A Tarcento questa sera il Premio Epifania e lunedì l’accensione del Pignarûl Grant con le previsioni del Vecchio Venerando

(g.l.) Con la cerimonia per la consegna del Premio Epifania, Tarcento oggi dà il via alle manifestazioni che concluderanno il ciclo natalizio e che culmineranno lunedì, solennità epifanica, con l’accensione del “Pignarûl Grant”, sulla collina di Coia davanti ai ruderi del Castello Frangipane: c’è grande attesa, al riguardo, per le previsioni sul nuovo anno del Vecchio Venerando. La consegna dell’ambito riconoscimento si terrà questa sera, alle 20.45, nella sala del Teatro Margherita di viale Marinelli.

Jonathan Milan

Fabrizio Fontanot

Un campione di ciclismo e un raffinato compositore di musica, che rispondono ai nomi di Jonathan Milan e di Fabrizio Fontanot rispettivamente di Buja e di Campoformido, sono, come è noto, i titolari del prestigioso “cavalierato del Friuli”. «Arrivando alla sua settantesima edizione, il Premio Epifania conferma la sua vocazione di riconoscimento tributato a chi porta con orgoglio il Friuli nel mondo attraverso le proprie capacità nei campi più diversi dell’operare e del pensare umano. Un Premio storico assegnato per il 2025 al ciclista bujese Jonathan Milan e al docente e compositore direttore d’orchestra Fabrizio Fontanot, due alfieri della nostra terra che incarnano nella loro straordinaria quotidianità i valori del Friuli più vero e autentico», aveva sottolineato l’assessore regionale Barbara Zilli, nel corso della presentazione dell’Epifania friulana di Tarcento in occasione della quale erano stati, appunto, comunicati i nomi dei vincitori dell’edizione 2025 dell’ambito riconoscimento.
Conto alla rovescia, dunque, per le manifestazioni epifaniche, in vista delle quali è ritornato anche “Il Pignarûl ”, il periodico annuale della Pro Loco guidata dal presidente Nazareno Orsini che pure compie settant’anni e che da tempo immemorabile è diretto con tanta cura e passione dal professor Luigi Di Lenardo, storico sindaco della “Perla del Friuli”. Quasi 240 pagine in carta pregiata ed elegante copertina – con il progetto grafico di Sonia Paolone -, uscita in questi giorni di festa per i tipi delle Poligrafiche San Marco di Cormons, la bellissima rivista si apre proprio con il programma della 97ma Epifania friulana che a Tarcento si rinnova dal lontano 1928.
Venendo, infine, al programma, domani, al mattino via alla Marcialonga “A tôr pai Pignarûi”, mentre alle 17, in Duomo, ci sarà la benedizione dell’acqua, con esorcismo, secondo la tradizione aquileiese. Al termine del rito, “Palio dei pignarulârs” con la corsa con i carri infuocati, azionati dai rappresentanti delle “ville” tarcentine. Lunedì, infine, alle ore 11, nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo sarà celebrata la Messa solenne dell’Epifania, seguita alle 14.30 dalla benedizione dei bambini. Alle 17.30 il via alla rievocazione storica con la partenza del corteo. Al termine, l’accensione del “Pignarûl Grant”.

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In copertina, il Vecchio Venerando che lunedì sera leggerà le previsioni per il nuovo anno dalla direzione del fumo del “Pignarûl Grant” di Coia.

Concerto per il nuovo Anno domani a Nimis con i giovani fiati dell’Euritmia

(g.l.) “Concerto per il Nuovo Anno” domani sera, a Nimis. Protagonista sarà l’Orchestra di fiati giovanile “Euritmia” diretta dal maestro Franco Brusini. L’appuntamento, con ingresso libero, si terrà nella sala oratorio – conosciuta da sempre anche come “Teatro Juventus” -, con inizio alle 20.30: molto ricco e invitante il programma. La serata, organizzata dal Comune di Nimis con la collaborazione di Anbima Fvg e della stessa “Euritmia”, segue il bellissimo concerto gospel che si era tenuto l’antivigilia di Natale, però in Duomo, e che aveva richiamato un folto pubblico.

