“Green economy” affare da 500 miliardi: convegno a Udine

In Italia la “green economy” genererà nei prossimi cinque anni un volume di affari di poco meno di 500 miliardi di euro e in Friuli Venezia Giulia di quasi sette: se ne parlerà domani pomeriggio, 19 settembre, in un convegno indetto a Udine e che ha per obiettivo l’analisi delle modalità su come come finanziare la nuova economia, nell’ambito di una iniziativa di Civiesco (emanazione di Civibank) organizzata con il patrocinio della Regione Fvg.


Si stima, infatti, che la sola transizione energetica italiana – la “green economy”, appunto – possa generare valori della produzione in cinque anni, come detto, per circa 370 miliardi di euro, oltre ad altri 129 miliardi di valore aggiunto, ma nel contempo anche un incremento di 2,2 milioni di unità lavorative. I comparti interessati – informa una nota della Banca di Cividale – sono soprattutto l’edilizia e l’impiantistica coinvolti direttamente nei processi di efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati tra cui i condomini che beneficiano dell’Ecobonus.  Secondo un recente studio dell’Università di Udine, nella nostra regione si registrano 165 mila edifici costruiti prima del 1960 sui quali, ipotizzando interventi di riqualificazione pari a 40 mila euro ciascuno, si innescherebbe un volume di interventi pari a 6,6 miliardi di euro.  Da parte sua, Crif rileva  che le unità residenziali esistenti (dato al 2016) in Friuli Venezia Giulia sono 722.512 e in Veneto 2.624.670. Di questi, una percentuale del 62% richiede una ristrutturazione“.

Da soli, questi numeri danno l’idea della grande opportunità per chi investe, per chi cerca investitori e per chi ha la responsabilità della pubblica amministrazione. Tuttavia, gli Stati nazionali e l’Unione Europea non hanno tutte le risorse necessarie per attivare gli investimenti. Ecco perché Civiesco, la società specializzata di CiviBank, ha promosso con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia il convegno sul tema “Megatrends e innovazione: come finanziare la nuova economia” in programma, come detto, domani al centro “San Paolino d’Aquileia” in via Treppo 5, a Udine, con inizio alle 16.45.

I lavori saranno aperti dalla presidente di CiviBank, Michela Del Piero, e dal direttore del Servizio gestione fondi comunitari della Regione Lino Vasinis, mentre le relazioni tecniche sono affidate a Gianluca Minella di Deutsche Bank Londra, Edo Omic del Council of Europe Dvelopment Bank (Ceb), Alessandra Cassisi e Angelo Giordano di Civiesco, Marco Falzetti  e Luigi Della Sala dell’Agenzia per la promozione della ricerca europea (Ecn), oltre che a Daniele Zini di October e a Carlo Allevi di WeAreStarting. Le conclusioni dei lavori sono affidate a Massimo Bolzicco, direttore di Civiesco. “Il convegno – dichiara lo stesso Bolzicco – vuole illustrare  con esempi reali quali strategie a livello europeo si stanno approntando per integrare la finanza pubblica, anche locale, con quella privata, ricercando quelle sinergie tra capitali, crescita economica e sostenibilità che velocizzino il raggiungimento degli obiettivi della green economy“.

Per ulteriori informazioni rivolgersi a CiviBank:
Telefono 0432707317 – 337546561
www.civibank.it

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In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero che aprirà i lavori.

A Pontebba domenica tornano gli alpini per ricordare il “Belluno”

di Giancarlo Martina

A Pontebba ritornano gli alpini con il loro carico di simpatia e solidarietà. La cittadinanza è pronta ad accogliere le penne nere che ritornano, con i loro familiari, nei luoghi dove hanno svolto il servizio di leva trascorrendo giornate indimenticabili intervallate dalle marce sui monti delle Alpi Carniche e delle Giulie a scoprire luoghi incantati.
L’abbraccio ai tanti amici domenica 15 settembre in occasione dell’VIII raduno annuale degli alpini ed artiglieri alpini che prevede la sfilata nelle vie centrali del paese. In particolare, quest’anno ricorre il trentesimo anniversario dello scioglimento del Gruppo di Artiglieria “Belluno”.
Le sfilate saranno due e partiranno entrambe alle 10: quella degli artiglieri da montagna dalla Caserma Bertolotti e quella degli alpini dal piazzale della stazione ferroviarias. L’incontro dei cortei, le rappresentanze della cittadina e le autorità, avverrà poi nella centrale piazza Dante. I convenuti proseguiranno, poi, tutti assieme, sino al monumento dei caduti per la cerimonia in loro onore e dove il sindaco Ivan Buzzi rivolgerà le espressioni di benvenuto agli ospiti. Seguirà la foto ricordo al Municipio con il saluto alla banda ed infine, dopo la messa, il pranzo alpino al palazzo del ghiaccio.

