“Vuoto alla soglia”, a Sesto al Reghena fra le storiche mura abbaziali in arrivo la personale dell’artista Marco Tracanelli

A Sesto al Reghena, uno dei Borghi più belli d’Italia, sarà inaugurata sabato 7 marzo, alle 17.30, “Vuoto alla soglia”, personale di Marco Tracanelli patrocinata dal Comune, dalla Pro Loco e dall’Associazione Culturale Sexto. L’esposizione sarà visitabile con ingresso libero nel salone abbaziale, in Piazza Castello, fino al 29 marzo dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. La vernice ospiterà anche la performance “Contano i centimetri” interpretata da Lucia Bagnarol.

Marco Tracanelli

“L’esclusa”

«Una mostra – afferma il sindaco Zaida Franceschetti – che invita a riflettere sul tema del passaggio, della sospensione non solo tra un luogo e l’altro ma pure tra uno stato d’animo e l’altro. Un racconto pittorico, quello di Marco Tracanelli, che ospitiamo con piacere nel nostro borgo che è tra i più belli d’Italia e che si conferma con questa iniziativa scrigno ideale per ospitare progetti artistici, anche grazie alla preziosa collaborazione con le associazioni culturali. Gli spazi del Salone Abbaziale, così fondamentali per la nostra storia, valorizzeranno ulteriormente le opere d’arte che saranno esposte». «Di Marco Tracanelli – aggiunge l’assessore alla cultura Elisa Coassin – da tempo apprezzo non solo la qualità della sua ricerca pittorica, ma anche la coerenza umana e artistica: la capacità di non scendere a compromessi, di non inseguire il consenso, esprimendosi attraverso una rara versatilità espressiva e mantenendo sempre una forte tensione concettuale e una profondità che parla a tutti. Gli sarò sempre grata anche per aver scelto Sesto al Reghena per l’opera Empatia/Compassione, che ha rappresentato uno dei momenti più intensi vissuti in Piazza Castello negli ultimi anni. Non è un caso che realtà associative del territorio capaci di visione come l’Associazione Culturale Sexto e la Pro Sesto scelgano di promuovere il suo lavoro, che fa crescere una comunità non solo dal punto di vista culturale, ma anche umano».
Tracanelli, artista visivo e autore teatrale, da anni è impegnato in una ricerca che attraversa pittura, installazione e riflessione performativa. La mostra “Vuoto alla soglia” indaga il tema della soglia come luogo di passaggio, di sospensione e di possibile trasformazione. Il vuoto non è inteso come assenza o mancanza, ma come spazio attivo, carico di tensione, in cui l’immagine si ritrae lasciando emergere una dimensione di attesa e di attraversamento. Le opere che saranno esposte a Sesto al Reghena – dipinti e installazioni – costruiscono un percorso che invita il visitatore a rallentare lo sguardo, a sostare, a confrontarsi con ciò che non è immediatamente visibile o narrabile. La materia pittorica, spesso ridotta all’essenziale, dialoga con il silenzio architettonico del salone abbaziale, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di esperienza più che di semplice visione. La scelta di questa location non è infatti casuale: la sua stratificazione storica e simbolica amplifica il senso di soglia, rendendo il vuoto un elemento condiviso tra opera, spazio e spettatore. In questo contesto, la mostra si configura come un invito a interrogare il rapporto tra presenza e assenza, tra immagine e memoria, tra ciò che resta e ciò che si perde.

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In copertina, un’intensa “Pietà” raccontata dall’artista Marco Tracanelli.

Carnia laboratorio d’Europa, musica, arti performative e inclusione sociale. Domenica un grande evento a Ovaro

Da alcuni mesi la Carnia è al centro di uno studio internazionale che mira a valutare come le arti performative, la musica, ma anche il teatro e la danza, possano sviluppare l’alfabetizzazione culturale, promuovendo conoscenza, inclusione e coesione sociale: d@rts – dialoguing arts (cultural literacy for social inclusion) – finanziato dal programma Horizon dell’Ue (2021-2027), il Programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione – si è posto l’obiettivo di trovare risposte a diverse domande attivando dei percorsi laboratoriali-artistici all’interno di comunità di Italia, Serbia, Germania e Norvegia.

