Povoletto ha festeggiato Luigino Merluzzi consigliere emerito di Beni Marsure. Dallagnese: preziosa la sua ricerca storica

di Mariarosa Rigotti

POVOLETTO – Luigino Merluzzi è stato nominato consigliere emerito di Beni Marsure “ad infinitum”. Una novità assoluta: infatti, nei 351 anni di storia dell’Ente mai è stato previsto o assegnato a nessuno questo riconoscimento. Una bella sorpresa per il maestro Merluzzi, originario di Magnano in Riviera, ma da tanti anni, di fatto e di sentimento, cittadino di Povoletto. Un significativo premio per quanto da lui fatto per la benemerita Amministrazione, grazie al suo attento impegno e ad una capillare ricerca. Il tutto è avvenuto durante una sentita e calorosa cerimonia e un partecipato momento conviviale, ospitati nel centro giovanile “Amici della solidarietà”, nell’area festeggiamenti del capoluogo. Vi sono intervenuti, tra gli altri, i familiari di Merluzzi, ma anche il sindaco Giuliano Castenetto che ha portato un saluto e il plauso a nome dell’amministrazione comunale, ricordando pure come Merluzzi rappresenti un «esempio incedibile, si è immedesimato nella nostra piccola comunità che è ricca culturalmente».


La bella e partecipata cerimonia, coordinata dal presidente di Beni Marsure Paolo Dallagnese, è stata arricchita da un prezioso video “dedicato a Luigino” di Elio Meroi. E vanno, pertanto, ricordate le motivazioni di questo importante riconoscimento su cui si è soffermato lo stesso Dallagnese, evidenziando, come già detto, la novità assoluta del premio e appunto come «questa cerimonia noi di Beni Marsure l’abbiamo voluta organizzare, a sua insaputa, in onore di Luigino Merluzzi».
E allora il responsabile del benemerito Ente ha evidenziato introducendo le motivazioni del riconoscimento: «Nel Dna di questa Amministrazione importante, direi essenziale, la circolazione delle idee che però poi devono essere concretizzate». E ancora: «Focalizzandoci su quanto conta davvero, abbiamo pensato a Luigino quale figura preziosa per la nostra comunità, una persona che merita tutta la nostra gratitudine. Esempio di correttezza che ha sempre saputo approcciarsi agli interlocutori con disponibilità nel raccontare e quindi offrire tutto il suo bagaglio personale frutto di decenni di ricerche storiche. Un amico, protagonista insostituibile della ricerca storica dei Beni Marsure, di cui per anni è stato anche vicepresidente, portata avanti senza risparmio di energie. Persona di straordinaria disponibilità ed altruismo divulgativo, discreto e generoso, un esempio per le nuove generazioni. Entusiasta e punto di riferimento nel fornire indicazioni sui periodi storici che ci hanno anticipato».
Un impegno fattosi concreto, con il riuscire, dopo il lungo iter ricordato da Dallagnese, a dimostrare che i Beni Marsure «costituiscono un patrimonio di proprietà della popolazione di Povoletto capoluogo e pertanto distinto dai Beni comunali e demaniali». E il «commissario degli Usi civici, dopo attenta visione, nel 2004 firmò il decreto di svincolo dei Beni Marsure. Quella fu la nostra liberazione e da lì parti tutto quello che oggi è sotto gli occhi di tutti». E, ricordando quanto accaduto in questo ventennio, ha affermato: «Un’attenta gestione equilibrata ed espansiva che dal 2005 consenti di intraprendere e sviluppare interessanti opportunità economiche di business senza andare ad indebolire il patrimonio, anzi valorizzandolo». Pertanto, Dallagnese ha sottolineato: «Tutto questo andava ricordato per comprendere la motivazione dell’assegnazione del titolo di consigliere emerito a Luigino Merluzzi da parte dell’Amministrazione Beni Marsure di Povoletto».

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In copertina, il presidente Paolo Dallagnese mentre consegna il riconoscimento a Luigino Merluzzi; all’interno, altre due immagini della festa a Povoletto.

