Piacevolmente Carso, domenica si va alla scoperta archeologica di Muggia Vecchia

Per “Piacevolmente Carso”, la cooperativa Curiosi di natura ripropone un’uscita fuori calendario, adatta a tutti: domenica 9 marzo, dalle 9.30 alle 13, visita guidata alla scoperta archeologica di Muggia Vecchia. Con il geo-archeologo Paolo Paronuzzi si andrà a conoscere un importante sito del territorio: l’Area archeologica, l’Abitato medioevale, la Basilica e l’antico Castelliere.
Il sito è su un colle di arenaria, abitato fin dalla protostoria, quando l’altura fu terrazzata e cinta dalle grandi mura del castelliere. Divenne poi un insediamento in epoca romana, e un abitato fiorente nel Medioevo. Visita con scorci panoramici sul mare e l’Istria. Ritrovo alle 9.10 al parcheggio del Santuario di Muggia Vecchia (raggiungibile da Trieste con il bus n. 20 e poi – da Muggia – con il bus 27). E’ richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Costi: interi € 10; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Altre informazioni su www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.


“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, l’antica Basilica-Santuario di Muggia Vecchia e all’interno il panorama che si può ammirare da lassù.

Comuni friulanofoni, Aclif ha dieci anni e con Santa Maria la Longa sale a quota 150

L’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana raggiunge ufficialmente quota 150 Comuni aderenti: è avvenuta, infatti, venerdì scorso la cerimonia di consegna della fascia tricolore con il simbolo dell’Assemblea a Fabio Pettenà, sindaco di Santa Maria La Longa. A consegnarla il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif, che ha riunito nel palazzo Mauroner a Tissano il direttivo dell’Assemblea per presentare il programma del 2025. Presenti anche amministratori di altri Comuni della zona già membri di Aclif, come il vicesindaco di Pavia di Udine Elena Fabbro e l’assessore di Manzano Lorenzo Alessio, nonché una rappresentanza del consiglio comunale di casa e delle associazioni locali.

«Un’atmosfera davvero positiva – ha commentato Sergon – in cui abbiamo potuto toccare con mano l’entusiasmo degli amici di Santa Maria La Longa di diventare parte della nostra Assemblea di Comunità. Grazie al sindaco Pettenà per la calorosa accoglienza. Davvero preziosa anche la presenza degli altri amministratori dei Comuni limitrofi, a testimoniare come il nostro sia sempre un lavoro di squadra che unisce realtà vicine e lontane».
Come è noto, l’Aclif riunisce Comuni friulanofoni in cui è storicamente parlata la “marilenghe” nelle regioni Friuli Venezia Giulia e del Veneto (mandamento portogruarese). In questo 2025, tra l’altro, compie 10 anni dalla sua istituzione. «La riunione del direttivo – ha aggiunto il presidente Sergon – è stata come un “calcio d’inizio” per le varie attività che abbiamo in programma quest’anno: dall’impegno per avere più lingua friulana in Rai al proseguimento del cammino di valorizzazione del lavoro dei Consigli comunali dei Ragazzi, fino alle iniziative di sostegno al programma di Go!2025 Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura. Linee programmatiche che andremo a concretizzare coinvolgendo tutti e 150 i nostri Comuni aderenti».

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In copertina e all’interno il sindaco di Santa Maria la Longa con il direttivo di Aclif.

Nimis ha il sindaco e domenica tutti l’hanno applaudito, ma era uno scherzo di Carnevale. Dopo la sfilata, stasera l’attesa estrazione della ricca lotteria

di Giuseppe Longo

NIMIS – Ma chi ha detto che a Nimis non c’è il sindaco? E che bisogna aspettare le elezioni del 13 aprile per poterlo riavere? Tutti, invece, l’hanno visto e applaudito domenica pomeriggio. Ma si è trattato, ovviamente, di uno scherzo di Carnevale. Perché quel “primo cittadino” sul palco, con fascia tricolore volutamente indossata in modo errato, era Antonella Bozzato che ha presentato anche quest’anno, con la verve che le è riconosciuta, tutti i gruppi – provenienti anche dall’estero, Slovenia e Croazia, ma anche dalla più lontana Ungheria – che hanno partecipato alla bellissima sfilata, momento clou del “Carnevâl a Nimis” che questa sera, martedì grasso – in friulano “Carnevalon” -, giungerà alla sua conclusione con una serata senza freni sotto il maxi-tendone di piazza 29 Settembre, che avrà quale prologo l’estrazione, alle 20.30, della ricca lotteria che offre anche quest’anno quale primo premio l’ambitissima autovettura da settimane in bella mostra davanti al Duomo. Poi, via alla musica e ai balli in maschera fino alle ore piccole, perché da domani si cambia: per chi crede, ci sono Le Ceneri!

