In Carnia un anno dopo “Vaia”: ritornano i taglieri solidali

Negli ultimi giorni di ottobre dello scorso anno, la tempesta “Vaia” (dal nome della manager tedesca, Vaia Jakobs) distruggeva migliaia di ettari di foreste in Friuli Venezia Giulia, abbattendo 723mila metri cubi di legname, in 3.700 ettari di bosco (oltre l’1 per cento dell’intera superficie forestale regionale), in oltre 20 Comuni della Carnia. Alla perdita diretta del bosco si è affiancato il rischio di malattie e ulteriori crolli. Per questo, partendo dall’iniziativa di solidarietà portata avanti a dicembre 2018 durante l’Asta regionale del legname di pregio, allorché il 5 per cento del valore del legname venduto fu consegnato alla Protezione Civile Regionale, anche quest’anno, la cooperativa di Tolmezzo, Legno Servizi, e la rete d’imprese per l’Abete bianco del Friuli, FriûlDane, hanno voluto riproporre un’analoga iniziativa.
È stata, allo scopo, messa in produzione una serie di “taglieri solidali” (di varie misure e formati) che vuole proprio rappresentare un segno concreto di solidarietà. I taglieri sono tutti realizzati in legno massello di purissimo abete bianco, non trattato, proveniente dalle foreste schiantate nel Parco delle Dolomiti Friulane, patrimonio mondiale dell’Unesco, certificate Pefc per la loro gestione sostenibile. Una riflessione su questi temi, tra l’altro, sarà affrontata a Monfalcone, nella mattina di domani, nell’ambito della 10a edizione della Festa del Bosco.

«Legno Servizi e FriûlDane sono stati tra i primi ad aderire al progetto “Filiera solidale” proposto da Pefc Italia allo scopo di trattenere sul territorio nazionale il legno schiantato provando a raggiungere e coinvolgere, in questo modo, non solo le istituzioni e gli enti preposti, ma anche migliaia di famiglie, che saranno così sensibilizzate sulle filiere boschive – dice Emilio Gottardo, presidente di Legno Servizi -. Confidiamo nel successo dell’iniziativa che comprenderà anche il periodo delle festività natalizie le quali potranno rappresentare, così, un’ottima occasione per utilizzare i taglieri come dono concreto. Proprio per questo, i “taglieri solidali” saranno pure presenti alla prossima edizione della Fiera “Idea Natale”».

Acquistando il tagliere ci si porta a casa un piccolo pezzo di bosco “schiantato” e si contribuisce a ridare nuova vita alle foreste regionali poiché, per ogni tagliere venduto, un euro sarà devoluto al sostegno di un progetto proposto dal Comune di Forni Avoltri, legato alla ricostituzione boschiva in funzione didattico-naturalistica. Ovviamente, oltre che all’acquisto da parte dei singoli consumatori, i taglieri vengono proposti pure, a livello nazionale, a tutta una serie di organizzazioni vicine al tema della “Filiera solidale” che desidereranno in tal modo, moltiplicare per 10, 100, 1.000, l’eco di questo “solido” sostegno. Ogni tagliere è personalizzabile per dare visibilità alla propria attività commerciale e diventare, così, un bell’oggetto da regalo per soci e clienti, ricco di significati simbolici.

All’iniziativa “taglieri solidali” (che ha già “sfornato” oltre 15 mila pezzi, per 60 metri cubi di legno recuperato) hanno aderito: Aiab Fvg; Coldiretti Fvg; Consorzio del Prosciutto di San Daniele; Cai Fvg; PrimaCassa Fvg; Fondo Dipendenti di Autovie Venete; Circolo Dipendenti Regionali; Ente Friuli nel Mondo, alcune importanti latterie e aziende vinicole del territorio e molte singole persone e aziende che hanno deciso di sostenere l’iniziativa.
Per ordini e acquisti superiori ai 40 pezzi (per singolo modello), ci si può rivolgere direttamente a: amministrazione@legnoservizi.it (cell.: 342 9307175). Per ordini inferiori ai 40 pezzi, ci si può recare direttamente presso una delle 14 “Botteghe del Mondo”, sparse per la regione.

La Filiera Solidale di Pefc Italia

A oggi si contano ben 94 adesioni di cui 28 aziende, 34 proprietari forestali e 32 organizzazioni, delle quali la maggior parte lavora a livello locale nei territori colpiti dalla tempesta; non mancano tuttavia organizzazioni che operano a livello nazionale, come FederLegnoArredo, Ausf Italia, SlowFood e SlowFish.

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In copertina, una foresta distrutta in Carnia e qui sopra i “taglieri solidali”.