Il folclore del Mondo è pronto a “riabbracciare” il Friuli Venezia Giulia: ecco i cinque festival che animeranno l’estate della nostra regione

Il folclore mondiale è pronto ad “abbracciare” nuovamente il Friuli Venezia Giulia, in una carrellata di ben cinque festival internazionali che con centinaia di performers, provenienti da una ventina di Paesi, ravviveranno l’estate in numerose località del territorio regionale. Debutto il 17 luglio, sipario il 31 agosto: la ricchissima stagione 2025 del ciclo di eventi coordinati dall’Unione Gruppi Folcloristici Fvg è stata presentata nella sede udinese della Regione Fvg che sostiene la rassegna. A illustrare nel dettaglio i programmi delle singole manifestazioni, dopo l’introduzione del presidente di Ugf Claudio Degano, sono stati gli organizzatori di ciascuna; presenti pure rappresentanze delle tante municipalità coinvolte, la consigliera regionale Lucia Buna, complimentatasi per il livello e il valore dell’evento, e la consigliera comunale di Udine Stefania Garlatti Costa.

La presentazìone dei festival a Udine.

FOLKLORAMA. A segnare l’avvio dell’intensa serie di appuntamenti sarà la 28ma edizione di Folklorama, promossa dal Gruppo Folcloristico Pasian di Prato, che porterà in Friuli Venezia Giulia artisti da tre Paesi stranieri (Austria, Thailandia e Isole Hawaii), i quali si affiancheranno al gruppo di casa. Le municipalità toccate dal ciclo itinerante di spettacoli saranno Cassacco, San Giorgio di Nogaro, Colloredo di Monte Albano, Pasian di Prato e Campoformido-Bressa.

FOLCLORE GIOVANILE. Seguirà, fra il 25 e il 27 luglio, il 25° Festival Mondiale del Folclore Giovanile, altra radicatissima manifestazione: curata dall’Associazione Folcloristica Giovanile Regionale, animerà le piazze di Cormons, Udine e Pordenone. Protagonisti delle serate, tra musiche, danze, colori e allegria, saranno gruppi provenienti da Bosnia-Erzegovina, Repubblica Ceca, Macedonia del Nord e Italia, insieme alle formazioni giovanili friulane.

AVIANO E PIANCAVALLO. Con i suoi 57 anni di vita il tradizionalissimo Festival Internazionale del Folklore di Aviano e Piancavallo – organizzato dalla Pro Loco di Aviano in collaborazione con il gruppo Angelica – Danzerini di Aviano – è il “veterano” fra le cinque occasioni folcloristiche che si susseguiranno in Friuli Venezia Giulia nelle prossime settimane. Il debutto è atteso per lunedì 4 agosto, la conclusione cadrà nella giornata di Ferragosto; location delle esibizioni degli ospiti, che arriveranno da India, Portorico, Lettonia, Taiwan e naturalmente Italia: saranno Aviano, Piancavallo, Sacile, Barcis e Pordenone.

FESTIVAL DEI CUORI. Poco più giovane di quello appena citato è il Festival dei Cuori®, giunto alla 55ma edizione, come sempre a cura del Gruppo Chino Ermacora. La rassegna si aprirà il 21 agosto e proseguirà fino al giorno 26: in scena gruppi folcloristici dell’Armenia e di Colombia, Ecuador, Kirghizistan, Tahiti e Italia. Nato nel 1965 su intuizione di Vittorio Gritti, l’evento è inserito nei calendari internazionali e affiliato al Cioff (Conseil International des Organisations de Festivals de Folklore et d´Arts Traditionnels), dal quale ha ottenuto il riconoscimento di “Festival Internazionale Cioff®”: decine e decine, negli anni, i Paesi che hanno partecipato alla prestigiosa rassegna, portando in Friuli le proprie culture e tradizioni e diffondendo un appello – attualissimo, nella drammatica contingenza attuale – all’amore, alla fratellanza e alla solidarietà̀, nel rispetto delle direttive emanate dall’Unesco per l’educazione alla pace e alla tolleranza. Il Festival dei Cuori® animerà quest’anno le piazze di Bovec, in Slovenia, Tricesimo, Gemona del Friuli e Udine.

CASTELLO DI GORIZIA. Chiude la densa programmazione il 53° Festival Mondiale del Folklore “Castello di Gorizia”, organizzato dall’Associazione Etnos: al via il 27 agosto, continuerà fino al 31, offrendo animazioni in centro storico, una solenne inaugurazione in piazza Battisti (alle 20.30 del 28 agosto), il 49° Congresso delle tradizioni popolari (il giorno 30) e la 58ma parata folcloristica internazionale nel cuore di Gorizia. “Festival Internazionale Cioff®”, l’evento incarna da sempre un perfetto connubio tra cultura, arte, spettacolo e divertimento, sotto la slogan “Costruiamo ponti fra gli uomini e fra i popoli”, perfettamente in linea con l’obiettivo di “Go!2025” Nova Gorica Gorizia Capitale europea della cultura. Gli appuntamenti in calendario hanno ottenuto, ancora una volta, il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Attesi a Gorizia studiosi, gruppi e complessi musicali da Armenia, Austria, Cipro Nord, Croazia, Ecuador, Kyrgyzstan, Papua Nuova Guinea, Slovenia e Italia.