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In copertina e all’interno immagini di precedenti raduni alpini a Pontebba.

Nel Lager di Mauthausen ora c’è una targa che ricorda due resiani

di Giancarlo Martina

Una targa a Mauthausen a ricordo dei resiani Antonio Coos e Luigi Clemente. E ‘ stata collocata nelle mura dell’ex campo di concentramento e sterminio dove resterà per sempre a testimonianza del sacrificio dei due valligiani.
Marcellino Madotto e Natalino Lettig, di Stolvizza, si sono presentati con i documenti autorizzativi (rilasciati dalle autorità governative austriache) alla portineria del Lager e, dopo aver varcato l’ingresso, si sono recati nei locali sottostanti il museo nei pressi dei forni crematori dove in quel luogo i due stolvizzani hanno installato la targa commemorativa. Un semplice ma significativo gesto per non dimenticare. In questo atto di commemorazione e soprattutto di memoria di una tragedia immane che coinvolse due giovani rimasti vittime della barbarie nazista, era stata coinvolta anche la scuola della Val Resia, come ha voluto la signora Maria Clemente, originaria della valle, che nel 2017 aveva promosso il concorso letterario denominato: “Premio Luigi Clemente – Antonio Coos”, rivolto agli allunni della scuola primaria e secondaria di primo grado al fine di di onorare le vittime della Shoah e ricordare il padre Luigi che, con l’amico Antonio Coos, fu appunto internato nel Lager tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

La zona dei forni crematori.


Nell’intento della promotrice c’era, appunto, la volontà di coinvolgere la scuola perché è il luogo dove si formano le coscienze e si trasmettono i valori. Gli alunni, inoltre, hanno sempre partecipato fattivamente agli eventi e alle cerimonie organizzate nel Comune riguardanti la Shoah e anche in questa occasione hanno risposto positivamente all’iniziativa. Gli alunni si sono orientati verso la tipologia poetica attravero la realizzazione di numerosi elaborati sugli eventi drammatici relativi alle persecuzioni scatenate durante il secondo conflitto mondiale e si sono ispirati proprio alla triste vicenda che vide protagonisti i due amici stolvizzani deceduti nel Lager di Mauthausen.
Gli elaborati sono stati poi valutati da un’apposita commissione che ha premiato i lavori migliori ed ha scelto la poesia dal titolo: “Uomo non animale” di Emanuele Madotto della scuola secondaria di 1° grado, da collocare in un luogo della memoria. “Un gesto – come sottolineano i parenti delle due vittime – per affermare che l’odio, la sofferenza, il dolore, la cattiveria, il buio e la malvagità non si perderanno in un ricordo del passato, non diventeranno un fantasma, se tutti ci impegneremo a mantenere viva la memoria di quanto accaduto”.

Il muro dei lamenti.

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In copertina, la targa che ricorda i due resiani morti nel campo di concentramento di Mauthausen.

Il Consorzio Leonardo cerca 19 giovani per il servizio civile

Quest’anno il Consorzio Leonardo, aderente a Confcooperative Pordenone, propone due progetti di Servizio civile, uno nell’area dell’assistenza disabili (“Pordenone…Crescere aiutando”) e uno nell’area minori (“Diventare grandi insieme”) per un totale di 19 posizioni riservate a giovani tra i 18 e i 28 anni di età. Un’esperienza che prepara al futuro: basti pensare che lo scorso anno han trovato lavoro nelle cooperative sociali del Leonardo il 30% dei giovani che hanno svolto il Servizio civile. Domande entro il 10 ottobre.

