A Cergneu il ritorno dell’arcivescovo Lamba per la festa del Patrono: venerdì Messa solenne per San Giacomo

(g.l.) L’anno scorso, poche settimane dopo il suo ingresso ufficiale a Udine (erano i giorni di Ferragosto), l’arcivescovo Riccardo Lamba aveva voluto visitare Cergneu. E nell’ambito della Forania della Pedemontana, nella quale recentemente è confluita anche quella storica di Nimis, la Parrocchia di Cergneu – che riunisce anche i fedeli di Monteprato e Vallemontana – era stata la prima ad avere ricevuto la visita del nuovo titolare della Metropolitana dei Santi Ermacora e Fortunato, all’insegna di una Chiesa “in uscita”, per dirla con una espressione tanto cara al defunto Papa Francesco, quella appunto dei piccoli centri periferici.
Ora il presule – laureato in medicina e dalle origini napoletane ma nato 68 anni fa a Caracas, capitale del Venezuela, dove i suoi genitori erano emigrati – ha deciso di ritornare, dopo neanche un anno, nella frazione più orientale di Nimis, dove venerdì prossimo, 25 luglio, celebrerà la Messa solenne in onore di San Giacomo Apostolo, protettore del paese bagnato dal torrente Lagna. «Lo facevo anche quando ero ausiliare a Roma e il più delle volte non mi facevo annunciare», ci aveva confidato l’anno scorso a proposito delle sue visite nelle periferie. Il rito, durante il quale l’arcivescovo avrà al suo fianco il parroco Marco Visintini, sarà celebrato alle 19. Ricordiamo che monsignor Lamba era stato a Nimis appena un mese fa per l’amministrazione delle Cresime nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio.
Al termine della Messa per il Patrono, prenderà il via la prima serata di sagra organizzata dall’Associazione Cernedum nella sottostante area festeggiamenti, dove si terrà la tradizionale cena paesana rallegrata dalle note di Nevio (per prenotazioni telefonare a Diana facendo il numero 347.2937345). L’indomani, sabato, alle 18 si terrà invece l’Aperitivo di mezza estate; quindi, serata in allegria con un altro intrattenimento musicale contornato dai ricchi chioschi. Saranno, infatti, ben riforniti di arrosticini, frico, invitanti grigliate e ovviamente la specialità del paese, il “cjastron”: non mancheranno buoni vini e fresche birre.

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In copertina, l’arcivescovo Riccardo Lamba con monsignor Marco Visintini a Cergneu.

Dalle Valli del Natisone all’Islanda: la guida turistica delle 44 chiesette votive “gemellata” con il Paese nordico

Non poteva esserci battesimo migliore per la nuova Guida Turistica delle 44 Chiesette Votive delle Valli del Natisone, appena pubblicata e già protagonista di un singolare “gemellaggio” culturale: dalla Slavia Friulana è arrivata fino in Islanda, portata personalmente dal presidente della Pro Loco Nediške Doline Valli del Natisone, Antonio De Toni, durante una recente vacanza. «Entrando in quelle piccole chiese immerse nel paesaggio lunare islandese, ho sentito qualcosa di familiare – ha raccontato De Toni -. Lo stesso silenzio sacro, la stessa atmosfera di raccoglimento e spiritualità che si respira nelle nostre chiesette votive. È stato come riconoscere un legame invisibile. Sono felice che la nostra guida abbia così fatto il suo primo viaggio, simbolico, debuttando all’estero. Potremmo dire che la bellezza e la spiritualità delle Valli del Natisone sono pronte a parlare al mondo».

Una sorta di “gemellaggio” tra l’anima delle Valli del Natisone e quella dell’estremo nord, che rafforza la vocazione internazionale del Cammino delle 44 Chiesette Votive, che potremmo ribattezzare come la “Santiago delle Valli”. Un cammino di fede, cultura e natura lungo 184 km e articolato in 10 tappe, che attraversa nove Comuni dell’estremo Friuli orientale: Cividale, Prepotto, San Pietro al Natisone, Pulfero, Savogna, San Leonardo, Stregna, Grimacco e Drenchia. Come nel celebre cammino di Santiago di Compostela, anche lungo questo percorso è possibile per pellegrini ed escursionisti raccogliere un timbro per ogni chiesetta raggiunta, il cosiddetto “signium”, simbolo tangibile del cammino percorso e della spiritualità vissuta tappa dopo tappa.
«Questa guida da poco stampata non è solo un itinerario – aggiunge il presidente – è uno strumento per entrare in contatto con l’anima delle Valli, con la nostra storia e le nostre radici. E il fatto che sia già arrivata in Islanda vuole parlare a tutti della vocazione internazionale dei nostri territori». Il progetto nasce, proprio, con l’obiettivo di fare riscoprire un tesoro d’arte e devozione incastonato tra i borghi e le montagne della Slavia Friulana. Le chiesette votive, spesso poco conosciute al grande pubblico, conservano affreschi, sculture e architetture di altissimo valore, frutto anche dell’influsso della scuola slovena di Škofja Loka e della tradizione artistica mitteleuropea.
Ma seguire il Cammino delle Chiesette, non significa solo visitare luoghi di culto: significa immergersi nella cultura materiale e spirituale di una comunità montana, riscoprendo la fatica del lavoro contadino, l’ingegno dei terrazzamenti, i segni di una civiltà che ha saputo armonizzarsi con un territorio difficile ma generoso.