Gruppi esultanti a Gorizia.

Il cartellone completo delle rassegne è consultabile sul sito www.ugf-fvg.org e sulla pagina Facebook UGFFVG.

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In copertina, il Festival dei Cuori di Tarcento giunto alla 55ma edizione.

Da oggi a Moggio Udinese il via alla Summer School di Innovalp progetto promosso dai Cramars

Si apre oggi, 13 luglio, a Moggio Udinese, la Summer School residenziale di Innovalp, un progetto promosso da Cramars, con il sostegno di Fondazione Friuli, Confcooperative Alpe Adria e Legacoop Fvg. In programma fino a sabato 19 luglio nel cuore della Riserva della Biosfera Mab Unesco delle Alpi Giulie, la Scuola Estiva Residenziale si inaugura con il benvenuto degli ideatori e promotori Cramars e dell’Amministrazione comunale: questa sera alle 19, al Caffè Alla Berlina di Moggio Alto, il sindaco Martina Gallizia e la Project Manager di Innovalp Annalisa Bonfiglioli, vicepresidente della Cooperativa Cramars, affiancate dal team di lavoro e dalle famiglie ospitanti, accoglieranno i 20 giovani borsisti provenienti dal Friuli Venezia Giulia e da tutta Italia: dal Veneto alla Sardegna, dalla Calabria al Lazio, dalla Sicilia alla Lucania, alla Campania.
Venti “Ambassador” 20/35enni dello sviluppo sostenibile delle Terra Alte, impegnati come attivatori territoriali e nell’ambito dell’innovazione sociale. Elemento di forte innovazione sociale, l’ospitalità diffusa sottolinea l’impegno attivo della comunità locale, pienamente coinvolta nella ricezione e integrazione dei giovani selezionati, così come nelle fasi di lavoro della prossima settimana. Domani le prime azioni partiranno alla presenza della presidente del Comitato Scientifico Innovalp, l’accademica Maria Chiara Cattaneo, docente all’Università Cattolica di Milano: sarà una giornata di studio e laboratorio nella sede dell’Associazione Sot La Nape, con laboratorio di mappatura partecipata delle realtà produttive locali condotto da Paolo Ermano, docente dell’Università degli Studi di Udine, e il coinvolgimento diretto della comunità. Prevista la visita guidata allo stabilimento della Cartiera Ermolli. Diversi i momenti aperti alla partecipazione dei cittadini: mercoledì 16 luglio, alle 21, al Centro Polifunzionale di Moggio Udinese è in programma la proiezione del film Abito di confini del regista Opher Thomson: un’opera pluripremiata, anche al recente Festival Cinemabiente di Torino. L’autore ha scelto di vivere proprio nelle montagne friulane, e assisterà alla presentazione. Giovedì 17 luglio alle 9.30 a Dordolla, nell’Asilo ricreatorio, tutti potranno accedere all’incontro dedicato alla “Produzione come narrazione: carta, arte e territorio”, un dialogo a più voci con l’editore Florindo Rubbettino, fondatore del Museo d’Impresa e del Parco Carta, l’economista Roberto Grandinetti, esperto di sistemi produttivi locali e Graziano Lorenzon, direttore Informest, esperto di politiche europee per l’innovazione. Si parlerà delle relazioni tra manifattura, cultura e paesaggio come motore di innovazione nei territori montani. Venerdì 18 luglio alle 21 si torna a Moggio Udinese nell’area festeggiamenti del campo sportivo per una serata con Dj set di Eric Navarra.
Infine, sabato 19 luglio alle 10 nella sala del Comune di Moggio Udinese la cerimonia finale, alla presenza dell’assessore regionale Alessia Rosolen, I 20 Ambassador presenteranno i prototipi progettuali elaborati durante l’atelier a istituzioni, partner, cittadini e stakeholders locali. Saranno consegnati gli attestati di partecipazione della Cooperativa Cramars, brindisi e congedo alle 12 al Ristorante San Gallo.

