La Città della Pace, stasera festa internazionale con la consegna del Premio Club per l’Unesco di Udine

(g.l.) “Udine Città della Pace” è il titolo del Premio internazionale giunto alla XXIV edizione – e promosso, come sempre, dal Club per l’Unesco di Udine presieduto a Renata Capria D’Aronco – che verrà consegnato questa sera durante una cerimonia che si terrà dalle 17.30 nel Salone del Popolo di Palazzo D’Aronco, sede municipale del capoluogo friulano. Quest’anno il riconoscimento è stato assegnato al Morè Yisrael Dovid Bar Avraham Delle Donne, quale rappresentante de La Casa di Avraham – Casa di preghiera per tutti i Popoli.

Carmine David Delle Donne


Il Premio è dedicato a Marialuisa Stringa, presidente emerito della Ficlu, in occasione del 946° anniversario dell’atto di nascita della Patria del Friuli. La manifestazione avrà quale regista la stessa professoressa Capria D’Aronco, la quale ha sottolineato che «il Club per l’Unesco di Udine – a continuazione del “Decennio dedicato alla Pace” proclamato dall’Onu e fatto proprio dall’Unesco -, in accordo con i Club per l’Unesco di di Gorizia e di Venezia, ha indetto la ventiquattresima edizione del Premio “Udine Città della Pace”, quale contributo alle iniziative assunte sul territorio italiano ed estero, in seno al “Friuli Storico”: dalle Alpi al Mare, dal Livenza al Timavo». E ha aggiunto: «Nel ricordare l’intitolazione di piazza Giacomo Matteotti a “Monumento Simbolo di Pace” della Città di Udine (17 dicembre 2000), il Club mira a rinnovare e a sottolineare il messaggio della dedizione alla cultura della Pace e della nonviolenza, accanto al riconoscimento e alla condivisione dei diritti, e quindi dei doveri universali, che, da quasi otto lustri, contraddistingue l’obiettivo e il contenuto dell’azione del sodalizio udinese».

Renata Capria D’Aronco


La Giuria, oltre che dalla stessa Renata Capria D’Aronco, è composta dal sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, dal presidente dell’Anci regionale Dorino Favot, dal presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini e da Roberto Pinton, magnifico rettore dell’Università di Udine. E, come detto all’inizio, ha attribuito il prestigioso riconoscimento al Morè Yisrael Dovid Bar Avraham Delle Donne. La festa ufficiale a Palazzo D’Aronco sarà conclusa da un convivio nelle sale dell’Astoria Hotel Italia che ha per titolo “Incontro al Solstizio” Verso l’inverno e il 2025 all’insegna della Giornata internazionale della Pace 2024.
Ricordiamo, infine, Udine “capitale” del Friuli Storico. Il 3 aprile 1077 l’imperatore Enrico IV emanò, infatti, «la Bolla che decretò – ricorda, a tale riguardo, il Club per l’Unesco di Udine – l’istituzione dello Stato patriarcale friulano, entità statale che divenne una delle maggiori potenze dell’Europa Centrale e dell’Italia di allora».

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In copertina, una suggestiva immagine del centro storico di Udine; qui sopra, “Danza Ancestrale 2” di Marisa Milan socia del Club per l’Unesco di Udine.

A Codroipo (e poi a Gemona) va in scena con successo la terza giornata dei Consigli comunali dei ragazzi del Friuli

Il Friuli ha un futuro se i giovani si riconoscono nella sua appartenenza e non hanno paura di diventarne protagonisti: con questo impegno per l’avvenire, Codroipo ha ospitato la terza edizione della “Giornata dei Consigli comunali dei ragazzi del Friuli”, organizzata dall’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana. Questa realtà – che riunisce 149 Comuni friulanofoni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale – da un decennio si occupa di tutelare e promuovere l’identità culturale e linguistica friulana, anche attraverso il rapporto con le scuole e gli enti che si occupano di giovani. In tal senso, al teatro codroipese Benois De Cecco si sono riuniti su invito dell’Aclif i consigli comunali dei ragazzi di 11 Comuni con un’ottantina di giovani consiglieri per mettere a confronto le loro esperienze e le loro iniziative.


