Addio a monsignor Frezza riabbracciato dalla “sua” Tarcento

di Giuseppe Longo

TARCENTO – Nimis l’aveva nel cuore, perché vi era nato, e lì c’erano i suoi affetti familiari. Ma è a Tarcento che aveva trascorso larga parte della propria vita – 36 anni come arciprete e prima altri dieci come parroco di Segnacco – e qui è tornato al termine del suo lungo cammino terreno, nonostante fosse a Udine già dal 2002 quando dovette arrendersi all’avanzare dell’età e ritirarsi in un impegno meno gravoso. Ed è stato proprio quel Duomo che con grande tenacia e determinazione volle salvare, dopo i terremoti del 1976, ad aprirgli le porte per l’ultimo saluto. Così, monsignor Francesco Frezza ieri è tornato nella “sua” Tarcento, terra che ha tanto amato e per la quale ha gioito ma anche sofferto, e qui ora riposa nella chiesetta che sorge in mezzo al cimitero, accanto a quel Camillo Di Gaspero cui è dedicata la scuola media che rappresenta una delle opere più luminose del parroco scomparso alla Fraternità sacerdotale udinese a 95 anni, la sera dell’Epifania, mentre era venuto al mondo a Natale (esattamente il giorno di Santo Stefano) nel 1924. Una vita, insomma, contrassegnata da due feste cardini del Cristianesimo.

Il rito presieduto dall’arcivescovo.

Un apostolato, quello di Francesco Frezza, alimentato da fede viva, ardente, da uno slancio instancabile sostenuto da forza e saggezza non comuni, ha sottolineato l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, che ha celebrato i solenni funerali in una Chiesa gremita, scegliendo per il commiato il brano del Vangelo delle Vergini sagge, tra le quali – ha detto – “vedo a pieno titolo proprio monsignor Frezza”. Il presule aveva accanto il vicario generale Guido Genero e l’attuale arciprete Duilio Corgnali, che diciotto anni fa aveva raccolto la feconda eredità di “pre’ Chechin”, ritiratosi a Udine per prestare la sua opera nella Chiesa di San Giacomo. Un incarico che aveva accettato con entusiasmo, proprio per essere ancora utile, dall’arcivescovo Pietro Brollo, pure lui recentemente scomparso. Erano presenti anche numerosi sacerdoti e tra questi l’arciprete di Nimis, Rizieri De Tina, che ha portato un breve saluto. E a rappresentare il Comune d’origine di don Frezza c’era anche il sindaco Gloria Bressani – intervenuto assieme ai nipoti del sacerdote, Elena, Renato e Antonio, e a numerosi compaesani -, accanto ai primi cittadini di Tarcento, Mauro Steccati, di Udine, Pietro Fontanini, e di Lusevera Luca Paoloni.

Il sindaco Mauro Steccati.

Proprio il sindaco Steccati, mentre il rito di suffragio – sottolineato dai canti della Corale di San Pietro Apostolo – volgeva alla conclusione,  ha voluto ricordare con parole di grande riconoscenza e affetto l’opera preziosa di monsignor Frezza e che Tarcento gli riconobbe già quando lasciò la parrocchia attribuendogli la cittadinanza onoraria.
Al termine, con un lungo corteo, il feretro – ornato soltanto con le vesti violacee a ricordare la dignità prelatizia dell’ex parroco, che era anche canonico onorario della Cattedrale di Udine  – è stato accompagnato da monsignor Corgnali nel cimitero cittadino dove è stato deposto nella tomba che accoglie gli altri sacerdoti di Tarcento. E qui monsignor Francesco Frezza riposerà per sempre, nella terra che ha amato e che l’ha visto illuminato pastore per quasi mezzo secolo.

La tumulazione in cimitero.

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In copertina, monsignor Francesco Frezza ormai molto anziano.

(Foto Vita Cattolica)

Alzheimer, entro gennaio i racconti dedicati alla “memoria smarrita”