Info social: https://www.facebook.com/UfficioTuristicoVallidelNatisone

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In copertina e all’interno le chiesette islandesi visitate da Antonio De Toni.

Non vaccinati contro il Covid-19: oggi a Pradamano i premi del concorso Divoc

Da “reclusi” a premiati: alle porte di Udine, oggi, la conclusione del concorso Divoc per i non vaccinati durante la indimenticabile pandemia scoppiata cinque anni fa. Sono in programma infatti, alle 17, a Pradamano, nella sede dell’associazione Libars, in Via Marconi 44/ b, le premiazioni del concorso stesso, giunto ormai alla terza edizione, l’unico e solo premio esclusivamente dedicato ai non vaccinati contro il Covid-19, ideato dal filosofo friulano Emanuele Franz, autore di clamorose proteste, e promosso dall’Audax Editrice. Il concorso, presentato anche al Parlamento Europeo di Bruxelles lo scorso dicembre, ha visto oltre cento iscritti da tutto il mondo: in particolare da Italia, Olanda, Austria, Germania, Romania e Perù.
Lo scopo del progetto, affermano gli organizzatori, non è discriminare né invitare a non vaccinarsi, quanto ricordare il dramma delle limitazioni alla libertà subite durante la gestione della emergenza sanitaria. Il concorso Divoc ha infatti una finalità filantropica laddove, a seguito del susseguirsi di decreti e regolamenti, e con l’obbligo del super “green pass”, ai non vaccinati contro il Covid-19, era stata esclusa, sistematicamente, non solo ogni vita sociale, ma, cosa ancor più grave, ogni vita culturale. In palio, oltre alla pubblicazione con Audax, anche una pregevole opera del mosaicista di fama internazionale Giulio Menossi. L’invito è aperto a simpatizzanti e a tutti gli interessati.

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In copertina, il filosofo moggese Emanuele Franz durante una sua clamorosa protesta.

Reana, alla Vetrina del Rojale piace la mostra di Manuela Galli che oggi illustrerà le sue “sinfonie” cromatiche

(g.l.) Aperta il 30 giugno scorso, continuerà fino al 31 agosto la mostra “Sinfonie cromatiche” con le opere di Manuela Galli, allestita nella Vetrina del Rojale a Remugnano (di fronte al palazzo municipale di Reana). Oggi intanto, alle 18, ci sarà un incontro con l’artista che spiegherà l’essenza del suo messaggio proposto sulle tele. La esposizione potrà quindi essere visitata con questi orari: martedì 10-12, venerdì 15-18. Per appuntamenti, gli interessati potranno invece telefonare al numero 349.4244611. La mostra, che in queste settimane ha già suscitato notevole interesse, è stata organizzata dalla Pro Loco del Rojale.

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In copertina, ecco una delle opere dell’artista Manuela Galli.

A 30 anni dal genocidio di Srebrenica: oggi e domani doppio appuntamento a Udine per non dimenticare la tragedia

Nel luglio del 1995, durante la guerra in Bosnia (1992-1995), Srebrenica, enclave musulmana sotto protezione Onu, fu conquistata dalle forze serbo-bosniache. In seguito all’invasione, circa 8 mila uomini musulmani, in appena tre giorni, furono uccisi. E la popolazione civile espulsa. Per ricordare quel dramma che la storia ci ha consegnato, a 30 anni di distanza, nell’ambito di “Connessioni. Dialoghi in giardino” – la rassegna ideata dall’associazione culturale Bottega Errante e realizzata con il sostegno del Comune di Udine – sono in programma due importanti appuntamenti: in collaborazione con il Cec di Udine, oggi 18 luglio, alle 21.30, il giardino Loris Fortuna ospiterà la proiezione del film documentario di Ado Hasanović: “I diari di mio padre” (la biglietteria aprirà alle 21. Le prevendite online sono già attive sul sito www.visionario.movie). A seguire incontro con Chiara Cruciatti in dialogo con Serena Prenassi e Giorgia Spadoni dell’associazione Meridiano 13.