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E a Cergneu si risveglia il Pust

Conto alla rovescia per il “Risveglio del Pust”, il mitico personaggio che a Cergneu annuncia il Carnevale. L’appuntamento nella frazione di Nimis è fissato per domenica, alle 19, al termine della Messa epifanica. Dopo la liberazione del Pust, prigionero nel Cantun, sarà acceso il tradizionale Palavin. La bella manifestazione è curata dall’Associazione culturale Cernedum.

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Ricordiamo che Euritmia è un’Associazione culturale musicale con sede nella vicina Povoletto ed è una delle più antiche e prestigiose realtà bandistiche del Friuli Venezia Giulia: la sua fondazione risale, infatti, al lontano 1875. «L’associazione – informa una breve nota – ha sempre svolto una funzione di divulgazione della musica in tutte le sue forme, generi ed espressioni, seguendo nella evoluzione le linee della scuola bandistica italiana ed europea. Collabora con diverse istituzioni sia pubbliche che private per lo sviluppo e la divulgazione della musica bandistica». L’associazione organizza anche la Scuola di musica e l’annuale Concorso internazionale per giovani strumentisti.

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In copertina, il maestro Franco Brusini e qui sopra l’intera orchestra di fiati “Euritmia”.

A Grado più di 3 mila euro per le famiglie in difficoltà dalla “Marcia del panettone”

(g.l.) Camminare tanto è molto importante, perché fa bene alla salute! Ma a Grado fa bene anche alla solidarietà. Infatti, la “Marcia del panettone” che si è snodata con successo – quasi 900 i partecipanti! – il giorno di Santo Stefano, toccando tutti i punti più caratteristici dell’Isola, ha consentito di raccogliere la bellissima somma di più di 3 mila euro da destinare ai progetti caritativi della Chiesa isolana che si riconosce nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia.
«La Marcia – ha riferito con riconoscenza, al riguardo, l’arciprete Paolo Nutarelli – ha donato alla Parrocchia esattamente 3.353 euro per le attività caritative della Comunità: questa generosità si trasformerà in buoni spesa, in aiuti economici per sostenere le famiglie in difficoltà».
La manifestazione sportiva, rivelatasi utile anche per smaltire le tante calorie accumulate a Natale e nella sua vigilia, è stata coordinata da Oasi Gym Grado con GymProject ssd, Araldi e Volontari della Caritas.

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In copertina e all’interno alcune immagini della riuscitissima “Marcia del panettone”.

L’Asilo di Savorgnano del Torre ha 80 anni ma non li dimostra. E ora un nuovo invito al paese a scoprire i suoi servizi

L’Asilo di Savorgnano del Torre, dedicato al nome di “Maria Immacolata”, si apre alla comunità invitando tutti, sabato 11 gennaio, a scoprire i suoi servizi. Intanto, la Scuola materna paritaria, espressa dalla Parrocchia di San Miche Arcangelo, ha appena compiuto 80 anni e i suoi dirigenti hanno pensato di ricordare l’importante anniversario durante la tradizionale Festa della Famiglia. A tal fine, al concittadino Mario Martinis è stato affidato il compito di curare una ricerca storiografica per dare forma ad una pubblicazione che è stata, poi, realizzata con un contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ed è stata presentata e distribuita in maniera gratuita durante la festa della scuola, alla quale è seguito un momento conviviale grazie alla generosità ed all’aiuto dei volontari delle Associazioni del paese. La bellissima pubblicazione raccoglie diverse testimonianze e, per chi lo desidera, è disponibile ancora qualche copia in segreteria.