Nel primo progetto sono previsti 15 volontari, che prenderanno servizio in dodici diverse sedi (diurne o residenziali) delle cooperative: Fai (Montereale Valcellina, Sacile, Orsago e Codroipo); Piccolo Principe (Casarsa, Fiume Veneto, San Vito al Tagliamento); Futura (San Vito al Tagliamento); Il Ponte (Ghirano di Prata); Il Granello (San Vito al Tagliamento); Acli (Cordenons e Aviano). Il progetto prevede l’affiancamento dei volontari agli operatori in varie attività di socializzazione e di incentivazione all’autonomia, a favore degli utenti dei centri diurni o residenziali.

Il secondo progetto prevede l’inserimento dei volontari in due strutture, una comunità per minori a Pordenone e un centro diurno a Maniago, gestiti dalla cooperativa sociale Laboratorio Scuola.
In questo progetto si imparerà a organizzare diverse attività sia ludiche che educative o sportive per i bambini e i ragazzi frequentanti le strutture, a rapportarsi con diversi servizi sul territorio e soprattutto a stare assieme ai minori. Per quanto riguarda questo progetto i volontari richiesti sono 4: due per il centro di Maniago e due per la comunità di Pordenone.

L’esperienza durerà dodici mesi e avrà avvio a inizio 2020. Il riconoscimento economico, a fronte di un impegno di circa 25 ore settimanali, è di € 439,50 mensili. I requisiti per poter presentare domanda sono: avere tra i 18 e i 29 anni non compiuti al momento della presentazione della candidatura; non aver riportato condanne penali; essere cittadini italiani o regolarmente soggiornanti in Italia.
Per candidarsi bisogna effettuare la presentazione della domanda di partecipazione esclusivamente online attraverso la piattaforma DOL (Domanda On Line) a cui è possibile accedervi tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o previa richiesta al Dipartimento di apposite credenziali. Scadenza per la presentazione della domanda il 10 ottobre.

Per maggiori informazioni contattare il Consorzio Leonardo al n. 0434/378726 o inviando mail a leonardo.pordenone@confcooperative.it

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In copertina e qui sopra un gruppo di giovani che partecipano al servizio civile 2019.

Volpe sotto i gelsi: che successo per il campus estivo!

Successo per il centro estivo in fattoria, la novità educativa proposta dalla cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia per l’estate 2019. Piaciuta la formula del campus estivo a contatto con natura e animali: infatti sono stati ben 136 gli iscritti suddivisi in gruppi di 25 bambini a settimana nell’arco delle 8 settimane di campus estivo tenutosi a La Volpe sotto i Gelsi, la fattoria didattica e sociale di San Vito al Tagliamento. Un boom di richieste superiore agli effettivi posti diponibili che ha coinvolto molte famiglie residenti, non solo a San Vito o nei Comuni limitrofi di Casarsa e Valvasone, ma anche in città più distanti, come Pordenone.
Tutti i minori frequentanti il centro estivo hanno vissuto l’esperienza della fattoria guidati da due educatori coadiuvati da cinque volontari e una tirocinante dell’Università di Udine. Le attività si sono svolte negli spazi dell’antico casale recentemente restaurato in via Copece in località Comunali, dove ha sede anche il vivaio aperto al pubblico.
Tra le attività proposte: preparazione e cura quotidiana di un piccolo orto, accudimento degli animali della fattoria (galline, conigli, anatre, gatti, insetti stecco), esplorazione del territorio circostante alla conoscenza delle erbe, costruzione di casette per uccellini e insetti, sperimentazione dei giochi di un tempo, cucina. In più, una volta alla settimana hanno avuto la possibilità di prendersi cura di due asinelli, dando loro da mangiare, spazzolandoli, conducendoli e facendosi portare a passeggio, quest’ultima attività in collaborazione con La Torre dell’asino di Torrate.