Raccogliere storie di memoria, in particolare quella fragile e perduta, riunire testimonianze di chi è stato o si trova accanto a un malato di Alzheimer è al centro dell’iniziativa letteraria avviata dall’Associazione de Banfield di Trieste, impegnata da oltre trent’anni nel sostegno e l’ascolto delle persone anziane non autosufficienti.
Fino al 31 gennaio sono aperti i termini per partecipare al 1° Concorso Letterario, unico nel suo genere a livello nazionale, per brevi racconti dedicati alla “memoria smarrita”. L’Associazione de Banfield è in prima linea nel sostegno a chi si prende cura dei malati di Alzheimer e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica su una problematica che solo in Italia coinvolge 1 milione e 200 mila persone, lavorando in particolare sul riconoscimento e l’appoggio ai caregiver, ovvero dei familiari che assistono le persone colpite da questa grave patologia.
Il titolo del concorso, “La nonna sul pianeta blu”, è ispirato ad una frase pronunciata proprio da una caregiver nel gruppo di sostegno che frequenta nella struttura triestina: quando le parlo mi guarda senza capire e mi sembra se ne stia là, sul suo pianeta blu…
La Giuria del concorso – composta dal direttore del quotidiano Il Piccolo Enrico Grazioli, Maria Cristina Benussi (ordinario di Storia della letteratura italiana all’Università di Trieste), i giornalisti Enzo D’Antona, Leopoldo Petto e Cristiano Degano (Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Fvg), la scrittrice Carla Carloni Mocavero e il geriatra Gabriele Toigo – è presieduta da Michela Marzano. Filosofa, accademica, saggista italiana, già vincitrice del Premio letterario Bancarella (“L’amore è tutto. È tutto ciò che so dell’amore”), il suo ultimo romanzo, “Idda”, parla proprio di memoria perduta e di vite rimesse in discussione dopo la comunicazione della diagnosi di malattia di Alzheimer. Al Concorso sono già giunti oltre una trentina di racconti da tutta Italia. Gli scritti inediti devono avere una lunghezza minima di quattro, fino a un massimo di otto cartelle. Le premiazioni a seguito delle selezioni della giuria sono previste il prossimo marzo: i 10 migliori racconti saranno pubblicati in una raccolta con una prefazione firmata dalla stessa Marzano. Il regolamento completo è visionabile sul sito www.debanfield.it

Info e spedizioni: concorsoletterario@debanfield.it (infoline 040/362766). Il concorso, aperto gratuitamente a tutti gli interessati, può contare sul patrocinio della Federazione Alzheimer Italia, dell’Ordine dei Giornalisti Fvg e del Cooordinamento Associazione Alzheimer Fvg.

QUALCHE DATO SULL’ ALZHEIMER ….

L’Alzheimer è considerata una delle emergenze del futuro: nel mondo sono 47 milioni le persone colpite da questa patologia. Questa cifra è destinata a salire fino allo stratosferico numero di 131 milioni di malati entro il 2050.

LE CURE PER L’ALZHEIMER: Ad oggi non esistono cure per l’Alzheimer, c’è solo qualche terapia per alleviare i sintomi. Tutte le case farmaceutiche ci stanno provando (anche perché trovare la medicina giusta significherebbe assicurarsi enormi guadagni). Ma i risultati non arrivano. Dei 244 composti sperimentati in 413 trial, dal 2002 al 2012, solo 14 possono diventare delle terapie.

È UN MONDO CHE INVECCHIA: l’aumento delle malattie croniche come la demenza è determinato soprattutto dall’aumento dell’aspettativa di vita, che sta determinando una rapida crescita numerica della popolazione anziana. In Europa, soffrono di Alzheimer 10 milioni di persone, un numero che è destinato quasi a raddoppiare (18,6 milioni) entro il 2050.

UN MALATO DI ALZHEIMER OGNI 3 SECONDI: su scala mondiale si registrano quasi 10 milioni di nuovi casi all’anno di Alzheimer, vale a dire un nuovo caso ogni 3,2 secondi.  L’anno scorso, per esempio, ci sono stati 4,9 milioni di nuovi casi di demenza (il 49% del totale) in Asia, 2,5 milioni (25%) in Europa, 1,7 milioni (18%) nelle Americhe, e 0,8 milioni (8%) in Africa.

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In copertina, la scrittrice Michela Marzano, presidente della Giuria.

Da Pozzo: segnali di fiducia per l’economia Fvg, ma con cambiamenti epocali

di Giuseppe Longo

Quello che si è appena concluso è stato un anno di luci e ombre per l’economia del Friuli Venezia Giulia. E quello avviato da tre giorni? Si presenta fortunatamente con segnali di fiducia, ma che vanno inquadrati in un momento di cambiamenti epocali per il mondo produttivo. Parole che “fotografano” efficacemente il passaggio tra il 2019 e il 2020, secondo i dati illustrati da Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di commercio di Pordenone – Udine, e che sono contenuti nel report annuale del Centro studi camerale, nel quale emerge che calano le imprese, ma crescono le unità secondarie; crescono startup e contratti di rete, tuttavia l’iniziativa d’impresa stenta, con iscrizioni di nuove imprese in decremento. Scendiamo, allora, nel dettaglio.
Dal 2013 a oggi sono calate di 5.231 unità (-4,9%) le imprese registrate in Friuli Venezia Giulia, di cui 2.443 nel settore primario e con una crescita registrata solo dal settore dei servizi, che nel quinquennio segnano un +4,5%. Le registrate, in regione, sono in tutto 102.187 al 30 novembre scorso. Il 5,2% risulta in stato di sofferenza: nel periodo gennaio-settembre 2019, da un lato sono calati i fallimenti (85 aperture fallimentari, sei in meno dello scorso anno, -6,6%), ma sono cresciute le procedure di scioglimenti e liquidazioni, con 890 (+9,7%) avviate nei primi nove mesi dell’anno. Al diminuire delle imprese, si registra di converso una crescita delle unità secondarie: dalle 20.523 registrate nel 2001, siamo passati alle attuali 26.199.