«Questo evento – hanno sottolineato il presidente di Aclif Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, e il vicepresidente Franco D’Altilia, sindaco di Palazzolo dello Stella – che si era già svolto nel 2022 a Fiumicello Villa Vicentina e nel 2023 a Udine, è sostenuto dall’Arlef e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. È un prezioso momento di crescita e visione per il futuro. I componenti dei Consigli comunali dei ragazzi, infatti, in considerazione del loro ruolo, ricoprono un incarico di interesse pubblico, comparabile a quello dei colleghi adulti che siedono nei Consigli comunali. Su di loro l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana ha deciso di investire, per la crescita del nostro territorio».
All’evento codroipese sono intervenuti proprio il vicepresidente Aclif Franco D’Altilia, sindaco di Palazzolo dello Stella, assieme al vicesindaco di Codroipo, Giacomo Trevisan, che dal canto suo ha espresso la felicità di avere ospiti i Consigli comunali dei ragazzi ed ha formulato l’auspicio che questi giovanissimi possano continuare a impegnarsi per le proprie comunità.

Trevisan ha fatto gli onori di casa assieme ai giovani consiglieri del Ccr di Codroipo, con il sindaco dei ragazzi Pietro Mangiacapra che ha spiegato alcuni dei progetti che stanno portando avanti sulla tutela dell’ambiente, sulla promozione della lingua friulana e sull’identità locale. Anche i giovani consiglieri di Valvasone Arzene San Martino hanno presentato il loro progetto di un blocknotes arricchito di curiosità e tradizioni locali recuperate dialogando con gli anziani. Proiettato, infine, un video del Consiglio comunale dei ragazzi di Gemona sulla loro città. Progetti questi che sono stati sostenuti anche da Aclif.
Presenti anche diversi sindaci e amministratori dei Comuni aderenti all’Assemblea. I ragazzi, dopo i saluti delle autorità, hanno potuto assistere allo spettacolo teatrale in marilenghe “Lis pantianis e la machine dal timp” proposto dal Teatri Stabil Furlan. Al termine della rappresentazione i giovanissimi consiglieri comunali si sono confrontati su possibili iniziative da portare avanti, legate alla lingua e alla cultura friulana. Alla fine a tutti sono stati donati gadget dell’Aclif. L’evento è stato quindi ripetuto nell’auditorium delle scuole medie di Gemona per i Comuni della parte settentrionale del Friuli, presenti lo stesso presidente Daniele Sergon, sindaco di Capriva, e Monica Feragotto, consigliere comunale proprio a Gemona e sua rappresentante nell’Aclif.

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In copertina e all’interno immagini della manifestazione di Codroipo con i saluti del vicepresidente Aclif Franco D’Altilia e del vicesindaco Giacomo Trevisan.

Nimis, appello di Mareschi per la pace: le vite dei Caduti di Nongruella e di quelli di tutte le guerre non siano perse invano

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Durante una operazione condotta da una compagnia tedesca di stanza a Gradisca d’Isonzo, in funzione di contrasto alle attività partigiane, nelle vallate del Cornappo e del Torre, tra l’11 e il 17 dicembre 1943, persero la vita 57 persone, tra cui anche tre cittadini inglesi. Di queste, il 12 dicembre furono uccisi otto concittadini di Nongruella e cinque cittadini di Subit e di Attimis. Un ulteriore, anzi il primo tributo di sangue pagato da Nimis per la difesa della propria e dell’altrui libertà». Sono le parole con cui il commissario comunale, Giuseppe Mareschi, ha ricostruito ieri mattina a Nongruella i fatti di quel dicembre di 81 anni fa a pochi mesi dall’armistizio dell’8 settembre, quando si scatenò quel rastrellamento nazista che fece le prime vittime del Comune pedemontano, seguite nove mesi dopo da quelle dell’Eccidio di Torlano e poi da quelle dell’incendio del capoluogo e della deportazione nei Lager in Germania.