“Molti sono stati i laboratori fatti – ha spiegato Daiana Turla, educatrice responsabile del centro estivo a La Volpe sotto i Gelsi -, dalla creazione di saponette, creme e unguenti con le piante officinali, all’estrazione dei colori dalle piante per poi tingere la lana, creazioni manuali e decorative con elementi della natura, laboratori di cucina per fare torte, marmellate, biscotti, ghiaccioli, pane. Il fatto che la struttura del casale e gli spazi ci abbiano imposto di poter ospitare un massimo di 25 bambini a settimana – ha spiegato Turla – ci ha dato però la possibilità di fare attività e giochi calibrati su ogni bambino, è stato infatti possibile adeguare ed adattare le attività ai ritmi e alle diverse età dei minori. Un ringraziamento – ha aggiunto – va anche al Consorzio per la Zona di sviluppo industriale del Ponte Rosso che ha sostenuto il progetto promuovendolo tra le aziende associate”.
Si è trattato di un’esperienza nuova che ha l’obiettivo di far riscoprire ai bambini il contatto con la natura e il rispetto per l’ambiente. Grazie all’orto da preparare, i minori hanno potuto osservare il ciclo della vita, scoprire da dove viene il cibo, così da diventare adulti più consapevoli e rispettosi dell’ambiente, nell’ottica anche di una sana educazione alimentare.
Una sensibilità ambientale che non è nuova a la fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi, la quale da circa un anno sta attuando una vera e propria conversione al biologico. Al vivaio, infatti si possono acquistare diverse qualità di piante da orto 100% biologiche, ma anche fiori e piante ornamentali coltivate sempre in maniera bio e naturale. L’obiettivo che la cooperativa si è prefissa è anche quello di ridurre sempre di più l’utilizzo di plastica per i vasi, ecco perché molte delle piante biologiche saranno vendute all’interno di innovativi vasi di cocco biodegradabili e prodotti in maniera etica in Sri Lanka.

Da alcuni mesi è attivo poi un altro innovativo servizio: è possibile prenotare e acquistare online cassette di frutta e verdura biologiche (alcune dedicate anche ai vegani), che potranno essere ritirate non solo a San Vito alla Volpe sotto i Gelsi ma anche in altri punti, come a Casarsa al laboratorio del Piccolo Principe o al Centro socio occupazionale. Partito in via sperimentale ad aprile, il servizio sta avendo molto successo: sono già oltre 140 le famiglie che hanno aderito all’iniziativa e alcune richieste di cassette arrivano addirittura dal Veneto e dalla provincia di Udine.

La fattoria didattica e sociale, gestita dal Piccolo Principe, è un progetto che vede la forte collaborazione e il sostegno di Azienda per l’Assistenza Sanitaria 5 “Friuli Occidentale”, Comune di San Vito al Tagliamento, Servizio Sociale dei Comuni “Tagliamento” e delle cooperative sociali Futura e Il Granello con l’obiettivo di attuare percorsi di integrazione lavorativa e sociale per disabili e persone con fragilità psichiatrica. Per informazioni: lavolpe@ilpiccoloprincipe.pn.it

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In copertina e all’interno tre immagini del campus estivo a San Vito.

Omaggio a Tarvisio alle Guardie di Frontiera cadute nel 1943

di Giancarlo Martina

Ieri a Tarvisio è stato ricordato, alla Caserma Italia, il sacrificio dei militi della Guardia alla Frontiera caduti combattendo dopo avere rifiutato la resa alle truppe naziste il 9 settembre del 1943. La mattina di quella tragica giornata, il reparto era asseragliato in caserma, ma nulla potè contro le soverchianti forze tedesche che, dopo diverse ore di conflitto, a fuoco ebbero la meglio. Sul campo rimasero 29 militi italiani e tutti gli altri, diverse centinaia, fatti prigionieri furono internati nei campi di concentramento.
Alla Messa di suffragio, celebrata a causa del maltempo in un locale al coperto da don Stefano Lachin con l’accompagnamento della corale “Tantum Ergo”, hanno partecipato anche il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini ed il vicesindaco Igino Cimenti, nonché le autorità militari e le rappresentanze delle associazioni d’arma.

Nel combattimento della Caserma Italia, morirono anche soldati tedeschi, probabilmente alcune decine, ma purtroppo il numero dei Caduti germanici non fu mai reso noto. Da parte italiana l’episodio, uno dei primissimi di resistenza armata ai nazisti in seguito all’armistizio con gli alleati dell’8 settembre 1943, venne sottolineato con decorazioni al valore militare attribuite a diversi protagonisti fra i quali sono da ricordare la medaglia d’argento con cui si evidenziò il comportamento della centralinista Luigia Picech, cui oggi è dedicata una via a Tarvisio Centrale, che dal centralino della posta allora al palazzo muncipale, continuò a mantenere i collegamenti con la caserma nonostante fosse stata sotto il fuoco nemico. La Medaglia d’argento fu assegnata anche al tenente Arnaldo Brasa, protagonista del combattimento, e in seguito sindaco di Gaggio Montano, promotore nei primi anni Settanta del secolo scorso, assieme a Federico Buliani e a Cesare Urbica, del Raduno delle Guardie alla Frontiera per commemorare ogni anno i Caduti. Come fu riconosciuto, sempre con medaglia d’argento, il ruolo avuto dal capitano Michelotto.

