Ciclismo Juniores dà appuntamento domani mattina a Corno di Rosazzo

Data inedita per la Coppa Fratelli Granzotto a Corno di Rosazzo. Infatti, domani, 23 luglio, ritorna con la 51ma edizione la classica manifestazione riservata alla categoria Juniores della Federazione Ciclistica Italiana già in programma per il 14 maggio, ma rinviata per la concomitanza con l’Adunata nazionale degli Alpini.
La competizione, che nel 2022 era stata vinta da Matteo De Monte della Borgo Molino – Rinascita Friuli, è patrocinata dalla Presidenza della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, oltre che dal Comune di Corno di Rosazzo. La gara, il cui ritrovo è stato previsto presso la palestra comunale, muoverà da via Forum Iulii alle 10, per poi concludersi, dopo 109,6 chilometri, verso le 12.40, in piazza Divisione Julia. Il percorso si sviluppa su due circuiti ed interessa oltre al Comune di Corno di Rosazzo anche quelli di Premariacco, Cividale, Prepotto e Dolegna del Collio. Degni di nota i vari passaggi nella zona del Bosco Romagno e gli strappi probabilmente decisivi di Ruttars dove verrà posto il Gran Premio della Montagna.
Attese formazioni juniores da tutto il Nordest e da oltre confine per una classica di grande prestigio in onore dei fratelli Granzotto, imprenditori cornesi e grandi appassionati e sostenitori di questa corsa.
La manifestazione viene realizzata grazie al supporto di varie aziende locali ed in particolare l’Arbor srl. E’ vicina all’iniziativa anche l’azienda toscana Bacci. Non va dimenticato infine il Credito Cooperativo 360 Fvg.

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In copertina, Matteo De Monte vincitore della passata edizione della gara.

Le “Voci del Brembo” stasera a Nimis cantano per l’Adunata degli Alpini

(g.l.) Nell’ambito delle tante iniziative indette in Friuli per l’Adunata nazionale degli Alpini, che raggiungerà il suo apice domani con la grande sfilata di Udine, si conclude in musica questa sera, a Nimis, la manifestazione “Alpini: non solo Adunata…” organizzata dal Gruppo Ana Nimis Valcornappo, presieduto da Sergio Meinero, con il sostegno dei Comuni di Nimis e Taipana, e con la collaborazione del coro “Voci del Brembo” e della Pro Loco Val Cornappo. Sarà infatti protagonista proprio il gruppo vocale maschile con la penna nera, proveniente dalla Val Brembo in provincia di Bergamo, del concerto che si terrà alle 20 nella sala dell’Oratorio parrocchiale. Al termine seguirà un rinfresco alla frasca Da Pasi.
Questo pomeriggio, alle 15, ci sarà invece una visita guidata per gli alpini ospiti alla distilleria Giacomo Ceschia, la più antica del Friuli essendo fondata nel 1886, con degustazione di grappe – celebre quella di Ramandolo -, liquori e dolci del territorio. Mentre, ieri pomeriggio era prevista una sosta con assaggio dei rinomati vini di Nimis, fra cui il dolce Ramandolo Docg, alla Cantina “Filippon”. Nel programma, notevolmente ostacolato dal maltempo, si annunciava infatti per ieri anche una serata a Monteaperta, animata dalle stesse voci degli alpini lombardi, e per stamane una salita al monte Bernadia per l’omaggio al Monumento Faro dedicato ai Caduti della Julia.

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In copertina e all’interno, coristi del “Voci del Brembo” che si esibirà questa sera.

 

“Goccia di Carnia” è l’acqua ufficiale dell’Adunata nazionale Alpini a Udine

“Goccia di Carnia” è l’acqua ufficiale della 94ma Adunata nazionale degli Alpini che si terrà a Udine dall’11 al 14 maggio. Saranno 100 mila le bottigliette d’acqua donate all’Ana dall’azienda di Forni Avoltri che ha già sostenuto gli eventi per il 150° anniversario del Corpo degli Alpini nel 2022.

Samuele Pontisso


Storia, montagna, territorio, persone: il filo che lega “Goccia di Carnia” all’Adunata è davvero stretto e si radica nel dna e nella tradizione dell’acqua friulana che è da sempre vicina ai grandi eventi della regione e vicina alle persone nei momenti di difficoltà. Basti pensare al terremoto del ’76 o al più recente disastro ambientale della tempesta Vaia del 2018 quando l’azienda donò acqua alla popolazione che era rimasta senza acqua potabile nelle case.
“Da 50 anni Goccia di Carnia è simbolo delle montagne del Friuli Venezia Giulia da cui sgorga – sottolinea l’amministratore delegato Samuele Pontisso –. Senso di appartenenza, tradizione e amore per il territorio sono valori radicati nella storia di “Goccia di Carnia”, gli stessi che caratterizzano gli Alpini: essere l’acqua ufficiale dell’Adunata è quindi per noi motivo di grande orgoglio, una collaborazione che è connaturata alla natura stessa dell’azienda, al suo legame con il FVG, con le persone che ci scelgono da generazioni e con il Corpo degli Alpini”.
Fondata nel 1972, “Goccia di Carnia” è una delle sorgenti d’acqua oligominerale più ricche d’Europa. Sgorga a 1370 metri di quota dalla Fonte di Fleons, riparata da estesi boschi di larici che ne proteggono l’equilibrio ambientale. I valori in etichetta di “Goccia di Carnia” sono una garanzia dell’alta qualità e della purezza dell’acqua: il residuo fisso particolarmente equilibrato (64,8 mg/l), il pH elevato (8,2) e il livello di nitrati molto bassi, importante indicatore di assenza di inquinamento.

