A Pavia l’ultimo volume su Biagio Marin mentre a Grado si punta a valorizzare il lavoro di Edda Serra dedicato al poeta

La figura e l’opera di Biagio Marin, la “vose” di Grado, sono state applaudite all’Università di Pavia dove è avvenuta la presentazione del volume “I manoscritti di Pavia II. Le Poesie (1970-1972, 1982), I manoscritti di Trieste I. Quaderno n. 151 (1968-1972), I manoscritti di Grado I. Pagine dal «Bauletto di Pina»”, pubblicato nel 2024 da “L’Erma” di Breitschneider.  L’incontro, ospitato nella storica Aula Alessandro Volta, si è aperto con i saluti del presidente del Centro manoscritti dello stesso ateneo, Giuseppe Antonelli, cui sono seguite le relazioni di Alia Englen, nipote dell’illustre poeta gradese, e di Renzo Sanson, curatori del volume, che hanno dialogato con Anna Modena, già docente di Letteratura dialettale nell’Università pavese. Era presente l’assessore alla cultura del Comune di Grado, Lidianna Degrassi, che ha portato i saluti del sindaco Giuseppe Corbatto e della comunità isolana, i quali hanno potuto seguire i lavori in diretta streaming.


L’assessore Degrassi ha, in particolare, sottolineato: “Noi gradesi conosciamo il nostro illustre concittadino soprattutto come poeta, meno come prosatore. Ma da qualche anno a questa parte, merito in particolare della compianta Edda Serra, lo si sta riscoprendo in questa seconda veste, anche se le sue pubblicazioni in prosa hanno visto la luce sin da quando lui era in vita. Non c’è dubbio che la celebrità di “Biaseto”, come noi gradesi lo chiamiamo affettuosamente, è quella di lui come poeta, tanto da averlo quasi portato al Nobel. Ma i suoi volumi in prosa non sono meno pregevoli. A questa specie si ascrive quest’ultimo volume, ancorché la poesia non sia del tutto assente. Sono riuscita a leggere parecchie pagine del corposo volume e devo dire che ho trovato un Marin filosofo, storico, opinionista politico di considerevole levatura. La sua prosa unita alla sua poesia fanno di Biagio Marin un grande intellettuale del Novecento italiano e noi gradesi ne siamo immensamente orgogliosi”.
A dimostrazione del fatto che l’amministrazione comunale in carica ha molto a cuore la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione del Fondo Marin, che raccoglie fotografie e documenti originali appartenuti al poeta in deposito nella Biblioteca civica “Falco Marin”, a fronte del fatto che le prime 2 mila fotografie sono già state lavorate, l’assessore alla cultura ha annunciato che nei prossimi giorni verrà presentata l’istanza di contributo alla Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia per proseguire l’attività di digitalizzazione e di catalogazione delle ulteriori 6 mila fotografie. Quanto ai documenti, è in corso la procedura di insediamento della Commissione chiamata a valutare l’operatore economico più idoneo a svolgere l’attività di riordino e catalogazione, operatore scelto sulla base delle domande pervenute entro il 30 gennaio scorso rispondendo al relativo bando pubblico.

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In copertina, un’immagine di Biagio Marin che gli venne scattata da Alba Marchettot Marocco; all’interno, l’incontro all’Università di Pavia. Da sinistra, l’assessore alla cultura del Comune di Grado Lidianna Degrassi, Renzo Sanson, Alia Englen e Anna Modena.

Altrememorie, oggi appuntamento con Vicente Yanez a Campoformido

Nuova edizione per Altrememorie: progetto realizzato dall’omonima associazione grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Turismo Fvg e Fondazione Friuli, in collaborazione con Zeroidee Aps, duepunti Aps, Damatrà onlus, Kulturno Izobrazevalno Drustvo PiNa, Heka, Menti Libere. La prima residenza artistica in programma nel 2025 – Inside the noise – si sta svolgendo fra Capodistria e Udine, in collaborazione con PiNa.
Il protagonista è Vicente Yanez: artista del suono, compositore, produttore, ingegnere di missaggio e chitarrista nato in Cile ma trapiantato a Berlino, dove sta completando un master in Sound Arts. Per scoprire il risultato della sua indagine artistica l’appuntamento è allo Spazio Le Serre (strada delle Betulle 21/12, Campoformido), oggi, alle 18, quando è in programma la sua restituzione pubblica. Il suo progetto cerca di indagare il potenziale del lavoro con il suono spaziale, concentrandosi sui temi della specificità del sito, del rumore e delle relazioni interpersonali e ambientali. Il progetto esamina l’acustica degli spazi pubblici ed esplora l’interazione tra i suoni percepiti come naturali o piacevoli e le soglie di ciò che viene comunemente definito “inquinamento acustico”.
Altrememorie, che intende sviluppare una nuova narrazione e interpretazione del territorio, attraverso i diversi linguaggi dell’arte contemporanea, anche nel 2025 promuoverà e ospiterà residenze ed esposizioni artistiche, fino alla primavera.