Quella di ieri è stata, dunque, una cerimonia per non dimenticare. Oramai le file dei reduci si sono assottigliate e la ceriminia curata fino ad alcuni anni orsono da uno di loro, Basilio De Damiani, ora è tenuta in vita da Giovanna Maggioni, la fioraia di Tarvisio Basso. Comunque, a perenne memoria vi sono anche la lapide posta sul muro di cinta della Chiesa parocchiale ed il monumento sul luogo del conflitto, dinanzi alla Caserma Italia. Nonché i libri documento curati da Antonio Russo.

Due momenti della cerimonia.

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In copertina, la Caserma Italia di Tarvisio al centro della commemorazione.

La cooperazione ritorna a pordenonelegge

Anche quest’anno Confcooperative Pordenone è a fianco di Pordenonelegge.it, la festa del libro con gli autori tra i più importanti appuntamenti letterari d’Italia e non solo: per la ventesima edizione del festival, in programma dal 18 al 22 settembre, l’Unione dei cooperatori del Friuli occidentale sosterrà tre importanti incontri per riflettere e confrontarsi attorno al mondo della cooperazione e alle opportunità di sviluppo sociale ed economico che esso può fornire alla società. Non solo: quest’anno Confcooperative Pordenone ha anche aderito allo speciale progetto delle lettere che formano la parola Pordenonelegge, le quali, riprodotte in grandi dimensioni, sono state sparse lungo le vie e piazze della città.
“Un modo – ha commentato Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone – per essere ancora di più dentro alle dinamiche del festival: abbiamo scelto la lettera O, centrale per ben due volte nella parola coop, a testimonianza di quanto crediamo nell’importanza della nostra presenza a Pordenonelegge, vera e propria “fucina” di idee. Ci confronteremo sulle cooperative di comunità, allo stesso tempo antico quanto moderno strumento di sviluppo locale, con il professor Pier Angelo Mori e il ricercatore Jacopo Sforzi, sul futuro dell’Africa con l’analista Giuseppe Daconto e infine, con il professor Zamagni, analizzeremo la storia del movimento cooperativo. Tre incontri a ingresso libero ai quali, insieme alla Fondazione Pordenonelegge, aspettiamo tutte le persone interessate”.

Mercoledì 18 settembre, primo giorno di festival, alle 15.30 negli spazi dell’ex Tipografia Savio, magnifico esempio di recupero di un ambiente d’archeologia industriale, si partirà con “Dal Senegal all’Italia: pensieri sostenibili per un futuro migliore”. Presente Giuseppe Daconto (responsabile dell’Area analisi economica e sviluppo di Fondosviluppo di Confcooperative nazionale), autore del libro “Pensieri sostenibili ai piedi di un baobab” (edizioni La Meridiana) il quale, dialogando con il giornalista Davide Francescutti, racconterà il suo viaggio in terra d’Africa e le possibili vie per uno sviluppo sociale ed economico rispettoso della realtà locale di questo grande continente.
Viaggiare è guardare al mondo con nuove lenti. Un viaggio a Dakar, che è diventato permanenza e incontri. A partire dalle impressioni vissute da Giuseppe Daconto, una riflessione sul dialogo tra noi e i “mondi lontani”: quali temi, economici e sociali, di oggi sono dirimenti? Come guardare allo sviluppo diversamente? Più sostenibile, secondo la logica dell’Agenda 2030, e quindi generativo e cooperativo? L’Africa, continente dinamico e bacino di risorse per il nostro futuro, ha molto da insegnare.

Giovedì 19 settembre, alle 20.30 nella Sala Convegni del Palazzo della Camera di Commercio si terrà invece l’incontro “Imprese di comunità. Innovazione istituzionale, partecipazione e sviluppo locale”. Saranno presenti gli autori del libro “Imprese di comunità” (edito da Il Mulino) Pier Angelo Mori e Jacopo Sforzi. Dialogando con il sociologo Paolo Tomasin, permetteranno di conoscere potenzialità di questa forma d’impresa, a partire proprio dalla cooperativa, che si mette a completo servizio della comunità in cui è inserita. Pier Angelo Mori è professore ordinario di Economia politica nell’Università di Firenze mentre Jacopo Sforzi, PhD in Sociologia economica all’Università di Brescia, è ricercatore all’Euricse (European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises) di Trento.
Alternativa sia all’impresa capitalistica che alla pubblica amministrazione, l’impresa di comunità poggia su due pilastri: la partecipazione della società civile alla produzione e alla gestione di beni e servizi; il perseguimento dell’interesse generale per una determinata comunità locale. In Italia queste nuove imprese svolgono un ruolo importante, perché contribuiscono alla rivitalizzazione di aree rurali a rischio spopolamento, nonché al recupero di aree urbane degradate oppure segnate da fenomeni di marginalità sociale.

