Shoah, Liliana Segre è cittadina onoraria di Grado

di Gi Elle

Liliana Segre, testimone diretta delle tragedie dell’Olocausto, è ora cittadina onoraria anche di Grado. E’ stata infatti accolta all’unanimità dal Consiglio comunale dell’isola la proposta dell’Amministrazione Raugna, promossa dall’assessore alle Pari opportunità Federica Lauto, di conferire alla senatrice a vita l’importante riconoscimento.
Come è noto, Liliana Segre – nata in una famiglia ebraica a Milano nel 1930 – ha insegnato con tenacia, nonostante il dolore che una simile rievocazione comporti, il valore della memoria e la capacità di sopravvivenza, dimostrando che ci sono obiettivi per i quali vale la pena battersi fino in fondo. E questo nella consapevolezza che l’odio, oggi così facile, è sempre in agguato.
“I continui episodi di razzismo – è stato sottolineato durante la seduta -, le scritte sui muri, i nuovi fascismi, le svastiche che, nonostante tutto quello che è accaduto, capitano ancora, sono eventi che si possono evitare solo se tiene viva la fiaccola della memoria, come Liliana Segre, assieme agli altri sopravvissuti, ci insegna a fare. E se non si cede all’indifferenza”.

L’assessore Federica Lauto.

I molti interventi in aula hanno sottolineato come la senatrice a vita, superstite della Shoah, sia un esempio di perseveranza, intesa non come semplice sottostare alle avversità della vita, ma come la difficile abilità di trovare ogni giorno un motivo per vivere e per resistere all’odio. Un esempio di resilienza, ovvero della capacità di trovare le forze di resistere di fronte agli urti devastanti della vita, anche laddove si pensava fosse inimmaginabile trovarle, recuperando la capacità di rimettersi in cammino anche laddove le gambe quasi non ci sono più, ma anche degli effetti devastanti che possono avere le scelte politiche sulla vita delle persone.
“Liliana Segre – è stato ancora osservato a Grado – ci insegna che la radice del male sta proprio nell’indifferenza, oggi così diffusa, in chi si volta dall’altra parte, e che il male non è compiuto solo da pochi e rari sadici ma che tutti possono compierlo, come di fatto è accaduto ai nazisti che mandavano a morire madri, padri, bambini nei forni crematori e poi tornavano a casa a giocare coi figli. Liliana Segre insegna ai nostri giovani, ma non solo, che è possibile, anche quando siamo distrutti, andare avanti, mettendo sempre una gamba davanti all’altra, come ha fatto lei resistendo alle incredibili marce della morte a cui è stata sottoposta assieme agli altri prigionieri, una volta giunta la Liberazione, quando i Nazisti tentarono di sgomberare i campi mettendosi in cammino con i prigionieri, evacuati, e sparando a chi cadeva e non riusciva ad alzarsi”.
“La storia di Liliana Segre e di suo padre – ha sottolineato l’Amministrazione civica isolana – ci mostra come tutto cambiò nella vita di moltissime persone da quel 14 luglio del 1938 in cui furono approvate le leggi razziali e che meriterebbe di essere chiamato come ‘Giorno della vergogna’. Dove all’umiliazione si aggiunse il dolore di vedersi voltare le spalle dal vicino o dalla compagna di classe, da chi fino al giorno prima, si credeva amico”.

Liliana Segre non è l’unica, per fortuna, testimone dei giorni della Shoah ma il Consiglio comunale di Grado ha deciso di assumerla come simbolo perché esempio vivente e concreto del nostro tempo, una donna che riesce ancora, nonostante il dolore che la rievocazione di simili orrori comporta a farsi portavoce instancabile di ciò che è successo e promotrice di pace. Che porta avanti i valori della memoria, nonostante come abbia detto lei stessa, da Auschwitz in realtà non si esce mai totalmente e se a noi tutto ciò non è capitato è perché abbiamo avuto la fortuna di non nascere in un periodo storico e in una famiglia ebraica in quel periodo storico.