“Bestiario immaginato” oggi e domani al Castello di Colloredo di Monte Albano

La “tana” come un luogo di riposo, un rifugio, un nascondiglio dove recuperare forze, energie, stimoli: “proprio “tana” è il filo rosso tematico della 11ma edizione del progetto “Bestiario immaginato” ideato e curato da Damatrà onlus, una invasione creativa di azioni ed eventi sul territorio con una stimolante rete di residenze artistiche dalla Villa Manin di Passariano alla Casa delle Culture bambine, al Castello di Colloredo di Monte Albano che ospita il gran finale in questo weekend di oggi e domani. “Tana” vuole essere anche l’occasione per avviare una riflessione sugli spazi architettonici abitati dalle comunità, lo stimolo a produrre i “prototipi” delle scenografie che saranno poi abitate e performate, coinvolgendo comunità di giovani e famiglie, con la supervisione dell’artista Virginia Di Lazzaro.


Tante le azioni previste oggi al Bestiario Immaginato Community Lab, un laboratorio per bambine, bambini e genitori, guidato dagli operatori Damatrà, in un ambiente conviviale e con un tempo lento per riscoprire il piacere del fare insieme. A partire dai disegni e dalle immaginazioni dei più piccoli, per costruire tante Tane. Nella splendida cornice del Castello di Colloredo di Monte Albano: per tutto il giorno, fino alle 18, saranno coinvolti i bambini delle Scuole dell’Infanzia Paritaria e Plaino di Pagnacco, e della Scuola Primaria di Pagnacco, classi 1A e 1B., mentre domani alle 14 faranno tappa la Scuola dell’Infanzia Colloredo di Monte Albano e le scuole di Moruzzo. E semprem domani di scena il festosissimo Bestiario Immaginato Party_Tana, l’evento performativo che si trasformerà in un party di storie, una vera festa animata da narratori speciali, le ragazze e i ragazzi delle classi di 5a della scuola primaria di Pagnacco e le lettrici e i lettori delle biblioteche del territorio che abiteranno le tane costruite dalle famiglie.
Le comunità saranno coautrici dell’evento attraverso l’ideazione e costruzione delle scenografie – le Tane – che verranno poi animate con azioni performative. Spiega la Presidente di Damatrà onlus, Mara Fabro: «Con Bestiario Immaginato mettiamo in scena un teatro che genera relazioni nuove e inedite, scultura e teatro si intrecciano per costruire scenografie performabili dalla comunità attraverso i gesti del teatro partecipato: vere e proprie tane costruite con la guida di giovani artisti d’arte relazionale, scenografie che dialogano con l’architettura dello spazio pubblico e ospitano sperimentazioni teatrali generate dall’incontro e dalla narrazione compartecipata».
L’11ma edizione del Bestiario immaginato ha coinvolto un migliaio circa di studenti delle Scuole Primarie del Friuli Venezia Giulia insieme alle loro famiglie e ha attivato 33 tappe del Bestiario tour, 15 laboratori intergenerazionali, 6 azioni performative e 16 Young Theatre Lab sul territorio. È promossa con la Comunità Collinare del Friuli e i Comuni di Colloredo di Monte Albano, Fagagna, Gorizia, Moruzzo, Pagnacco, Remanzacco, San Giovanni al Natisone, San Vito di Fagagna e Tavagnacco, con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e della Banca di Udine Credito Cooperativo. Partners di progetto il CSS Teatro Stabile d’Innovazione del FVG, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, Puntozero società cooperativa, Invasioni Creative e Fierascena APS e la Comunità Collinare del Friuli.

Informazioni info@damatra.com
https://bestiarioimmaginato.damatra.com

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In copertina e all’interno bambini impegnati nei laboratori di Damatrà a Feletto.

Gorizia-Nova Gorica, domani con il Cta alla scoperta dell’architettura del ‘900 nella Capitale europea della cultura

di Mariarosa Rigotti

Un titolo per una proposta firmata dal Cta, nell’ambito del ciclo “Gorizia Nascosta”, che calza a pennello con la proclamazione di Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della Cultura 2025, evento inaugurato solo pochi giorni fa, alla presenza delle maggiori cariche istituzionali dei due Paesi. Il nuovo evento, fissato per domani, è di indubbia valenza, tant’è che da giorni è sold out; l’appuntamento si snoda in occasione di “Crocevie d’Europa” e si intitola, per l’esattezza, “Gorizia Nascosta. Come due sorelle – l’architettura del ‘900 tra Gorizia e Nova Gorica”. Una proposta che, pure in questa occasione, visto il grande richiamo, è scandita in un doppio appuntamento fissato appunto per il 16 febbraio.


