Summer Nights, il rap Made in Italy questa sera invita al Palmanova Village

A Palmanova Village arriva l’artista icona del rap Made in Italy: oggi, alle 21, J-Ax farà ballare e cantare il pubblico per una serata di puro divertimento dopo il successo delle prime due Summer Nights con Sarah Toscano ed Ermal Meta. La serata sarà anche occasione per conoscere più da vicino J-Ax, fondatore del duo hip-hop Articolo 31 con una lunghissima carriera da solista che lo rende un artista trasversale a diverse generazioni, dal carisma travolgente.
Anche la terza serata delle Summer Nights, infatti, sarà condotta in collaborazione con Radio Company con la formula “Parole e Musica”: J-Ax sarà intervistato in diretta davanti al pubblico del Palmanova Village, alternando le parole alle canzoni live.
Lo spettacolo è gratuito e i negozi resteranno aperti fino alle 23, mentre bar e ristoranti fino a mezzanotte. La musica sarà garantita già dalle 18 con degli speciali djset, mentre lo shopping sarà imperdibile con i saldi estivi fino al -70% sul prezzo outlet. Le Summer Nights danno, poi, appuntamento con il gran finale di stagione sabato 30 agosto quando saliranno sul palco The Kolors, per un evento in musica adatto a tutta la famiglia, da ballare e da cantare a squarciagola, scegliendo tra le numerosissime hit del gruppo.JaX.jpeg.

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In copertina, J-Ax sarà il grande protagonista al Palmanova Village.

 

Quando un assegno tira l’altro, stasera “Scenario d’Estate” si sposta a Budoia

Si sposta a Budoia “Scenario d’Estate”, la rassegna promossa dal Piccolo Teatro Città di Sacile che anche quest’anno contribuisce al cartellone di eventi organizzato dal Comune di pedemontano, proseguendo la programmazione nell’Altolivenza grazie al sostegno della Fondazione Friuli. Appuntamento questa sera, alle 21.15, nell’Area Mercatale con la Compagnia Tarvisium Teatro impegnata nella commedia “Cash on delivery – un assegno tira l’altro”, commedia contemporanea di Michael Cooney messa in scena con la regia di Michela Cursi.
Protagonista della trama è il disoccupato Eric Carter, al quale vengono continuamente recapitate le lettere della previdenza sociale indirizzate al vecchio inquilino dell’appartamento in cui vive. Esasperato dalla situazione, si fa venire a un certo punto la “brillante” idea di assumerne l’identità per incassare le relative indennità. Quando, però, la burocrazia si mette in moto, non c’è modo di fermarla: ed è così che il povero Eric resta intrappolato in un diabolico ingranaggio senza poter tornare indietro. Quindi la situazione non può che precipitare tragicomicamente, dando vita a un frenetico via vai di goffi personaggi, tra cui l’ispettore della previdenza sociale, un impiegato delle pompe funebri e un’assistente sociale, in un crescendo di equivoci sempre più surreale, costellato di disastri e di risate.

Gli spettacoli di “Scenario d’Estate” hanno un biglietto unico di 5€ (gratuito fino a 12 anni), con biglietteria sul posto, senza prenotazione.
In caso di maltempo, la commedia sarà rinviata alla data del 18 settembre.
Per info:
tel/whatsapp 366 3214668 / mail: piccoloteatrosacile@gmail.com
www.piccoloteatro-sacile.org – Facebook: @piccoloteatrosacile

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In copertina, una scena della commedia in programma stasera a Budoia.

Monsignor Visintini parroco di Cergneu assumerà presto anche la responsabilità delle comunità di Taipana e Monteaperta