«Acquisizioni, incorporazioni e reti d’impresa fanno cambiare la mappatura delle localizzazioni imprenditoriali: si registra un nuovo fenomeno per cui al diminuire delle imprese aumentano le filiali, segno che le imprese sul mercato si consolidano o che ci sono investimenti sul territorio», osserva Da Pozzo, commentando i dati sull’economia del Fvg per il 2019, dai quali cui emerge, appunto, una situazione ancora a luci e ombre, «anche se ci sono segnali di fiducia – prosegue il leader camerale –, considerando che ci troviamo in un’epoca di cambiamenti davvero epocali, che stanno rivoluzionando i consumi e il modo di produrre e vendere, oltre che più in generale il modo stesso di relazionarci e vivere».
Al 30 novembre 2019, sono 89.359 le imprese attive in Fvg: a Gorizia 8.698 (9,7%), Pordenone 23.512 (26,3%), Trieste 13.956 (15,6%) e Udine 43.193 (48,4%). Dal 1° gennaio si registra una diminuzione di 458 imprese attive (-0,5%). Questa contrazione è determinata in modo particolare dalle società di persone (-2%) e dalle imprese individuali (-1,8). Continuano a crescere le società di capitale (+2,6%). Si conferma la sostanziale stabilità, con leggero calo, delle imprese attive dell’industria (-0,6% rispetto al 1° gennaio), la contrazione nel commercio (-1,8%), tra le imprese dell’edilizia (-1,2%), e dei trasporti e magazzinaggio (-1,5%). Crescono invece le imprese attive nei servizi alle imprese (+2%), quelle dei servizi alle famiglie e persone (+2,1%).

Le iscrizioni di nuove imprese nel periodo gennaio-novembre 2019 sono state 4.860. «Sarà dunque difficile raggiungere le 5.450 del 2018 – aggiunge il presidente Da Pozzo – ed è questo uno dei segnali meno positivi: se le cancellazioni di imprese sono tutto sommato contenute, continuano a diminuire le iscrizioni e dunque l’iniziativa imprenditoriale, la voglia di fare impresa o di assumersi il rischio imprenditoriale, sicuramente comprensibile in questi tempi complessi e molto destabilizzanti per tutti. Come istituzioni possiamo e dobbiamo lavorare ancora di più sulla diffusione della cultura d’impresa, partendo dalla formazione, dalle scuole, dall’orientamento all’imprenditorialità, ma anche sulla semplificazione delle procedure, con una sempre più marcata digitalizzazione, intelligente e non ulteriormente complicante, dei rapporti tra imprese e Pubblica amministrazione. Buoni risultati li stiamo avendo, come Camere di commercio, con le attività di alternanza e formazione, con firme digitali, Cassetto digitale dell’imprenditore e più in generale con i tanti servizi dei nostri Pid, i Punti impresa digitale, che offrono indicazioni e supporto all’innovazione aziendale».

Le start up innovative, al 17 dicembre 2019, erano 227, sostanzialmente stabili (un anno fa erano 224). Significativo che il Fvg sia secondo per percentuale di start up rispetto al totale delle nuove società di capitali della provincia, con il 4,7%, subito dopo il Trentino Alto Adige.
Le imprese che al 3 dicembre 2019 hanno stipulato un contratto di rete erano 1.631 (un anno fa erano 1.410). Ancora alla stessa data questo modello di aggregazione tra imprese ha registrato 5.863 esperienze in Italia, coinvolgendo 34.766 aziende. Se a Lazio e Lombardia va il primato per numerosità di aziende coinvolte (rispettivamente 8.878 e 3.585), emerge la forte vocazione di alcune regioni medio-piccole alla collaborazione tra imprese, come il Fvg,  l’Umbria, l’Abruzzo. Se si raffronta il numero di imprese in rete con il totale delle imprese esistenti, i più disponibili alla collaborazione sono proprio gli imprenditori del Fvg (157 imprese in rete ogni 10mila con sede in regione rispetto ad una media nazionale di 57).