“I diari di mio padre”


Domani, 19 luglio, alle 20.30, in Corte Morpurgo a ricordare quei giorni ci sarà uno dei più importanti giornalisti e scrittori croati, per la prima volta in Italia: Ivica Đikić, autore di “Metodo Srebrenica” (Bottega Errante Edizioni), considerato uno dei libri più significativi sull’argomento. A dialogare con l’autore (in un evento a ingresso gratuito e realizzato in collaborazione con vicino/lontano, Anpi Udine, Meridiano13, e l’associazione Impararti attraverso il progetto Isto Nebo) sarà il giornalista Gigi Riva, storico inviato nei Balcani durante le ultime guerre, uno dei massimi esperti di quell’area geografica e cittadino onorario della città di Sarajevo. «Abbiamo deciso di dedicare un focus a questo tema del genocidio, per parlare di responsabilità politica e di quella internazionale, in un momento in cui un altro genocidio in corso è ancora una volta l’Europa si dimostra tiepida nella sua azione – ha spiegato Elisa Copetti, di Bottega Errante -. È per questo che abbiamo voluto invitare Ivica Đikić e Ado Hasanović». Ognuno porterà il suo sguardo sulla tragedia dei Balcani.

METODO SREBRENICA – Nelle librerie dallo scorso 25 giugno, il volume si presenta in una nuova edizione, grazie a diverse modifiche e integrazioni. Đikić stesso ha spiegato così la sua decisione: «Ho deciso di pubblicare una versione rivista e ampliata per correggere alcuni dati, aggiungere fatti importanti che nel frattempo ho appreso, chiarire stilisticamente certi eventi e — nella parte che non esisteva nella prima edizione — raccontare cosa è successo a Ljubiša Beara dopo il luglio del 1995, comprendendo il processo all’Aja, e quale rapporto i serbi hanno sviluppato con Srebrenica. L’immagine è ora più completa, più precisa e più corretta». Questa nuova edizione aggiornata, tradotta da Silvio Ferrari e Marijana Puljić, offre ai lettori ulteriori elementi di riflessione su uno degli eventi più tragici della storia europea degli anni Novanta. Metodo Srebrenica di Ivica Đikić si distingue per la sua capacità di raccontare non il “perché”, ma il “come” di un crimine pianificato e attuato con meticolosa precisione. Attraverso la figura del colonnello Ljubiša Beara, condannato per genocidio dal Tribunale dell’Aja, Đikić ricostruisce ogni fase dell’operazione, offrendo una narrazione che unisce rigore documentaristico e profondità letteraria.

I DIARI DI MIO PADRE – Così come fa il libro, Hasanović – regista bosniaco-italiano, classe 1986 – cerca di ricostruire l’incredibile storia del padre, sopravvissuto alla guerra e alla Marcia della Morte, immergendosi nei suoi diari e nei filmati di quegli anni. È così che nasce “I diari di mio padre”: un racconto fatto di immagini e ricordi che comincia tre decenni dopo quel dramma umano e che si snoda tra i ricordi fatti testo e i videotape del padre Bekir Hasanović. Bekir era un videoamatore bosniaco, che nell’agosto ’93, scambiò una moneta d’oro per la videocamera con cui, da quel momento, filmò la vita di ogni giorno a Srebrenica. Nel docu-film il pubblico “incontrerà” da un lato lui, sopravvissuto (uno dei pochi) alla strage, dall’altro Ado, il figlio regista. Il primo farà di tutto per dimenticare, il secondo lotterà per ricostruirne la storia, cercando di intervistare il genitore. «I diari di mio padre è per metà un documentario, che indirettamente racconta la mia grande difficoltà nel cercare di parlare di mio padre. Per questo motivo le immagini sono grezze, graffianti. Il racconto è in prima persona, come un diario: dalla difficoltà nel trovare un canale di comunicazione con mio padre, passando per i suoi tremendi ricordi, per finire con l’apprezzare di essere sopravvissuti», ha spiegato il regista.

“Connessioni. Dialoghi in giardino” è una rassegna dell’Associazione culturale Bottega Errante con il sostegno del Comune di Udine. In collaborazione con: Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi”; Dipartimento di Studi Umanistici e del patrimonio culturale dell’Università degli Studi di Udine; Liceo Caterina Percoto; Associazione culturale Vicino Lontano; Anpi Sezione di Udine; Legambiente FVG; Meridiano 13 APS; Associazione Impararti; Cec, Caffetteria al Vecchio Tram; Bottega Errante Edizioni srl.