“Liliana Segre – sottolinea infine l’Amministrazione guidata dal sindaco Dario Raugna che con l’assessore Federica Lauto ha promosso l’importante iniziativa – è simbolo anche in quanto donna, in un tempo in cui purtroppo non è ancora facile per una donna essere ascoltata e presa sul serio, soprattutto in certi ambienti come quello scientifico o quello politico, per esempio. Ci piace pensare – sottolinea l’amministrazione Raugna – che Grado, che è una città turistica, e una città dell’accoglienza, sia appunto una città accogliente che apre e non sbatte le porte e che possiamo far nostri i valori incarnati dall’opera di Liliana Segre, in un periodo in cui, tra l’altro, gli ultimi testimoni della Shoa stanno scomparendo. Fra pochi anni non ci saranno più testimoni diretti, per evidenti ragioni anagrafiche. E già oggi, forse, il racconto delle esperienze del nazismo di tutti i genocidi e i totalitarismi suscita una crescente indifferenza. Noi vogliamo ringraziare Liliana Segre per i suoi stimoli, come dice il Presidente Mattarella, a non rimanere inerti di fronte all’odio e al pregiudizio e anche noi, come i seicento Sindaci in marcia per la solidarietà con la senatrice Liliana Segre vogliamo dire: l’odio lasciamolo ai leoni da tastiera”.
E ancora: “Consideriamo Liliana Segre un tesoro nazionale e vogliamo onorare una donna che lavora in maniera indefessa per sconfiggere ogni intolleranza. Testimone di verità che va avanti “finché mi reggono le forze”, come dice lei (e come ha fatto nei campi di sterminio) e che si batte perché la memoria sia la nostra ricchezza e la nostra difesa, la riteniamo una cittadina illustre ed esemplare. Adottare questa delibera quindi è un gesto simbolico, ma va ben oltre il gesto in sè ed è un atto di testimonianza e di precisa presa di posizione contro l’odio“.

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In copertina, Liliana Segre con il Presidente Sergio Mattarella.

(Foto Wikipedia)

Civibank, bilancio in salute. E nel 2020 una nuova crescita

di Gi Elle

Civibank è in buona salute, considerando i dati del bilancio 2019, e anche il nuovo anno si presenta sotto una luce promettente. “Le prospettive per il 2020 sono positive sia in termini di ulteriore crescita sia di redditività” ha dichiarato infatti la presidente Michela Del Piero, anticipando che “ulteriori progressi significativi sono attesi in termini di asset quality e solidità patrimoniale, oltre che ovviamente di utile”. E ancora: “La strada è stata chiaramente segnata – ha aggiunto – nel Piano Strategico 2019-2022, che stiamo perseguendo con determinazione. Abbiamo spazi commerciali di crescita molto interessanti, il vuoto delle ex banche venete si fa sentire fra gli imprenditori e la clientela, sia in Friuli che a Trieste che in Veneto. Abbiamo in cantiere, come noto, anche delle operazioni straordinarie e di queste parleremo con i nostri soci nel corso della prossima assemblea, che è la sede naturale deputata al confronto fra tutti i soci”.
Il Cda di Civibank, approvati gli schemi del bilancio 2019, ha dunque confermato – come riferisce una nota dello stesso Istituto di credito cividalese – la linea strategica di sviluppo della banca friulana, unico istituto di credito autonomo di Friuli Venezia Giulia e Veneto: un chiaro percorso di crescita finalizzato a “dotare il Nord Est del Paese di un istituto storico, solido, autonomo, efficiente e redditizio”, come era stato ampiamente illustrato già l’anno scorso all’Assemblea dei soci.

CONSOLIDAMENTO DELLA BANCA
“Il 2019 è stato un anno di grande lavoro e soddisfazione – ha osservato Michela Del Piero -, anche grazie alla unità di intenti dei 600 dipendenti che hanno raggiunto risultati importanti. Stiamo portando la banca a livelli di eccellenza, crescendo nel contempo nelle dimensioni e dando un contributo determinante all’economia regionale. Tutto ciò non si manifesta ancora abbastanza nell’utile netto, che seppure in crescita (+33%) rispetto agli anni passati, non raggiunge per il momento i livelli che noi abbiamo in mente, in quanto il reddito, pur importante, viene destinato a manovre di rafforzamento. Sono anni che destiniamo quasi tutto il reddito prodotto ad accantonamenti sui crediti deteriorati erogati in anni lontani a causa della crisi. Dal 2012 il totale degli importi destinati a rettifiche è pari a 406 milioni di euro, ed i risultati si vedono chiaramente negli indicatori di quest’anno. Inoltre, negli ultimi anni abbiamo destinato oltre 24 milioni di euro, richiestici dai vari Fondi di salvataggio delle banche in crisi”.

INDICATORI MIGLIORATI
“Gli indicatori fondamentali della banca – ha aggiunto la sua presidente nel citato comunicato – sono tutti in deciso miglioramento rispetto ad un anno fa: sia il CET1 (indicatore di solidità patrimoniale), l’LCR (indicatore di liquidità), l’NPL Ratio lordo (che misura il calo dei crediti deteriorati); il meno noto Texas Ratio è migliorato di quasi 20 punti percentuali nel 2019 e si colloca ora a 65%, metà rispetto a quello del 2016. Anche l’NPL ratio netto è stato più che dimezzato fra il 2016 ed il 2019. Sono dati di rafforzamento importantissimi ed apprezzati da chi ha un po’ di dimestichezza con questi valori ed ha a cuore lo sviluppo di questa banca, premessa sicura per aggiungere i risultati previsti dal Piano Strategico in corso. Ricordo che il percorso di consolidamento della Civibank è quasi un unicum in Italia: è quasi la sola banca nel Paese ad aver conseguito questi livelli di solidità e di crescita senza aver chiesto un euro ai soci durante la crisi: è dal 2006-2007 (13 anni) che Civibank non fa aumenti di capitale, questo è poco noto, ma è importantissimo. E altrettanto la Cividale non ha in essere prestiti convertibili, convertendo o subordinati”.