Questa è dunque la situazione dell’economia in Friuli Venezia Giulia. Luci e ombre sul passato, ma con un motivo di speranza nell’anno appena cominciato. Valutazioni perfettamente in sintonia con quelle di Confartigianato-Imprese Udine, pubblicate su questo sito l’ultimo giorno del 2019. Anche per questo strategico settore produttivo, che costituisce una delle colonne portanti degli scopi istituzionali dell’ente camerale, il 2020 sarà un altro anno di grandi sfide e di cambiamenti epocali, che nel contempo sprona ad affrontarlo con fiducia. Vogliamo crederci tutti!

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In copertina, il presidente Giovanni Da Pozzo. (Foto Petrussi)

“Artigianato, si chiude un anno difficile. E ora altre grandi sfide”

di Giuseppe Longo

“Il 2020? Sarà un altro anno di grandi sfide. E questo perché archiviamo un anno difficile. Un anno caratterizzato ancora dalla recessione, da una crisi mai finita che se da un lato ha eroso ulteriormente lo stock delle nostre imprese, dall’altro ha veicolato un cambiamento epocale per tutti noi”. Parole che non lasciano spazio a dubbi o a inutili fantasie quelle di Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine, il quale presenta un primo bilancio, più di ombre che di luci, del 2019 che si sta per concludere, aprendo le porte a un 2020 che, nonostante le indubbie difficoltà lamentate dal settore – che ripetutamente si è rivolto alla  politica nazionale sollecitando un maggior sostegno, fatto soprattutto di pressione fiscale e burocrazia meno opprimenti -, sprona a guardare con fiducia al futuro. Perché se non c’è almeno un po’ di ottimismo…

In attesa dei dati definitivi, aggiornati al 31 dicembre, il bilancio dell’anno che oggi volge al termine è infatti ancora una volta negativo per il mondo dell’artigianato in provincia di Udine. Nei primi 11 mesi del 2019 le imprese attive totali sono calate di 266 unità, attestandosi a 43.193 al 30 novembre, con un calo dello 0,6% rispetto ad inizio anno. Alla stessa data le imprese artigiane della provincia di Udine sono 13.806, il 49,6% delle 27.818 botteghe artigiane del Friuli Venezia Giulia. La contrazione nei primi undici mesi dell’anno tra le file degli artigiani è pari allo -0,7%, leggermente superiore rispetto al dato totale: a fronte di 741 imprese nate, ne sono state chiuse 834, per un saldo che resta in area negativa: -93 aziende appunto in undici mesi. E non è poco!
A fotografare lo stato di salute del settore produttivo – che, nonostante tutto, continua a essere una robusta architrare del sistema economico del Friuli Venezia Giulia – è l’Ufficio Studi di Confartigianato-Imprese Udine che, per la fine dell’anno, ha messo in fila gli ultimi dati disponibili, in attesa come detto di aggiornarli al 31 dicembre 2019. La tendenza è tuttavia quella delineata: lo stock di imprese attive nell’artigianato continua a contrarsi, ben più lentamente rispetto ad anni neri come il 2012 e 2009 quando la perdita d’imprese ha superato quota 200, attestandosi rispettivamente a 290 e 224 unità. Le 13mila800 imprese rimaste (-1.176 rispetto a 10 anni fa) sono il risultato di una selezione naturale, sono quelle che hanno resistito alla crisi, che hanno trovato continuità, che hanno saputo abbracciare la sfida dell’innovazione. Quelle che ogni giorno danno lavoro in provincia a un esercito di 33.468 addetti, nei più svariati settori, alcuni in buona salute, altri meno. In aumento tra 2018 e 2019 sono le imprese attive nei settori dei servizi alla persona (+31), dei servizi alle imprese (+17) e delle autoriparazioni (+1). Al contrario decrescono le aziende che si dedicano ai servizi per asporto (-6), ai trasporti (-11), edilizia (-29), manifatture (-38) e impiantisti (-54).

