Sono fissate per il 13 aprile le elezioni amministrative in quattro Comuni Fvg: Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo. Due all’eventuale ballollaggio

Le elezioni municipali 2025 – che in Friuli Venezia Giulia prevedono in rinnovo degli organi in quattro Comuni tutti oggetto di scioglimento anticipato (Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo) – sono state fissate per le giornate di domenica 13 aprile e lunedì 14. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci nei Comuni con popolazione superiore ai 15 mila residenti (Pordenone e Monfalcone) avrà luogo nelle giornate di domenica 27 e lunedì 28 aprile. Lo ha deciso oggi la Giunta Fedriga – su proposta dell’assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti – in applicazione di quanto disposto dalla legge regionale 19 del 2013, sulla base della quale l’Esecutivo stabilisce la data delle elezioni comunali non oltre il sessantesimo giorno antecedente la votazione.
«La data fissata – ha spiegato l’assessore – rientra nella finestra prevista per l’anno 2025 dall’articolo 9 dalla legge regionale 12 del 2024, la quale stabilisce che le elezioni si svolgano in una data compresa tra il 15 marzo e il 15 giugno 2025. Inoltre, sempre in applicazione allo stesso articolo di legge, la Giunta ha disposto che le operazioni di voto si tengano in due giornate».

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In copertina, l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti.

Fism Udine, grazie con targa di Molinaro a Renzo Lorenzini per i suoi 30 anni dedicati alle scuole paritarie dell’infanzia

Una vita dedicata al mondo della scuola e della formazione di qualità sul territorio. L’Associazione delle scuole autonome dell’infanzia Fism Udine Ets, nel corso della sua ultima riunione del consiglio direttivo, ha voluto ringraziare, con la consegna di una targa ricordo, Renzo Lorenzini per la trentennale impegno in favore delle scuole paritarie dell’infanzia.
Classe 1936, Lorenzini ha svolto per anni l’attività di maestro elementare: vincitore di concorso, dal 1958/59 ha insegnato prima a Moggio Udinese, successivamente a Ronchis e Carlino e poi a Buja, suo luogo di residenza dal 1966. Laureato all’Università di Padova, ha assunto le funzioni di direttore didattico prestando servizio prima a Gemona del Friuli e poi a Tricesimo sino al pensionamento.
Dal 1995 approda nel mondo delle scuole paritarie dove per alcuni anni è impegnato nell’ambito pedagogico-didattico e nella scuola elementare dell’Ente Friulano di Assistenza a Lignano. Nel 2001 assume la carica di presidente dell’Associazione Fism, carica che manterrà sino al novembre 2020, affrontando anche la trasformazione, nel 2018, in realtà del Terzo Settore. In parallelo, sin dalla sua costituzione, avvenuta nel 2004, assicura la funzione di amministratore unico della società di servizi dell’associazione, L’Arcobaleno Srl, guidando la stessa sino all’agosto 2024, con la trasformazione in Impresa Sociale.
Nel corso dell’incontro, la decennale esperienza e le doti umane e professionali di Lorenzini sono state tratteggiate dall’attuale presidente di Fism Udine, Roberto Molinaro, che ha evidenziato, in particolare, l’attenzione specifica assicurata a ciascuna scuola associata e la piena fiducia nei collaboratori delle diverse attività intraprese ai diversi livelli, nonché l’avvio di alcuni progetti particolarmente impegnativi per l’Associazione, come nel 2019 “Insieme per il futuro” per la gestione associata di alcune scuole e “Villaggio educante”, sostenuto da un finanziamento nazionale, per l’ampliamento dei posti nido e l’implementazione dell’offerta educativa nelle scuole.

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In copertina, il presidente Molinaro mentre consegna la targa a Renzo Lorenzini.

Arlef, assegnata la borsa di studio sul friulano e le sue lingue “sorelle” (romancio e ladino) a Sophie Mangutsch grazie all’intesa con Bolzano