 

 

A Casarsa il ricordo di Stefano Polzot: una borsa di studio

Si sta registrando un grande interesse, a Casarsa della Delizia e in Friuli Venezia Giulia, per la giornata dedicata alla memoria del giornalista Stefano Polzot, scomparso nel 2018, intitolata “Giornalismo in prima linea nella difesa della libertà d’informazione: per questo gli organizzatori hanno deciso di spostare l’evento, in programma domani mattina, 26 ottobre, dalla sala consiliare del Comune di Casarsa al Teatro comunale Pier Paolo Pasolini di via Piave, dove il pubblico, oltre all’ampia struttura, potrà usufruire di una serie di parcheggi gratuiti che ci sono in zona (via Piave, via XI febbraio, via Segluzza). Poi, altra novità, ci sarà la diretta streaming sul sito www.forumdemocraticocasarsa.it.
Stefano Polzot, morto a dicembre dello scorso anno, era un giornalista attento e capace nel racconto della vita politico-economica del Friuli Venezia Giulia senza venir mai meno al suo stretto rapporto con la propria comunità di origine. Per cui la sua Casarsa lo ricorderà con un convegno che farà il punto sulla libera informazione e soprattutto sarà occasione per presentare la borsa di studio a lui intitolata che permetterà la preparazione a uno studente della scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano.

L’appuntamento, come detto, è per domani, alle 10, in teatro. Dopo il saluto del sindaco Lavinia Clarotto e l’introduzione del giornalista Giuseppe Ragogna, grande amico e collega per tanti anni di Stefano Polzot prima a Pordenone e poi a Udine, ci sarà l’intervento di Claudio Lindner, vicedirettore della scuola scuola di giornalismo “Walter Tobagi”. Il convegno “Giornalismo in prima linea a difesa della libertà di informazione” vedrà quindi gli interventi di Marilena Natale, cronista anti-camorra, minacciata di morte per le sue inchieste e che da oltre due anni vive sotto scorta; Cristina Mastrandrea, giornalista, fotoreporter e videomaker, che si occupa di tematiche sociali e fenomeni migratori in giro per il mondo; Luana De Francisco, giornalista di cronaca nera e giudiziaria del Messaggero Veneto, impegnata in inchieste sulle infiltrazioni criminali in Friuli. Coordinerà la discussione Cristiano Degano, presidente dell’Ordine giornalisti del Friuli Venezia Giulia.
La borsa di studio intitolata a Stefano Polzot nel primo anno permetterà di allestire una postazione per interviste multimediali alla scuola Tobagi e nel biennio successivo sosterrà il percorso didattico di uno studente. “Un modo – ha dichiarato, anche a nome della famiglia Polzot, Giuseppe Ragogna, amico appunto del giornalista prematuramente scomparso e della moglie Donatella – per proseguire l’insegnamento di Stefano nelle nuove generazioni di giornalisti, dando la possibilità ai più brillanti di avere tutti i mezzi per raggiungere i propri obiettivi professionali e di vita. Il tutto grazie alla collaborazione dei vari soggetti nei quali, lungo la sua vita, Polzot si è impegnato”.

“Siamo onorati – ha sottolineato il sindaco Lavinia Clarotto – di aver avuto come cittadino Stefano Polzot, la cui serietà e impegno civico per la comunità si trasponevano anche nella professione, dov’era un cronista libero e sempre attento nel racconto obiettivo dei fatti, senza rinunciare a uno stile piacevole per il lettore. La sua è un’eredità importante da trasmettere e conservare e per questo il Comune ha aderito con convinzione e contribuirà al progetto”.  “Stefano – ha aggiunto Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa presieduta per anni anche dallo stesso Polzot – si è sempre impegnato a favore della comunità e questo è un modo, da parte della comunità casarsese stessa, di ricordarlo con qualcosa di utile per l’intero panorama giornalistico”.
“Anche il mondo della cooperazione locale – ha concluso Mauro Praturlon, presidente di Coop Casarsa – ha potuto apprezzare la sua grande competenza quando è stato vicepresidente della nostra cooperativa durante la presidenza di Flavia Leonarduzzi, anch’ella coinvolta nel progetto come tutta Coop Casarsa che aderisce con convinzione dando il suo contributo alla borsa di studio”.

Stefano Polzot è scomparso nel dicembre scorso ad appena 51 anni di età, lasciando la moglie e un figlio. Autore di numerosi libri, anche di carattere economico, ha lavorato sia in televisione che nella carta stampata fino a ricoprire il ruolo di caporedattore, era responsabile del reparto Regione e Attualità, al Messaggero Veneto. Polzot aveva anche collaborato con varie altre pubblicazioni, tra le quali il Momento della Casa dello studente di Pordenone-Irse e quelle firmate insieme a Giuseppe Ragogna. A Casarsa, sua città di origine e dove risiedeva, era impegnato nella vita della comunità, sia nella Pro Loco che nell’associazione Forum Democratico, delle quali era stato presidente. Proprio la Pro Loco è stata il suo più grande lascito a favore del paese, visto che ne è stato tra i volontari più attivi fin dai primi anni di attività a partire dal 1981, membro del direttivo nonché presidente per due volte favorendo la crescita del sodalizio e della Sagra del Vino organizzata dalla stessa associazione. Fondò e diresse il giornale della Pro Loco, La Roggia, nonché curò le varie edizioni del premio Cittadino dell’Anno.

