Dance Machine, una nuova performance a Udine “invaderà” la Galleria Modotti

Dopo il successo della prima data (sold out), domani, alle 18.30, torna alla Galleria Tina Modotti di Udine “Dance Machine”, parte dell’articolato programma della nuova edizione di “Off Label – rassegna per una nuova danza” della Compagnia Arearea, realizzata nell’ambito del progetto “Arearea Dance Library”, con il sostegno degli incentivi regionali, e di Fondazione Friuli, il contributo di Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e la partnership della Rete Giacimenti.
Realizzato in collaborazione con il Comune di Udine, Dance Machine trasforma la Galleria in un contenitore culturale polifunzionale aperto a tutte e tutti. Si tratta un dispositivo d’improvvisazione interattivo, una roulette artistica di temi e danzatori che verranno casualmente chiamati a danzare, davanti a un pubblico attivamente coinvolto. Gli spettatori (massimo 35 persone) domani vedranno in scena, assieme ai danzatori della Compagnia, anche Daniele Bonini con il suo pianoforte. Condurre il gioco spetterà invece ad Alessandro Maione, che aprirà la serata svelando le “regole del gioco”, dopo di che, prenderà il via l’improvvisazione: il pubblico plasmerà la performance, unica e inedita, con le sue indicazioni; gli Arearea faranno il resto. Il risultato sarà stupore e meraviglia.

INFORMAZIONI E BIGLIETTI
Il biglietto per “Dance Machine” sarà unico e avrà un costo di 5,00 euro (capienza massima 35 persone). La prenotazione è necessaria telefonando al 345 768 0258, oppure scrivendo a info@arearea.it
Maggiori info su arearea.it, Facebook, Instagram

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In copertina e all’interno i protagonisti dello spettacolo di domani a Udine.

(Foto Alice Durigatto)

Ginnastica ritmica, torna “Swirl&Twirl”: a Udine 250 atlete dei piccoli attrezzi

Il PalaPrexta di Udine, casa dell’Associazione Sportiva Udinese, da venerdì 7 e fino a domenica 9 febbraio, tornerà a ospitare alcune delle migliori atlete dei piccoli attrezzi a livello globale: ritorna infatti nel capoluogo friulano l’attesissimo Torneo internazionale per Club di Ginnastica ritmica organizzato dalla società bianconera e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: l’International RG Tournament “Swirl and Twirl”, uno degli sponsor tecnici della società.

IL TORNEO IN NUMERI – Sono attese alla sede dell’Asu 250 atlete (assieme a 25 tecnici e 15 ufficiali di gara) di 38 diversi club provenienti da 16 Paesi tra cui Spagna, Austria, Cile, Cipro, Malta, Lituania, Slovacchia, Germania, Principato di Monaco, San Marino, Slovenia, Croazia, Gran Bretagna e Francia. Il Torneo offrirà, come di consueto, la possibilità di gareggiare in 29 categorie diverse per fasce d’età (dagli 8 ai 25 anni) e tre livelli tecnici. Numerosi i club italiani presenti, assieme a diverse ginnaste che prenderanno parte al prossimo campionato di serie A, che comincerà il 22 e 23 febbraio a Chieti.

MOLTE LE ATLETE ASU – Saranno sempre presenti in forze le atlete bianconere pronte a portare in alto i colori dell’Asu in questi tre giorni all’insegna di nastro, clavette, cerchio e palla. Per la categoria Senior A – 2007 e precedenti – ci saranno Tara Dragaš, Isabelle Tavano, Elena Perissinotto. Per la categoria Senior A – 2008/2009, ci saranno invece, Gaia Mancini, Matilde Marcon, Gaia Zurlo, Ginevra Finotto e Ludovica Palermo. Per la Junior A 2010, Alice Grigolini, mentre per la Junior A 2011, Giulia Facinoli. Ma l’elenco è ancora lungo: a scendere in pedana ci saranno anche Giulia Grigolini (Children A 2014), Angela Chapinal Fernandez (Cadets A 2013), Nicole Efros (Cadets B 2013), Chiara Bernardis (Pre Junior B 2012), Cristina Fabro e Stella Iacumin (Junior B 2010), Anna Braidotti (Senior B) e Aurora Bicaku (Baby 2015 B); Angela Antoniali, Eleonora Clemente, Margherita Muni, Elena Pilosio, Asia Basello, Carlotta Turcato, Sara Martinuzzi, Greta, Suma, Caterina Franco (Senior C) Giulia Bon, Lucia Calienno, Veronica Cosoli, Federica Falcone, Arianna Morotto (Junior C); Bianca Carzitti (Pre Junior C 2012); Greta Martinuzzi (Cadets C 2013); Chiara Francovigh e Sofia Bagatto (Children C 2014); Chiara Mariella (Baby C 2015) e Sophie Cosaro (Little Princess 2016).