Favorita da un tempo veramente splendido, da inizio primavera, la sfilata di domenica pomeriggio ha richiamato, come era prevedibile, un folto pubblico che ha applaudito tutti i protagonisti, esprimendo attraverso i social i propri consensi. La Pro Nimis, guidata da Mario Srebotuyak e dal giovanissimo Davide Michelizza, ha colto quindi nel segno e si avvia ad archiviare questa edizione del Carnevale post-Covid come indubbiamente la migliore e che segna un rilancio in grande stile della manifestazione, a buon diritto la principale fra quelle organizzate ogni anno, per cui merita adeguato sostegno e valorizzazione da parte del sindaco – quello vero! – e della amministrazione che usciranno dalle urne alle Palme. E che dovranno prendere il posto del commissario Giuseppe Mareschi, da poco meno di un anno alla guida del Comune.
Per ora, come detto, in un clima scherzoso tipico di questa festa scanzonata e irriverente, tutti si sono accontentati del “sindaco Bozzato” e della sua “giunta” formata da alcuni degli ex primi cittadini – Gloria Bressani, Danilo Gervasi e Renato Picogna, oltre a chi scrive -, i quali hanno dato vita alla giuria assieme al “segretario” (Giordano Berra) e al consigliere regionale Edy Morandini (questo veramente in carica!), che ha avuto il compito non facile di attribuire i premi. Anche se per quello speciale, che attribuisce la maschera tradizionale del “Tomat”, non ci sono stati dubbi: destinataria la benemerita associazione Maglia Nera, non solo per la brillante rappresentazione in “chiave” enologica del suo operare, ma anche e soprattutto per il prezioso lavoro che fa a beneficio del territorio montano con la manutenzione dei suggestivi sentieri percorsi sempre più spesso dalle mountain bike.

Ma, poi, come non attribuire il premio della Satira al gruppo di Ramandolo con la graffiante interpretazione di “Ocjo e patente”, in seguito all’appesantimento delle sanzioni per chi si trova alla guida dopo aver brindato in osteria. Premio Coreografia, invece, alla Carica dei 160 con i suoi bellissimi costumi a “pois”, come dire la Banda di Vergnacco, sempre affezionata al Carnevale di Nimis. E premio Fantasia, invece, al gruppo locale del Mocio, attento nell’assicurare una vita nell’igiene personale e collettiva. Infine, il gruppo premiato dai social con i voti espressi sul profilo della Pro Loco: ha vinto il frizzante Mc Donald presentato dai volontari di Ora Nimis.
Questi, dunque, i premi principali, quelli che da decenni caratterizzano la sfilata di Nimis. Ma riconoscimenti ci sono stati per tutti i gruppi, a cominciare da quelli arrivati appunto da lontano (Slovenia, Croazia e Ungheria), ma anche a quelli espressi dai più piccoli del paese, come i bambini dell’Asilo parrocchiale e della seconda elementare. Oltre che ai bravissimi sbandieratori di Spilimbergo, alla Banda di Cassacco e agli effervescenti “Splumats” che poi hanno continuato a suonare con goliardia anche sotto il tendone. Dove questa sera ci sarà, appunto, il gran finale. A proposito, a chi andrà la Panda? Lo sapremo fra poche ore.

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In copertina, il “sindaco” Antonella Bozzato mostra il Tomat, il premio speciale della sfilata; all’interno, tutti i premiati: Maglia Nera,  “Ocjo e patente” di Ramandolo, Carica dei 160 di Vergnacco, Mocio e Mc Donald. Oltre a tutti gli altri gruppi assieme ai tre stranieri.

Sanità privata in Fvg, una schiarita con la Regione: “Siamo pronti a congelare il ricorso al Tar e a riattivare le prestazioni”

Importante schiarita nel mondo della sanità privata. Le associazioni di categoria delle Strutture sanitarie accreditate regionali (Aiop, Anisap e Assosalute) sono, infatti, disponibili a lavorare a fianco alla Regione Fvg e a riattivare al momento le prenotazioni sospese. Questo perché l’amministrazione regionale ha manifestato la volontà di proseguire fattivamente un tavolo di lavoro, già convocato per venerdì prossimo, al fine di trovare una soluzione alle criticità del nuovo tariffario che impatta su numerose prestazioni sanitarie.