L’iniziativa naturalmente è del Centro Teatro Animazione e Figure. Si tratta di un percorso teatrale fra le vie della città, spiegano gli organizzatori, «per scoprire Gorizia e il territorio transfrontaliero che pone uno sguardo all’architettura del primo Novecento, protagonista della trasformazione e ricostruzione della città, dopo la Prima guerra mondiale e fino all’ideazione e costruzione di una nuova città dopo il trattato di Pace del 1947». Nella sostanza, anticipano dal Cta, «sarà un vero e proprio spettacolo itinerante con approfondimenti storico-teatrali sulla città».
Così, entrando nel dettaglio, il percorso inizierà dal Trgosky Dom di Gorizia, ideato nel 1903 da Max Fabiani, e si concluderà accanto all’unico monumento europeo all’Urbanistica, dedicato al progetto di Edvard Ravnikar per Nova Gorica». Nella sostanza, la passeggiata, con il supporto di cuffie audio, oltre a descrivere edifici, «delinea la figura di coloro che li hanno progettati, avvalendosi anche di interventi di persone che vivono la città e il suo territorio e della registrazione di una preziosa intervista dell’architetto Kuzmin a Edvard Ravnikar, nel 1992, un anno prima della sua morte. Tutto comincia da un incontro casuale fra due ragazzine e si sviluppa in un’appassionata ricerca lungo le strade e gli edifici delle due città».
Come detto, “Come due sorelle” è un progetto del Centro Teatro Animazione e Figure, e nel dettaglio, si ricorda che è a cura di Roberto Piaggio e Antonella Caruzzi, su testo di Claudio Parrino con la collaborazione di Adriana Vasques e la consulenza dell’architetto Toni Zogno. Inoltre, Il ricordo di Ljubka Šorli è stato scritto da Francesca Valente e letto da Antonella Caruzzi. La voce narrante è di Adriana Vasques, progetto sonoro e musiche originali di Claudio Parrino, con la regia della stessa Caruzzi.
Dal Cta ancora una nota: «Un ringraziamento particolare all’architetto Diego Kuzmin, ad Antonella Bukovaz, Raffaella Cattaruzzi Lorenzo Drascek, Bianca Morandini, Maura Parise, Arianna Remoli, Federico Scridel, Gabriella e Marco Zichichi». Va, infine, ricordato che il progetto è realizzato con il sostegno e la collaborazione di Assessorato regionale alle Attività Produttive e Turismo, PromoTurismoFvg, Io sono Fvg e Comune di Gorizia.

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In copertina, il Trgosky Dom di Gorizia e all’interno immagini che si richiamano all’architettura  del Novecento tra capoluogo isontino e Nova Gorica.

Pomeriggi d’inverno, il Cta propone “Link” grande protagonista domani a Gorizia la danza contemporanea

di Mariarosa Rigotti

“Link” è il titolo dello spettacolo danzante che andrà in scena domani, alle 16.30, al Kulturni Center “Lojze Bratuž” di Gorizia. Un evento, ospitato come da tradizione su queste scene, che rientra nel cartellone di “Pomeriggi d’inverno”, la stagione firmata del Centro teatro animazione e figure di Gorizia, di cui è direttore artistico Roberto Piaggio. Ecco, allora, un’anticipazione degli organizzatori su quanto si applaudirà: con “Link” «c’è un abbraccio invisibile che ci legherà per sempre, uno spettacolo dell’Allegra Brigata Cinematica che esplora i temi della crescita e dei cambiamenti che questa comporta. Come fanno due felpe a diventare il filo rosso che lega due mondi, in un gioco di vicinanze e lontananze? In “Link” la danza contemporanea si fonde con la contact improvisation, trasformando il vuoto in uno spazio creativo», e ancora, «sul palco due attori-danzatori iniziano in uno stato “embrionale”, senza alcuna divisione: sono simili, quasi come gemelli che si muovono come un solo corpo. Ben presto, però, come avviene in natura, cominciano a danzare tra somiglianze e progressive differenze. Crescono, fino a giungere inevitabilmente al distacco, e ognuno si ritrova ad affrontare il vuoto lasciato dall’altro, cercando e scoprendo nuove risorse dentro di sé per affrontare il mondo». Viene anche ricordato che La dance company Allegra Brigata Cinematica con questo spettacolo «vuole sottolineare come il linguaggio della danza possa toccare corde profonde, restando allo stesso tempo accessibile a tutti».