Il Teatro Pasolini di Casarsa.

Il progetto coinvolge Città di Casarsa della Delizia, Pro Loco di Casarsa della Delizia, Coop Casarsa, Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Circolo della stampa di Pordenone, Forum Democratico, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia e Irse insieme alla famiglia di Polzot e agli amici.
La mattinata è valida per il corso di formazione professionale dei giornalisti (5 crediti deontologici).

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In copertina, il giornalista Stefano Polzot che sarà ricordato domani.

 

A Cividale nuova “casa” per gli artigiani. E Tilatti bacchetta il governo

Le imprese artigiane di Cividale e delle Valli del Natisone possono contare da lunedì sulla nuova sede territoriale di Confartigianato-Servizi Fvg aperta nell’area direzionale di via Gaetano Perusini, alle porte della città ducale. Per la società, braccio operativo di Confartigianato-Imprese Udine oltre che di Trieste nel campo dei servizi, si tratta di un importante investimento, di un segnale forte, di vicinanza e sostegno alle aziende di una zona non semplice qual è quella delle Valli. Zona che, mentre altri abbandonano, Confartigianato decide di presidiare una volta in più. Da qui l’importante investimento in strutture e persone messo a disposizione dell’economia locale.
“Questo nuovo ufficio è la dimostrazione plastica di come Confartigianato continui ad investire in servizi sempre più efficaci, per essere al fianco delle imprese e offrire loro tutto il supporto possibile e al passo con i tempi – ha detto, come riferisce una nota, il presidente dell’associazione provinciale, Graziano Tilatti, inaugurando sabato i nuovi spazi assieme al presidente del Friuli Orientale, Giusto Maurig, e al consigliere delegato di Confartigianato-Servizi Fvg, Daniele Cuciz -. Siamo grati alle amministrazioni comunali per la vicinanza che a loro volta hanno dimostrato alle imprese, in questi ultimi, difficili anni di crisi, meno al governo nazionale, che ancora una volta in queste settimane sta dimostrando d’essere incapace di trovare una quadra sui conti, responsabilità che tenta poi maldestramente di scaricare sulle spalle di altri dando il via all’ennesima caccia alle streghe contro le imprese, specie le piccole e piccolissime”.

L’intervento di Tilatti.


Non l’hanno dimenticato invece istituzioni e politica di “casa”, come dimostra la partecipazione in forze all’inaugurazione di sabato che ha visto tra gli altri intervenire il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, i consiglieri regionali Mariagrazia Santoro ed Edy Morandini, il deputato Roberto Novelli e una folta rappresentanza di amministratori locali, sia delle Valli del Natisone che del Manzanese, dal vicesindaco di Cividale, Daniela Bernardi, che ha portato il saluto della città, al sindaco di Remanzacco, Daniela Briz, a quello di Chiopris Viscone, Raffaella Perusin. Presenti anche Luca Tropina, delegato per la Cciaa di Pordenone-Udine dal presidente Giovanni Da Pozzo, che ha portato anche il saluto della Cna, Ariano Medeot, presidente Confartigianato-Imprese Gorizia, e monsignor Livio Carlino, arciprete di Cividale, che ha benedetto la nuova “casa” degli artigiani in città, aperta tutti i giorni (sabato e domenica esclusi) dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17 (venerdì solo la mattina).

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In copertina, il taglio del nastro inaugurale alla nuova sede di Confartigianato a Cividale.

Donne e violenza: a Grado torna il corso di autodifesa

La violenza contro le donne costituisce sempre più un fenomeno preoccupante. E proprio per questo il Comune di Grado promuove un’idonea attività di informazione e prevenzione, organizzando un nuovo corso di autodifesa femminile e sicurezza. Infatti, dopo il grande successo della prima edizione, la civica amministrazione, nell’ambito delle attività del Corpo di Polizia Locale e in collaborazione con l’assessorato alle Pari Opportunità e Famiglia e l’Irss-Istituto di Ricerca e Sviluppo Sicurezza, ripropone anche quest’anno un Corso gratuito di autodifesa femminile e sicurezza.
“Anche quest’anno – spiega l’assessore alle Pari opportunità e Famiglia, Federica Lauto – portiamo avanti con orgoglio il progetto antiviolenza che permette a tutte le donne di avere le informazioni e gli strumenti necessari a difendersi e proteggersi. Riteniamo che già il sapere cosa fare in situazioni di difficoltà possa essere un modo per sentirsi più sicure. Se poi a questo si aggiungono consigli pratici e tecniche precise, ancora meglio. In questi tempi, dove purtroppo le notizie sulla violenza non sono in calo ma periodicamente in aumento, la tutela delle nostre cittadine ci sta particolarmente a cuore”.

