Il Giro arriva in Friuli , le foto della partenza da San Vito al Tagliamento

La nostra fotografa Lorena Turchetto ci ha mandato gli scatti alla Partenza di oggi a mezzogiorno da San Vito al Tagliamento della prima tappa friulana dal Giro d’Italia …
Sono scatti “live” non posati e ripresi nella calca fra la folla degli appassionati e tifosi che si sono radunati all’arrivo per assistere all’evento.

Quella di oggi è stata una giornata epica per il Giro d’Italia 2018, con i corridori che hanno  affrontato la salita più dura d’Europa.

La quattordicesima tappa: un percorso di 186 km da San Vito al Tagliamento al Monte Zoncolan, un’ascesa infernale !

I primi 40 km in falsopiano, poi inizia la prima salita di giornata, Monte di Ragogna, uno strappo di 2,8 km con una pendenza media del 9,6%.

Poi un lungo tratto in falsopiano, con il traguardo volante di Forgaria nel Friuli.

Dopo 100 km inizia un’altra breve salita, Avaglio, 4,5 km al 7%, ma con un tratto duro al 15%.

Altro settore per rifiatare fino al traguardo volante di Paularo.

Negli ultimi 50 km il GPM di seconda categoria del Passo Duron.

Anche questa salita è breve, 4 km, ma durissima, con un tratto iniziale al 18% e poi sempre attorno al 10%.

Dopo circa 15 km di discesa inizia la salita del Sella Valcalda, 7,6 km al 5,5%,

poi una rapida discesa per arrivare ad Osimo dove inizia la salita finale dello Zoncolan.

Un’ascesa infernale di 10 km con una pendenza media del 12% e massima addirittura del 22%.

Dal secondo al sesto chilometro ci sarà il tratto più duro con una pendenza sempre superiore al 14%.

All’imbocco dell’ultimo chilometro l’unico breve tratto per rifiatare prima della rampa conclusiva, con pendenze fino al 16%.

Alla partenza la Maglia Rosa è di Simon Yates che ha dimostrato fino ad ora di essere fra i più forti in salita e che la conserva al traguardo:  secondo con 6″ di ritardo .

Trionfa però il britannico Chris Froome del Team Sky che conquista la 14° tappa del Giro d’Italia, da San Vito al Tagliamento al Monte Zoncolan, di 186 chilometri.

Sulla temibile salita finale il britannico ha staccato tutti a poco meno di quattro chilometri dal traguardo, e resistendo all’assalto di Simon Yates è riuscito a portare a casa una vittoria che vale doppio, per la classifica e per il morale.

< N.d.R …ringraziamo l’Artista Lorena Turchetto per il materiale fotografico originale>

Ma questi poveri precari della scuola che hanno fatto ai PD per meritarsi tanto disprezzo?

La sceneggiata che il PD, Serracchiani in primis, e Fedeli (attuale ministra in carica) sta mettendo in scena sulla pelle dei martoriati docenti ormai allo stremo:
ha dell’incredibile…
Non faccio in tempo ad assentarmi alcune ore per accudire gli anziani genitori che mi ritrovo sommerso da comunicati…
e scopro una realtà allucinante:
ma si può disprezzare in questo modo chi per anni ha educato i nostri figli ??

Io personalmente ho un sacro rispetto per i maestri che mi hanno seguito fino alle medie… e non erano di certo laureati! Come per altro non lo è la attuale ministra Fedeli…
un non laureato può fare il ministro della pubblica istruzione, ma non continuare a insegnare nelle materne ed elementari, come ha già fatto benissimo per anni !
Allucinante e sconvolgente! Ci sarebbe da ridere, soprattutto per l’ ennesima figura della Fedeli (sedicente diplomata), ma vi giuro: a me viene da piangere soprattutto se penso a quanto di meno della ministra (non laureata) viene pagato un povero docente in Italia oggi giorno !