CLIENTELA IN CRESCITA
“Una conferma – ha osservato ancora Michela Del Piero – arriva anche dalle migliaia di imprenditori, artigiani e famiglie locali finanziati da Civibank, che ha erogato nuovi finanziamenti nel 2019 per 610 milioni di euro, un dato di crescita più alto rispetto al sistema. Negli ultimi quattro anni Civibank ha erogato nuovi prestiti per 1.900 milioni, tutti nel nostro territorio, e si conferma la prima banca per l’utilizzo, a favore della propria clientela, delle forme di credito agevolato predisposte dalla Regione Fvg. Analoga iniziativa è stata intrapresa con gli strumenti predisposti dalla Finanziaria regionale Veneto Sviluppo. A testimonianza della grande fiducia ricevuta dalla clientela, è il dato della raccolta indiretta (+9,5%) che risulta in crescita soprattutto nella componente di risparmio affidata in gestione patrimoniale alla banca e nei prodotti di bancassicurazione. In crescita la raccolta diretta (+4,6%), compresa quella on line, che canalizza in Friuli Vg risorse raccolte in Italia e all’estero tramite partnership con Fintech. Il 2019 è stato anche l’anno di apertura di filiali su piazze del territorio considerate ricche e strategiche: Oderzo, Castelfranco Veneto e Vicenza, proprio per aumentare nel tempo la capacità di reddito dell’azienda bancaria. E altre seguiranno a breve con lo stesso obiettivo, in una opportuna strategia di occupazione dello spazio commerciale creatosi con la scomparsa delle due banche venete”.

VALORE DELL’AZIONE
“Abbiamo molto chiaro che il problema dell’azione – conclude la presidente nella nota bancaria – si risolve alla fine di un serio percorso prima di consolidamento e poi di crescita, ed è proprio questo che stiamo facendo, purtroppo non esistono scorciatoie o slogan demagogici. Tutti sanno che il titolo azionario della Civibank non è quotato in Borsa ma su un MTF (al pari di quasi tutte le altre banche regionali italiane), è diffuso solo in Friuli Venezia Giulia ed ha uno scarso flottante. Al momento, ci sono in vendita meno di 700.000 pezzi, circa il 4% delle azioni in circolazione. Il restante 96% rimane saldamente nelle mani dei nostri soci. Tuttavia, bastano questi pochi ordini in vendita a far scendere il prezzo. Per questo non comprendiamo chi getta discredito sulla propria banca, che stimola le vendite delle azioni e fa scendere il prezzo quasi senza scambi, facendo danni a se stesso oltre che a tutti gli altri soci. Certo, il prezzo dell’azione e l’utile netto sono i dati più immediati e di più facile presa, ma bisogna conoscere ed apprezzare i dati di solidità che, in una analisi appena un po’ più attenta, in questa fase sono i fattori più importanti. In una sana gestione dell’azienda bancaria, infatti, la pulizia del bilancio, sotto tutti i parametri di vigilanza, costituisce il prerequisito per ogni discorso sia di rilancio che di riassetto. Bisogna infine sempre considerare il punto di partenza, cioè quali erano le condizioni della banca all’apice della crisi, per esprimere un serio giudizio su dove siamo arrivati oggi, seppure in un contesto di tassi di interesse a zero (ed evidente compressione dei margini della banca) e subendo un po’ di pubblicità negativa, cui si risponde con i fatti”.