(g.l.) Risiede a Nimis il nuovo parroco di Taipana e Monteaperta. Monsignor Marco Visintini, originario di Tricesimo (dove è nato nel 1955 e dove è stato anche arciprete), ha infatti appena ricevuto la nomina da parte dell’arcivescovo di Udine. Nel contempo, il sacerdote resta parroco di Cergneu (assieme a Monteprato e Vallemontana), comunità che si appresta a celebrare il patrono San Giacomo, la cui Messa solenne sarà presieduta venerdì prossimo, alle 19, proprio da monsignor Riccardo Lamba.
Una nuova importante responsabilità, dunque, per don Marco in quella Chiesa dell’alta valle del Cornappo che fu per lunghi anni guidata dall’indimenticabile Mario Totis, anche se va detto che, in via ufficiosa, da parecchio tempo si occupa delle due località montane. Della nomina ha dato notizia stamane l’Arcidiocesi di Udine, riferendo anche di altri importanti incarichi come quello nella citata comunità di Tricesimo, il cui arciprete Dino Bressan è prossimo alla partenza in quanto era stato investito nelle scorse settimane del prestigioso ruolo di vicario generale dell’arcivescovo: al suo posto arriverà don Nicola Degano (che si occuperà anche di Ara e Fraelacco). Don Bressan, in seguito al suo inserimento in Curia, lascerà anche la guida della Forania della Pedemontana che, dopo la riforma promossa dall’allora arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, aveva assorbito anche la storica Forania di Nimis.

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In copertina, monsignor Marco Visintini nuovo parroco di Taipana e Monteaperta.

Pordenone avrà una “panchina verde”: aiuterà a capire le esigenze dei giovani

Un segno visibile per accendere i riflettori sul benessere psicologico degli adolescenti: è quello che muoverà i suoi primi passi a Pordenone domani, 24 luglio, alle ore 16.30. L’HUB381 di viale Dante sarà il cuore di un doppio importante evento: l’inaugurazione della panchina verde della campagna nazionale “Non sono emergenza” e l’apertura ufficiale di TaGaDà Rides – HUB 381, il primo degli otto presidi territoriali pensati per accogliere, ascoltare e accompagnare i più giovani a Pordenone e aree limitrofe. Questa iniziativa rientra nel progetto più ampio TaGaDà – Theater, Gamification e Dynamic, una nuova proposta “made in Pordenone” finanziata da Con i Bambini Impresa sociale (vedi nota in fondo al comunicato) nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Per l’occasione verrà anche presentato il logo distintivo del progetto. Nel giorno dell’inaugurazione, interverranno i rappresentanti del Comune di Pordenone, dell’ASFO, delle politiche giovanili e delle famiglie coinvolte, assieme ai referenti delle organizzazioni partner: FAI (capofila), Fondazione Opera Sacra Famiglia (FOSF), cooperativa ACLI, Nuovi Vicini, Ortoteatro, e Spk Teatro. L’evento è aperto al pubblico, con un invito esteso a tutte le realtà del territorio impegnate nel promuovere il benessere degli adolescenti.

La panchina verde – Dopo un momento introduttivo all’HUB381, l’attenzione si sposterà nel vicino Parco Galvani. Qui sarà svelata la panchina verde, realizzata e dipinta nei giorni precedenti dai ragazzi che partecipano alle attività estive del centro. Verde con una striscia arancione, come previsto dalla campagna, sarà un segno tangibile per ricordare che il disagio psicologico degli adolescenti esiste e va riconosciuto, ascoltato e accolto, non archiviato come un’emergenza isolata. Questa panchina non è solo un simbolo: è un vero e proprio luogo di incontro e dialogo, di ascolto, dove i ragazzi potranno sedersi, raccontare le loro emozioni e il loro punto di vista su temi che riguardano il benessere dei loro coetanei, condividendo video e foto sui social media con l’hashtag #nonsonoemergenza.

TaGaDà – Il progetto TaGaDà, selezionato tra ben 389 proposte a livello nazionale e finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, è molto più di un contenitore di attività. È un processo culturale, relazionale ed educativo che nei prossimi quattro anni coinvolgerà oltre 650 ragazze e ragazzi, 60 insegnanti, 20 operatori formati, 10 peer educator e 10 mentor. L’obiettivo è valorizzare il potenziale dei più giovani in una fase cruciale della crescita, fornendo strumenti concreti e occasioni di relazione autentica. Verranno proposti 280 laboratori che spazieranno dal teatro allo sport, dai videogiochi alla narrazione, utilizzando approcci moderni e più attrattivi per le nuove generazioni, senza dimenticare la validità di strumenti più classici. Anche il logo di TaGaDà rispecchia la filosofia del progetto: è un mix vibrante di viola scuro (che evoca creatività e immaginazione) e verde acqua/smeraldo (freschezza ed energia). La sua font, disegnata a mano, è giocosa e irregolare, pensata per comunicare informalità e allegria, lasciando spazio all’immaginazione degli adolescenti, veri protagonisti del progetto. I simboli grafici richiamano attività ludiche e non convenzionali. Questo design non è casuale: è frutto di un processo partecipato, nato da un confronto iniziale con i partner, che sottolinea l’importanza del coinvolgimento in tutta la strategia comunicativa di TaGaDà.