Domenica 22 settembre, ultimo giorno di festival, alle 17 nel Ridotto del Teatro Verdi, si terrà infine l’incontro “Economia cooperativa, paese civile”. Il giornalista Piercarlo Fiumanò, capo servizio dell’economia de Il Piccolo, intervisterà Stefano Zamagni, professore di Economia all’Università di Bologna, membro dell’Accademia Pontificia delle Scienze Sociali e del Pontificio Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale nonché presidente dell’Agenzia italiana del Terzo Settore fino al 2012. Un viaggio attraverso i secoli per raccontare valori fondanti e prospettive sociali della cooperazione, partendo dall’ultima opera del professore “Responsabili. Come civilizzare il mercato” (edizioni Il Mulino).
Dalle prime iniziative solidaristiche del ‘700 ai grandi gruppi cooperativi del mondo contemporaneo, la cooperazione ha rappresentato una forma di impresa che opera nel mercato, ma persegue fini mutualistici, con una propria identità e propri modi di finanziamento. Zamagni ha studiato il vantaggio comparato della cooperazione nelle moderne economie di mercato e il suo contributo al riscatto dell’Italia.

Ecco, da sinistra, i professori Daconto, Zamagni e Sforzi.

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In copertina, infopoint di pordenonelegge in Contrada Maggiore, nel centro storico.

Le Pro Loco Fvg cercano 60 giovani per il Servizio civile

Le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia cercano 60 giovani per un anno di Servizio civile universale da dedicare ai progetti “Conoscenza, esperienza, crescita: intrecci di artigianato ed arte del Friuli Venezia Giulia” e “Cultura esperienziale: viaggio tra ambiti storici, artistici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia” (rientranti nel Settore Patrimonio storico artistico e cultura – Area Valorizzazione storie e culture locali).
I progetti si svolgeranno in 31 sedi tra singole Pro Loco e Consorzi degli ambiti delle ex province di Udine, Trieste, Pordenone e Gorizia nonché a Villa Manin di Passariano sede del Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia.
Per iscriversi i candidati dovranno avere tra i 18 e i 28 anni di età, il diploma quinquennale e non aver già svolto il servizio civile e non vantare rapporti di lavoro con il sodalizio per il quale opereranno. Iscrizioni entro le 14.00 di Giovedì 10 ottobre in sola modalità online (https://domandaonline.serviziocivile.it) utilizzando il proprio codice Spid (per sapere come ottenerlo basta cliccare www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid). Tutte le info sul bando sono disponibili sul sito web www.prolocoregionefvg.it o contattando  l’e-mail serviziocivile@prolocoregionefvg.it. Ai selezionati sarà richiesto un impegno di 25 ore settimanali (su 6 giorni) per un anno, con assegno mensile di 439,50 euro. L’avvio dei progetti è previsto entro l’aprile del 2020.

“Un’esperienza ricca – ha spiegato Valter Pezzarini, presidente del Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia – quella che proponiamo ai giovani: infatti, oltre all’impegno sociale che potranno dedicare alle comunità in cui opereranno, offriremo loro un percorso formativo che potrà essere utile pure per la loro futura vita professionale. Infatti negli anni passati i nostri progetti di servizio civile, a partire dal 2003, hanno coinvolto oltre 450 giovani sul territorio regionale e diversi di loro sono rimasti poi attivi come volontari nelle loro Pro Loco ma alcuni hanno trovato lavoro in ambito turistico grazie anche a quanto imparato nell’anno trascorso insieme a noi. In queste settimane stanno concludendo il loro percorso i partecipanti al progetto “Il Patrimonio culturale materiale e immateriale del Friuli Venezia Giulia in immagini, suoni e parole online&offline”: un bel gruppo (nella foto qui sotto e in copertina, ndr) che ha dato molto alle realtà in cui ha operato”.

