Turismo, in agosto boom di assunzioni. Confermato invece il calo di contratti previsti in manifattura e costruzioni

Crescono anche ad agosto i nuovi contratti di assunzione (di durata superiore ad un mese o a tempo indeterminato) programmati dalle imprese Fvg dei settori industria, servizi e primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca): il sistema di rilevazione Excelsior-Unioncamere, elaborato per la Regione dal Centro Studi Camera di Commercio Pordenone-Udine, registra 6.910 assunzioni previste nel mese, con 250 ingressi programmati in più (+4,1%) rispetto ad agosto 2024. Nel trimestre agosto-ottobre 2025 sono previste 28.070 entrate, +410 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,6%).
Il settore primario, che – lo si ricorda – viene monitorato dal mese di luglio di quest’anno – programma ad agosto 530 assunzioni in Fvg, l’industria nel suo complesso ricerca 1.580 lavoratori nel mese, di cui 1.070 sono i contratti previsti dal manifatturiero e 510 dalle costruzioni. Permane la complessità nel settore industriale: le assunzioni previste sono infatti ancora in calo, -310 (cioè -16,3%) rispetto ad agosto 2024, sia per la componente della manifattura sia per quella delle costruzioni.

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La transizione energetica

Voucher digitali e transizione energetica: la Camera di Commercio Pordenone-Udine li mette a disposizione delle piccole e medie imprese dei due territori, con un bando dal plafond di 250 mila euro. Sono ammissibili a contributo le spese sostenute dall’impresa – fatturate e pagate – a partire dal 1° gennaio 2025 e prima della presentazione della domanda, per gli acquisti elencati espressamente all’articolo 6 del Bando, disponibile con tutta la modulistica e le informazioni di dettaglio nella sezione Contributi camerali del sito www.pnud.camcom.it. In sostanza, si deve trattare di spese sostenute per acquisire servizi e beni per l’adozione e introduzione in azienda di tecnologie digitali 4.0, in un’ottica di “doppia transizione” digitale ed ecologica, o ancora acquisti finalizzati a favorire la razionalizzazione dell’uso di energia da parte delle imprese, attraverso la realizzazione di interventi di efficientamento – ogni spesa ammessa a contributo, in ogni caso, è dettagliata nel bando. L’agevolazione camerale consiste in un contributo a fondo perduto, in conto capitale sulle spese sostenute e ritenute ammissibili, nella percentuale massima del 70 percento. Le tipologie di voucher sono due. Il voucher A è dell’importo di euro 5mila euro a fronte di una spesa minima di 7.142,86 euro (Iva esclusa), e il voucher B è di 10 mila euro a fronte di una spesa minima di 14.285,72 euro (sempre Iva esclusa). Alle imprese in possesso del rating di legalità valido sarà riconosciuta una premialità di 250 euro. Le imprese interessate possono presentare domanda alla Cciaa, utilizzando, a pena di inammissibilità, la modulistica presente sul sito entro il 2 settembre prossimo e inviandola esclusivamente via posta elettronica certificata (Pec). Per le imprese con sede destinataria dell’iniziativa in provincia di Udine la Pec a cui indirizzare la domanda è contributi.ud@pec.pnud.camcom.it, per Pordenone contributi.pn@pec.pnud.camcom.it

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Sono invece 4.790 i contratti di lavoro previsti dal settore dei servizi nel mese in corso, +570 su agosto 2024 (+13,5%). «A offrire le maggiori opportunità di impiego in questo periodo, e con crescita davvero significativa – commenta il presidente della Cciaa friulana Giovanni Da Pozzo – è ovviamente il turismo», nel quale infatti Excelsior rileva 1.770 lavoratori previsti in ingresso (+610, addirittura +52,6% su agosto 2024), seguito dai servizi alle imprese con 1.340 richieste, sostanzialmente stabili, queste, rispetto all’anno precedente.
Ad agosto le imprese dichiarano difficoltà di reperimento per più di 4.000 assunzioni programmate (il 58,6% del totale), confermando come causa prevalente la mancanza di candidati. Tra le professioni ad alta specializzazione e tecniche, si faticano a trovare lavoratori nelle professioni tecniche delle attività turistiche e ricettive (difficoltà di reperimento totale, da tutte le imprese intervistate), seguiti dagli analisti e specialisti nella progettazione di app (93,8%). Nelle professioni commerciali e dei servizi sono particolarmente difficili da reperire i professionisti qualificati nei servizi sanitari e sociali (84,7%) e la difficoltà rimane elevata anche per esercenti e addetti alle attività di ristorazione (68,4%). Tra gli operai specializzati si segnalano quelli addetti alle costruzioni e al mantenimento delle strutture edili (85,4%).
Le imprese sono alla ricerca di lavoratori immigrati per coprire circa 1.600 ingressi programmati nel mese di agosto, pari al 23% del totale contratti. Per una quota pari al 32% le assunzioni interesseranno giovani con meno di 30 anni.

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In copertina, un’immagine della sede udinese della Camera di Commercio.

Torlano domani commemorerà l’eccidio di ottantun anni fa: anche da Portogruaro per ricordare la tragedia dei De Bortoli

di Giuseppe Longo

Sarà il nuovo sindaco di Nimis, ingegner Fabrizio Mattiuzza, a presiedere domani mattina la solenne commemorazione dell’Eccidio di Torlano nel suo 81° anniversario. La civica amministrazione ha, infatti, indetto l’annuale cerimonia che comincerà alle 11 con la Messa, nella Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova, in suffragio delle trentatré vittime innocenti della strage nazifascista; quindi, in corteo sarà raggiunto il vicino Cimitero dove sarà reso omaggio al sacello che custodisce i loro resti: nell’occasione, si terranno i saluti delle autorità, a cominciare da quelli dei rappresentanti di Nimis e di Portogruaro. Alla cerimonia, infatti, non manca mai una delegazione della città veneta per rendere omaggio al sacrificio di mamma De Bortoli e dei suoi bambini, martirio che è perennemente ricordato da un monumento nella frazione di Summaga. L’anno scorso era presente, con la delegazione portogruarese, anche Gina De Bortoli, ultranovantenne ma ancora in ottima salute, ultima superstite di quella efferata strage del 25 agosto 1944.
In quell’estate di 81 anni fa la popolazione del Comune di Nimis visse le pagine più cupe della propria esistenza, che però ebbero un sinistro presagio già il 12 dicembre precedente, quando a Nongruella sopra Cergneu ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio, nel quale caddero otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), del tutto estranee a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della seconda guerra mondiale.