GLI SCHEMI DI BILANCIO AL 31 DICEMBRE 2019

  • 610 MILIONI DI EURO DI NUOVI FINANZIAMENTI EROGATI (+15% a/a):
  • NUOVE EROGAZIONI DI FINANZIAMENTI ALLE FAMIGLIE PER 205 MILIONI (+26,8% a/a)
  • I NUOVI FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE SUPERANO 405 MILIONI DI EURO (+9,7 a/a)
  • COMMON EQUITY TIER1 RATIO AL 13,65% – CONFERMATA L’ELEVATA SOLIDITA’ PATRIMONIALE.
  • IN CRESCITA I CREDITI (+6% a/a), LA RACCOLTA GLOBALE (+6% a/a),  IL PATRIMONIO (+4% a/a), I PROVENTI COMMISSIONALI (+8,3%) E L’UTILE NETTO.
  • SOFFERENZE NETTE IN CALO DEL 38% RISPETTO A DICEMBRE 2018; NPL IN CALO DEL 27% NEL PERIODO; IN NETTO CALO L’INCIDENZA DEL CREDITO DETERIORATO. COVERAGE DEI NON PERFORMING LOANS (“NPL”) AL 50,6%.
  • 3,5 MILIONI DI EURO DI CONTRIBUZIONI AL FITD E AL FONDO DI RISOLUZIONE.
  • UTILE AL LORDO PRIMA DELLE IMPOSTE E’ DI 7,2 MILIONI DI EURO (+73,6%) MENTRE  L’UTILE NETTO E’ PARI A 2,73 MILIONI DI EURO (+33,8%).

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In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero.

Trieste, cioccolatini a San Valentino per aiutare gli anziani soli

La vecchiaia merita amore e dolcezza: al motto di “chi dona, ama” le volontarie dell’Associazione De Banfield – la struttura benefica che a Trieste si occupa di tutti gli aspetti della vecchiaia prendendosi cura degli anziani, soprattutto non autosufficienti – sarà presente nella giornata di San Valentino con i cioccolatini della solidarietà.
Venerdì 14 febbraio, dalle 14.30 alle 19.30, la Libreria Lovat di viale XX Settembre ospiterà un banchetto dell’Associazione benefica dove sarà possibile acquistare squisiti cioccolatini prodotti per l’occasione. Ancora una volta i fondi raccolti si trasformeranno in ore di assistenza e cura per le persone anziane fragili che il sodalizio segue gratuitamente grazie al contributo dei privati. Con questa raccolta fondi, ancora una volta si vuole fare in modo che i vecchi che si rivolgono alla De Banfield non vengano lasciati soli e ricevano il sostegno del personale qualificato e dei suoi volontari.

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In copertina, il sacchetto della solidarietà a favore degli anziani soli e in difficoltà.

Meeting Ambrosetti alla Civibank con l’economista Giovannini

L’economista Enrico Giovannini è in arrivo a Cividale. Il 18 febbraio prossimo, dalle 9 alle 13, Civibank ospiterà infatti, nella propria sede centrale, un meeting Ambrosetti nell’ambito del proprio programma “Aggiornamento Permanente” riservato ai manager e che avrà per protagonista proprio l’ex ministro.
Professore ordinario di Statistica ed Economia italiana ed europea all’Università Tor Vergata di Roma, già presidente dell’Istat dal 2009 al 2013 e titolare del Lavoro nel Governo Letta, Giovannini nel corso di quest’incontro analizzerà la situazione economica dell’Italia e condividerà la sua visione sullo scenario economico futuro. Illustrerà, in particolare, le prospettive di sviluppo sostenibile nel Paese e ne traccerà le implicazioni per il mondo imprenditoriale e finanziario. Si soffermerà in modo specifico sui seguenti punti: la situazione economica dell’Italia (Pil, occupazione, investimenti, situazione del bilancio pubblico), i fattori strutturali ed elementi di potenziale cambiamento dello scenario economico futuro, le prospettive di sviluppo sostenibile in Italia, modalità, opportunità, implicazioni, conseguenze e raccomandazioni per le imprese e il sistema finanziario del Nord Est. Introdurrà i lavori la presidente di Civibank, Michela Del Piero.

Michela Del Piero

Enrico Giovannini da autorevole economista ha rivestito e riveste tuttora numerosi ruoli di prestigio, sia a livello nazionale che internazionale. È stato, tra l’altro, Chief Statistician dell’Ocse dal gennaio 2001 al luglio 2009; ed è attualmente presidente della Commissione per la redazione della Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva del Ministero dell’Economia e delle Finanze. È membro di numerosi board di fondazioni, di organizzazioni nazionali e internazionali fra cui il Comitato Scientifico dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), il Consiglio direttivo dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), il Comitato per il capitale naturale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Insegna Public Management e Sviluppo Sostenibile all’Università Luiss, è Senior Fellow della Luiss School of European Political Economy, Associate Senior Research Fellow del Centre for European Policy Studies. È presidente dell’European Statistical Governance Advisory Board (Esgab), membro del Comitato esecutivo del Club di Roma e collabora con il Joint Research Centre della Commissione Europea. È, infine, presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Europea Sostenibilità e Servizi Finanziari (Assosef) ed è portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS).

La sede centrale di Civibank.

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In copertina, l’economista Enrico Giovannini: sarà a Cividale il prossimo 18 febbraio.

