Grande festa a Udine per la Madonnina benedetta a Lourdes

E’ arrivata al termine la Peregrinatio Mariae, sorta di pellegrinaggio della Vergine attraverso le parrocchie friulane, dove la Madonna è stata portata “fisicamente” a contatto delle persone credenti, degli ultimi, delle situazioni di difficoltà.
Promossa dall’Unitalsi, l’Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali, e collocatasi sotto l’egida dell’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, la Peregrinatio si chiuderà ufficialmente nella cattedrale di Udine giovedì 30 maggio, alle 20.30, con una solenne cerimonia che sarà presieduta dallo stesso presule. Monsignor Mazzocato accoglierà l’effigie della Vergine (che a Lourdes, lo scorso 11 febbraio, aveva ricevuto una speciale benedizione nella Grotta di Massabielle, luogo delle apparizioni di Maria a Santa Bernadette) al termine di un percorso che ha toccato una quarantina di realtà, fra parrocchie e case per anziani, coinvolgendo quasi 5 mila persone.
L’itinerario si era aperto il primo aprile a Gemona ed era proseguito a Osoppo, Venzone, Tarcento, Pagnacco, Plaino, Fagagna, Martignacco, Palmanova, Sappada, Amaro, Manzano, Lovaria, Primulacco, Colloredo di Prato, Pasian di Prato, Sclaunicco, Lestizza, Mortegliano, Udine Sant’Osvaldo e nuovamente Palmanova, per raggiungere, infine, la Forania della Bassa friulana.
Ricordiamo che l’Unitalsi è un’associazione nazionale il cui principale obiettivo è l’organizzazione di pellegrinaggi ai santuari mariani, in primis a quello di Lourdes ma pure a Loreto, Fatima e in Terra Santa. Ogni diocesi d’Italia ha la sua sottosezione; quella di Udine, in particolare, è attiva da parecchi anni. Dall’esperienza dei pellegrinaggi nascono poi tutte le attività e le proposte che vengono svolte sul territorio, a cominciare dalla vicinanza e dall’assistenza di cui i malati e i disabili necessitano una volta rientrati a casa. Da ricordare, in particolare, la “Raccolta dei tappi delle bottiglie di plastica”, attività che negli anni ha permesso di sostenere economicamente numerosi progetti benefici, oltre che di aiutare gli ammalati e i disabili a partecipare ai pellegrinaggi a Lourdes. L’Unitalsi Diocesana è molto radicata sul territorio, con una presenza quasi in ogni parrocchia.

Il rito nella Grotta di Massabielle.

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In copertina, la benedizione della statua della Madonna a Lourdes.

Al Palmanova Outlet nuovo restyling per mezzo milione

Migliorare l’esperienza di shopping e offrire ai visitatori un ambiente ancora più accogliente e coinvolgente dove vivere momenti unici. È questo l’obiettivo degli outlet Land of Fashion: “alzare costantemente l’asticella” anticipando le esigenze dei clienti, costruire modelli che generino valore progettando e sviluppando nuove idee per massimizzare l’esperienza. E’ proprio per questi motivi che la shopping destination friulana continua a investire.
Sono partiti proprio in questi giorni numerosi interventi finalizzati ad elevare l’immagine del Palmanova Outlet Village. Si parla di oltre 500 mila euro d’investimento. Nel 2016, anno in cui la gestione del Village è passata alla società Multi Outlet Management Italy (Momi), che oltre all’outlet friulano gestisce anche quelli di Franciacorta, Mantova, Val di Chiana e Puglia -,  erano già state apportate diverse migliorie all’interno della struttura.
Oltre alla tinteggiatura completa delle facciate interne ed esterne, erano stati riqualificati gli arredi urbani, migliorate e potenziate le aree verdi. Non da ultimo, sempre nel 2016, era stato implementato il servizio Wi-Fi pubblico, completamente gratuito, nelle vie del Village.  A  luglio 2017, poi, è stato inaugurato quello che è certamente il fiore all’occhiello della shopping destination del Friuli Venezia Giulia: un’area giochi a misura di bambino, che trae ispirazione dalla città stellata patrimonio Unesco; uno spazio riservato al divertimento e alla spensieratezza, un omaggio ai piccoli ospiti, un polo attrattivo per le famiglie, costruito in materiali eco-friendly ed eco-sostenibili.

Ecco come saranno le nuove facciate.

E appunto adesso è partito un nuovo e importante progetto di restyling del Village che interessa molteplici interventi. È in corso, infatti, un importante intervento che riguarda l’ingresso A (lato ovest). La direzione spiega che la volontà è di valorizzare la prima entrata del Village tramite la realizzazione di un’area verde situata proprio nei pressi dell’ingresso. La finalità è quella di creare nuovi spazi relax outdoor, per vivere l’esperienza di shopping in modo nuovo e con stile. Un intervento analogo era stato realizzato, nel 2017, all’ingresso est (area giochi), con la creazione di un’area verde e un dehor per la ristorazione. La realizzazione di un’oasi relax del primo ingresso contribuirà anche a migliorare l’estetica del Village e permetterà di fruire di nuovi spazi all’aperto.

Ma partirà a breve anche il rifacimento delle facciate zona carico e scarico, che danno sull’ampio parcheggio, con l’inserimento di decorazioni e serramenti per rendere la struttura più armonica e simile all’immagine di un borgo. L’intervento comporterà anche un leggero innalzamento del muro di recinzione per coprire la parte alta delle porte dei magazzini, ora visibile dal parcheggio. Sempre nell’ottica di miglioramento, sono stati inoltre sostituiti gli infissi sopra gli store dislocati lungo le vie del Village. Un altro importante intervento è il rifacimento sia dal punto di vista impiantistico che delle finiture dei corpi bagno. Sono infine in programma entro l’estate alcuni lavori di restyling sugli edifici in finta pietra. Anche in questo caso, il fine è un miglioramento d’immagine della struttura per renderla più elegante e armonica.
Due le aziende al lavoro, Frappa Building di Camino al Tagliamento e Vrc Veneziana Restauri Costruzioni di Gruaro. Il direttore del Village,  Domenico Casagrande, si dice «soddisfatto per l’avvio di questo importante cantiere. Riteniamo sia estremamente importante – il suo commento – investire per offrire un servizio sempre migliore alla clientela. Il successo di questa struttura è dovuto al fatto di aver continuato a offrire ai nostri visitatori esperienze di valore e un’offerta di qualità. Questa innovazione migliorerà ancora di più il centro e produrrà un impatto positivo sullo shopping dei nostri clienti».