In una splendida mattinata di sole, la borgata sopra Cergneu ha quindi reso omaggio, come fa ogni anno, a quei morti innocenti con una semplice cerimonia dinanzi alla lapide che ai margini del bosco li ricorda. Ha celebrato una Messa in loro suffragio il parroco don Marco Visintini, sottolineando l’impegno di tutti per la pace affinché non si compiano altre inutili stragi, come Benedetto XV ebbe definire, nel 1916, la Grande Guerra. Presenti una rappresentanza di Comuni vicini, tra cui i vicesindaci di Lusevera e Reana del Rojale, il commissario ha quindi tenuto il discorso commemorativo, dopo la deposizione di una corona d’alloro tra le note del Silenzio suonate dalla tromba. «Grazie a quanti si sono sacrificati fino a perdere la vita – ha affermato Mareschi – che oggi, non solo i cittadini di Nimis, ma l’intero popolo italiano, vive in un Paese libero e democratico. E ricordare e commemorare quei fatti e quei sacrifici deve anche indicarci, con forza, ogni giorno, che la libertà non è a prescindere, che la democrazia non è per sempre, ma sono valori che vanno difesi da tutti sempre. Ed è con questi sentimenti che oggi, a nome dell’intera comunità, onoro i Caduti di Nongruella e ricordo a tutti noi che non ci è permesso che le loro vite e quelle di tutti i Caduti, di tutte le guerre, siano perse invano». Infine, il rappresentante del Comune di Nimis – che, come è noto, traghetterà l’ente locale fino alle prossime elezioni amministrative – ha ringraziato quanti si adoperano «per lo svolgimento di questa cerimonia di commemorazione e chi si prende cura di questo luogo». La manifestazione si è, quindi, conclusa con un gustoso piatto di pastasciutta preparata dagli alpini del Gruppo Ana Nimis-Valcornappo, guidato da Roberto Grillo, e altre buone cose preparate da alcune bravissime cuoche di Cergneu.

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In copertina, il commissario Giuseppe Mareschi durante il discorso commemorativo; all’interno, tre immagini della cerimonia con l’omaggio ai Caduti e la celebrazione della Messa.

Quella durissima esperienza nei Lager nazisti di Bruno Fabretti da martedì in una mostra fotografica a Mortegliano

Mortegliano rende omaggio alla memoria di Bruno Fabretti, un figlio di Nimis – paese friulano quasi completamente dato alle fiamme nell’ultima guerra – che ha raccontato a migliaia di studenti, nella sua lunga vita, la durissima esperienza di deportato nei campi di concentramento tedeschi. Sarà infatti inaugurata martedì 17 dicembre, alle ore 18.30, nell’atrio del Municipio di Mortegliano, che la accoglie grazie anche al proprio patrocinio, la mostra fotografica dal titolo Parole e Musica per un Domani “La vita di Bruno Fabretti: un ponte generazionale e sociale per una comunità inclusiva”, prodotta dal Circolo culturale Chiarisacco e partner l’Associazione culturale Le Colone Aps, grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia ed alla collaborazione dei Comuni di San Giorgio di Nogaro e Nimis.
Il commendator Bruno Fabretti, testimone diretto dei campi di prigionia e dei Lager nazisti, si è spento il 13 luglio del 2023 a quasi 100 anni. Nato a Nimis, Fabretti ha vissuto, giovanissimo, momenti terribili durante la Seconda Guerra Mondiale. Partigiano combattente, dopo essere stato catturato dai tedeschi nel settembre del ’43, ha affrontato la prigionia in diversi campi di concentramento tra cui Lodz, Dachau, Neuengamme, Bergen Belsen e Buchenwald. Nel suo libro, “Per non dimenticare. Diario di un deportato nei Lager nazisti di Dachau, Neuengamme, Buchenwald”, Fabretti aveva raccontato la crudeltà e l’orrore dei campi di prigionia. Aveva compreso l’importanza di non lasciare che la memoria svanisse nel silenzio e si impegnò anche nella promozione della memoria storica e nella diffusione dei valori di democrazia, tolleranza e pace, appunto con centinaia di incontri nelle scuole. Raccontò le proprie tristissime esperienze di guerra a migliaia di ragazzi e organizzò eventi con lo scopo di educare le nuove generazioni sugli orrori del nazismo e sull’importanza di difendere i valori umani fondamentali.
La mostra fotografica raccoglie le riproduzioni di alcune pagine dello straordinario diario che lo stesso Bruno Fabretti scrisse ed accompagnò con disegni propri subito dopo la liberazione. La sua lotta per la libertà e la sua dedizione a un mondo migliore rimarranno sempre un faro di speranza e una testimonianza della resilienza umana in tempi di oscurità e oppressione. Al momento dell’inaugurazione, ci saranno anche dei profondi interventi musicali, diretti da Giuseppe Tirelli, grazie al Coro Le Colone ed alla associazione Domus Musicae di Mortegliano. La mostra, visitabile fino al 25 gennaio, seguirà gli orari di apertura del Municipio stesso. Il progetto proseguirà poi nei prossimi mesi con la proiezione del documentario raccolto da Luca d’Agostino e patrocinato dalla sezione Anpi di San Giorgio di Nogaro.