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In copertina, Ivica Đikić autore del libro Metodo Srebrenica.

Innovalp, stamane a Moggio Udinese protagonista l’editore Florindo Rubettino. Domani Eric Navarra e sabato il finale

Proseguono a Moggio Udinese gli appuntamenti della Summer School 2025 di Innovalp, promossa dalla Cooperativa Cramars: stamane, 17 luglio, appuntamento alle 9.30 a Dordolla, borgo simbolo di rinascita e creatività territoriale. Nella sede dell’Asilo ricreatorio si parlerà di “Produzione come narrazione: carta, arte e territorio”, in un dialogo a più voci sulle relazioni tra manifattura, cultura e paesaggio che coinvolgerà l’editore Florindo Rubbettino, fondatore di “Carta”, il museo d’impresa dedicato al libro e alla tipografia che ripercorre la cinquantennale storia aziendale Rubbettino a Soveria Mannelli. In dialogo con l’economista Roberto Grandinetti e il direttore Informest Graziano Lorenzon, Rubbettino spiegherà come un museo d’impresa dedicato alla carta possa contribuire a sensibilizzare intorno alla questione annosa degli indici di lettura che in Italia continuano a rimanere bassi. Un’idea potenzialmente replicabile nelle Terre alte del Friuli.
Domani invece, alle 21, si torna nel capoluogo, area festeggiamenti del campo sportivo, per una serata con Dj set di Eric Navarra: un evento aperto a tutti, per concludere la settimana con musica, energia e connessioni. Il sound di Navarra, accompagnerà il gruppo in una festa collettiva nel cuore della comunità ospitante. Infine sabato 19 luglio, alle 10, nella Sala del Comune di Moggio Udinese la cerimonia finale, alla presenza dell’assessore regionale Alessia Rosolen, I 20 Ambassador presenteranno i prototipi progettuali elaborati durante l’atelier a istituzioni, partner, cittadini e stakeholders locali. Saranno consegnati gli attestati di partecipazione della Cooperativa Cramars, brindisi e congedo alle 12 al ristorante San Gallo.

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In copertina, ecco un’immgine del Parco Carta Rubettino oggi protagonista.

“Cul e camisa”, questa sera a Sacile si ride con gli attori comici in arrivo da Trieste

Sul palco di “Scenario d’Estate”, promosso dal Piccolo Teatro Città di Sacile in sinergia con il cartellone estivo del Comune liventino e con il sostegno della Fondazione Friuli, torna a grande richiesta la comicità popolare degli spettacoli in dialetto triestino. Oggi, alle 21.15, in Corte Ragazzoni sarà di scena il Gruppo Proposte Teatrali del capoluogo giuliano con la commedia “Cul e camisa”, firmata da Alessandra Privileggi traendo spunto da una celebre pièce degli anni Cinquanta, scritta della “premiata ditta” francese di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy, qui opportunamente adattata all’ambientazione triestina.
La trama si può riassumere dicendo che si tratta di una storia ridicola che parla di una cosa seria: l’amicizia. Sappiamo distinguere quella vera da quella per convenienza? Ma, soprattutto, può esistere tra uomo e donna? La protagonista non ha le idee molto chiare in merito o, meglio, forse le ha, ma le usa per confondere quelle degli altri, in modo comico e maldestro. Il consiglio della troupe triestina è chiaro: non resta che riderci su che fa sempre bene, soprattutto tra amici.
Gli spettacoli di “Scenario d’Estate” hanno un biglietto unico di 5 euro (gratuito fino a 12 anni), con biglietteria sul posto, senza prenotazione. In caso di maltempo, riparo al Teatro Ruffo in piazza Duomo.

Per info:
tel/whatsapp 366 3214668 / mail: piccoloteatrosacile@gmail.com
www.piccoloteatro-sacile.org – Facebook: @piccoloteatrosacile

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In copertina, ecco una scena della commedia in programma stasera a Sacile.

