business plan, che permetterà di approfondire anche gli aspetti economico-finanziari connessi all’attività di impresa e il non meno fondamentale tema dell’accesso al credito.
Il corso parte giovedì 3 novembre e le iscrizioni sono al via. Le lezioni (20 ore in tutto) continueranno poi il 7, 17, 24 novembre e 1° dicembre. Orario degli incontri è dalle 140 alle 18 e la modalità di partecipazione è mista, in presenza e online. La partecipazione è riservata a chi si iscriverà entro le ore 12 del 28 ottobre tramite il modulo presente online sul sito camerale www.pnud.camcom.it in corrispondenza della pagina dedicata al corso (sezione corsi finanziati).mPer informazioni, è possibile contattare Daniela Morgante, 0432.273218 e daniela.morgante@pnud.camcom.it

L’apprendistato “duale”:
un bando di contributi

Una forma di apprendistato, quello “duale”, ancora poco sviluppata in Italia, ma che sta prendendo sempre più piede come importante strumento di transizione scuola-lavoro. La Camera di Commercio Pordenone-Udine, per stimolare le imprese, soprattutto quelle più piccole, ad attivare questo tipo di contratti – che, lo si ricorda, sono un investimento nella formazione e nell’acquisizione del titolo di studio per lo studente che viene contrattualizzato –, ha dato avvio a un bando di contributi per le piccole e micro imprese dei due territori. Il plafond totale è di circa 50 mila euro, distribuiti poi tramite “voucher” a fondo perduto che, per ciascuna domanda (e dunque ciascuna impresa), saranno pari a 800 euro, con l’obiettivo di abbattere le spese ( attrezzature messe a disposizione, spazi, gestione attività di accoglienza e formazione interna…) sostenute dall’azienda stessa per l’attivazione e la gestione dell’apprendistato duale. Il bando è praticamente a burocrazia zero: basta compilare il modulo presente nell’apposita sezione di contributi del sito camerale www.pnud.camcom.it e inviarla allegando i documenti relativi all’attivazione dell’apprendistato.
Bisogna però fare in fretta, perché il bando si chiude con il 31 ottobre e il contratto deve essere formalizzato entro quella data per poter ottenere il sostegno Cciaa. II percorso di formazione in apprendistato “duale” dovrà riferirsi all’anno scolastico 2022-2023. La domanda di contributo è in bollo, va firmata digitalmente e esclusivamente inoltrata all’indirizzo Pec iter@pec.pnud.camcom.it, indicando nell’oggetto “Domanda di concessione voucher per un Contratto di Apprendistato Duale”. Per tutte le altre informazioni c’è tutto sul sito della Camera di Commercio, ente che nelle scorse settimane ha coinvolto le associazioni di categoria, assieme ad Anpal Fvg ed EffePi Fvg (https://effepi.fvg.it/), a disposizione di categorie e imprese per tutto il supporto necessario alla promozione e all’attivazione dei contratti di apprendistato e più in generale, con concretezza, di incontro tra mondo della scuola e dell’impresa.

 

Covid, gravissima crisi dei matrimoni: 8 richieste per il rilancio del “wedding”

(g.l.) «La Regione è vicina agli operatori del settore del “wedding”, un comparto dell’arte dei mestieri che presenta elementi di eccellenza, e a fronte di una situazione difficile come quella in atto rivolgerà al Governo pressanti richieste per il suo inserimento tra i settori che maggiormente necessitano di ristoro». Lo ha sottolineato ieri mattina l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, nella conferenza stampa convocata dalla Camera di commercio di Pordenone e Udine assieme ai rappresentanti delle categorie interessate per presentare lo stato di crisi nel quale versano le aziende dei settori collegati al mondo dei matrimoni, delle altre cerimonie (soprattutto religiose come battesimi, cresime e prime comunioni) ed eventi in genere, costrette al blocco totale dell’attività a causa dagli effetti provocati dai provvedimenti anti-Covid.