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In copertina e qui sopra come sarà l’ingresso ovest del Palmanova Outlet Village.

La Cassa Rurale Fvg (quasi 2,5 milioni di utile) a Sistiana e Trieste

Una banca solida, con indicatori economico-patrimoniali in crescita nonostante la fase “riflessiva” evidenziata dalle attività economiche, in particolare nel secondo semestre dell’anno. Questo il quadro che emerge dal bilancio 2018 della Cassa Rurale Fvg, che sarà proposto, il prossimo 24 maggio, all’assemblea dei soci.
L’anno trascorso è stato caratterizzato da un’espansione territoriale, che, grazie all’insediamento sulle piazze di Sistiana e Trieste, ha portato a 23 le filiali dell’Istituto, dislocate su 54 Comuni di competenza. «Con l’apertura delle due nuove filiali – commenta il presidente, Tiziano Portelli – il nostro Istituto di credito punta a ritagliarsi uno spazio significativo anche nel mercato creditizio giuliano, consolidando il proprio ruolo di banca locale di riferimento in Friuli Venezia Giulia». In tale ambito territoriale, la Cassa Rurale Fvg ha conseguito una raccolta complessiva che ha superato i 792 milioni di euro. La crescita ha riguardato sia la raccolta diretta, che si è attestata a 572 milioni, sia la raccolta indiretta, che ha superato i 220 milioni nonostante l’andamento fortemente negativo che ha caratterizzato i mercati finanziari per tutto l’anno.

Nell’ambito della raccolta gestita, invece, si segnala in particolare il consistente aumento del risparmio assicurativo (+19,8%) e dei fondi pensione (+20,6%). In crescita anche gli impieghi, che hanno superato i 452 milioni di euro, attraverso i quali la Cassa ha sostenuto le molteplici esigenze e iniziative sia da parte delle famiglie che delle imprese. Tale espansione è avvenuta a fronte di una diminuzione dell’incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale dei crediti e di una crescita della loro percentuale dii copertura. L’utile netto, pari a 2 milioni e 439 mila euro, risulta anch’esso in sostanziale crescita.

Alla data del 31 dicembre 2018 il patrimonio è risultato di 71 milioni e 651 mila euro. La solidità della Cassa Rurale Fvg è confermata dal Cet1, pari al 16,94%, valore, quest’ultimo, più che doppio rispetto al requisito minimo regolarmente richiesto (pari all’8%). «Sono dati più che positivi – spiega il presidente Portelli -, frutto di un lavoro di squadra che ha visto impegnata tutta la struttura aziendale. Il 2018 è stato un anno intenso. Ci siamo concentrati ancora di più nel miglioramento dell’offerta di servizi e nel potenziamento delle attività di consulenza nei confronti delle famiglie e delle imprese». La vocazione mutualistica della Cassa Rurale Fvg è testimoniata dalla crescita vissuta dalla compagine sociale, che, a fine 2018, ha raggiunto quota 7.357 soci. La banca, inoltre, ha riconfermato il proprio impegno nei confronti delle comunità locali, con oltre 284.800 euro destinati a favore di enti, istituzioni locali e organizzazioni no-profit della cultura, dell’ambiente, dello sport e della solidarietà. L’assemblea dei soci sarà chiamata ad esprimersi anche in merito alla riconferma dei consiglieri in carica: Giuliano Avian, Tassilo Kristancic, Alessio Marangon e Maurizio Margarit.

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In copertina, il presidente della Cassa Rurale Fvg Tiziano Portelli.

Dalle aule del Malignani a quella di CiviBank per conoscere la finanza

Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, la sede centrale di CiviBank ha ospitato nuovamente un corso di educazione bancaria e finanziaria per studenti delle scuole superiori, frutto di un accordo tra lo stesso istituto di credito e l’Istituto tecnico “Malignani”. Il corso è stato frequentato da 150 studenti delle classi quarte e quinte dell’Itis udinese, sempre attivo nella ricerca di opportunità formative per i suoi allievi.
La responsabile del progetto, professoressa Nicoletta Leone, e il vicedirettore generale di Civibank, dottor Gianluca Picotti, hanno coordinato il corso che si è articolato in tre moduli: il primo ha analizzato il rapporto cliente-banca-territorio; il secondo ha illustrato i servizi di investimento e di tutela del risparmiatore; il terzo, infine, ha approfondito il rapporto banca-impresa con un focus particolare sull’imprenditoria giovanile e la redazione di un business plan.
Oltre ogni aspettativa, l’interesse manifestato dai giovani soprattutto rivolto alle agevolazioni destinate alle “start up” e al supporto finanziario offerto dalla banca friulana al tessuto imprenditoriale locale anche attraverso la rete dei Confidi e degli strumenti finanziari regionali. Ad illustrare i vari argomenti sono stati gli stessi funzionari di sede di CiviBank che sono stati gratificati in questa loro veste di “docenti” dall’attenzione dimostrata dagli studenti durante le rispettive lezioni.