Di recente ho assistito personalmente ad un incontro fra il Governatore del FVG Fedriga e due delegate rappresentanti dei precari della scuola (ho pubblicato anche le foto dell’incontro informale)… e da “Uomo di parola” le iniziative di Fedriga non sono mancate a sostegno delle legittime rivendicazioni delle tante vittime (perché in FVG sono davvero tanti) dell’incapacità di questo governo, prima arrogante ed ora agonizzante, di amministrare con un minimo di dignità e competenza la cosa pubblica.
Vi pubblico quindi due comunicati giuntomi in redazione dal Senatore Pittoni che da anni segue per la LEGA le problematiche inerenti alla scuola ed all’università.
Vi lascio leggere e trarre le vostre conclusioni… N.d.R.

Sen. Mario Pittoni Responsabile Federale Istruzione Lega

PITTONI (LEGA), SU PRECARI SCUOLA INTERVENTO SERRACCHIANI FUORI LUOGO

«Sul problema dei precari della scuola Serracchiani dovrebbe sapere che, nell’attuale fase, l’unico intervento praticabile è un decreto del Governo.
Il Parlamento può al massimo approvare la nostra mozione per assegnare al provvedimento carattere d’urgenza».
E’ la replica del senatore Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega, all’ex governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, che ha ironizzato sulla lettera con cui il nuovo presidente del FVG Massimiliano Fedriga ha chiesto al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli di farsi carico della questione (in regione i docenti coinvolti sono un migliaio), suggerendogli di sollecitare invece chi in Parlamento rappresenta il Carroccio.
«Qualcuno – aggiunge Pittoni – può spiegare a Serracchiani che siamo quasi fuori tempo massimo e se, come in questo caso, servono interventi immediatamente operativi è necessario un atto del Governo, sul quale evidentemente il Pd ha poca voglia di impegnarsi?».
Già pubblicato il 16 maggio c.a.

oggi 18 maggio ore 12.40
Sen. Mario Pittoni Responsabile Federale Istruzione Lega

SCUOLA – PITTONI (LEGA), SU EMERGENZA PRECARI SERRACCHIANI SI CONTRADDICE
«Un Pd in stato confusionale sull’emergenza docenti precari della scuola, non trova di meglio che offendere chi sollecita l’Esecutivo a presentare un provvedimento che affronti la questione».

Lo afferma Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega.

«Per Debora Serracchiani – spiega Pittoni – chiedere al Governo di intervenire con uno specifico decreto sarebbe uno “scaricabarile della Lega sulla pelle dei docenti”.

Peccato però sia poi la stessa neo parlamentare PD, nel medesimo comunicato, ad ammettere che il Governo può intervenire eccome se c’è “un preciso indirizzo politico… dalle forze che sono in Parlamento”.

Guarda caso, ha proprio tale scopo una mozione che abbiamo depositato con la firma di tutti i nostri parlamentari, seguita da una di Forza Italia.

Impegna infatti il Governo ad “assumere iniziative, anche legislative urgenti, volte a una soluzione politica – chiesta unanimemente dalle parti sociali – che da una parte arrivi in tempo utile per assicurare la regolarità delle operazioni propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico 2018/2019 e dall’altra tenga conto della necessità di rispettare dignità e aspettative di tutte le categorie di docenti precari interessate, per agevolarne il percorso ed evitare il generarsi di ulteriori criticità”.

E meno male che a Serracchiani “non risultano iniziative parlamentari della Lega” sull’argomento…».

oggi 18 maggio ore 12.40
Sen. Mario Pittoni Responsabile Federale Istruzione Lega

SCUOLA – PITTONI (LEGA):

MINISTRO PUNTA A SCARICARE QUESTIONE PRECARI SUL NUOVO ESECUTIVO
«Sull’emergenza dei precari della scuola il ministro Valeria Fedeli non scarichi responsabilità solo sue.

E’ perfettamente al corrente che, col Parlamento semi bloccato, non ci sono i tempi per un’iniziativa legislativa dei partiti.

