La guerra e l’incendio: Nimis ricorda il ‘44 investendo sui giovani

di Gi Elle

“Guardare indietro oggi è un po’ come rinnovarsi, risanarsi, rendere gli occhi più adeguati alla loro funzione primaria, ossia guardare avanti. Guardare avanti per costruire sempre, giorno per giorno, tutti insieme, come fecero i nostri padri, una società migliore per il bene comune. ‘Bene comune’ che vuol dire coltivare una visione lungimirante, vuol dire investire sul futuro, vuol dire preoccuparsi della comunità, vuol dire anteporre l’interesse a lungo termine di tutti all’immediato tornaconto dei pochi, vuol dire prestare prioritaria attenzione ai giovani, investire sulla loro educazione e sulla loro formazione e guardare alle loro necessità perché loro sono il futuro. Giovani che, non ci stancheremo mai di dirlo, decideranno la società di domani ed è soprattutto per tale motivo che non dobbiamo permettere che ignorino il passato e la storia del nostro paese affinché possano trarne tutti gli insegnamenti necessari per impedire il ripetersi di tanti dolori”. Con queste parole ha concluso domenica scorsa, davanti al Monumento ai Caduti di Nimis, nella ricorrenza del 29 settembre, il suo discorso ufficiale il sindaco Gloria Bressani, per rievocare la tragedia dell’incendio del paese, rendendo omaggio alle sue tante vittime e ricordando anche la deportazione di molti giovani, gran parte dei quali non ha fatto più ritorno. A loro è dedicato il Monumento costruito, esattamente 30 anni fa, a fianco a quello principale grazie alla tenacia di Bruno Fabretti, presidente della sezione ex Internati, che, 96 anni appena compiuti, era vicino al primo cittadino durante la sentita cerimonia. Il cavalier Fabretti,infatti, faceva parte di quel folto gruppo di compaesani che fece la durissima esperienza dei campi di concentramento. Ed è uno dei pochi che ha avuto la fortuna di ritornare ad abbracciare i suoi cari a Nimis, pur in condizioni molto precarie, mentre tutti gli altri sono stati ricordati con un rintocco della campana grande di Centa salvata dopo il terremoto. Proprio per questo ha voluto che il sacrificio dei suoi concittadini fosse ricordato da un cippo speciale, sormontato dai reticolati che impedivano la fuga dai Lager. Ma su quale campeggia una scritta che sprona alla speranza: “Ricordare perdonando perché viva la pace”.

Un aspetto della cerimonia e la campana. 

Come ogni anni, la cerimonia civile nel Parco della Rimembranza era stata preceduta dalla Messa di suffragio per i Caduti celebrata in Duomo dall’arciprete, monsignor Rizieri De Tina, il quale ha incentrato la sua omelia sul concetto di amore, quale valore e dono imprescindibile peri ognuno di noi, declinato nella famiglia, nel lavoro, nella politica e nel paese.
Quindi, al termine, la commemorazione ufficiale del sindaco Gloria Bressani, la quale aveva esordito ricordando che lo scorso novembre, assieme allo stesso parroco e all’assessore Serena Vizzutti, “in occasione della ricorrenza della Giornata della Memoria tedesca, siamo stati invitati a partecipare alle celebrazioni che si sono tenute nel Memoriale di Ladelund, cittadina del Nord della Germania, dove per un breve periodo era in funzione un campo di lavoro per deportati e nel quale sono morti ben tre nostri concittadini, Giuseppe e Nicola Attimis e Lino Venturini: abbiamo potuto pregare per loro e rendere omaggio alla loro sepoltura, il giorno seguente abbiamo visitato Neuengamme, altro campo di lavoro nelle vicinanze di Amburgo, molto più grande, in questo vi sono transitati tantissimi italiani, abbiamo letto diversi cognomi a noi molto familiari, Attimis, Di Betta, Comelli, Manzocco, Berra e altri. Ma abbiamo potuto anche constatare la tenacia e la perseveranza delle persone che curano questi luoghi nel perseguire la verità storica di quei tragici anni, la determinazione con la quale continuano la loro opera di ricerca ed aggiornamento, mettendo in guardia, con il loro lavoro, il mondo intero affinché non vengano ripetuti gli errori commessi nel passato”.

La Messa di suffragio in Duomo.

“Siamo rientrati a Nimis – ha concluso con commozione il sindaco -, oltre che con un bagaglio emozionale indescrivibile, con la consapevolezza, che la memoria dei fatti è imprescindibile e determinante, essa deve far parte ed arricchire la nostra vita, deve darci la possibilità di fare dei confronti, darci la possibilità di pensare sia agli errori che alle cose giuste fatte. Con la memoria e la conoscenza si possono fare valutazioni e considerazioni che inevitabilmente condizionano le nostre scelte. Qui oggi non siamo solo a commemorare una data e tutto quello che ha significato nel passato per la nostra comunità, ma qualche cosa di più, il valore che quelle vicende hanno dato alla nostra vita e che peseranno anche sul nostro futuro”.
Dopo il primo cittadino, hanno portato un saluto, oltre al già citato Fabretti, il presidente dell’Associazione ex deportati di Udine, Marco Balestra, nonché i consiglieri regionali Mariagrazia Santoro ed Elia Miani.