Il presidente Tilatti e i suoi collaboratori prendono dunque atto dell’anno difficile che sta per andare in soffitta, proprio per la “crisi mai finita” di cui dicevamo all’inizio. Altro che ripresina…  “Tornare indietro – taglia corto Tilatti – oggi appare impossibile, guardarsi alle spalle inutile. E’ con questa convinzione che Confartigianato Udine ha dato il via, nel 2019, a importanti cambiamenti sul piano politico-istituzionale, pensiamo solo all’aggregazione tra le società di servizi di Udine e Trieste che ha dato vita a Confartigianato servizi Fvg, ma anche alle tante battaglie intraprese per rafforzare la capacità dell’associazione di essere soggetto sociale, autonomo, forte, credibile e flessibile, capace di coniugare gli interessi specifici e gli interessi generali per far fronte ai nuovi e futuri scenari precari ed incerti”.
E nel 2020 che bussa alle porte cosa accadrà? Quali strategie adottare? “Dovremo continuare – è fermamente convinto il presidente Tilatti – a lavorare nell’ottica delle collaborazioni e sempre più anche delle aggregazioni fra territori. Supporteremo le imprese che necessitano di fare investimenti, ma che accedono con difficoltà crescente agli strumenti finanziari, in primis al credito bancario. In questo senso – conclude il presidente di Confartigianato-Imprese Udine  – stiamo lavorando, anche grazie alla collaborazione della Regione Fvg, a una ‘cassetta di strumenti’ che sarà pronta nel 2020. Solo attraverso la crescita potremo rispondere al cambiamento e fare rinascere il Paese. Con questa convinzione auguro a tutti un felice e sereno 2020, sperando sia un anno di serenità per tutti noi che crediamo nei valori del fare impresa, dell’associazionismo e della famiglia”.

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In copertina, Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine.   

Casarsa, il doposcuola è tutto ok ma porte aperte ad altri volontari

Con l’arrivo delle tanto sospirate vacanze natalizie, si è conclusa a Casarsa della Delizia la prima parte del doposcuola, importante e molto apprezzato servizio rivolto anche quest’anno a una settantina di bambini e ragazzi di un’età compresa tra i 6 e i 14 anni. Il servizio, denominato Sostegno socio-educativo pomeridiano (Ssep), è promosso e sostenuto dal Comune e ha come partner la cooperativa Il Piccolo Principe, i Servizi sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto comprensivo Pier Paolo Pasolini  e l’associazione di volontariato Il Noce assieme ad altri sodalizi locali. Tra i partecipanti, 37 minori sono frequentanti le scuole primarie e 33 le secondarie di primo grado.
“Attivato dall’associazione Il Noce più di 30 anni fa – ha spiegato Luigi Cesarin, presidente della cooperativa sociale Il Piccolo Principe che gestisce il doposcuola -, è un servizio molto importante per tutta la comunità perché ha l’obiettivo di sostenere e supportare i nostri bambini e ragazzi in un percorso verso l’autonomia nello studio e nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali. Ringraziamo i tanti volontari che prestano il loro indispensabile servizio all’interno del doposcuola e facciamo appello a chi volesse dedicare del tempo ai bambini di Casarsa e San Giovanni di farsi avanti: abbiamo sempre bisogno di nuovi volontari. Assicuriamo che l’esperienza può davvero essere gratificante e arricchente”. “Noi che abbiamo a cuore il futuro dei nostri bambini di Casarsa e San Giovanni – ha aggiunto Claudia Tomba, assessore comunale alle Politiche sociali -, siamo orgogliosi come amministrazione comunale di dare continuità e sostenere il doposcuola. Il nostro grazie va anche agli insegnanti dell’istituto comprensivo di Casarsa, per la loro collaborazione e a tutti coloro che hanno reso possibile il funzionamento del Ssep a partire dal Piccolo Principe, i volontari e le associazioni e il Servizio Sociale Uti Tagliamento”.
Il servizio di doposcuola viene svolto in due sedi: in quella dell’associazione Il Noce a Casarsa e al centro sociale di San Giovanni e propone percorsi di educazione e socializzazione tra i minori, mira a favorire l’acquisizione di competenze per lo studio e promuove l’integrazione sociale. Nel Comune di Casarsa il servizio viene svolto in due turni dal lunedì al venerdì e il sabato mattina. Gli studenti sono supportati da tre operatori qualificati più un coordinatore del Piccolo Principe e sono affiancati da una trentina di volontari: 17 provengono dall’associazione Il Noce, 6 giovani dal servizio civile solidale, 2 volontarie del servizio di volontariato europeo (Albania e Spagna), 5 studenti in alternanza scuola lavoro, 3 ragazzi dell’Agesci di Casarsa e San Giovanni e 2 ragazzi dell’Azione cattolica locale. Dal 1986 ad oggi, il doposcuola ha coinvolto più di 800 minori.

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In copertina e qui sopra immagini del doposcuola a Casarsa della Delizia.