Mentre, con la mozione che abbiamo depositato, l’Aula può velocizzare il percorso di un eventuale decreto del Governo, affinché non arrivi fuori tempo massimo.

Credo sia evidente a tutti che, se non c’è ancora il provvedimento, è solo perché il Pd – sapendo di non poter soddisfare l’intera platea dei precari – ha pensato bene di evitare le critiche trasferendo il problema sull’esecutivo che verrà.

Senza preoccuparsi del fatto che, col nuovo anno scolastico alle porte, la situazione si complicherà ulteriormente». Lo afferma Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega, in risposta al Ministro Fedeli che ha dichiarato non percorribile la strada di un decreto del Governo per i docenti precari.

<N.d.R. …se i rappresentanti dei precari della scuola intendono replicare mi inviino pure i loro comunicati, non mancherò di pubblicarli….>

PITTONI (LEGA), SU PRECARI SCUOLA INTERVENTO SERRACCHIANI FUORI LUOGO

Sen. Mario Pittoni Responsabile Federale Istruzione Lega
«Sul problema dei precari della scuola Serracchiani dovrebbe sapere che, nell’attuale fase, l’unico intervento praticabile è un decreto del Governo. Il Parlamento può al massimo approvare la nostra mozione per assegnare al provvedimento carattere d’urgenza». E’ la replica del senatore Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega, all’ex governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, che ha ironizzato sulla lettera con cui il nuovo presidente del FVG Massimiliano Fedriga ha chiesto al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli di farsi carico della questione (in regione i docenti coinvolti sono un migliaio), suggerendogli di sollecitare invece chi in Parlamento rappresenta il Carroccio. «Qualcuno – aggiunge Pittoni – può spiegare a Serracchiani che siamo quasi fuori tempo massimo e se, come in questo caso, servono interventi immediatamente operativi è necessario un atto del Governo, sul quale evidentemente il Pd ha poca voglia di impegnarsi?».

COMUNICATO N. 22/2018 del 14.05.2018 “BIG SUT” & C…BUONA LA PRIMA!!!!

Dalla “prima lettera del deputato ‘BIG SUT’”
Luca Sut eletto nel collegio elettorale di Pordenone, grazie al cortese apporto dell’attivista Fabrizio Uda “agli Efesini” (i portavoce in FVG)

(Faccio presente che io, pur essendo a quel momento ancora portavoce, non la ho ricevuta…cominciamo bene, “BIG SUT”…come sempre, eseguire gli ordini a comando e alzare la mano come sopra…)

Vi invito a un attenta analisi del testo:

FOTO CONVOCAZIONE 27.05.18 (1)

FOTO CONVOCAZIONE 27.05.18 (2)

FOTO CONVOCAZIONE RIUNIONE 27.05.18 (3)

 

 

 

 

 

 

 

Estratto 1: “Abbiamo pensato di organizzare un incontro per analizzare assieme il risultato elettorale e discutere quali devono essere le azioni da attuare assieme e in modo sinergico per migliorare la situazione del Movimento 5 Stelle nella nostra Regione”.

Estratto 2: “Ogni gruppo consiliare locale, se lo ritiene, può coinvolgere in questa riunione un attivista di fiducia (non di più perchè sarebbe dispersivo) a sua scelta indicandoci il nominativo in risposta a questa mail”.

Estratto 3: “Vogliamo altresì precisare che abbiamo pensato di proporvi questa modalità, non per sostituire una eventuale assemblea regionale con tutti gli attivisti della regione e ben vengano tutti i momenti di confronto che verranno proposti, ma perchè l’esperienza ci dice che le assemblee regionali fatte fino ad ora non hanno mai visto la partecipazione di tutti i gruppi locali per vari motivi. Molti attivisti in regione NON PARTECIPAVANO VOLUTAMENTE (A TORTO O A RAGIONE) A ASSEMBLEE REGIONALI o perchè le ritengono dispersive poichè spesse volte sono dei momenti di sfogo o perchè magari in quella specifica data non potevano essere presenti…”

FOTO DE CARLO SUT PATUANELLIFOTO ZULLO

 

 

 

 

 

 

Firmano i parlamentari eletti in Parlamento:

Sabrina De Carlo, Stefano Patuanelli, Luca Sut e l’europarlamentare Marco Zullo.