Il Monumento ai Caduti nei Lager.

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In copertina, il sindaco Gloria Bressani durante il discorso commemorativo.

Civibank, un aiuto al Cro di Aviano nel ricordo di Sara

Aveva soltanto 23 anni  Sara Butelli, figlia di due dipendenti di Civibank, quando, nel maggio scorso, il male l’ha strappata alla sua famiglia e agli amici. Una storia straziante che ha commosso i colleghi tanto da spingerli ad aprire una sottoscrizione di fondi a sostegno dell’Area Giovani del Cro di Aviano che ha assistito la ragazza cividalese.
Un’iniziativa voluta dal Circolo dipendenti a cui ha aderito lo stesso consiglio di amministrazione della banca. Il generoso contributo è stato consegnato nelle mani del dottor Maurizio Mascarin, responsabile di questo reparto specialistico che conta 12 anni di meritoria attività.  “Ogni anno si ammalano di tumore in Italia 800 adolescenti (15-19 anni) e 1.100 giovani adulti (20-24 anni). Ogni anno ci sono circa 60  nuovi ricoveri  al Cro di Aviano da tutta Italia  per patologie come linfomi,  tumori celebrali, tumori delle ossa e dei muscoli e tumori alle gonadi riguardanti pazienti di questa fascia d’età”. E’ stato lo stesso Mascarin a far presente questa gravosa realtà sanitaria in occasione della consegna del contributo nella sede centrale della Banca di Cividale alla presenza del vicepresidente dell’istituto, Andrea Stedile,  del direttivo del circolo dipendenti, dei genitori di Sara, Walter e Paola, del fratello Andrea e di alcuni colleghi.

La consegna della donazione al dottor Mascarin del Centro avianese.


Dal 1° gennaio 2007 è in funzione al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano un’attività di ricovero e cura dedicata agli adolescenti e ai giovani adulti affetti da malattia oncologica (14-24 anni), denominata Area Giovani che costituisce il primo esempio in Italia di unità dedicata alla cura dell’adolescente e del giovane adulto con tumore. Essa si pone l’obiettivo di dare un’assistenza globale al giovane ammalato di tumore e alla sua famiglia.  Infatti, oltre all’aspetto strettamente terapeutico, non meno importante appare l’impatto psico-sociale e la perturbazione dell’immagine corporea che una neoplasia  può comportare  nell’adolescente o nel giovane.
“Il team che si occupa di quest’area è stato sottoposto ad un processo di formazione continuativa, su base multidisciplinare – ha spiegato il dottor Mascarin -. E’ risultato indispensabile anche il coinvolgimento continuativo delle  associazioni volontariato, l’attivazione della scuola in ospedale e la promozione delle attività presso scuole ed associazioni sportive per la ricerca del supporto tra pari”.
Da parte sua, il vicepresidente di CiviBank, Andrea Stedile, ha espresso l’auspicio che nel nome di Sara si possa intitolare presto qualche sala o apparecchiattura specialistica del reparto per perpetuarne il ricordo unitamente al plauso per l’opera svolta dai sanitari del Cro. La mamma di Sara ha valuto ringraziare da parte sua la struttura sanitaria per la qualità del ricovero e per l’umanità dell’assistenza ricevuta dalla figlia nel travagliato percorso della malattia.

La sede centrale di Civibank.

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In copertina, un’immagine del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano.

Federsolidarietà Fvg e servizio civile: 66 posti disponibili

Sessantasei posti disponibili in 34 diverse cooperative sociali del Friuli Venezia Giulia. Mancano pochi giorni e il Servizio civile 2019-2020 sta per partire. «Il Servizio civile universale è stato istituito nel 2017, seguendo l’esempio di molti Paesi europei dove era già attivo da tempo. Si tratta di un’esperienza che molti giovani hanno già avuto e che sta portando l’energia e le motivazioni di una nuova generazione in molte realtà del sociale, anche in Friuli Venezia Giulia», spiega Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative Fvg, con 168 cooperative sociali aderenti su tutto il territorio regionale. Cooperative sociali che mettono a disposizione, nel dettaglio: 8 posti disponibili a Trieste; 13 in provincia di Gorizia (4 a Gorizia, 4 a Ronchi dei Legionari, 2 a Monfalcone e 3 a Mossa); 17 in provincia di Pordenone, distribuiti sull’intero territorio del Friuli Occidentale e, infine, ben 28 in provincia di Udine (4 a Udine, 4 a San Giorgio di Nogaro, 6 a San Vito al Torre, e poi Aiello, Fiumicello, Codroipo, Latisana, Palazzolo dello Stella).

I candidati devono avere tra i 18 e i 28 anni. Il Servizio civile ha una durata di 12 mesi e il compenso mensile riconosciuto ai giovani volonterosi è di 439.50 euro netti mensili, per un impegno minimo di 25 ore settimanali. «Il Servizio Civile ha una forte valenza educativa e formativa, dà un’occasione di crescita personale, un’opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, fornendo uno strumento per aiutare le fasce più deboli delle nostre comunità contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Per tanti giovani, inoltre, è stata l’occasione per conoscere un ambito che, poi, a volte, si è tramutato – successivamente a un adeguato percorso di studio – in una autentica professione», aggiunge Fontana.