Curiosi di natura, sabato in Val Rosandra escurzione-omaggio a Julius Kugy: letture, musica con tromba e vini Carso

Sabato 19 luglio a Trieste, dalle 18 alle 22, la cooperativa Curiosi di natura ripropone la tradizionale escursione-omaggio all’alpinista e naturalista Julius Kugy, nella ricorrenza del suo compleanno. Una facile camminata in Val Rosandra, ripercorrendo con letture e musica dal vivo alcune tappe della vita dell’alpinista, botanico, scrittore e musicista “di confine” dell’era asburgica. Con buffet-degustazione finale in vigna. Julius Kugy, nato a Gorizia nel 1858, con radici familiari, culturali e linguistiche slovene, austriache e italiane, fu un intellettuale eclettico, innamorato della montagna e della natura. Nei suoi testi le descrizioni di esplorazioni botaniche e imprese alpinistiche sono rese con un linguaggio scientifico, ma colorate di viva poesia.
Un’escursione con la guida naturalistica Barbara Bassi e letture di brani di Kugy a cura di Maurizio Bekar. Interventi musicali con l’amichevole partecipazione dei trombettisti Nicolò Milani e Giorgio Ruzzier: diplomati al Conservatorio Tartini di Trieste, hanno seguito corsi di perfezionamento anche di livello internazionale, e sono impegnati da anni in attività concertistiche in varie formazioni, anche all’estero. Conclusione con una degustazione di vini, formaggi e salumi nel vigneto dell’azienda agricola Zahar, di Sant’Antonio in Bosco, che produce olio e vino biologici.
Ritrovo alle 17.45 alla chiesa di Sant’Antonio in Bosco, a San Dorligo della Valle-Dolina. L’uscita è su un percorso ombreggiato, di 4 km, su un dislivello moderato di 100 m. Sono raccomandate scarpe antiscivolo e, per chi è abituato, i bastoncini. Costi (per uscita e degustazione): interi 20 euro; 10 i minori di 14 anni. È richiesta la prenotazione entro venerdì 18 a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. L’uscita nell’ambito del programma “Piacevolmente Carso”, curato da Curiosi di natura. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

Immagini della Val Rosandra.

Nicolò Milani ha iniziato a studiare la tromba a 7 anni, iscrivendosi poi al conservatorio Tartini di Trieste, dove nel 2011 si è diplomato con il massimo dei voti. Ha seguito corsi di perfezionamento presso la rinomata scuola di Fiesole, collaborando con l’Orchestra Giovanile Italiana. Ha collaborato come tromba di palcoscenico al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. All’età di 16 anni è risultato idoneo all’audizione dell’Orchestra Giovanile Europea, presieduta dal Maestro Daniel Barenboim. Ha frequentato corsi di perfezionamento con musicisti come i principali ottoni della Chicago Simphony Orchestra, e solisti nazionali ed internazionali quali Andrea Tofanelli e Jens Lindemann. Svolge attività concertistiche e solistiche in gruppi di fiati, gruppi da camera e in duo di tromba e organo. Collabora con il gruppo ottoni di David Short, trombettista e arrangiatore americano, e in big band jazzistiche.

Giorgio Ruzzier nel 2004 si è diplomato in tromba al conservatorio Tartini di Trieste, sotto la guida dei maestri Morosini e Simoncini. Ha collaborato con varie realtà musicali (come lʼorchestra di fiati Arcobaleno, la Civica orchestra di fiati Giuseppe Verdi, il Serenade Ansemble, la Banda città di Muggia “Amici della musica”, la Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi, l’Orchestra da camera del Teatro Giuseppe Verdi, l’orchestra italiana di musica leggera). Ha collaborato con diversi gruppi corali, quintetti dʼottone, in duo di tromba e organo. Ha seguito masterclass con Angelo Parodi, Mirko Bellucco, Fabiano Cudiz, Diego Cal, Rex Martin, Andrea Giuffredi e Fabrizio Bosso. Ha collaborato con vari artisti, quali Fabrizio Voghera, Cheryl Porter, Darrell Hill, Mauro Maur, Denis Fantina. Ha esperienze di marching band con concerti in tutta Europa e in America e con la fanfara dei bersaglieri (sezione Toti di Trieste). Dal 2010 si è affacciato alla musica blues, soul, funk, dance e swing, impegnandosi con diversi gruppi. Ha inciso dischi per altri musicisti e insegnato tromba presso varie scuole, tra le quali quelle della fanfara dei bersaglieri di Trieste e della civica orchestra di fiati Giuseppe Verdi.

Nicolò Milani

Giorgio Ruzzier

“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, il grande alpinista “di confine” Julius Kugy che nacque a Gorizia nel 1858.