«Con il Disegno di legge di prossima approvazione – ha aggiunto Bini – inseriamo un’altra manovra di circa 22 milioni di euro per ulteriori ristori, portando a quasi 80 milioni le risorse messe in campo dall’Amministrazione regionale per venire incontro alle tante aziende maggiormente colpite dagli effetti della pandemia. Uno sforzo molto consistente, che pone la nostra Regione ai vertici a livello nazionale in proporzione agli aiuti stanziati rispetto al numero di abitanti, ma che certamente non può bastare a soddisfare completamente le esigenze delle filiere più colpite. È per questo che anche il settore del “wedding” dev’essere aiutato in modo più concreto dallo Stato, che dispone certamente di maggiori mezzi finanziari rispetto alle Regioni».
Bini, come informa Arc, ha evidenziato che i dati del comparto non rappresentano semplicemente l’effetto di dinamiche negative di mercato dovute ai problemi contingenti, ma purtroppo fotografano una condizione che è destinata a protrarsi ancora per diversi mesi. «Ciò a danno di realtà – ha rilevato l’esponente della Giunta Fedriga – che rappresentano una porzione di pregio del Made in Italy, cioè di quel comparto che per decenni ha dato lustro al nostro Paese e che assieme a quello del terziario, del commercio e del turismo sta subendo in modo drammatico i riflessi della crisi». Non a caso, nella riforma dell’economia regionale, SviluppoImpresa, che approderà in Aula a inizio febbraio, una parte consistente è dedicata anche ad artigianato, commercio e turismo, proprio per favorire la ripartenza di questi settori. «Deve colpire la nostra attenzione – ha precisato Bini – il fatto che nel settore wedding e cerimonie molti sono i differimenti, anche oltre un anno, di matrimoni ed eventi: un dato che evidenzia chiaramente il riverbero negativo sulla intera filiera di un settore altamente specializzato e qualificato, con effetti pesanti sull’economia regionale”. «Ed è per questo – ha colamentato l’assessore – che all’intervento della Regione, che ci sarà anche per il settore del wedding, deve necessariamente unirsi in modo più consistente anche quello dello Stato, a favore di imprenditori che debbono poter continuare a produrre ricchezza e a rafforzare l’immagine del nostro Paese nel mondo».

Parte dunque dal Friuli Venezia Giulia, e si allarga velocemente a tutte le regioni italiane, per diventare un appello e una proposta di portata nazionale: il settore wedding regionale, che conta potenzialmente oltre 16 mila imprese d’eccellenza e 46 mila addetti nelle sue varie e multiformi componenti e oltre 400 mila imprese a livello nazionale, dopo un anno di pesantissime difficoltà dovuto alla cancellazione della quasi totalità di matrimoni, cerimonie ed eventi correlati, prende in mano la situazione e coinvolge Camera di Commercio Pordenone-Udine e Regione Fvg nell’azione di supporto al comparto.
E proprio la Cciaa, come rappresentanza di tutte le categorie, ha raccolto ieri mattina l’appello con la citata conferenza stampa, dando sostegno e ulteriore diffusione all’iniziativa avviata lo scorso dicembre dalle imprenditrici del settore di Confartigianato Udine, a cui si è subito unita Confcommercio Udine e a cui ha aderito anche Confapi Fvg. Nell’evento organizzato nella sede di Udine, con il “padrone di casa”, presidente camerale e di Confcommercio Fvg Giovanni Da Pozzo, e l’assessore regionale Bini, c’erano il presidente Confartigianato Fvg Graziano Tilatti e il direttore di Confapi Fvg Lucia Piu, al fianco delle categorie e delle imprenditrici che hanno lanciato e stanno promuovendo l’iniziativa: Gloria de Martin, presidente regionale della Moda di Confartigianato-Imprese, Fabio Passon, vicepresidente Confcommercio Udine e presidente Gruppo professioni Confcommercio Udine, Alessandro Tollon, vicepresidente Confcommercio Udine, Stefania Vismara, titolare di Archetipo srl, Renata Lirussi, titolare di Miramode srl e consigliere Federmoda Confcommercio Udine, Luca Tassotto di Tassotto&Max sas e consigliere Gruppo professioni Confcommercio Udine, Loredana Ponta, presidente regionale del Benessere di Confartigianato-Imprese, Eva Seminara, presidente Confartigianato consiglio zonale Udine.