L’EVENTO – Domenica 1° marzo, in un grande evento itinerante aperto a tutti e gratuito, sarà possibile “assistere” agli esiti di quanto è emerso dal progetto, sul territorio promosso dalla Cooperativa Puntozero in collaborazione con il Centro Studi Interculturali del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Verona. La giornata sarà suddivisa in tre momenti in altrettante località afferenti al Comune di Ovaro, in tutte le tappe è prevista una mostra interattiva sul progetto e sui suoi esiti, sfruttando installazioni interattive dedicate alle capacità di comprendere, dialogare e convivere nelle differenze, già presenti sul territorio dal 21 febbraio. In quanto alle attività itineranti, si comincerà alle 10 a Clavais, in piazza e Villa Ines. Alle 11.30, ci si sposterà a Muina, al Bar Cooperativa. Mentre alle 17, l’appuntamento è a Ovaro, al Centro di aggregazione giovanile (in località Spin, via Vidrina di Chialina), dove è in programma una grande festa finale con esibizioni musicali, in collaborazione con Villachorus e Coro SutrioInCanta. Prevista animazione, giochi e un goloso rinfresco.

LA RICERCA – Rivolto a persone di tutte le età, attraverso il progetto d@rts sono state realizzate attività di ricerca condotte da operatori locali volte ad analizzare come la musica d’insieme possa favorire l’acquisizione e il potenziamento delle competenze della Cultural Literacy, come per esempio l’ascolto, l’empatia, la collaborazione, riconoscere i pregiudizi, gestire i conflitti. In particolare si sono tenuti dei laboratori musicali per bambini a Ravascletto; altri laboratori e percorsi musicali di organo per adolescenti di Sutrio e Paluzza; e un percorso di musica d’insieme aperto a tutte le fasce d’età ad Ovaro.

L’ESPERTA – «La ricerca – ha spiegato Cristina Balloi, ricercatrice in pedagogia generale e sociale, coordinatrice per l’Università di Verona del progetto d@rts – ha coinvolto un gruppo di bambine e bambini e un gruppo di adulti e adolescenti che, attraverso un approccio partecipativo, hanno contribuito alla costruzione degli esiti del progetto. Dallo scorso giugno i due gruppi si sono ritrovati per fare musica insieme, guidati da artiste e artisti che, in collaborazione con il team dei ricercatori, hanno facilitato la connessione tra pratiche artistiche e attività scientifica. Tutti i partecipanti e le partecipanti sono stati parte attiva del processo contribuendo alle diverse fasi di raccolta e analisi dei dati. Oltre ai gruppi impegnati nelle attività musicali – ha continuato ancora la ricercatrice che si è occupata del progetto assieme alla collega Licia Lombardo -, è stato costituito un comitato locale che ha avuto la funzione di decidere, insieme allo staff di progetto, gli aspetti logistici e comunicativi, con l’obiettivo di favorire nuove connessioni e una più ampia diffusione delle attività svolte nella comunità. Quello del primo marzo sarà senz’altro un importante momento di condivisione, all’insegna di narrazione, musica, attivazione e arte rivolti a persone di tutte le fasce d’età».

Grado, imminente il via ai lavori di restauro del campanile della Basilica. Intervento conservativo anche per i preziosi mosaici del pavimento

di Giuseppe Longo

Imminente a Grado il via alle opere di restauro dell’imponente campanile della Basilica patriarcale. “Insieme”, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale oggi in distribuzione, riferisce infatti che dopo l’approvazione dei lavori conservativi da parte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia e della Curia arcivescovile di Gorizia, “potrà prendere ufficialmente avvio un importante intervento di restauro che interesserà il campanile della Basilica di Sant’Eufemia, simbolo inconfondibile della nostra comunità ed elemento identitario del profilo della città”. Come si ricorderà, alla fine della scorsa estate era stata segnalata una caduta di frammenti dalla storica struttura, tanto che si era dovuto provvedere tempestivamente al transennamento dell’area sottostante al fine di scongiurare ogni rischio per la pubblica incolumità. Immediato, quindi, l’avvio della procedura, da parte degli uffici parrocchiali, per la richiesta delle verifiche di stabilità e per impostare l’iter burocratico inerente alla sistemazione di un bene così prezioso.