TaGaDà Rides HUB 381 – Realizzato in Viale Dante è il primo di otto presidi dedicati ai giovani che il progetto TaGaDà andrà a istituire in città e provincia di Pordenone. Questo spazio accoglierà attività laboratoriali di gruppo e individuali legate a teatro e sport, e offrirà un servizio di supporto psicologico per ragazzi (11-18 anni, con focus 14-18) e famiglie, anche grazie alla collaborazione di giovani peer formati. L’HUB381 si propone come un luogo aperto e senza pregiudizi, accessibile gratuitamente anche la sera e nel weekend per confrontarsi con educatori, educatrici e psicologi. Le attività di TaGaDà, pur avendo l’HUB381 come cuore pulsante, si estenderanno anche in provincia, coinvolgendo i Comuni di Chions, Montereale Valcellina, Prata di Pordenone, Pravisdomini e numerosi istituti scolastici del territorio. Si creerà così una vera e propria rete educativa che unirà scuole, famiglie, servizi sociosanitari e il mondo del terzo settore.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org

Si è concluso per i ragazzi di Grado e Cormons il campo estivo di Fusine che compie vent’anni. Don Nutarelli: “Grazie ai protagonisti pensando già al 2026”

(g.l.) «Un campo non è solo una vacanza, è un frammento di vita vera, fatta di relazioni, domande, sorrisi, fatica condivisa, passi nella stessa direzione. E questo campo, ancora una volta, è stato possibile grazie a una passione educativa concreta, contagiosa, viva»: è quanto afferma monsignor Paolo Nutarelli a conclusione del campo estivo che ha visto impegnati, a Fusine in Valromana, un centinaio di ragazzi di Grado e Cormons, la cittadina del Collio che ha mantenuto una proficua amicizia con don Paolo, parroco fino alla sua nomina avvenuta pochi anni fa ad arciprete della sua Isola.

«Fusine 2025 finisce oggi, ma non finisce ciò che ha generato nei cuori», ha detto il sacerdote al termine del soggiorno nella bellissima località tarvisiana, famosa per le sue montagne che si specchiano in due laghi stupendi dalle acque cristalline. E ha aggiunto: «Chi ha partecipato lo sa: un campo non è solo una vacanza, è un frammento di vita vera, fatta di relazioni, domande, sorrisi, fatica condivisa, passi nella stessa direzione. E questo campo, ancora una volta, è stato possibile grazie a una passione educativa concreta, contagiosa, viva. Voglio dire grazie agli animatori, ragazzi e ragazze di età, percorsi e storie diverse, che hanno scelto di donare il loro tempo ai più piccoli. Nel tempo delle ferie e delle vacanze, hanno deciso di esserci, con serietà e cuore. E grazie anche a chi ha lavorato dietro le quinte, nelle cucine, nella logistica, nel silenzio operoso di chi serve per amore».
Ed ecco la solida amicizia con il centro collinare. «Quest’anno – ha detto, infatti Donpi (per i suoi ragazzi) – celebriamo anche vent’anni di cammino condiviso tra Grado e Cormons. Vent’anni di collaborazione tra due comunità che credono nei giovani, che scommettono sull’educazione, che sanno camminare insieme. Fusine è il segno visibile di questo sogno comune, che si rinnova ogni estate ma vive tutto l’anno, negli oratori, nelle relazioni, nei piccoli gesti. Grazie a tutti. A chi c’era e a chi ha permesso che ci fosse. Fusine finisce oggi… ma da oggi si comincia a sognare Fusine 2026. Con lo zaino pieno di amore, di gratitudine, e di Vangelo».
Con domenica scorsa, si è dunque conclusa l’edizione 2025 dei campi estivi nell’accogliente località immersa nella millenaria Foresta di Tarvisio, che, come detto, ha coinvolto 98 ragazzi provenienti da Grado e Cormons, accompagnati da una ventina di animatori per turno. Un’esperienza intensa, vissuta tra natura, gioco, silenzi, riflessioni e tanto entusiasmo, che ancora una volta ha mostrato quanto sia fecondo il cammino condiviso tra due comunità. Fusine 2025 è stato ispirato dalle avventure di Indiana Jones e dalla ricerca del Sacro Graal, metafora di una vita vissuta come ricerca del senso profondo, della verità, dell’amicizia autentica, della Fede. Ma soprattutto è stato, come accennato, il campo del ventennale: vent’anni di collaborazione tra due comunità e soprattutto tra due oratori il Ric Cormons e lo Spes Grado, una storia di alleanza educativa che ha saputo generare legami, percorsi ed esperienze.
«Settimane intense ed impegnative, rese possibili – ha osservato infine don Paolo Nutarelli – dalla passione educativa delle persone che le hanno costruite e vissute. Animatori diversi per età e percorsi – studenti, laureandi, lavoratori – uniti da una sola passione: educare con il cuore. Con loro, i volontari della cucina, presenza instancabile e silenziosa, che con dedizione e sorrisi hanno reso ogni giornata più leggera e più buona. Nel tempo delle ferie e delle vacanze, hanno scelto di esserci per i ragazzi, di camminare accanto a loro, di accendere domande, ascoltare sogni, asciugare lacrime, condividere sorrisi. Questa è la bellezza del servizio: donarsi senza riserve, perché “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20,35). E se oggi Fusine 2025 finisce, non finisce la strada aperta nei cuori. Perché un campo vissuto così può orientare la vita. Perché ciò che si è vissuto resta, forma, trasforma. Questa è Fusine. Questa è la bellezza dei campi. Vent’anni di passione. Vent’anni di storie. Grazie a tutti. E avanti, sempre… con lo zaino carico di amore. Perché da oggi… si inizia a lavorare a Fusine 2026».