Va anche sottolineato che coreografia e danza di “Link” sono a cura di Serena Marossi e Alessandro Nosotti, disegno luci e consulenza musicale sono di Simone Moretti, consulenza drammaturgica di Angelo Facchetti (Teatro Telaio) e Samanta Cinquini. I costumi sono curati da Balaustio, le musiche originali sono di Danielle Griselda, lo sviluppo vocalità di Antonello Cassinotti, la supervisione alla coreografia di Martine Bucci, la cura della produzione e distribuzione di Raffaella Basezzi, con la co-produzione di Festival Danza Estate con il supporto di Trac Centro di residenza teatrale pugliese.
E dopo questo spettacolo di domani, si ricorda che la rassegna Pomeriggi d’inverno proporrà sabato 22 febbraio “Hamelin” che è ispirato alla celebre fiaba del Pifferaio Magico; qui, viene anticipato, «Factory compagnia transadriatica porterà gli spettatori sul palco, esplorando le origini di questa storia sospesa tra fiaba e realtà». Infine, il sipario calerà sulla stagione sabato 8 marzo: in scena una co-produzione de Il Teatro del Buratto con il Css Teatro stabile di innovazione del Fvg. Sarà proporsta “La leggenda del Basilisco”, che, come viene ricordato, «narra la storia di un mostro che pietrifica chiunque incroci il suo sguardo, fino al giorno in cui incontra Siro, un bambino che diventa suo amico e cambia il destino di tutti».
Naturalmente, come tradizione, alla fine di ogni spettacolo sarà offerta a tutti una dolce merenda che diventerà «un momento conviviale di scambio e condivisione, un’occasione per trasformare un pomeriggio d’inverno in un magico momento di partecipazione». Ci saranno così le prelibatezze del panificio Iordan e le mele profumate coltivate con prodotti biologici fornite dall’azienda agricola Rigonat. Va infine ricordato che la stagione Pomeriggi d’inverno è sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Fvg, Io sono Fvg, dal Comune di Gorizia, dalla Fondazione Carigo con la collaborazione del Kulturni Center Lojze Bratuž e Go!2025 Nova Gorica-Gorizia. Comunque, per maggiori informazioni e prenotazioni si possono chiamare i numeri 0481.537280 e 335.1753049 o andare su www.ctagorizia.it

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In copertina e all’interno due immagini di “Link” lo spettacolo di danza contemporanea in programma domani.

(Foto Margherita Masè ed E. Magnolini)

E tre! A Udine torna “Open Dialogues” e il Fvg si ritrova al centro dei nuovi scenari geopolitici e degli impatti socioeconomici

È di nuovo il momento di “Open Dialogues for the Future”. Udine torna al centro del dibattito sugli scenari geopolitici internazionali e sui loro impatti socioeconomici. È stata, infatti, presentata ieri la nuova edizione del forum voluto dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine in collaborazione con The European House-Ambrosetti e con la direzione scientifica di Federico Rampini: dopo il successo delle prime due edizioni, nel 2023 e nel 2024, e l’anteprima milanese dello scorso dicembre alla presenza dell’ambasciatrice italiana a Washington Mariangela Zappia, l’evento è pronto ad “andare in scena” giovedì 6 e venerdì 7 marzo prossimi, confermandosi piattaforma di confronto che coinvolge esperti, accademici, leader d’impresa e responsabili istituzionali.