Tale iniziativa s’inserisce in un contesto più vasto di corsi di educazione finanziaria che da tempo il sistema bancario italiano e la stessa Banca d’Italia hanno varato nelle scuole. In questo quadro è noto l’impegno della banca cividalese che ha precorso i tempi organizzando da oltre dieci anni la “giornata regionale del risparmio” per le scuole primarie e vari stage formativi all’interno della propria sede riservati agli studenti degli istituti tecnici commerciali del territorio.
La conoscenza e l’informazione dei giovani circa l’approccio con il sistema creditizio, i suoi servizi e la gestione del risparmio è di primaria importanza soprattutto dopo le critiche vicende che hanno toccato alcune banche italiane in questi ultimi anni le cui ripercussioni su famiglie e imprese hanno avuto effetti talora drammatici.

I tanti ragazzi che hanno partecipato al corso di CiviBank. 

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In copertina, la sede centrale della Banca di Cividale.

Unitalsi, iscrizioni ancora aperte per andare a Lourdes

Sono ancora aperte le iscrizioni al pellegrinaggio a Lourdes organizzato dalla sezione udinese dell’Unitalsi, assieme alle diocesi di Trieste, Gorizia e Vittorio Veneto: due le opzioni per il viaggio, che potrà essere effettuato in pullman e in aereo, rispettivamente dal 19 al 25 giugno e dal 20 al 24 dello stesso mese. Durante il pellegrinaggio, che sarà presieduto dall’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, e dal vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, verranno ripercorsi i momenti più importanti della vita di Santa Bernadette, a cominciare dalle apparizioni della Vergine nella Grotta di Massabielle. Quest’anno, infatti, ricorrono i 175 anni dalla nascita e i 140 anni dalla morte della santa francese.
Il pellegrinaggio Unitalsi permette agli ammalati e ai disabili di raggiungere il santuario di Lourdes in piena sicurezza, con tutto il supporto assistenziale e sanitario di cui necessitano, grazie all’impegno di numerosi volontari e di personale medico e sanitario, appunto. L’esperienza, tuttavia, è aperta a chiunque desideri vivere un intenso momento di fede. Il pellegrinaggio è curato dai sacerdoti che accompagnano spiritualmente ogni tappa del viaggio e della permanenza a Lourdes: previsti dunque vari momenti di riflessione, sante messe e processioni, in un clima di profonda condivisione cristiana.
L’Unitalsi è un’associazione nazionale il cui principale obiettivo è l’organizzazione di pellegrinaggi ai santuari mariani, in primis a quello di Lourdes ma pure a Loreto, Fatima e in Terra Santa. Ogni diocesi d’Italia ha la sua sottosezione; quella di Udine, in particolare, è attiva da parecchi anni. Dall’esperienza dei pellegrinaggi nascono poi tutte le attività e le proposte che vengono svolte sul territorio, a cominciare dalla vicinanza e dall’assistenza di cui i malati e i disabili necessitano una volta rientrati a casa. Da ricordare, in particolare, la “Raccolta dei tappi delle bottiglie di plastica”, attività che negli anni ha permesso di sostenere economicamente numerosi progetti benefici, oltre che di aiutare gli ammalati e i disabili a partecipare ai pellegrinaggi a Lourdes. L’Unitalsi Diocesana è molto radicata sul territorio, con una presenza quasi in ogni parrocchia.

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In copertina, l’Unitalsi Udine al Rosario nella Grotta di Massabielle.

Udine, grande festa in Teatro per il Terzani a Franklin Foer

È senz’altro l’evento clou della 15ma edizione del festival vicino/lontano la consegna del Premio Terzani 2019 al giornalista e scrittore Franklin Foer per “I nuovi poteri forti. Come Google Apple Facebook e Amazon pensano per noi”, lucida analisi della grande sfida cui siamo chiamati dalle Big Tech del giornalista e scrittore statunitense (Longanesi). La presidente della Giuria Angela Terzani consegnerà il riconoscimento a Foer questa sera, alle 21, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, nel corso di una serata-evento, da sempre il momento più atteso di vicino/lontano.

Tiziano Terzani con la moglie Angela.

Franklin Foer dialogherà con il giornalista Gad Lerner intorno ai temi del libro, che mette al centro del suo ultimo saggio-denuncia la questione del monopolio che i giganti della Silicon Valley, padroni della rete, esercitano sul sistema della comunicazione globale e del mercato. La serata – per la regia di Gianni Cianchi – sarà contrassegnata dalle incursioni in ottave, sul tema del libro vincitore, di David Riondino ed Enrico Rustici.  Foer, in un linguaggio accessibile a tutti, ci mette in guardia sui pericoli di un’informazione manipolatoria, che minaccia di trasformare il volto della democrazia in una forma inedita di autoritarismo. Foer ci invita a non rassegnarci e a organizzare una sia pur minima forma di ribellione individuale per dissociarci ogni tanto dalla macchina e concederci qualche momento di lettura su carta, solitaria e silenziosa, lontano dal rumore totalizzante della rete e dalla sorveglianza digitale. Un atto di resistenza dal basso, che potrebbe contribuire a far sopravvivere una tecnologia alternativa, la cultura stampata sulla carta.

Il giornalista Gad Lerner.

«È con un sentimento di onore e di umiltà – ha dichiarato Franklin Foer – che ricevo questo Premio. Onorato di essere parte dell’eredità di Tiziano Terzani. Il mio libro è una polemica. Riguarda quattro aziende che si sono radicate profondamente nelle nostre vite. Sono ovunque. Ciò che queste aziende ci stanno togliendo è proprio ciò che primariamente dobbiamo preservare e proteggere: la nostra individualità. Ci hanno privati di una delle cose più importanti: la nostra libertà di scelta».
Franklin Foer, giornalista e scrittore statunitense, è nato nel 1974 ed è fratello dello scrittore Jonathan Safran Foer e del giornalista Joshua Foer. È uno dei redattori di punta della prestigiosa rivista di cultura, scienza e attualità “The Atlantic”. In passato è stato editor di “The New Republic” (2006-2016) e collaboratore delle riviste “New York” e “Slate”.
La Giuria che ha assegnato il prestigioso riconoscimento è composta da Giulio Anselmi, Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Àlen Loreti, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Ettore Mo, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Peter Popham, Marino Sinibaldi.

