Malignani, una lezione in streaming a casa da Confartigianato Udine

Quando la tecnologia consente di seguire, con efficacia e comodità, una lezione anche da casa: succede anche questo ai tempi di Coronavirus.  Il rodato rapporto di collaborazione tra Confartigianato-Imprese Udine e l’Istituto scolastico superiore Arturo Malignani si rinnova infatti, proprio in questi giorni spinto, dall’emergenza sanitaria in atto. Il consueto appuntamento organizzato dall’associazione di categoria con alcuni degli studenti dell’istituto, destinato a mettere i ferri in acqua per l’alternanza scuola-lavoro in vista dell’edizione 2020 di Udine3D Forum, quest’anno si terrà, dunque, via streaming. Un’occasione, quella della “finestra” digitale aperta da Confartigianato, di cui l’istituto approfitterà anche per fare lezione di informatica.
La richiesta di poter utilizzare il collegamento streaming come aula virtuale è arrivata dal docente del Malignani, Luca Peresson, ed è stata accolta con entusiasmo dall’associazione che per domani mattina sarà pronta a far suonare la campanella per una cinquantina di studenti delle classi terze del liceo delle scienze applicate. “Dalle 9 alle 11 i ragazzi potranno seguire la lezione davanti allo schermo del proprio Pc di casa accedendo a un indirizzo web che comunicheremo loro e che permetterà al professore di fare lezione a distanza, dalla nostra sede di via del Pozzo – fa sapere Luca Nardone, project manager di Udine3D Forum per Confartigianato -. A seguire, dalle 11 alle 13, proseguiremo con il progetto di alternanza scuola-lavoro che porterà i ragazzi a fare 15 giorni di esperienza in aziende tecnologiche della provincia di Udine e poi un ulteriore periodo, in veste di assistenti e guide, all’interno di Udine3D Forum”.
Soddisfatto il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti: “Ancora una volta ci mettiamo a disposizione del territorio e della scuola: siamo pronti a risolvere i problemi che quest’emergenza porta con sé, senza perdere però di vista l’orizzonte, quella positiva e necessaria spinta al futuro che non deve venir meno, ma deve aiutarci a uscire da questa situazione
ancora più forti”.

Graziano Tilatti

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In copertina, alcuni studenti dell’Istituto Malignani di Udine.

Come Civibank si attrezza contro il Coronavirus

Un istituto di credito con sedi operanti da Trieste a Vicenza, come Civibank, si è subito posto il problema di tutelare dal contagio del Coronavirus i propri dipendenti e clienti, per quanto nessuna delle 64 filiali sia ubicata all’interno della “zona rossa”. In caso di un eventuale aggravio della fase emergenziale, la Banca si è pure attrezzata ad adottare per parte dei propri dipendenti lo “smart working” grazie alle nuove tecnologie ed ai collegamenti informatici.
La banca – come informa una nota – ha attivato uno specifico Team interno, dedicato alla gestione dell’emergenza, oltre ad essere in contatto con l’Abi e la Regione Fvg. Così la direzione della banca, presieduta da Michela Del Piero, ha diramato fin dal primo giorno della crisi una circolare interna che dispone iniziative e comportamenti ispirati alle specifiche ordinanze vigenti, anche in termini precauzionali. Qualora una o più filiali si dovessero in futuro trovare inserite in eventuali zone di interdizione, la banca si riserva di disporre eventuali chiusure e modifiche all’orario di apertura al pubblico degli sportelli a fini cautelativi. Al momento, tuttavia, in tutte le 64 filiali l’attività prosegue normalmente.
Nel frattempo, sono temporaneamente rinviate le riunioni e i corsi di formazione previsti in questo periodo e intensificata la pulizia dei locali della banca abbinata ad una specifica disinfezione delle superfici. Sia nella sede centrale di Cividale che nelle filiali è attiva la ventilazione meccanizzata che effettua un regolare ricambio e purificazione dell’aria. In una specifica sezione dell’Intranet aziendale vengono pubblicati eventuali aggiornamenti in materia per informare in tempo reale tutti i dipendenti della banca.

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In copertina, la sede centrale di Civibank alle porte di Cividale.

Coronavirus in Fvg: ecco il punto con Riccardi

A che punto è la diffusione del Coronavirus in Friuli Venezia Giulia? A oggi sono 306 i tamponi effettuati nei territori delle ex quattro Province, 48 dei quali tuttora in corso, 193 le persone attualmente in contumacia domiciliare di cui 23 a Pordenone, 33 a Trieste, 48 a Gorizia e 92 a Udine. I casi risultati positivi sono 13 ai quali si aggiunge un ulteriore caso dubbio per il quale sono in corso ulteriori approfondimenti. Dodici le persone poste in quarantena domiciliare, un solo soggetto è stato ricoverato, ma le sue condizioni, al momento, non destano preoccupazione.