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In copertina, immagine di Bruno Fabretti spentosi quasi centenario nel 2023: la mostra fotografica a lui dedicata a Mortegliano è curata da Luca d’Agostino.

Grado, il grande Presepe di San Pietro in formato ridotto al Palacongressi. E oggi la benedizione di tutti i Bambinelli. Nuovo appello Ricreatorio Spes della Parrocchia

(g.l.) Dalla vigilia dell’Immacolata, tutti abbiamo potuto ammirare, tramite i mezzi di comunicazione tradizionali (carta stampata e televisione) e i modernissimi social, il grande, meraviglioso Presepe di Grado, allestito in Vaticano. Ma da ieri anche a Grado c’è la possibilità di vederlo, ovviamente in scala ridotta, al Palacongressi di Città Giardino dove è stata inaugurata la sala del “Presepe di San Pietro”, nella quale viene riproposta l’opera donata al Papa, e quindi alla Cristianità intera alla vigilia del Giubileo 2025: i riflettori del pianeta saranno puntati sulla Città del Vaticano, e quindi, con flash sicuramente anche sulla Natività in “Casòn”, in occasione della solenne apertura della Porta Santa la Notte di Natale. Un plastico insomma del Presepe che da una settimana, senza esagerazione alcuna, è il più famoso del mondo assieme a una mostra fotografica con le immagini che documentano i lunghi lavori di preparazione e di allestimento della grande opera che ha suscitato meraviglia, emozione e ammirazione in tutti, con unanimi complimenti e segni di gratitudine al folto gruppo di volontari che ha saputo tradurre in realtà il sogno cullato da anni da Antonio Boemo: quello di creare proprio in piazza San Pietro un angolo della Laguna di Grado, con la vita che vi si svolgeva un secolo fa, per collocarvi la nascita del Salvatore.

Artisti al lavoro per il magnifico Presepe.