Il testo integrale nelle foto sopra.

Sorgono spontanei alcuni interrogativi:

1.”In modo sinergico” vuol dire che voi date le direttive e gli altri si adeguano? E per le prossime elezioni -anche europee- pensate di “cambiare verso” con questo atteggiamento?

2a.”Ogni gruppo consiliare locale” e chi non lo ha?
2b.”Attivista di fiducia” chi sarebbe? Chi, essendo già “allineato” non sarebbe critico più di tanto? O chi ha già violato le regole, peraltro mai sanzionato?

3a.”Ben vengano tutti i momenti di confronto che verranno proposti” alcuni di noi hanno proposto IN TEMPO UTILE degli incontri di analisi (documenti a disposizione) e gli stessi sono stati volutamente boicottati. In primis da Pordenone.
3b.”L’esperienza ci dice che le assemblee regionali fatte fino ad ora non hanno mai visto la partecipazione di tutti i gruppi locali per vari motivi”. Qui siamo alla farsa, il deputato Sut (e i “soci”) dovrebbero, più di altri, sapere che, quando ci sono riunioni regionali, qualcuno propone e UDA DISPONE. Quindi lamentarsene ora diventa incongruente, patetico e non degno di uno o più alti nostri rappresentanti nelle istituzioni, quale Lei, Sut, e gli altri, dovreste essere.
3c.”Molti attivisti in regione non partecipavano VOLUTAMENTE (A TORTO O A RAGIONE) A ASSEMBLEE REGIONALI” Allora dovremmo “dare il ciuccietto” a questi e dargliela vinta, invece di fargli prendere le proprie responsabilità? Poi sappiamo benissimo che il suo sponsor “Pordenone libera repubblica” è in prima fila in questo modus operandi…quindi nella sua posizione, come pure in quella dell’Europarlamentare Marco Zullo si potrebbe ravvisare il conflitto di interessi. Questa pratica è comunque, in modo minore, stata usata anche dal gruppo di Trieste (vedi riunione regionale di fine 2016).
3d. “O perchè le ritengono dispersive poichè spesse volte sono dei momenti di sfogo” dipende da noi moderarle nel modo corretto, queste sono scuse…
3e. “o perchè magari in quella specifica data non potevano essere presenti…” A questo scopo è da tre anni che da parecchi attivisti viene chiesta una riunione trimestrale calendarizzata, boicottata dalla consigliera Bianchi in primis, dagli altri consiglieri regionali, dall’addetta alla Segreteria ora deputata De Carlo (allora “dipendente della Bianchi” in quanto la stessa, in quanto Presidente del Gruppo, provvedeva alle assunzioni e ai licenziamenti) con l’ausilio dei fidi Vignando e Cimenti (documenti a disposizione).

Alla luce di queste numerose e circostanziate motivazioni, e istanze, sono a richiedere che la riunione calendarizzata del 27.05.18 sia aperta e con diritto di parola a chiunque vi voglia partecipare (4 minuti a testa per tutti, non a qualcuno 10 e a altri 3 tassativi!!!),
E che nella stessa sia consentita la ripresa e che sia fatta anche la diretta streaming.

Grazie per l’attenzione       Claudia Gallanda

Inviata alle principali testate in data odierna.    