Sono i termini che contraddistinguono – come riferisce una nota Arc – l’aggiornamento fornito in Consiglio regionale dal vicegovernatore del Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, il quale ha informato l’Aula sulla situazione legata alla diffusione del virus e sulle azioni avviate dall’Amministrazione regionale per prevenire e contenere il contagio.
“La Regione – ha spiegato Riccardi – ha avviato un percorso finalizzato alla prevenzione e al contenimento del contagio alcuni giorni prima della diffusione epidemiologica registrata in Lombardia e Veneto, con una prima riunione svolta a Roma il 25 gennaio scorso tra i dipartimenti di prevenzione. Il 27 gennaio scorso segna l’attivazione del 112 quale numero di riferimento per la comunità regionale, presidio subito rafforzato dalla presenza di infermieri professionali che dalle 8 alle 20 hanno filtrato telefonate con un pre-triage capace di prendere in carico la persona e indirizzarla ai medici di medicina generale e, se necessario, agli infettivologi. Sono state, quindi, adottate le procedure di controllo presso l’aeroporto (13.500 i passeggeri monitorati per un totale di 212 giornate di lavoro) e i porti regionali, e avviata un’opera di informazione capillare sul territorio destinata alla cittadinanza con distribuzione di materiale e attivazione del numero verde, agli ordini dei medici di medicina generale, ai pediatri e presso le farmacie. A tutti gli operatori è fornito il kit con i dispositivi di protezione individuale”.

L’assessore alla Salute ha inoltre riferito – informa ancora Arc – che è stato ulteriormente potenziato il 112 che è passato dalle ordinarie 1.500 chiamate al giorno alle oltre 3.300 di domenica 24 febbraio (il numero verde nello stesso giorno ha ricevuto oltre mille chiamate). Personale infermieristico è stato dedicato alle risposte legate all’emergenza coronavirus, consentendo così di non rallentare le chiamate di tipo ordinario senza criticità. Le strutture sanitarie sono pronte ad aumentare, se necessario, il numero di posti letto dedicati alla terapia intensiva che, in tre distinte fasi, da 88, di cui 7 in isolamento, possono estendersi fino a 101 di cui 44 in isolamento. Encomiabile per la Regione il lavoro svolto dagli operatori del Servizio sanitario, della Protezione civile, dei volontari e delle forze dell’ordine, che si sono adoperati senza limiti in un sistema organizzato che, muovendosi sempre in contatto con il comitato operativo nazionale, è risultato capace di fornire risposte alla comunità sia per quanto riguarda le attività ordinarie sia per le richieste legate alla situazione straordinaria venutasi a creare nelle ultime settimane.

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In copertina, l’assessore Riccardi con il direttore generale della Salute Gianna Zamaro. (Foto Arc)

Prevenire i tumori: convenzione della Lilt Udine con Campoformido

“Investire nella prevenzione e nel controllo delle malattie croniche e tumorali per migliorare la qualità della vita e del benessere degli individui e della società in generale, promuovendo stili di vita sani e agendo in particolare nell’ambito della prevenzione dei fattori di rischio”. Si condensa in queste righe lo scopo, condiviso con impegno e determinazione dai contraenti, della convenzione firmata a Campoformido dal sindaco, Erika Furlani, e dall’ingegner Giorgio Arpino, da pochi giorni riconfermato alla presidenza della sezione friulana della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Grazie a quest’intesa – che fa seguito ad analoghe iniziative portate avanti dalla Lilt con altri Comuni friulani, ad esempio Martignacco e San Leonardo -, Campoformido ospiterà una serie di “serate informative di promozione della salute (la prima è in calendario per giovedì 19 marzo, alle 20, al centro civico in via Julia 43, a Basaldella) che verranno pubblicizzate anche con la collaborazione della farmacia Patini, il cui titolare dottor Pietro Patini ha partecipato alla cerimonia della firma ed ha assicurato il suo convinto appoggio.
La convenzione impegna inoltre la Lilt ad effettuare gratuitamente, ai residenti nel Comune di Campoformido, visite annuali di prevenzione di varie tipologie (a cominciare dalle visite senologiche) sia al Centro di Prevenzione e Ascolto Nella Arteni (ovvero nella sede udinese della Lilt in via Francesco di Manzano 15) sia negli spazi idonei e attrezzati che verranno messi a disposizione dal Comune di Campoformido. “Dai tumori, grazie alla ricerca, si guarisce sempre più; ma la prevenzione rimane sempre un dovere verso se stessi, verso la famiglia e la società, perché, come recita il Logo Lilt, Prevenire è Vivere“, ha sottolineato il presidente Arpino concludendo l’intervento che ha preceduto la firma della convenzione. Da parte sua, il sindaco ingegner Furlani ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile il concretizzarsi della collaborazione tra il Comune e la Lilt: in particolare, l’assessore alle Politiche assistenziali e sociali Brunella Micelli e il consigliere comunale Cristina Bevilacqua, che al contempo fa parte del Consiglio della Lilt stessa. Alla firma ha presenziato anche il vicepresidente e volontario della Lilt dottor Luigi Di Caccamo, già chirurgo e senologo.