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In copertina, ecco l’atleta Asu Gaia Mancini durante le gare di un anno fa a Chieti.

(Foto Fabrizio Carabelli)

Quando la musica diventa un importante mezzo di inclusione abbattendo le barriere: giovedì a Nimis “Suono Dunque Sono” documentario di Elia Ferandino

(g.l.) «Questo documentario esplora una mirabile realtà in cui l’inclusione musicale diventa un potente strumento di connessione, in grado di abbattere barriere e creare un legame profondo tra insegnanti, musicisti, accompagnatori e studenti. Una realtà in cui la passione per il suono si trasforma in una lingua universale, capace di unire mondi che sembrano distanti, ma che, attraverso la musica, si avvicinano e si arricchiscono a vicenda». Con queste parole Elia Ferandino ci introduce all’importante lavoro che ha portato a termine e che fra pochi giorni sarà presentato a Nimis. “Suono Dunque Sono” è infatti il titolo del film-documentario che sarà proiettato giovedì  6 febbraio, alle 20, nella sede della Cantina “I Comelli” in via Valle, cornice di riuscitissime iniziative che vi fanno riferimento, come “Oro di Ramandolo”, a metà novembre, e a fine agosto “Le notti del vino”.


«Con una serie di interviste personali e intimi ritratti delle persone coinvolte – anticipa l’autore e regista -, il film racconta la bellezza delle piccole e grandi conquiste che nascono dalla collaborazione tra chi ama fare e ascoltare la musica. Ogni voce, ogni strumento, ogni sorriso racconta una storia di crescita e di superamento dei limiti, sia individuali che collettivi. Le dinamiche dell’orchestra “Ami” emergono come esempio concreto di come la musica possa essere un linguaggio inclusivo e trasformativo, in grado di ridurre distanze e creare un ambiente di fiducia e di supporto reciproco».
Infine, Elia Ferandino aggiunge: «Non si tratta solo di un’arte che viene condivisa, ma di un’esperienza che mette in gioco emozioni, storie e vissuti, invitando lo spettatore a riflettere su quanto sia fondamentale il ruolo dell’inclusione in ogni contesto sociale e culturale. Il film, pur non volendo dare risposte definitive, ci invita a osservare da vicino un universo dove la musica diventa il filo conduttore di relazioni autentiche e significative. Un progetto che celebra la bellezza dell’arte come mezzo di comunicazione universale e, allo stesso tempo, il valore di un incontro che nasce dall’ascolto, dal rispetto e dalla volontà di condividere una passione comune».

Il film-documentario di Elia Ferandino è una produzione tassotto&max sostenuta dal progetto Ami della scuola di musica Ritmea di Udine.

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In copertina, Elia Ferandino autore del documentario che sarà proiettato giovedì sera a Nimis nella Cantina “I Comelli”.

Beni Marsure, sta per nascere a Povoletto (area artigianale nord) un grande parco solare. Il presidente Dallagnese: sono previste importanti ricadute economiche

di Mariarosa Rigotti

Un parco solare a Povoletto nell’area artigianale nord della località alle porte di Udine. Una realtà ormai prossima: sta, infatti, prendendo definizione un progetto di cui si deve il merito all’Amministrazione Beni Marsure che porterà significative ricadute sul territorio segnando un ulteriore apporto alla comunità nei suoi 350 anni di storia celebrati con varie iniziative nel 2024. L’Ente – come ricorda il suo presidente Paolo Dallagnese –, già alla fine di settembre del 2022, aveva prospettato la possibilità di questa realizzazione durante un incontro pubblico, e nell’occasione fu anche consegnata una borsa di studio a Giulia Degano «una studentessa meritevole di Povoletto, ai tempi anche nel Gruppo Giovani Messaggero Veneto», ricorda lo stesso presidente.