 

Le porte di Fontanini e il derby sul Livenza

di Giuseppe Longo

No, a Udine non c’è stato un altro Fedriga.
Pietro Fontanini ha battuto Vincenzo Martines per una manciata di voti – appena 280, come gli abitanti di una via poco popolosa -, ma è ugualmente riuscito a portare la Lega alla guida della città capoluogo.
Mentre la corsa del Carroccio si è fermata sul Livenza dove, in una competizione tutta interna al Centrodestra – una sorta di derby politico -, si è imposto il forzista Carlo Spagnol contro Alberto Gottardo.
Udine, dunque, ha scelto la discontinuità, spedendo in archivio i due mandati di Furio Honsell.
A Fontanini, dopo la recente delusione per aver dovuto chiudere la porta della Provincia, si è spalancata quella ben più importante di Palazzo D’Aronco, riuscendo in un’impresa per niente facile – non so a chi altri sarebbe riuscita per battere il Centrosinistra -, ma che ha evidentemente beneficiato del momento molto favorevole che sta vivendo il partito di Salvini.
Così, Pietro Fontanini, 65 anni, laureato in sociologia, può tornare a indossare la fascia tricolore: non più quella di Campoformido che gli ha fatto iniziare la brillante e lunga stagione politica (presidente della Regione e del Consiglio, senatore e deputato della Repubblica e, per concludere, appunto leader di Palazzo Belgrado), bensì quella della Capitale del Friuli storico.
Un grande onore per lui, oltre che un indubbio motivo di orgoglio, ultra-convinto sostenitore dei valori e della cultura di questa terra.
Un risultato che ha raggiunto superando di poco il 50 per cento, complice anche la bassissima affluenza al voto – poco più del 47 – che proprio ieri avevamo messo in conto, vista la concomitante Adunata nazionale degli alpini a Trento, ma anche la bellissima giornata che potevano offrire le nostre spiagge.
Martines, a denti stretti, ha preso atto della sconfitta e ha fatto gli auguri al neoeletto, affrettandosi ad osservare che si è trattato di “un voto di pancia”.
A parte il fatto che non capisco perché uno che perde (lo abbiamo sentito più volte anche a livello nazionale) debba sempre prendersela con questa parte importante del corpo, visto che se non c’è questa non funziona neanche il cervello, sarebbe meglio non offendere gli elettori che la pensano diversamente.
Dopo tutto, Martines ha avuto un grande risultato, con una clamorosa rimonta rispetto al 29 aprile, e non può sedere al posto di Honsell – di cui fu per cinque anni vicesindaco – appunto per pochissimi voti.
Evidentemente, poco più della metà degli udinesi ha deciso di bocciare l’amministrazione uscente espressa dal Centrosinistra, e in questo ha sicuramente avuto un peso determinante la questione immigrati-sicurezza.
Lo sconfitto vada a chiederlo agli elettori di Borgo Stazione, trasformato in una kasbah o suk che dir si voglia, dove una donna di qualsiasi età d’inverno ha paura di uscire dopo le quattro del pomeriggio.
Per non parlare del crollo dei prezzi degli immobili.
Io, onestamente, non mi sento di dire che questi udinesi, rispettabilissimi, abbiano votato con la pancia.
Sarebbe invece meglio fare una seria riflessione e cercare di capire i motivi di tale malcontento.
E a Sacile?
Era l’altra città friulana – pardon, quasi veneta – chiamata alle urne per il ballottaggio. Al primo turno del 29 aprile avevano ottenuto i voti più alti Carlo Spagnol (chiedo scusa se ieri ho aggiunto una o di troppo) e Alberto Gottardo, rispettivamente espressione di Forza Italia e della Lega, entrambi assessori nella giunta uscente di Roberto Ceraolo.
Gli elettori hanno scelto di gran lunga Spagnol che è diventato il nuovo sindaco con oltre il 67 cento dei voti.
Un risultato, dunque, assolutamente in controtendenza con il resto del Friuli Venezia Giulia dove il verde padano è il colore che ha tappezzato praticamente tutto il territorio.
Ma in riva al Livenza hanno dimostrato di pensarla in altro modo.