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I 102 anni di Paola Del Din

(g.l.) «Oggi celebriamo Paola Del Din, figura eminente della storia del nostro Paese e testimone autentica dei valori più alti della Resistenza e della libertà. Come staffetta della Divisione Osoppo, ha messo a rischio la propria vita per servire la Patria, portando avanti con coraggio e determinazione ideali che ancora oggi costituiscono le fondamenta della nostra democrazia. La sua vicenda personale, segnata anche dal sacrificio del fratello Renato, è un esempio di dedizione e di amore per l’Italia che le è valsa la Medaglia d’Oro al Valor Militare e che non deve mai essere dimenticata». Con questo augurio, l’assessore Pierpaolo Roberti ha portato i saluti dell’Amministrazione regionale a Paola Del Din, nel giorno del suo 102° compleanno, festeggiato in ottima salute a Sappada assieme a parenti ed amici. Paola Del Din è stata staffetta partigiana durante la Resistenza, distinguendosi per coraggio e dedizione in missioni rischiose che prevedevano il trasporto di messaggi e documenti attraverso territori occupati dai nazifascisti e fu anche la prima donna paracadutista italiana e compiere un lancio di guerra. Dopo il conflitto si è dedicata all’insegnamento e alla promozione della memoria storica, diventando una testimone autorevole dei valori di libertà e democrazia. Ancora oggi, nonostante l’età molto avanzata, non manca alle principali cerimonie commemorative. E anche alla commemorazione di Torlano è stata presente molte volte. «Con profonda gratitudine e sincera ammirazione, a nome della Regione Friuli Venezia Giulia, le rivolgo i più sinceri auguri di buon compleanno – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – nella certezza che la sua testimonianza continuerà a essere fonte di ispirazione per le generazioni presenti e future».

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Torlano rievocherà così la più tragica pagina di storia della sua comunità. Era il 25 agosto 1944 quando, all’alba, si scatenò la feroce rappresaglia nazifascista quale reazione all’uccisione di un ufficiale tedesco: in quelle settimane era infatti intensa l’attività partigiana nel paese e nel territorio circostante, specialmente montano, del Comune di Nimis. L’azione fu decisa dal Comando superiore delle SS di Trieste ed è ricordata come una delle vicende più orribili dell’ultimo conflitto, il cui fascicolo, come quello di altre stragi compiute sul suolo nazionale, finì nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. Trentatré, come detto, le vittime innocenti: 24 di Torlano e 9 di Ramandolo. Una famiglia molto numerosa originaria della citata Portogruaro fu quasi del tutto sterminata da quello che è passato alla storia come il “boia di Colonia”.
Secondo gli ordini impartiti dalle autorità naziste, quella mattina di agosto doveva scorrere il sangue di quaranta persone, scelte a caso senza badare se fossero uomini, mamme o bimbi. Sette riuscirono a mettersi in salvo per cui le vittime, come detto, furono trentatré, tra cui appunto intere famiglie. E la più duramente colpita fu proprio quella dei De Bortoli, mezzadri sfrattati dalla loro terra portogruarese e giunti sotto i monti Plajul e Zucon in cerca di un po’ di fortuna: in nove furono barbaramente uccisi. Ma uno dei figli, Paolo, che aveva sette anni (è scomparso ottantunenne pochi anni fa), riuscì a salvarsi, protetto dal corpo della madre, e a farsi una vita, nonostante il tremendo trauma psicologico subito, come pure la ricordata sorella Gina, tredicenne, che riuscì a fuggire, sebbene avesse riportato gravissime ustioni causate dai vestiti avvolti dal fuoco. Nove martiri, insomma, soltanto in casa De Bortoli, mentre le altre persone trucidate appartenevano alle famiglie Comelli, Dri e Vizzutti, cognomi fra i più diffusi nella frazione di Nimis e a Ramandolo.
Il sacello-monumento dinanzi al quale domani si terrà la commemorazione ufficiale custodisce i resti di quelle povere vittime che tre anni dopo l’Eccidio furono raccolti in cinque bare, solennemente tumulate nel cimitero del paese, lasciando la fossa comune di Torlano Inferiore perché proprio là fu consumata la strage del 25 agosto 1944. Sinistra premessa di quanto sarebbe accaduto poco più di un mese più tardi a Nimis capoluogo che il 29 settembre fu interamente dato alle fiamme.

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In copertina, le bare nelle quali furono raccolti i resti delle 33 vittime dell’Eccidio.

Sipario sull’Alpe Adria Puppet Festival a Grado che si conferma la sua sede ideale: tanto pubblico nonostante il maltempo

Le incertezze del maltempo non hanno gravato sull’ottima riuscita della 34ma edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival di Grado e Vetrine, la rassegna di teatro di figura ideata dal Cta di Gorizia svoltasi da lunedì scorso a venerdì. Diretto da Roberto Piaggio, il festival ha ormai un consolidato rapporto con l’Isola del Sole dove la rassegna rimarrà senz’altro fino al 2029 grazie alla recente vittoria del bando per l’affidamento di un incarico quinquennale da parte dell’Ufficio Cultura del Comune isolano per l’organizzazione e la promozione di un festival di teatro di figura.
«In questi giorni abbiamo avuto un crescendo di pubblico a ogni spettacolo – ha affermato il direttore artistico a conclusione dell’ultima serata –. Questo ci permette di pensare, grazie anche all’appoggio del Comune, a nuovi progetti da sviluppare in modo da trasformare Grado in una vera “cittadella del teatro di figura”». Viene dunque così premiata la capacità degli spettacoli di fidelizzare il pubblico: un pubblico formato da spettatori di tutte le età e nazionalità, che riescono facilmente a farsi catturare da performance in cui la magia del teatro si compie spesso senza l’utilizzo delle parole ma solo grazie al fascino della narrazione, del gesto e della musica.