Opi Trieste, le prime adesioni al progetto “cure perse”

Prime importanti adesioni, a Trieste, al progetto pilota nazionale sulle Missed Nursing care, ovvero le “cure perse” nel contesto del sistema sanitario. Come già riferito, un tavolo di lavoro si è già costituito con l’Assemblea generale 2020 dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche del capoluogo regionale. E al board  si sono già associati Opi Gorizia, i Sindacati dei pensionati Spi Cgil, Uil, Cisl Trieste, il nuovo Ordine Professionale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione Fvg e l’Associazione In Prospettiva.
«Le cure perse – ha spiegato il presidente di Opi Trieste, Flavio Paoletti – sono qualsiasi intervento infermieristico necessario al paziente eppure omesso, completamente o parzialmente, o rimandato. Sono importanti indicatori di qualità dei ricoveri ospedalieri e impattano sulla salute dei pazienti, per questo vanno urgentemente studiate in modo da attivare policy adeguate che riducano il fenomeno e i tanti contenziosi medico legali ad esso collegati».
Come già riferito, nell’occasione Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale della Federazione nazionale Ordine delle Professioni Infermieristiche, aveva illustrato a Trieste i dati collegate alle cure perse: «A livello internazionale pediatrico per il 10% di attività infermieristiche mancate, il rischio di mortalità cresce del 16% a 30 giorni dal ricovero. La media di cure perse in Italia è di circa il 5%, che si traduce in un rischio di mortalità dell’8% in più. Sommando questo dato con quello della carenza di infermieri si ha un aumento del rischio di mortalità del 25-26%. Fnopi ha evidenziato che rispetto alla domanda dei cittadini ci sono circa 30.000 infermieri in meno che diventeranno 58.000 in meno nel 2023».

Aggiornamenti sul sito www.opitrieste.it Info tel 040 371244.

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In copertina, Flavio Paoletti con la presidente Barbara Mangiacavalli all’assemblea di Op Trieste.

“Cure perse”, un grave fenomeno: Trieste osservatorio privilegiato

Trieste come osservatorio privilegiato sulle Missed Nursing care, ovvero le “cure perse” nel contesto del sistema sanitario, il fenomeno al centro della prima Assemblea generale 2020 di Opi, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste che ha ospitato nella Sala Xenia un convegno dedicato al tema. «In pratica – ha spiegato il presidente di Opi Trieste, Flavio Paoletti – le missed care sono qualsiasi intervento infermieristico necessario al paziente eppure omesso – completamente o parzialmente – o rimandato. Si tratta di casi, reali e potenziali, all’ordine del giorno a causa di una molteplicità di fattori, primo fra tutti la carenza negli organici infermieristici. Le cure perse sono veri e propri indicatori di qualità dei ricoveri ospedalieri e di come queste possono impattare sugli uotcomes di salute dei pazienti, per questo vanno urgentemente studiate in modo da attivare policy adeguate che riducano il fenomeno e i tanti contenziosi medico legali ad esso collegati».

Proprio a Trieste, Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale Fnopi, Federazione nazionale Ordine delle Professioni Infermieristiche, ha illustrato i dati collegate alle cure perse: «Una recente ricerca promossa dall’Associazione degli ospedali pediatrici italiani ha dimostrato a livello internazionale che, per il 10% di attività infermieristiche mancate, le missed care appunto, il rischio di mortalità cresce del 16% a 30 giorni dal ricovero dei piccoli pazienti: la media di missed care rilevata dallo studio in Italia è di circa il 5%, che si traduce in un rischio di mortalità dell’8% in più. Sommando questo dato con quello della carenza di infermieri si ha un aumento del rischio di mortalità del 25-26%, inaccettabile se legato a queste cause. Ma le missed care riguardano tutte le età e uno studio pilota ha evidenziato in 10 Rsa piemontesi 57 missed care, circa 5 per Rsa. Venticinque sono state giudicate medio-gravi: 14 riguardavano la somministrazione di terapia e 5 il monitoraggio di un parametro vitale. Il livello di organici inadeguato sembra avere un ruolo chiave tra i fattori potenzialmente modificabili: elemento determinante al momento della scelta delle politiche di programmazione, perché abbiamo una carenza di infermieri in costante aumento. La Fnopi ha evidenziato che rispetto alla domanda dei cittadini ci sono circa 30.000 infermieri in meno che diventeranno 58.000 in meno nel 2023; circa 71.000 in meno nel 2028 e quasi 90.000 in meno nel 2033. Per questo con la collaborazione di tutte le professioni sanitarie – ha concluso Mangiacavalli – vogliamo sviluppare tematiche indicate come priorità anche dal rapporto Ocse 2019, quali la modifica della composizione professionale del personale e l’evidenza alle missed care, consolidando il contribuito dell’assistenza infermieristica nel percorso di cura del paziente».