È Sophie Mangutsch la vincitrice della borsa di studio per un dottorato di ricerca in Linguistica, promossa dalla Libera Università di Bolzano e dall’Agenzia regionale per la lingua friulana, in cooperazione con l’Università degli Studi di Verona. “Analisi comparata delle misure di tutela della lingua romancia grigionese, ladina brissino-tirolese e friulana” è il titolo della borsa. L’area tematica è dunque quella della sociolinguistica, con focus sulla tutela giuridica e le politiche linguistiche pubbliche inerenti alle tre lingue di minoranza prese in esame dal progetto: il romancio grigionese, il ladino dolomitico e il friulano. Il corso di dottorato si articolerà sui tre anni accademici 2024/25-2026/27 e comprenderà una specifica attività di ricerca che Sophie Mangutsch svolgerà all’Arlef per un periodo di almeno due mesi.
L’annuncio ufficiale è stato dato nella sede udinese della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, alla presenza dell’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino; di Paul Videsott, professore ordinario di filologia romanza e direttore della Sezione ladina della Libera Università di Bolzano, nonché responsabile scientifico dell’Istituto Sudtirolese dei Gruppi Etnici (SVI) e della stessa Sophie Mangutsch.
«La presentazione odierna del dottorato è la dimostrazione che dietro le iniziative che la Regione porta avanti con Arlef, per la promozione e la tutela della lingua friulana, ci sono tanto studio e importanti collaborazioni, in questo caso specifico con il Trentino Alto Adige – ha chiarito l’assessore Roberti -. Sappiamo quanto bene si è lavorato in quel territorio per la salvaguardia della lingua di minoranza ladina e siamo convinti che importando buone pratiche che hanno permesso a loro di mantenere vivo il ladino sul territorio potremmo fare un ottimo lavoro anche in Friuli Venezia Giulia. Vogliamo continuare e anzi implementare sempre di più queste collaborazioni, soprattutto in vista della costruzione del nuovo Piano generale di politica linguistica che dovrà entrare in vigore il prossimo anno».

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“Marcho” premiato negli Usa

Il docufilm “Marcho. L’ultima bandiera”, presentato recentemente su RaiStoria in prima serata, ha già conquistato due riconoscimenti internazionali. Nell’ambito del “New York International Film Awards” ha ricevuto il premio come “Best Historical Film”. Sempre negli Usa, ma a San Diego, in occasione del XX “Accolade Global Film Competition”, gli è stato assegnato l’“Award of Excellence Special Mention”, al pari di documentari che vedono protagonisti attori hollywoodiani del calibro di Hugh Jackman ed Eric Roberts. “Un documentario creativo, realizzato ad arte, con ricostruzioni coinvolgenti ed esperti moderni che si muovono attraverso le scene. Nel 1400, Rizzardo nasconde la tragica storia di Marcho di Moruzzo, un ribelle che sfidò la conquista di Venezia. La storia di tradimento e sfida rimase nascosta per 500 anni fino alla sua scoperta, nel 1986”, questa la motivazione della giuria. Due ottimi risultati per questa pellicola che narra una pagina importante della storia friulana, un unicum di grande valenza civile e umana. Girato interamente in Friuli, il docufilm è il frutto della co-produzione Arlef e Arte Video, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Fondo per l’audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.

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«La collaborazione con la Libera Università di Bolzano ci offre l’opportunità di comprendere e indagare il profondo rapporto che lega le lingue retoromanze. Rappresentando una delle fondamentali componenti identitarie e culturali dei nostri popoli, le nostre lingue identificano un patrimonio immateriale di eccezionale valore sia di livello locale che, soprattutto, internazionale. Il ceppo linguistico retoromanzo si estende su un ampio territorio che collega due Stati e la collaborazione tra l’Università di Bolzano e l’Arlef si colloca tra i lavori di ricerca sociolinguistica con maggior valore scientifico in Europa», ha precisato il presidente dell’Agenzia regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino ringraziando tutte le realtà coinvolte nel progetto.
Con una certificazione trilingue (ladino, italiano e tedesco), livello C1, la dottoressa Mangutsch parla anche inglese e conosce il russo. Nel suo curriculum si legge che è già stata assegnista di ricerca, sempre nella Libera Università di Bolzano, per un progetto che si proponeva di indagare l’insegnamento delle lingue minoritarie storiche in Italia con particolare attenzione al friulano, al ladino dolomitico e al sardo. «Sono molto soddisfatto per l’interesse che il bando ha suscitato e per la qualità del progetto vincitore. La dottoressa Mangutsch intende affrontare la questione del rapporto tra la politica linguistica e la sua efficacia in un contesto di minoranza, come lo sono le tre aree ladine dei Grigioni, della Ladinia dolomitica e del Friuli. Un approccio che considera anche l’efficacia delle misure è di grande attualità e la sua utilità non si limiterà alle realtà investigate. Sono grato all’Arlef che, mediante la sua collaborazione con Unibz, ha reso possibile questa borsa», ha sottolineato il professor Paul Videsott, sotto la cui supervisione sarà condotto il progetto di ricerca.
A entrare più nel dettaglio è stata la stessa dottoressa Mangutsch, la quale ha chiarito come si articolerà il suo progetto: «Esso prevede di censire e confrontare la politica linguistica e i regolamenti di pianificazione linguistica in vigore nelle tre regioni, valutandone l’efficacia ex post. La stima del loro impatto si concentrerà quindi principalmente sui criteri di efficienza, efficacia ed equità, grazie a dati quali-quantitativi. È inoltre prevista un’analisi della percezione di queste norme da parte dei parlanti e il grado di influenza che essi stessi possono esercitare sulla politica linguistica. Il tutto sarà suddiviso in tre fasi: nel primo anno di dottorato condurrò un’indagine con la raccolta e l’interpretazione delle disposizioni in materia di politica linguistica, con soggiorni in Friuli e nei Grigioni; il confronto e l’interpretazione dei dati qualitativi e quantitativi rilevanti e la raccolta di dati empirici mediante interviste e osservazione sul campo sono previste per il secondo anno; il terzo, infine, sarà dedicato all’elaborazione della tesi di dottorato». Nel corso della sua ricerca la dottoranda potrà usufruire di metodologie, strumenti e risultati sviluppati in importanti progetti di ricerca (Prin, Dfg, Snf, Pnrr).