Fin dalla sua fondazione, l’Asilo è stato molto importante per la frazione di Povoletto alla quale negli anni si sono aggiunte le comunità dei paesi limitrofi che facevano capo allo stesso parroco pro tempore. Nonostante ciò, la scuola dell’infanzia ha sempre accolto bambini anche di altre località diventando un qualificato e riconosciuto punto di incontro per le famiglie della zona, provenienti quindi da diversi territori. La sezione del Nido Integrato, curata da quattro educatrici abilitate, accoglie fino a 24 bimbi, dai 12 ai 36 mesi, in locali a loro dedicati, strutturati in base alle normative vigenti. La Materna ospita, invece, nell’ambito delle tre sezioni una cinquantina di alunni, dai 3 ai 6 anni, accuditi da quattro insegnanti preparate, un’assistente e una suora che si occupa del progetto religioso. All’esterno, il parco giochi è stato rinnovato lo scorso anno grazie ad un contributo regionale e oggi garantisce l’accessibilità ai giochi anche da parte dei disabili. Il servizio mensa è interno ed è curato da una cuoca costantemente aggiornata in materia di alimentazione per l’infanzia. I genitori, poi, hanno una parte attiva nella scuola e supportano costantemente educatrici e insegnanti, prestandosi volentieri in ogni occasione.
Nel novembre scorso, c’era stato il primo appuntamento di Scuole aperte per le iscrizioni al nuovo anno scolastico, mentre il prossimo si terrà, come detto, sabato 11 gennaio, dalle 15 alle 18. Anche in questa occasione, la Scuola materna parrocchiale paritaria ed il Nido integrato – che hanno sede in piazza Ciani – saranno aperti a tutte le famiglie che vorranno visitarli e prendere informazioni per le iscrizioni relative all’anno scolastico 2025/26, iscrizioni che saranno aperte già dal 7 gennaio, il giorno dopo l’Epifania, fino al completamento dei posti disponibili. È possibile comunque visitare la scuola tutti i giorni, previo appuntamento con la segreteria al fine di non intralciare lo svolgimento delle attività didattiche.
Infine, i dirigenti dell’Asilo sottolineano che meritano riconoscenza tutti coloro che supportano da sempre la Scuola, anche attraverso la propria opera di volontariato, mentre un doveroso ringraziamento va agli Enti (Comune di Povoletto, Regione Fvg e Ministero dell’Istruzione), ma soprattutto alla Parrocchia, alle famiglie, a tutte le Associazioni, alla Fism, agli Istituti bancari, in particolare a Credifriuli, che hanno appoggiato e continuano a sostenere questa bella realtà paesana anche attraverso donazioni e raccolte occasionali e fanno in modo che la sua attività benemerita continui e progredisca.

Per informazioni 0432.666284
oppure inviare una mail a:
segreteriascuolamaterna@donbepi.it

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In copertina, una foto del vecchio Asilo di Savorgnano del Torre pubblicata nel libro di Mario Martinis; all’interno, una veduta del paese con la Chiesa di San Michele Arcangelo del primo dopoguerra.

Auguri a Rizieri De Tina che oggi compie 80 anni e da quaranta è parroco di Nimis

di Giuseppe Longo

“Monsignore, ma non troppo!”. Non sembri irriverente, ma calza alla perfezione, parlando di don Rizieri, il titolo di uno dei più famosi film di Don Camillo, sugli schermi dei cinematografi italiani, e anche della nostra amata “sala Juventus”, nei primi anni Sessanta. Anzi, monsignore per niente… Chiamarlo come storicamente spetta alla Pieve di Nimis, non dico che gli fai un dispetto, ma quasi, perché non ci tiene affatto e non ci ha mai tenuto. A tale riguardo, nel 1984, quando è diventato pievano, raccogliendo l’eredità spirituale, e materiale, di monsignor Luigi Murador – pure a lui del titolo onorifico interessava assai poco -, con la sua arguta prontezza di spirito, a chi si mostrava orgoglioso che Nimis avesse un nuovo, e peraltro giovane arciprete, tagliava corto con una colorita battuta. Neanche parlare poi dell’uso, nelle solennità, delle tradizionali vesti prelatizie: il nostro parroco non ha mai portato neppure il “quadrato” col pompon rosso. Tanto meno la tonaca nera o il clergyman, preferendo gli abiti che tutti indossiamo ogni giorno.

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(g.l.) Oggi, primo gennaio, monsignor Rizieri De Tina compie 80 anni. Pertanto, in questa felice e importante circostanza ripropongo per i lettori di questo blog l’articolo che avevo scritto per “La Voce della Pieve di Nimis”, il bollettino parrocchiale pubblicato in occasione delle feste natalizie e nel quale avevo pure ricordato che il sacerdote originario di Codroipo è arciprete di Nimis da 40 anni. Ieri sera, nel Duomo di Santo Stefano, al termine del Te Deum di fine anno, ha ricevuto i primi auguri della comunità che lo ha festeggiato con un caloroso applauso.