«Trieste si attiva come progetto pilota per trovare soluzioni adeguate che riducano il fenomeno delle cure perse – ha annunciato il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti -. Dal convegno di oggi è nato un tavolo permanente che affronterà in modo sinergico il fenomeno delle cure compromesse. Saranno coinvolti gli stakeholder che in varie forme, titolo e responsabilità, impattano con il fenomeno e in particolare gli Ordini professionali, le Associazioni di cittadini, i sindacati dei pensionati, le organizzazioni sanitarie. Al board hanno già aderito anche Opi Gorizia, i Sindacati dei pensionati SPI CGIL, UIL, CISL Trieste, il nuovo Ordine Professionale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione del Friuli Venezia Giulia e l’Associazione In Prospettiva».

Al convegno di Trieste sulle “Missed Nursing Care” sono intervenuti anche Livia Bicego, direttore ff S.C. Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Burlo Garofolo, Trieste; Barbara Brainjk, vicepresidente Opi Trieste; Consuelo Consales, ASUGI – Dirigente Referente Direzione Infermieristica ed Ostetrica di Trieste; Franca Masala, Tesoriera OPI Trieste; Alvisa Palese, Professore associato di Scienze Infermieristica Università di Udine; Giuliana Pitacco, Infermiera Pediatrica Direzione Servzi Sanitari ASUGI.

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In copertina, Flavio Paoletti con la presidente nazionale Barbara Mangiacavalli.

“Assaggi in Bottega” a Casarsa col sapore della solidarietà

Thè, cioccolato e biscotti solidali: oggi, dalle 16, alla Bottega della Solidarietà Il Piccolo Principe che si trova in via Vittorio Veneto 22, a Casarsa della Delizia, primo appuntamento del ciclo di incontri “Assaggi in Bottega”. In questa prima occasione si potranno assaggiare thè e cioccolato del commercio equo e solidale, nonché i dolci cucinati dalle dalle persone con disabilità del Centro Socio Occupazionale casarsese e dalla Cucina delle Fratte, dove lavorano persone con fragilità, per le quali questo lavoro significa autonomia e realizzazione personale. Un’occasione golosa ma con una nota in più, quella della solidarietà. L’ingresso è libero.

Per informazioni ulteriori telefonare allo 0434.871208.

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In copertina, due volontarie del Piccolo Principe di Casarsa.

Buone pratiche: Opi Trieste premia il Baskin Muggia

Va all’Associazione Sportiva Dilettantistica Interclub Muggia la 7ma edizione del Bando per le Buone Pratiche di cittadinanza attiva promosso da Opi, Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste: un riconoscimento rivolto ad Enti, Associazioni o altre realtà promotrici di progetti di supporto ai cittadini della provincia di Trieste, in ambito sanitario, socio-sanitario o sociale.
«Vogliamo essere accanto ai cittadini e attenti nel quotidiano alle necessità socio-sanitarie del nostro tempo – spiega il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti –. La 7ma edizione del Bando ha voluto guardare a un progetto che stimola l’inserimento e l’inclusività anche nel tempo libero: fra le candidature pervenute ci ha colpito la pratica attiva del Baskin, un’attività sostenuta e promossa da Interclub Muggia, per la sua capacità di stimolare insieme l’aspetto ludico-motorio e quello psico-motorio, le abilità comunicative e quelle organizzative e di ruolo, favorendo il gioco di squadra e quindi l’inclusività di giocatori con varie topologie di disabilità».
La premiazione è in programma oggi 7 febbraio, alle 17.15, nella Sala Xenia di Riva 3 Novembre, nell’ambito della prima assemblea generale 2020 di Opi, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste che prenderà il via alle 14, e del successivo convegno dedicato a “Le Missed Nursing Care: cure perse e Sistemi sanitari”.

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Interclub Muggia è nata nel 1968 e ha al suo attivo nove scudetti giovanili. Il Baskin è l’innovativa attività sportiva che si ispira al basket ma ha caratteristiche particolari ed innovative. Dieci regole ne governano il gioco conferendo caratteristiche ricche di dinamicità e imprevedibilità. Uno sport, quindi, che permette sia ai giovani normodotati che ai disabili di giocare nella stessa squadra, composta da ragazzi e ragazze. Il Baskin mantiene gli obiettivi del basket, ma ne modifica le regole adattandole ai bisogni dei giocatori. Viene superato l’atteggiamento assistenziale verso i diversamente abili e ciascuno, nel suo, contribuisce in modo responsabile all’esito del gioco. Il progetto Baskin possiede uno staff organizzativo e professionale composto da esperti, clinici e psicologici, che operano attivamente, insieme ad infrastrutture speciali e costose, canestri adattati e altro materiale specifico, che potranno giovarsi del contributo messo a disposizione attraverso il Bando Opi per le Buone Pratiche. La menzione speciale della 7ma edizione è andata all’associazione Le Buone Pratiche Onlus, che promuove modalità di azione concreta nel campo delle politiche sociali, per il progetto “Quando il silenzio non è d’oro” dedicato al mutismo selettivo come disturbo d’ansia sociale che riguarda principalmente i bambini e i soggetti in età evolutiva. Il progetto è finalizzato a migliorare la conoscenza del problema per una presa in carico globale, dalla diagnosi all’inclusione sociale e scolastica, attraverso la creazione di un percorso condiviso.