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In copertina e all’interno, la dottoressa Sophie Mangutsch con i vertici dell’Arlef, il professor Paul Videsott e l’assessore regionale Pierpaolo Roberti.

 

Da Nimis protagonista a Udine, l’arte di Adriana Bassi in vetrina al Cfap con quelle macchine dismesse rimaste sole

(g.l.) “La solitudine delle macchine dismesse” è il suggestivo titolo della mostra che Adriana Bassi propone in questi giorni a Udine nell’ambito della manifestazione “In arte con il Cfap”, attività curata nello spazio espositivo della Fondazione Friuli proprio dal Centro Friulano Arti Plastiche presieduto dall’architetto Bernardino Pittino, figlio di quel grande Fred che realizzò nei primi anni Sessanta anche il mosaico che fa da sfondo all’altare dell’antica Pieve di Nimis. Ed è proprio residente nel paese pedemontano – anche se le sue origini portano nel vicino Rojale – l’artista che in via Gemona ha dato vita alla ricca esposizione visitabile fino al 16 febbraio, nella quale sono presenti una serie di incisioni di grande formato realizzate da Adriana Bassi alla celebre stamperia di Corrado Albicocco.

Le tecniche utilizzate spaziano dall’acquatinta al carborundum ed alla cera molle, rispettando comunque quelli che sono i suoi principi nel fare arte, cioè, come dice lei stessa, «andare oltre quello che è il reale, oltre quello che si vede superficialmente, per esplorare la memoria, il vissuto che può essere raccontato attraverso i colori, le forme e i materiali che di volta in volta vengono assemblati secondo una certa armonia o disarmonia». E ancora: «Qualsiasi forma, un fiore, un volto, una macchia sul muro, qualsiasi materiale, un sasso, una radice, un pezzo di legno, pezzi di ferro arrugginito possono suscitare emozioni e suggerire movimenti infiniti e dare vita a forme artistiche nuove e irripetibili, diverse dall’immagine originale».
Infatti, dopo l’iscrizione all’Accademia di Brera, dove ha seguito corsi di nudo, artefici e figura, apprendendo proporzioni, prospettiva e conoscenza dei rudimenti di educazione artistica, Adriana Bassi si è staccata da tutto ciò che è accademia per una personale ricerca indirizzata sulla tecnica e sulla forma in una continua sperimentazione e rinnovamento lavorando con molteplici materiali e su diversi supporti. In mostra, accanto alle incisioni, sono esposte, infatti, anche alcune opere a tecnica mista su carta che sono parte integrante della stessa ricerca formale, ed utilizzano come base fondi realizzati a carborundum poi rielaborati. Nell’androne esterno sono esposte, invece, tre sculture dettate da emozioni provocate da episodi di momenti particolari, che comunque non si discostano dai lavori su carta.