La riproduzione del grande Presepe in Vaticano è dunque la regina anche delle tantissime Natività che ogni anno vengono allestite nell’Isola del Sole e che hanno fatto diventare Grado una sorta di “capitale dei presepi” del Friuli Venezia Giulia. E oggi nelle varie Messe – tra cui quella “granda” nella Basilica di Sant’Eufemia – saranno benedetti i Bambinelli che a Natale verranno deposti nei presepi allestiti anche nelle case.
L’Isola si prepara dunque a vivere le festività nel migliore dei modi e l’altra sera, ricorrenza di Santa Lucia, in Campo Patriarca Elia, il sagrato della Basilica, è stato acceso anche l’Albero di Natale durante una bella festa. In questi giorni, poi, monsignor Paolo Nutarelli ricollegandosi al fatto che «per Natale alcune nostre strutture riapriranno per vivere l’accoglienza di molti turisti», ha diffuso gli orari natalizi delle celebrazioni, ricordando, fra l’altro, che «la Santa Messa del giorno di Natale è solenne ed in lingua latina», invitando nel contempo a fare riferimento sempre a chiesagrado.org ed alle pagine social della Parrocchia. E ha concluso con un appello: «Ancora una cosa… So di essere sfacciato e chiedo scusa – ha scritto il parroco ai suoi concittadini “graisani” -, ma come amava dire don Bosco “mi rivolgo al vostro cuore per trovare un fattivo aiuto”. In questo ultimo anno abbiamo portato a compimento i lavori del Ricreatorio Spes… La spesa ingente è sostenuta solo dalle offerte dei privati… Abbiamo acceso un fido bancario per non mandare in estrema sofferenza la Parrocchia, ma questa operazione può riuscire solo con il contributo di tutti… Pertanto, chi volesse aderire alla raccolta fondi lo potrà fare portando il proprio contributo. Ogni goccia serve. Ogni contributo è ben accetto. Ne abbiamo bisogno».
Infine, ricordiamo che proprio oggi, alle 16, in Basilica ci sarà un invitante concerto natalizio con finalità benefica dal titolo “Unconventional Christmas Experience”. L’ingresso è a offerta libera e il ricavato – si annuncia nella locandina – sarà devoluto in favore del Ssd Disturbi del comportamento alimentare sede di Monfalcone-Asugi.

Le offerte pro Spes possono essere portate nell’Ufficio Parrocchiale,
in Via Gradenigo 14, negli orari di apertura, oppure inviate
attraverso bonifico bancario intestato a SOGNO SPES
IBAN: IT09L0887764590000000705335
indicando nella causale: SPES

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In copertina, una inquadratura del Presepe allestito dinanzi alla Basilica vaticana.

Magnano, Lunario in “marilenghe” nel Castello di Prampero rinato dopo il sisma e che festeggia mille anni di storia

«I castelli di cui il Friuli Venezia Giulia è ricco rappresentano un patrimonio straordinario e affascinante che va conservato e valorizzato, ringraziando i proprietari che come il conte di Prampero e la sua consorte ne hanno cura e li rendono accessibili al pubblico per eventi come quello odierno». Così si è espresso il vicegovernatore della Regione Fvg, Mario Anzil, in occasione della presentazione del Lunario 2025 in “marilenghe” al Castello di Prampero a Magnano in Riviera, in occasione dei mille anni di storia del maniero rinato dopo le distruzioni causate dai terremoti del 1976.

Pietro Enrico di Prampero


«I lunari – ha detto l’assessore regionale alla Cultura – costituiscono una bella tradizione friulana: erano di grande aiuto agli agricoltori e conservano ancora oggi un valore come fonte di informazioni di utilità quotidiana e di ricordi storici». Anzil ha ricordato che l’Amministrazione Fedriga  «ha da poco aperto un bando per il recupero e la conservazione dei giardini storici e dell’architettura fortificata, per sostenere un patrimonio che era delle classi abbienti di un tempo e che oggi richiede un impegno di gestione molto faticoso. La valenza di questi beni – ha rilevato il vicegovernatore – non è solo storico culturale ma anche turistica all’interno di una regione che Ippolito Nievo definì “piccolo compendio dell’universo” per quante bellezze e ricchezze assomma nello spazio di brevi distanze».
All’evento, accanto al proprietario del Castello, Pietro Enrico di Prampero, sono intervenute numerose autorità, tra cui il sindaco di Magnano, Carlo Michelizza.

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In copertina, una insolita inquadratura del Castello di Prampero rinato dopo i terremoti del 1976.