Alla conferenza stampa di lancio sono intervenuti, ospiti in regione dell’assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini, il presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, in videocollegamento da New York il direttore Rampini e Filippo Malinverno di The European House-Ambrosetti, in qualità di coordinatore del programma del forum. Ad aprire i lavori, i saluti dei partner: il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi, il presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini e il prorettore vicario dell’Università di Udine, Andrea Cafarelli. «Il futuro nasce dalla conoscenza e, in tempi particolarmente complessi e di veloce cambiamento come quelli nei quali viviamo, che ci impongono una riflessione concreta e un approfondimento costante rispetto alle dinamiche della geopolitica e della geoeconomia del nostro pianeta, Open dialogues for the future ci fornisce importanti possibilità di confronto. Si configura come un utile e attuale strumento di orientamento, una bussola per la navigazione in una dimensione sociale ed economica che ha un impatto sulla vita di tutti i cittadini, delle istituzioni e della realtà imprenditoriale. Per questo la Regione Friuli Venezia Giulia sostiene questa intensa due-giorni con esperti, accademici, leader di impresa e responsabili istituzionali», ha osservato Bini che ha portato l’adesione della Giunta guidata da Massimiliano Fedriga.
Se il 2024 è stato un anno di grandi elezioni, il 2025 si presenta a sua volta come cruciale per la “messa a terra” dei programmi elettorali, in particolare – ma non solo – di quegli Stati Uniti che proprio a inizio 2025 hanno visto l’insediamento del nuovo governo Trump. Un fatto già di per sé in grado di incidere in modo significativo sulla situazione internazionale e specialmente sui tanti fronti caldi aperti, a partire dal perdurante conflitto in Ucraina fino al più recente e profondamente incerto fronte in Medio Oriente. Non solo: si pensi all’emergere di nuove alleanze e strategie commerciali e alle chiusure (spesso brusche) di rotte e relazioni che apparivano consolidate da decenni, alle nuove potenze economiche che si affacciano sulla scena o ancora a una Germania, storico punto fermo, oggi in difficoltà sulla scia dell’esposizione verso la Cina, e alle conseguenze che si ripercuotono sull’economia italiana e del Fvg in particolare.
Come nelle scorse edizioni, il collegamento con la realtà istituzionale e imprenditoriale locale sarà centrale. Il sistema-regione è infatti da sempre vocato all’export e all’innovazione per competere sui mercati internazionali e in particolare su quegli Stati Uniti che saranno oggetto di un approfondimento specifico, in quanto mercato su cui il Friuli Venezia Giulia sta puntando in questi anni. E la Regione Fvg è infatti uno dei partner di Open Dialogues: assieme a essa, a sostenere il forum della Cciaa Pn-Ud ci sono Comune di Udine e Fondazione Friuli, unite al patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle imprese e del Made in Italy. Quest’anno, Odff vede anche la partecipazione dell’Università di Udine.
GLI INTERVENTI – «Si consolida con il 2025 il nostro Open Dialogues, contando anche sul supporto di Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli, che assieme alla partecipazione dell’Università ci garantiscono una condivisione istituzionale davvero importante: grazie a questa collaborazione, offriremo tutti insieme un evento partecipato e diffuso nel cuore della città di Udine, storicamente crocevia di popoli e culture e con una spiccata apertura verso tutto il mondo. Un luogo ideale per un confronto a più voci tra autorevoli esperti internazionali, analisti e imprenditori, utile ad aiutare tutti noi a leggere e interpretare meglio questa complessa realtà geopolitica e geo-economica globale in cui siamo immersi, con le nostre imprese, le nostre economie e più in generale con le nostre vite», ha affermato Giovanni Da Pozzo, presidente Camera di Commercio Pordenone-Udine.


«L’America di Trump sorprende, sconcerta, spaventa molti europei. La Germania apre un nuovo capitolo politico e di governo. Due conflitti rimangono aperti alle porte dell’Europa. L’uscita della Cina dalla sua crisi rimane incerta. Il Forum Open Dialogues for the future è l’appuntamento ideale per diradare il polverone, uscire dalla modalità del panico permanente, andare in profondità. Il mondo delle imprese, in particolare, ha bisogno di uno sguardo lucido e nervi saldi, per affrontare il nuovo scenario», gli ha fatto eco da New York Federico Rampini.
«In tre anni di attività siamo riusciti, grazie al costante e importante lavoro di tutti i partner dell’iniziativa, a consolidare Open Dialogues come la principale piattaforma in Italia per l’analisi delle dinamiche geoeconomiche e geopolitiche, garantendo un solido legame con il territorio del Friuli-Venezia Giulia e il suo tessuto produttivo, fortemente votato all’export e quindi esposto a shock esogeni di portata storica. Il programma della terza edizione, di alto livello e intensità, ci guiderà ancora una volta in un’analisi approfondita dello scenario globale odierno, sempre più ricco di sfide ma anche di opportunità», ha poi osservato Filippo Malinverno.
«Siamo felici di essere partner di questa iniziativa insolita, insolita perché ci permette di guardare al mondo e proietta la nostra città in uno scenario più ampio. Grazie a tutti i partner: non è scontato riuscire a costruire una collaborazione così ramificata ed è bello essere seduti insieme al tavolo», ha detto invece- Alessandro Venanzi, vicesindaco di Udine, portando il saluto del primo cittadino Felice De Toni.
«A questa iniziativa ci siamo affezionati da subito e si è rivelata immediatamente eccezionale per gli addetti ai lavori, ma è risultata attrattiva per un pubblico più ampio. Sul tema della geopolitica tutti i noi, imprese e cittadini, dobbiamo imparare ad accorciare le distanze, perché la velocità delle ricadute è oggi estrema, ricadute che ci troviamo nei bilanci delle nostre aziende e nelle famiglie. Dunque questa iniziativa ha anche un importante valore sociale», ha quindi sottolineato Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli. Gli ha fatto seguito Andrea Cafarelli, prorettore Università di Udine: «Abbiamo accolto senza esitazione la chiamata alla collaborazione del presidente Da Pozzo per Odff, che affronta temi di frontiera di grande attualità. Un’iniziativa che ha già fatto il suo rodaggio e si proietta nel futuro come evento stabile e di grande importanza nel suo rivolgersi in particolare ai giovani e soprattutto agli studenti, che coinvolgeremo direttamente».
Infine, la Regione Fvg. «Il programma di Open Dialogues è strategico e non solo per le imprese e questo territorio. Il Fvg è crocevia d’Europa e regione votata all’export, Germania e Usa in primis, su cui continueremo a puntare per lo sviluppo della nostra economia. Personalmente, pur essendo un europeista convinto, sono anche critico nei confronti delle non-politiche industriali che l’Europa sta mettendo in piedi. Quello che mi preoccupa è una certa timidezza da parte dei vertici europei ad affrontare seriamente temi della competitività del continente, che influenzano fortemente il nostro Paese. Sarà dunque interessante ascoltare i dibattiti che Open Dialogues propone, perché ci portano al centro degli eventi in cui tutti siamo coinvolti in prima persona», ha affermato l’assessore alle attività produttive, Sergio Emidio Bini.