Burattini grandi protagonisti.

Circa duecento persone hanno presenziato ad ognuno degli spettacoli che si sono succeduti in orario serale fra la Diga Nazario Sauro (che ha ospitato l’inaugurazione affidata a Piccole Storie – Il viaggio di Berta,
produzione Cta), la suggestiva cornice di Campo Patriarca Elia (con la compagnia Le Strologhe protagonista di Storie da mangiare) e l’auditorium Biagio Marin dove si sono avvicendati l’evocativo circo contemporaneo della compagnia spagnola Rauxa e la magica Ouvertures des Saponettes di Michele Cafaggi che ha catalizzato l’attenzione di grandi e piccini nel gran finale di venerdì.
Ottime presenze anche agli spettacoli pomeridiani che hanno animato Campiello della Scala e Calle Tognon grazie alle marionette della Compagnia degli Sbuffi, ai pupazzi del Gatto con gli stivali di Tieffeu, per arrivare al piccolo Piuma della compagnia Di Filippo marionette fino alla pacifica occupazione della Diga Nazario Sauro da parte dei burattini di Rabbit’s house del Lgl di Lubiana.
A fare da corollario alla sezione estiva della rassegna i tre appuntamenti ospitati dalle Vetrine con le tappe di San Canzian d’Isonzo (dove si è esibita la Compagnia degli Sbuffi con Pulcinella e il castello misterioso), Cividale del Friuli e Farra d’Isonzo in cui si sono tenute due repliche di Piccole storie – Il viaggio di Berta.
Ma l’Alpe Adria Puppet Festival non è solo spettacoli (tutti, peraltro, a ingresso gratuito). Molto seguito e appassionante è stato, infatti, anche il laboratorio mattutino Luci di mare condotto nella biblioteca civica Falco Marin di Grado dall’illustratore Emanuele Bertossi che ha guidato bimbi e genitori nella costruzione di originali “lanterne gradesi” usate per animare l’affollato acquario allestito ieri sera in Calle Tognon per il Flash Art con cui la rassegna ha salutato l’affettuoso pubblico.
Si è trattato di un saluto che è però un arrivederci, non solo alla prossima edizione estiva del festival, ma anche alla sua edizione autunnale, dedicata al tema Prospettive, prevista a Gorizia e Nova Gorica dal 3 all’8 ottobre. Workshop, momenti di incontro e dibattito si alterneranno ai numerosi spettacoli in programma, portati in scena da compagnie internazionali e volti a sollecitare il dibattito su temi di attualità come la sostenibilità ambientale e sociale.

Inserita nel programma di eventi GO! 2025&friends la 34ma edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival di Grado e Vetrine è stata realizzata con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Promoturismo, il patrocinio dei Comuni di Grado, San Canzian d’Isonzo, Cividale del Friuli e Farra d’Isonzo. Alcuni degli spettacoli sono peraltro inseriti nel progetto Art&Puppets finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal GECT GO.

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In copertina, il saluto di Roberto Piaggio durante uno spettacolo in Calle Tognon a Grado.

In\Visible Cities, il Festival multimediale al via a Gradisca d’Isonzo, Gorizia e Nova Gorica tra narrazione e partecipazione

 In un anno che segna profondamente il territorio transfrontaliero grazie alla Capitale europea della cultura 2025, il festival In\Visible Cities – organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo – torna ad abitare Gradisca d’Isonzo, Gorizia e Nova Gorica con un programma ricchissimo, capace di intrecciare ricerca artistica, partecipazione collettiva e riflessione sul contemporaneo.

PAROLA D’ORDINE CONTEMPORANEO – Com’è stato spiegato in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’11^ edizione, ospitata dalla sala consigliare del Comune di Gradisca d’Isonzo, sono in programma 63 eventi, fra cui 11 prime regionali e 9 prime nazionali. «In\Visible Cities si trova a vivere quest’anno così importante e ricco di cambiamenti con entusiasmo. Un anno in cui l’attenzione del pubblico nazionale e internazionale ci spinge a ragionare sempre di più su cosa significhi “contemporaneo”, a puntare sull’ibridazione tra linguaggi e punti di vista differenti, a pensare il festival come luogo di sperimentazione ma anche di accoglienza di sensibilità diverse, di cura dei dettagli, di creazione di azioni e relazioni nuove», hanno spiegato i direttori artistici Alessandro Cattunar, Miriam Paschini e Gioele Peressini. «In questo 2025 si chiude un triennio durante il quale abbiamo tracciato alcune strade che hanno rafforzato l’identità del festival e il nostro legame con un pubblico sempre più ampio, curioso, affezionato», hanno ricordato ancora. «Ci è sembrato necessario, in questa edizione un po’ speciale, proporre al pubblico innanzitutto nuove occasioni di conoscere il territorio e la sua storia sotto punti di vista differenti», il risultato è una programmazione articolata, a tratti audace, che mette come sempre al centro l’ibridazione dei linguaggi che per il Festival è elemento imprescindibile.

