Oggi Udine festeggia il suo “compleanno” ricordando gli 802 anni di storia e identità come città capoluogo del Friuli

Il 13 settembre 1223, tra le mura del Castello e la Villa di Udine (ovvero tra le mura castellane e il fossato), il patriarca di Aquileia Bertoldo di Andechs istituì il mercato che avrebbe dato vita al primo nucleo urbano della città di Udine: capitale del Friuli storico. A distanza di 802 anni da quell’atto fondativo, la ricorrenza viene ricordata e celebrata grazie all’iniziativa del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” e del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, guidati dal professor Alberto Travain, con il sostegno dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane che, in occasione del “compleanno”, oggi dedica idealmente ai friulani – e non solo – un breve richiamo alla ricorrenza anche grazie alla distribuzione di alcuni dépliant sul tema, realizzati dall’Agenzia con la collaborazione del Fogolâr Civic, e che saranno disponibili in occasione delle celebrazioni in programma. Ricordiamo che la manifestazione odierna avviene con l’adesione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.


Quella del 13 settembre non è, però, soltanto una data storica che vide la nascita di Udine come città-mercato, con governo autonomo e con un ruolo centrale nel Friuli patriarcale, «ma un momento chiave per l’identità di un intero popolo e di uno spazio di civiltà al crocevia dell’Europa», ha ricordato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino. Udine fu il più potente e intraprendente Comune urbano in una Patria del Friuli feudale, inquieta frontiera di civiltà, sistemi di governo e istanze sociali. Una vicenda appassionante cui senza dubbio il 13 settembre impresse una svolta significativa, assicurando ai friulani, nel bene e nel male, nuovo e disinvolto interlocutore nella loro storia, anche con precoci stagioni di democrazia e partecipazione che parlano all’oggi.
Dal 2001, il “Compleanno della Città” è ricordato ogni anno come manifestazione popolare spontanea. La celebrazione è un rito laico e popolare che riporta alla luce anche simboli evocativi: dalla “scraçule”, per richiamare i cittadini, al cuore con impresso lo stemma della città. È una ricorrenza che trova le sue radici nel popolo friulano. L’iniziativa è infatti partita da un piccolo gruppo di cittadini appassionati e ha saputo coinvolgere via via l’intera comunità udinese, costruendo un calendario di appuntamenti che anche quest’anno vengono riproposti da stamane, con partenza da piazza XX Settembre. Nel 2005, inoltre, il Comune ha issato per la prima volta la bandiera civica sul Castello in occasione della ricorrenza, una presenza oramai permanente. «Ritorniamo alle origini e al sogno che a ogni momento fondativo si associa. Quando nasce una città, in fondo, una piccola nuova speranza di umanità si accende nella Storia. Sogni e progetti di matrice antica affidati a popolo e istituzioni», ha ricordato il professor Travain, parlando dell’iniziativa.

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In copertina e all’interno il Castello di Udine simbolo della città e del Friuli storico.

“Marcho. L’ultima bandiera”, evento al Visionario di Udine con Franco Cardini per la Fieste de Patrie dal Friûl

Sarà una grande serata-evento quella ospitata dal Visionario di Udine il 3 aprile, dalle 19.30. In occasione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, celebrata proprio in quella data, è infatti in programma la proiezione speciale di “Marcho. L’ultima bandiera” – alle 19.30 nella versione in friulano e alle 21.30 nella versione in italiano – arricchita dall’intervento del professor Franco Cardini, uno dei più importanti storici medievisti italiani, volto noto del piccolo schermo e saggista di fama.

Franco Cardini


Il professore ha infatti dato voce agli approfondimenti presenti nel docufilm co-prodotto dall’Agenzia regionale per la lingua friulana e da Artevideo, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Fondo per l’audiovisivo del Friuli Venezia Giulia. Il film è stato girato in otto diverse location del Friuli con il coinvolgimento di oltre duecento persone. La pellicola vede inoltre gli importanti contributi di Alberto Travain, autore e curatore di vari saggi sulla figura di Marcho; Flavia Maria De Vitt, docente di Storia medioevale all’Università degli Studi di Udine; William Cisilino, direttore dell’Arlef e autore del soggetto assieme a Enrico Maso e al regista; Gianfranco Ellero, autore di numerose monografie sulla storia del Friuli.
Andato in onda su Rai Storia, in prima serata, all’interno della trasmissione “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, il docufilm del regista Marco Fabbro ha subito riscosso un ampio successo. Lo stesso conduttore della trasmissione, Giorgio Zanchini, lo ha definito come un’occasione straordinaria per scoprire aspetti poco noti della storia del Friuli che si è incrociata con importanti eventi europei. La vicenda narrata è quella di Marco di Moruzzo, l’ultimo portabandiera dello Stato patriarcale di Aquileia, l’unico nobile che si è opposto all’invasione di Venezia, attorno al 1420. Un avvenimento rimasto celato per 500 anni e tornato alla luce solo nel recente passato, nel 1986, durante un restauro, grazie a una lettera rinvenuta tra le pagine di un libro, conservato nella biblioteca della casa-forte Brunelde, a Fagagna.
In occasione delle giornate di celebrazione della “Fieste de Patrie”, anche molti studenti delle scuole superiori di primo e di secondo grado del Friuli assisteranno alla proiezione del docufilm e riceveranno in omaggio un opuscolo appositamente realizzato per loro, che illustra il contesto, i protagonisti e la storia di Marco di Moruzzo. Alcuni di loro avranno anche l’opportunità di conoscere dal vivo il professor Cardini in occasione del matinée loro riservato, sempre il 3 aprile, al Visionario.
Nei giorni che seguiranno la ricca giornata del 3 aprile, il film sarà nelle sale del Friuli, da Tolmezzo a Pordenone, da San Daniele a Gorizia, Codroipo e in molte altre, e anche a Roma, con una proiezione speciale in collaborazione con il Fogolâr Furlan.

Il calendario completo delle proiezioni è consultabile sul sito www.arlef.it

Con l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine.

Quando Codroipo nel 1860 fu collegata con la ferrovia: oggi un incontro ricordando l’epoca di Franz Joseph

(g.l.) “Il 21 luglio 1860, sotto l’imperatore asburgico Francesco Giuseppe I, Codroipo fu collegata al mondo contemporaneo attraverso la ferrovia… Un nuovo quartiere sarebbe sorto nelle campagne tra il centro storico e la stazione: vogliamo parlarne?”. E’ la notizia, e al tempo stesso, domanda con cui si apre il testo della locandina che annuncia un interessante incontro in programma proprio oggi, 21 luglio – e quindi nell’esatto anniversario, il 163mo -, che si terrà al Taxi Bar di via Cesare Battisti, 44, alle 18. Si tratta di una commemorazione storica, che farà luce sull’epoca di Franz Joseph, con il conservatore del Coordinamento Civico Udinese “Borgo Stazione”, professor Alberto Travain, studioso e promotore di cultura civica oltreché presidente del Fogolar Civic e Academie dal Friul.Seguiranno cenni e riflessioni culturali a cura di Gino Bidini, cultore di storia locale. Le concliusioni saranno affidate alla professoressa Renata Capria D’Aronco, presidente dell’Arengo e del Club per l’Unesco di Udine.