DOCENTI PRECARI – PITTONI (LEGA), APERTI TRE FRONTI PER USCIRE DALL’EMERGENZA

nella foto: il Presidente Fedriga colloquia con le rappresentanti dei docenti precari del FVG in merito alle loro istanze.

comunicato del Sen. Mario Pittoni
Responsabile Federale Istruzione Lega

«Sulla vicenda dei diplomati magistrale, “retrocessi” da una sentenza del Consiglio di Stato, la Lega è attiva su tre fronti:

1) Richiesta di coinvolgimento di tutte le parti interessate nelle scelte per evitare nuovi pasticci, che ha già prodotto un primo tavolo di confronto;

2) Presentazione in anticipo rispetto alla formazione del Governo (per svelenire il clima sviluppatosi tra interessati e contro interessati) dell’annunciato disegno di legge sostitutivo del comma 131 della “Buona scuolain base al quale dopo 36 mesi da insegnante precario, se non vieni assunto a tempo indeterminato, sei lasciato a casa disperdendo il bagaglio di esperienza maturato (la nuova versione reinterpreta la normativa europea non più a danno, bensì a favore dei lavoratori);

3) Abbiamo infine depositato e siamo pronti a portare in Aula appena possibile una mozione che “impegna il Governo ad assumere iniziative, anche legislative urgenti, volte a una soluzione politica – chiesta unanimemente dalle parti sociali – che da una parte arrivi in tempo utile per assicurare la regolarità delle operazioni propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico 2018/2019 e dall’altra tenga conto della necessità di rispettare dignità e aspettative di tutte le categorie di docenti precari interessate, per agevolarne il percorso ed evitare il generarsi di ulteriori criticità”.

Altro al momento, con le commissioni non ancora operative, il Parlamento non può fare».

Lo afferma il senatore Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega.

UDINE LIBERA per 280 voti, meno del 50% ha votato

crolla l’egemonia della sinistra dopo 15 anni con un finale al fotofinish (vittoria sul filo di lana come si dice in ambito atletico-sportivo)… Pietro Fontanini è il nuovo Sindaco del Capoluogo Friulano.

<N.d.R. non aggiungo altro perché vado a festeggiare, e: “fra poc jo saraj in balle plene” >