STORYTELLING A CIELO APERTO – Dal 27 al 31 agosto a Gorizia e Nova Gorica e dal 3 al 7 settembre a Gradisca d’Isonzo, il Festival Urbano Multimediale trasformerà le tre location in un laboratorio di narrazione a cielo aperto, dove ogni angolo diventerà teatro, installazione, spazio narrativo. In\Visible Cities, anche quest’anno, sarà un percorso esperienziale capace di superare confini, epoche e linguaggi. Come di consueto la sua programmazione si snoderà fra diverse rassegne tematiche che ne rappresentano i molti volti. Confermato “Ars. arti relazioni scienze” con cui si sonderanno nuovi modi per fare divulgazione scientifica attraverso il teatro, la poesia, la danza e la musica. Ancora una volta ci sarà “Zero gradi di separazione” dedicato all’accessibilità in ambito culturale per le persone con diverse forme di disabilità. Ma non mancheranno anche le sezioni dedicate alla danza, alle performance multimediali e a quelle urbane e partecipative, a cui si uniranno i progetti della rassegna “Realtà Aumentate”.
Il programma dettagliato è stato raccontato dai direttori artistici alla presenza di Alessandro Pagotto, sindaco del Comune di Gradisca d’Isonzo; Marco Zanolla, assessore alla Cultura del Comune di Gradisca d’Isonzo; Paolo Bressan, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Presenti anche Giada Rossi e Mattia Cuttini, dell’associazione Kaleidoscienza, che curano la rassegna ARS. Arti, relazioni, scienze; Marilena Delfabro, curatrice di CasaFestival e Kristina Furlan di Goriški Muzej con cui 4704 collabora per “Realtà aumentate / Obogatene resničnosti”.

LA REGIONE FVG – Impossibilitato a essere presente, Mario Anzil, vicepresidente e assessore alla cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ha fatto sapere in una nota come «questa edizione assume un significato ancora più rilevante: ci troviamo infatti in un anno cruciale per il nostro territorio transfrontaliero, che sta vivendo la straordinaria esperienza della Capitale europea della cultura 2025. In questo contesto, In\Visible Cities si conferma non solo come festival artistico, ma come spazio di dialogo e di costruzione culturale comune, capace di unire Gorizia, Nova Gorica e Gradisca d’Isonzo in un unico laboratorio creativo a cielo aperto». Il vicepresidente ha anche espresso «un plauso ai direttori artistici e a tutta l’associazione Quarantasettazeroquattro per il grande lavoro svolto con dedizione, creatività e visione. In particolare, ringrazio per aver dato forma a un cartellone ricchissimo capace sicuramente di coinvolgere un pubblico variegato e di promuovere un’autentica cultura di frontiera. La Regione Friuli Venezia Giulia è quindi pronta a sostenere questo progetto, che interpreta il ruolo della cultura come motore di crescita, di coesione e di innovazione sociale».

IL SINDACO DI GRADISCA – «Accogliamo con entusiasmo l’11^ edizione di In\Visible Cities, che torna a rendere Gradisca d’Isonzo protagonista, assieme a Gorizia e Nova Gorica, di un percorso culturale unico nel suo genere – ha sottolineato Alessandro Pagotto, sindaco del Comune di Gradisca d’Isonzo -. Il festival rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire luoghi e spazi della nostra città con occhi nuovi, attraverso la forza della sperimentazione artistica e la bellezza delle performance. In questo anno così speciale, segnato dalla Capitale europea della cultura, il festival contribuisce a dare al nostro territorio una visibilità internazionale e a rafforzarne l’identità contemporanea, mostrando quanto la cultura possa essere motore di rigenerazione, di dialogo e di comunità. Un valore aggiunto che apprezziamo molto è l’attenzione all’accessibilità e all’inclusione: In\Visible Cities dimostra che l’arte non ha barriere e può davvero aprirsi a pubblici diversi, creando occasioni di incontro e partecipazione. Ringrazio l’associazione Quarantasettazeroquattro per il grande lavoro che porta avanti con competenza e passione, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Fondazione Carigo per il sostegno a un progetto che arricchisce tutto il nostro territorio. Gradisca d’Isonzo si conferma così città dell’arte contemporanea e laboratorio di innovazione culturale, pronta a dare il proprio contributo al grande racconto di GO!2025».

E L’ASSESSORE ALLA CULTURA – «Nel 2025, con In\Visible Cities, celebriamo l’undicesimo anno di programmazione a Gradisca d’Isonzo, sempre dedicato all’arte contemporanea. In questa edizione, la collaborazione con Gorizia e Nova Gorica si è intensificata ulteriormente, estendendosi attraverso In\Visible Cities XL e culminando con la programmazione in questa ultima fase dell’anno della Capitale Europea della Cultura. Il programma a Gradisca è particolarmente ricco, con oltre 49 eventi che spaziano tra i molteplici linguaggi dell’arte contemporanea, coinvolgendo realtà artistiche italiane, europee e internazionali», ha dichiarato Marco Zanolla, assessore alla Cultura del Comune di Gradisca d’Isonzo, congratulandosi con gli organizzatori per la programmazione.

FONDAZIONE CARIGO – Paolo Bressan, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, ha portato i saluti della presidente Roberta Demartin che in una nota ha voluto sottolineare come In\Visible Cities sia «un festival che porta nuova energia e visione al nostro territorio. In questo straordinario 2025, che vede Nova Gorica e Gorizia condividere il prestigioso titolo di Capitale europea della cultura, il festival si conferma un luogo di narrazione e partecipazione, capace di unire comunità e linguaggi diversi. La Fondazione è onorata di sostenerlo, certa che la cultura alimenti il cuore di una comunità viva e proiettata verso un futuro condiviso e ricco di opportunità».

KALEIDOSCIENZA – «Il quinto anno della rassegna propone sette eventi scelti per coinvolgere il pubblico attraverso linguaggi differenti e appagare tutti i “palati”, con teatro, danza, musica, talk e performance itineranti. La rassegna dà spazio anche alle restituzioni delle residenze artistiche come “Noctiluca scintillans” di Marta Bellu e il collettivo Trifoglio e “Upcall” di Cosimo Miorelli e Antonio Della Marina, spettacoli nati dalla collaborazione tra artisti e ricercatori che hanno potuto dialogare e ampliare il proprio sguardo, arricchendo nello scambio di esperienze la propria visione» hanno precisato Giada Rossi e Mattia Cuttini di Kaleidoscienza.