Adriana Bassi

Con questa mostra procedono, dunque, le attività di questo spazio espositivo, fortemente voluto e sostenuto dalla Fondazione Friuli, che per il 2025 prevedono un calendario di ben sedici mostre, una ogni tre settimane, in cui, accanto ad alcuni nomi “storici”, ci saranno artisti contemporanei, giovani e meno giovani, per cercare di portare o riportare in luce una produzione artistica del nostro territorio, con un occhio anche oltre confine. Come detto, la mostra è visitabile, nella nuova sede della Fondazione Friuli, in via Gemona 3 a Udine, fino al 16 febbraio, il venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.
Tornando, infine, all’aggancio con Nimis, ricordiamo che era stata proprio Adriana Bassi – moglie di Gianni Paganello – con il Centro Friulano Arti Plastiche ad allestire la scorsa estate la tanto apprezzata mostra dedicata a Tita Gori – con le bellissime tele a olio salvate dopo il terremoto -, proponendo assieme ad altri artisti del Cfap una “lettura” contemporanea delle opere del grande pittore di Nimis.

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In copertina, le sculture di Adriana Bassi che introducono alla mostra di Udine e all’interno alcune immagini della ricca esposizione alla Fondazione Friuli.

Casarsa rilegge la storia presentando il libro di Volpetti dedicato ai fratelli Pasolini e rivivendo la tragedia di Porzûs

Appuntamento con la storia a Casarsa della Delizia. Giovedì 13 febbraio, alle ore 20.45, nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevic, si terrà un evento speciale nell’ambito della rassegna cinematografica “Cinema a Casarsa”: l’ingresso è libero. La serata sarà dedicata alla presentazione del libro “I Pasolini. Guido e Pier Paolo: Resistenza e libertà”, a cura di Roberto Volpetti, presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo, seguito dalla proiezione del docufilm “Sangue e neve”, che ripercorre la tragica vicenda delle Malghe di Porzûs. L’evento è organizzato dalla Pro Loco Casarsa della Delizia Aps in collaborazione con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini e l’Amministrazione comunale, nonché con il sostegno di Banca 360 Fvg.


«Siamo grati al Centro Studi Pier Paolo Pasolini, rappresentato dal presidente Marco Salvadori, e all’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Claudio Colussi, per la proficua collaborazione che ha reso possibile questa iniziativa – afferma Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa -. Questo evento è un’occasione importante per ricordare le vittime della Resistenza e per trasmettere ai giovani i valori della libertà e della democrazia. L’incontro con Roberto Volpetti e la proiezione del docufilm “Sangue e neve” ci offrono infatti l’opportunità di riflettere su un capitolo oscuro della nostra storia e di onorare la memoria delle vittime».
Il libro di Volpetti rappresenta un’opera di fondamentale importanza per la ricostruzione storica della Resistenza in Friuli. Grazie ad un accurato lavoro di ricerca negli archivi dell’Associazione Partigiani Osoppo, l’autore ha raccolto e sistematizzato una vasta documentazione sulla figura di Guidalberto Pasolini e sulla sua tragica fine. Le lettere scambiate tra Guidalberto e Pier Paolo, così come la corrispondenza tra il padre Carlo e l’avvocato, offrono un ritratto intimo e toccante dei due fratelli e della loro famiglia. «Questo libro è un tributo alla memoria di Guidalberto Pasolini – ha aggiunto Tesolin – e di tutti coloro che hanno combattuto per la libertà».
La serata proseguirà con la proiezione del docufilm “Sangue e neve”, che ci porterà a rivivere la tragica vicenda delle Malghe di Porzûs. Attraverso immagini d’archivio e testimonianze, il film ci aiuterà a comprendere le cause e le conseguenze di questa strage. L’evento rappresenta un’importante occasione per riflettere sulla nostra storia e sui valori che ci hanno guidato. «Il cinema è un potente strumento di educazione e sensibilizzazione – conclude Tesolin -. Con questa iniziativa, vogliamo offrire alla nostra comunità l’opportunità di confrontarsi con il passato e di costruire insieme un futuro più consapevole e solidale».

Per maggiori info: segreteria@procasarsa.org

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In copertina, le Malghe di Porzus teatro del tremendo fatto di sangue del febbraio ’45.

Grado, 70 posti di lavoro disponibili nella prossima stagione estiva: il 5 marzo in Comune la selezione col Recruiting Day

«Stiamo lavorando a una legge sul benessere sociale che possa rendere il Friuli Venezia Giulia più attrattivo e un luogo in cui giovani e famiglie possano sviluppare e valorizzare le proprie aspirazioni, i propri progetti di vita e di crescita lavorativa e imprenditoriale». È quanto ha sostenuto ieri a Trieste l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, a margine della presentazione del Recruiting Day in programma mercoledì 5 marzo a Grado, nella sala consiliare del Comune in Piazza Biagio Marin. L’iniziativa, organizzata dai servizi per il lavoro della Regione Fvg, vedrà la partecipazione di due importanti realtà del settore turistico alberghiero alla ricerca di 70 profili in vista della prossima apertura della stagione estiva.