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In copertina, una sera di festa attorno al fuoco a Fusine; all’interno, i due gruppi di giovani di Grado e Cormons partecipanti al campo estivo e don Paolo Nutarelli.

Guerra e pace, a Casarsa della Delizia fa tappa “Salam. Shalom. Due padri”: interpreti sul palco Somaglino e Lussiana

“Biblioteche fuori luogo”, ormai a metà del suo percorso, domani 23 luglio – alle 21 nel Giardino di Palazzo Burovich de Zmajevich e in caso di maltempo in sala consiliare -, fa tappa a Casarsa della Delizia con la lettura scenica “Salam. Shalom. Due padri”, tratta dal romanzo Apeirogon di Colum McCann (Premio Terzani 2022). Con questo appuntamento la rassegna del Sistema bibliotecario Tagliamento Sile vivrà uno dei suoi momenti più attesi.

Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana interpretano la storia vera di due padri, uniti dallo stesso strazio indicibile per la perdita delle proprie bambine, uccise ciascuna dalla guerra dell’altro. Due padri che hanno il coraggio di diventare uomini di pace, imbracciando come unica arma il loro comune dolore: contro la tentazione della vendetta e la trappola dell’odio. Un testo che risponde con un messaggio di speranza al tema quanto mai attuale scelto quest’anno per la quinta edizione della rassegna curata dal coordinamento del Sistema bibliotecario Tagliamento Sile: Guerra e pace.
Un programma di letture sceniche che, toccando epoche, territori geografici e terreni letterari diversi, ha già riscontrato il favore di un pubblico numeroso e attento nelle prime otto tappe seguite all’anteprima di Zoppola dello scorso 14 giugno. Da “Il peso della farfalla” di Erri De Luca a “Senza sangue” di Alessandro Baricco, da “Le Marlboro di Sarajevo” di Jergović a “Cassandra a Mogadiscio” di Igiaba Scego, il tema del conflitto e dei conflitti è stato affrontato da diverse angolazioni. Partendo dalle sue radici letterarie, come hanno fatto Livio Vianello e Oreste Sabadin a Fiume Veneto ne “La morte di Ettore”, magistrale, intensissima lettura del canto XXII dell’Iliade. Ma sempre ricordando che la pace non è solo un’opzione, ma un’aspirazione che va ricercata con assoluta ostinazione, la stessa che ha ispirato Nicoletta Oscuro e Matteo Sgobino nel loro Taccuino per pacifisti incalliti, tappa purliliese della rassegna.
Dopo l’appuntamento casarsese, Biblioteche fuori luogo proseguirà poi con due letture sceniche dedicate al conflitto dell’ex Jugoslavia: “Hotel Tito” con Aida Talliente (venerdì 25 luglio, San Martino al Tagliamento) e “Diario di Zlata” nell’interpretazione curata da Paolo Jus (martedì 29 luglio, Villa Varda di Brugnera).