I 20 “AMBASSADOR” – Provenienti da tutta Italia, i partecipanti selezionati per la Scuola Estiva INNOVALP 2025 rappresentano una generazione di giovani professionisti e attivatori territoriali impegnati nei temi dello sviluppo sostenibile, dell’innovazione sociale e della rigenerazione delle aree interne. Sono Alessia Actis (Venezia, classe 1997, con una formazione in Comunicazione Interculturale e una laurea magistrale in Environmental Humanities all’Università Ca’ Foscari di Venezia), Lisa Adami (Moggio Udinese, classe 2001, laureata in Economia e Commercio con una tesi sperimentale in econometria), Mattia Cantarutti (Tricesimo, classe 1997, laureato in DAMS presso l’Università di Udine e impegnato nella produzione cinematografica, regia e sceneggiatura), Arianna Catalano, (Palermo, classe, 2000, con una doppia laurea con lode in Economia dello Sviluppo e Cooperazione Internazionale (e in Economics, Finance and International Integration), Martina Del Toso (Spilimbergo, classe 1992, combina una formazione in Studi Europei e Scienze Politiche con un’esperienza professionale poliedrica tra enti pubblici, terzo settore e mondo della formazione), Laura Di Tommaso (Capri, classe 1997, architetta e dottoranda in Pianificazione, Design e Architettura presso l’Università Federico II di Napoli), Federico Galante (Castel Condino, Trentino-Alto Adige, classe 2001, laureato in Banca e Finanza all’Università di Brescia), Emma Gagliardi (Satriano di Lucania, classe 1991, economista con esperienza nei settori della sostenibilità, progettazione sociale e sviluppo territoriale), Elisa Marini (Montebelluna, classe 1998, antropologa ambientale con una solida formazione tra l’Università di Trento e Ca’ Foscari Venezia), Eleonora Mastino (Cagliari, classe 1997, laureanda in Local Development all’Università di Padova), Luca Matrisciano, (Alessandria, classe 1994, progettista sociale e consulente per enti pubblici, formazione in Scienze Strategiche presso l’Università di Torino), Francesco Moreschi (Bovezzo, Brescia classe 1999, laureato magistrale in Local Development presso l’Università di Padova), Massimiliano Pini (Grosio, Sondrio, classe 2001, laureato con lode in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano), Carolina Rossi (Brescia, classe 1999 laurea magistrale in Scienze del Paesaggio e master di secondo livello in Sviluppo Locale Sostenibile presso l’Università di Padova), Federica Sarro (Torano Castello, Cosenza, classe 1996, laurea magistrale in Scienze per la Cooperazione e lo Sviluppo), Alexander Palma (Opera, Milano, classe 1996, architetto, studi al Politecnico di Milano, all’EINA di Saragozza (Erasmus) e all’Accademia Adrianea), Anna Previt (Aiello del Friuli, classe 2001, laureata con lode in Scienze Motorie all’Università di Udine), Alessandro Zeoli (Aprilia, Latina, classe 2003, background accademico in Cooperazione Internazionale e master in Rigenerazione Urbana e Innovazione Sociale Università IUAV di Venezia), Letizia Zuliani (Pordenone, classe 1999, laureanda magistrale in Management dell’Economia Sociale presso l’Università di Bologna).

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In copertina e all’interno due immagini di una precedente Summer School.

Grado è in festa per i Santi Patroni Ermagora e Fortunato. E sul sagrato della Basilica c’è anche la gustosa “Sardelada”

(g.l.) L’Isola di Grado è in festa per i suoi Patroni, i Santi Ermagora e Fortunato, che sono anche i protettori della vicina Aquileia. La ricorrenza è fissata per oggi nel calendario, ma la celebrazione avverrà domani mattina, alle 10.30, con la Messa solenne nella Basilica di Sant’Eufemia, al termine della quale sarà impartita la tradizionale benedizione alla città. L’evento religioso, che Grado celebra sempre con particolare partecipazione (anche da parte di tantissimi ospiti) avrà il suo invitante contorno di festa popolare con la sempre invitante e gustosa “Sardelada” in campo Patriarca Elia, proprio sotto il campanile dell’Anzolo, sul sagrato della storica Chiesa patriarcale, dove stasera ci sarà il concerto della Banda cittadina.
Si concludono, così, le grandi feste di luglio che erano cominciate la scorsa settimana con i riti dell’antico “Perdòn de Barbana”, che ha visto la suggestiva processione di barche portare la statua della Madonna degli Angeli nel Santuario in mezzo alla laguna. Rito che era stato preceduto dalle celebrazioni del “Sabo grando”. L’ultimo grande evento religioso dell’estate isolana sarà invece a Ferragosto, quando la solennità dell’Assunta coinciderà con l’annuale Festa del villeggiante con la quale Grado si stringe accanto ai suoi ospiti ringraziandoli di aver scelto per le loro vacanze l’Isola del Sole.