«Stiamo attraversando un’epoca di rapidissimi cambiamenti sociali e segnata da numerose crisi, da quella demografica all’erosione del potere di acquisto – ha rilevato l’esponente della Giunta Fedriga -. Si potrà superare tutto questo soltanto abbracciando una visione complessiva del sistema e affrontando le diverse problematiche in maniera integrata e programmata». Alla conferenza stampa, oltre al sindaco di Grado, Giuseppe Corbatto, sono intervenuti i rappresentanti delle due aziende protagoniste di questo Recruiting Day: Club del Sole di Forlì e Villaggio Turistico Europa di Grado.
In particolare, Giacomo Grandi ha presentato il Club del Sole che, con 27 villaggi turistici e una capacità ricettiva di oltre 28 mila posti letto, è uno dei principali operatori in Italia nel settore dell’ospitalità open-air. Attivo in otto regioni italiane, il gruppo è presente in Friuli Venezia Giulia con il Marina Julia Family Collection di Monfalcone e la Tenuta Primero Resort di Grado. Alessandro Bernardelli ha fatto conoscere, invece, il Villaggio Turistico Europa di Grado che sorge direttamente sul mare e che da oltre 40 anni rappresentata un’importante realtà nel panorama turistico italiano. Dotata di molti servizi tra i quali due ristoranti, bar, market, animazione, piscine, impianti sportivi, servizio spiaggia, questa storica struttura ricettiva riesce a far godere ai propri ospiti – prettamente famiglie con bambini – una vacanza indimenticabile all’insegna del relax e del divertimento.

La presentazione a Trieste.


I profili ricercati afferiscono al settore turistico alberghiero e della ristorazione e sono diversificati nelle aree dell’accoglienza/amministrativa, della sala/bar, del market, della cucina e ristorazione, dei servizi di supporto.  Le due aziende selezionano in particolare impiegati amministrativi, cuochi, pizzaioli, “chef de rang”, personale per la sala, baristi, lavapiatti, receptionist, portieri notturni, addetti al salvataggio e alla manutenzione e al verde e altre figure. Il curriculum per candidarsi al Recruiting Day in programma nell’Isola del sole deve essere inviato entro lunedì 24 febbraio prossimo al link: https://bit.ly/RAFVG2025_RD_Grado. Per raccogliere maggiori e più candidature, il Servizio alle imprese della Regione sta valutando anche l’opportunità di utilizzare le piattaforme dell’Unione europea attraverso il programma Eures che gestisce la strategia di incoming dei lavoratori europei entro i confini dell’Unione.
Dopo il Recruiting Day svolto nei giorni scorsi per la Grado impianti turistici (Git), mercoledì 19 febbraio sarà il turno del settore turistico alberghiero di Trieste (sala Adriano Biasutti in Piazza Unità). L’appuntamento successivo si terrà martedì 25 febbraio al Kursaal Centro Congressi di Lignano Sabbiadoro. Il ciclo sarà chiuso proprio dal Recruiting Day in programma mercoledì 5 marzo proprio nella sala consiliare del Comune di Grado.

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In copertina, Lungomare invernale a Grado; all’interno, due scatti della scorsa estate in porto  e nella spiaggia Imperiale.

Efasce Pordenone, Angioletto Tubaro (già sindaco di Casarsa) raccoglie il testimone di Gino Gregoris che resta in consiglio