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In copertina e all’interno gli attori Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana.

(Foto Alice Durigatto)

“A spasso con Williams” a Udine e poi a Zompitta con la Compagnia dei Riservati

S’intitola “A spasso con Williams”: è un omaggio en plein air, nella cornice verde di un parco, al grande Tennessee Williams appunto (pseudonimo di Thomas Lanier Williams), autore, drammaturgo, sceneggiatore, poeta e scrittore di fama mondiale che ha saputo tradurre in parole, con grande efficacia, molti aspetti della società in cui ha vissuto.

Tennessee Williams


Lo spettacolo, un viaggio evocativo arricchito da musica dal vivo messo in scena da La Compagnia dei Riservati, crea un ponte tra il nostro territorio e le atmosfere senza tempo di un teatro universalmente conosciuto e apprezzato: domani 23 luglio, alle 19.30, location dell’evento sarà il Parco del Circolo Nuovi Orizzonti di Udine (in via Brescia 3), mentre giovedì 24, alla stessa ora, si replicherà nel parco di Zompitta di Reana del Rojale, nell’ambito della rassegna Intrecci CultuRojali. Ingresso libero, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite.
Parole e musica, in un susseguirsi di quadri a monologo e dialogo – a cura di Sonia Cossettini, che firma la regia, Elena Genio e Leonardo Fonda -, conducono lo spettatore in un insolito e affascinante percorso alla scoperta delle opere teatrali del maestro, cresciuto in una terra di confine simile alla nostra (rigogliosa e piena di verde grazie al fiume Mississippi e ai tanti corsi d’acqua che l’attraversano, proprio come avviene in Friuli Venezia Giulia) e solo apparentemente lontano da noi.
Nei giorni scorsi, intanto, La Compagnia dei Riservati ha dato evidenza – nell’ambito della manifestazione “Rojale da scoprire” – ad uno dei luoghi più nascosti e affascinanti del paesaggio rojalese: la chiesetta votiva dei Santi Gervasio e Protasio, a Qualso, si è trasformata nel palcoscenico di un incontro artistico e culturale. Gli interventi di Francesca Tonini, i disegni di Mariapia Comello e le interpretazioni di Sonia Cossettini e Francesco Cevaro hanno offerto al pubblico un’esperienza autentica, ricca di suggestioni, che ha attirato la comunità locale ma pure acceso la curiosità dei territori vicini.

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In copertina, ecco un’immagine di eventi scenici nei parchi friulani.

Alla World Cup di Milano Tara Dragaš (ritmica Asu) è oro al nastro e bronzo alla palla. E fra un mese i Mondiali in Brasile