RISCOPERTA DEL TERRITORIO – L’11ma edizione del festival si concentrerà sulla riscoperta del territorio attraverso performance site-specific e itineranti che coinvolgeranno attivamente il pubblico. Si percorreranno parchi, confini e spazi urbani, trasformati per l’occasione in palcoscenici da vivere. Non mancherà un intreccio tra arte, memoria e partecipazione: si camminerà dentro misteri da risolvere, si ascolteranno voci del passato, si abiteranno luoghi dimenticati che torneranno a mostrarsi. Il pubblico avrà modo di esplorare gli ex spazi industriali del Cotonificio di Piedimonte, il bellissimo parco del Rafut, subito oltreconfine, le rive dell’Isonzo sotto il ponte di Salcano, gli spazi di transizione del valico di Casa Rossa e il centro di Nova Gorica, fra l’antica fornace e i nuovi casinò. Il programma affronterà temi come identità, corpi e confini, e lo farà con linguaggi diversi che spazieranno dalla scienza alla danza, dalla musica alla performance. E poi ci saranno le immancabili esperienze multimediali, i concerti narrativi e i momenti di ironia intelligente. Si renderà omaggio alla tradizione e si apriranno nuovi sguardi sul presente, grazie a un Festival che, ancora una volta, saprà unire persone, storie e territori sotto il segno del contemporaneo. Ma In\Visible Cities 2025 sarà più di un festival: sarà un attraversamento collettivo, una mappa da riscrivere insieme, una celebrazione della cultura come spazio di incontro, sperimentazione e libertà.

GRANDI NOMI E ARTISTI EMERGENTI – Oltre a proporre grandi nomi a livello nazionale e locale, come Cristina Donà, Teho Teardo e Marta Cuscunà, In\Visible Cities è sempre più connesso alle principali realtà italiane attive nell’ambito del teatro di ricerca, proponendo una programmazione di altissimo livello, attenta alla scena contemporanea e alle nuove proposte in ambito performativo, coreografico e multimediale. Alessandro Sciarroni, con un affascinante progetto dedicato alla riscoperta della polka chinata; Stalker Teatro con “Drama sound city”, uno spettacolo ibrido, tra teatro e musica elettronica; il duo Panzetti-Ticoni e la compagnia Lost Movement, con le loro coinvolgenti coreografie in spazi pubblici; Sotterraneo e il loro irrefrenabile Dj Show, con cui celebrano i vent’anni di attività; Simon Senn e la sua riflessione affascinante e provocatoria sull’identità, tra dismorfia di genere e potenzialità legate alle nuove tecnologie.
Grande spazio anche a performer e dramaturg emergenti, capaci di proporre linguaggi scenici innovativi, tra cui: Diana Anselmo e Sara Pranovi, con “Je Vous Aime”, una lecture-performance multimediale che si dipana fra storytelling verbale, slides, videotestimonianze in lingua Italiana dei Segni (LIS) e Visual Sign, la forma poetica delle lingue dei segni; Camilla Parini e il collettivo Treppenwitz, con una performance per singolo spettatore, sui temi dell’identità personale e collettiva, nei suggestivi spazi dell’ex Enoteca la Serenissima.
Due format particolari saranno proposti anche da: trickster-P, con “French line”, performance ludica che chiamerà a raccolta dieci partecipanti in un appartamento privato, dove saranno coinvolti in un gioco narrativo dedicato alla storia del confine goriziano; e da Ant Hamton, con “Borderline visible”, una performance di lettura collettiva e immersiva.

IMMAGINI E MUSICHE DALLA GROENLANDIA – Il clou sarà raggiunto giovedì 4 settembre alle 21 al Teatro nuovo di Gradisca, con “Lo sciamano di ghiaccio”, una sorta di “opera d’arte totale”, ideata da Guido Barbieri, Fabio Cherstich, Oscar Pizzo e Piergiorgio Casotti, che racconta la metamorfosi rapida, impetuosa, a volte crudele che la Groenlandia e il popolo inuit hanno subito negli ultimi cinquant’anni. Un racconto che si dipana tra cinema e musica live: le immagini girate per l’occasione in Groenlandia dialogheranno con le musiche originali di Massimo Pupillo e con i canti tradizionali di Karina Moeller, cantante inuit che vive in Danimarca.

CASA FESTIVAL ALL’EXENOTECA – Durante le giornate di Festival, a Gradisca d’Isonzo, aprirà anche CasaFestival, nella storica sede dell’ex enoteca “La Serenissima”: uno spazio ibrido che diventerà il cuore del festival. Uno spazio aperto al pubblico, agli artisti, allo staff, dove fare una sosta tra una performance e l’altra, certi di incontrare persone con cui condividere pensieri ed esperienze, mentre si sorseggia una birra. Uno spazio in cui sarà possibile rilassarsi, fare un aperitivo assistendo ad un dj set, per darsi appuntamento al giorno dopo. Ma anche un luogo dove fare, e fruire, arte e performance, che ospiterà installazioni multimediali e darà vita a esperienze intime e partecipative, come la mostra “Trasposizioni”, curata da Altrememorie e frutto di un percorso di ricerca e di dialogo con persone cieche e ipovedenti.

In\Visible Cities è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo. ARS è organizzato dal Comune di Gradisca d’Isonzo e curato da Kaleidoscienza e Quarantasettezeroquattro. La rassegna “Realtà aumentate – Obogatene resničnosti” è curata da Quarantasettezeroquattro e Goriški Muzej ed è finanziata dall’Unione europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti (Small Project Fund) GO! 2025 del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027, gestito dal GECT GO. Projekt financira Evropska unija iz Sklada za male projekte GO! 2025 Programa Interreg VI-A Italija-Slovenija 2021-2027, ki ga upravija EZTS GO.
Info: https://invisiblecities.eu | Facebook | Instagram | segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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In copertina, Gradisca d’Isonzo sarà il punto di riferimento della manifestazione.

Al Parco delle Rose di Grado questa sera un concerto rock tutto dedicato agli U2

Nuova, invitante proposta musicale oggi, 23 agosto, a Grado. Appuntamento infatti, alle 21, all’Arena del Parco delle Rose con un concerto tutto dedicato agli U2 – “The last af the Rockstars” -, con la Tribute band 500 Pounds. L’ingresso è libero e l’organizzaione è a cura di “Musica a 4 Stelle”, il progetto che ogni estate riempie di bellissime note l’Isola del sole, con la direzione artistica del maestro Giorrgio Tortora.