La scadenza ultima per candidarsi sono le ore 14.00 del prossimo 10 ottobre. Quest’anno la candidatura – avvertono gli sportelli del Servizio civile – potrà essere fatta esclusivamente on-line grazie a Spid, “Sistema Pubblico d’Identità Digitale”, la piattaforma che assicurerà maggiore trasparenza delle procedure. Per richiedere lo Spid con un livello di sicurezza 2, i candidati devono entrare nel sito AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid dove trovano tutte le informazioni necessarie. Le informazioni sui progetti di Servizio civile disponibili, invece, possono essere rintracciate su www.infoserviziocivile.it e su www.serviziocivile.coop, il portale di Confcooperative entro il quale si può navigare alla ricerca delle candidature ancora aperte.

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In copertina, Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative Fvg.

L’artigianato piace solo ai giovani della montagna: sono leader a Cercivento

Maglia nera al Friuli Venezia Giulia per incidenza percentuale di imprese giovanili. La nostra è l’ultima regione in Italia con una percentuale del 7,6% di imprese under 35 sul totale. Sono appena 6.806 le imprese che vantano una partecipazione di giovani superiore al 50% (tra quote e cariche) sulle 89.817 attive. A fare il punto sulle imprese giovanili in regione è un report dell’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine. Istantanea che vede il Fvg fanalino di coda, dietro alla media nordestina, che fa tuttavia poco meglio (il 7,7%), e di gran lunga dietro a quella nazionale (9,7%) per non parlare del Sud dove molte regioni centrano la doppia cifra, spinte dalla disoccupazione giovanile che in questo caso funziona da leva per l’auto-imprenditorialità.

Nelle regioni italiane, la relazione tra tasso di disoccupazione giovanile (25-35 anni) e percentuale di imprese giovanili è infatti molto forte: dove è più alta la disoccupazione è più elevata la quota di “auto-impiego” dei giovani che aprono una propria attività. “Per molti di loro la decisione di diventare imprenditori, più che una libera scelta, pare dettata dalla necessità di crearsi un lavoro in mancanza di alternative – commenta il presidente del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato-Imprese Udine, Enrico Todesco -. Al contrario, nelle regioni del centro-nord con più bassa disoccupazione, la quota di giovani che fanno impresa è minore, molti trovano più agevole percorrere la strada del lavoro dipendente senza mettersi direttamente in gioco come imprenditori”. “Abbiamo bisogno di una nuova cultura del fare impresa e di una forte azione volta ad agevolare l’autoimprenditorialità – dichiara il leader dei giovani artigiani -. Sappiamo bene che fare impresa in Italia è difficile, ma è tempo di invertire la rotta. La crisi economica ha falcidiato un gran numero di aziende ed è necessario, oggi più che mai, garantire nuova natalità. Bisogna che smettiamo di lagnarci e ci impegniamo ai vari livelli istituzionali affinché ai ragazzi sia data una chance”.

La scuola resta lo snodo fondamentale per avvicinare i giovani al mondo del fare. “E’ lì che dobbiamo riuscire ad intercettarli – continua Todesco – per far passare l’idea che non c’è solo il lavoro dipendente, che ci si può realizzare anche mettendosi in proprio, rischiando certamente un po’ di più per inseguire le proprie aspirazioni”. “Le poche imprese giovanili ci preoccupano. Dobbiamo garantire un futuro ai nostri giovani con azioni che aiutino lo sviluppo delle imprese – dichiara dal canto suo il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -. Bisogna puntare sull’istruzione e sulla formazione dei giovani. Il lavoro ha bisogno di competenze e di forze fresche che non possiamo poi, una volta formate, permetterci di mandarle in giro per il mondo a cercar fortuna, privandoci così della futura classe dirigente”.

In regione ad aver raccolto maggiormente la sfida dell’auto-imprenditorialità sono i giovani isontini. La provincia con maggior peso di giovani imprese è infatti quella di Gorizia (8,5%), seguita da Trieste (8,1%), mentre in Friuli si scende rispettivamente al 7,5% e al 7% a Udine e Pordenone. I settori in cui i giovani si cimentano di più (vedi fig.2) sono il turismo, che vede impegnate il 14,2% delle imprese giovanili contro il 9% di quelle totali, e i servizi alla persona, con l’11,9%  di under 35 contro il 7,8% del totale. Più bassa la percentuale di presenza giovanile nel settore primario (11,6% contro il 15,2%) e nel manifatturiero (6,9% contro il 10,6%).

A livello territoriale c’è una sorpresa. I Comuni che spiccano per incidenza percentuale delle imprese giovanili sul totale delle imprese nei 210 comuni del Friuli Venezia Giulia (fig. 3, esclusi 5 comuni con meno di 15 imprese attive) sono montani, delle due province friulane di Udine e Pordenone. Al primo posto c’è il comune carnico di Cercivento (UD) con il 20,5% di imprese giovanili, al secondo il comune delle Valli del Natisone – Slavia Friulana di San Leonardo, con il 17,4% di imprese junior, al terzo un altro comune carnico della valle del But, Arta Terme, con il 15,6%. Plaude al podio Todesco pur guardando al dato con realismo: “L’analogia con i comuni del Sud è evidente. Nei comuni montani più lontani dai maggiori centri e dalla viabilità principale, in cui di norma è più difficile trovare un lavoro dipendente, è più alta la quota di giovani che si creano o sono costretti a crearsi un lavoro – rileva -. Insomma, il fatto che in cima a questa particolare classifica ci siano Comuni di zone disagiate ci dice che i ragazzi, in mancanza di alternative di lavoro, valutano la possibilità di mettersi in proprio”.