A Milano, in una Unipol Forum Arena “sold out”, Tara Dragaš, ginnasta dell’Associazione Sportiva Udinese, ha chiuso la tappa conclusiva della World Cup di ginnastica ritmica con un oro al nastro e bronzo alla palla. Un risultato ancor più significativo se si pensa che tra le prime otto classificate dell’all-around, è l’unica ginnasta a non avere ancora esperienza olimpica. Alteta delle Fiamme Oro, Tara ha dato prova di grande maturità tecnica ed emotiva, emergendo come una delle protagoniste assolute dell’ultima World Cup. L’evento, che ha rappresentato l’ultimo banco di prova prima dei Campionati del Mondo, in programma tra un mese in Brasile, ha visto la partecipazione delle migliori atlete internazionali, tutte impegnate nella rifinitura delle proprie composizioni in vista dell’appuntamento iridato. «La doppia medaglia di Tara è un risultato straordinario, che ci riempie di orgoglio – ha commentato il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta -. Tara ha dimostrato, ancora una volta, non solo le sue qualità tecniche, ma anche la crescente maturità in pedana. Il suo doppio successo è il frutto di un percorso di crescita, costruito giorno dopo giorno con serietà, passione e spirito di sacrificio. Brava Tara, continua così».
Tara Dragaš, accompagnata in pedana dalla mamma-coach Špela Dragaš ha chiuso la competizione al quinto posto nel concorso generale, un risultato di assoluto rilievo in un contesto estremamente competitivo. Ma è nelle finali di specialità che la giovane ginnasta friulana ha saputo esprimersi al meglio, conquistando il primo posto nella finale con il nastro grazie a un’esecuzione pulita, espressiva e tecnicamente impeccabile, premiata con un punteggio di 28.800. Si tratta del suo primo oro in una tappa di Coppa del Mondo, arrivato in un contesto non solo prestigioso ma anche dall’alto impatto emotivo, trattandosi della tappa italiana. Sempre nelle finali, Tara ha ottenuto anche un importante terzo posto nella prova con la palla, dove ha raccolto un punteggio di 29.400. Un esercizio eseguito con eleganza e intensità, nonostante si tratti dell’attrezzo meno congeniale per la diciottenne friulana.
Meno fortunata la finale con le clavette, dove una piccola imprecisione su un passaggio complesso ha compromesso la possibilità di lottare per le prime posizioni: il punteggio di 27.500 l’ha collocata al sesto posto, comunque a ridosso delle migliori. «Brava Tara! – ha commentato emozionata Špela Dragaš -. C’è poco altro da dire. La vittoria davanti a un’arena piena è stata un’emozione unica, meritata per il lavoro e l’impegno quotidiano. Il quinto posto nell’all-around, ma ancor di più e due medaglie, confermano la sua crescita. Tara sta dimostrando di essere pronta per sfide sempre più grandi. Risultati che si devono senz’altro al suo impegno ma che non sarebbero possibili senza una società come Asu che è sempre al nostro fianco e alla competenza di tutto lo staff tecnico, che ringrazio».
Il cammino di Tara Dragas all’interno della competizione non è stato privo di difficoltà. Nella prova al cerchio del programma completo, infatti, un errore nell’ultimo lancio – non agganciato correttamente – ha comportato una penalizzazione rilevante, privandola di un punteggio di rischio di grande valore. Nonostante ciò, la ginnasta ha saputo reagire con grande determinazione, rialzandosi prontamente e mostrando una progressiva crescita di rendimento nelle prove successive. E ora, chiusa questa importante pagina, l’atleta bianconera è già proiettata ai Campionati del Mondo, dove potrebbe rappresentare l’Italia in tutti e quattro gli attrezzi: la conferma arriverà nelle prossime settimane. Intanto, già la prossima settimana (25-27 luglio) sarà presente alla World Challenge Cup di Cluj-Napoca; mentre dal 1° al 3 agosto sarà presente al collegiale alla sede dell’Associazione Sportiva Udinese, dove sono attese atlete da tutto il mondo.

Gli altri successi a Folgaria
e agli Europei in Estonia

Tara Dragaš ha sfiorato l’impresa ai Campionati Nazionali Assoluti di Ginnastica Ritmica che, anche quest’anno, si sono disputati nella consueta cornice del Palaghiaccio di Folgaria. Con 113,150 punti ha dato filo da torcere all’olimpionica Sofia Raffaeli, oro con 113,500. L’atleta dell’Associazione Sportiva Udinese, e delle Fiamme Oro, si è saputa distinguere con una prova tecnica dall’altissimo profilo, dimostrando una grande maturità in ogni attrezzo. Ma se nella classifica generale è stata d’argento, ha vinto ben due medaglie d’oro nelle prove d’attrezzo, in ambi i casi superando Raffaeli: al nastro, con un punteggio di 29,050, e nelle clavette, dove ha ottenuto 28,600 punti. Anche nella palla si è distinta, salendo sul secondo gradino con un punteggio di 28,150, rimanendo a pochissima distanza da Raffaeli. Infine, ha ottenuto l’argento anche al cerchio, con 28,350 punti, confermandosi tra le migliori ginnaste in assoluto della scena nazionale.
Assieme a Tara Dragaš, per l’Asu, era presente anche Gaia Mancini, che ha affrontato la competizione con determinazione ma è stata tradita da qualche errore di troppo. Assente, invece, Isabelle Tavano, costretta a rinunciare alla gara a causa di un infortunio al piede. Un plauso per i risultati di Tara è arrivato dal direttore generale di Asu, Nicola Di Benedetto, presente in campo gara: «Siamo molto orgogliosi di Tara, matura e tenace, salendo sul podio in tutti gli attrezzi e chiudendo seconda in una classifica, ha oramai dimostrato che può gareggiare alla pari con il grande talento di Sofia Raffaeli. Questo risultato conferma il lavoro che stiamo portando avanti e ci riempie di entusiasmo. Allo stesso modo siamo fieri anche dell’impegno dimostrato da Gaia, che ha affrontato la gara con serietà nonostante le difficoltà, e facciamo un grande in bocca al lupo a Isabelle per una pronta guarigione». Con questa prestazione, Tara Dragaš ha dimostrato ancora una volta di essere una delle protagoniste assolute della ginnastica ritmica italiana.