Radio Judrio, ultimi due giorni per visitare a San Pietro al Natisone la mostra sui territori di frontiera

(g.l.) Ultimi due giorni, oggi e domani, per visitare la bellissima mostra fotografica di Massimo Crivellari, “Radio Judrio, vivere dentro la frontiera”, ospitata dal Museo di paesaggi e narrazioni (Smo) di San Pietro al Natisone. E per oggi c’è anche una interessante proposta: alle ore 17.30, l’autore guiderà una visita speciale alla esposizione. L’iniziativa è a ingresso gratuito, con prenotazione al Museo stesso. Ricordiamo che la mostra si inserisce in un più ampio progetto dedicato alla Valle del Judrio e ai territori di frontiera, che comprende anche la raccolta di racconti “Radio Judrio”, scritti da Barbara Pascoli e pubblicati da Kappa Vu. “Radio Judrio” è, infatti, un progetto che parla di una terra di confine: un’esplorazione di luoghi al margine del contemporaneo, che soffrono dell’abbandono di chi vi nasce e decide di inseguire il benessere in pianura. Chi rimane diventa il testimone di un tempo che, dalle altre parti, non esiste più: un sopravvissuto. Il progetto si compone di un libro, uscito a fine marzo, e appunto della mostra fotografica in questione.

LA MOSTRA – Le fotografie di Massimo Crivellari gettano uno sguardo inedito sulla Valle del Judrio, lontano da facili seduzioni idilliache e nostalgiche e, per questo, incredibilmente vero. Sono paesaggi sospesi, in tinte delicate, spesso privi di persone ma mai privi del loro intervento.

Il LIBRO – In quattordici racconti  pubblicati da Kappa Vu Barbara Pascoli compone un affresco di questa nuova frontiera, dando voce alla sua gente. I racconti sono accompagnati dagli scatti di Massimo Crivellari. Architetture, oggetti, natura e persone: un viaggio in un microcosmo fatto di legami tra un territorio e i suoi abitanti.

GLI AUTORI – Sono marito e moglie e dal 2017 vivono a Oborza, una piccola frazione montana dell’alta valle del Judrio in Comune di Prepotto, al confine con la Repubblica di Slovenia.
Massimo Crivellari è fotografo professionista e si occupa di industria e architettura. Lavora per riviste di settore; ha collaborato per anni con Turismo Fvg; ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. La sua ultima mostra è stata Lampi, al Museo della Grande Guerra di Gorizia. La sua ricerca sul paesaggio antropizzato, che indaga l’interazione tra uomo e ambiente, gli ha valso il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia del Craf. Ha pubblicato libri fotografici su natura, architettura e territorio, tra i quali: L’incanto delle Lagune e Alpi e Prealpi (Magnus), L’Isonzo e Il Carso con testi di Andrea Bellavite (Leg), Trieste con testi di Pietro Spirito (Leg), Il Collio con testi di Lucia Pillon (Leg). www.massimocrivellari.com
Barbara Pascoli ha pubblicato racconti e romanzi. L’ultimo uscito, la saga familiare Sorelle (Kappa Vu), ha ottenuto il Marchio microeditoria di qualità ed è stato finalista al premio Città di Cava de’ Tirreni nel 2023 e, nel 2024, ai Premi Albero Andronico, Giorgione, Latisana per il Nordest, Palmastoria. Dal 2021 organizza il concorso letterario “Prepotto. I racconti dello Schioppettino” per il Comune di Prepotto, di cui è assessore alla cultura. https://barbarapascoli.webnode.it

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In copertina e all’interno immagini della mostra di San Pietro al Natisone: la locandina, Tony Vallero, Slivoviz e Il rally.

Notte da gufi per bambini coraggiosi domani sera in riva al lago di Cornino tra i segreti delle creature dell’oscurità

Nel buio tra i rapaci e le creature notturne, per esplorare il bosco nell’oscurità e scoprirne i segreti: torna, a grande richiesta, la “Notte da gufi per bambini coraggiosi”, speciale avventura che verrà proposta alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino domani, 23 agosto. Le iscrizioni sono ancora aperte e si possono effettuare al numero 0427.808526 o con mail all’indirizzo centrovisite@riservacornino.it. Il ritrovo è fissato alle 20, al Centro visite: l’esperienza durerà un paio d’ore. Sono consigliati abbigliamento a strati, scarpe da trekking, lampada frontale o torcia e scorta d’acqua.
A guidare i partecipanti saranno gli esperti della Coop Pavees, presieduta da Luca Sicuro, che illustreranno ai giovanissimi escursionisti (età indicata 6-10 anni) i segreti, le caratteristiche le suggestioni dell’affascinante “popolo” della notte: si imparerà a riconoscere i richiami dei rapaci che sorvolano la Riserva, a cominciare dal “re gufo”, e le loro abitudini. Nelle precedenti edizioni l’esperienza aveva sempre raccolto un grande successo: l’auspicio è che «anche stavolta le adesioni siano tante ed entusiastiche», commenta il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva di Cornino, Luigino Ingrassi, ricordando come la ricca programmazione annuale sia studiata per stimolare l’interesse e la curiosità di ogni fascia d’età.

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In copertina, bambini partecipanti alla Notte da gufi dello scorso anno.

Grado, oggi con il Cta gran finale per l’Alpe Adria Puppet Festival che in ottobre sarà a Gorizia e Nova Gorica

Nonostante le incertezze poste dal maltempo, sono proseguiti con successo gli appuntamenti della 34ma edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival di Grado e Vetrine, la rassegna internazionale di teatro di figura ideata dal Cta di Gorizia che da oggi al 2029 ha ottenuto un affidamento di incarico quinquennale dall’Ufficio Cultura del Comune isolano per la realizzazione del Festival. La kermesse, che da lunedì a mercoledì ha interessato anche i Comuni delle Vetrine di San Canzian d’Isonzo, Cividale del Friuli e Farra d’Isonzo, ha avuto Grado come suo snodo centrale proponendo spettacoli che hanno quotidianamente richiamato centinaia di spettatori.