Oggi gli occhi puntati su Udine e domani sulle intese romane

di Giuseppe Longo
Una cosa è certa, anzi tre, in questo inedito clima politico.
La prima: Udine da domani avrà un nuovo sindaco.
La seconda: essendo ormai già il 13 maggio, si allontana sempre più la strampalata ipotesi di convocare elezioni bis per il 22 luglio qualora dovesse fallire il tentativo Di Maio – Salvini di formare un governo in sintonia con il voto del 4 marzo.
Come dire che alle urne in bermuda e infradito non ci andremo.
Almeno questa ci verrà risparmiata, a costo di ripiegare sul governo del “panettone”, cioè quello che il Quirinale ha come alternativa per arrivare alla fine dell’anno.
E poi ce n’è una terza, arrivata fresca fresca dal Tribunale di Sorveglianza di Milano: Silvio Berlusconi è pienamente riabilitato nei pubblici uffici cancellando gli effetti della legge Severino.
Ora il Cavaliere (o ex, fate voi) può votare e farsi eleggere, in altre parole può ricandidarsi.
Il suo grande sogno-obiettivo. E scalpita già per tornare a nuove elezioni.
Anche perché ha detto: “Adesso è tutto cambiato”.
Tradotto: con me in pista si riaprono i giochi.
Ma è chiaro che comunque, come osservavo, non si tornerà dall’ombrellone per votare.
Ma andiamo con ordine.
Oggi in Friuli Venezia Giulia si conclude finalmente il lungo ciclo elettorale di fine inverno – primavera, con politiche, regionali e amministrative.
A Udine,  come pure a Sacile (Comune con più di 15 mila residenti), ci sono i ballottaggi per scegliere le nuove amministrazioni.
Così, i cittadini del capoluogo friulano saranno chiamati a dire se vogliono essere rappresentati da Pietro Fontanini (Centrodestra) o Vincenzo Martines (Centrosinistra), in altre parole il cambiamento o la continuità.
In riva al Livenza si sceglierà invece tra Carlo Spagnolo (Forza Italia e Viva Sacile) e Alberto Gottardo (Lega, Fratelli d’Italia e liste civiche): una partita tutta all’interno del Centrodestra.
Facilissimo il voto in questa occasione perché sulla scheda ci saranno soltanto due nomi, insomma una sorta di referendum: o uno o l’altro.
C’è però l’incognita affluenza: è molto probabile che non sarà alta come si era già verificato al primo turno del 29 aprile.
Pesa indubbiamente l’Adunata nazionale degli alpini a Trento, ma anche la domenica al mare visto che almeno sulla costa, da Grado a Lignano, il tempo dovrebbe essere quasi estivo.
Comunque, indipendentemente dalla frequentazione dei seggi, un risultato ci sarà, tanto che domani gli udinesi sapranno il nome del loro nuovo primo cittadino.
E altrettanto sarà a Sacile.
Non così invece si può dire, allo stato dell’arte, per la formazione del governo nazionale.
Infatti, dopo il sofferto via libera di Berlusconi (aspettava forse la sentenza?) per la ricerca di un’intesa tra Lega e Cinque stelle, Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno avviato trattative serrate raggiungendo alcuni primi, importanti risultati sui punti chiave dei due programmi.
Oggi si rivedono in trasferta a Milano e domani o al massimo martedì sono attesi dal Capo dello Stato, il quale vuol capire se ci sono valide possibilità di formare un esecutivo fra i partiti premiati dagli elettori.
E vorrà capire pure a chi ne sarebbe affidata la guida.
Cosa che, almeno ufficialmente, non è finora emersa perché si è detto e ripetuto di voler privilegiare le cose da fare rispetto alle poltrone da occupare.
Salvini, Di Maio – pare sia sempre il suo chiodo fisso – o un terzo? Probabilmente sarà quest’ultimo e dovrebbe essere contenuto in una rosa di nomi da sottoporre  a Mattarella, il quale, ricordando Luigi Einaudi, ha però precisato che al Quirinale non c’è un notaio.
L’avvertimento, cioè, che non si limiterà soltanto a prendere atto.
Ma chi dovrebbe essere il premier?
Si sono fatte varie ipotesi, tra cui c’è anche la proposta di Maurizio Belpietro: a Palazzo Chigi sieda Giorgia Meloni. Dopo tutto, Di Maio e Salvini, dopo la benevola astensione (ma in cambio di cosa?) del Cavaliere, hanno assoluto bisogno dei voti di Fratelli d’Italia.
Staremo a vedere.
Comunque la si guardi, la situazione è molto fluida anche perché conterà il giudizio della base pentastellata che Casaleggio vuole coinvolgere sulla rete. E mentre quella leghista appare largamente favorevole all’intesa, fra i Cinque stelle affiorano già i mal di pancia.
E se dovesse saltare il tutto non resterà che il governo “di servizio” che ha in serbo, già bello e confezionato, il Quirinale che dovrebbe traghettarci fino alle nuove elezioni (autunno o più tardi? Comunque, prima delle europee del 2019).
Intanto, Matteo Renzi resta a guardare e sgranocchia pop corn in attesa dell’assemblea nazionale del Pd convocata per sabato 19 maggio, quando si terrà la elezione del nuovo segretario.
E Berlusconi scalda i motori. Ormai è avanti con gli anni e ha bisogno di un po’ di tempo in più.
Come un diesel.
foto  Di Lorenza e Vincenzo Iaconianni – Fotoguru.it, CC BY-SA 3.0,
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4430863

SI PUO’ DARE DI PIU’….Pensi sempre che abbiano raggiunto il punto più basso ma…non è così…si può sempre far meglio…

scritto da Claudia Gallanda.

Gli ultimi esiti elettorali sono stati inequivocabili.

Ritengo auspicabile che vengano individuati prima possibile i responsabili anche se qualcuno, ancora, vorrebbe proteggere il modus operandi attuale.

La presentazione della Signora Anna Maria Fritz nel sito di Udine recitava, più o meno “non si può costruire sulle macerie senza prima averle rimosse”.