Monsignor Paolo Nutarelli


Come scrive monsignor Paolo Nutarelli, il progetto si articolerà in due momenti distinti: «Fase 1 – marzo/giugno 2026 (appalto d’urgenza). Si procederà al restauro delle facciate esterne, dalla base fino alla cella campanaria, con particolare attenzione ai mattoni e gli inserti lapidei a vista che caratterizzano i prospetti del campanile. Saranno, inoltre, effettuate prove tecniche sulla meccanica dell’Angelo segnavento, elemento storico e simbolico che da secoli veglia sull’Isola». Quindi la Fase 2 che si svilupperà tra marzo e giugno del prossimo anno. «Riguarderà – precisa l’arciprete – il restauro degli interni ed eventuali interventi di consolidamento strutturale, nonché il rinnovamento delle scale e relativi piani di sbarco. Saranno interessate anche la cuspide, l’Angelo e le bifore della cella campanaria. È probabile che, al termine dei lavori, non sarà più possibile il passaggio delle auto nell’area adiacente al campanile, per garantire maggiore tutela e sicurezza del monumento. Si tratta di un intervento necessario per preservare un bene che non è soltanto di carattere monumentale ma profondamente spirituale e comunitario. Parallelamente, è in programma anche un intervento di restauro conservativo del prezioso pavimento musivo della Basilica. Attualmente si è in attesa dei necessari permessi da parte della Sovrintendenza e della Curia. Il costo stimato dell’intervento è di circa 30 mila euro, interamente a carico della Parrocchia».
«Prendersi cura della Basilica e del suo campanile – conclude monsignor Nutarelli – significa custodire la memoria, la fede e la storia di un popolo. Non è solo un cantiere: è un gesto di responsabilità verso le generazioni future». Non resta, quindi, che aspettare il prossimo mese quando scatteranno le prime procedure per la complessa operazione di restauro della torre, inconfondibile simbolo identitario di Grado anche se, purtroppo, da diversi anni non è possibile ascoltare il meraviglioso concerto delle sue campane, per cui la comunità e i tanti ospiti che si sono affezionati al ritmo delle tradizioni isolane devono accontentarsi di un suono registrato.

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In copertina, il campanile della Basilica e qui sopra i magnifici mosaici interni.

“Friuli svelato”, mercoledì a Casarsa il libro che racconta la Guerra fredda periodo cruciale del nostro Novecento

Una terra strategica nel quadro della difesa Nato durante la Guerra fredda, dove ancora adesso numerose opere fortificate raccontano quel periodo cruciale della storia del Novecento: questo il racconto del libro “Friuli svelato – Documenti ed opere della Guerra fredda” che sarà presentato a Casarsa della Delizia mercoledì 25 febbraio, alle 18, nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich (ingresso libero).
L’opera è stata curata da Pietro Maccagnano, Francesco Callegaro e Antonia Piva, i quali hanno avuto accesso a documenti d’archivio ancora inediti con cui, assieme all’analisi delle strutture fortificate a difesa della pianura friulana, hanno dato vita una narrazione non solo della situazione militare ma anche di quella sociale, culturale e artistica di quegli anni. L’evento è organizzato dall’Amministrazione comunale attraverso la Biblioteca civica Nico Naldini assieme all’Associazione nazionale Fanti d’Arresto. Il libro è pubblicato da Editrice storica con il patrocinio dell’Esercito e della Regione Fvg tramite il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia.
«Abbiamo voluto questo momento – afferma il sindaco Claudio Colussi – in quanto gli anni della Guerra fredda rappresentano una parte importante nella storia della nostra comunità, che all’epoca accolse migliaia di militari di leva e di carriera che prestavano servizio nelle nostre caserme. Tra questi il generale Pietro Maccagnano, nostro concittadino, che assieme agli altri autori ha dato vita a un racconto storico vivo e ricco di aspetti anche inediti, tutti da scoprire. Una serata dedicata alla storia recente del nostro territorio a cui invitiamo tutta la cittadinanza».

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In copertina, il monumento ai Caduti nel centro di Casarsa della Delizia.