Ecco le sedi e i numeri di posti del nuovo bando: Aquileia (2 posti), Aviano (2), Buttrio – Pro Loco Buri (1), Camino Al Tagliamento – Pro Loco Il Var (1), Casarsa della Delizia (4), Cordovado (2), Codroipo – Comitato Regionale del FVG Unpli (3), Cormòns – Pro Loco Castrum Carmonis (2), Fogliano Redipuglia (3), Fontanafredda (1), Gemona del Friuli – Pro Loco Glemona (1), Latisana (2), Manzano (2), Moggio Udinese – Pro Loco Moggese (2), Monfalcone (1), Mortegliano – Pro Loco Comunità di Mortegliano Lavariano e Chiasiellis (2), Mortegliano – Consorzio Pro Loco Sericus (1), Pasian di Prato (2), Pordenone (2), Pozzuolo Del Friuli (2), Sacile (4), San Daniele del Friuli (3), San Pietro al Natisone – Pro Loco Nediške Doline – Valli Del Natisone (2), Sesto al Reghena (2), Spilimbergo (2), Sutrio (1), Tramonti di Sopra (2), Trieste (3), Val Resia (1), Toppo Consorzio Arcometa (1), Consorzio Friuli Collinare (1).

 

 

 

Anche un tagliere può ridare vita ai boschi devastati della Carnia

di Gi Elle

Acquistando un tagliere, ottenuto con il legno degli abeti distrutti l’anno scorso da “Vaia”,ci si porta a casa un piccolo pezzo di bosco e si contribuisce a ridare nuova vita alle foreste del Friuli Venezia Giulia poiché, per ogni tagliere venduto, un euro sarà devoluto al sostegno di un progetto proposto dal Comune di Forni Avoltri, legato alla ricostituzione boschiva in funzione didattico-naturalistica. Naturalmente, oltre che all’acquisto da parte dei singoli consumatori, i ”taglieri solidali” vengono proposti anche, a livello nazionale, a tutta una serie di organizzazioni vicine al tema della “Filiera solidale” che desidereranno in tal modo, moltiplicare per 10, 100, 1.000, l’eco di questo “solido” sostegno. Ogni tagliere è personalizzabile per dare visibilità alla propria attività commerciale e diventare, così, un bell’oggetto di regalo per soci e clienti, ricco di significati simbolici.

Come si ricorderà, nell’ottobre 2018 la tempesta “Vaia” aveva distrutto migliaia di ettari di foreste in Friuli Venezia Giulia, abbattendo 723mila metri cubi di legname, in 3.400 ettari di bosco, in oltre 20 Comuni della Carnia. Alla perdita del bosco si affianca, ora, il rischio di malattie e ulteriori schianti. Per questo, grazie anche al progetto avviato da Pefc Italia, una catena di solidarietà si è mossa per restituire, almeno in parte, ai boschi e alle montagne, un po’ di valore dando il proprio contributo al recupero del materiale schiantato, sotto la regia della cooperativa di Tolmezzo, Legno Servizi e della rete d’imprese FriûlDane.
È stata, allo scopo, messa in produzione una serie di “taglieri solidali” (di varie misure e formati) che vuole proprio rappresentare un segno concreto di questa solidarietà. I taglieri sono tutti realizzati in legno massello di purissimo abete bianco, non trattato, proveniente dalle foreste schiantate del Comune di Claut (nel Parco delle Dolomiti Friulane, patrimonio mondiale dell’Unesco), certificate Pefc per la loro gestione sostenibile. L’iniziativa è stata presentata a Udine, durante un incontro con la stampa al quale hanno anche partecipato Maria Cristina d’Orlando, presidente di Pefc Italia; Giuseppe Varisco, vicepresidente vicario di PrimaCassa Fvg; Nicola Sivilotti, responsabile marketing del Consorzio prosciutto di San Daniele; Sandra Romanin, sindaco di Forni Avoltri, e Massimo Ceccon, di Aiab Fvg.