“Marx a Wall Street”, capitalismo finanziario e truffe nel nuovo libro di Diego Fusaro: a Sedilis questa sera l’appuntamento con l’opinionista

(g.l.) Diego Fusaro ospite questa sera a Sedilis di Tarcento. Dopo il successo degli incontri dedicati ai metalli preziosi, Geko Gold torna, infatti, a proporre due nuovi appuntamenti culturali con un protagonista d’eccezione del pensiero contemporaneo. Il filosofo torinese sarà ospite per la presentazione del suo nuovo libro, “Marx a Wall Street. Il capitalismo finanziario e le sue truffe” (Edizioni Piemme), un saggio provocatorio e profondo che analizza le contraddizioni del capitalismo globale, intrecciando il pensiero di Marx con le dinamiche speculative dell’alta finanza.

Dopo l’incontro di ieri a Trieste, oggi, alle 19, l’appuntamento è all’azienda agricola Micossi di via Nimis a Sedilis. L’ingresso è libero, con prenotazione consigliata via WhatsApp o Telegram al numero +39 392.9862278 (Alvise). Un’occasione imperdibile per ascoltare dal vivo uno degli intellettuali più discussi del panorama italiano, autore capace di accendere il dibattito e stimolare nuove visioni sui temi economici, sociali e culturali del nostro tempo. Gli eventi con l’opinionista e saggista quarantaduenne sono organizzati in collaborazione con Geko Gold, realtà attenta alla cultura economica e ai percorsi di consapevolezza personale e collettiva.
«In un’epoca di forti polarizzazioni, nuovi ordini mondiali, tensioni internazionali e sconfitte politiche altisonanti, questo libro – si legge in una breve presentazione del libro – induce il lettore a una riflessione profonda sul mondo in cui viviamo. Diego Fusaro, infatti, torna sul tema che più di tutti lo rende riconoscibile come studioso in Italia e nel mondo: Karl Marx e il capitalismo di oggi. Lo “spettro di Marx” seguita ad aggirarsi minaccioso tra le rovine del desolato paesaggio post-1989, e resta la guida imprescindibile e il sismografo irrinunciabile per cartografare le contraddizioni che costellano il nostro presente. Marx a Wall Street indaga criticamente il nuovo capitalismo finanziario che si è venuto contraddittoriamente delineando a partire dagli anni Ottanta del “secolo breve” e che si è rafforzato con la marcia trionfale della globalizzazione liberal-finanziaria, fino a questi ultimi anni (e a maggior ragione oggi che, con la vittoria di Trump, entra in una nuova e sofisticata fase). Un libro ricco di analisi, teorie e suggestioni interpretative che danno forma e concetto ai tentativi di resistenza che la politica prova o dovrebbe provare a costruire, perché «l’utopia non è la coscienza astratta e individuale dell'”anima bella” che anela alla sua “fetta di cielo”, ma è, al contrario, la stoffa di cui è intessuta la realtà stessa come storia e come possibilità. Il programma di ricerca e il progetto di emancipazione di Marx continuano a essere una stella polare nel deserto del nostro presente».

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Diego Fusaro (Torino, 1983) è una delle voci più critiche e indipendenti della riflessione filosofica contemporanea. Specialista di Filosofia della storia e interprete eterodosso di Hegel e Marx, insegna Storia della filosofia all’Istituto Alti Studi Strategici e Politici di Milano. All’insegnamento e alla ricerca affianca la divulgazione, anche attraverso collaborazioni giornalistiche con testate quali La Stampa e Il Fatto Quotidiano. Tra i suoi libri: Bentornato Marx! (Milano, 2009), Pensare altrimenti (Torino, 2017), Storia e coscienza del precariato (Milano, 2018), Il nuovo ordine erotico (Milano, 2018), Glebalizzazione (Milano, 2019).

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In copertina, il filosofo opinionista e saggista torinese Diego Fusaro atteso questa sera a Sedilis da Micossi.

 

“Pordenonesi nel mondo”, conclusa la Consulta dei Segretariati Efasce. Visite fino a domani da Spilimbergo a Grado, poi il ritorno dei delegati ai loro Paesi

Conclusa a Pordenone la prima edizione della Consulta dei Segretariati dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo. I rappresentanti di Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Romania, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Usa, Uruguay e Sudafrica hanno discusso assieme al direttivo Efasce lungo tutto il weekend del 12-13 luglio su quali azioni intraprendere per il futuro nel coinvolgimento e supporto ai corregionali all’Estero. Sostegno all’iniziativa da parte di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone, senza dimenticare il supporto della Diocesi di Concordia Pordenone.
Il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro, ha consegnato i diplomi di partecipazione a “La Consulta a convegno – Proposte per il futuro” (questo il titolo del progetto) ad Andrea Rambaldini (Spagna), Luca Pascotto (Francia), Roberto Ortolan (Regno Unito), Claudia Girardo (Uruguay, presente con il marito), Roberto Gregoris (Canada, presente con la moglie), Cynthia Paveglio (Usa), Alejandro Vivian (Argentina), Attilio Dalpiaz (Sudafrica), Giulio Armanaschi (Romania), Antonello Colussi (Russia), Argel Rigo (Brasile, presente con la moglie). Durante i lavoro si sono video collegati inoltre Ilario Bagnariol (Svizzera) e Ingrid Culos (Australia).