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La semplicità, la sobrietà e la schiettezza dei modi, accanto a un tratto aperto e solare che lo ha reso simpatico dai bambini agli anziani, hanno contraddistinto, da quando la conosciamo, l’immagine di don Rizieri De Tina, arrivato ai piedi della Bernadia, dopo essere passato per Coja e Sammardenchia, dalle pianure codroipesi di Zompicchia. Un prete da sempre convinto e strenuo difensore della cultura e della lingua del nostro Friuli – interpretate da cinquant’anni a livello diocesano da “Glesie Furlane” -, tanto da usarla nelle prediche e da diffonderla, valorizzandola, anche attraverso una bella e curata pubblicistica sulla carta stampata e sui mezzi radiotelevisivi. Molto apprezzate, poi, le Messe, tutte in friulano, che celebra ogni domenica sera nella Matrice dei Santi Gervasio e Protasio, e alle quali anche a me piace partecipare. Al compimento dei 75 anni, come prescritto dalle regole canoniche, ha rimesso nelle mani dell’allora arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, la gestione materiale della Pieve – della quale è stato investito, in qualità di amministratore, don Federico Saracino, parroco di Faedis -, ma ha scelto di rimanere a Nimis, e di questo gli siamo profondamente grati, quale attivo protagonista nella pastorale (occupandosi anche di Ramandolo, Chialminis e Torlano), finché le forze glielo consentiranno. E il primo gennaio compirà 80 anni, magnificamente portati, tanto che la nostra comunità potrà sicuramente beneficiare ancora a lungo del suo prezioso apostolato.
Parroco, dunque, da 40 anni e da ottanta iscritto all’anagrafe: che belle e significative queste due date, tonde tonde. Per cui era giusto, e doveroso, ricordarle anche in questa nuova uscita natalizia de “La Voce della Pieve”, il bollettino parrocchiale del quale mi onoro di essere da lungo tempo direttore responsabile. In realtà, don Rizieri è a Nimis da 46 anni. Vi era giunto l’11 novembre del 1978, quando aveva fatto “San Martino” dalla vicina Loneriacco assieme al citato don Murador, a don Luigi Gloazzo e a don Flaviano Veronesi, dove questi preti, tutti più o meno giovani, erano stretti collaboratori del nostro caro “pre’ Chechin”, Francesco Frezza, del quale la prossima Epifania ricorrerà il quinto anniversario della scomparsa. Monsignor Alfredo Battisti – indimenticabile arcivescovo del terremoto e della ricostruzione: “Prima le case, poi le chiese”,
ricordate? – aveva infatti voluto avviare, proprio a Nimis, una originale quanto importante esperienza pastorale, appunto con quattro sacerdoti a servizio di un ampio territorio che, oltre a capoluogo e frazioni (a eccezione di Torlano dove operava monsignor Giuseppe Micossi che tutti ricordano con gratitudine) arrivava fino alla lontana Uccea. Arciprete era stato nominato proprio Luigi Murador, il quale a livello diocesano era anche titolare della Caritas, come lo è ancora oggi don Gloazzo, parroco di Povoletto che però continua a vivere nella canonica di Nimis. Ma, al rientro da un viaggio nell’Irpinia terremotata, il pievano ha trovato la morte su una strada del Friuli. Era il 1984 e a 39 anni don Rizieri De Tina assumeva la responsabilità parrocchiale e con essa, appunto, anche il titolo di “monsignore”.
Un lungo apostolato, dunque, che si avvicina a quello di un illustre predecessore come Beniamino Alessio, al timone della vetusta Pieve per mezzo secolo. Una presenza che per noi risulta di giorno in giorno sempre più indispensabile, vista ormai la cronica carenza di vocazioni, per cui è giocoforza irrinunciabile un sempre maggiore coinvolgimento dei laici – problema all’attenzione anche del nuovo arcivescovo Riccardo Lamba -, tanto che da molti anni ormai si sono affermate le liturgie della Parola, con diaconi permanenti o bravi animatori, quando non può esserci un sacerdote a celebrare Messa in chiese, peraltro, sempre più vuote (e non è, si badi bene, un problema soltanto nostro!). D’altra parte, è lo stesso don Rizieri a ricordare che la Chiesa non è fatta soltanto dai preti, bensì dall’intero popolo di Dio, tanto che è doveroso farlo partecipare attivamente alla vita religiosa. E allora grazie, caro monsignore, pardon don Rizieri, per tutto quello che ancora fai per il tuo paese adottivo, del quale hai “assorbito” l’essenza diventando uno di noi, tra difetti, pregi e virtù: a proposito, che belli e simpatici quei quadretti mensili di vita locale che ci hai regalato con “I bogns, i triscj… e chei di Nimis!” su Agenda Friulana 2025. E tanti auguri anche per gli ormai vicini ottanta. “Ad multos annos!”, si diceva una volta a un sacerdote auspicando per lui ogni bene. Ma credo valga ancora.