In un’epoca caratterizzata da elevate quote di giovani NEET, persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione, i giovani dei comuni montani stanno indicando una possibile via di uscita. Un invito ai coetanei perché non rimangano inermi o disoccupati, ma si creino da soli un lavoro, diventando imprenditori. Nelle realtà urbane e nei comuni dove è più facile trovare lavoro viceversa la percentuale di giovani che fa impresa è più bassa: i comuni capoluogo che, vista la dimensione demografica, primeggiano per numeri assoluti di imprese giovanili, sono lontani dalle prime posizioni per incidenza percentuale: 58° Gorizia (201 imprese giovanili, incidenza 8,6%); 64° il comune di Udine (717, 8,5%), 65° Trieste (1.026, 8,4%), 97° Pordenone (322, 7,4%). Nella “top 20” l’unico grosso comune è Monfalcone (GO), al 17° posto con 198 imprese guidate da giovani (10,8%). Ci sono infine Comuni che imprese giovanili non ne hanno nemmeno una. E’ il caso di Cimolais (PN) e Montenars (UD) dove, su 28 e 22 imprese, nessuna è under 35.

Graziano Tilatti

 

Fig. 1. Incidenza percentuale di imprese giovanili sul totale delle imprese di tutti i settori nelle province e nella regione FVG al 31/12/2018

Fig. 2. Confronto tra l’incidenza percentuale nei settori di attività delle imprese giovanili e del totale delle imprese, regione FVG, 31/12/2018

Macrosettore % imprese giovanili % imprese totali Differenza
Agricoltura e attività connesse 11,6% 15,2% -3,6%
Attività manifatturiere, energia, minerarie 6,9% 10,6% -3,7%
Costruzioni 16,2% 15,4% +0,8%
Commercio 21,3% 22,5% -1,2%
Turismo 14,2% 9,0% +5,2%
Trasporti e Spedizioni 1,7% 2,6% -0,9%
Assicurazioni e Credito 3,3% 2,3% +1,0%
Servizi alle imprese 12,9% 14,5% -1,6%
Servizi alla persona e altre attività di servizi 11,9% 7,8% +4,1%
Totale Imprese attive 100,0% 100,0% 0,0%

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati Unioncamere-Infocamere

 

Fig. 3. Top 20 dei comuni del FVG per incidenza percentuale di imprese giovanili sul totale delle imprese di tutti i settori, al 31/12/2018

Rank % imprese giovanili Prov. Comune del FVG % imprese giovanili Numero imprese giovanili Numero totale imprese
1 UD CERCIVENTO 20,51% 8 39
2 UD SAN LEONARDO 17,44% 15 86
3 UD ARTA TERME 15,63% 20 128
4 UD PRATO CARNICO 15,15% 10 66
4 PN BARCIS 15,15% 5 33
6 PN CASTELNOVO DEL FRIULI 15,09% 8 53
7 PN CLAUZETTO 14,81% 4 27
8 UD PULFERO 14,29% 11 77
9 UD LUSEVERA 13,95% 6 43
10 PN PINZANO AL TAGLIAMENTO 13,68% 13 95
11 GO DOBERDO’ DEL LAGO 13,46% 7 52
12 UD ZUGLIO 12,90% 4 31
13 UD MALBORGHETTO VALBRUNA 12,63% 12 95
14 UD PAULARO 12,59% 17 135
15 UD RIGOLATO 11,11% 3 27
16 UD TRICESIMO 10,87% 61 561
17 GO MONFALCONE 10,81% 198 1.831
18 PN TRAVESIO 10,81% 12 111
19 PN FRISANCO 10,71% 3 28
20 PN SEQUALS 10,69% 17 159

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati Unioncamere-Infocamere

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In copertina, il presidente del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato-Imprese Udine, Enrico Todesco.

Il Tennis club di Cividale compie 50 anni

Un pomeriggio di festeggiamenti per i 50 anni del Tennis Club Cividale. Da quel lontano 10 settembre 1969, quando un gruppo di 28 sportivi cividalesi diede vita al sodalizio, sino ad oggi molta storia è trascorsa e una serie di opere migliorative degli impianti di Borgo Castello ha messo in luce il grande salto di qualità del Tc ducale. E sono venuti in tanti a festeggiare l’evento: tra autorità, soci, simpatizzanti e familiari almeno 200 persone hanno coronato il mezzo secolo all’interno e all’esterno della rinnovata e ampliata club house che oggi si presenta confortevole e funzionale per le accresciute esigenze sociali.
Un riconoscimento non formale al sodalizio cividalese è venuto dalle molte autorità presenti: il sindaco Stefano Balloch con gli assessori Ruolo e Pesante, l’onorevole Roberto Novelli, il presidente della Federazione Italiana Tennis comitato del Friuli Venezia Giulia Antonio De Benedittis. Sia il sindaco che il presidente della Fit regionale hanno consegnato al presidente del Tc Cividale Carlo Tonino una targa di riconoscenza per il traguardo raggiunto.