Controversie, tutto ok in Friuli l’organismo di mediazione camerale

di Gi Elle

Diritti reali per il 23,33% dei casi, quindi locazioni (16,65%) e questioni condominiali (12,36%): sono questi in Friuli i principali pomi della discordia che vengono affrontati, con indubbi vantaggi fiscali, di tempi e di costi, alla Camera di commercio di Pordenone-Udine. Dal 1° gennaio 2017 al  30 settembre scorso, l’Organismo di Mediazione dell’ente camerale (riconosciuto fin dal 2011) ha  gestito complessivamente 793 procedure. Si sono tenuti circa 2.500 incontri, che hanno coinvolto più di 3 mila persone, assistite dai propri avvocati nelle mediazioni obbligatorie e talvolta affiancate da consulenti tecnici. La durata media delle procedure è inferiore ai 90 giorni nel 57,6% dei casi e i costi, inoltre, sono contenuti: bastano meno di 50 euro per l’avvio e si può giungere a conclusione con una spesa di circa 720 euro per controversie di valore inferiore ai 50 mila euro.
Sono questi alcuni numeri che descrivono sinteticamente l’istituto della mediazione sul territorio friulano, modalità di risoluzione alternativa delle controversie – strada obbligatoria per una serie di materie – e strumento che si rivela molto utile per cittadini e imprese, comportando dunque risparmi in termini di costi e di tempo, ma anche in termini di vantaggi fiscali, poiché l’accordo raggiunto è esente dall’imposta di registro (entro il limite di valore di 50 mila).

Il tema è stato al centro di un approfondimento a 360 gradi che l’ente camerale ha organizzato e ospitato in Sala Valduga, grazie alla collaborazione con Ordini e Collegi professionali e Scuola superiore di Magistratura. L’incontro ha consentito di affrontare tutti i principali aspetti della mediazione, servizio offerto dall’ente camerale tramite il suo Organismo accreditato dal Ministero della Giustizia. La mediazione offre infatti la possibilità di ricercare un accordo conciliativo, evitando un lungo processo civile, ma garantendone la stessa efficacia. La mediazione facilita poi il recupero del rapporto e, per esempio nelle controversie commerciali, valorizza l’immagine dell’impresa e fidelizza il cliente. Nella seduta di mediazione “i contendenti” si incontrano per trovare una soluzione condivisa, guidate dal mediatore, professionista accuratamente formato e preparato nella materia. Le parti possono utilizzare sempre la mediazione in qualsiasi vertenza sia civile che commerciale, ma in alcune materie, come detto, la mediazione è obbligatoria.
Dopo l’introduzione, in rappresentanza della giunta camerale, della componente Lucia Piu, di Ramona Zilli, presidente Ordine Avvocati di Udine, e Lucio Barbiero, presidente Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Udine, in una Sala Valduga davvero al completo, si sono alternati gli interventi del giudice Lorenzo Massarelli (La mediazione e il rapporto con il processo civile), del notaio Cosimo Cavallo (La trascrivibilità dell’accordo di mediazione vantaggi e agevolazioni fiscali), dell’avvocato e mediatore Federico Reggio (I confliggenti diventano protagonisti: come costruire l’accordo, alla ricerca della norma del caso). La conclusione è stata affidata agli interventi dell’avvocato Andrea Purinan (Il ruolo dell’avvocato in mediazione: aspetti procedurali e rapporti con l’assistito l’efficacia esecutiva dell’accordo) e di Alberto-Maria Camilotti,  presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti Esperti contabili di Udine (La mediazione per la competitività dell’impresa), con la moderazione del giudice Andrea Zuliani.

Tornando ai dati locali, la maggioranza delle controversie, sia civili che commerciali, affrontate in sede di mediazione risulta vertere, come dicevamo all’inizio, in materia di diritti reali per il 23,33% dei casi, quindi di locazioni (16,65%) e condominio (12,36%). La percentuale delle mediazioni il cui valore è compreso tra i 25 mila e i 250 mila euro è il 45%, mentre quelle da 250 mila a 2,5 milioni rappresentano il 5,67%, a dimostrazione che si risolvono conflitti anche di valore rilevante. Quando le parti hanno accettato di sedersi al tavolo di mediazione il tasso di successo è stato in costante aumento: nel 2017 su 171 casi di adesione della parte chiamata, 62 volte pari al 36% si è arrivati all’accordo, nel 2018 su 182 casi di adesione della parte chiamata, gli accordi sono stati 67 pari al 37% ed infine fino al 30 settembre 2019 su 116 casi di adesione della parte chiamata gli accordi sono stati 50 pari al 43% dei casi.

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In copertina e all’interno alcune immagini del convegno in Sala Valduga a Udine.