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In copertina, la Croce patriarcale davanti alla Basilica di Sant’Eufemia e all’interno una bellissima panoramica dell’Isola di Grado.

A Vergnacco questa sera si farà festa con la Pro Loco in attesa della pedalata turistica del Rojal Tour di domattina

(g.l.) Dopo la Festa della musica di ieri sera, nel parco parrocchiale di Vergnacco oggi andrà in scena la Serata Pro Rojale. I chioschi apriranno alle 19 e dalle 21 live show con “Straballo Band”. Per domattina si annuncia, invece, il Rojal Tour 2025. Partenza e arrivo della invitante pedalata turistica sono fissati nella stessa frazione reanese e durante il percorso, di venti chilometri, ci saranno ben tre punti di ristoro: a Qualso in piazza della Chiesa, a Remugnano nell’azienda agricola Casali Muezz di Paulone Simone e a Reana al centro agroalimentare Il Morar.
Ci saranno le note allegre degli Splumats ad accompagnare quanti si vorranno cimentare nel giro cicloturistico che attraverserà le verdissime campagne del Rojale che in questi giorni d’estate inoltrata dispiegano tutta la loro bellezza. La sera, alla conclusione del Rojal Tour, sempre nel parco parrocchiale di Vergnacco, sarà proposto un intrattenimento in musica Dj Set con “Il Signor Sindaco”.
Ricordiamo che tutte le manifestazioni sono organizzate dalla Pro Rojale che fa parte del Consorzio delle Pro Loco Torre Natisone e quindi della delegazione regionale Unpli, l’Unione nazionale delle Pro Loco d’Italia, beneficiando altresì del sostegno e della collaborazione del Comune di Reana del Rojale, dell’Ecomuseo delle rogge e della Bcc Credifriuli. Un bel programma, insomma: c’è soltanto da sperare nella clemenza del tempo, viste le previsioni Osmer non proprio incoraggianti.

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In copertina, un mulino lungo i corsi d’acqua che attraversano il Rojale.

Pordenonesi nel mondo, si riunisce la Consulta dei Segretariati Efasce. Domani Messa al Beato Odorico prima dei saluti

Oggi, 12 luglio, inizia a Pordenone la due giorni di lavori de “La Consulta a convegno – Proposte per il futuro”. Si tratta della prima Consulta dei Segretariati dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo. Attesi rappresentanti dell’Ente da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Germania, Romania, Svizzera, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Usa, Uruguay, Sudafrica e Venezuela.

Angioletto Tubaro


«Avremo – spiega il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro – un rappresentante per ogni Stato il quale ci illustrerà quale sia la situazione attuale dei corregionali nelle varie parti del Mondo. Da questo stato dell’arte partiremo poi per un’analisi per definire le azioni future riguardo al mantenimento dei rapporti con l’Italia e il Friuli Venezia Giulia e promuovere il ruolo di Efasce nelle varie realtà. La Consulta, prevista nel nuovo Statuto dell’Ente, è un momento davvero fondamentale nella vita di Efasce che, lo ricordiamo, esiste per mantenere il rapporto con i nostri emigranti vivo e fecondo. Grazie, a nome del direttivo, alla Regione Fvg, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone che ci sostengono in questo cammino».
Questo in sintesi il programma. Stamane un primo momento con il saluto delle Istituzioni aperto al pubblico all’Hotel Santin e l’incontro con gli altri corregionali che in questi giorni sono presenti in città partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” sostenuti dalla Regione. Il resto della giornata sarà dedicato ai lavori a porte chiuse nella sala giunta del Municipio di Pordenone, con focus su passato, presente e futuro dell’emigrazione dal Friuli occidentale. Infine, domani la Messa nella Chiesa del Beato Odorico e le conclusioni prima del commiato.

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In copertina, corregionali alla scoperta del centro storico di Pordenone.