Del progetto se ne parlerà, dunque, il 17 febbraio, alle 20.15, in un ulteriore incontro ospitato al centro giovanile “Amici della solidarietà” di Povoletto. Come spiega ancora Dallagnese: «Abbiamo indetto una conferenza pubblica per illustrare ai cittadini il progetto a cura della Società superficiaria utilizzatrice e della Società che realizzerà l’impianto». Ma il presidente di Beni Marsure ricorda anche l’iter che ha portato alla realizzazione del progetto «dopo aver preventivamente informato l’amministrazione comunale ed averne parlato con le associazioni più rappresentative di Povoletto capoluogo. Il tutto, ovviamente, condizionato dall’ottenimento di tutte le autorizzazioni da parte degli organi competenti. Di fatto, l’ipotesi di realizzare a Povoletto un parco solare si è concretizzata essendo stata rilasciata l’autorizzazione unica regionale che lo consente».
Come detto, il parco solare sorgerà nell’area artigianale Povoletto nord e, spiega ancora Dellagnese, sarà «dove molte aziende sono operative da decenni avendo costruito i propri stabilimenti anche su terreni ceduti dall’Amministrazione Beni Marsure. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto da 7320 kw su un’area di circa 75.000 mq sulla quale è stato concesso il diritto di superficie ad una primaria azienda austriaca». Quanto alle ricadute sulla zona: «Oltre alla remunerazione economica – continua il leader di Beni Marsure – l’Ente ha pattuito con la parte superficiaria la concessione di alcuni benefit di cui il più significativo ha già stabilita la destinazione alla Parrocchia di Povoletto: illuminazione della cella campanaria della chiesa ed orologio sui quattro lati, più il conferimento batteria di accumulo all’impianto fotovoltaico già presente nel Centro Giovanile del capoluogo».


Come detto, lunedì 17 febbraio ci sarà una conferenza pubblica utile – conclude, appunto, Dallagnese – per «illustrare ai cittadini il progetto a cura della Società superficiaria utilizzatrice e della Società che realizzerà l’impianto». E c’è anche una sottolineatura sul progetto dall’Amministrazione Beni Marsure: «Ritenendo in questo modo di contribuire alla transizione energetica, si precisa che l’occasione andava colta al volo anche alla luce della propria natura che non è speculativa, ma orientata alla crescita del tessuto sociale, associativo, parrocchiale di Povoletto capoluogo come ampiamente dimostrato in tre secoli e mezzo di storia».

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In copertina e all’interno due immagini dell’area su cui sorgerà il parco solare. Infine, il presidente di Beni Marsure Paolo Dallagnese con Giulia Degano.

Ricreatorio Spes, è in vista la soluzione per sbloccare i fondi del Comune di Grado. Soddisfatto monsignor Nutarelli: molto importanti per ultimare i lavori

di Giuseppe Longo

A Grado si sta finalmente avviando verso una soluzione positiva la questione dei 250 mila euro che la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia aspetta dal Comune isolano a fronte delle spese sostenute, con fondi propri, per la ristrutturazione della Basilica di Santa Maria delle Grazie. Monsignor Paolo Nutarelli ha, infatti, reso noto che in queste settimane è stato «avviato un confronto fra le parti (Amministrazione e Parrocchia) per dare continuità alla gestione del Ricreatorio con reciproca soddisfazione e con risvolti finanziari da formalizzare per delineare l’accordo».