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In copertina, monsignor Rizieri De Tina durante la predica di Natale.

A Tarcento è conto alla rovescia per l’Epifania festa della friulanità che si rispecchia nel “Pignarûl” la storica rivista natalizia che compie settant’anni

di Giuseppe Longo

Conto alla rovescia, a Tarcento, per le manifestazioni epifaniche che culmineranno il 6 gennaio con i tradizionali riti e l’accensione del “Pignarûl Grant” di Coja, ma che avranno inizio già sabato prossimo con la cerimonia per la consegna del Premio Epifania giunto alla sua 70ma edizione. E puntuale è ritornato “Il Pignarûl – Tarcento 2025”, il periodico annuale della Pro Loco che pure compie settant’anni e che da tempo immemorabile è diretto con tanta cura e passione dal professor Luigi Di Lenardo, storico sindaco della “Perla del Friuli”.
Quasi 240 pagine in carta pregiata ed elegante copertina – con il progetto grafico di Sonia Paolone -, uscita in questi giorni di festa per i tipi delle Poligrafiche San Marco di Cormons, la bellissima rivista si apre proprio con il programma della 97ma Epifania friulana che a Tarcento si rinnova dal lontano 1928, ponendosi tra le principali manifestazioni che concludono il lungo ciclo natalizio accanto alla Messa dello Spadone di Cividale e a quella del Tallero di Gemona. Quindi il sommario, con tutti gli argomenti trattati dagli autori – fra i quali mi onoro nuovamente di aver fatto parte – e il testo del suggestivo “Cjant a Tarcint” di Arturo Zardini, il musicista pontebbano divenuto famoso soprattutto per il suo struggente “Stelutis alpinis”. E quindi il saluto del presidente della Pro Tarcento. «Tradizioni, quelle legate ai riti epifanici – scrive Nazareno Orsini -, ormai entrate di diritto nel patrimonio del Friuli e dei Friulani ovunque essi si trovino, non rimanendo confinate geograficamente nella nostra bellissima “Piccola Patria”. Tradizioni che si rinnovano di anno in anno e ci infondono ogni volta nuove speranze, coraggio e determinazione per affrontare le sfide future in scenari incerti, in tempi di grande ansia e di preoccupazioni, viste le crisi internazionali e le guerre in corso».
«Ma il “Pignarûl Grant” – prosegue Orsini – c’è e svetta sull’iconica collina di Coia. Tra luoghi che mutano con il passare del tempo e nonostante l’avvicendarsi di vari e numerosi protagonisti, continua a rimanere una costante presenza in questi quasi 100 anni di storia, consentendoci oggi di celebrare una tradizione in cui tutti i friulani si riconoscono. Una tradizione che rappresenta un centro della friulanità, che unisce il sacro al profano, i riti religiosi e quelli che richiamano all’agricoltura e al ritmico susseguirsi del tempo e delle stagioni». Il presidente della Pro Loco si complimenta, quindi, con i titolari del Premio Epifania 2025 – il ciclista Jonathan Milan e il musicista Fabrizio Fontanot – che sabato saranno insigniti del “Cavaliera del Friuli”, riconoscimento che «sottolinea ancor di più l’importanza di persone che, nel corso della loro vita, si sono distinte quali esempi di capacità, virtù e di attaccamento alla nostra terra». Nelle pagine centrali della rivista è riportato anche l’Albo d’oro degli insigniti, dal 1956 al 2024. I primi a essere premiati furono, con il grande tarcentino Chino Ermacora, Luigi Garzoni, Maria Candoni, Angelo Zanini, Ottavio Valerio e Piero Martin.
Ricordiamo, allora, tutti coloro che hanno dato il loro contributo per la pubblicazione della importante, e irrinunciabile, rivista natalizia: Giuseppe Bergamini, Alberto Candolini, Rita Zamarian e Vittoria Casamassima, Gianfranco Ellero, Laura Gritti, Luigi Di Lenardo, Sandri Secco dai Juris, Lucia Ciani, Igea Morgante, Enrico Madussi, Dionisia Biasizzo e Galliano Zof, oltre appunto al sottoscritto. Infine, è riportata una bellissima poesia, “Lusors di culines”, di Domenico Zannier, il sacerdote-letterato che ricordiamo come uno fra i più grandi cultori della storia e delle tradizioni del nostro Friuli, tanto  che venne candidato addirittura al Premio Nobel. Vari e di sicuro interesse tutti gli argomenti trattati, raccolti in appositi capitoli tematici: Tarcento nei secoli Arte, Dai silenzi delle Prealpi Giulie, Premio Epifania, Par no dismenteà, Imprenditori di ieri e di oggi, Eventi. E, allora, buona lettura e buon anno, nell’attesa di sapere come il Vecchio Venerando interpreterà il 2025 dalla direzione del fumo che si alzerà proprio dal “Pignarûl Grant di Cuje”.