Dopo l’incontro avvenuto durante il fine settimana tra i vertici regionali e quelli di Aiop, Anisap e Assosalute, le associazioni hanno deciso di sospendere temporaneamente il deposito dell’istanza per la fissazione dell’udienza al Tar, senza la quale il ricorso non può essere deciso. Inoltre, hanno deciso di riaprire le prenotazioni, certi che la Regione troverà metodi e soluzioni per lavorare insieme e risolvere le numerose criticità.
«La priorità – sottolineano i rappresentanti delle tre associazioni – è salvaguardare la continuità del servizio e la salute dei cittadini. Avere un tavolo di lavoro significa poter contare su uno spazio di confronto reale, fattivo e costante dove si lavora a concretamente per arrivare a soluzioni condivise e sostenibili. Vanno ascoltati soprattutto i timori delle strutture sanitarie mono o bi-specialistiche: basti pensare, per esempio, alle cliniche che fanno esclusivamente radiologia o riabilitazione, le specialità più coinvolte dall’abbassamento delle tariffe, che si trovano in un momento di grandissima difficoltà. Nell’ultima settimana, i pazienti e gli utenti hanno chiamato allarmati i nostri centralini e hanno inondato di commenti, richieste e dubbi i nostri siti web e i profili social: il nostro impegno è per loro e, naturalmente, per tutta la forza lavoro coinvolta».
Alla Regione Fvg le strutture private accreditate chiedono anche di definire, possibilmente entro la fine di marzo, il nuovo accordo triennale regionale per avere una prospettiva unitaria del proprio ruolo all’interno della programmazione sanitaria. Il 25 febbraio, infatti, le Associazioni di categoria del privato accreditato regionale avevano depositato il ricorso al Tar contro alcune delle nuove tariffe sanitarie in vigore dal 29 dicembre scorso e avevano unitariamente deciso di sospendere, a partire da sabato primo marzo, le prenotazioni in regime di convenzione con il SSR (servizio sanitario regionale) delle prestazioni che sono state oggetto di una drastica diminuzione del rimborso (come RX, TC, Risonanza Magnetica, riabilitazione ecc,). Tali nuove tariffe, infatti, ferme da 20 anni e caratterizzate da una riduzione del rimborso compresa tra il 20% ed il 60% con il recepimento del nuovo tariffario, rendono insostenibili – secondo le tre associazioni – i costi di erogazione.

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In copertina e all’interno un’accettazione e un impianto radiologico in una struttura sanitaria privata del Friuli Venezia Giulia.

Conto alla rovescia per Open Dialogues, intanto Udine si veste con i suoi colori

Una rete a fili intrecciati rossi e blu: è quella degli scambi, dei confronti e delle conversazioni di Open Dialogues for the Future 2025, tutti racchiusi nel logo rinnovato per la terza edizione, che sta cominciando a popolare il cuore di Udine sotto forma di grandi totem nelle principali piazze, qr e adesivi indicatori sulle vie del centro. È pronto dunque a rendere di nuovo Udine protagonista del dibattito sulla geopolitica e l’economia l’evento voluto dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine in collaborazione con The European House–Ambrosetti, in programma giovedì 6 e venerdì 7 marzo con la direzione scientifica di Federico Rampini.


Quattro le sedi in cui si terranno i dibattiti quest’anno e che sono già allestite con le insegne della nuova edizione: la Camera di Commercio in piazza Venerio e l’attigua Chiesa di San Francesco, il prezioso palazzo della Fondazione Friuli e la “new entry”, cioè l’Auditorium Sgorlon dell’Università di Udine. Al fianco della Camera di Commercio, c’è infatti il sostegno anche di partner come Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli, la collaborazione dell’Ateneo udinese e il patrocinio del Ministero delle imprese e Made in Italy e Unioncamere.
Odff è una piattaforma di confronto che coinvolge esperti, accademici, leader d’impresa e responsabili istituzionali, per promuovere una migliore comprensione di una serie di eventi che stanno rendendo particolarmente complessi questi ultimi anni in tutto il mondo.
L’iniziativa si articola su due giornate suddivise ciascuna in due moduli (mattina e pomeriggio), ognuno in una sede diversa. L’apertura, giovedì 6 mattina, nella Chiesa di San Francesco (ingresso da Largo Ospedale vecchio), è dedicata ad introdurre “il mondo che cambia: scenario geopolitico fra due guerre e tre continenti”, mentre in pomeriggio (nella sede della Fondazione Friuli in via Gemona) lo scenario geo-economico sarà al centro dei dibattiti, concentrandosi anche in particolare sulla situazione di Italia, Francia e Germania e con una videointervista registrata in questi giorni appositamente per Open Dialogues con l’ex direttore della Cia David Petreus. La seconda mattinata, nella sede camerale di piazza Venerio, sarà concentrata a comprendere meglio gli Stati Uniti, fra strategie internazionali e dinamiche interne della superpotenza americana, con un focus sui rapporti economici tra Nord America e Friuli Venezia Giulia, mentre il pomeriggio conclusivo, nell’Auditorium Sgorlon di via Margreth, sarà come sempre dedicato ai giovani, con un dibattito che porrà al centro le opportunità date dall’innovazione e dall’iniziativa imprenditoriale.