“Salva la tua lingua locale”, a Roma premiati dalle Pro Loco d’Italia gli autori Alvise Nodale e Sergio Gregorin

Friuli Venezia Giulia, con le sue lingue e dialetti minoritari, protagonista alla dodicesima edizione del concorso letterario “Salva la tua lingua locale” la cui premiazione è avvenuta nella sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma. Composizioni che narrano di spaccati di vita quotidiana, leggende paesane, mestieri, riti e tradizione antiche, e che nella loro diversità linguistica, di espressioni e suoni uniscono l’Italia da nord a sud. Ideato dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia e da Autonomie Locali Italiane del Lazio con l’obiettivo di promuovere i tesori culturali e linguistici del nostro Paese, il concorso dal 2013 a oggi ha raccolto oltre 3000 candidature e ottenuto prestigiosi riconoscimenti istituzionali, tra cui il patrocinio delle Presidenza della Repubblica, del Senato e della Camera dei deputati, della commissione italiana per l’Unesco e del Ministero della Cultura.

La premiazione di Nodale e Gregorin a Roma.

Oltre 400 le opere pervenute in questa dodicesima edizione. «L’alto numero di concorrenti e la varietà dei lavori presentati hanno reso il lavoro delle giurie estremamente complesso, ma hanno restituito un quadro ricco e articolato delle lingue locali ancora vive nel nostro Paese. In un mondo sempre più globalizzato, ogni lingua rappresenta un patrimonio immateriale che custodisce l’identità, la storia e le tradizioni di un popolo, come sottolineato anche dall’Unesco – commenta Antonino La Spina, presidente Unpli -. L’antologia che raccoglie le opere dei vincitori e dei finalisti di questa edizione è un omaggio alla bellezza e alla pluralità delle espressioni linguistiche italiane, per preservarle e condividerle con le generazioni future».
Plauso ai vincitori regionali da parte del presidente del Comitato regionale delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia Pietro De Marchi, che ha sottolineato come la nostra sia una terra caratterizzata da una grande ricchezza linguistica. De Marchi era presente a Roma con il consigliere nazionale Unpli del Fvg Matteo Trigatti. Alvise Nodale ha ottenuto il primo premio nella sezione Musica. Nodale, originario di Sutrio, si inserisce con sentita profondità nel solco di una nuova canzone friulana che fa capo ad artisti come Lino Straulino e Loris Vescovo e che coniuga il riferimento alle proprie tradizioni locali con i linguaggi internazionali della nuova musica acustica, spesso di matrice anglosassone, potenzialmente evocativa del sostrato celto-romanzo dell’Italia settentrionale. Nella sua intima dimensione prevalentemente di voce e chitarra, apprezziamo in Nodale la vocalità limpida ed emozionale, lo stile di accompagnamento improntato alle nuove tecniche del chitarrismo acustico, e il lirismo universale e senza tempo dei testi poetici.
Sergio Gregorin ha vinto, invece, il primo premio nella sezione Poesia edita con “Tamisar l’ànema”, Consorzio Culturale del Monfalconese, Ronchi dei Legionari, 2022. Nato nel 1945 a Turriaco, nel territorio in provincia di Gorizia tra il fiume Isonzo e le pendici del Carso, Gregoris ha sempre evocato le sue emozioni mitopoietiche nel suo idioma d’origine, il bisiaco. Come ci relaziona Pier Maria Miniussi, rispetto a un altro poeta come Silvio Domini, ben più aspro e pessimista, Gregorin svela e incarna “una disposizione d’animo improntata alla serenità”; e nonostante la sua devota attenzione al Carso e alla campagna antropizzata, “dedica semmai i suoi versi all’acqua, sia essa quella mossa dell’Isonzo e del mare aperto o quella quieta dei canali e delle acque morte del litorale, e ancora agli approdi ed alle imbarcazioni che popolano queste acque”… Deliziose alcune liriche insieme ironiche e affabulate (“L’Isonzo parlotta”, “Lisonz smurmuia”; “L’Isonzo asciutto”, “Lisonz sec”), ma anche la memoria storica profonda e ancestrale delle poesie per “Il Carso”; così come la testimonianza connaturata e quasi ancestrale per la memoria contadina (“Il fienile”, “Trebbiatura”), e il ruolo stesso del Tempo, meteorologico o introiettato (“C’era una volta la Bora”). “L’erba medica / riempiva il fienile / di seccume e residui di sfalci // Mucchi di fieno / erbe falciate / pane per gli animali // E nella polvere / di ragnatele / si giocava”…
Questi tutti i premiati per il Friuli Venezia Giulia: nella sezione Dizionario con il terzo posto Guido Musco da Trieste; sezione Musica primo posto Alvise Nodale da Sutrio; sezione Poesia edita Sergio Gregorin da Turriaco; Prosa edita terzo posto Anita Salvador di Rivignano Teor; Prosa Inedita secondo posto ex aequo Fernanda Plozzer di Villa Santina e Aldo Polesel di Cordenons; Teatro terzo posto di Edda Brezza Vidiz da Trieste. Inoltre finaliste Gabriella Brumat da Turriaco e Alessandra Calligaris da Palmanova nella Prosa Inedita.