Lo stabilimento.

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In copertina, le montagne dalle quali sgorga la “Goccia di Carnia” a Forni Avoltri.

Oggi gli occhi puntati su Udine e domani sulle intese romane

di Giuseppe Longo
Una cosa è certa, anzi tre, in questo inedito clima politico.
La prima: Udine da domani avrà un nuovo sindaco.
La seconda: essendo ormai già il 13 maggio, si allontana sempre più la strampalata ipotesi di convocare elezioni bis per il 22 luglio qualora dovesse fallire il tentativo Di Maio – Salvini di formare un governo in sintonia con il voto del 4 marzo.
Come dire che alle urne in bermuda e infradito non ci andremo.
Almeno questa ci verrà risparmiata, a costo di ripiegare sul governo del “panettone”, cioè quello che il Quirinale ha come alternativa per arrivare alla fine dell’anno.
E poi ce n’è una terza, arrivata fresca fresca dal Tribunale di Sorveglianza di Milano: Silvio Berlusconi è pienamente riabilitato nei pubblici uffici cancellando gli effetti della legge Severino.
Ora il Cavaliere (o ex, fate voi) può votare e farsi eleggere, in altre parole può ricandidarsi.
Il suo grande sogno-obiettivo. E scalpita già per tornare a nuove elezioni.
Anche perché ha detto: “Adesso è tutto cambiato”.
Tradotto: con me in pista si riaprono i giochi.
Ma è chiaro che comunque, come osservavo, non si tornerà dall’ombrellone per votare.
Ma andiamo con ordine.
Oggi in Friuli Venezia Giulia si conclude finalmente il lungo ciclo elettorale di fine inverno – primavera, con politiche, regionali e amministrative.
A Udine,  come pure a Sacile (Comune con più di 15 mila residenti), ci sono i ballottaggi per scegliere le nuove amministrazioni.
Così, i cittadini del capoluogo friulano saranno chiamati a dire se vogliono essere rappresentati da Pietro Fontanini (Centrodestra) o Vincenzo Martines (Centrosinistra), in altre parole il cambiamento o la continuità.
In riva al Livenza si sceglierà invece tra Carlo Spagnolo (Forza Italia e Viva Sacile) e Alberto Gottardo (Lega, Fratelli d’Italia e liste civiche): una partita tutta all’interno del Centrodestra.
Facilissimo il voto in questa occasione perché sulla scheda ci saranno soltanto due nomi, insomma una sorta di referendum: o uno o l’altro.
C’è però l’incognita affluenza: è molto probabile che non sarà alta come si era già verificato al primo turno del 29 aprile.
Pesa indubbiamente l’Adunata nazionale degli alpini a Trento, ma anche la domenica al mare visto che almeno sulla costa, da Grado a Lignano, il tempo dovrebbe essere quasi estivo.
Comunque, indipendentemente dalla frequentazione dei seggi, un risultato ci sarà, tanto che domani gli udinesi sapranno il nome del loro nuovo primo cittadino.
E altrettanto sarà a Sacile.
Non così invece si può dire, allo stato dell’arte, per la formazione del governo nazionale.
Infatti, dopo il sofferto via libera di Berlusconi (aspettava forse la sentenza?) per la ricerca di un’intesa tra Lega e Cinque stelle, Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno avviato trattative serrate raggiungendo alcuni primi, importanti risultati sui punti chiave dei due programmi.
Oggi si rivedono in trasferta a Milano e domani o al massimo martedì sono attesi dal Capo dello Stato, il quale vuol capire se ci sono valide possibilità di formare un esecutivo fra i partiti premiati dagli elettori.
E vorrà capire pure a chi ne sarebbe affidata la guida.
Cosa che, almeno ufficialmente, non è finora emersa perché si è detto e ripetuto di voler privilegiare le cose da fare rispetto alle poltrone da occupare.
Salvini, Di Maio – pare sia sempre il suo chiodo fisso – o un terzo? Probabilmente sarà quest’ultimo e dovrebbe essere contenuto in una rosa di nomi da sottoporre  a Mattarella, il quale, ricordando Luigi Einaudi, ha però precisato che al Quirinale non c’è un notaio.
L’avvertimento, cioè, che non si limiterà soltanto a prendere atto.
Ma chi dovrebbe essere il premier?
Si sono fatte varie ipotesi, tra cui c’è anche la proposta di Maurizio Belpietro: a Palazzo Chigi sieda Giorgia Meloni. Dopo tutto, Di Maio e Salvini, dopo la benevola astensione (ma in cambio di cosa?) del Cavaliere, hanno assoluto bisogno dei voti di Fratelli d’Italia.
Staremo a vedere.
Comunque la si guardi, la situazione è molto fluida anche perché conterà il giudizio della base pentastellata che Casaleggio vuole coinvolgere sulla rete. E mentre quella leghista appare largamente favorevole all’intesa, fra i Cinque stelle affiorano già i mal di pancia.
E se dovesse saltare il tutto non resterà che il governo “di servizio” che ha in serbo, già bello e confezionato, il Quirinale che dovrebbe traghettarci fino alle nuove elezioni (autunno o più tardi? Comunque, prima delle europee del 2019).
Intanto, Matteo Renzi resta a guardare e sgranocchia pop corn in attesa dell’assemblea nazionale del Pd convocata per sabato 19 maggio, quando si terrà la elezione del nuovo segretario.
E Berlusconi scalda i motori. Ormai è avanti con gli anni e ha bisogno di un po’ di tempo in più.
Come un diesel.
foto  Di Lorenza e Vincenzo Iaconianni – Fotoguru.it, CC BY-SA 3.0,
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