E stamani dalle 8.30 al Giovanni da Udine si rinnova l’appuntamento con il Concorso Scuole Tiziano Terzani: Buoni esempi / cattivi esempi: come e quanto possono diventare “contagiosi”? è il tema dell’edizione 2019. Parteciperanno Angela Terzani Staude, Marinella Chirico e la Civica Accademia ‘Nico Pepe’ di Udine che come ogni anno metterà in scena uno spettacolo sul tema del concorso per la regia di Claudio de Maglio, che condurrà anche la mattinata. Alle 17, nel Salone del Popolo, “In America. Cronache da un mondo in rivolta”, i reportage finora inediti di Tiziano Terzani dagli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta. Li ha raccolti e li racconterà il biografo di Terzani, Àlen Loreti.

L’attore David Riondino.

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In copertina, il giornalista e scrittore statunitense Franklin Foer. 

Medici senza Frontiere oggi il ritorno a “vicino/ lontano”

Ancora una volta Medici senza Frontiere partecipa al Festival vicino/lontano Premio Terzani, che accompagna ormai da dieci edizioni. Appuntamento fino a domani a Udine, con tre incontri che toccheranno diversi temi, dalle epidemie di Ebola in Africa e di colera in Yemen alle sfide e i successi dell’azione umanitaria in contesti di emergenza, come la Repubblica Centrafricana e il Sud Sudan.
Stamani, alle 11.30, nell’Oratorio del Cristo in Largo Ospedale Vecchio 10/2, si terrà l’incontro di approfondimento “Vecchie e nuove epidemie. La scienza non basta”, con il medico Nevio Zagaria, che ha lavorato per oltre 20 anni con l’Oms, e Roberto Scaini, medico impegnato dal 2011 con Msf in diversi contesti di emergenza, con la moderazione del genetista Michele Morgante.
Scaini racconterà la sua esperienza in prima linea nelle emergenze Ebola che hanno colpito tre paesi dell’Africa Occidentale nel 2014 e la Provincia dell’Equatore nella Repubblica Democratica del Congo da maggio a luglio del 2018. Sempre in RdC è ancora in corso una nuova epidemia scoppiata nell’agosto scorso nella Provincia del Nord Kivu, con 1.400 casi registrati e 890 morti negli ultimi 9 mesi. Scaini, parlerà anche di epidemie in contesti di guerra come lo Yemen, da cui è rientrato recentemente, dove nei primi tre mesi del 2019 i casi di colera sono aumentati fino a oltre 7.000.

“La guerra oggi è causa di epidemie che credevamo scomparse, come il morbillo, ed è un ostacolo per la risposta ad epidemie sia vecchie che nuove”, spiega Roberto Scaini.  “In Yemen, ad esempio – prosegue -, servono campagne di vaccinazione per evitare epidemie di malattie prevenibili, ma il conflitto ha danneggiato o distrutto metà degli ospedali e reso i farmaci praticamente introvabili”.
Se le realtà in cui si trova ad operare Msf sembrano spesso molto lontane, bella l’occasione del mattino di domani, alle 9.30,per una conversazione più ravvicinata con Claudia Lodesani, presidente di Msf Italia, alla colazione organizzata al Caffè Contarena in via Cavour 1 e moderata dal giornalista Lorenzo Marchiori. Claudia Lodesani, medico infettivologo, dal 2002 con Msf, racconterà la sua esperienza sul campo in grandi emergenze come l’Ebola e lo tsunami, i conflitti in Yemen e Repubblica Centrafricana, o i contesti dimenticati come la Repubblica Democratica del Congo o il Sud Sudan, fino ai progetti sulla migrazione in Italia. Quindici anni di impegno fatto di tante sfide e dilemmi.

Il dottor Roberto Scaini.

“Per chi fa questo lavoro è importante riuscire a conservare l’entusiasmo anche nelle situazioni più difficili”, spiega Claudia Lodesani, presidente di Msf Italia “Non è facile vedere le cose in maniera positiva mentre si risponde ad un’epidemia o si opera in un paese in guerra. Ma quando vedi un bambino che guarisce, sai che stai facendo la cosa giusta e non c’è altro posto in cui vorresti essere”.  Né le avventure della scienza né le battaglie per la libertà sarebbero state possibili senza il concorso di qualche forma di entusiasmo. Di questo si parlerà domani, alle 16, nell’ex chiesa di San Francesco, nell’incontro “Le vie dell’entusiasmo”, un viaggio emozionale raccontato attraverso l’esperienza di mondi diversi a confronto, quello dell’impegno umanitario, della cultura e della scuola con Claudia Lodesani, presidente di Msf, Angelo Floramo, medievista e scrittore ed Eugenia Canfora, dirigente scolastica. A animare questo dibattito sull’entusiasmo, quale slancio che permette di dare ai progetti individuali e collettivi l’energia per tradursi in azioni efficaci, Pietro del Soldà, filosofo e conduttore della trasmissione quotidiana di Rai Radio 3 “Tutta la città ne parla”.