Media partner dell’evento 2025 sono Corriere della Sera, Gruppo Nem, Rai Fvg e Ansa Fvg.
I panel di Open Dialogues for The Future saranno a ingresso libero su prenotazione da fare necessariamente tramite modulo online, anche se si sta già andando verso il sold out dei posti in presenza. Per chi non dovesse riuscire a prenotare un posto in sala, c’è sempre a disposizione la diretta streaming, che sarà trasmessa per tutti i panel in programma dal canale YouTube della Camera di Commercio o direttamente dal sito ufficiale dell’evento, www.opendialogues.eu nella sezione Diretta del menù principale.
Sul sito è sempre disponibile il programma aggiornato in tempo reale e per raccontare l’evento sui social network attraverso si potrà usare l’hashtag dedicato #Odff2025.
I canali ufficiali sui cui si parlerà dell’evento sono questi:
Camera di Commercio di Pordenone-Udine: UP! Economia – YouTube, Instagram, Facebook, e LinkedIn
The European House-Ambrosetti: X e LinkedIn

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In copertina e all’interno i totem di Open Dialogues in piazza Matteotti (San Giacomo), davanti alla Camera di Commercio e al palazzo municipale.

Sanità Pordenone, il grazie della Fimmg al dottor Massimo Crapis in partenza per Ferrara e il benvenuto a Sergio Venturini

La Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale – maggiore sindacato del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti) attraverso la sua sezione di Pordenone ha desiderato ringraziare di cuore il dottor Massimo Crapis, direttore dell’Infettivologia dell’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone e punto di riferimento per il settore di tutta l’Azienda sanitaria del Friuli occidentale. Crapis è, infatti, in procinto di passare alla guida dell’Infettivologia dell’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara.
«Un grande ringraziamento – dichiara il segretario regionale Fimmg, dottor Fernando Agrusti che è anche a capo della sezione di Pordenone del sindacato – al dottor Crapis per questi anni in cui ha avuto una grande collaborazione con noi medici di medicina generale e una costante attenzione per il territorio e la sua popolazione. Incontri proficui, un continuo scambio di informazioni e aggiornamenti, un lavoro fianco a fianco davvero prezioso: questo e molto altro lascia all’Azienda sanitaria del Friuli occidentale. Come medici della Fimmg gli siamo grati non solo per il periodo dell’emergenza sanitaria del Covid-19, in cui abbiamo collaborato a stretto contatto, ma anche per altri importanti risultati raggiunti insieme, come quello dell’utilizzo corretto degli antibiotici, con un cammino che ha visto la nostra Azienda arrivare a una riduzione del loro utilizzo in situazioni che non li necessitano, contrastando così l’antibiotico-resistenza. Al dottor Crapis un augurio per il nuovo incarico a Ferrara e al dottor Sergio Venturini, con il quale c’è già una proficua collaborazione e che ne prenderà il posto a Pordenone, le nostre congratulazioni e la disponibilità a continuare questo rapporto sinergico indispensabile per il benessere del nostro territorio».

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In copertina, il dottor Fernando Agrusti segretario regionale Fimmg.

A Casarsa della Delizia domani il ricordo dei bombardamenti alleati di 80 anni fa