Da sinistra, Arpino, Furlani, Micelli e Patini all’intesa con la Lega Tumori.

La sezione Friulana della LILT (Lega Italiana per la lotta contro i Tumori) Onlus, intitolata ad “Elio ed Enrico Morpurgo”, opera ad  Udine dal 1925 (è una delle sezioni più antiche d’Italia). Le due sedi sotto indicate sono aperte al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 09.30 alle 12.30.
Sezione Friulana Provincia di Udine “Elio ed Enrico Morpurgo” – Organizzazione di Volontariato 33100 UDINE – Via Francesco di Manzano, 15 – c.f. 94067980303 – www.legatumoriudine.it
Centro Medico di Prevenzione e Ascolto “Nella Arteni” – LILT 33100 UDINE – Via Francesco di Manzano, 15 – Tel 0432.548999 – Fax 0432.425058 – e-mail: udinelegatumori@virgilio.it
Segreteria e Presidenza 33100 UDINE – P.le S. Maria della Misericordia, 15 – c/o Az. Ospedaliero-Universitaria -Tel /Fax 0432 481802 – E-mail liltudine@gmail.com

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In copertina, il sindaco di Campoformido, Erika Furlani, con il presidente Arpino alla firma della convenzione con la Lilt Udine.

Coronavirus in Fvg tra allerta sanitaria e crisi economica

di Gi Elle

Il Coronavirus è dunque arrivato anche in Friuli Venezia Giulia, dove per ora si conta una decina di contagi. Ma, rispetto all’emergenza sanitaria in atto, le procedure adottate stanno funzionando e producono gli effetti sperati, consentendo di isolare con tempestività i casi ritenuti sospetti, validarne l’eventuale positività e ricostruire la filiera di contatti avvenuti sul territorio per limitare la diffusione: lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, che nella mattinata di ieri dalla sede della Protezione civile di Palmanova ha partecipato in videoconferenza al Comitato operativo presieduto dal commissario straordinario Angelo Borrelli. Finora dei nessuno dei casi risultati positivi ai tamponi presenta sintomi tali da rendere necessario il ricovero ospedaliero, ma tutti sono tenuti sotto stretta osservazione nei rispettivi domicili. Le autorità sanitarie hanno individuato e circoscritto la catena di contatti avuti dai casi positivi nei giorni scorsi e posto in isolamento preventivo anche le persone con le quali i pazienti hanno avuto rapporti più frequenti, indipendentemente dalla presenza di sintomi. I tamponi sinora effettuati sul territorio sono stati 215, le persone poste in quarantena domiciliare sono 68. E ora ecco un giro d’orizzonte su altre situazioni e problematiche, attingendo dalle informazioni Arc.

Attenzione sempre alta

Nel rispetto dell’emergenza nazionale, il Sistema sanitario regionale (Ssr) e la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia proseguono il loro lavoro adempiendo alle direttive in vigore, tenendo alta l’attenzione e monitorando la situazione. Questo il concetto espresso a Trieste dal vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia a margine della videoconferenza con il Governo dedicata all’emergenza Coronavirus. La Regione Fvg ha spiegato che restano attive tutte le misure adottate dal Ssr e dalla Protezione civile, come il servizio emergenza 112 del Nue, il numero verde, gli interventi per i Pronto soccorso, il triage e il potenziamento delle strutture per le malattie infettive.