La sala della Protomoteca.

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In copertina, panoramica del Campidoglio uno fra i più suggestivi sette colli di Roma.

Chievolis oggi si illumina per Natale abbracciando gli emigranti pordenonesi con presepi, storie e musica gospel

Chievolis di Tramonti di Sopra, piccolo borgo immerso nelle Dolomiti Friulane, si prepara a vivere un Natale davvero speciale che unisce le generazioni e riduce le distanze. Oggi, 15 dicembre, si terrà infatti un evento dedicato ai suoi abitanti, vicini e lontani, con un focus particolare sull’emigrazione e sulle tradizioni locali. Perché per Chievolis l’emigrazione è stata una parte fondamentale della sua storia: molti abitanti hanno lasciato il borgo alla ricerca di una vita migliore, portandolo però con sé in un pezzo del cuore. L’iniziativa, promossa da Efasce Pordenonesi nel mondo e dalla Società Operaia di Chievolis, prevede una giornata ricca di appuntamenti: dalla Messa animata dal coro “InCanto” alla passeggiata tra i vicoli adornati dai presepi artigianali, fino alla videoconferenza con gli emigranti all’estero e al concerto gospel conclusivo. Un evento sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
«Quest’anno vogliamo celebrare il Natale come un momento di incontro e di condivisione, unendo le nostre radici con lo sguardo rivolto al futuro – spiega il presidente di Efasce, Gino Gregoris -. L’emigrazione è stata ed è ancora una parte importante della nostra storia regionale e vogliamo onorare coloro che hanno lasciato la propria terra per cercare fortuna altrove, mantenendo però vivo il legame con la loro terra d’origine. Sarà molto emozionante il concerto del coro gospel perché molti dei brani che canteranno sono dedicati anche ai nostri emigranti, per celebrare l’universalità del Natale e il valore di sentirsi a casa, ovunque ci si trovi».
Il programma prevede alle ore 15.30 la Messa allietata dalle voci del coro “InCanto” di Fiume Veneto. A seguire, una passeggiata tra i vicoli di Chievolis per ammirare i presepi artigianali che si concluderà con la benedizione nella piazzetta del paese. Alcuni presepi sono un richiamo al tema dell’emigrazione e al legame con la terra natia. Alle ore 17.30, la breve lezione “Storie di Emigrazione e Radici” nella sede della Società Operaia. Maria Grazia Toneatti racconterà al pubblico i sacrifici e la speranza degli emigranti che hanno portato il Friuli nel mondo. Alle 18, la videoconferenza con gli Emigranti corregionali che vivono all’Estero. Grazie all’Efasce Pordenonesi nel mondo e alla Società Operaia di Chievolis con la collaborazione dell’associazione “Amici di Tamarat”, sarà possibile interagire con chi vive lontano, condividendo racconti di vita e il forte legame con il borgo.
A seguire, Davide Ermacora, studioso del folclore friulano, accompagnerà il pubblico in un viaggio tra folclore e credenze popolari friulane: un tuffo affascinante nelle storie degli esseri soprannaturali che abitano l’immaginario del Friuli. Alle 19.30, un momento conviviale con un brindisi natalizio e di seguito alle 20.45, il coro gospel “Revelation Gospel Project” di Casarsa della Delizia si esibirà nella Chiesa parrocchiale di Chievolis. Le loro voci potenti e coinvolgenti accompagneranno in un viaggio musicale attraverso le tradizioni afroamericane.