L’assessore Federica Lauto.

Il corso è composto da moduli formativi che tengono conto dell’esigenza di unire alla preparazione tecnica sull’autodifesa anche importanti nozioni relative alla prevenzione, ad un corretto approccio psicologico e alla conoscenza della normativa che tutela l’incolumità personale. Il corso comprende anche due interessanti serate informative aperte al pubblico in tema di sicurezza realizzate nell’ambito del Progetto Antiviolenza, la prima delle quali si terrà venerdì prossimo, alle 20.30, nell’aula magna della Scuola Marco Polo (via Marchesini 34), dal titolo “Il Codice Rosso: caratteristiche e novità”. L’altra serata dal tema “Autodifesa: consigli pratici per la propria sicurezza” si terrà lunedì 9 dicembre, sempre alle 20.30  e nella stessa sede. Le lezioni invece si terranno ogni mercoledì a partire dal 30 ottobre e fino al 4 dicembre (per un totale di 6 serate) dalle 20.30 alle 21.30, nella palestra della Scuola Dante in piazzale del Lavoro.

Sarà possibile iscriversi con le seguenti modalità:

Avranno priorità nelle iscrizioni le donne residenti in Comune di Grado.

Il Corso si configura come attività ludico-ricreativa, per le lezioni in palestra è richiesto di godere di buona salute. Per le persone abitualmente sedentarie è raccomandato un controllo medico prima dell’avvio delle lezioni pratiche.
L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Autonoma Fvg – Lr 17/2000.

Il palazzo municipale di Grado.

Nell’ambito del “Progetto Antiviolenza Grado”, che persegue l’obiettivo di promuovere sul territorio una cultura contro la violenza “di genere” per favorire una presa di coscienza generalizzata del problema e prevenire forme di abusi, atti persecutori e di maltrattamenti (fisici e psicologici), è inoltre attivo lo Sportello d’ascolto gratuito in tema di relazioni problematiche familiari e di coppia, prevaricazioni, violenze e atti persecutori presso il piano terra del Distretto sanitario di via Fiume, il martedì o giovedì su prenotazione (lunedì-venerdì ore 9-14 al 3925435847 o scrivendo una mail ad ascolto@irss.it o compilando il modulo al link https://www.comunegrado.it/progetto-antiviolenza).

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In copertina, Grado in queste belle giornate di ottobre: all’Isola preme la sicurezza della donna.

 

Udine, quando la lotta ai tumori comincia nei saloni di bellezza

Si chiama “settore benessere” il comparto di Confartigianato-Imprese Udine che raggruppa gli operatori della bellezza: acconciatori per uomo e donna, estetiste. Un gruppo affiatato di operatori dai quali è partita l’idea – raccolta e trasformata in un progetto pilota dalla Lilt di Udine e dalla struttura organizzativa degli artigiani – di poter essere parte attiva nella lotta contro i tumori.
Il progetto, intitolato “Prevenzione in Salone: bellezza e salute”, è stato illustrato ieri nella sede udinese di Confartigianato dall‘ingegner Giorgio Arpino, presidente della Lilt friulana. Ad introdurlo, la responsabile del settore benessere, Loredana Ponta, che ha ricordato come il progetto nasca da un’opera di sensibilizzazione al tema avviata già alcuni anni fa.

La vetrofania del progetto.

Arpino ha esordito illustrando l’attività a tutto campo della Lilt nell’ambito della prevenzione. “Guarire è sempre più possibile – ha sostenuto il presidente –, prevenire si deve”. Si è poi passati alla presentazione del progetto: in prima battuta gli artigiani aderenti parteciperanno ad una sessione formativa, che si terrà il 25 novembre e vedrà come relatori un gruppo di medici (oncologo, senologo, dermatologo e psiconcologo) che daranno indicazioni su come svolgere il delicato ruolo di “antenne” della prevenzione sul territorio.
Gli operatori (i cui saloni saranno contrassegnati da una vetrofania del progetto “Bellezza e salute”) potranno poi svolgere un prezioso ruolo appunto di “antenne” della Lilt sul territorio. Potranno distribuire ai clienti – in modo mirato – materiale informativo Lilt in materia di prevenzione e corretti stili di vita; segnalare la possibilità di accesso al Centro medico di prevenzione e ascolto Lilt, senza ricetta o prescrizione medica, per visite gratuite senologiche, urologiche, dermatologiche e cavo orale. Potranno anche – con la dovuta attenzione e sensibilità – segnalare ai clienti eventuali nevi o macchie cutanee anomale nascoste nel cuoio capelluto o in altre parti del corpo, suggerendo loro di rivolgersi al proprio medico di fiducia.