Non si potrebbe essere più d’accordo con questo enunciato, peccato che quando si è trattato di metterlo in pratica, sia lei che l’ex candidato consigliere regionale FVG per il M5s, Luca Vignando… per tacere degli altri!

Tra l’altro, anche quel che è venuto alla luce dalla riunione del meetup Udine Sud sabato scorso ripeteva solo tutto ciò che io, inascoltata e vilipesa, ho detto per anni.
Nonostante questo, non è emersa finora alcuna intenzione di un salutare cambio di rotta ma piuttosto un generico “scordammoce ‘o passato”, che non sarebbe risolutivo, specialmente in vista di nuove elezioni.

La riunione apparentemente rappresentava mezzo Friuli ma, per esempio, i meetup del Collinare, gia’ assunti agli onori delle cronache per le posizioni critiche sull’attuale modus operandi in seno al M5s, non erano presenti e le 4 persone di Cassacco non bastano a rappresentarli, soprattutto perché non ne fanno parte.

Queste persone, se vogliono fare politica, dovrebbero imparare ad essere più precise.
Allo scopo, ancora si attende dal verbalizzante, il colonnello Paolo Silvestri, l’elenco dei partecipanti, con i relativi precisi gruppi di appartenenza.

Dulcis in fundo, è intanto giunta dai parlamentari della regione la convocazione per fine mese di una riunione regionale riservata a loro stessi e a quelli locali, più un numero ristretto di “attivisti di fiducia” degli stessi (max un attivista per gruppo consiliare), che trasmettano loro le istanze della base, “per sondare gli umori del territorio”.
Quindi, morale della favola, tutto va bene, non è successo niente.
Strano che i numeri non dicano la stessa cosa.

Claudia Gallanda
Consigliere comunale di Udine  M5s

Inviato alle principali testate l’08.05.2018.

Un “pasticcio” della giunta Honsell?

di Claudia Gallanda

Alcuni anni fa la giunta Honsell concesse all’Udinese Calcio lo Stadio Friuli per 99 anni, in cambio di un canone per l’uso esclusivo dello stadio e attività sportive correlate, compreso l’utilizzo dei parcheggi circostanti durante le manifestazioni. Sorvolo sul nome dello stadio subito dedicato a uno sponsor nonostante la convenzione prevedesse il mantenimento del nome storico “Stadio Friuli”, all’epoca voluto a memoria del terremoto del ’76. Quel che ora mi preme sottolineare è ciò che appare incompetenza della delibera consiliare dello scorso gennaio perché, a lavori conclusi e a stadio più che avviato, al Comune viene presentato un progetto di ampliamento delle attività all’interno dello stadio, comprese quelle commerciali, non previste nella convenzione.

A fronte di questo, Honsell fa convocare la “Conferenza dei servizi” e, il 15 gennaio u.s., la maggioranza del Consiglio comunale prende atto del verbale della “Conferenza”, approvandone il contenuto, senza dar ascolto alle opposizioni, come sempre.

Opposizioni, Claudia Gallanda in testa, che tentavano di far notare come, per l’approvazione della delibera decisa impropriamente dalla Giunta Honsell, fosse necessario anche ridiscutere la convenzione precedente, ormai insufficiente, o perlomeno stipularne una aggiuntiva, per riequilibrare l’offerta alla domanda. A tal proposito, ho chiesto tempestivamente spiegazioni agli organi competenti, sia comunali che regionali, senza averne risposta.

Quindi ieri <N.d.R. venerdì scorso> ho chiesto a Pietro Fontanini e Vincenzo Martines, candidati sindaco in attesa di ballottaggio, come pensano di risolvere questo pasticcio nel caso la delibera si rivelasse incompetente, consegnando loro copia dei documenti, che entrambi si sono riservati il tempo per valutare.

Chiunque siederà sulla poltrona del sindaco, mi auguro che i cittadini udinesi non abbiano a subire l’ennesimo pasticcio.