LA STRUTTURA – “Open Dialogues for The Future” si articola su due giornate suddivise ciascuna in due moduli (mattina e pomeriggio), ognuno in una sede diversa, sempre nel centro città, con più panel costruiti a seconda dei temi trattati. Il primo giorno è dedicato ad introdurre “il mondo che cambia: scenario geopolitico fra due guerre e tre continenti”, mentre in pomeriggio lo scenario geo-economico sarà al centro dei dibattiti, concentrandosi anche in particolare sulla situazione di Italia, Francia e Germania e con un videocollegamento con l’ex direttore della Cia David Petreus. La seconda mattinata sarà concentrata a comprendere meglio gli Stati Uniti, fra strategie internazionali e dinamiche interne della superpotenza americana, con un focus sui rapporti economici tra Nord America e Friuli Venezia Giulia, mentre il pomeriggio conclusivo sarà come sempre dedicato ai giovani, con un dibattito che porrà al centro le opportunità date dall’innovazione e dall’iniziativa imprenditoriale.

I LUOGHI – Oltre alla sede della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, la terza edizione si apre nuovamente agli attori della vita economica e sociale della città, grazie alla collaborazione dei partner istituzionali. Pertanto, per il 2025, il sipario si alzerà giovedì 6 mattina nella Chiesa di san Francesco, attigua alla sede camerale, e quindi il forum proseguirà giovedì 6 pomeriggio nella sede storica della Fondazione Friuli. La mattina della seconda giornata si terrà invece proprio in Cciaa, in sala Valduga (piazza Venerio), mentre l’evento conclusivo del venerdì 7 pomeriggio sarà a poca distanza, all’Auditorium Sgorlon dell’Università di Udine, in via Margreth.

I panel di Open Dialogues for The Future saranno a ingresso libero su prenotazione, che andrà effettuata tramite modulo online dal sito www.opendialogues.eu, sito ufficiale della manifestazione, dove sarà disponibile il programma aggiornato in tempo reale e da dove si potranno anche vedere in streaming le dirette dei dibattiti.
È possibile seguire l’evento sui social network attraverso l’hashtag dedicato #Odff2025 e sui seguenti canali:
Camera di Commercio di Pordenone-Udine: UP! Economia – YouTube, Instagram, Facebook, e LinkedIn
The European House-Ambrosetti: X e LinkedIn

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo con l’assessore regionale Sergio Emidio Bini e in collegamento il direttore scientifico Federico Rampini; all’interno, tutti i partecipanti alla presentazione di “Open Dialogues”, il saluto del leader camerale e altre due immagini dell’incontro.

Turismo, Grado terzo polo in Fvg con 1,4 milioni di presenze. Il prossimo anno attesi Vigili del fuoco da tutto il mondo. Regione: saremo sempre al vostro fianco

«Ho voluto incontrare il sindaco di Grado per fare il punto sulle numerose progettualità che vedono coinvolti la Regione e il Comune per lo sviluppo dell’offerta turistica. Grado rappresenta la terza località più visitata in Friuli Venezia Giulia e, soltanto nel 2024, ha raggiunto quota 1,4 milioni di presenze turistiche. Per la Regione è dunque strategico collaborare con l’Amministrazione, Grado impianti turistici, il Cconsorzio di promozione turistica e tutti gli operatori locali per la crescita dei servizi, anche in un’ottica di destagionalizzazione».

L’assessore Sergio Emidio Bini…

… e il sindaco Giuseppe Corbatto.