L’ingegner Arpino ed il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, dottor Graziano Tilatti, hanno quindi firmato un protocollo d’intesa, che comprende, oltre al progetto “Prevenzione in Salone: bellezza e salute”, l’accesso preferenziale degli artigiani e dei loro familiari alle attività di prevenzione (visite mediche e screening) svolte gratuitamente dalla Lilt nei suoi ambulatori di via Francesco di Manzano. Al termine dell’incontro, gli artigiani presenti hanno sottoscritto la loro adesione al progetto, impegnandosi a partecipare alla giornata formativa del 25 novembre. L’iscrizione – per titolari, collaboratori di saloni ed istituti di bellezza interessati al progetto – potrà essere presentata al referente di Confartigianato-Imprese Udine, Alessandro Ferreghini, scrivendo una mail all’indirizzo aferreghini@uaf.it, oppure telefonando allo 0432516736.

Confartigianato e Lilt alleati.

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In copertina, i presidenti Tilatti e Arpino firmano il protocollo d’intesa.

Prevenzione tumori dagli acconciatori: un Progetto a Udine

I saloni degli acconciatori sono luoghi dove è possibile fare qualcosa per la prevenzione dei tumori? Assolutamente sì, secondo la sezione di Udine della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e gli artigiani delle categorie del “Settore benessere” di Confartigianato-Imprese Udine. Insieme hanno messo a punto un progetto sperimentale, dal titolo “Prevenzione in salone: Bellezza e salute”, che verrà presentato domani pomeriggio, alle 16.30,  nella sede udinese di Confartigianato,in via del Pozzo.
Ad esporre agli associati le linee guida del progetto sarà il presidente della Lilt friulana, ingegner Giorgio Arpino, che avrà al suo fianco la responsabile del settore benessere di Confartigianato, Loredana Ponta.
In chiusura dell’incontro, il presidente Lilt ed il presidente di Confartigianato-Imprese di   Udine, dottor Graziano Tilatti, firmeranno un protocollo d’intesa, che comprende, oltre all’attività formativa dedicata agli acconciatori, l’accesso preferenziale degli artigiani e dei loro familiari alle attività di prevenzione (visite mediche e screening) svolte gratuitamente dalla Lilt nei suoi ambulatori di via Francesco di Manzano.

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In copertina, la sede della  Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

I 100 anni di Onorcaduti e la Grande Guerra in chiave multimediale

A conclusione delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ha dato avvio, con il fondamentale contributo di Intesa Sanpaolo, alla prima fase di “Fondazione CariGO GREEN³”, programma triennale per la valorizzazione del territorio isontino e uno sviluppo incentrato sulle sue forti vocazioni – natura, paesaggio, storia – attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e la reinterpretazione in chiave contemporanea del rapporto tra natura e fruizione turistica della memoria storica. Il progetto è stato presentato dalla presidente di Fondazione Carigo, Roberta Demartin, che è intervenuta a Roma, su invito dell’Alto Commissariato per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa, al Convegno per i 100 anni di Onorcaduti.
«La Fondazione ha creduto e crede fortemente in questa iniziativa che, in coerenza con le altre fondazioni italiane di origine bancaria, ha un approccio pluralista allo sviluppo e alla diffusione dell’innovazione sociale, promuovendo al contempo il patrimonio storico e culturale esistente con importanti risorse, in piena condivisione con gli enti preposti», ha sottolineato la presidente Demartin di fronte all’assise introdotta dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e dal commissario generale per le Onoranze ai Caduti, generale Alessandro Veltri; era presente anche il ricercatore storico Marco Mantini.

La presidente Demartin ha illustrato il progetto innovativo realizzato dalla Fondazione, con i partner progettuali Land e Ikon, sul Monte San Michele, uno dei luoghi che fu teatro della Grande Guerra e che è posto proprio sotto l’alta sorveglianza di Onorcaduti.
Oggi, a più di un anno dall’inaugurazione del Museo riallestito in chiave contemporanea e multimediale con un approccio esperienziale e immersivo, che ha incluso l’impiego delle più innovative tecnologie – dalla realtà aumentata alla realtà virtuale -, i primi positivi esiti dell’intervento sono evidenti nel crescente afflusso di visitatori e nei positivi riscontri forniti non solo dal pubblico, ma anche dai riconoscimenti a livello internazionale, dove spicca il World Summit Award promosso dalle Nazioni Unite, che ha premiato Ikon per la realizzazione di una delle 40 più innovative soluzioni digitali a livello mondiale applicate alla fruizione storico-turistica.