Il collegamento tra scuola e lavoro: firmato patto a Udine

Camera di Commercio di Pordenone-Udine e Anpal Servizi (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) lavoreranno insieme per offrire sempre più efficaci percorsi di alternanza scuola lavoro – i nuovi “Pcto” -, ossia i “percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”. I due enti hanno infatti sottoscritto un protocollo di intesa, nell’ambito del “Progetto Tutor per l’Alternanza”, che sancisce la collaborazione per favorire la migliore operatività dei progetti per gli studenti sui territori di Pordenone e Udine, per assicurare loro l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro e migliorarne i percorsi di transizione.
La collaborazione tra Camera e Anpal si realizzerà anche attraverso l’organizzazione di esperienze di orientamento rivolte agli studenti, la sperimentazione sul territorio di modelli innovativi di alternanza scuola-lavoro, l’individuazione nel Registro nazionale alternanza scuola lavoro della piattaforma informatica sulla quale far convergere le necessità di incrocio fra istituzioni scolastiche e imprese, con opportuna incentivazione delle relative iscrizioni. Ci si impegnerà anche in un’attività di ricerca sistematica per l’individuazione di panel mirati di imprese, in base a indicatori condivisi e attualizzati sui reali fabbisogni formativi ed occupazionali, utilizzando estratti di banche dati messi a disposizione dalle Camera di Commercio, attraverso Unioncamere  e il progetto Excelsior. L’idea di fondo è assumere un ruolo sempre attivo nella promozione delle attività della nuova alternanza, avvicinando le imprese ai percorsi scolastici, contribuendo allo sviluppo del sistema economico locale.
«Si rafforza ancora l’impegno della nostra Camera di Commercio per sviluppare un miglior collegamento tra mondo del lavoro e mondo della scuola e dell’impresa – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo –. Questo tassello arricchirà e qualificherà ulteriormente la nostra fitta programmazione di iniziative nell’ambito dell’orientamento al lavoro e alle professioni, a vantaggio tanto degli studenti quanto delle nostre imprese».

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di commercio.

 

 

Cresce “Esibirsi” la cooperativa che aiuta gli artisti

Continua a crescere la cooperativa “Esibirsi” di Morsano al Tagliamento, che con i suoi 4 mila 100 soci (tra i quali anche nomi noti dello spettacolo) e un fatturato superiore ai 5 milioni di euro (con un incremento di oltre un milione dal 20017 al 2018) è la più grande d’Italia tra quelle del settore cultura associate a Confcooperative, nonché una delle più innovative in quanto ha applicato i valori della cooperazione in un settore inusuale come quello dello show business. In questo 2019 che si sta per concludere ha dato una preziosa mano agli artisti nel passaggio alle nuove fatture elettroniche, tanto che a ottobre con il sistema gestionale sviluppato in proprio ha gestito 25 mila documenti digitali senza intoppi. Tra i successi di quest’anno pure il Leone d’Oro alla Biennale d’Arte di Venezia vinto dal Padiglione della Lituania per lo spettacolo messo in scena da un gruppo di artisti soci della cooperativa.
“Tutti traguardi – hanno commentato il presidente Lucio Bot e il vicepresidente Giuliano Biasin – che ci rendono orgogliosi, soprattutto perché confermano le intuizioni che avevamo avuto nel 2002 quando fondammo la cooperativa: essere un sostegno prezioso per gli artisti permettendo loro di dedicarsi completamente all’aspetto creativo, lasciando a noi aspetti burocratici e contributivi. Fondamentale la continua innovazione che perseguiamo con passione nel nostro lavoro, puntando su soluzioni gestionali che sono davvero un passo verso il futuro, come il sistema per la fatturazione elettronica ha ben mostrato in questi mesi”.
Dalla nascita della cooperativa sono oltre 8 mila gli artisti, musicisti e deejay che si sono associati lungo il corso degli anni: solo per fare alcuni dei nomi più noti Jalisse, Albert Marzinotto, Gazebo, Remo Anzovino, Righeira, Morgan, Gerardina Trovato. Era socio anche Luis Bacalov, pianista e compositore premio Oscar per la colonna sonora del film “Il Postino”, recentemente scomparso.

Fondamentale anche l’aspetto informativo, con “Esibirsi” che produce pure  il “Manuale dell’Artista”, un utile vademecum per tutte le problematiche che si pongono a coloro che si devono esibire, a partire dagli aspetti assicurativi, nonché gli incontri formativi del ciclo Esibirsi in regola, proposti anche durante fiere di settore di respiro nazionale come le recenti Mei – Meeting Etichette Indipendenti di Faenza e al Musika Expò al palazzo dei Congressi di Roma. “Solo del Manuale dell’artista – hanno concluso Bot e Biasin – abbiamo distribuito 4 mila copie cartacee e 6 mila sono stati i download digitali dal nostro sitowww.esibirsi.it. Anche qui siamo protesi al futuro: prossimamente pubblicheremo la versione in audiolibro e podcast, formato sempre più apprezzato dagli utenti, dopo un casting delle voci organizzato da Voci.fm noto portale di settore con il quale lanceremo l’iniziativa. Di recente abbiamo  pubblicato pure il nuovo depliant informativo che abbiamo realizzato per i locali e per chi organizza piccoli eventi con il quale spieghiamo in modo breve quel che devono fare per non incorrere in sanzioni: si tratta di una nostra iniziativa contro l’evasione ficale e a favore della valorizzazione della figura professionale dell’artista. Anche questo disponibile gratuitamente in download direttamente dal nostro sito al link www.esibirsi.it/organizzareinregola“.