«Legno Servizi e FriûlDane sono stati tra i primi ad aderire al progetto “Filiera solidale” proposto da Pefc Italia allo scopo di trattenere sul territorio nazionale il legno schiantato provando a raggiungere e coinvolgere, in questo modo, non solo le istituzioni e gli enti preposti, ma anche migliaia di famiglie, che saranno così sensibilizzate sulle filiere boschive – ha detto Emilio Gottardo, presidente di Legno Servizi -. Confidiamo nel successo dell’iniziativa che comprenderà anche il periodo delle festività natalizie le quali potranno rappresentare, così, un’ottima occasione per utilizzare i taglieri come dono concreto».
«Questa iniziativa è la dimostrazione di come si possano almeno alleviare i danni di una catastrofe ambientale che ha colpito duramente territori e popolazioni locali, trasformando il danno in un’opportunità – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Fvg, Michele Pavan –. Siamo orgogliosi di far parte del gruppo di enti e associazioni che hanno lavorato per salvare il prodotto del bosco regionale e ci impegniamo a mettere in circolo questi taglieri che sono simbolo visibile di una risorsa naturale salvata e valorizzata».

Gli intervenuti alla presentazione.

Dal canto suo, Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari, foreste e montagna, ha evidenziato il fatto che un evento calamitoso come quello di “Vaia” abbia comunque permesso di mettere in risalto il grande valore che ha il legno. «L’utilizzo dei tantissimi tronchi schiantati per realizzare diversi prodotti – ha detto Zannier – fa capire quale sia la circolarità dell’economia legata a questa materia prima e quanto possa essere importante il suo utilizzo in sostituzione di altri materiali usati quotidianamente in diversi settori. La salute delle nostre foreste – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga – è legata principalmente alla loro manutenzione che, seppur vada fatta con canoni tecnici rigorosi, non può non essere compiuta anche al fine di ridurre i danni in casi di calamità come quelle verificatesi in passato. Inoltre, nonostante Vaia abbia abbattuto solo l’1 per cento della superficie boschiva esistente in Fvg, ha posto l’attenzione su un settore dalle enormi potenzialità e che nella nostra regione si dovrebbe utilizzare in modo più esteso».

All’iniziativa “taglieri solidali” (che ha già “sfornato” oltre 10.000 pezzi, per 42 mc di legno recuperato) hanno aderito: Aiab Fvg; Coldiretti Fvg; Consorzio del Prosciutto di San Daniele; PrimaCassa Fvg e molte singole persone e aziende che hanno deciso di sostenere l’iniziativa lanciata a giugno 2019. Per informazioni e acquisti, ci si può rivolgere a Legno Servizi: www.legnoservizi.it; info@legnoservizi.it; tel. 0433 468120.

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In copertina, boschi di abete devastati dalla tempesta “Vaia” nell’Alto Friuli.

Si torna a scuola: da Civibank aiuto alle famiglie

Il nuovo anno scolastico è alle porte e per le famiglie si prospetta una spesa per figlio che tra materiale e corredo, secondo le stime di Federconsumatori, potrebbe superare i 500 euro a studente. Per sovvenire a queste necessità gravose, un pacchetto di servizi indirizzato alle famiglie dei ragazzi e agli universitari è stato predisposto dalla Banca di Cividale denominato “Civiprestito scuola + sport”.
Un prestito di 1.000 euro a tasso zero per ciascun figlio fiscalmente a carico della durata di 8 mesi, finalizzato all’acquisto di libri e materiale scolastico, attrezzature informatiche, strumenti musicali, tasse e spese di iscrizione, abbonamenti per il trasporto pubblico, gite di istruzione e corsi di lingue in Italia e all’estero è la proposta che la banca friulana rivolge alle famiglie che si accingono a sostenere la relativa spesa per i figli iscritti alle scuole di ogni ordine e grado, università e conservatori. L’importo è ottenibile da uno dei genitori mediante accredito in conto corrente alla presentazione della sola copia del certificato di iscrizione alla scuola del proprio figlio, mentre il rimborso avverrà in 8 rate mensili senza interessi e oneri bancari.
Oltre per le finalità scolastiche, il prestito è esteso anche per sostenere le spese per la pratica di attività sportive, amatoriali e agonistiche. Tale aspetto va pure incontro alle esigenze dei centri sportivi che possono così favorire la rateizzazione del costo dei corsi di istruzione o perfezionamento dei propri iscritti.
Ogni ulteriore informazione in merito verrà fornita presso tutte le filiali del banca operative in Friuli Venezia Giulia e Veneto.

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In copertina, ecco uno scorcio della sede centrale di Civibank a Cividale.