Una bella mostra fotografica e un video sui cinque decenni di attività del Tc hanno reso bene l’idea di questa lunga storia sportiva, agonistica e sociale che rappresenta un tassello significativo della comunità cividalese. Oggi sui campi di terra rossa di Borgo Castello si addestrano circa 40 giovani allievi, si allenano 3 squadre giovanili (due maschili e una femminile) oltre a una squadra femminile che milita in serie C e una over 45 che nel 2016 ha vinto il campionato regionale. Senza contare i cento soci che frequentano assiduamente gli impianti a livello amatoriale. Va inoltre tenuto presente che il Tc Cividale si è classificato al 1° posto ai campionati provinciali nel 2018 con due squadre maschili, mentre l’ultimo alloro vinto, ovvero il campionato invernale regionale maschile di 4’ categoria open, risale proprio a quest’anno. Sono i giovani il fulcro dell’attività del sodalizio tennistico ducale e la cerimonia inaugurale non poteva che prevedere una esibizione di alcuni ragazzi talentuosi.

Ma vale la pena richiamare la storia del Tennis club. In questi 50 anni i vari personaggi si sono succeduti alla guida del Tc Cividale sono stati ricordati nel corso della cerimonia alla presenza commossa e commovente di alcuni dei soci fondatori. Dopo il primo presidente Giuseppe Bernardi fu la volta di Renzo Codeluppi, poi toccò a Francesco Qualizza, Giorgio Trusgnich, Luciano Santi, Guido Frossi, Enrico Minisini, Franco Novelli, Luciano Cedermas, Stefano Pressi, Maurizio Temporini, Giovanni Sale, Aldo Sturam e Giorgio Bozzi tutti personaggi molto attivi nel contesto sociale cividalese. Tra gli atleti portabandiera del sodalizio vanno ricordati Piero Cicuttini (serie B), Maurizio Pasqualin e Sandro Colussa (serie C) che giocando spesso fuori regione hanno dato molte soddisfazioni al loro tennis club.
Lo sviluppo dell’attività formativa e agonistica lo si deve all’istruttore Franco Zanuttigh, attualmente affiancato dall’istruttrice Monica Zanuttigh che sta completando il corso di formazione per ottenere la qualifica di maestro nazionale Fit, mentre un riconoscente ricordo è andato al presidente Aldo Sturam (prematuramente scomparso) a cui si deve la ristrutturazione e l’ampliamento della club house inaugurata nel 40° anniversario del sodalizio.

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In copertina, la città di Cividale ha un Tennis club di cui si sente onorata: qui sopra, i suoi associati.

Alzheimer, in Fvg la “de Banfield” vicina a chi aiuta i malati

Nella ricorrenza della XXVI Giornata Mondiale dell’Alzheimer, a Trieste ha preso il via il concorso promosso dall’Associazione de Banfield che è impegnata da anni, attraverso CasaViola, a sensibilizzare l’opinione pubblica su una problematica che solo in Italia coinvolge 1 milione e 200 mila persone.  Proprio per far sentire la voce di chi sta accanto un malato di Alzheimer, la “de Banfield”, impegnata in particolare per il riconoscimento e il sostegno dei caregiver – ovvero dei familiari che assistono le persone colpite da questa grave patologia – ha scelto questa data per indire il 1° concorso letterario nazionale per brevi racconti dedicati alla “memoria smarrita”.
L’iniziativa ha lo scopo di raccogliere storie di memoria, in particolare proprio quella fragile, perduta, testimonianze letterarie di chi è stato o si trova accanto a un malato di Alzheimer. Il titolo del concorso sarà “La nonna sul pianeta blu”, titolo ispirato ad una frase pronunciata da una caregiver nel gruppo di sostegno che frequenta: “quando le parlo mi guarda senza capire e mi sembra se ne stia là, sul suo pianeta blu…”.
La giuria, composta da Maria Cristina Benussi (ordinario di Storia della letteratura italiana all’Università di Trieste), Enzo D’Antona (giornalista, già direttore de Il Piccolo), Cristiano Degano (presidente Ordine dei Giornalisti del Fvg), Leopoldo Petto (giornalista, già vicedirettore de Il Piccolo ), Carla Carloni Mocavero (scrittrice), Gabriele Toigo (geriatra) sarà presieduta dalla professoressa Michela Marzano.
Filosofa, accademica, saggista italiana, già vincitrice del premio letterario Bancarella con “L’amore è tutto. È tutto ciò che so dell’amore”, Michela Marzano è anche autrice di “Idda”, ultimo suo romanzo, che parla di memoria perduta e di vite rimesse in discussione dopo la comunicazione della diagnosi di malattia di Alzheimer.  La premiazione si terrà in marzo con una cerimonia alla presenza della stessa Marzano, degli altri membri della giuria e degli enti patrocinatori. È prevista inoltre la pubblicazione dei 10 migliori racconti. Il concorso, che può contare sul patrocinio della Federazione Alzheimer Italia, dell’Ordine dei Giornalisti Fvg e del Cooordinamento Associazione Alzheimer Fvg, è aperto a tutti ed è gratuito. Per informazioni scrivere a  concorsoletterario@debanfield.it

Michela Marzano

QUALCHE DATO…

L’Alzheimer è  considerata una delle emergenze del futuro: nel mondo sono 47 milioni le persone colpite da questa patologia. Questa cifra è destinata a salire fino allo stratosferico numero di 131 milioni di malati entro il 2050.