L’ultima giornata del Festival si aprirà oggi con la sessione conclusiva del Laboratorio per bambini e genitori “Luci di mare” condotto dall’illustratore e scultore friulano Emanuele Bertossi nei locali della Biblioteca Civica “Falco Marin”(a partecipazione gratuita ma su prenotazione al numero 0431.82630). Durante le mattinate sono state realizzate delle lanterne che saranno protagoniste, proprio nella serata odierna, del Flash Art Luci di mare. Un acquario effimero in Calle Tognon, pronto ad accogliere ospiti e visitatori di tutte le età a partire dalle 22. Nel corso della giornata di potrà, inoltre, assistere allo spettacolo di burattini Rabbit’s house portato in scena dal Lutkovno Gledališče di Lubiana alle 18.30 sulla diga Nazario Sauro. In serata, alle 21, l’auditorium “Biagio Marin” di via Marchesini ospiterà invece la magica performance Ouvertures des saponettes, concerto per bolle di sapone condotto da Michele Cafaggi. In caso di maltempo, tutti gli spettacoli si sposteranno all’interno dello stesso auditorium.
E, dopo l’appuntamento estivo, l’Alpe Adria Puppet Festival tornerà a Gorizia e Nova Gorica dal 3 all’8 ottobre con laboratorio, workshop, incontri e naturalmente tanti spettacoli dedicati alle mille sfaccettature del teatro di figura. Il festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Promoturismo, il patrocinio dei Comuni di Grado, San Canzian d’Isonzo, Cividale del Friuli e Farra d’Isonzo.

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In copertina e all’interno, due immagini di “Ouvertures des saponettes”; qui sopra, il laboratorio con Emanuele Bertossi.

“Zovins”, da oggi a Udine con il Cfap ritorna la mostra dei giovani artisti. Pittino: «Sono talenti da valorizzare»

Andrea Cignolini, Strike De Quartierino, Shira Fornasier, Camilla Fornasiero, Limbo (Marco Maraggi), Jimmy Richter, Giulia Scarbolo e Pietro Zambonini da oggi, 22 agosto, saranno protagonisti a Udine. Per “in arte con il Cfap”, attività curata nello Spazio espositivo della Fondazione Friuli dal Centro Friulano Arti Plastiche, questo pomeriggio, alle 17.30 si inaugura infatti in via Gemona 3 a Udine la mostra Zovins 2 – “Collettivo di giovani artisti Friulani e non”. “O vin zovins”, in italiano “Abbiamo giovani”. La mostra resterà quindi aperta fino al 7 settembre prossimo.
«La mostra – spiega Bernardino Pittino, presidente del Cfap – nasce dal desiderio di offrire uno spazio di visibilità a giovani artisti che si dedicano alla ricerca e alla pratica artistica, intrecciando percorsi personali e sensibilità contemporanee. Dopo il buon riscontro della prima edizione, “Zovins” torna con nuove opere e nuovi sguardi, a conferma di un progetto che cresce e si rinnova, restando fedele alla volontà di valorizzare il talento emergente. Tecniche come la china, la pittura, la scultura e il disegno digitale diventano strumenti per raccontare, osservare, provocare o semplicemente per costruire bellezza con coerenza e passione. In un panorama culturale spesso distratto, questi artisti scelgono la lentezza del gesto, la materia e l’attenzione al dettaglio. Sono giovani, sì, ma già capaci di guardare il mondo con uno sguardo maturo e meritano tutta la vostra attenzione». Ecco, dunque, un breve profilo di ogni artista partecipante alla collettiva udinese.

Bernardino Pittino

Andrea Cignolini 39 anni, grafico. Disegna e dipinge dalla scuola d’arte e sperimenta varie tecniche fra cui l’olio, l’acrilico, tratteggio a penna, sabbie e bombolette. Ora predilige una tecnica di fusione tratteggio a penna e acrilico su tavola.

Strike De Quartierino, nato nel 91. In questa vita dacché ne ha ricordi la sua prima passione è stata il disegno, che porta avanti sino ad ora. Si diletta nella musica, arti visive e nel mondo della moda fino al 2021 dove trova la sua realizzazione e professione come Tatuatore.

Shira Fornasier: classe ’93, eredita dai genitori la passione per il mondo dell’arte. Nell’ultimo periodo si è dilettata in ambito pittorico e scultoreo ricercando tematiche concettuali e concentrandosi particolarmente sul volto e le sue espressioni.

Camilla Fornasiero, classe ‘91, nata a Trieste. Tra un randagismo e un altro la linea guida d’accompagnamento è sempre stata il disegno a china. Trova la sua espressione nel tatuaggio artistico, di cui è esordiente.

Limbo (Marco Maraggi) è un illustratore e fumettista italiano. Dopo essersi diplomato alla Scuola Internazionale di Comics di Padova si è mosso nell’ambito delle autoproduzioni underground per poi collaborare con Beside Books srl. Lavora come freelancer collaborando con clientiinternazionali.

Jimmy Richter (Udine, 1991), 110 e Lode all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dipinge a olio figure albine, angeli caduti, figure mitiche e temi religiosi ed erotici, esplorando la dicotomia tra purezza e peccato e i tabù. Dopo dieci anni di lavoro privato, ha iniziato da qualche anno a esporre.

Giulia Scarbolo è diplomata presso il Liceo Artistico Sello. Da sempre alla ricerca di innovazioni e originalità come canale di espressione del lato umano dell’uomo: ha scelto di sviluppare le proprie inclinazioni e passioni artistiche in ambito multimediale e del disegno.

Pietro Zambonini, classe 1995, è un illustratore e scultore. Da sempre affascinato da visi e culture distanti, spesso i suoi soggetti sono volti di donne e uomini con gli occhi chiusi, che obbligano lo spettatore a confrontarsi con l’immobilità completa.

La vernice questo pomeriggio alle 17.30 nella sala esposizioni della Fondazione Friuli, in via Gemona 3 a Udine. L’esposizione sarà visitabile fino al 7 settembre durante i seguenti orari: venerdì 16.30-19.30; sabato e domenica 10-12.30 / 16.30-19.30.