In Largo Ospedale Vecchio, fino a domani, dalle 10 alle 19 è aperta la Casetta Info Point Msf, dove è possibile trovare ulteriori materiali informativi sulle attività di Medici Senza Frontiere e provare la #MSFExperience, un viaggio tra alcuni dei progetti sul campo di Msf, attraverso l’ausilio di visori a 360° con realtà aumentata.
Durante l’epidemia di Ebola in Africa Occidentale nel 2015 sono state contagiate 28.646 persone. Msf è stata in prima linea fin dai primi giorni dell’epidemia, impiegando fino a 4.000 operatori nazionali e 325 internazionali, di cui oltre 70 italiani. Per rispondere all’attuale epidemia nella regione del Nord Kivu in Repubblica Democratica del Congo, Msf è presente a Kayna e Lubéru, nei due Centri di isolamento per l’Ebola nelle città di Bwanasura e Bunia, nella provincia di Ituri. A Goma, Msf supporta la preparazione alle emergenze, rafforzando il sistema di sorveglianza epidemiologica e garantendo l’adeguato isolamento dei casi sospetti.
In Yemen è in corso il più grande intervento di Msf in una zona di conflitto, con più di 2.200 operatori internazionali e locali che lavorano in 12 ospedali e centri sanitari, fornendo supporto a oltre 20 strutture in 11 governatorati. Da marzo 2015 a dicembre 2018, le équipe di Msf hanno eseguito 81.102 interventi chirurgici, fornito cure a 119.113 feriti di guerra, fatto nascere 68.702 bambini e curato più di 116.687 casi sospetti di colera.

Claudia Lodesani in Burundi.

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In copertina, il dottor Scaini mentre visita un bimbo in Yemen.

Mafie, malaffare e legalità: oggi a Udine giornata di dibattiti

Legalità come parola chiave al festival vicino/lontano 2019 nella giornata odierna a Udine: si parlerà del contagio delle mafie e del sistema del malaffare, che si è diffuso come una pestilenza nel tessuto economico e sociale dell’intero pianeta. Appuntamento alle 21.30 nella ex chiesa di San Francesco (in collaborazione con il Laboratorio Internazionale della Comunicazione) dove si confronteranno Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro da 30 anni in prima linea contro la ‘ndrangheta e sotto scorta; la giornalista di Repubblica Federica Angeli, anche lei sotto scorta per le sue indagini sulla mafia di Ostia; e Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali e tra i massimi esperti di ‘ndrangheta e globalizzazione delle mafie, con la moderazione del giornalista Giorgio Zanchini, conduttore per Rai Radio 1 della trasmissione “Radio anch’io”.  Da tempo la criminalità organizzata ha imparato a investire i soldi della droga e delle altre attività malavitose nell’economia legale: nell’edilizia, nel terziario, nell’eolico, nei rifiuti, nel turismo, nel lusso, e nei centri di accoglienza. È la corruzione l’ossatura del potere mafioso, che sfrutta una miriade di alleanze strategiche con funzionari pubblici, bancari, avvocati, commercialisti, broker senza scrupoli.

Federica Angeli

Nella mattinata, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine dalle 8.15 Federica Angeli sarà fra i protagonisti anche della 12ma edizione del progetto “Il piacere della legalità?”, coordinato da Liliana Mauro, momento conclusivo di un percorso formativo incentrato sui temi dell’etica e della responsabilità individuale. Gli studenti degli istituti superiori della città presenteranno i risultati del lavoro di un intero anno scolastico, confrontandosi con testimoni che difendono valori di coerenza, libertà e legalità. Tra gli ospiti, oltre a Federica Angeli, anche il docente Francesco Barone, portavoce del Nobel per la Pace Denis Mukwege, Pierluigi Di Piazza, testimone di solidarietà del Centro Balducci, l’ingegnere informatico John Mpaliza, originario della Repubblica Democratica del Congo e messaggero di pace, Beppe Pagano, fondatore della cooperativa Nco-Nuova Cucina Organizzata di Aversa e il rapper friulano dj Tubet.

Ed è uscito in questi giorni il libro-inchiesta della giornalista Floriana Bulfon, vittima di molte intimidazioni e adesso sotto vigilanza: per Bur Rizzoli ha pubblicato “Casamonica, la storia segreta. La violenta ascesa della famiglia criminale che ha invaso Roma”. Porta Furba, Vermicino, Tor Vergata, Cinecittà, Quadraro e poi Tor Bella Monaca, fino al confine dell’autostrada per Napoli. Dalla cronista che prima e meglio di tutti ha indagato – anche da infiltrata – sulla “Famiglia”, un documento importante che ripercorre una storia criminale che ha inizio negli anni Settanta e che coincide in modo inquietante con la storia di Roma degli ultimi trent’anni. Floriana Bulfon presenterà il libro a vicino/lontano domani alle 18, nella Libreria Moderna Udinese in dialogo con la giornalista Luana De Francisco. Pure di grande attualità il libro-intervista pubblicato a 15 anni dalla scomparsa del gesuita belga Jacques Dupuis,“Il mio caso non è chiuso. Conversazioni con Jacques Dupuis”, edito da EMI – Editrice missionaria italiana, scritto dal giornalista irlandese Gerard O’Connell tra il 2002 e il 2004. Un faccia a faccia con l’ultimo “eretico”: Jacques Dupuis fu sostenitore della teologia del pluralismo religioso e per questo messo sotto indagine dalla Congregazione per la dottrina della fede di Joseph Ratzinger e dai suoi consulenti – gli attuali cardinali Bertone, Amato, Ladaria, ma anche monsignor Fisichella, monsignor Crociata e altri – per le «ambiguità dottrinali» e «opinioni pericolose» che oggi sembrano invece assonanti con la visione del dialogo interreligioso di papa Francesco, gesuita come Dupuis. Il libro sarà presentato alle 17.30 nella Libreria Einaudi da Pierluigi Di Piazza in dialogo con Giancarlo Bosetti, direttore dell’associazione Reset Dialogues on Civilizations e autore della prefazione.

Floriana Bulfon

La giornata odierna si apre con due eventi inseriti nel programma del festival, a cura dei media partner 2019 di vicino/lontano, Radio1 Rai e Radio Rai1 Friuli Venezia Giulia, che proporranno le loro dirette integrate dai collegamenti della redazione Tgr Rai Fvg. Appuntamento, anche per il pubblico, nella Sala Stampa del festival (Galleria Antivari) alle 7.35 con la diretta di “Radio Anch’io” condotta da Giorgio Zanchini insieme a Nicole Ramadori, e alle 11.45 con lo “Speciale vicino/lontano” condotto da Gioia Meloni. In studio moltissimi protagonisti del festival, per affrontare in presa diretta i temi in programma. Molti incontri di vicino/lontano 2019 sono promossi in sinergia con l’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, con accreditamento Ecm per gli iscritti.