Il progetto ha suscitato grande interesse ed entusiasmante per gli intervenuti è stata la possibilità di testare al Convegno l’esperienza di realtà virtuale proposta al Museo del San Michele grazie all’utilizzo dei visori VR. Indossando visore e cuffie i partecipanti, tra cui lo stesso generale Veltri e alcuni delegati dell’Ambasciata americana, hanno potuto ripercorre momenti salienti e situazioni realmente accadute sul fronte del basso Isonzo ed essere letteralmente catapultati nelle trincee durante azioni di attacco, piuttosto che in momenti di vita quotidiana: un’esperienza immersiva esclusiva, unico esempio a livello internazionale di immersione a 360 gradi sulle linee del fronte della Grande Guerra.
«La nostra Storia non è un qualcosa che può rimanere relegato ai libri o agli esperti e cultori della materia – ha concluso Roberta Demartin -, ma deve essere vissuta attraverso gli insegnamenti che dobbiamo, noi adulti per primi, cogliere da essa e trasmettere ai nostri ragazzi, per dare loro gli strumenti corretti per costruire il futuro del nostro Paese. È questo per tutti noi che facciamo, a diverso titolo, parte di una comunità educante, non solo un compito ma un dovere, perché dimenticare sarebbe far morire di nuovo tutti quegli uomini che sul nostro amato Carso hanno sì combattuto, ma sono stati anche esempio di grande umanità».

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In copertina, l’intervento della presidente Demartin e all’interno immagini della prova dei visori VR.

Grado alla “fame” di parcheggi risponde con i multipiano

di Gi Elle

E’ cosa nota che Grado, durante la stagione turistica, ha notevole “fame” di parcheggi. Perché, saturato il centro cittadino, anche i posti auto sull‘Isola della Schiusa stanno poco ad esaurirsi e quello, pur molto ampio, in fondo a Città Giardino è troppo lontano per essere appetibile. Allora come fare? La risposta arriverà, tramite una Variante urbanistica appena approvata dal consiglio comunale, che prevede la realizzazione di parcheggi multipiano, in elevazione ovviamente, visto che la conformazione dell’isola non consente di realizzare quelli interrati per il pericolo di continue infiltrazioni d’acqua marina.
L’assemblea municipale – come informa una nota – ha infatti adottato nell’ultima seduta, con i voti della maggioranza (astenuti Kovatsch, Cicogna, Delbello, Borsatti e Medeot, contrari Lauto e Marchesan di Insieme per Grado), la Variante numero 32 al Piano Regolatore Generale Comunale che interessa diversi  aspetti. E quindi non solo la questione parcheggi. Vediamo allora in dettaglio di che cosa si tratta. Come illustrato in aula dall’assessore all’Urbanistica, Fabio Fabris, sostenuto per la parte tecnica dal dirigente Renato Pesamosca, la Variante riguarda dunque:

L’assessore Fabio Fabris.

1 – L’allineamento delle Norme tecniche comunali alle definizioni ed ai metodi di misura del Codice  Regionale dell’edilizia, adottando comunque le flessibilità concesse dalla norma per garantire il mantenimento di alcuni aspetti peculiari e propri del Piano cittadino. “Questo permetterà – si sottolinea – una corretta ed univoca applicazione delle norme ed una maggiore chiarezza di interpretazione delle stesse”.

2 – La creazione di una un’area più consona in corrispondenza della Stazione di imbarco per l’Isola di Barbana con la definizione dei  parametri urbanistici ed edilizi necessari per rendere adeguata l’attuale biglietteria e completarla con servizi igienici pubblici.

3 – La possibilità di trasformare locali commerciali e di servizio in locali a servizio della ricettività per permettere di ridare vita a locali dismessi da anni.

4 – Il chiarimento sull’utilizzo dei pannelli solari e fotovoltaici in laguna con l’introduzione di un comma che definisce la possibilità di installarli su tutte le coperture che non siano tipologicamente rivestite in canna, andando dunque a dirimere dubbi interpretativi  sorti per l’isola di Anfora e per il villaggio di Sdobba.

5  – La carenza di parcheggi di relazione o pertinenziali risulta una delle criticità del sistema Grado: nel dare continuità alla politica che porta alla risoluzione del problema dei parcheggi, iniziata con le precedenti Varianti, si è ritenuto – come già detto nelle premesse – di introdurre una norma sia di carattere generale che specifica per il settore ricettivo per la creazione di parcheggi multipiano. Da un lato, vista l’impossibilità di realizzare parcheggi interrati, la norma nasce per permettere di realizzare i necessari posti auto per i singoli interventi edilizi su più di un livello, mentre dall’altro nasce per garantire la possibilità, oggi non prevista, di realizzare edifici multipiano completamente destinati a parcheggio. La norma prevede anche “la possibilità di trasformare strutture ricettive dismesse da almeno dieci anni in parcheggi multipiano destinati alla ricettività, purché venga mantenuto il giusto decoro architettonico dell’edificio stesso in funzione del contesto in cui è inserito e purché l’edificio non sia situato in zone sensibili e di pregio della città”.