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In copertina, “Il Pignarûl – Tarcento 2025” uscito puntuale per le feste natalizie.

Bambini chirurgici del Burlo di Trieste: sono oltre 160 i sì al “caffè buonissimo”. E stasera su Rai1 l’infanzia senza nome

Sono già oltre centosessanta gli esercizi commerciali di Trieste che hanno aderito alla campagna di solidarietà “Offri un caffè buonissimo”, ideata dall’Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo assieme ad una rete di sostenitori che vede in prima fila Confcommercio e Fipe Trieste, che anche quest’anno hanno dato il loro fondamentale supporto per il coinvolgimento del tessuto commerciale cittadino. Il caffè è un elemento-simbolo per la città di Trieste, per la sua cultura e la sua storia: con la logica del “caffè sospeso”, l’iniziativa solidale crea una connessione tra una delle abitudini quotidiane più sentite dai triestini e un gesto di solidarietà. L’invito, accolto con grande generosità dagli esercenti e da tantissimi cittadini, è quello di lasciare in dono presso tutti gli esercenti aderenti il valore di un caffè per sostenere i progetti di accoglienza, sostegno, supporto e cura che Abc realizza per i piccoli pazienti che hanno bisogno di cure chirurgiche, ricoverati nel Reparto di Chirurgia dell’Ircss Materno Infantile Burlo Garofolo di Trieste, e le loro famiglie.
In prossimità della cassa dei negozi, bar e ristoranti aderenti sono disponibili le apposite cassettine in legno con l’immagine della campagna: un piccolo gesto, del valore di un caffè, che può fare la differenza. Quest’anno, la campagna presenta anche una novità nata per ringraziare tutti coloro che aderiscono con la loro donazione. Abc ha, infatti, introdotto il Concorso a premi “Vinci un premio buonissimo”, per partecipare basta scansionare il codice qr presente sulla cassettina di raccolta. La campagna proseguirà fino a febbraio. Tutte le info sulla pagina apposita del sito abcburlo.it

“Bambini senza nome”, lo speciale Rai dedicato ai vincitori del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta, è ora disponibile su RaiPlay (https://www.raiplay.it/video/2024/12/Premio-Luchetta-Bambini-senza-Nome—07122024-f854c8b9-9c71-4ae7-9ad9-1a89d35cf42e.html) e sarà replicato oggi 30 dicembre in seconda serata su Rai1 (ore 23.35). Un’occasione per scoprire le storie spesso poco conosciute e drammatiche raccontate attraverso le opere giornalistiche premiate quest’anno. Condotto da Lucia Goracci, con la regia di Ciro D’Aniello, “Bambini senza nome” celebra il coraggio e l’impegno dei reporter che operano in prima linea, accendendo i riflettori sulle tragedie che si consumano nel mondo, soprattutto a danno dei bambini, vittime innocenti di violenze e conflitti.
Giunto alla sua XXI edizione, il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta rappresenta un punto di riferimento per il giornalismo d’inchiesta, raccogliendo e condividendo da anni lavori e reportage che uniscono informazione e sensibilizzazione, facendo del giornalismo un potente antidoto all’indifferenza. Lo speciale televisivo ne racconta i vincitori e le loro opere, offrendo al pubblico uno sguardo profondo su una realtà spesso ignorata e invitando a riflettere sui temi cruciali del nostro tempo. Per info e aggiornamenti: www.premioluchetta.com – www.fondazioneluchetta.eu