LE CURE 

Ad oggi non esistono cure per l’alzheimer, c’è solo qualche terapia per alleviare i sintomi. Tutte le case farmaceutiche ci stanno provando (anche perché trovare la medicina giusta significherebbe assicurarsi enormi guadagni). Ma i risultati non arrivano.
Dei 244 composti sperimentati in 413 trial, dal 2002 al 2012, solo 14 possono diventare delle terapie.

IN EUROPA E NEL MONDO

Il grafico mostra il numero di anziani che soffrono di demenza e la crescita prevista in futuro. In Europa, soffrono di Alzheimer 10 milioni di persone, un numero che è destinato quasi a raddoppiare (18,6 milioni) entro il 2050.

UN MALATO OGNI 3 SECONDI

Su scala mondiale si registrano quasi 10 milioni di nuovi casi all’anno di Alzheimer, vale a dire un nuovo caso ogni 3,2 secondi.  L’anno scorso, per esempio, ci sono stati  4,9 milioni  di nuovi casi di demenza (il 49% del totale) in Asia, 2,5 milioni (25%) in Europa, 1,7 milioni (18%) nelle Americhe, e 0,8 milioni (8%) in Africa.

MONDO CHE INVECCHIA

L’aumento delle malattie croniche come la demenza è determinato soprattutto dall’aumento dell’aspettativa di vita, che sta determinando una rapida crescita numerica della popolazione anziana. Tra oggi e il 2050 si prevede che il numero di persone anziane che vivono nei paesi ad alto reddito crescerà del 56%. Nei paesi a reddito medio-alto l’aumento previsto è invece del 138%, in quelli a reddito medio-basso è del 185%, mentre nei paesi a reddito basso la crescita stimata è del 239%.

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In copertina, il dramma dell’Alzheimer è molto sentito anche nel nostro Paese. 

Oggi Giornata mondiale Alzheimer: a Trieste un concorso letterario

Oggi, 21 settembre, si celebra la XXVI Giornata Mondiale Alzheimer. L’Associazione de Banfield di Trieste è impegnata da anni, attraverso CasaViola, a sensibilizzare l’opinione pubblica su una problematica che solo in Italia coinvolge 1 milione e 200 mila persone, lavorando in particolare per il riconoscimento e il sostegno dei caregiver, ovvero dei familiari che assistono le persone colpite da questa grave patologia.
Proprio per far sentire la voce di chi sta accanto un malato di Alzheimer, la “de Banfield” ha scelto questa data per indire il 1° concorso letterario nazionale per brevi racconti dedicati alla “memoria smarrita”. Il concorso ha lo scopo di raccogliere storie di memoria, in particolare proprio quella fragile, perduta, testimonianze letterarie di chi è stato o si trova accanto a un malato di Alzheimer.
Il titolo del concorso sarà “La nonna sul pianeta blu”, titolo ispirato ad una frase pronunciata da una caregiver nel gruppo di sostegno che frequenta: quando le parlo mi guarda senza capire e mi sembra se ne stia là, sul suo pianeta blu…  La giuria, composta da Maria Cristina Benussi (ordinario di Storia della letteratura italiana all’Università di Trieste), Enzo D’Antona (giornalista, già direttore de Il Piccolo), Cristiano Degano (presidente Ordine dei Giornalisti del Fvg), Leopoldo Petto (giornalista, già vicedirettore de Il Piccolo ), Carla Carloni Mocavero (scrittrice), Gabriele Toigo (geriatra) sarà presieduta dalla professoressa Michela Marzano.
Filosofa, accademica, saggista italiana, già vincitrice del premio letterario Bancarella con L’amore è tutto. È tutto ciò che so dell’amore, Michela Marzano è anche autrice di Idda, ultimo suo romanzo, che parla di memoria perduta e di vite rimesse in discussione dopo la comunicazione della diagnosi di malattia di Alzheimer.  Dopo l’Alzheimer Fest di Treviso, il libro sarà presentato proprio oggi a Pordenonelegge
La premiazione si terrà in marzo con una cerimonia alla presenza della stessa Marzano, degli altri membri della giuria e degli enti patrocinatori. È prevista inoltre la pubblicazione dei 10 migliori racconti.
Il concorso, che può contare sul patrocinio della Federazione Alzheimer Italia, dell’Ordine dei Giornalisti Fvg e del Cooordinamento Associazione Alzheimer Fvg è aperto a tutti ed è gratuito. Per informazioni scrivere a  concorsoletterario@debanfield.it

QUALCHE DATO….

L’Alzheimer è  considerata una delle emergenze del futuro: nel mondo sono 47 milioni le persone colpite da questa patologia. Questa cifra è destinata a salire fino allo stratosferico numero di 131 milioni di malati entro il 2050.