Durante il dibattito in aula, relativamente a quest’ultimo punto, è sorta la necessità di ampliare le zone in cui queste trasformazioni non possono trovare attuazione. “L’osservazione presentata è stata ritenuta assolutamente valida e motivata – precisa Fabris – e di conseguenza troverà accoglimento in fase di osservazioni e recepita in fase di approvazione della Variante stessa”.
Nel corso della stessa seduta consiliare, è stata inoltre approvata la Convenzione tipo necessaria alla trasformazione di strutture ricettive dismesse in zona a bassa vocazione turistica in edifici di edilizia convenzionata per residenti. A tale proposito, dichiara ancora l’assessore Fabris: “Con questa delibera rendiamo dunque finalmente ed immediatamente attuabile una norma presente da anni nel nostro piano regolatore, dando così una risposta concreta al bisogno di abitazioni a costo contenuto per i nostri residenti”.

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In copertina e qui sopra due immagini caratteristiche di Grado.

Ecco Sos Eventi Fvg sportello innovativo a livello nazionale

Nasce in Friuli Venezia Giulia il primo Sportello Sos Eventi a livello italiano gestito da un Comitato regionale Pro Loco: l’innovativo progetto è stato reso possibile dalla Legge regionale numero 7/2019, che prevede misure per la valorizzazione e la promozione delle sagre e feste locali e delle fiere tradizionali, anch’essa un unicum a livello nazionale.
Valter Pezzarini, presidente del Comitato regionale Pro Loco, e il consigliere regionale Mauro Bordin, primo firmatario della legge, lo hanno presentato ieri mattina a Udine nella sede della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Lo Sportello, che ha sede a Villa Manin di Passariano, a Codroipo, aiuterà gratuitamente non solo le Pro Loco ma tutte le associazioni regionali ed enti del Terzo Settore che vi si rivolgeranno per ricevere supporto su vari aspetti, quali la consulenza circa gli adempimenti amministrativi necessari per l’organizzazione di sagre ed eventi e la compilazione e trasmissione delle pratiche telematiche allo Sportello Unico per le Attività Produttive (Suap).

Un momento dell’incontro.

Infatti, la maggior parte delle iniziative che le associazioni sono solite organizzare, singolarmente o all’interno di eventi contenitore come sagre o fiere tradizionali, sono incluse nell’ambito delle attività produttive e pertanto di competenza del Suap. Per utilizzare i portali Suap le associazioni hanno dovuto, nell’ultimo decennio, o provvedere autonomamente oppure rivolgersi, come accaduto nella maggior parte dei casi, a professionisti a titolo oneroso: spese, quest’ultime, che pesano molto sui bilanci, soprattutto in quei sodalizi che hanno piccole-medie dimensioni. Ora lo Sportello Sos Eventi Fvg offrirà in modo continuativo e gratuito le proprie competenze in qualità di intermediario e facilitatore tra gli utenti e la pubblica amministrazione. Non solo: fornirà una serie generale di informazioni sull’organizzazione degli eventi e consulenza  in campi come ad esempio l’igiene alimentare, la somministrazione di alcolici, la prevenzione antincendio e le emissioni acustiche. Nel caso in cui si renda necessario il parere di un tecnico professionista, lo sportello ha a disposizione propri consulenti dedicati, oppure è in grado di indirizzare l’utente verso specifiche tipologie di professionisti competenti in materia.

Grazie al consigliere Bordin e al Consiglio regionale – ha dichiarato Pezzarini – per questa legge che dà sostegno non solo al mondo delle Pro Loco, ma di tutto l’associazionismo che, come sappiamo, è fatto essenzialmente di volontari i quali prestano gratuitamente il loro tempo a beneficio delle comunità. Il nuovo sportello ben s’inserisce nella direzione che come Comitato abbiamo improntato in questi anni, attraverso la formazione continua, di una sempre maggiore qualità nell’organizzazione degli eventi pubblici. Rimangono ancora delle sfide da affrontare, soprattutto nel campo della burocrazia e della gestione della sicurezza, ma adesso abbiamo un aiuto in più“.
“Altre risposte possono arrivare solo da disposizioni nazionali – ha aggiunto Bordin – ma per quel che ci riguarda, con le competenze che abbiamo, a livello regionale abbiamo voluto dare un sostegno a tutto il settore con una legge la quale ha trovato l’approvazione unanime di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Grazie alle Pro Loco e al presidente Pezzarini per quello che fanno a favore delle comunità e per la collaborazione a questo importante progetto”.