Scritta trilingue rimossa (e rimessa) alla Stazione di Cividale. Comuni friulanofoni e minoranza slovena grati alla Regione

La vicenda della Stazione ferroviaria di Cividale del Friuli, dove il pronto intervento della Regione Fvg ha permesso il ripristino della segnaletica trilingue friulano-sloveno-italiano, deve far riflettere su come le iniziative a tutela del multilinguismo debbano essere portate avanti in maniera unitaria dai soggetti che rappresentano le minoranze. Per questo l’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana che conta 150 Comuni friulanofoni aderenti – fin da subito nella vicenda si è mossa insieme con la Skgz, l’Unione culturale economica slovena.
“E se ce ne fosse stato bisogno – spiega il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – avremmo coinvolto anche la minoranza tedesca, perché eventuali problematiche come quella della stazione cividalese, dove era stato sostituito il cartello trilingue che in precedenza indicava Cividale del Friuli, Cividât e Čedad, devono coinvolgere tutte le minoranze. Un diritto di una è un diritto di tutte, come anche l’attacco a un diritto fatto a una delle minoranze è un attacco a tutte e tre quelle presenti sul territorio regionale. In tal senso, ringraziamo di cuore l’Amministrazione regionale che è prontamente intervenuta per risolvere la questione”.
Sergon, assieme alla presidente del Skgz Ksenija Dobrila, aveva scritto una lettera alla Rete Ferroviaria Italiana – Direzione Operativa Infrastrutture Territoriali di Trieste e per conoscenza a Pierpaolo Roberti assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione e a Marco Jarc, presidente Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena in Italia. Nella missiva si sottolineava come la scritta trilingue presente a Cividale non solo ottemperava agli obblighi dell’articolo 10 della Legge di tutela della minoranza slovena n.38/01, ma anche rispondeva a finalità più ampie. “Riteniamo infatti – conclude Sergon – che, oltre alla base giuridica, è necessario aggiungere che il multilinguismo, come già sottolineato da altri attori istituzionali, è utile anche a promuovere il territorio del Friuli Venezia Giulia in chiave turistica e, in ultima analisi, a giustificare lo statuto speciale della Regione”. Da ultimo Aclif e Skgz hanno chiesto un’audizione del dirigente responsabile Rfi presso il Comitato Paritetico Per i problemi della minoranza slovena in Italia.

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In copertina, i presidenti Ksenija Dobrila (Skgz) e Daniele Sergon (Aclif).

Associazionismo e volontariato nel Dna di Dino Persello. E oggi saranno al centro dello spettacolo con I Petris a Goricizza

Dino Persello ha, da sempre, l’associazionismo e il volontariato nel suo Dna e ne offrirà una chiara testimonianza durante lo spettacolo che presenterà questa sera, 11 luglio, a Goricizza. Prosegue, infatti, con successo di pubblico, visti anche i sempre alti gradimenti, l’attività artistica programmata dal “Centro culturale Corte Bazàn” nella frazione di Codroipo. Suggestivo e accogliente il “loco” al centro del paese del Medio Friuli, che aggrega ad ogni appuntamento spettatori provenienti non solo dalle zone contermini, particolarmente interessati alle scelte socio-culturali da parte di questa preziosa e lungimirante associazione. E sarà proprio il tema dell’associazionismo che, come detto, verrà analizzato nel corso di questo nuovo incontro fissato per le ore 20.45. “Par vivi, bisugna stâ cun chei atris” il titolo della rappresentazione teatrale di e con Dino Persello, apprezzato regista, attore e narratore friulano, con importanti conoscenze e professionalità nell’ambiente delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, quelle associazioni animate appunto dal volontariato che sono il “sale” delle nostre comunità.

I Petris


«Appartenere ad una Associazione – afferma l’artista sandanielese -, è secondo me come stare all’interno di una bella macchina, anche se abbastanza delicata, che ha bisogno di essere sempre alimentata con l’energia di quelli che la guidano e di quelli che le vogliono bene. E proprio per la sua delicatezza ha bisogno di una costante manutenzione e dei giusti ricambi, anche perché resiste a tante pressioni, sia dall’esterno che …dall’interno, spesso e volentieri al limite della sopportazione, però va sempre avanti!».
«Questi e altri – aggiunge il protagonista della serata – saranno i contenuti della rappresentazione, temi importantissimi di questi tempi, in cui il “profilo civico” di troppe nostre comunità sta soffrendo, come verrà analizzato nel corso dell’odierno appuntamento, impreziosito da una emozionante colonna sonora da parte delle fisarmoniche e dei violini de “I Petris”». Gli ingredienti del lavoro teatrale trasmetteranno comunque messaggi di reale speranza, tra sfumature sociali, costume, energia, ironia, autoironia, riflessioni, ricerca e… goliardia! «Le Associazioni cari miei, donano un’anima ai paesi, non vi fan sentire soli, e vi rendon più…cortesi!», conclude Dino Persello, invitando tutti al suo spettacolo di questa sera a Goricizza.