Quei soldi, promessi alla Chiesa gradese nel 2021 ma non erogati, offrirebbero infatti una importante boccata di ossigeno nel percorso ancora da compiere per completare i lavori di ammodernamento delle strutture dello Spes, il Ricreatorio che volle edificare a Città Giardino l’indimenticabile arciprete Silvano Fain. Come si ricorderà, nei mesi scorsi c’era stata una bella festa per inaugurare quanto finora realizzato, ed è tanto. Ma non tutto, evidentemente. Infatti, «continua l’opera di ristrutturazione dello Spes che, per adesso, è sostenuta unicamente – ha scritto don Paolo sui social – dalle offerte dei privati. Un ringraziamento alla Bcc Venezia Giulia per il contributo di 7000 euro. A oggi la spesa sostenuta dalla Parrocchia per i vari lavori è di 676.572,68 euro». Per cui il parroco ricorda gli interventi realizzati nei primi tre lotti: campo fotovoltaico: pannelli e lavori edili; aree esterne: campo di calcio a 7, campo di basket, spogliatoi, giochi bimbi, area verde; edificio del Ricreatorio: climatizzazione, opere elettriche e aumento fornitura, controsoffitti.
Lavori che hanno comportato la spesa di cui si è detto, che rasenta i 680 mila euro, coperta «dalle offerte (euro 532.833,90) e dal fido bancario aperto per l’operazione Spes». Ma ora cosa resta da fare? «Nei prossimi mesi – anticipa monsignor Nutarelli – verrà completato il lotto 3 con la sistemazione dei serramenti e la pitturazione dell’immobile; i lavori del lotto 4 (sala polifunzionale “Monsignor Fain”) sono previsti (come da cronoprogramma) per il 2026».
Come emerge dai dati diffusi dalla Parrocchia di Sant’Eufemia, l’aiuto che la gente dì Grado ha dato all’arciprete per la ristrutturazione del Ricreatorio è stato molto generoso – appunto, oltre mezzo milione di euro! -, tuttavia don Paolo fa ancora affidamento su sensibilità e buon cuore dei suoi “graisani”, per cui chi volesse aderire alla raccolta fondi è ovviamente il benvenuto: «Ogni goccia serve», ha sottolineato ancora una volta il parroco. Le nuove offerte, unite ai fondi che in tempi brevi potrebbe dunque sbloccare la giunta guidata da Giuseppe Corbatto, nata dopo le elezioni amministrative dello scorso giugno, consentirebbero infatti di guardare con una certa dose di tranquillità al bilancio dell’intera operazione Spes. E, come dicevamo all’inizio, la «reciproca soddisfazione» raggiunta nel confronto avviato fra Civica amministrazione e Parrocchia ora lascia bene sperare.

Le offerte pro Spes possono essere portate nell’Ufficio Parrocchiale,
in Via Gradenigo 14, negli orari di apertura, oppure inviate
attraverso bonifico bancario intestato a SOGNO SPES
IBAN: IT09L0887764590000000705335
indicando nella causale: SPES

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In copertina, l’arcivescovo Carlo Redaelli con il sindaco Giuseppe Corbatto e il parroco Paolo Nutarelli alla festa inaugurale del Ricreatorio; all’interno, bambini e ragazzi impegnati nei giochi nelle strutture esterne dello Spes.

Udine, domani l’Istituto Bearzi festeggerà i suoi 85 anni con musicisti del Triveneto

(m.ri.) Giornata molto importante quella di domani per il Bearzi di Udine, nella ricorrenza della Madonna Candelora. Il benemerito istituto festeggia, infatti, gli 85 anni di fondazione celebrando nel contempo San Giovanni Bosco, la cui memoria ricorreva, come è noto, il 31 gennaio. Come già annunciato, saranno protagonisti nella celebrazione il coro della parrocchia del Bearzi stesso e un folto gruppo di musicisti, sia giovani allievi delle scuole salesiane, sia adulti diplomati anche ex allievi, provenienti dal Triveneto, che animeranno la Messa delle 11. Ideatore e organizzatore dell’iniziativa è il salesiano Aldo Castenetto, lui stesso musicista, che pure l’anno scorso diresse la compagine; da ricordare che don Aldo è originario di Cassacco ed è tornato in Friuli a prestare la sua opera nell’istituto udinese dopo anni di servizio a Mestre. E questa è, appunto, una iniziativa che si inserisce nel ricco programma di festa e di preghiera previsto per domani. Giornata importante, dicevamo, alla quale tutti sono invitati.

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In copertina, don Aldo Castenetto mentre dirige l’orchestra triveneta.

A Nimis commosso addio a Elda Frezza che sarà ricordata per il sorriso e la dedizione al paese. E ora quel “Missus” della Chiesa di Centa lo canterà Lassù