Alla presentazione hanno partecipato anche, per gli uffici della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia competenti, Rosaria Laezza, del Centro di competenza regionale per la semplificazione della Direzione centrale patrimonio, affari generali e sistemi informativi, e Silvio Pitacco, direttore del Servizio regionale edilizia, il quale ha spiegato come dalla prossima settimana partirà anche la fase di presentazione delle domande per contributi riguardanti interventi manutentivi o di adeguamento alle normative vigenti di immobili e impianti delle sedi di Pro Loco, Fondazioni e Associazioni senza fini di lucro.
Si tratta di uno degli altri capisaldi della legge, oltre allo Sportello Sos Eventi, insieme al sostegno alle spese di assistenza tecnica e acquisizione di servizi necessari a garantire le normative vigenti in materia di sicurezza e salute nell’ambito di manifestazioni temporanee e per corsi di formazione per il conseguimento delle certificazioni in materia di sicurezza antincendio e primo soccorso, sempre necessari per lo svolgimento degli eventi. Le varie voci prevedono sostegni per le singole associazioni non inferiori ai 3 mila euro e sono stati stanziati già 200 mila euro in questa prima fase.

Lo Sportello Sos Eventi Fvg, che è seguito Barbara Battaia, Cinzia Tessitori e Alberto Guerra assieme al segretario del Comitato Marco Specia, è già attivo a Villa Manin di Passariano di Codroipo: telefono 0432 900908 e-mail sportello@prolocoregionefvg.it, orari lunedì-venerdì ore 9-13 e 14-18 e sabato ore 9-13 previo appuntamento.

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In copertina, parla il consigliere regionale Bordin che ha accanto il presidente Pezzarini.

Appello dei presidenti Opi su Sores Fvg: “Serve sicurezza”

Sulla situazione alla Sores Friuli Venezia Giulia abbiamo ricevuto una nota dei presidenti Opi – Ordine professioni infermieristiche delle province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine che volentieri pubblichiamo:

Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine esprimono profonda preoccupazione per i recenti avvenimenti che hanno portato alle dimissioni del Direttore della SORES e per la profonda crisi che si è consolidata all’interno di uno dei centri nevralgici nel sistema dell’emergenza urgenza del Friuli Venezia Giulia. In particolare il Presidente OPI di Trieste dr. Flavio Paoletti, pur consapevole della difficoltà di trovare personale già inserito nel sistema emergenza/urgenza, afferma che «aver proposto di acquisire risorse umane attraverso un’agenzia interinale che nel suo annuncio ricerca “infermieri professionali con funzioni di back office e lo smistamento di ambulanze tramite centralino” concorre ad alimentare incertezza e una possibile riduzione della qualità del servizio».
La Presidente OPI di Gorizia dr.ssa Gloria Giuricin, condivide l’importanza della Centrale unica regionale, ma chiede un intervento organico, strutturato e che tenga nel tempo. Non si dovrebbe togliere personale dalle strutture aziendali per rinforzarne altre. Così si spostano i problemi senza risolverli.
Sono estremamente preoccupato, ribadisce il Presidente di Pordenone dr. Luciano Clarizia, per questa condizione e come OPI intraprenderemo ogni interlocuzione al fine di riportare il tutto all’interno di un alveo di maggior tranquillità.Secondo il Presidente di Udine dr. Stefano Giglio, le preoccupazioni ci portano a pensare che oltre gli importanti problemi che gravitano nella gestione delle risorse umane, anche il cittadino ne potrebbe risentire. La sicurezza operativa che il professionista infermiere, obbligatoriamente formato ed esperto, comporta nella gestione di importanti eventi, determina l’apporto qualitativamente necessario a far sì che si raggiungano ottimi risultati nella soluzione degli interventi in emergenza/urgenza.
I Presidenti degli OPI del Friuli Venezia Giulia si oppongono fortemente a quanti ritengono che il sistema emergenza- urgenza non si riduca ad una banale attività di centralino di smistamento ambulanze. Se poi le competenze infermieristiche e la professionalità le lasciamo giudicare ad un’agenzia interinale. «Ci impegneremo affinché ci si renda definitivamente conto che l’infermiere esperto non può essere sostituito da qualsiasi professionista, anche inesperto, soprattutto in quelle realtà ove la qualità, le competenze maturate con appositi percorsi formativi, sono determinanti nella risoluzione dei problemi di salute in regime di emergenza urgenza. Auspichiamo la pronta presa di posizione da parte delle amministrazioni regionali ed aziendali affinché si possa riportare l’attività operativa della SORES entro margini di assoluta certezza e piena sicurezza delle operatività».

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In copertina, un’ambulanza impiegata negli interventi di emergenza e urgenza.