Angioletto Tubaro è il nuovo presidente di Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti), che dal 1907 aiuta i corregionali e i loro discendenti emigrati nel mondo. La nomina è avvenuta a Pordenone durante la prima riunione del nuovo consiglio direttivo, eletto durante l’assemblea ordinaria dello scorso 24 gennaio. Tubaro ha ricevuto il testimone da Gino Gregoris, presidente uscente in carica dal 2019, che però rimane consigliere. Il consiglio ha inoltre confermato quale vicepresidente Luisa Forte mentre Claudia Viol è la nuova segretaria succedendo a Vera Turrin, la quale ha ricevuto l’incarico speciale per le pratiche di cittadinanza e rapporti con il personale della Curia della Diocesi di Concordia Pordenone. Il Comitato esecutivo oltre che da Tubaro, Forte e Viol è composto dai consiglieri Daniela Francescutto e Diego Comuzzi.
Laureato in Giurisprudenza e coniugato, Tubaro risiede a Casarsa della Delizia, città di cui è stato sindaco nei periodi 1990-1995 e 2007-2012. Già dirigente dell’Ater Pordenone, nella sua carriera è stato anche assessore della Provincia di Pordenone nel periodo 1997-2007. Consigliere dell’Efasce uscente, nelle citate elezioni – a cui hanno partecipato 230 votanti compresi gli esponenti dei Segretariati che hanno potuto votare dall’Estero – è stato il più votato con 161 preferenze.


«Ripartiamo – ha affermato il neopresidente – dal programma con cui ci siamo presentati alle elezioni e che è in continuità con quanto realizzato dal consiglio uscente. Al presidente Gregoris un grande grazie per il suo impegno in anni non facili, contraddistinti in primis dalla pandemia e in cui l’attività di Efasce, grazie al gran lavoro svolto, è rinata. Lavorerò insieme non solo con il Comitato esecutivo ma con tutto il consiglio, in cui ogni membro è importante per portare avanti specifici progetti. I corregionali sparsi nel mondo sono un tesoro inestimabile per la nostra realtà pordenonese e regionale. Mantenere vivo il loro legame con la terra d’origine è per noi un dovere ma anche una grande opportunità, visti la ricchezza culturale e lo scambio di conoscenze che con loro abbiamo ogni volta che ci incontriamo. Proseguiremo nell’opera di rafforzamento della rete di contatti con i nostri Segretariati all’Estero nel duplice impegno di preservare la memoria dei protagonisti dell’emigrazione storica e di coinvolgere sempre più gli emigranti del nuovo millennio. Fondamentale il rapporto con i nostri partner istituzionali della Regione, Comune di Pordenone, Fondazione Friuli, Diocesi di Concordia Pordenone, Camera di Commercio di Pordenone Udine, i Comuni del territorio e Bcc Pordenonese Monsile che ci sostengono nei nostri progetti e con i quali siamo pronti a progettare il futuro».
Questo, dunque, il consiglio direttivo al completo: Angioletto Tubaro, Luisa Forte, Gino Gregoris, Elena Marzotto, Vera Turrin, Didier Regini, Diego Comuzzi, Claudia Viol, Fernanda Colussi, Daniela Francescutto, Giuseppe Gaiarin. Il nuovo collegio dei Revisori dei conti è composto da Alberto Bidin, Federico Borean e Giorgio Zerio.
«Sono stati cinque anni davvero intensi – ha afferma il presidente Gregoris, nel fare un bilancio della sua esperienza – nei quali asnsieme al direttivo uscente, ai nostri uffici e al rapporto con i nostri Segretariati sparsi per il mondo abbiamo posto le basi per l’Efasce del futuro. Il tutto con il fondamentale sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone e della Fondazione Friuli, Camera di Commercio di Pordenone Udine e della Bcc Pordenonese Monsile, oltre ai Comuni del territorio. Non va dimenticato lo storico legame con la Diocesi di Concordia Pordenone, che ci ospita nella sua Curia. Questo nostro ente nacque nel 1907 a San Giovanni di Casarsa della Delizia per iniziativa di un gruppo di sacerdoti e di laici quale Segretariato dell’Emigrazione. Lo scopo era quello di aiutare, nelle diverse fasi del loro viaggio compresi gli aspetti burocratici, gli emigranti che partivano dalle nostre terre. Dopo 118 anni questa vicinanza ai discendenti di chi è partito allora come anche ai protagonisti della nuova emigrazione, specialmente giovani, non è venuta meno».
Il presidente uscente ha sfogliato l’album dei ricordi. «L’Incontro con i corregionali del 2020 – ha raccontato Gregoris – che riuscimmo comunque a fare in Fiera a Pordenone nonostante la pandemia, collegandoci online con chi non poteva essere presente e avendo alcuni ospiti dai Paesi europei che erano comunque riusciti ad essere con noi. Un bell’esempio di resilienza come anche, sempre online, i corsi di italiano e cultura friulana per i discendenti dei nostri emigranti o le interviste effettuate sempre online a diversi dei corregionali partiti per l’estero e che si son messi in luce a livello professionale o le ricette della tradizione locale proposte con un interessante videoblog. E, poi, la gioia di poter di nuovo ospitare i corregionali a partire dall’estate del 2022, con i progetti di recupero delle proprie radici sostenuti dalla Regione con visita ai borghi da cui sono partiti i loro avi, come anche la felicità di andare a trovarli non solo in Europa, ma anche in Sudamerica assieme al vescovo di Concordia Pordenone Giuseppe Pellegrini o a Dubai per la nascita del primo Segretariato Efasce in Asia».
Il tutto senza dimenticare l’approvazione del nuovo Statuto. «Approvato all’unanimità nell’aprile del 2023 – ha aggiunto Gregoris – e che ha confermato lo spirito del nostro Ente, facendo anche nascere la nuova Consulta dei Segretariati la quale potenzia il dialogo tra questi e l’Ente stesso. Il tutto con lo sguardo rivolto al futuro. Rimarrò comunque all’interno dell’Efasce per dare il mio contributo – ha concluso il leader uscente – al nuovo presidente Tubaro scelto dal nuovo direttivo in questa fase di passaggio di consegne: continueremo questo lavoro di squadra sempre per il bene dei nostri corregionali».