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In copertina, l’attore Dino Persello protagonista dello spettacolo odierno.

Teatro della Sete, al via oggi a Udine la rassegna Passaggi con teatro, musica e storie per “sentirsi al riparo”

Con il tema “storie e altri ripari”, torna a Udine la rassegna Passaggi, giunta alla sua quarta edizione, ideata e realizzata da Teatro della Sete con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Udine nell’ambito del programma di UdinEstate. Ben cinque appuntamenti estivi, nei luoghi simbolo della città, tutti a ingresso gratuito e senza prenotazione. «”Passaggi” è una rassegna in cui ciascun evento è pensato come occasione per sentirsi al riparo sotto la cura che l’esperienza artistica sa portare, in modo umano e profondo, alla persona e alla comunità», spiega Caterina Di Fant, attrice e autrice fondatrice del Teatro della Sete.
Il primo appuntamento è fissato per oggi, 10 luglio, alle 21 al Parco Sant’Osvaldo con la prima regionale di Umanità Nova – cronaca di una mancata rivoluzione, monologo finalista al Premio Dante Cappelletti 2023. In scena Giuseppe Carullo, con la regia di Cristiana Minasi e drammaturgia di Fabio Pisano, per una produzione Carullo-Minasi e Sciara Progetti Teatro. Lo spettacolo riporta alla memoria i Moti di Reggio del 1970-71 e i destini di cinque giovani anarchici travolti da una storia che forse li ha dimenticati, ma che ancora interroga il presente. Il titolo richiama il celebre settimanale anarchico e diventa occasione per riflettere sull’importanza della memoria come atto di resistenza, come ricorda la citazione di Luis Sepúlveda: «Narrare è resistere». In caso di pioggia lo spettacolo si terrà alla Comuità Nove, all’interno del Parco.
La rassegna prosegue, poi, giovedì 17 luglio alle 21 all’Accademia Nico Pepe con Distinti saluti, in anteprima, spettacolo vincitore al Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2024. Prodotto da Teatro della Caduta, interpretato da Sara Baldassarre e diretto da Letizia Buchini con tutoraggio artistico di Niccolò Fettarappa, lo spettacolo indaga la spirale del burnout e della dipendenza da lavoro, per poi aprirsi a un respiro liberatorio e necessario, tra le contraddizioni della società della performance.
Si continua giovedì 31 luglio, ancora al Parco Sant’Osvaldo, con La vita resistente, tragicommedia di e con Andrea Collavino e Marcela Serli; martedì 5 agosto nella Corte di Palazzo Morpurgo con Diva all’opera, teatro musicale comico e clown di e con Valentina Musolino; e si conclude giovedì 21 agosto, sempre nella Corte di Palazzo Morpurgo, con il concerto post folk della one-man band Phill Reynolds. Anche quest’anno Passaggi invita il pubblico a ritrovarsi in alcuni dei luoghi più simbolici della città, per serate che intrecciano teatro, musica e narrazione come strumento per favorire momenti di coesione collettiva.
Per maggiori informazioni sugli eventi e per restare aggiornati, è possibile consultare il sito web e i canali social di Teatro della Sete.

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Teatro della Sete dal 2000 produce spettacoli teatrali di drammaturgia sia contemporanea sia originale, prediligendo per soggetto le tematiche sociale e per stile un linguaggio ironico, al contempo poetico. Realizza letture con musica dal vivo, contenuti multimediali, organizza rassegne ed eventi, cura l’allestimento di mostre e scenografie. Propone progetti culturali rivolgendosi al pubblico di tutte le età, con particolare attenzione al territorio, al patrimonio storico, etnografico e linguistico.

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In copertina, il team del Teatro della Sete che ripropone “Passaggi”.

Pordenone, i discendenti dei protagonisti dell’emigrazione storica alla scoperta del Friuli Venezia Giulia terra degli antenati

Pordenone accoglie in questi giorni i discendenti dei protagonisti dell’emigrazione storica (quella sviluppatasi tra Ottocento e Novecento) e i moderni expat partiti dagli anni Duemila in poi. Ad accoglierli l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo che fino al 17 luglio organizzerà per loro due momenti significativi, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e del Comune di Pordenone e in collaborazione con la Diocesi di Concordia Pordenone. Si tratta delle visite dei progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” e della prima Consulta dei Segretariati di Efasce. Ieri incontro in Municipio, a Pordenone, con il sindaco Alessandro Basso e l’assessore Walter De Bortoli. Presenti, accompagnati dal presidente di Efasce Angioletto Tubaro, una quarantina di partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.