A dichiararlo è stato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, a margine di un incontro con il primo cittadino, Giuseppe Corbatto, e il vicesindaco e assessore al Turismo, Greta Reverdito. Al centro dell’incontro la pianificazione della prossima stagione estiva. «La Regione – ha rimarcato l’esponente della Giunta Fedriga – non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alle iniziative rivolte ai turisti che ogni anno si svolgono nell’Isola del Sole, anche grazie all’importante lavoro di comunicazione e promozione della destinazione svolto da PromoTurismoFvg. Per il futuro, riteniamo strategico collaborare e mettere a fattor comune risorse e competenze per accrescere ulteriormente la qualità dell’intrattenimento, dei servizi e dell’offerta ai visitatori».
Nell’occasione, è stato anche ricordato l’importante evento che vedrà Grado protagonista nel 2026 e per il quale la Regione Fvg ha ribadito il proprio sostegno: il venticinquesimo raduno internazionale dei Vigili del fuoco, che si prevede porterà nella località marittima 10mila persone e 400 veicoli provenienti da tutto il mondo, dal 14 al 17 maggio. «La scelta di Grado per questo grande evento – ha concluso Bini – testimonia la riconoscibilità internazionale che la nostra regione può finalmente vantare, segno di un cambio di passo nella reputazione e nell’attrattività del nostro territorio».

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In copertina, ecco una suggestiva panoramica di Grado vista dall’alto.

“Bici è sostenibilità”, al via a Turriaco nel giorno di San Valentino il progetto Le ciclabili della musica sfogliando una storia lunga 150 anni che ci cambiò la vita

di Mariarosa Rigotti

Al via domani, giorno di San Valentino, il primo appuntamento nell’ambito del festival intitolato “Bici è sostenibilità”, che è promosso dal Comune di Turriaco, con il sostegno del Gect – Euregio, nell’ambito del progetto “Le ciclabili della musica” ed è organizzato e curato dall’associazione Culturaglobale. Da sottolineare che tutti gli eventi sono a ingresso libero e senza prenotazione.
«La bicicletta è il cuore di questa rassegna – anticipa così il direttore artistico Renzo Furlano -. Un mezzo pratico, ecologico e particolarmente significativo per questo territorio, attraversato da una rete di percorsi ciclabili di grande valore naturalistico». E aggiunge: «In sintonia con l’amministrazione comunale, ho ideato un programma che include presentazioni di libri, una mostra fotografica, una lettura scenica e un incontro sui dialoghi con la storia».


Così, l’evento inaugurale di domani vedrà protagonista il libro “Storia sociale della bicicletta” (edizioni Il Mulino), scritto dallo storico e saggista Stefano Pivato, già rettore dell’Università di Urbino. A dialogare con lo scrittore sarà Maurizio Zorba, docente di Scienze motorie e sportive. E, così, citando l’autore del volume: «La bicicletta ha 150 anni e non li dimostra; è stata strumento di svago e di lavoro, simbolo di libertà e cambiamento. Ha accompagnato l’umanità nell’era della modernità industriale, trasformando lo stile di vita di uomini e donne. Ma la sua storia non è stata priva di ostacoli: all’inizio fu vista come una minaccia alla pudicizia femminile, alla dignità dei sacerdoti, ai quali ne fu proibito l’uso, e persino come un incentivo alla criminalità. Ha attraversato le vicende del Novecento, dalla guerra alla Resistenza, dalle imprese di Coppi e Bartali fino ai giorni nostri, affermandosi come icona della mobilità sostenibile e della sensibilità ambientalista». Quanto a Stefano Pivato, va anche evidenziato che è professore emerito Uniurb, direttore del Centro sammarinese di studi storici della Università di San Marino e componente del Comitato scientifico dell’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano; inoltre, collabora con Rai Storia.


Passando, invece, a sabato 15 febbraio, va detto che, alle 11, sarà inaugurata la mostra “Bici è poesia”, un’esposizione fotografica di Lucio Ulian. E, allora, ecco un’anticipazione dello stesso autore: «Attraverso la fotografia cerco emozioni, sentimenti, passione o pura bellezza; in questi scatti la bicicletta diventa un simbolo: nata per la locomozione, ha assunto nel tempo molteplici significati. Anche quando si pedala in gruppo, ognuno è solo con la propria fatica, i propri pensieri, la propria gioia e la propria tristezza. Il viaggio si fa così duplice: ci porta verso luoghi fisici, ma anche dentro di noi, nei territori delle emozioni e dello spirito». Va ricordato che la rassegna potrà essere visitata da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 13; inoltre, il lunedì e mercoledì anche dalle 15 alle 18.30.
Da aggiungere, infine, che Lucio Ulian è nato a Gorizia e vive a San Dorligo della Valle-Dolina. Viene ricordato che «ha iniziato a fotografare partendo dalle emozioni e dalla ricerca delle più disparate angolazioni per guardare e osservare le cose. Il suo è un vero e proprio desiderio di comunicare e, grazie a questo desiderio, sono tanti gli scatti fatti nel tempo e anche diverse le mostre fotografiche che ha realizzato».