L’attualità entra nel vivo del programma della seconda giornata a vicino/lontano: alle 18.30 nella ex chiesa di San Francesco si proietta il film “Isis, Tomorrow” (distribuzione ZaLab) della giornalista Francesca Mannocchi e del fotografo Alessio Romenzi, che hanno dato voce alle donne di Mosul, mogli e madri di uomini del Califfato, e ai loro bambini. Tutti educati per far sopravvivere quell’ideologia e farla rinascere dalle ceneri dei loro figli, mariti e padri. Gli autori ne discuteranno, dopo la proiezione, con il sociologo esperto di islam Stefano Allievi, con la moderazione di Riccardo Costantini di Cinemazero.  In clima di elezioni e democrazia, è quanto mai opportuna una domanda: siamo sicuri che se il “popolo” potesse esercitare direttamente il potere, senza mediazione o rappresentanza, tutto andrebbe meglio? Ne parleranno, a partire dal saggio Uno non vale uno, Massimiliano Panarari, che ne è l’autore, e il giornalista Giorgio Zanchini (oggi, ore 18, Oratorio del Cristo). E sempre alle 18 (alla Fondazione Friuli) riflettori sull’economia del dono nella presentazione del Quaderno di “Edizione” 2018, con Beatrice Bonato, presidente della Sezione Fvg della Società Filosofica Italiana, Francesca Scaramuzza, tra i fondatori della Sezione, e Nicola Gasbarro.

Alle 20.30, sempre all’Oratorio del Cristo, la guerra nei Balcani e l’assedio di Sarajevo faranno da sfondo alla presentazione, in anteprima nazionale, del primo romanzo edito in italiano (da Bottega Errante) dello scrittore bosniaco Božidar Stanišić, “La giraffa in sala d’attesa”, un libro fatto di relazioni familiari, dialoghi serrati che raccontano un universo altro, il rapporto con la lingua madre e con la terra d’origine, l’accoglienza e l’integrazione. L’autore dialogherà con la docente e traduttrice Alice Parmeggiani e con il poeta Maurizio Mattiuzza. Anche il Salone del Popolo di Palazzo D’Aronco ospita un intenso calendario di incontri di approfondimento del festival. Domani si parlerà, in positivo, di contagi e contaminazioni tra le lingue, alle 18, in un focus a cura dell’ARLeF, che vedrà coinvolti i linguisti Giorgio Cadorini, esperto di lingua friulana e latino protoromanzo, la docente di linguistica all’Università di Udine Fabiana Fusco e lo scrittore Gaston Dorren, con la moderazione del giornalista Walter Tomada. A un’altra forma di contagio, quello della figura dello zombie nel cinema, nella letteratura e in politica, è dedicato l’appuntamento che vedrà coinvolti il docente di Storia dei media Massimo Scaglioni, il docente di forme audiovisive della cultura popolare Giacomo Manzoli e il docente di filosofia politica Damiano Palano, moderati dal presidente dell’associazione Territori delle Idee Damiano Cantone (Salone del Popolo, ore 19.30).
Il programma completo di vicino/lontano 2019 sul sito www.vicinolontano.it. Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Božidar Stanišić

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In copertina, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. 

L’Italia tra ansia di futuro e contagio del passato oggi a Udine

Nel conto alla rovescia per le elezioni dell’Europarlamento, la 15ma edizione del festival vicino/lontano si apre oggi,  16 maggio, a Udine, con un articolato focus che inquadra la crisi dell’istituzione europea nel suo rapporto con l’empasse di un’Italia incapace di affrontare le sfide globali. Oltre 250 protagonisti, e un centinaio di eventi in cartellone fino a domenica, ci mostreranno il mondo attraverso la lente del “contagio”, parola-chiave delll’edizione 2019: fra i protagonisti Nicola Gratteri, Jan Zielonka, Francesca Mannocchi, Floriana Bulfon, Pietro Del Soldà, Giorgio Zanchini, Guido Crainz, Stefano Allievi, Alessio Romenzi, Claudia Lodesani. E, ancora, Eugenia Carfora, Raffaele Simone, Anton Giulio Lana, David Puente, Federica Angeli, Giampaolo Rossi, David Parenzo, Massimo Polidoro, David Riondino, Angelo Floramo, Bernardo Valli, Paolo Legrenzi e Claudio Zampa.
Alle 17, nella sede della Fondazione Friuli, Lucio Caracciolo presenterà –  in anteprima a vicino/lontano – l’ultimo numero della rivista LiMes da lui diretta, intitolato Anti-europei: assieme allo storico Tiziano Bonazzi e al giurista, esperto di diritto internazionale, Maurizio Maresca, moderati da Guglielmo Cevolin, si chiederà quanto i nazionalisti e i sovranisti già al potere in molti Stati dell’Unione potranno contribuire alla sua disgregazione, condizionando in maniera significativa le prossime elezioni europee.