La giornata finale di domenica scorsa, ha visto la Messa nella Chiesa del Beato Odorico celebrata dal parroco (e delegato del vescovo Giuseppe Pellegrini per Efasce) don Alessandro Tracanelli, che nella sua omelia ha parlato del religioso presente nello stemma Efasce proprio perché, con il suo essere missionario, è stato aperto al mondo e all’accoglienza dell’altro. Poi la conclusione dei lavori della Consulta nelle sale della Parrocchia con la presenza anche dell’assessore comunale di Pordenone Walter De Bortoli che ha ricordato come condivida con i corregionali un vissuto da emigrante rientrato dalla Libia e ha pure rinnovato l’invito del sindaco Alessandro Basso a rivisitare Pordenone anche in occasione della Capitale della cultura 2027. Presenti pure i consiglieri del direttivo Efasce Pordenone con la vicepresidente Luisa Forte, il past president Gino Gregoris e il segretario Claudia Viol. Infine pranzo comunitario.
«Sono stati lavori proficui – commenta il presidente Tubaro – in cui siamo partiti dalla situazione presente in ogni singolo Stato per poi elaborare delle strategie per il futuro partendo dall’esempio delle realtà dove alcune iniziative hanno funzionato meglio. In tal senso, i prossimi mesi saranno improntati su una più ampia collaborazione con le altre associazioni che si occupano dei corregionali all’estero, dall’Ente Friuli nel Mondo ai Giuliani del Mondo e altre sigle, e a un sempre maggiore coinvolgimento dei giovani partendo dai corsi di lingua italiana e cultura friulana che proponiamo online. Risulta, infatti, evidente la necessità di questo passaggio tra generazioni dell’orgoglio di avere radici italiane e friulane, evitando che si disperda con il passare del tempo. I progetti di ogni singola realtà poi andranno calati nelle specifiche esigenze del proprio territorio, visto che differenti sono le esigenze nei Paesi dove ci sono i discendenti dell’emigrazione friulana storica e quelli dove ci sono invece gli expat più recenti. Detto questo, sono però emerse tre vie progettuali comuni: eventi legati alla cultura, all’enogastronomia e all’economia del Friuli Venezia Giulia da proporre sia in loco che in modalità online. Infine, abbiamo analizzato come sviluppare il rapporto con chi partecipa ai soggiorni estivi sul territorio regionale, come quelli in corso in questi giorni per famiglie e giovani, in modo da far proseguire l’esperienza e il dialogo anche una volta che le persone sono rientrate nei rispettivi Paesi. Tanti spunti che corrispondono ad altrettante sfide che siamo pronti ad affrontare, sempre con il sostegno di Regione, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone, come anche della Diocesi di Concordia Pordenone sempre al nostro fianco».
Precedentemente, sabato, i rappresentanti erano stati invece accolti dalle autorità. L’assessore comunale di Pordenone Walter De Bortoli, portando i saluti del sindaco Alessandro Basso, ha ringraziato i corregionali per essere voce e volto di Pordenone e del territorio provinciale nel mondo, mentre don Roberto Tondato vicario della Diocesi di Concordia Pordenone portando il saluto del vescovo Pellegrini ha ricordato come Efasce sia un ente benemerito nel sostegno agli emigrati, sia nel 1907, quando fu fondato su spinta anche di diversi sacerdoti, che ora. Michael Mastrolia, capo di gabinetto del Prefetto di Pordenone, portando i saluti del Prefetto di Pordenone Michele Lastella ha evidenziato l’importanza dell’azione di prospettiva di Efasce su un tema sempre d’attualità come quello della migrazione. Il consigliere regionale Markus Maurmair ha sottolineato, infine, come grazie ai corregionali esiste un Friuli al di fuori dei confini regionali e di come questo legame importante sia stato fondamentale anche nella ricostruzione dopo il terremoto del 1976.
Con l’occasione è stato ricordato don Vitaliano Papais, recentemente scomparso, per anni assistente spirituale Efasce in Canada e di supporto a molti emigranti. Presenti anche i consiglieri del direttivo Efasce Pordenone con la vicepresidente Forte, il past president Gregoris e la segretaria Viol. Poi i delegati si sono spostati nella sala giunta del Municipio di Pordenone per l’avvio dei lavori della Consulta dei Segretariati. Qui l’assessore De Bortoli ha donato al presidente Tubaro e a tutti gli ospiti una pubblicazione sulla città.