Il centro di Udine è già “vestito” con le installazioni di Open Dialogues 2026 il forum che indaga sul futuro economico

Una trama di connessioni che attraversa confini e continenti: è quella che Open Dialogues for the Future 2026 porterà di nuovo a Udine il 5 e 6 marzo prossimi e che da questi giorni comincia a prendere forma anche nello spazio urbano. Sono stati installati, infatti, i primi totem con il logo della quarta edizione, corredati di qr code per accedere direttamente al sito ufficiale e al modulo di iscrizione, insieme agli adesivi di direzione che accompagnano cittadini e visitatori verso la sede dell’evento.

Le installazioni sono visibili in piazza Libertà, piazzetta del Lionello e piazza Venerio, proprio accanto alla Chiesa di San Francesco, che quest’anno sarà la sede unica della due-giorni di lavori. Un modo per “allestire la città” e riportare Udine al centro del confronto sui nuovi equilibri globali, con un’iniziativa voluta dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine in collaborazione con The European House – Ambrosetti e con la direzione scientifica di Federico Rampini. Anche le colonne della sede camerale di Udine affacciate sulla piazza sono state allestite con la scenografia dell’evento.
Al fianco della Camera di Commercio, anche per questa edizione, ci sono i partner istituzionali Regione, Comune di Udine e Fondazione Friuli, con il patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Open Dialogues for the Future si conferma una piattaforma di confronto che coinvolgerà anche quest’anno una trentina di analisti, accademici, rappresentanti istituzionali e protagonisti del mondo economico per leggere le trasformazioni in atto: dalle nuove dinamiche politiche negli Stati Uniti ai conflitti ancora aperti in Ucraina e Medio Oriente, fino ai mercati emergenti come quello dell’Arabia saudita e all’impatto dell’Intelligenza artificiale su competitività, sicurezza e innovazione.
I panel sono a ingresso gratuito con iscrizione obbligatoria (ma facilissima e veloce da fare) tramite modulo online disponibile sul sito ufficiale dell’evento, www.opendialogues.eu, dove è consultabile il programma aggiornato in tempo reale.

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In copertina e all’interno alcune immagini di Udine “vestita” con i colori del Forum che avrà sede nella Chiesa di San Francesco.

Tarcento riscopre i suoi 900 anni di storia fra i nonni della Opera Pia Coianiz: il racconto di Paolo Pellarini e le note della fisarmonica di Massimo Pividori

(g.l.) Tarcento oggi riscopre il suo passato e dove poteva farlo se non fra i suoi anziani che sono la memoria storica di una comunità? In occasione della ricorrenza dei 900 anni della cittadina, l’Opera Pia Coianiz ha infatti organizzato per questo pomeriggio, 21 febbraio, alle ore 15, un evento culturale sul tema “La Perla del Friuli” a cura dell’ingegner Paolo Pellarini con l’accompagnamento musicale di Massimo Pividori, direttore artistico del Gruppo Fisarmonicisti di Tarcento – Ensemble Flocco Fiori. Un pomeriggio quindi molto invitante – aperto a tutta la cittadinanza, con ingresso libero – che intreccia la storia della cittadina pedemontana con la sempre coinvolgente musica della fisarmonica, proposta appunto dal maestro Pividori che proporrà una scelta di brani intonato alla felice circostanza che, appunto, vuole ripercorrere con i nonni il passato della località.

Una panoramica su Tarcento…

… e lo storico Duomo.

Uno dei siti più antichi del Comune di Tarcento è senza dubbio quello del Castello di Coia, i cui ruderi dominano sulla suggestiva collina che sovrasta tutto l’abitato e fanno da sfondo ogni anno, la sera dell’Epifania, all’accensione del famoso “Pignarul Grant”: il maniero dei Frangipane fu costruito in età medioevale, esattamente nel 1313, e venne distrutto da un terremoto nel 1520, come ricorda una targa apposta sui suoi resti. I primi documenti che citano Tarcento risalgono al XII secolo, ma la cittadina ha senza dubbio origini molto più antiche. E uno degli edifici storici più interessanti e preziosi è la Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, il cui impianto attuale è settecentesco, ma il sito religioso affonda le sue radici nell’antichità come dimostrano i resti delle prime fondamenta, visibili all’interno del Duomo, rinvenuti durante gli scavi condotti in occasione dei restauri e delle ristrutturazioni post-sismiche. Ma, meglio fermarci qui per lasciar parlare proprio l’ingegner Pellarini, profondo conoscitore della storia del nostro Friuli e quindi anche di Tarcento. Appunto tra le note della fisarmonica del maestro Pividori.