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In copertina, Angioletto Tubaro con Gino Gregoris; all’interno, il nuovo consiglio direttivo dell’Efasce Pordenone.

Cooperativa Thiel, tra adolescenza e prevenzione: domani a Palmanova due incontri con Marco Anzovino

Dopo la pausa natalizia, riparte il progetto “Passo dopo passo. Palestre di inclusione #3”, che ha ottenuto un crescente riscontro nelle sue prime due edizioni con oltre 140 beneficiari diretti. Ideato e realizzato dalla cooperativa sociale Thiel, in collaborazione con Asufc, Comune di Palmanova, Istituto Comprensivo di Palmanova e con il sostegno della Fondazione Friuli nell’ambito del Bando Welfare 2024, mira a offrire concrete opportunità di inclusione dei minori con disabilità e delle loro famiglie attraverso l’attuazione di laboratori ludico-ricreativi, artistici e creativi aperti a tutti, con l’intento di intervenire sulle fragilità individuali ma, al tempo stesso, creare benessere e miglioramento sociale per tutta la popolazione.
Per questa terza edizione, è stata potenziata la collaborazione con l’Ic di Palmanova, all’interno del quale viene realizzato un laboratorio teatrale con Manuel Buttus, di Teatrino del Rifo, per le classi seconde e terze della scuola secondaria di I grado. Alle stesse classi terze è dedicato anche un incontro incentrato sul tema del benessere: “Accorgersi e dedicarsi, la prevenzione in adolescenza”. Così l’educatore, scrittore e musicoterapeuta Marco Anzovino, alle ore 11 di domani, 6 febbraio, alla Polveriera di Contrada Garzoni, incontrerà i ragazzi e, alle 20.30, i genitori degli alunni dell’Ic e chiunque sia interessato al tema (con partecipazione gratuita fino a esaurimento posti.
L’intervento dell’educatore vuole sollecitare una riflessione sulle scelte che ogni adolescente compie quotidianamente e quanto queste possano essere condizionate dal gruppo, ponendo l’attenzione non sull’analisi dei fattori di rischio, ma sulla promozione della salute e del benessere e sull’individuazione dei fattori di protezione, presenti nell’ambiente di vita e nell’adolescente stesso, nella consapevolezza che sia preferibile lavorare per prevenire il coinvolgimento nei comportamenti che mettono a repentaglio salute e benessere, anziché intervenire quando questi comportamenti sono già comparsi o, peggio, consolidati.

Per info: telefono e WhatsApp 320.6512012; e-mail: anna.sabatti@coopthiel.it).

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In copertina, il musicoterapeuta Marco Anzovino che interverrà a Palmanova.

Turismo, a Grado un’offerta di qualità con servizi sempre più all’altezza delle attese. I nuovi interventi alle Terme

«Quella di Grado, grazie al lavoro fatto in questi anni, è un’offerta turistica di grande qualità, a cui si uniscono altri importanti fattori come il mantenimento, senza aumenti, dei prezzi per la spiaggia, l’impennata delle presenze straniere grazie alle prenotazioni online, le 36 Bandiere Blu e, infine, il tema della sicurezza potenziata nella spiaggia per offrire maggior tranquillità agli ospiti». Lo ha detto ieri a Grado l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, nel corso della presentazione delle novità in vista della stagione turistica 2025 nell’Isola del Sole. Tra i presenti, il sindaco Giuseppe Corbatto e il presidente della Grado Impianti Turistici, Roberto Marin.