“Questa continua risposta alle sfide del settore – ha commentato Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone a cui “Esibirsi” è associata -, con uno sguardo rivolto al futuro anche nella creazione di nuovi strumenti e servizi per i propri soci, sono un grande merito della cooperativa, la quale mette la mutualità al primo posto anche in un ambito ricco di concorrenza come quello artistico“.

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In copertina, Giuliano Biasin e Lucio Bot che guidano la cooperativa.

Fedriga a Opi Trieste: “Sintonia d’intenti con gli infermieri”

“C’è sintonia di intenti con l’Ordine degli Infermieri di Trieste: l’obiettivo è lavorare insieme per il bene del cittadino”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliaano Fedriga, intervenendo ai lavori del convegno “Il nuovo codice deontologico: l’infermiere quale garante dei diritti del cittadino” promosso nella sala Xenia da Opi Trieste. Fedriga, nell’occasione, aveva parlato anche dell’imminente emendamento alla legge sanitaria regionale, affermando che “i suggerimenti indicati da Opi sono stati apprezzati. La collaborazione proseguirà successivamente alla approvazione della Legge che vogliamo possa essere più trasversale possibile perché si occupa di un tema importante e necessariamente inclusivo, qual è la salute».
«Anche il nuovo Codice deontologico degli infermieri va in questa direzioneha sottolineato il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti – professionalità e umanità sono le linee direttrici per il nostro lavoro, e per tutelare la promessa di prendersi cura fatta da sempre ai cittadini».
Al convegno si è parlato di “Etica e deontologia nel complesso sistema sanitario”. Della “Responsabilità infermieristica alla luce del nuovo Codice deontologico” con il giurista Francesco Bilotta, e a seguire la tavola rotonda con i relatori, moderata dal presidente dell’Ordine regionale dei Giornalisti Fvg, Cristiano Degano. Al confronto hanno preso parte anche Giovanna Pacco, direttrice Associazione Goffredo de Banfield Trieste.

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In copertina e qui sopra il governatore Fedriga con il presidente Flavio Paoletti.

A Loris Mason fondatore di Claps il premio Eccellenza nel lavoro

Soddisfazione alla cooperativa Claps, attiva nei servizi tecnici per lo spettacolo e associata a Confcooperative Pordenone: il suo socio fondatore Loris Mason è stato insignito del riconoscimento Eccellenza nel lavoro della Camera di commercio di Pordenone Udine per lo straordinario apporto nella vita economica e sociale del territorio pordenonese operando con la cooperativa, in cui lavora fin dal primo giorno di attività della stessa.
“Infatti – spiega il presidente di Claps, Simone Del Mul – la cooperativa è stata fondata il 20 novembre 1995 e Loris, oltre che essere tra i fondatori, è stato la persona che, a suo tempo, ha investito più di tutti in tempo ed energie per dare vita alla nostra realtà”. Fondamentale il suo apporto come macchinista teatrale e non solo, visto che il suo operato ha permesso di tenere sempre vive le radici cooperativistiche di Claps. “Negli anni – ha aggiunto Del Mul – ha acquisito sempre maggior importanza il suo lavoro, distinguendosi in particolare modo sia nell’allestimento delle strutture temporanee come palchi, stand e spazi per mostre che in allestimenti di spettacoli teatrali di prosa e musica. Ma è il suo grande valore umano che vogliamo ancora una volta sottolineare: attento alla sostenibilità sociale e ambientale del lavoro, ha dato, da sempre, una marcata impronta alla nostra azienda, che può vantarsi ora di essere una vera società cooperativa”.
La consegna del riconoscimento è avvenuta al teatro Nuovo Giovanni da Udine durante l’evento denominato Premiazione dell’economia e dello sviluppo. “Congratulazioni a Loris Mason e a tutta Claps – ha commentato Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone -: la loro storia di passione e impegno nel settore dello spettacolo è un punto di riferimento per come ha saputo sviluppare i valori mutualistici anche in questo ambito lavorativo. Il premio della Camera di commercio è un premio a tutto il Dna cooperativo, molto forte, del Friuli occidentale”.

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In copertina, Loris Mason con i colleghi dopo la premiazione.