Massimo Pividori

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In copertina, i ruderi del Castello di Coia uno dei siti più antichi di Tarcento.

A Casarsa della Delizia marzo debutterà con la Giornata ecologica. L’assessore Pisani: un ambiente sano e più vivibile

Appuntamento domenica 1 marzo – dalle 8.30 alle 12 – con la Giornata Ecologica e di Cura del Territorio organizzata dall’Amministrazione comunale di Casarsa della Delizia attraverso l’Assessorato all’Ambiente e in collaborazione con le associazioni del territorio. Possono partecipare tutti i cittadini che lo vorranno presentandosi dotati di giacca ad alta visibilità, guanti pesanti e calzature adatte. I punti di ritrovo saranno all’Ecopiazzola comunale in via Turridetta; nella piazzetta di Runcis; al Capannone di Versutta. La giornata sarà dedicata alla pulizia di aree verdi, strade e spazi pubblici.
«L’attività di pulizia – spiega l’assessore all’ambiente Antonio Pisani – si svolgerà nell’ambito di alcune zone individuate precedentemente e che saranno indicate la mattina stessa sulla base del numero dei partecipanti. L’ultima edizione svolta aveva permesso la raccolta di 340 kg di rifiuti. Già da ora va il nostro ringraziamento come Amministrazione comunale, assieme al sindaco Claudio Colussi, a tutti coloro che prenderanno parte alla Giornata. Questa iniziativa dimostra come la tutela del territorio sia una responsabilità condivisa che sollecita l’impegno di tutti per garantire un ambiente sano e vivibile sia nel presente che per le future generazioni».

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In copertina, una panoramica dall’alto del territorio di Casarsa della Delizia.

“Testimoni”, la collana editoriale Efasce presenta a Pordenone il primo libro 2026 dedicato a Vittorio Infanti e alla sua vita avventurosa nelle due Americhe

Pordenonesi nel Mondo dà il via al ciclo 2026 delle presentazioni letterarie della sua collana editoriale Testimoni. La linea – che raccoglie memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento – gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli. Il primo appuntamento del nuovo anno, in collaborazione con il Polo Tecnologico Alto Adriatico Andrea Galvani, sarà venerdì 27 febbraio alle 18 nella sede dello stesso istituto in via Roveredo 20b a Pordenone (preferibile prenotare il proprio posto scrivendo a info@efasce.it).

Angioletto Tubaro


Al centro della serata le memorie di Vittorio Infanti, nato nel 1930 a Vissignano di Bagnarola di Sesto al Reghena che, dopo i drammatici eventi legati al secondo conflitto mondiale, nel Dopoguerra visse una vita avventurosa e non priva di controversie tra Sud e Nord America, culminata con il successo imprenditoriale nel campo mobiliero (alla guida della Infanti chair manufacturing di Staten Island) e nel matrimonio con l’americana Betty. Infanti è scomparso il 1 gennaio 2025 a New York. La sua vita è stata raccolta dal professor Angelo Bertolo. Poi la professoressa Luisa Forte, vicepresidente di Efasce ha scelto questo racconto per la collana Testimoni e la professoressa Elena Marzotto, componente del Consiglio Direttivo dell’Ente, ha curato il libro che porta il titolo “Vittorio Infanti: un uomo, cento storie” (progetto grafico Giovanna Lunazzi, stampa tipografia Menini). Durante la presentazione Marzotto racconterà la storia dell’imprenditore dialogando con il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro e con l’ingegner Franco Scolari direttore del Polo tecnologico Alto Adriatico.
«Si tratta di vita vera, di esperienze reali vissute dal protagonista – spiega il presidente Angioletto Tubaro -: un testo pieno di colpi di scena, avvincente, non necessariamente con un lieto fine. Vittorio Infanti è stato indubbiamente figlio del suo tempo in molti ragionamenti e comportamenti e, dalla lettura delle sue considerazioni su vari argomenti, emerge uno spaccato fedele della società del Secondo Dopoguerra. Con questa testimonianza Efasce dimostra ancora una volta di saper cogliere gli aspetti più intimi e profondi dell’ emigrazione del secolo scorso, con protagonisti veri, messi a nudo non solo nei pregi ma anche nei difetti. Un’opera del genere non nasce per caso, ma da un lavoro di preparazione accurato e certosino che ha visto come protagoniste la professoressa Luisa Forte, vicepresidente di Efasce, e la professoressa Elena Marzotto, componente del consiglio direttivo, che ringrazio di cuore. Un ringraziamento particolare al professor Angelo Bertolo, che ha raccolto la testimonianza di Vittorio Infanti». L’incontro al Polo Tecnologico vedrà anche la partecipazione del Duo musicale AccorDòs e la lettura scenica di Michela Passatempo che reciterà alcuni brani scelti del libro. Seguirà brindisi.