Sergio Emidio Bini


Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, alla base del successo dell’offerta turistica di Grado e del conseguente aumento del fatturato della Git «vi è anche la promozione del territorio che la Regione ha voluto realizzare attraverso una serie di campagne a livello nazionale e internazionale, mirate a far conoscere il Friuli Venezia Giulia e le sue località più caratteristiche, tra cui anche Grado». «Oltre a ciò – ha aggiunto l’assessore – ricordiamo lo stanziamento di un milione di euro da parte dell’Amministrazione regionale per una serie di interventi sulla spiaggia gestita dalla Git».
Bini, poi, ha sottolineato lo stato dell’arte della realizzazione del progetto delle Terme di Grado, evidenziando come nel settembre del 2024 siano stati avviati i lavori del secondo lotto, intervenendo sulla struttura esistente con un finanziamento che si aggira intorno ai 4,5 milioni di euro. Le opere previste in questa fase riguardano interventi da attuare al secondo piano del complesso termale, per implementare i servizi sanitari, già disponibili al primo piano, con nuovi mirati alla cura della persona e al relax. I nuovi spazi ospiteranno: area fitness, area spa, area beauty e terrazza esterna. I lavori dovrebbero concludersi entro luglio.
Infine, l’assessore regionale al turismo ha rimarcato l’importanza di offrire una serie di supporti, come, ad esempio, l’alloggio, ai dipendenti delle strutture che operano durante la stagione. «Si tratta – ha concluso Bini – di una scelta lungimirante che migliora le condizioni di vita del personale e ne facilita la ricerca in un mercato del lavoro che, per certe figure, non sempre offre un numero di candidati sufficiente alle esigenze degli operatori».

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In copertina, ecco una bella panoramica dell’Isola di Grado ambita dai turisti.

Anche le Pro Loco Fvg saranno grandi protagoniste con Gorizia e Nova Gorica all’inaugurazione ufficiale nel weekend della Capitale europea della cultura

Pronta al via Go!2025 Capitale europea della Cultura Nova Gorica Gorizia – inaugurazione ufficiale sabato prossimo – e anche le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia sono impegnate a celebrare questa realtà transfrontaliera partecipando al grande fine settimana inaugurale dell’8 e 9 febbraio. Il Comitato regionale dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia, con il presidente Pietro De Marchi, ha infatti risposto positivamente all’invito giunto dal Comune di Gorizia, rivolto tramite il sindaco Rodolfo Ziberna e l’assessore al grande evento Patrizia Artico. Il Comune ha organizzato un’area stand per sabato 8 (dalle 10 alle 20.45) e domenica 9 (dalle 11 alle 20.45) in piazza Vittoria e nei vicini Giardini pubblici in cui troveranno spazio, in 16 casette, anche le Pro Loco regionali con i propri sapori tipici.

Piazza Vittoria a Gorizia.


«Siamo lieti – ha affermato De Marchi – per questo invito che ci permette di portare le tipicità del Friuli Venezia Giulia nella Capitale europea della cultura. Il 2025 sarà un anno ricco di proposte a Nova Gorica e Gorizia e poter essere parte del programma nel giorno delle cerimonie inaugurali, e in quello successivo, ci riempie di onore. Grazie al sindaco Ziberna e all’assessore Artico per l’invito e ai presidenti delle nostre Pro Loco con i loro volontari che hanno accettato di partecipare. Con noi sarà presente sabato anche il presidente nazionale dell’Unpli, Antonino La Spina, in virtù della scelta di dedicare quest’anno la tessera del socio Pro Loco 2025 proprio a Gorizia e Nova Gorica. Sarà bello poterlo accompagnare nel cuore di Gorizia».
Saranno presenti negli stand con le proprie deliziose proposte le Pro Loco di Castelnovo del Friuli e Val d’Arzino-Anduins (che condivideranno uno stand), Maniago, Valle di Soffumbergo Alesso e Consorzio Nord-Est, Sauris Zahre, Forgaria nel Friuli, Torviscosa, Vermegliano, Udine Castello, Mersino, Turriaco, Sutrio, Aviano, Precenicco, Ronchi del Legionari e i padroni di casa di Gorizia.

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In copertina, il presidente delle Pro Loco Fvg Pietro De Marchi dinanzi alla riproduzione della tesssera per Go!2025.