Si è chiusa con risultati di grande prestigio la partecipazione di Tara Dragaš alla quarantunesima edizione dei Campionati Europei di ginnastica ritmica, ospitati quest’anno dalla Unibet Arena di Tallinn. La giovane atleta dell’Associazione Sportiva Udinese, in forza al gruppo sportivo delle Fiamme Oro, ha preso parte alla finale del concorso generale individuale, riservata alle migliori ventiquattro ginnaste emerse dalla fase preliminare, divenute venticinque a seguito dell’inserimento della wild card per la rappresentante estone.
Con una prova condotta con rigore e maturità su tutti e quattro gli attrezzi, Tara Dragaš ha chiuso la finale all-Around con il quinto punteggio complessivo, totalizzando 112.550 punti (28.650 al cerchio, 26.600 alla palla, 29.350 alle clavette, 27.950 al nastro), affermandosi così tra le migliori interpreti del panorama continentale. Il titolo europeo è stato assegnato all’ucraina Taisiia Onofrichuk, che ha chiuso al primo posto con 117.800 punti, seguita dalla bulgara Stiliana Nikolova (116.700) e dalla tedesca Darja Varfolomeev (115.150). «Con questo Europeo, Tara consolida il proprio percorso di crescita, affermandosi come una delle atlete più promettenti del vivaio azzurro e di questo non possiamo che esserne orgogliosi, avendola vista crescere sulle nostre pedane sin dalla tenera età», ha sottolineato il presidente di Asu, Alessandro Nutta.
Alla brillante prestazione nel concorso generale si sono aggiunte due significative partecipazioni alle finali di specialità, dove Tara Dragaš ha ottenuto il sesto posto alle clavette e il quinto al nastro, eseguendo due esercizi di elevato contenuto tecnico e artistico. Un risultato complessivo che conferma l’alto livello raggiunto dalla ginnasta friulana, capace di scalare la vetta internazionale una prova dopo l’altra. Parole di soddisfazione ed emozione sono arrivate dalla mamma-coach Spela Dragaš: «Questo Europeo è andato oltre ogni previsione. Tara ha saputo contribuire in maniera fondamentale alla conquista dell’oro a squadre, storico traguardo per la ginnastica ritmica italiana. Ha superato per la prima volta la soglia dei 29 punti, arrivando addirittura a 29.850 alle clavette, un risultato mai raggiunto prima. Il quinto posto nel concorso generale e la qualificazione a due finali individuali rappresentano traguardi che, solo pochi mesi fa, sarebbero sembrati irraggiungibili. Tara ha dimostrato di potersi confrontare con le migliori ginnaste europee e di meritare pienamente un posto tra le grandi. Ringrazio la Federazione, il gruppo sportivo della Polizia di Stato e tutte le colleghe che, assieme all’Asu, ci supportano quotidianamente».

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In copertina, Tara Dragaš alla World Cup di Milano; all’interno, agli Assoluti di ritmica in Trentino e agli Europei di Tallinn.

Pandemia, fra i non vaccinati vincono il Premio Divoc i racconti di Pasqua Teora. Toccante ricordo di Francesco Benozzo

Una scrittrice bergamasca ha vinto il Premio Divoc che ricorda le durissima esperienza pandemica. A Pradamano sono avvenute, infatti, le annunciate premiazioni del concorso Divoc, giunto ormai alla terza edizione, l’unico Premio esclusivamente dedicato ai non vaccinati contro il Covid-19, ideato dal filosofo friulano Emanuele Franz e promosso dall’Audax Editrice. Il concorso, presentato al Parlamento Europeo di Bruxelles lo scorso dicembre, ha visto oltre cento iscritti da tutto il mondo, in particolare da Italia, Olanda, Austria, Germania, Romania e Perù. Lo scopo del progetto non è stato discriminare né invitare a non vaccinarsi, quanto ricordare il dramma delle limitazioni alla libertà subite durante la gestione della emergenza sanitaria.