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In copertina e all’interno ecco tre belle illustrazioni di biciclette storiche.

Grotte preistoriche patrimonio da valorizzare in Fvg: presentato un volume a Udine in occasione del “Darwin Day”

«Nel giorno del “Darwin Day” è importante dedicare un approfondimento alle grotte preistoriche del Friuli Venezia Giulia: nel 2023 sono state accatastate 231 nuove cavità e 755 aggiornamenti di cavità già conosciute. In termini di database, nel 2023, sono stati inseriti 25.177 nuovi dati: a questi numeri vanno aggiunti ulteriori inserimenti elaborati nel corso di progetti come quello che viene presentato oggi nel volume a cura della Regione. Lavori di questa natura sono preziosi e portano lustro alla nostra regione e alle sue meraviglie». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente, Fabio Scoccimarro, in un videomessaggio trasmesso in occasione della presentazione del volume “Grotte preistoriche del Friuli Venezia Giulia”, avvenuta ieri al Museo di Storia Naturale di Udine e parte del programma “Dall’acqua alla terra” che fino al 23 marzo onoreranno il Darwin Day.

Il progetto inerente le grotte preistoriche ha visto la collaborazione fra Servizio geologico della Regione Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Trieste, i Musei scientifici e archeologici di Trieste e di Udine, la Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, gruppi ed associazioni speleologiche della regione e ha portato all’implementazione del Catasto speleologico regionale (Csr) con i dati sulle grotte di interesse archeologico e paleontologico della nostra regione.
«L’incontro con la ricca banca dati del Catasto ragionato informatico delle grotte archeologiche (Criga) ha permesso di avere a disposizione un patrimonio di dati archeologici che fondano le loro radici nel lavoro di generazioni di appassionati, esploratori e studiosi», ha notato l’esponente della Giunta Fedriga. Scoccimarro ha evidenziato l’importanza della ricerca speleologica in regione, ricordando anche il suo aspetto divulgativo visto che «il progetto include itinerari di facile accesso per guidare i visitatori alla scoperta delle grotte preistoriche e dei musei che conservano i reperti, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione di questo straordinario patrimonio regionale».
Il volume a cura di Franco Cucchi, Manuela Montagnari Kokelj, Giuseppe Muscio, Paola Visentini e Luca Zini è stato presentato alla presenza degli autori, tra cui appunto la responsabile del Museo, Paola Visentini, con interventi di Massimo Zanetti per il Servizio geologico della Direzione centrale Difesa dell’ambiente della Regione Fvg, di Andrea Pessina, segretario regionale del MiC per il Friuli Venezia Giulia e di Franco Bernardini, ricercatore dell’Università di Venezia attualmente impegnato in uno studio sul Carso triestino.

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In copertina, l’interno dell’Abisso di Vigant sopra Nimis; all’interno, due immagini della Buse dai Corvaz (e la maestosa apertura dell’Abisso) nello stesso Comune e il Foran di Landri nel territorio di Torreano.

Piacevolmente Carso, domenica invito alla scoperta di Muggia Vecchia

er “Piacevolmente Carso”, la cooperativa Curiosi di natura propone un’uscita fuori calendario, adatta a tutti: domenica 16 febbraio, dalle 9.30 alle 13, visita guidata alla scoperta archeologica di Muggia Vecchia. Con il geo-archeologo professor Paolo Paronuzzi si andrà a conoscere un importante sito del territorio: l’area archeologica, l’abitato medioevale, la basilica e l’antico castelliere.
il sito è su un colle di arenaria, abitato fin dalla protostoria, quando l’altura fu terrazzata e cinta dalle grandi mura del castelliere. Divenne poi un insediamento in epoca romana, e un abitato fiorente nel Medioevo. Visita con scorci panoramici sul mare e l’Istria.
Ritrovo alle 9.10 al parcheggio del Santuario di Muggia Vecchia (raggiungibile da Trieste con il bus n. 20 e poi – da Muggia – con il bus 27). E’ richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Costi: interi € 10; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Altre informazioni su www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di Aitr (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’Ures-Sdgz (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i Git (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, splendida inquadratura da Muggia Vecchia sul Golfo di Trieste; all’interno, una visita guidata con il professor Paronuzzi e un suggestivo panorama sulle alture carsiche.