“Palchi nei Parchi”, stasera a Pagnacco Giovanni Baglioni e Paola Selva rendono omaggio alla chitarra di Michael Hedges

Michael Hedges non è stato semplicemente un chitarrista. È stato un pensatore, uno sperimentatore, un insaziabile curioso, un visionario, un poeta delle corde, un inventore di suoni e atmosfere, un pioniere coraggioso che ha ridefinito i confini della chitarra acustica. A ricordare e omaggiare il cantautore, chitarrista e compositore statunitense è il nuovo appuntamento della rassegna itinerante a cura del Servizio Foreste della Regione Fvg con la direzione artistica della Fondazione Bon “Palchi nei Parchi”: oggi, 22 agosto, alle 20.45, al Parco Rizzani di Pagnacco, attesa l’esibizione di Giovanni Baglioni, uno dei nomi più interessanti nel panorama della chitarra acustica solista contemporanea: affiancato dalla chitarrista friulana Paola Selva, i due musicisti saranno impegnati in un intenso tributo ad una figura umana e artistica che ha lasciato un’impronta indelebile di chi lo ha scoperto negli anni ’80 e ’90 e una rivelazione per chi lo scopre, oggi. A far rivivere il suo lascito anche la voce unica di Rebi Rivale: una straordinaria occasione di ascolto per le generazioni di chitarristi che ne seguono l’impronta e per gli ascoltatori che ancora possono godere della sua musica.

Giovanni Baglioni


Eccellente musicista e virtuoso dello strumento, Giovanni Baglioni si approccia alla chitarra in maniera assai spettacolare da vedere e da ascoltare, spaziando dal sapiente utilizzo del tapping, all’impiego di accordature alternative, agli armonici artificiali, all’utilizzo percussivo dello strumento, e ad una minuziosa ricerca polifonica e timbrica. A partire dal 2006 si esibisce attingendo al repertorio di importanti esponenti della chitarra acustica solista quali Tommy Emmanuel, Michael Hedges, Erik Mongrain, Preston Reed, Andy Mckee, Maneli Jamal, Justin King. L’apprezzatissimo figlio d’arte ha partecipato ai più importanti festival italiani di chitarra acustica, partecipato come ospite solista e arrangiatore in numerosi tour del padre Claudio Baglioni e condiviso il palco, tra gli altri, con Nicola Piovani, Simone Cristicchi, Mario Venuti, Pier Cortese, Filippo Graziani. Ha intrecciato la sua musica anche con altre forme d’arte, il teatro, la danza, la scrittura: Ha suonato nello spettacolo Tra Schiaffo e Carezza con il compianto scrittore Pino Roveredo e suonato nel progetto Arrivederci Fratello Mare di Erri De Luca.

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Alessio Zoratto a Trieste

Un progetto che fonde musica e arti visive con dieci nuove opere ispirate a dieci capolavori dell’arte contemporanea è al centro dell’appuntamento triestino con “Palchi nei Parchi”. Domani, 23 agosto, torna al Parco di San Giovanni, nell’area esterna al Teatrino Franca e Franco Basaglia, la manifestazione che lungo tutta l’estate ha attraversato numerosi parchi di tutta la regione. Alle 18.30 in programma il concerto Canvas Melodies dal nome dell’album d’esordio del giovane contrabbassista udinese Alessio Zoratto (nella foto di Luca d’Agostino), pubblicato nel 2024 in CD, vinile e digitale, che si contraddistingue per la voglia di sperimentazione. Il suo progetto musicale, come detto, fonde musica e arti visive: dal Dadaismo all’Espressionismo, all’Astrattismo e altre correnti del secolo scorso, che hanno tutte segnato alcuni momenti chiave della vita dell’artista, dal ricordo di amori passati o presenti, a persone che non ci sono più, dal dolore di una società in continua guerra, a momenti gioiosi. Con Zoratto sul palco Giovanni Perin, al vibrafono, Luca Zennaro alla chitarra, Luca Colussi alla batteria e la partecipazione speciale del sassofonista Francesco Bearzatti per esplorare un jazz contemporaneo influenzato da rock e musica sperimentale. Il concerto si svolge in collaborazione con Erpac Fvg, SimulArte Società Cooperativa e FIAB. A precedere il concerto il consueto intervento a cura degli esperti regionali: Ruggero Sandri, dell’Ersa Fvg interverrà sul tema dei controlli fitosanitari sulle merci importate nell’Ue. In caso di maltempo, il concerto si terrà all’interno del Teatro. Prevista per gli interessati in programma anche la ciclo-escursione a cura della Fiab Trieste Ulisse (info@ulisse-fiab.org).

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A precedere il concerto il consueto intervento a cura degli esperti regionali: sul palco Raffaella Troiano, dell’Ente Tutela Patrimonio Ittico Fvg che parlerà dell’acquario di Ariis. In caso di maltempo, la serata realizzata in collaborazione con il Comune di Pagnacco, si terrà al Teatro Paolo Maurensig di Tavagnacco. Prevista per gli interessati la ciclo-escursione a cura della Fiab Udine Abicitudine APS (abicitudine@gmail.com). Parco Rizzani ospiterà anche il concerto Cheek to cheek di venerdì 29 agosto protagonista l’elegante, ironico e coinvolgente trio Les Babettes che conduce il pubblico tra i grandi classici dello swing italiano e americano.
Domani, 23 agosto, la rassegna approda invece a Trieste al Parco di San Giovanni, nell’area esterna al Teatrino Franca e Franco Basaglia: alle 18.30 in programma il concerto Canvas Melodies dal nome dell’album d’esordio del giovane contrabbassista udinese Alessio Zoratto. Un progetto che fonde musica e arti visive con dieci nuove composizioni ispirate a dieci capolavori dell’arte contemporanea. Sul palco cinque artisti, con alla guida Zoratto e la partecipazione speciale del sassofonista Francesco Bearzatti.

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In copertina, la chitarrista friulana Paola Selva che stasera suonerà a Pagnacco.