Si è, dunque, aggiudicato il primo posto la scrittrice bergamasca Pasqua Teora con l’opera “Il diseguale dell’umano”, una raccolta  di racconti che narra gli anni turbolenti della pandemia attraverso il linguaggio poetico, riuscendo a creare immagini profonde di quel periodo ancora vivido nell’esperienza di molti, cioè di chi non è disposto a dimenticare. Secondo classificato è, invece, il messinese Giuseppe Campolo con l’opera “L’amore occulto”, che invita alla scoperta di una resistenza interiore ed una disobbedienza verso qualsiasi potere coercitivo.
Moltissime le opere segnalate. Oltre cento le persone presenti alla premiazione. Numerosi gli interventi con testimonianze in prima persona dei drammi vissuti in quegli anni difficili con parole toccanti che sono entrate nei cuori di tutti. La grande affluenza del pubblico ha dimostrato che i cittadini non vogliono dimenticare la privazione delle libertà subita negli anni della gestione sanitaria, bensì reagire alla crisi non con la paura ma con il senso della appartenenza, del rito e della comunità. Sentiti i saluti dal presidente di giuria Angelo Tonelli, deciso e lucido l’intervento di Ugo Rossi, toccante infine, l’omaggio allo scrittore Francesco Benozzo, garante letterario del Premio Divoc, già candidato al Nobel per la letteratura, recentemente venuto a mancare. Apprezzati, infine, i saluti dell’europarlamentare Sergio Berlato che ha invitato i partecipanti, ma anche le istituzioni, a non smettere di chiedere verità e giustizia.

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In copertina, Emanuele Franz con la prima classificata Pasqua Teora e la giurata Lucia De Giorgio; all’interno, il filosofo friulano con Giuseppe Campolo giunto secondo.

Alla festa dei Santi Patroni il grazie dell’Isola di Grado a don Anton Gavasker che presto ritornerà nel suo Sri Lanka

(g.l.) In questi anni, una preziosa presenza estiva per la Parrocchia di Grado è stata quella di don Anton Gavasker, sacerdote che entro l’anno tornerà nel suo Sri Lanka (l’ex Ceylon), nel continente asiatico, ma il suo ricordo resterà sempre vivo e colmo di gratitudine nell’Isola del Sole. «Qui – gli è stato detto durante la Messa solenne per i Santi Ermagora e Fortunato che lui stesso ha presieduto nella Basilica di Sant’Eufemia – sarai sempre di casa», tanto è l’affetto che l’ha circondato durante la sua apprezzata pastorale quale prezioso aiuto all’arciprete Paolo Nutarelli. E, a ricordo di Grado, gli sono stati fatti dei doni che ha molto gradito. Nel contempo, il grazie a don Anton ha voluto esprimere riconoscenza anche per aver “custodito” in piazza San Pietro, nella Città del Vaticano, il grande Presepe lagunare che Grado ha donato al compianto Papa Francesco in occasione dell’Anno Santo. Il rito è stato reso ancora più solenne e partecipato dai canti eseguiti dalla Corale orchestra “Santa Cecilia” diretta da Anello Boemo.

Ma, dicevamo, domenica scorsa la comunità isolana festeggiava anche i Patroni, per cui al termine della Messa i busti dei due Santi – Ermagora, primo vescovo di Aquileia, e Fortunato, suo diacono – sono stati esposti sul sagrato e alla presenza del sindaco Giuseppe Corbatto e di un foltissimo numero di fedeli monsignor Nutarelli ha impartito la tradizionale benedizione alla Città. Si è trattato, infatti, della seconda grande festa estiva dopo il “Perdon de Barbana” rinnovato, nella sua solennità e suggestione, pochi giorni prima. E, ora, altro importante appuntamento sarà a Ferragosto la Festa del Villeggiante, celebrata in occasione della solennità di Santa Maria Assunta.

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In copertina, la consegna dei doni a don Anton; all’interno, la benedizione sul sagrato alla Città dei Santi Patroni impartita dall’arciprete Paolo Nutarelli presente il sindaco Giuseppe Corbatto.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)