LE CURE

Ad oggi non esistono cure per l’Alzheimer, c’è solo qualche terapia per alleviare i sintomi. Tutte le case farmaceutiche ci stanno provando (anche perché trovare la medicina giusta significherebbe assicurarsi enormi guadagni). Ma i risultati non arrivano.
Dei 244 composti sperimentati in 413 trial, dal 2002 al 2012, solo 14 possono diventare delle terapie.

EUROPA E MONDO

In Europa, soffrono di Alzheimer 10 milioni di persone, un numero che è destinato quasi a raddoppiare (18,6 milioni) entro il 2050.

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In copertina, il logo di CasaViola dell’Associazione de Banfield.

Smart cities, a CiviEsco due bandi europei per 40 milioni di euro

Nata a Udine nel 2016, CiviEsco srl, la energy service company di CiviBank, si è aggiudicata assieme a due consorzi internazionali due call europee, dopo aver partecipato ai relativi bandi Ue legati alle “smart cities”, per un ammontare complessivo di 40 milioni di euro che impegnerà la newco udinese nei prossimi tre anni nel formulare piani economico-finanziari e soluzioni innovative su progetti programmati ad Amsterdam, Lipsia, Helsinki e Bilbao. L’esperienza che CiviEsco maturerà in queste città europee individuate come “Lighthouse” (interventi modello) sul tema “smart city” sarà possibile poi replicarla anche nel Nordest d’Italia dove opera la stessa CiviBank.

La presidente Michela Del Piero.

E’ stata la presidente dell’istituto di credito cividalese, Michela Del Piero, ad annunciare tale risultato in apertura del convegno “Megatrends e innovazione: come finanziare la nuova economia” svoltosi ieri a Udine per iniziativa di CiviEsco con il patrocinio della Regione Fvg. I nuovi impegni europei si affiancano a quelli già in essere sul “climate action Italy”  finanziati dalla Bei con 30 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di opere civili in Friuli Venezia Giulia e Veneto.
Nel corso dei lavori del convegno udinese, è emerso che la sola transizione energetica italiana (“green economy”) si stima  possa generare valori della produzione in cinque anni per circa 370 miliardi di euro, oltre ai 129 miliardi di valore aggiunto ed all’incremento di 2,2 milioni di unità lavorative. I comparti interessati sono soprattutto l’edilizia e l’impiantistica coinvolti direttamente nei processi di efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati tra cui i condomini che beneficiano dell’Ecobonus. Secondo un recente studio dell’Università di Udine, in Friuli Venezia Giulia si registrano 165 mila edifici costruiti prima del 1960 sui quali, ipotizzando interventi di riqualificazione pari a 40 mila euro ciascuno, si innescherebbe un volume di interventi pari a 6,6 miliardi.  Da parte sua, Crif rileva  che le unità residenziali esistenti (dato al 2016) in Friuli Venezia Giulia sono 722.512 e in Veneto 2.624.670. Di questi, una percentuale del 62% richiede una ristrutturazione.

Folta platea al convegno udinese.

Da soli, questi numeri danno l’idea della grande opportunità per chi investe, per chi cerca investitori e per chi ha la responsabilità della pubblica amministrazione. Tuttavia, gli Stati nazionali e l’Unione Europea non hanno tutte le risorse necessarie per attivare gli investimenti. Il referente del Servizio gestione fondi comunitari della Regione Fvg Francesca Sibilla,nel suo intervento,  si è soffermata sulla crescente importanza dei finanziamenti europei con riferimento al Por Fesr 2014-2020. mentre le altre  relazioni tecniche sono state affidate a Gianluca Minella di Deutsche Bank Londra, Edo Omic del Council of Europe Dvelopment Bank (Ceb), Alessandra Cassisi e Angelo Giordano di CiviEsco, Martina De Sole e Luigi Della Sala dell’Agenzia per la promozione della ricerca europea (Ecn), Daniele Zini di October e Carlo Allevi di WeAreStarting. Le conclusioni dei lavori sono state affidate a Massimo Bolzicco, direttore di CiviEsco. “Il convegno – ha spiegato, infine, lo stesso Bolzicco – ha inteso illustrare  con esempi reali quali strategie a livello europeo si stanno approntando per integrare la finanza pubblica, anche locale, con quella privata, ricercando quelle sinergie tra capitali, crescita economica e sostenibilità che velocizzino il raggiungimento degli obiettivi della green economy“.

La sede centrale di Civibank.

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In copertina, esempio di risparmio energetico con pannelli solari su un edificio pubblico in Fvg.

Pontebba “tricolore” in festa con gli alpini ritornati nella valle

di Giancarlo Martina

PONTEBBA – Una cittadina ammantata di tricolori ha abbracciato calorosamente gli oltre 600 alpini che sono saliti in Val Fella e con i loro familiari per ritornare, almeno per un giorno, nei luoghi dove avevano svolto il servizio militare. Un ritorno in luoghi familiari, per rivivere quelle giornate della naia, rimaste indelebili nella memoria delle penne nere come lo sono anche le esperienze vissute in caserma ed assieme ai muli nelle marce addestrative sugli itinerari di Alpi Carniche e Giulie.