L’iniziativa si è concretizzata prima della fine del 2020 anche in una petizione, su change.org, con il titolo “Sostenete il mondo wedding fortemente penalizzato”, che si sta espandendo, come detto, a tutta Italia, grazie alla condivisione delle categorie, che hanno ben chiaro il “peso” e la qualità del comparto wedding sull’economia. Categorie che hanno realizzato un video da diffondere sui social e formulato un documento di sintesi della situazione, con otto proposte operative per il Governo e la Regione. Oltre alla condivisione dell’appello, grazie all’impegno delle consorelle delle categorie coinvolte in tutto il Paese, in molte regioni sono già state adottate iniziative operative: Veneto e Puglia, per esempio, si sono già mosse concretamente e molte altre si stanno muovendo, e inoltre l’Aiom di Confcommercio, Associazione Italiana Organizzatori Matrimoni, ha fatto arrivare il suo appoggio all’iniziativa friulana, anche tramite le parole della presidente Tiziana Lucioli, che ha evidenziato come la categoria non abbia ricevuto «nessun sostegno, nessun ristoro, nessuna agevolazione da un sistema che ha considerato come confronto il fatturato di un solo mese dell’anno e che nei decreti non ha incluso nessuno dei codici Ateco utilizzati dagli organizzatori».
Lo spettro delle chiusure è concreto: se entro il primo semestre 2021 la crisi legata al Covid non sarà passata, rischiano di chiudere dal 13 al 25 percento delle imprese attive, secondo le ultime stime. Imprese che coprono numerosissimi settori dell’economia e che in Fvg, come detto, avevano registrato una crescita di quasi il 5% negli ultimi 5 anni, prima dell’arrivo del Covid e delle conseguenti misure. C’è poi un’ulteriore difficoltà alla totale impasse del momento: quando ci sarà la ripartenza, le imprese che lavorano per i matrimoni non andranno all’incasso subito, perché tra la commessa e il pagamento passano anche 6-8 mesi, il tempo di ideare e organizzare tutti i dettagli dell’evento.

A confermare la difficoltà del momento, sono stati presentati in anteprima anche i dati dei matrimoni del Comune di Udine, che le categorie hanno scelto come esempio perché possono dare bene un’idea della situazione diffusa tanto in regione quanto in tutta Italia: a Udine, nel 2020, i matrimoni sono scesi nel complesso del 42% rispetto al 2019 (con un calo del 62,5% di quelli religiosi e del 38,3% di quelli civili). Una diminuzione che non ha precedenti nemmeno lontanamente comparabili, ripercorrendo a ritroso la serie storica fino agli anni ’80 (Dati 2020 provvisori, da validare i numeri del mese di dicembre. Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati del Comune di Udine – Ufficio Statistica su Istat, modello D.3, e Anagrafe comunale). Le rappresentanti del comparto hanno cercato in più modi, a livello regionale e nazionale, anche di superare la classificazione per codici Ateco, che non rappresenta a dovere un settore così ramificato e che lo esclude dai sostegni già operativi.

Gli otto punti di proposta al Governo, sintetizzati, pertanto sono:

1. Riconoscimento di un contributo a fondo perduto del 40% della diminuzione di fatturato calcolata come differenza tra il fatturato del 2020 e quello del 2019.
2. Riconoscimento di un credito d’imposta del 70% delle spese sostenute, nel 2021 e 2022, per la partecipazione a eventi fieristici di settore, per campagne pubblicitarie, di social e web advertising.
3. Esenzione dall’Imu, Tari e Ires, per 2020 e 2021. In alternativa, uno sgravio non inferiore al 70%.
4. Erogazione di prestiti bancari, fino ad un importo corrispondente al fatturato del 2019 oppure alla media del fatturato nel triennio 2017-2019, assistiti da una garanzia statale del 100%, di durata compresa tra i 15 e i 20 anni, a tasso zero.
5. Riconoscimento sempre agli sposi 2021 e 2022, di un “Bonus Matrimoni” pari al 60% delle spese documentate sostenute corrispondente a un credito d’imposta .
6. Per 2021, 2022 e 2023, il riconoscimento di un contributo forfettario a fondo perduto, di 5 mila euro, per ciascuno degli sposi di nazionalità straniera e non residenti in Italia, nel caso in cui la celebrazione del matrimonio abbia luogo sul territorio italiano.
7. Un contributo regionale per la realizzazione e la promozione di eventi fieristici di settore nel 2021 e 2022.
8. L’introduzione di meccanismi di premialità per i beneficiari delle agevolazioni previste per l’acquisizione o il recupero di alloggi da destinare a prima casa nel caso in cui contraggano matrimonio nel corso del 2021 o del 2022.