Le precedenti edizioni del Bando per le Buone Pratiche Opi sono andate nel 2013 alla onlus Scricciolo per le famiglie e i bambini nati prematuri, nel 2014 all’Associazione Stelle sulla Terra (2014) a sostegno dei bambini con dislessia, nel 2015 all’Associazione I Girasoli onlus per il reinserimento sociale delle persone disabili (2015), nel 2016 all’Associazione Il Buon Pastore per le persone con disagio psichico e le loro famiglie, nel 2017 alla Comunità di Sant’Egidio per il progetto di supporto ai cittadini e alle famiglie in difficoltà economica e nel 2018 alla onlus triestina “Oltre quella sedia”, di sostegno ai disabili e di sensibilizzazione culturale intorno alla disabilita’ fisica e intellettiva.

Ulteriori dettagli sul sito OPI Trieste www.opitrieste.it Info, telefono 040.370122.

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In copertina e all’interno tre immagini del Baskin di Muggia che oggi sarà premiato dall’Opi a Trieste.

Cure perse, domani un’assemblea di Opi a Trieste

E’ in programma domani, venerdì,dalle 14 alle 19 nella Sala Xenia di Riva III Novembre, la prima assemblea generale 2020 di Opi, l’Ordine delle professioni infermieristiche di Trieste. Per l’occasione si avvierà una riflessione in forma di convegno sulle cosiddette “Missed nursing care”, ovvero le “cure perse” nel contesto del sistema sanitario. Interverrà anche la presidente nazionale Fnopi, Federazione nazionale Ordine delle professioni infermieristiche, Barbara Mangiacavalli.
«In pratica – spiega il presidente di OpiTrieste, Flavio Paoletti – le missed care sono qualsiasi intervento infermieristico necessario al paziente eppure omesso – completamente o parzialmente – o rimandato. Si tratta di casi, reali e potenziali, all’ordine del giorno a causa di una molteplicità di fattori, primo fra tutti la carenza negli organici infermieristici: quindi un rapporto infermieri/pazienti inadeguato per mancanza di personale o per eccessivi carichi di lavoro, che rende più difficile l’erogazione delle cure infermieristiche pianificate. In un’ottica di assoluta trasparenza e di totale sinergia ed empatia con le persone prese in carico, gli infermieri hanno deciso di approfondire questo tema e Opi Trieste, in particolare, progetta la realizzazione del “Rapporto” sulle Missed Nursing Care, da presentare entro fine anno per trovare soluzioni rapide ed adeguate. Al progetto hanno già aderito anche Opi Gorizia, i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Uil, Cisl Trieste, il nuovo Ordine professionale dei tecnici sanitari di Radiologia medica e delle Professioni sanitarie tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione del Friuli Venezia Giulia e l’Associazione In Prospettiva». “Le Missed Nursing Care: cure perse e Sistemi Sanitari” prevede gli interventi di Livia Bicego, Direttore ff S.C. Direzione delle Professioni Sanitarie Ircss Burlo Garofolo, Trieste; Barbara Brainjk, vicepresidente Opi Trieste; Consuelo Consales, Asugi – dirigente referente Direzione infermieristica ed Ostetrica di Trieste; Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi; Franca Masala, Tesoriera Opi Trieste; Alvisa Palese, professore associato di Scienze infermieristica Università di Udine; Flavio Paoletti, presidente Opi Trieste; Giuliana Pitacco, infermiera pediatrica Direzione servzi sanitari Asugi.