«La stazione di Castiglione [Casarsa] non distava in linea d’aria che un chilometro e mezzo: Il bombardamento, di quattro ondate successive, durò circa un quarto d’ora. Poi gli apparecchi si allontanarono, si vide a poco a poco spegnersi l’accecante lume dell’esterno, e ci decidemmo finalmente a uscire dalla stalla, mentre gli ultimi razzi rosseggiavano per i campi. Il mondo attorno pareva sconvolto. Ma nulla, prima e ora, era paragonabile allo spettacolo che ci comparve davanti agli occhi, quando, saliti sul fienile, aprimmo la finestra che dava a settentrione, verso Castiglione. Un muro di fiamme occupava l’orizzonte per quanto era lungo il paese. Tutto il cielo e la pianura erano riverberati da quell’incendio rosso cupo, tempestoso come il mare». Con queste parole Pier Paolo Pasolini – che da qualche mese era sfollato a Versuta con la madre Susanna – descrive nelle pagine del suo romanzo “Atti impuri” il terribile bombardamento notturno che domenica 4 marzo 1945 sconvolse il paese di Casarsa provocando diciotto vittime civili, quattro delle quali erano dei bambini.
A 80 anni da quel tragico evento, l’amministrazione comunale della Città di Casarsa della Delizia ha inteso ricordare tutte le ventisei vittime dei bombardamenti aerei alleati che si sono succeduti fra l’aprile del 1944 e l’aprile del 1945 colpendo il paese e il vicino ponte sul Tagliamento. Così, domani 1 marzo, alle ore 11, nel cimitero di Casarsa alla presenza del sindaco Claudio Colussi e delle autorità civili, religiose e militari verrà inaugurato il memoriale dedicato a tutte le vittime civili realizzato dall’artista Massimo Poldelmengo ispirato alla poesia di Pier Paolo Pasolini “A planzin lì vis” (Piangono le viti) che il poeta compose in ricordo dei morti di quel tragico bombardamento che avvenne soli due mesi prima dalla fine della guerra.
Martedi 4 marzo, invece, sarà deposto un mazzo di fiori al Monumento dei Caduti (che riporta i nomi delle vittime) in piazza Cavour e alle ore 18 sarà celebrata la Messa in loro suffragio nella Chiesa parrocchiale. Alle 20.30, nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich, seguirà una rievocazione di quell’evento dal titolo “La guerra dal cielo. Bombardamenti aerei alleati 1944-1945” con la lettura scenica del Diario del bombardamento aereo del 4 marzo 1945 scritto da Ermes Colussi “Pagura” all’indomani dei fatti, a cura di Anellina Colussi e Roberto Colussi. La lettura verrà accompagnata dalle fotografie d’epoca raccolte dal Circolo fotografico F64 provenienti dall’archivi di Elio Ciol, Luigi Colussi “Gigion”, Renato Lena e altri, che testimoniano i gravissimi danni subiti dal patrimonio edilizio del paese, compreso l’amato Glisiùt con i suoi splendidi affreschi rinascimentali del Pordenone e di Pomponio Amalteo. Nell’occasione, grazie alla volontà di Battista Colussi, figlio maggiore di Ermes, verrà presentata la nuova edizione della pubblicazione a cura della Pro Casarsa con il presidente Antonio Tesolin.
Grazie all’intervento di Michele D’Aronco, ricercatore storico aereonautico, autore del fondamentale volume “Ali sull’Alto Friuli. Bombardamenti aerei alleati” verranno presentati per la prima volta testimonianze, documenti, fotografie e filmati relativi ai bombardamenti su Casarsa – nodo ferroviario di primaria importanza – e sul ponte del Tagliamento frutto di ricerche nei maggiori archivi mondiali e in quelli americani e inglesi in particolare. Grazie a queste ricerche si potrà conoscere da quali aeroporti del Sud Italia partivano gli stormi e quali erano le loro destinazioni; dare un nome ai tanti bombardieri e cacciabombardieri americani inglesi e sudafricani che solcavano i cieli del Litorale Adriatico; mettere a fuoco quali erano gli obiettivi strategici delle forze angloamericane nel Nord Italia a partire dall’inizio del 1944.

Saluto introduttivo sul Diario del bombardamento aereo del 4 marzo 1945 scritto da Ermes Colussi “Pagura”

«Il diario di Ermes Colussi è una testimonianza storica di straordinario valore che si è voluto riproporre per ricordare l’80° anniversario degli eventi bellici del 1945. Per chi si accinge a leggere queste pagine va ricordato che siamo a Casarsa della Delizia, nell’ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale. Le bombe piovono dal cielo sul paese spezzando vite e speranze. In mezzo a quel caos, Ermes Colussi prende in mano la penna e decide di raccontare quella realtà crudele. Le sue parole, semplici ma allo stesso tempo toccanti, ci restituiscono la voce di una generazione che ha vissuto sulla propria pelle l’orrore della guerra. Sono pagine, ricche di dolore e di paura ma anche di speranza. Oggi, a distanza di 80 anni da quegli eventi, il suo diario non solo conserva il valore del ricordo, ma assume una straordinaria attualità di fronte a una realtà internazionale segnata da nuovi conflitti e da tensioni crescenti».
Claudio Colussi, sindaco di Casarsa della Delizia
Battista Colussi, ingegnere
Antonio Tesolin, presidente Pro Casarsa della Delizia Aps

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In copertina, un dettaglio del memoriale con la poesia di Pier Paolo Pasolini.