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In copertina, il bellissimo libro di Efasce dedicato alla vita di Vittorio Infanti.

Esilarante intrigo familiare al Ruffo di Sacile con gli attori di Asolo Teatro: grande successo per Scenario 2026

Prosegue con grande successo di pubblico e alto gradimento per gli spettacoli sul palco la rassegna “Scenario 2026” promossa dal Piccolo Teatro Città di Sacile grazie al sostegno della Fondazione Friuli, con il patrocinio e contributo del Comune di Sacile. Domani, 21 febbraio, alle 21 è attesa al Teatro Ruffo la Compagnia Asolo Teatro, che interpreterà la commedia brillante “Xe tuta colpa de Donnafugata”, testo di Simona Ronchi nell’adattamento veneto e regia di Rossana Mantese.
Nel maggio del 1974, la serenità della famiglia Conti viene scossa dai sospetti di tradimento che Almerina nutre verso il marito Oreste, proprio mentre la legge sul divorzio irrompe nella vita del paese. Per difendersi, Oreste inventa un’amante misteriosa, “Donnafugata”, scatenando pettegolezzi e tensioni inattese tra amici e parenti. Ma il colpo di scena arriva durante una cena di beneficenza, quando la comparsa improvvisa e avvolta nel mistero di una donna che si presenta come Donnafugata getta tutti nello scompiglio, tra dubbi, gelosie, segreti e desideri mai confessati. Ci sarà tempo per divertirsi, ma anche per interrogarsi su ciò che è vero e ciò che è solo apparenza.

Prenotazione biglietti attiva ai recapiti del Piccolo Teatro, tel/whatsapp 366 3214668 – mail: piccoloteatrosacile@gmail.com.
Per info: www.piccoloteatro-sacile.org – Facebook: @piccoloteatrosacile

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In copertina, una scena della divertente commedia in arrivo al Teatro Ruffo.

Teatralmente, domani a Cordenons con gli attori di Pianiga: quei “39 Scalini” che invitano all’auditorium Aldo Moro

Il cartellone di “Teatralmente”, la rassegna curata da EtaBeta Teatro e giunta alla quattordicesima edizione, propone per domani, 21 febbraio, un appuntamento dedicato al teatro amatoriale d’eccellenza. Alle 20.45 l’auditorium del Centro Culturale “Aldo Moro” di Cordenons ospiterà la compagnia veneta Amici del Teatro di Pianiga, impegnata nella messa in scena de “I 39 Scalini”.

La pièce, tratta dal celebre testo di Patrick Barlow e diretta da Marco Sartorello, promette ritmo serrato e cambi di scena fulminei. La precisione dei tempi comici e l’abilità degli interpreti nel dar vita a una pluralità di personaggi diventano il motore di uno spettacolo che intreccia ironia e tensione in un crescendo coinvolgente. Al centro della vicenda c’è Richard Hannay, uomo d’affari canadese che, dopo un incontro fortuito a Londra con una donna misteriosa, si ritrova invischiato in un caso di omicidio. Accusato ingiustamente, sarà costretto a una fuga rocambolesca per dimostrare la propria innocenza e smascherare i veri colpevoli, in un continuo equilibrio tra suspense e comicità.
L’evento è realizzato con il sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Cordenons e della Regione Friuli Venezia Giulia. Biglietto unico a 5 euro. Informazioni e approfondimenti sono disponibili sul sito ufficiale etabetateatro.org

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In copertina e all’interno alcune scene dello spettacolo in arrivo a Cordenons.