Vicino/lontano 2019 si inaugura oggi, alle 18, nella storica sede di Largo Ospedale Vecchio con il saluto dei promotori: assieme al presidente dell’Associazione vicino/lontano, Guido Nassimbeni, interverranno il presidente del Consiglio regionale Mauro Zanin, l’assessore alla Cultura del Comune di Udine Fabrizio Cigolot, il prorettore dell’Ateneo udinese, Angelo Montanari, e il presidente della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini.
Alle 19 nell’ex chiesa di San Francesco “Europa: i molti germi di una crisi”: il dialogo inaugurale offrirà uno sguardo dinamico sull’Europa e il progressivo “contagio” che l’ha investita, a partire dalla crisi finanziaria del 2008, che rischia di mettere in crisi la stessa democrazia in molti dei suoi componenti. Si confronteranno il politologo dell’Università di Oxford Jan Zielonka, il giornalista Giancarlo Bosetti, direttore di Reset, e lo storico Guido Crainz, interpellati e coordinati da Nicola Gasbarro, presidente del comitato scientifico di vicino/lontano.
Quando hanno iniziato a manifestarsi le prime avvisaglie del processo e come sta rispondendo la politica? I primi sintomi iniziano a manifestarsi già all’indomani del 1989, e si aggravano nel 2004, con l’allargamento dell’Unione a dieci nuovi Paesi con realtà economiche, istituzionali e culturali disomogenee. Quasi tutti facevano parte dell’Europa a lungo “sequestrata” dal comunismo sovietico. Portavano in dote tre pericoli a lungo sottovalutati: nazionalismo, populismo e la tentazione di governi forti. L’anno dopo, Francia e Paesi Bassi affossavano con un referendum il progetto di Costituzione europea: si fermava così il processo di unificazione politica e si accentuava il primato dell’economia. Un errore reso drammatico dalla crisi finanziaria internazionale, che ha prodotto sconvolgimenti nei rapporti sociali, insicurezza e paura.

Lo storico Guido Crainz.

E l’Italia? Senza quasi accorgersene è finita nel mezzo del ring dove Stati Uniti e Cina si contendono il titolo mondiale di superpotenza, ed è ancora alla ricerca di una strategia all’altezza delle sfide globali. La necessità di affrontare le mai risolte emergenze del paese sarà al centro della sempre attesissima lectio magistralis di Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica LiMes: alle 21, sempre nell’ex chiesa di San Francesco, introdotto dal giurista Guglielmo Cevolin. Lucio Caracciolo ha titolato la sua lectio “Il contagio del passato: l’Italia ha (ancora) un futuro?”: il tempo dell’improvvisazione è scaduto. Serve uno Stato ricentrato e finalmente compiuto, dove poteri e responsabilità siano immediatamente visibili e imputabili. Invece discutiamo di devolvere altre funzioni alle Regioni, immaginando città-Stato o sognando regressioni preunitarie – riedizioni del Lombardo-Veneto e nostalgie borboniche. Un modo per evitare di affrontare le vere emergenze del Paese: il persistente divario economico Nord-Sud e anzi il suo aggravarsi, l’invecchiamento della popolazione e la gestione dei flussi migratori, il controllo mafioso di interi pezzi di territorio, Nord incluso.
Proprio il tema dell’illegalità – con un’analisi aggiornata su corruzione, connivenze istituzionali, micro e macro criminalità a diffusione globale – sarà al centro della giornata di domani 17 maggio: alle 21.30 sempre in San Francesco si parlerà del contagio delle mafie e del sistema del malaffare, che ha attecchito e si è diffuso come una pestilenza nel tessuto economico e sociale dell’intero pianeta. Ci saranno il procuratore della Repubblica di Catanzaro, in prima linea contro la ‘ndrangheta, Nicola Gratteri; assieme a lui la giornalista di Repubblica Federica Angeli, sotto scorta per le sue indagini sulla mafia di Ostia, e Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali e tra i massimi esperti di ‘ndrangheta e globalizzazione delle mafie, con la moderazione del giornalista Giorgio Zanchini, conduttore per Rai Radio 1 della trasmissione “Radio anch’io”. Federica Angeli, nella mattinata di domani, sarà anche tra i protagonisti – al Teatro Nuovo Giovanni da Udine – de “Il piacere della legalità?”, momento conclusivo del percorso formativo rivolto agli studenti e ai detenuti sui temi dell’etica e della responsabilità individuale. Il progetto, coordinato da Liliana Mauro, giunge quest’anno alla sua 12ma edizione e coinvolge otto istituti superiori di Udine e una serie di istituzioni pubbliche e private. Fra gli ospiti anche il docente Francesco Barone, portavoce del Nobel per la Pace Denis Mukwege, Pierluigi Di Piazza, testimone di solidarietà del Centro Balducci, l’ingegnere informatico John Mpaliza, originario della Repubblica Democratica del Congo e messaggero di pace, Beppe Pagano, fondatore della cooperativa Nco-Nuova Cucina Organizzata di Aversa e il rapper friulano dj Tubet.

E fin da oggi, all’Università di Udine (sede dei Rizzi) si proietterà in loop il documentario “Meme: tra viralità e comunicazione”, a cura di Constraint Magazine Udine. Il termine meme deriva dal greco mímēma (imitazione) ed è stato coniato nel 1976 dal biologo evolutivo Richard Dawkins per indicare un elemento di una cultura o civiltà che si diffonde attraverso l’imitazione. Al tempo di Internet e dei social network il termine è associato a un’immagine, una frase, un video, un’espressione – spesso modificati in senso ironico – che si propagano in maniera virale e spontanea sul Web. La diffusione avviene rapidamente perché sono gli stessi utenti della rete a farlo girare tra i propri contatti, generando un vero e proprio effetto a catena, come se fosse un virus. Un documentario, trasmesso in loop, ripercorre il cambiamento del nostro modo di comunicare. Il programma di vicino/lontano 2019 sul sito www.vicinolontano.it

Il politologo di Oxford Jan Zielonka.

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In copertina, Lucio Caracciolo oggi sarà protagonista a Udine.

Link sigla un patto fra industria e sindacato per far crescere l’Italia

di Gi Elle

Ormai, in piazza Unità d’Italia, a Trieste, non c’è più traccia del maxi-tendone che ospitava Link 2019. Il Festival del buon giornalismo del Premio Luchetta si è infatti chiuso ieri sera con un bilancio altamente positivo, non solo per la qualità dei relatori e la foltissima partecipazione del pubblico ma anche per l’importanza dei temi trattati, che hanno portato addirittura – nel dialogo fra Giuseppe Bono, Ad Fincantieri (che sponsorizzava l’importante iniziativa culturale), e Maurizio Landini, segretario generale Cgil – a siglare un importante patto fra industria e sindacato per lo sviluppo del Paese.