Oggi a Turriaco Massimo Somaglino e le 21 donne della Costituente in Italia

Penultimo appuntamento, a Turriaco, con la rassegna “Bici è sostenibilità. Tra storia e diritti”. Oggi, alle ore 18, nella sala consiliare Nilde Iotti di Turriaco (Piazza Libertà 3), si terrà la lettura scenica dell’attore Massimo Somaglino dal titolo “Lina, Nilde e le altre: le 21 donne della Costituente”.
Qualche info in più… Lina Merlin, Nilde Iotti, Teresa Noce, Rita Montagnana, Angela Maria Guidi, Elisabetta Conci sono alcune delle ventuno donne che il 2 giugno 1946 furono elette ed entrarono a far parte della Assemblea Costituente, che diede vita alla Costituzione Italiana. Quale fu il loro apporto? Da dove venivano? Attraverso quali vie arrivarono sui banchi del Parlamento, nella prima elezione democratica dopo il fascismo? A queste domande cerca di rispondere questo lavoro e attraverso le loro figure l’indagine si allarga a un “prima” e a un “dopo”. La lunga vicenda del voto alle donne, dalle “suffragette” alla “beffa” di Mussolini, fino alle scatenate femministe degli anni ’70 e alle “quote rosa” dei tempi attuali. Qual è la condizione della donna, oggi? Quanto pesa questa condizione nella politica italiana, attualmente al 50° posto nel mondo per presenza femminile? Un’indagine storica e civile che presenta una sola sorpresa: è fatta da un uomo.
Massimo Somaglino è attore e regista teatrale. In alcuni casi (ma di rado e più che altro per necessità) anche autore o cantante o musicista. Della sua carriera ormai quasi trentennale svolta in ambito regionale e nazionale ricorda più volentieri il lavoro come attore con Elio De Capitani e il Teatro dell’Elfo; il connubio con Giuliana Musso, per le regìe di spettacoli di successo come “Nati in casa”, “Sexmachine” e il recente “Tanti saluti”, e il lungo percorso personale di ricerca che lo ha impegnato in produzioni intorno a eventi e personaggi della storia friulana: “Zitto, Menocchio!” sul pensiero eretico del famoso mugnaio valcellinese, “Cercivento”, spettacolo contro le guerre, “Achtung banditi!”, concerto teatrale per la Resistenza, “Indemoniate” sulla vicenda delle donne di Verzegnis, ed altri, tutti realizzati con lo stesso gruppo di lavoro artistico. Ama leggere a voce alta, perché dice che leggere a qualcuno è anche un modo per svelare una parte di sé che altrimenti non riuscirebbe a uscire.
Gli eventi della rassegna “Bici è sostenibilità. Tra storia e diritti” sono promossi dall’Amministrazione comunale di Turriaco con il sostegno del GECT – Euregio, nell’ambito del progetto Le ciclabili della musica, e organizzati dall’associazione Culturaglobale. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e non è richiesta prenotazione.

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In copertina, l’attore Massimo Somaglino che oggi interverrà alle 18 a Turriaco.

Assosalute, Riccobon replica a Riccardi: “La Regione Fvg poteva derogare al ribasso delle tariffe ferme da 20 anni”

«L’assessore regionale alla sanità Riccardi dichiara che i bisogni dei cittadini stanno davanti a tutto e che è il pubblico a dettare regole e tariffe delle prestazioni sanitarie: su questo siamo d’accordo, ma bisogna dire tutta la verità ai cittadini e spiegare loro qual è la situazione reale». Esordisce così il presidente di Assosalute, Claudio Riccobon, in risposta alle parole dell’assessore Riccardo Riccardi pubblicate sulle pagine del Messaggero Veneto e de Il Piccolo che commentava la decisione delle Strutture sanitarie private accreditate regionali di sospendere, a partire da sabato primo marzo, le prenotazioni in regime di convenzione con il SSR (servizio sanitario regionale) di numerose prestazioni.

Claudio Riccobon (Assosalute)

Le tariffe per i privati accreditati – «Le tariffe, ovvero il rimborso che la Regione eroga alle strutture private accreditate per ogni prestazione in convenzione, sono ferme da 20 anni e dal 29 dicembre, per molte prestazioni, le abbiamo viste decurtate con percentuali che vanno dal 20 al 60%. In questi due decenni, però, i privati accreditati hanno dovuto sostenere l’aumento dei costi del personale, dell’energia, dell’assistenza e della manutenzione, dei presìdi da utilizzare e anche tutti quei costi relativi alla mole sempre crescente di adempimenti burocratici ed amministrativi. Noi non chiediamo l’aumento delle tariffe ferme da 20 anni, chiediamo solo che siano mantenute e non decurtate. Decidere di applicare i ribassi, invece, è un atto scollegato dalla realtà e ben lontano da fare gli interessi dei cittadini».