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In copertina e all’interno due dei negozi che hanno aderito all’iniziativa benefica.

 

Da Natale a Capodanno, oggi a Muzzana un invitante pomeriggio in musica (da Bach a Strauss) con gli auguri per il 2025

(g.l.) Che bel pomeriggio in musica oggi a Muzzana del Turgnano. Nella sala parrocchiale, con inizio alle 17.30, si terrà infatti il concerto “Da Natale aa Capodanno” protagonista l’Orchestra Thomas Schippers – archi e percussioni – diretta da Carlo Grandi. Molto invitante il programma, con ingresso libero, che annuncia musiche di Bach, Leopold Mozart (il padre del Genio di Salisburgo), Rameau, Anderson, Sibelius e Strauss. La scaletta riprende, infatti, quella presentata con successo la scorsa settimana nella bellissima Chiesa decanale di Tarvisio, integrata però con le effervescenti musiche di Johann Strauss adatte a creare quel clima di festa che ci accompagnerà in questa fine d’anno verso il benvenuto al 2025. Il concerto è organizzato dalla civica amministrazione di Muzzana che così intende formulare in musica i suoi auguri alla cittadinanza per il nuovo anno.
L’appuntamento odierno conclude l’intensa e appassionante attività 2024 dell’Orchestra che era cominciato con il Festival Schippers ed era proseguito con le Stagioni musicale dl Carso Isontino, iniziative tutte accolte fra molti applausi dal pubblico di estimatori, e non solo, della formazione musicale guidata dal maestro Grandi.

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In copertina e all’interno due immagini del recente concerto nella Chiesa di Tarvisio diretto dal maestro Carlo Grandi.

Oggi a Nimis Dj Tubet conclude il programma natalizio del Comune

(g.l.) E oggi Dj Tubet gioca in casa. Il rapper di Nimis sarà, infatti, il protagonista della parte conclusiva dello spettacolo in programma alle 17.30 nella sala dell’Oratorio parrocchiale, il Teatro Juventus, dove la Compagnia dei Riservati presenterà “Il Natale di Rebecca” con Sonia Cossettini ed Elena Genio. Lo spettacolo corona il bel programma natalizio proposto dal Comune di Nimis, con il sostegno della Regione Fvg, che si era aperto con l’accensione dell’Albero in piazza 29 Settembre proponendo poi, tra le altre iniziative, il riuscitissimo concerto gospel di sabato scorso che aveva riempito il Duomo di Santo Stefano.
Quello di oggi è, dunqe, il quarto appuntamento con “Il Natale di Rebecca”, il magico spettacolo proposto dalla Compagnia dei Riservati che accompagna il pubblico in una bellissima avventura a tema natalizio che piace a grandi e piccoli: Rebecca è, infatti, una bambina che la notte di Natale viaggia in un mondo fantastico popolato da creature colorate e divertenti. Tre gli allestimenti in provincia di Udine, dopo il via a Fanna nel Pordenonese, e cioè a Feletto Umberto, a Venzone e ora, appunto, a Nimis. Dove ci sarà il gran finale, con sorpresa, assieme al Dj Tubet e al suo rap reggae friulano.
Lo spettacolo della Compagnia dei Riservati beneficia di varie collaborazioni, tra le quali ricordiamo quella del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, il Dj Tubet che oggi sarà protagonista al Teatro Juventus a Nimis.