di Giuseppe Longo

NIMIS – Sono passati moltissimi anni, una sessantina e anche più, ma ricordo ancora con nostalgia quel “Missus” di Candotti che Elda Frezza cantava con tanta dolcezza, prima di Natale, nella indimenticabile Chiesa di Centa. E il brano evangelico, messo in musica, dell’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria è soltanto uno dei numerosi canti sacri che, da sola o in coro, ha eseguito durante tutta la vita. Anche adesso, nonostante i suoi 87 anni, aveva ancora una bella voce che, però, si è spenta improvvisamente per sempre, suscitando largo cordoglio in paese e fuori, anche perché le sue condizioni di salute erano ottime e nessuno si sarebbe aspettato una fine così repentina. E ora quel “Missus” assieme alle numerose Messe latine di Perosi, Tavoni e Tomadini, ma anche alle villotte di Garzoni e Zardini, tra cui la tanto amata “Viva Nimis”, le canterà sicuramente in Cielo, come ha invitato a credere Gianni Paganello in un toccante saluto rivoltole al termine della Messa esequiale celebrata l’altro pomeriggio in Duomo, quando è andato al microfono staccandosi dal coro, diretto da Rita D’Andrea, che ha accompagnato tutto il rito e nel quale c’erano anche i vecchi cantori che con Elda hanno condiviso, lungo lo scorrere di tanti anni, la passione per la musica da Chiesa e popolare, dalla vecchia cantoria parrocchiale alla “Corâl des Planelis”, cui aveva dato vita don Luigi Gloazzo a fine anni Settanta appena arrivato a Nimis, al piccolo coro di Chialminis. La presenza di Elda Frezza era sempre garantita e la sua inconfondibile voce – «indimenticabile quando cantava con Tite Cjapen, già ai tempi di pre’ Corado», ha ricordato ancora Paganello – diveniva la colonna portante di ogni brano, fosse appunto in latino, italiano o friulano.


Ma la presenza nel coro era soltanto un aspetto della personalità di Elda Frezza, sempre animata da quel volto gioioso e sereno che tutti ricorderemo. «Erano due i tratti che hanno sempre contraddistinto la vita di Elda: il sorriso e la dedizione al paese», ha detto infatti monsignor De Tina nell’iniziare la predica che ha puntellato con una significativa pagina del Vangelo, scelta appositamente per la triste circostanza. La sua presenza nella comunità era costante, sia come supporto nelle manifestazioni pubbliche – soprattutto la “Sagre des Campanelis” e il “Carnevâl di Nimis” con il suo inseparabile secchiello con i biglietti della pesca di beneficenza o della lotteria – sia come aiuto alle persone che avevano bisogno di una mano o soltanto di una parola buona, o semplicemente di uno “strappo” in macchina. «Una presenza luminosa in quel volontariato ormai sempre più in crisi» – ha aggiunto don Rizieri – e che Elda aveva sempre assicurato anche nella sua vita lavorativa, come hanno rievocato con riconoscenti parole due anziani colleghi ospedalieri. «Il suo carattere aperto, sorridente, generoso e sempre ottimista ci era di stimolo e conforto», hanno detto fra l’altro, anticipando quanto sottolineato poi anche da Rita Monai nel suo affettuoso omaggio all’amica di tutti.
Tanti, infatti, coloro che sono venuti a salutare Elda Frezza stringendosi accanto al figlio Luigino e ai suoi familiari, riempiendo l’ampia comparrocchiale di Santo Stefano, ma la sera precedente anche la Pieve dei Santi Gervasio e Protasio dove era stato recitato il Rosario in suo suffragio. E che poi l’hanno accompagnata verso l’ultima dimora, mentre dal coro e dall’organo si levava delicatamente quel “Suspir da l’Anime” che a lei piaceva tanto. Perché era molto legata al paese e al Friuli, con le loro usanze e tradizioni, e non mancava mai di parlarmene, come l’ultima volta in cui l’ho incontrata, a Madonna delle Pianelle. “Mandi Elda, cumò cjante Lassù!”.

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In copertina, il volto sempre sorridente di Elda Frezza scomparsa improvvisamente a 87 anni; all’interno, monsignor De Tina mentre incensa la sua salma.

Tarcento, nasce una mappa di Collerumiz con tante storie raccontate dai nonni: riecco personaggi tra luoghi e aneddoti

(g.l.) «Dopo oltre un anno di lavoro, siamo orgogliosi di presentare la mappa di comunità di Collerumiz. Un dipinto a mano dove abbiamo indicato personaggi, luoghi e aneddoti nati dai ricordi di un gruppo di nonni del nostro paese. Saranno proprio i nostri anziani, con la loro viva voce, a raccontarci le storie rappresentate. Sfumature e ricordi ancora conservati nella loro memoria che sono un prezioso regalo per la nostra comunità». Sono le parole con cui la Pro Loco della frazione di Tarcento ha annunciato la bella iniziativa in programma proprio oggi, 1° febbraio. Alle 18, nel centro sociale del piccolo paese sulla collina a due passi dalla Pontebbana, si terrà infatti un appuntamento «unico e imperdibile».