La Regione Fvg poteva derogare all’applicazione delle nuove tariffe – «La nostra Regione è autonoma nella gestione della spesa sanitaria; quindi, può derogare dal nuovo tariffario in libertà. Il vicino Veneto, per esempio, ha prorogato per 3 mesi il vecchio tariffario in attesa di trovare una soluzione comune, mentre la Lombardia ha deciso di non recepirlo. In questi due mesi, dal 29 dicembre, speravamo che l’amministrazione regionale capisse le nostre difficoltà e aprisse un tavolo di lavoro per ascoltare e recepire l’esperienza delle strutture del privato accreditato, l’unico interlocutore a conoscere la reale incidenza dei costi sulle prestazioni in quanto l’unico ad essere remunerato a tariffa per le prestazioni erogate. Al contrario, leggiamo sempre nell’intervista citata, il ricatto a prolungare i tempi per il rinnovo dell’accordo triennale scaduto».

Le tariffe nella sanità pubblica – «La remunerazione “a prestazione erogata” avviene solo per il privato accreditato. Il sistema sanitario pubblico viene invece pagato sulla base dei costi storici: tanto hai speso in passato, tanto ti do per il futuro. A questa remunerazione si aggiungono incrementi annuali, finanziamenti speciali per nuove tecnologie, spazi, ammodernamenti che invece il privato accreditato si paga da solo con le tariffe incassate. Se applicassimo la stessa modalità alla sanità pubblica, quanto reggerebbe il sistema?».


I bisogni dei cittadini al centro – «Al privato accreditato viene giustamente chiesto di adeguare investimenti, tecnologie e competenze per garantire un servizio qualitativamente elevato a tutela della cittadinanza. Decidere di abbassare tariffe ferme da 20 anni, invece, significa strozzarlo e togliere valore alla qualità di tutti i profili sanitari perché non si tiene nemmeno conto di una giusta remunerazione dell’attività del fisioterapista, del tecnico di radiologia, dell’infermiere e ancora di più del medico. Se una visita specialistica da mezzora vale 29 euro e il costo orario aziendale del medico è di 65 euro ora, quella prestazione è sottostimata alla base e a quel costo vanno ulteriormente aggiunti i costi per ambulatorio, attrezzature, materiali di consumo, ulteriore personale di supporto, riscaldamento, energia elettrica, ecc.. Condivisa la realtà dei fatti, auspichiamo di essere chiamati ad un tavolo di lavoro per chiarire, approfondire e trovare una soluzione condivisa con la Regione».

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In copertina, una moderna attrezzatura di radiologia; qui sopra, un servizio di accettazione in una struttura privata.

“Piazza Novecento”, disponibili online le mappe interattive di dieci città Fvg. “Altrememorie” invita a Campoformido

Sono online, su www.bottegaerrante.it, le mappe interattive, la linea del tempo e i podcast realizzati da Bottega Errante nell’ambito di “Piazza Novecento”, progetto firmato della stessa associazione culturale e realizzato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. «Siamo arrivati alla tappa finale del progetto – hanno spiegato da Bottega Errante -. Dopo dieci passeggiate in dieci città del Friuli Venezia Giulia (Monfalcone, Venzone, Gorizia, Trieste, Aquileia, Udine, Pordenone, Torviscosa, Cividale, Tolmezzo) – grazie alla consulenza storica del professor Enrico Folisi e agli scatti del fotografo Paolo Brisighelli – abbiamo ora concluso anche la mappa interattiva (una per ogni piazza), e una linea del tempo, che siamo entusiasti di rendere disponibili per tutti sul nostro sito, assieme ai podcast».