Che belle atmosfere natalizie a Tarvisio con la Schippers, tra l’irrinunciabile Adeste Fideles e il White Christmas arrangiato da Carlo Grandi. E ora replica a Muzzana anche con i valzer di Strauss

di Giuseppe Longo

TARVISIO – Che belle atmosfere natalizie calate in musica in una cornice storica molto suggestiva, qual è quella della gotica Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, e il paesaggio di Tarvisio imbiancato da una soffice neve. Riuscitissimo, e molto apprezzato, infatti, il concerto che l’Orchestra “Thomas Schippers” ha proposto nell’ambito del ricco programma messo a punto dal Comune montano per dare tono culturale, vivacità e allegria alle feste di fine anno che, nel capoluogo della Valcanale, sono sempre molto sentite e frequentate da chi sceglie questa invitante località prossima ai Tre Confini per le vacanze invernali: molto attesa, per esempio, è ora la tradizionale discesa dal Monte Lussari con fiaccole e sci ai piedi la sera di Capodanno. Una tradizione che si rinnova da oltre mezzo secolo e che è, via via, cresciuta diventando la fiaccolata più lunga delle Alpi con centinaia di partecipanti.


Vario e piacevole il programma predisposto da Carlo Grandi fatto ascoltare dopo il saluto di don Emanuele Paravano che da pochi mesi è alla guida della Collaborazione pastorale del Tarvisiano che fino alla recente riforma si riconosceva nello storico Decanato. Il sacerdote ha sottolineato l’importanza artistico-culturale della serata che si sarebbe snodata, attraverso una quindicina di brani, dal periodo barocco a quello romantico per finire al più vicino Novecento. Ma, nel contempo, ha messo in guardia dall’attribuire strani significati magici al Natale, privilegiando invece il mistero legato all’incarnazione del Verbo.
La scaletta della “Schippers” – archi e percussioni – si è quindi aperta con un magnifico brano di Johann Sebastian Bach che fa parte delle famosissime Variazioni Goldberg, seguito da un’altrettanto affascinante pagina che il finlandese Jean Sibelius scrisse proprio per le feste di Natale. E sviluppandosi poi in un avvincente itinerario che attinge alle tradizioni soprattutto della Mitteleuropa. Perfettamente intonato con il paesaggio “Eine Musikalische Schlittenfahrt”, il tintinnante viaggio in slitta composto da Leopold Mozart, il padre del ben più conosciuto Genio di Salisburgo, ma anche il tema musicale di “Adeste Fideles”, uno degli inni più amati della tradizione natalizia, soprattutto se cantato con il suo testo latino. E poi davvero coinvolgente, per la sua serenità e dolcezza, il “White Christmas” degli anni Quaranta nell’arrangiamento dello stesso maestro Grandi: un “Bianco Natale” che ci voleva nella cornice innevata che avvolgeva la parrocchiale tarvisiana. Insomma, un insieme di brani opportunamente scelto – fra cui anche la bella Suite di Jean-Philippe Rameau e il simpaticissimo “Syncopated Clock” dello statunitense Leroy Anderson -, premiato da calorosi applausi tanto che l’Orchestra ha voluto ringraziare la platea congedandosi con un bis di sicuro effetto, come le trascinanti “Danze Ungheresi” di Johannes Brahms. Un programma lodato, infine, anche dal vicesindaco e assessore comunale ai Grandi eventi, Serena De Simone, tanto da farle auspicare che ci possano essere altre possibilità di ospitare nella Valle l’Orchestra di Carlo Grandi.
E dopo l’Alto Friuli, a due passi dall’Austria e dalla Slovenia, il prossimo appuntamento è in programma domenica, l’ultima dell’anno, a Muzzana del Turgnano (ore 17.30, sala parrocchiale), quindi dalle montagne imbiancate alle pianure della Bassa a un tiro di schioppo dal mare. Laggiù la “Thomas Schippers”, che ricorda nel suo nome il famoso direttore d’orchestra americano scomparso a New York nel 1977, offrirà al pubblico rivierasco il programma tanto apprezzato a Tarvisio integrandolo, però, con qualche brano di benvenuto all’imminente 2025, come gli imperdibili valzer di Johann Strauss che ogni Capodanno ci deliziano dal Musikverein di Vienna.

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In copertina e all’interno tre immagini del concerto a Tarvisio dell’orchestra “Schippers” diretta da Carlo Grandi  e i saluti del parroco Emanuele Paravano e dell’assessore Serena De Simone.