Domani il Comune di Nimis ricorderà le vittime del rastrellamento di Nongruella

(g.l.) Molto conosciuto è l’Eccidio di Torlano del 25 agosto 1944. Pochi sanno, invece, che pure a Nongruella, una manciata di case sulle montagne sopra Cergneu, nove mesi prima, era il 12 dicembre 1943, ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio dell’8 settembre, nel quale caddero anche otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), del tutto estranee – come quelle di Torlano, dove furono uccisi anche bambini – a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della Seconda guerra mondiale.
Ai Caduti di Nongruella sarà reso omaggio domani, alle 11, quando si ricorderà quel gravissimo fatto di sangue il cui 81° anniversario ricorreva giovedì. Il Comune di Nimis ha, infatti, indetto l’annuale cerimonia commemorativa durante la quale, come annuncia il programma diramato dal commissario Giuseppe Mareschi, dopo la liturgia della parola con la benedizione del semplice monumento che ricorda le otto vittime sulla piazzetta della borgata, sarà deposta una corona d’alloro con le autorità civili. Al termine una bicchierata assieme alla sempre gustosa pastasciutta offerta dal Gruppo Alpini Nimis-Val Cornappo.
Stamane, dunque, sarà rievocata una pagina, appunto, poco conosciuta, ma certamente fra le più dolorose dell’ultimo conflitto. Un feroce fatto di sangue che si rivelò una tremenda premessa di quanto sarebbe accaduto neanche un anno più tardi proprio a Torlano e alla fine di settembre a Nimis, quando l’intero paese fu dato alle fiamme e molti compaesani furono condotti nei campi di concentramento. Un doveroso ricordo affinché sia un monito contro le violenze che continuano a insanguinare questo povero mondo, a cominciare dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente.

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In copertina, la lapide che ricorda le vittime del rastrellamento di Nongruella.

Festose atmosfere natalizie nel Rojale con il Gospel a Rizzolo e l’accensione delle luci sui tanti presepi (anche con gli “scus”)

(g.l.) Clima natalizio alle stelle oggi a Rizzolo con il “Concerto Gospel” che si terrà alle 15.30, nella Chiesa parrocchiale della frazione di Reana del Rojale. Protagonisti della manifestazione musicale, con ingresso libero, il “Saint Lucy Gospel Choir” e il “Sand of Gospel” diretti dal maestro Alessandro Pozzetto.
Inoltre, sempre oggi, nell’area festeggiamenti di Rizzolo, al calar della sera – ore 17.15 – ci sarà l’inaugurazione dei Presepi con l’accensione delle luci sulle tante interpretazioni delle Natività di Gesù. Quest’anno – annuncia il comitato festeggiamenti guidato da Federico Bertoni – la rassegna di presepi in cartoccio, gli “scus” (le foglie che ricoprono le pannocchie del mais in lingua friulana), sarà realizzata in alcune casette di legno poste a cornice del tradizionale Albero di Natale, in una suggestiva atmosfera di luci e suoni. L’evento, si assicura, è allestito infatti al coperto, al riparo quindi dal freddo e da un possibile ritorno del maltempo. Poi altri appuntamenti sono previsti per il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, e domenica 12 gennaio a conclusione delle feste natalizie.
Sempre oggi, nella Vetrina del Rojale a Remugnano, sarà aperta anche una piccola esposizione di presepi creati con tecniche e materiali diversi, nei quali predominano i già ricordati “scus” , a caratterizzare l’antica tradizione dell’artigianato locale che con la Cooperativa Cartocciai Friulani ha visto il suo massimo sviluppo fino agli anni Ottanta del secolo scorso. La mostra sarà visitabile fino al 12 gennaio.

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In copertina, un bellissimo presepe in cartocci di mais, gli “scus”, un artigianato artistico tipico del Rojale.