Oltre 15 mila presenze per trenta appuntamenti nell’arco di tre giorni, preceduti da una partecipatissima serata inaugurale affidata a Riccardo Iacona, Premio Speciale Luchetta 2019, e a Beppe Severgnini con il “Diario sentimentale di un giornalista”: si è dunque conclusa con questo bilancio la 6a edizione di Link, quest’anno un vero sold out nella Fincantieri Newsroom di piazza Unità.
Link festival, promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con il pieno sostegno di Fincantieri e l’apporto della Regione Fvg, ha offerto una linea diretta con l’attualità: nell’arena di piazza Unità si sono alternate le grandi voci del giornalismo: il citato Riccardo Iacona, Premio Speciale Luchetta 2019, Gian Antonio Stella, premio FriulAdria Crédit Agricole Testimoni della Storia; Diego Bianchi ‘Zoro’, premio Luchetta 2019 per il miglior reportage; Enrico Mentana, premio Unicef ‘I nostri Angeli’; e ancora Alberto Matano, Antonio Di Bella, Emma D’Aquino, Claudio Pagliara, Virman Cusenza, Gennaro Sangiuliano, Barbara Schiavulli, Nico Piro, Maria Concetta Mattei, Franco Di Mare e moltissimi altri.

Enrico Mentana con Giovanni Marzini.

Nella giornata conclusiva di Link, il primo bilancio degli organizzatori è decisamente positivo: «Link come motore di progetti che non solo narrano l’attualità, ma la producono – ha spiegato la curatrice del festival, Francesca Fresa –. Lo ha dimostrato sabato sera l’affollatissimo dialogo di cartello fra Giuseppe Bono, Ad Fincantieri, e Maurizio Landini, segretario generale Cgil: Link ha siglato un importante patto fra industria e sindacato per lo sviluppo del Paese, nel segno della formazione e di un’alleanza costruttiva che punta a traghettare l’Italia oltre l’emergenza, con sguardo lungimirante. Per il nostro festival questo è un valore che va oltre l’approfondimento dei temi, ed entra nel vivo del nostro tempo».

«Qualità degli incontri e innovatività come parole chiave di Link 2019, attestate dal grande consenso del pubblico e degli operatori – ha spiegato il direttore editoriale, Giovanni Marzini – Il festival come un vivacissimo rotocalco tv grazie ai mezzi tecnologici messi in campo, con grandi protagonisti che il pubblico ha potuto avvicinare a fine incontro. E quest’anno il festival del buon giornalismo si è compenetrato al Premio Luchetta, che riconosce e valorizza la stampa in prima linea di tutto il mondo. Un evento di caratura internazionale, nella 16ma edizione del Premio e nella 6a edizione di Link festival».
La portata internazionale del festival per i temi, i contenuti, i protagonisti e il grande successo dell’evento è stata sottolineata da Paola Bulgarini, direttore centrale di Fincantieri, partner storico di Link, a conferma di un sostegno convinto al festival del buon giornalismo, e dal capo ufficio stampa della società Antonio Autorino, che ha prospettato per la futura edizione il consolidamento della formula 2019 in cui si sono integrati Link e il Premio.
Lo stretto legame di Link festival con la Fondazione Luchetta, allo scoccare dei suoi 25 anni di attività è stato infine sottolineato dall’organizzatore Federico Prandi, che ha ringraziato il Comune di Trieste per la disponibilità di una piazza straordinaria, evidenziando le potenzialità di un “teatro naturale” messo a disposizione del pubblico anche fuori dall’agorà di Link grazie allo schermo esterno che rilanciava in presa diretta gli incontri del festival.

Marzini con i suoi collaboratori.

Nella mattinata di ieri un vero bagno di folla per l’incontro con Enrico Mentana, Premio Unicef ‘I nostri Angeli’ 2019. Sul caso Altaforte – Salone di Torino ha dichiarato il direttore del Tg La7: «Restano comunque diverse contraddizioni: l’editore di Casapound è fuori dal Salone del libro, ma Casapound è presente nelle competizioni elettorali italiane». E sull’ipotesi censimento dei rom ha osservato che «non si puo’ censire un sottogruppo di italiani che appartiene a una stessa etnia. Anche le altre volte, nella storia, è cominciato cosi’ e abbiamo visto com’è finita…».

L’appuntamento è adesso rinnovato a sabato 8 giugno su Rai1, quando, in seconda serata, andrà in onda il programma “I nostri angeli” in un format totalmente rinnovato. Sarà la giornalista Emma D’Aquino, volto noto dell’edizione serale del Tg1, a condurre “I nostri angeli” 2019, e nel venticinquesimo anniversario della Fondazione Luchetta, dopo quindici anni tra piazza e teatri, l’ormai noto programma di Rai1 diventerà un racconto del buon giornalismo, in dialogo con i vincitori del Premio Luchetta, e avrà come set la città di Trieste.

Il maxi-tendone sempre affollato.

Link Festival 2019, promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con il pieno  sostegno di Fincantieri e l’apporto della Regione Fvg, è stato sostenuto da Crédit Agricole FriulAdria e dalla Fondazione CRTrieste in coorganizzazione con il  Comune di Trieste. Realizzato a cura di Francesca Fresa, per la direzione editoriale di Giovanni Marzini, il festival è stato organizzato da Prandicom, con la collaborazione della Fnsi e dell’Ordine dei Giornalisti. Media partnership la Rai e delle sue testate Rainews24 e Rai Tgr e la sede Rai Friuli Venezia Giulia con il quotidiano Il Piccolo che ha garantito la diretta streaming degli incontri in programma sul proprio sito.

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In copertina, Giuseppe Bono, Fincantieri, e Maurizio Landini, Cgil.