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San Biagio invita ad Aprato

Per domani la Pieve di San Pietro Apostolo ha organizzato l’antica Festa di San Biagio che tradizionalmente si svolge nella borgata di Aprato. Nella Chiesa dedicata al protettore della gola, alle 7.30 ci sarà la prima Messa con la benedizione del pane e delle candele (ricorrendo anche la festa della Candelora), tra i canti del coro “Voci e Suoni”. Alle 10 seguirà, invece, la Messa solenne celebrata dall’arciprete Luca Calligaro con la partecipazione della corale “San Pietro Apostolo” del Duomo di Tarcento. Alle 14.30 tornerà in scena “Voci e Suoni”, quindi processione per le vie del paese accompagnata dalle note della Banda di Coia. Lunedì, ricorrenza di San Biagio, la Messa sarà celebrata alle 9. Ricordiamo infine che oggi, alle 19, si concluderà il triduo di preparazione alla festa.

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«Incontreremo Aldo il pecjotâr – entra nei dettagli la Pro Collerumiz, guidata da Stefano Zuliani – che comprava le pelli di “fârc”, Pieri purcite il norcino del paese, visiteremo la cava delle coti di selce, la vecchia fornace De Mezzo, entreremo a Villa Spezzotti e ci saranno tante altre storie. Troveremo anche i nomi, o forse è meglio dire i “soprannomi” friulani delle famiglie che abitavano a Collerumiz. Ricostruiremo la geografia del nostro paese e la sua storia di vita quotidiana».
Infine, un segno di gratitudine a chi ha contribuito a realizzare questa bellissima iniziativa. «Un ringraziamento particolare – sottolinea, infatti, la Pro Loco frazionale – a Julia Artico, che ci ha sapientemente guidato in questo progetto di riscoperta della nostra storia, e a Elisa Tomat per la sua preziosa opera nel disegnare la mappa. Ed un caloroso e autentico ringraziamento a tutte le 35 persone, in gran parte anziani di Collerumiz, che hanno condiviso con noi i loro preziosi ricordi». Al termine dell’incontro, conclude la Pro Collerumiz, «seguirà un brindisi per festeggiare insieme questo importante progetto per la nostra comunità e pastasciutta per tutti».

Info:
Pro Loco Collerumiz
cell. 334.7134090

Turismo, Tarcento e Magnano in Riviera con ottime potenzialità: la Regione Fvg al loro fianco, assicura l’assessore Bini

Tarcento e Magnano in Riviera possono, anzi devono, crederci e giocare la carta del turismo perché le loro potenzialità di crescita sono ottime. E in questo cammino avranno sempre al loro fianco l’amministrazione regionale. «La Regione sostiene e condivide l’impegno delle amministrazioni comunali di Tarcento e Magnano in Riviera per lo sviluppo e la crescita del tessuto economico locale e del turismo. La visita odierna nella zona pedemontana è stata occasione di confronto da un lato per presentare le linee di finanziamento attivate dalla Regione in favore del rilancio dei centri storici, dall’altro per discutere delle strategie di sviluppo in chiave turistica di questi paesi, storicamente luogo di passaggio e scambio», ha assicurato infatti l’assessore alle Attività produttive e turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, che nella giornata di ieri ha incontrato i sindaci e le giunte dei Comuni di Magnano in Riviera e di Tarcento, per un confronto sulle progettualità in essere in chiave di sviluppo turistico e commerciale. Agli incontri era presente anche il consigliere regionale Edy Morandini.

Bini con le giunte di Tarcento e Magnano…

«Ringrazio entrambi i primi cittadini – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga -, che rappresentano un territorio capace di fare squadra e di mettere a denominatore comune le proprie eccellenze, come nel caso del Distretto del Commercio “Buy in Sportland”, che ricomprende i Comuni della zona pedemontana e quelli del Gemonese. Condivido la forte volontà che accomuna queste comunità di puntare sullo sviluppo della ciclovia Fvg3. Si tratta di un fiore all’occhiello dell’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia, premiato di recente con il Green Road Award 2024, l’oscar del cicloturismo italiano. Regione e PromoTurismoFvg hanno scelto di puntare sulla valorizzazione di questo tipo di turismo lento e sulle attività outdoor, driver fondamentali per attrarre visitatori. In quest’ottica, diventa strategico per le comunità locali poter contare su un adeguato sistema di accoglienza, per sfruttare il ritorno, anche economico, garantito da queste nuove forme di turismo».