COSA SONO LE “CURE PERSE”
Negli ultimi anni il dibattito sulle missed nursing care è diventato emergente sia all’interno delle realtà sanitarie internazionali, che nel contesto italiano: si tratta di un vero e proprio indicatore della qualità delle cure offerte. Le cure perse con maggiore frequenza sono la deambulazione, la mobilizzazione passiva, l’igiene e la cura del cavo orale. È dimostrato che la mancata erogazione di alcune cure infermieristiche rappresenta un forte predittore negativo dell’outcome del paziente. È chiaro che i cambiamenti demografici ed epidemiologici, in atto da alcuni decenni, hanno portato ad un progressivo invecchiamento della popolazione e quindi ad un aumento del numero dei pazienti complessi, ai quali vanno erogate cure articolate per le quali ci si trova sempre più spesso sotto organico. Questo perché non è solo il numero delle persone prese in carico da parte di ciascun infermiere, ad aumentare, ma anche il numero di attività e interventi assistenziali collegati. Un numero elevato di cure perse è tra le principali cause di eventi avversi e rischi per la sicurezza dei pazienti, nonché tra i fattori che aumentano la demotivazione, l’insoddisfazione e il distress morale degli infermieri che non riescono ad erogare un’assistenza secondo gli standard definiti dalle evidenze e dalla professione. L’agenzia Americana per la Ricerca e la Qualità della Salute (AHRQ), ha identificato due tipi di errore: gli errori correlati agli atti di commissione e gli errori correlati agli atti di omissione: le cure perse ricadono sotto quest’ultima categoria e quindi rappresentano un grosso problema per la pratica clinica.

L’evento è aperto agli infermieri ed infermieri pediatrici iscritti all’Albo Opi Trieste fino ad esaurimento dei posti disponibili, attraverso le indicazioni disponibili sul www.opitrieste.it Info tel 040371244.

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In copertina, scorcio delle Rive a Trieste.

 

“San Giovanni, macché chiusura del Malignani: diventi un’eccellenza!”

di Gi Elle

Gli artigiani, sostenuti con decisione dalle pubbliche amministrazioni, alzano la voce contro la chiusura del Malignani di San Giovanni al Natisone. E questo perché chiedono che, invece, la scuola venga sostenuta e potenziata, facendola diventare un polo d’eccellenza per la preparazione delle future maestranze della zona. Il futuro della sede staccata dello storico istituto udinese ieri mattina è finito, infatti, sotto la lente d’ingrandimento della VI commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Sibau, che in audizione ha ascoltato la posizione dei vari portatori d’interesse a partire dalla scuola, passando per gli amministratori locali e le associazioni di categoria provinciali, come appunto quelle degli artigiani. L’incontro, al quale ha partecipato l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, si è concluso con un impegno formale a convocare in breve un tavolo tecnico al quale portare soluzioni concrete per il rilancio dell’istituto che rischia di chiudere perché avendo oggi poco meno di 70 studenti non rispetta il tetto minimo previsto per le sedi staccate che è pari a 100.

“Così com’è oggi la scuola può anche chiudere – ha esordito con fermezza il presidente zonale di Confartigianato, Giusto Maurig -, ma noi non vogliamo che il Malignani di San Giovanni chiuda, vogliamo che viva una nuova primavera e contamini di professionalità il distretto”. Confartigianato e Cna hanno pertanto consegnato all’assessore regionale un documento con diverse proposte operative, da realizzarsi contemporaneamente. A partire dall’interazione tra sede formativa e imprese, con stage e tirocini, realizzando un vero e proprio laboratorio diffuso, messo a disposizione dalle aziende del territorio, passando per l’assicurazione di un elevato standard dei docenti, il miglioramento dei collegamenti da e per la scuola e ancora l’implementazione dell’offerta con corsi di aggiornamento professionale e percorsi post diploma.

Graziano Tilatti a una cerimonia.

“Dobbiamo fare in modo di valorizzare agli occhi dei ragazzi e delle famiglie la grande occasione che rappresenta questa scuola: apre loro le porte delle aziende del territorio, più che mai bisognose di tecnici” ha aggiunto Maurig, appoggiato in questa battaglia per la sopravvivenza del Malignani dal presidente provinciale di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, a sua volta convinto della strategicità dell’istituto: “La nostra associazione – ha sottolineato – farà la sua parte per cercare di rilanciare la scuola che rappresenta uno strategico punto di formazione, a chilometro zero, per le imprese della zona”. Oggi e sempre più in futuro, come precisa il sindaco di San Giovanni, Carlo Pali: “Il nostro dev’essere un progetto a lungo termine. In futuro rischiamo, infatti, di avere aziende altamente tecnologiche senza adeguate risorse umane. In commissione abbiamo chiesto quindi che si realizzi un progetto dove tutti facciano la propria parte affinché il Malignani di San Giovanni diventi un’eccellenza, una scuola attrattiva”. Il territorio ne ha bisogno. Parola del primo cittadino di Manzano, Piero Furlani: “La scuola è importantissima perché è la garanzia di un ricambio qualificato del personale dal quale le aziende, per essere competitive, non possono prescindere”.

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In copertina e qui sopra due immagini della sede Malignani di San Giovanni.