La giornata, favorita dal bel tempo, s’è svolta in modo lineare e gratificante anche per la efficiente regia del locale gruppo Ana, nonché per il puntuale coordinamento del colonnello Luigi Ziani. Il raduno, l’VIII della serie, che era cominciato sabato, nella giornata di domenica ha poi avuto la fase culminante con la sfilata fra le vie di Pontebba di alpini ed artiglieri. Questi ultimi, intervenuti in massa nel trentesimo anniversario del Gruppo di Artiglieria da Montagna Belluno, un reparto che, ricordiamo, aveva avuto sede per tanti anni anche alla Caserma Italia di Tarvisio.
Sfilate fra gli applausi dei valligiani, le penne nere, dopo l’alzabandiera, hanno reso onore ai Caduti dinanzi al monumento loro dedicato. Quindi, Aldo Palla, responsabile del gruppo Ana valligiano, ha rivolto agli ospiti le espressioni di benvenuto esprimendo anche un sentito ringraziamento ai soci, all’amministrazione civica, alla Protezione civile comunale e alle altre associazioni di Pontebba che si sono adoperate per l’accoglienza dei graditissimi ospiti. Apprezzato anche il successivo intervento del vicesindaco Rudy Gitschtahler che, portato il saluto del sindaco Ivan Buzzi, rientrato in giornata dal periodo di ferie, ha ringraziato di cuore tutti gli alpini, che ha sottolineato: “Sono sempre in prima linea nelle azioni di solidarietà e pronti ad offrirsi con grande disponibilità anche al servizio civico in caso di calamità con umiltà e grande senso di responsabilità”.
Dopo la Messa nella parrocchiale, le foto di rito davanti al municipio e poi al palaghiaccio tutti a gustare il rancio alpino. E, nel pomeriggio, le escursioni verso Passo Pramollo e le località di Studena e Aupa.

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In copertina e all’interno alcune immagini del raduno degli alpini.

Don Claudio Bevilacqua lascia Tarvisio, arriverà da Gemona don Iacoponi

di Giancarlo Martina

TARVISIO – Don Claudio Bevilacqua lascia la Parrocchia di Tarvisio e gli altri incarichi: al suo posto arriverà da Gemona don Alan Iacoponi. E’ stato lo stesso sacerdote ad annunciare la sua rinuncia domenica mattina ai fedeli intervenuti alla celebrazione della Messa dando lettura, a conclusione del rito, della lettera ufficiale dell’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato. Nella missiva il presule afferma che: “Don Claudio Bevilacqua ha rassegnato le dimissioni da parroco di Tarvisio e, di conseguenza, conclude anche il suo compito di amministratore parrocchiale di Camporosso, Fusine in Valromana, Cave del Predil, Ugovizza e Malborghetto-Valbruna”.
Annunciando quella che è stata una novità davvero inattesa in questo momento per il Tarvisiano e la Valcanale, monsignor Mazzocato nella missiva aggiunge: “E’ una decisione frutto di un dialogo fraterno fra me e don Claudio, durante il quale egli mi ha fatto presente il peso e la fatica che da tempo sentiva gravare su di se”.
A 75 anni, dunque, don Claudio ha deciso di ritirarsi. “Per ben 17 anni – sottolinea ancora l’arcivescovo – si è dedicato al ministero di parroco di Tarvisio al quale si è progressivamente aggiunta la responsabilità di amministratore delegato di tutte le altre parrocchie della Valcanale per la scomparsa, in questi ultimi anni, di don Dionisio Mateucig, di don Giuseppe Morandini ed infine di don Mario Gariup”.

Don Claudio con l’arcivescovo. 

Espressa la personale riconoscenza a don Claudio Bevilacqua “per la sua grande disponibilità che ha sempre avuto nei miei confronti e per la generosità pastorale con cui si è speso a favore della comunità di Tarvisio e della altre comunità”, l’arcivescovo Mazzocato ha anche annunciato che il successore sarà don Alan Iacoponi, un sacerdote di 42 anni nativo della Bolivia ma che opera nella nostra Arcidiocesi, attualmente vicario parrocchiale a Gemona. Don Iacoponi avrà la responsabilità di parroco di Tarvisio, Camporosso, Fusine in Valromana, Cave del predil, Ugovizza e Malborghetto-Valbruna. “A don Alan – ha spiegato infine l’arcivescovo che verrà a Tarvisio per l’ingresso del nuovo parroco – ho chiesto un compito pastorale alquanto impegnativo e lo ringrazio di cuore per avermi dato immediatamente e con serenità la sua disponibilità. Sarà coaudiuvato dagli altri sacerdoti che operano nelle comunità della Valcanale e dal diacono”.

L’annuncio della partenza di don Claudio Bevilacqua, giunto a Tarvisio nel 2002 proveniente dalle parrocchie di Sedegliano e Coderno dove aveva operato fin dal 1990, non è stata del tutto una sorpresa in quanto il parroco già nel luglio dell’anno scorso aveva comunicato che per problemi di salute non avrebbe potuto proseguire nell’impegnativo incarico ancora a lungo. Il sacerdote si ritirerà, quindi, a Flaibano suo paese di origine.

Il parroco uscente alla benedizione degli autoveicoli a Tarvisio.

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In copertina, don Bevilacqua riceve a Tarvisio monsignor Mazzocato.