… e in visita al Castello di Prampero.

«Questo territorio è naturalmente vocato al turismo lento, basti pensare agli escursionisti che visitano il monte Bernadia in ogni stagione e al crescente numero di iscritti alla “Marcia delle castagne” promossa a Magnano, che attira mediamente 2.500 persone ogni anno – ha ricordato l’assessore regionale -. Non faremo mancare il nostro appoggio per la promozione della storia e della cultura locale: come Regione, siamo interessati a sostenere gli eventi che il Comune di Tarcento intende organizzare per il 2026 in occasione dei 900 anni dalla nascita documentata del centro abitato. Confermeremo anche la particolare attenzione riservata ai tradizionali festeggiamenti epifanici; giunti quasi alla centesima edizione, questi eventi hanno dimostrato di esercitare una grande attrattività e ricaduta positiva sul territorio».
Ospite della famiglia proprietaria, Bini ha visitato ieri anche uno dei luoghi simbolo di Magnano in Riviera, il Castello di Prampero che nel 2025 compie mille anni. Ha poi potuto apprezzare gli spazi di palazzo Frangipane, a Tarcento, storica dimora che ospita una mostra permanente dedicata ai “tomâts”, le tipiche maschere di legno intagliato dai “mascarârs” del Carnevale tarcentino, la sede dell’Ufficio di informazione e accoglienza turistica, e la sala istituzionale con affaccio sulle colline scelta da molti sposi per la celebrazione delle loro nozze. Lo hanno accompagnato in questa mattinata il sindaco di Magnano in Riviera, Carlo Michelizza, e il collega di Tarcento, Mauro Steccati, entrambi con i propri staff.

Infine con i “mascarârs” di Tarcento.

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In copertina, ecco alcuni “tomats” le maschere tipiche del Carnevale tarcentino.

(Foto Regione Fvg)

A Corno di Rosazzo nuova sede per il Circolo culturale guidato da Paroni. Domani il Catalogo del “Premio Noax”

Giornata importante, domani, per il Circolo culturale Corno. Alle 11, nella Chiesa di San Giacomo Apostolo, verrà infatti presentato il Catalogo del “Premio Noax – Navuacs 2024” e verrà annunciato il tema dell’edizione 2025. Intanto, nella casa medievale della frazione di Noax il sodalizio ha trovato la sua sede operativa. Il Comune di Corno di Rosazzo ha individuato uno storico edificio – un tempo sede municipale – per assicurare una sistemazione al Circolo culturale con cui ha sottoscritto un contratto di comodato d’uso a fine 2024. In occasione della prima riunione annuale del direttivo del Circolo, presieduto da Sergio Paroni, è avvenuta una festosa inaugurazione della sede a cui sono intervenuti il sindaco Daniele Moschioni con la giunta comunale e i rappresentanti di altre associazioni del territorio.

Due momenti della cerimonia inaugurale.

Gratitudine e soddisfazione sono state espresse dal presidente del Circolo al primo cittadino che, da parte sua, ha voluto richiamare la fattiva collaborazione della civica amministrazione con tutti i sodalizi che operano per favorire l’animazione sociale della comunità. In tale contesto, si inserisce la consegna dei locali al Circolo culturale che da tempo sentiva la necessità di una sede più funzionale.
Unitamente all’attigua chiesa trecentesca di San Giacomo, la casa medievale, nata come ricovero per viandanti, rappresenta uno dei luoghi più suggestivi del Friuli orientale e una vera e propria attrazione del Comune di Corno, incastonata nella frazione di Noax posta ai piedi della collina di Rosazzo. Del resto, l’iniziativa più prestigiosa promossa congiuntamente dal Circolo e dal Comune è il Premio Noax che da undici edizioni vede concorrere vari elaborati proposti da esponenti di diverse discipline artistiche a cui l’iniziativa di anno in anno viene dedicata. Domani, proprio nella chiesa di San Giacomo, alle ore 11, verrà presentato, come si diceva, il Catalogo dell’edizione 2024 del Premio Noax dedicato all’arte grafica, con particolare riferimento alla cartolina, diffuso mezzo di comunicazione fino a qualche decennio fa e rivitalizzato da questo concorso.

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In copertina, una suggestiva immagine notturna della chiesetta di San Giacomo, a Noax, con l’attigua casa medioevale nuova sede del Circolo culturale Corno.