La prima parte dei lavori aveva visto ogni rappresentante illustrare la situazione del suo Paese. Andrea Rambaldini dalla Spagna ha delineato un quadro vivace della presenza regionale nel Paese iberico, con diversi arrivi recenti provenienti dal Regno Unito in seguito alla Brexit e con una netta prevalenza di giovani con diversi eventi organizzati dal Segretariato. Stessa vivacità in Francia dove Luca Pascotto ha detto come il Segretariato sia molto attivo con proposte culturali e con supporto ad adempimenti burocratici per i nuovi arrivati. Roberto Ortolan ha concordato con questo quadro positivo per Londra, ma ha evidenziato come invece fuori dalla capitale (lui si è trasferito a Coventry) sia più complicato coinvolgere italiani e corregionali.
Nei Paesi dell’emigrazione storica di fine Ottocento-Novecento la sfida è invece quella di interessare alle proprie origini italiane e friulane i più giovani, insegnando anche a loro la lingua. In Uruguay, come ha spiegato Claudia Girardo, sono moltissime le persone di origine friulana, ma molti di loro con il passare dei decenni hanno dimenticato queste radici. Un’altra sfida, ha aggiunto Roberto Gregoris dal Canada, è tenere aperti i vari club, sedi in cui gli emigranti si riunivano per momenti insieme tra compaesani, come a Toronto che è la città più friulana del mondo con oltre 500 mila persone di origine regionale. Situazione simile negli Stati Uniti d’America, dove Cynthia Paveglio ha portato l’esempio del Segretariato di Philadelphia che organizza serate gastronomiche dedicate al Friuli. In Argentina si riesce a tenere aperta la Casa della Provincia di Pordenone a Buenos Aires, punto di riferimento per la comunità friulana locale, come raccontato da Alejandro Vivian. In Sudafrica si sta perdendo il lascito dei tanti friulani rimasti laggiù dopo essere stati prigionieri durante la Seconda guerra mondiale: i nipoti non parlano più italiano, ha dichiarato Attilio Dalpiaz.
La Romania dal canto suo, come raccontato da Giulio Armanaschi, ha una condizione particolare: è terra sia di un’emigrazione storica che di una più recente, i cui esponenti si vogliono ora coinvolgere. Stessa situazione, anche se con numeri più ridotti, in Russia, dove da marzo di quest’anno è attivo il Segretariato Efasce più giovane, guidato da Antonello Colussi, che è intervenuto anche lui alla Consulta. Diverso il caso del Brasile: nell’area dello Stato del Rio Grande do Sul la storia dell’emigrazione è insegnata a livello curriculare a scuola e il dialetto derivato da veneto e friulano, chiamato “Talian”, è tutelato come lingua insieme al portoghese. Ci sono anche radio che trasmettono in Talian e tanti giovani coinvolti, come raccontato da Argel Rigo che ha anche ringraziato Efasce per il sostegno dopo l’alluvione che ha colpito lo scorso anno lo Stato e per l’interessamento sulla questione della cittadinanza recentemente discussa in Italia.
In videocollegamento Ilario Bagnariol, storico rappresentante dell’emigrazione friulana in Svizzera e tra i pochi superstiti della tragedia di Mattmark di cui tra pochi giorni ricorreranno i 60 anni e Ingrid Culos dall’Australia, che a Sydney sta dando supporto ai tanti giovani che scelgono di arrivare dall’Italia. Il presidente Tubaro, la vicepresidente Forte, il past presidente Gregoris e la segretaria Viol hanno ascoltato e condiviso le riflessione.
Salutati i rappresentanti della Consulta dei Segretariati, proseguono fino a domani le visite dei partecipanti ai citati progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” che, curati da Efasce e sostenuti dalla Regione Fvg, stanno visitando con la guida Simonetta De Paoli e il direttivo e segreteria Efasce il territorio regionale e i borghi da cui sono partiti i propri avi. Prossime tappe Spilimbergo, Maniago, San Vito, Valvasone, Aquileia e Grado, prima del commiato finale con consegna dei diplomi e le partenze del 18 luglio.

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In copertina, il gruppo di ospiti davanti alla Chiesa del Beato Odorico da Pordenone; all’interno immagini del lavoro della Consulta, presente per un saluto l’assessore comunale Walter De Bortoli.