Oltre a quello, molto articolato, dell’assessore regionale Bini, ecco infine una sintesi degli altri interventi:

Giovanni Da Pozzo: «La Cciaa ha subito raccolto questo appello perché quello del wedding è un comparto che rappresenta le problematiche di una filiera intera, una serie di mondi che si intrecciano tra produzione, servizi, commercio, e che è stata praticamente azzerata. Tra le filiere più colpite in Italia c’è la moda, in cui anche il wedding è ricompreso. La filiera moda raggruppa nel nostro Paese oltre 247 mila aziende, anche piccole e piccolissime, e 800 mila lavoratori, con un giro d’affari di oltre 90 miliardi: un settore che ha avuto dei ristori a livello regionale, ma necessita di cifre importanti da mettere sul piatto a livello nazionale, come richiedono i nostri operatori nel documento. Questa iniziativa è partita da qui: come altre volte facciamo da apripista. E stiamo raccogliendo molte adesioni da tutta Italia».
Graziano Tilatti: «Ringraziamo la Regione che è stata più vicina a questo mondo rispetto al livello nazionale, a cui vogliamo da qui mandare un segnale forte, perché è là che si prendono le grandi decisioni: se aspettiamo ancora, tantissime aziende presto non ci saranno più. Il documento condiviso Confartigianato, Confcommercio e Confapi sta avendo eco per la sua attenzione sia al lato del ristoro e sia a quello dell’offerta».
Lucia Piu: «Anche Confapi Fvg ha voluto fortemente sostenere l’iniziativa per questo settore per un’azione comune: la sua sofferenza ha effetti anche sulla piccola e media industria e il nostro sistema economico non può permetterselo. Siamo uniti in questa azione perché non vogliamo lasciare indietro nessuno».
Gloria de Martin: «Grazie per aver accolto il nostro grido di dolore, perché siamo stati dimenticati, noi che abbiamo fatto del made in Italy una potenza mondiale. Le micro e piccole imprese stanno soffrendo maggiormente, perché non inserite in alcun modo nei ristori: noi chiediamo di poter sopravvivere, vogliamo tornare a fare ciò che abbiamo sempre fatto: siamo la storia, il presente e il futuro»
Stefania Vismara: «Noi siamo oggi impossibilitati a lavorare, con i punti vendita siamo in grandissima sofferenza e come noi ci sono tantissime imprese che avranno enormi difficoltà a riaprire. Io per la prima volta mi trovo a chiedere aiuto, a nome di realtà sane, belle e fatte con passione, spesso cresciute in diverse generazioni. Un mondo di eccellenza che è stato completamente dimenticato».
Renata Lirussi: «Nel 2020 in Fvg sono stati cancellati 3 mila matrimoni e da questo numero pensiamo a tutto quello che è crollato di conseguenza nei settori che sono a esso correlati. Settori con professionisti che devono prepararsi almeno un anno prima del matrimonio. Dobbiamo programmare e lavorare per il futuro, e in questa situazione siamo messi nell’impossibilità di operare, senza alcuna certezza».
Luca Tassotto: «Il mondo dei fotografi ha visto annullare il 90% servizi, con un calo di fatturato del 70-80 percento e fino primavera 2022 non torneremo sicuramente a regime. Siamo tutte imprese che lavorano da decine di anni nel settore: tutti vogliamo rispettare le regole, tutelare la salute come prima cosa, ma bisogna considerare che noi, alla fine, ci troveremo per 2 anni senza un sostegno».

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In copertina, una coppia di sposi dal catalogo ufficiale di Miramode di Tricesimo e all’interno immagini dell’incontro di ieri mattina in Camera di Commercio a Udine.