MAPPE INTERATTIVE – L’utente, entrando sul sito, accedendo alla pagina dedicata, troverà dieci mappe per le dieci piazze che i cittadini hanno imparato a conoscere grazie a delle passeggiate gratuite condotte da storici, giornalisti e scrittori: guide d’eccezione che li hanno accompagnati, nei mesi scorsi, a visitare le città con gli occhi del Novecento, riscoprendone i luoghi significativi che ne hanno fatto la storia. All’interno di ciascuna tappa sarà possibile consultare foto d’archivio, video, immagini, testi scritti ad hoc dal professor Folisi che sintetizzano alcuni accadimenti avvenuti nella singola location nel secolo passato. Il visitatore potrà muoversi all’interno dello spazio della piazza e fermarsi virtualmente su un palazzo, una fontana, un teatro e consultare contenuti inediti che raccontano le principali vicende storiche e sociali.
LINEA DEL TEMPO – «Con lo stesso principio, ma partendo dalla prospettiva del tempo, a disposizione degli utenti ci sarà anche una linea del tempo interattiva dove, alle singole date chiave del Novecento, saranno associati materiali d’archivio, immagini e video in una sorta di cronologia storica che testimonia come il Friuli Venezia Giulia sia sempre stato al centro di avvenimenti globali», hanno raccontato ancora gli ideatori del progetto.
PODCAST – Nella stessa sezione del sito sarà disponibile anche il podcast “Piazza 900”: in quattro puntate, realizzate in collaborazione con Radio Onde Furlane, e scritte, curate e raccontate da Monica Mosolo, a partire da una piazza simbolica di ciascuno dei capoluoghi del Fvg, attraverso una narrazione più soggettiva, le piazze prenderanno voce, fornendo informazioni storiche ma anche suggestioni, emozioni e punti di osservazione nuovi. Dopo gli appuntamenti di Gorizia, Pordenone e Trieste, l’ultimo sarà a Udine martedì 4 marzo, alle 8.30.
Il progetto è stato realizzato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli; con i contributi di Pro loco Venzone, Caffaro industrie spa, Pro Loco Aquileia; grazie al partenariato dei Comuni di Udine e di Pordenone, dell’Università degli Studi di Udine DIUM, dell’Associazione èStoria, dell’Associazione Tiere Motus; con la collaborazione dei Comuni delle singole città e della casa editrice Bottega Errante Edizioni srl oltre alle sopracitate realtà.

Monica Mosolo

Altrememorie 2025 prosegue con tre nuove restituzioni pubbliche di altrettanti progetti di residenza. Tre punti di vista e di analisi differenti che trovano il loro incontro nella location che ospiterà gli appuntamenti con il pubblico: lo spazio Le(Serre a Campoformido (strada delle Betulle 21/12). Il 2 marzo, alle 11, il duo Scartoni/Donati rifletterà sul rapporto tra individuo e contesto urbano, analizzando come la percezione dello spazio cambi a seconda dello sguardo.
SCARTONI/DONATI – A cura di duepunti in collaborazione con C.A.G. Pozzuolo del Friuli, attraverso l’intermedialità dei linguaggi e la decostruzione di pratiche relazionali, rifletteranno sul rapporto tra individuo e contesto urbano, analizzando come la percezione dello spazio cambi a seconda dello sguardo. Durante la restituzione si assisterà a un momento di confronto sul processo attivato nei luoghi stessi in cui hanno operato e con le persone coinvolte.
MONTESANTO/SORANZIO – Federica Montesanto e Ilaria Soranzio, protagoniste di un’altra residenza curata sempre da duepunti, trasformeranno elementi visivi e simbolici della periferia in strutture grafiche e compositive, tra astrazione e riconoscibilità. Il tutto sarà esposto e raccontato allo spazio Le(Serre il 16 marzo alle 11. La periferia, spesso percepita come margine, si trasformerà, nel loro lavoro, in una piattaforma di indagine dove il linguaggio dell’arte genererà nuove letture e possibilità di appartenenza. Grazie all’incontro tra le pratiche di stampa serigrafica e graphic design, che caratterizzano il lavoro delle due artiste, ci si potrà interrogare sul rapporto tra memoria, segni e stratificazioni visive del territorio.
SUL TORRE – A chiudere l’edizione del 2025 di Altrememorie sarà il lavoro di Giovanni Chiarot e Matteo Carli portato al pubblico il 21 marzo, alle 18, una nuova esposizione. I due artisti si occuperanno di una ricerca a più livelli sul bacino idrografico ed emozionale del fiume Torre, una residenza a cura di Zeroidee APS. Un punto di vista in ascolto di chi il fiume lo abita e lo vive. Attraverso il medium della fotografia, dell’intervista e della cartografia, sarà esposto un processo di ricerca che è ai suoi inizi e che intende crescere e svilupparsi nel tempo. “Sul Torre” è un’attività di indagine artistica multidisciplinare che indaga il fiume con l’obiettivo di restituirne una geografia complessa e stratificata.
Il progetto è realizzato dall’omonima associazione grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Turismo Fvg e Fondazione Friuli e in collaborazione con Zeroidee APS, duepunti APS, Damatrà onlus, Kulturno Izobrazevalno Drustvo PiNa, HEKA, Menti Libere. Info: Facebook, leserre.co

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In copertina, Benito Mussolini a Torviscosa nel 1938; all’interno, piazzale XXVI Luglio nel 1920 a Udine: foto della collezione di Enrico Folisi e Paolo Brisighelli.

Qui sopra, infine, due opere di Altrememorie: crediti di Donati-Scartoni.