«Per noi – ha affermato il presidente Tubaro, ringraziando il sindaco Basso per l’accoglienza – è importante avere i nostri corregionali ogni anno ospiti in questi soggiorni, perché il rapporto con loro è fondamentale: sono i nostri ambasciatori nel mondo e siamo orgogliosi di poterli aiutare nel tenere vive le radici friulane e italiane, facendo visitare i paesi da cui sono partiti i loro avi e il resto della regione. A nome del direttivo Efasce ringrazio, oltre al Comune di Pordenone, la Regione e la Fondazione Friuli per il prezioso sostegno. Insieme ai partecipanti ai progetti per giovani e famiglie accoglieremo anche i rappresentanti dei Segretariati per la Consulta loro dedicata: ci attendono una decina di giorni intensi e ricchi di spunti, non solo a livello umano ma anche culturale».
«È un grande onore avervi a Pordenone – ha sottolineato il sindaco Basso -. I vostri avi sono andati all’estero portando con sé la grande etica del lavoro e del sacrificio propria del Friuli e di questa nostra terra, che è diventata grande nel mondo anche grazie a pionieri dell’Industria come Savio, Zanussi e Locatelli, persone illuminate che hanno saputo far nascere proprio nel pordenonese un grosso tessuto imprenditoriale. Oggi Pordenone si appresta ad essere Capitale italiana della cultura 2027, una cultura che non è fatta soltanto d’opere d’arte e monumenti, ma che è costituita anche da un patrimonio basato su lavoro, identità, tradizioni e radici. Invito tutti voi e i vostri cari a visitare la nostra città proprio in occasione di Capitale 2027, sentendovi benvenuti a Pordenone, una città che vi saprà sorprendere se non addirittura sbalordire». Nel palazzo municipale presenti anche il segretario di Efasce, Claudia Viol, e i consiglieri Daniela Francescutto e Giuseppe Gaiarin, oltre al delegato del vescovo per Efasce don Alessandro Tracanelli.


I corregionali (tra nuclei familiari e giovani) provengono da Argentina, Brasile, Canada, Francia, Usa ed Uruguay. Questi i paesi friulani di provenienza dei loro avi: Arzene di Valvasone Arzene, Bannia di Fiume Veneto, Caneva, Casarsa della Delizia, Cordenons, Gradisca di Spilimbergo, Orcenico Superiore di Zoppola, Pasiano di Pordenone, Poffabro, Prata di Pordenone, Rivarotta di Pasiano di Pordenone, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo e Tramonti di Sotto. Gli anni di espatrio vanno dal 1887 al 1964 (qualcuno ha avuto i trisnonni e oltre, altri i genitori o i nonni quali emigranti).
La visita nel capoluogo del Friuli occidentale ha fatto seguito a quella del giorno prima a Trieste in Consiglio regionale. Partendo dalla città in riva al Noncello ora vivranno un’intera settimana alla scoperta del territorio regionale e dei suoi costumi e tradizioni, visitando anche i borghi da cui partirono i loro antenati. Tappe successive – fino alla partenza del 18 luglio – a Sacile, Polcenigo, Gorizia, Villa Manin, Vajont-Barcis-Andreis, Spilimbergo, Maniago, San Vito, Valvasone, Aquileia e Grado. Con loro la vicepresidente Efasce Luisa Forte assieme alla consigliera Elena Marzotto e alla guida Simonetta De Paoli.
Nel fine settimana questi partecipanti incroceranno i rappresentanti del centinaio di Segretariati (articolazione dell’Efasce all’Estero) che si danno appuntamento a Pordenone dall’11 al 13 luglio per il secondo momento in programma: la prima storica riunione della Consulta dei Segretariati di Efasce, organismo nato con l’ultima revisione dello statuto dell’Ente. Qui ci saranno anche i rappresentanti dell’emigrazione più recente. Attesi delegati da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Germania, Romania, Svizzera, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Usa, Uruguay, Sudafrica e Venezuela. Dopo l’accoglienza il venerdì e il sabato – con il titolo “La Consulta a confronto” – saranno dedicati ai lavori nella sala giunta del Municipio di Pordenone, con focus su passato, presente e futuro dell’emigrazione dal Friuli occidentale. Infine, domenica la Messa nella Chiesa del Beato Odorico e le conclusioni prima del commiato.

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In copertina e all’interno alcune immagini dell’incontro avvenuto sotto la Loggia del Municipio di Pordenone.