Scuole e Università chiuse

Le attività didattiche in Friuli Venezia Giulia sono sospese per ulteriori sette giorni. Lo stabilisce, intervenendo su Università e scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi i servizi educativi dell’infanzia, un’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Massimiliano Fedriga. Il provvedimento, esecutivo dalla mezzanotte, rimarrà in vigore fino alle 24 di domenica

Vertice con le banche

Il governatore Fedriga e l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli oggi incontreranno i rappresentanti del sistema bancario regionale, al fine di condividere alcune azioni congiunte in relazione alla contingente emergenza sanitaria e alle conseguenti ricadute sul tessuto economico. La Regione intende, infatti, garantire in tempi brevi risposte concrete alle aziende penalizzate dalla difficile situazione economica derivante dall’individuazione in Italia e nel resto d’Europa di focolai di coronavirus e delle relative misure di contenimento dell’infezione. In tale contesto per la Regione è quindi fondamentale rafforzare il dialogo e la collaborazione con il sistema bancario del Friuli Venezia Giulia, per garantire alle aziende in difficoltà il necessario supporto.  L’incontro, fissato per le ore 12, si terrà a Trieste nella sala multimediale della sede della Regione, in via dell’Orologio 1.

Aiuti alle aziende

Superamento del regime “de minimis” per sostenere gli aiuti alle aziende, quattro milioni di euro a Confidi per nuove garanzie a favore delle imprese aventi sede legale o operativa nel territorio regionale. Ma anche sospensione per un anno del pagamento della quota capitale delle rate in scadenza di qualsiasi finanziamento agevolato concesso a valere sui fondi di rotazione amministrati dal Comitato di gestione del Frie ed infine attenzione agli operatori culturali affinchè possano modificare progetti già programmati. Sono questi alcuni dei principali provvedimenti che la Giunta regionale, su proposta del governatore Fedriga, ha approvato per fronteggiare l’emergenza. Le decisioni assunte andranno a modificare alcuni articoli del testo di legge Sviluppoimpresa che l’Aula sarà chiamata a discutere e approvare nella seduta di Consiglio di questa settimana. In quella sede, una volta che il provvedimento avrà ottenuto il via libera con le relative variazioni proposte dalla Giunta, le misure diventeranno immediatamente esecutive. Innanzitutto, l’Esecutivo regionale ha deciso che gli aiuti alle imprese non vengano concessi in applicazione – e con i limiti – della regola “de minimis”, superando quindi alcuni vincoli riguardanti le cifre massime concedibili alle singole aziende come regolamentato dalla legislazione europea. In secondo luogo, è stata prevista la possibilità di concedere, a valere sui Fondi di rotazione per gli interventi anticrisi a favore dei settori artigiano, manifatturiero, edile, commerciale, turistico e dei servizi, specifici finanziamenti agevolati per il consolidamento finanziario o il sostegno delle esigenze di credito a breve e medio termine conseguenti all’emergenza in atto. I sostegni potranno essere concessi anche senza l’acquisizione di garanzie reali o fideiussioni bancarie, assicurative o di garanzie rilasciate da Confidi o fondi pubblici di garanzia.

Interventi per la cultura

Un’altra misura prevista dalle decisioni della Giunta, permetterà alle imprese danneggiate dalla crisi economica conseguente all’emergenza epidemiologica da Coronavirus che già beneficiano di finanziamenti agevolati concessi a valere sui fondi di rotazione, la sospensione del pagamento di una rata se annuale o per periodo analogo se la rata è commisurata su frazione d’anno. L’Esecutivo ha deciso poi di assegnare 4 milioni di euro ai Confidi per la concessione di garanzia alle imprese che attualmente si trovano in situazioni di difficoltà legate al coronavirus. Tale cifra va ad aggiungersi a ulteriori risorse stanziate in passato per fronteggiare le crisi creditizie e che saranno ora destinate anche a sostenere le imprese coinvolte nella crisi in corso. Infine un ulteriore provvedimento è stato adottato a favore degli operatori culturali che stanno risentendo, al pari delle imprese, dei disagi derivanti dalle limitazioni imposte per far fronte al contenimento dell’emergenza sanitaria in atto. In via d’urgenza l’Esecutivo ha deciso di consentire agli operatori culturali, beneficiari di finanziamenti regionali, di modificare il programma delle attività dei progetti finanziati e di rendicontare anche le spese sostenute o da sostenere in conseguenza dalla sospensione di eventi, manifestazioni e attività per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

No a confini amministrativi

La Regione ha chiesto al Governo di prendere in considerazione il superamento dei confini amministrativi relativamente alla demarcazione delle aree interessate dai provvedimenti per l’emergenza Coronavirus, tenendo conto delle diverse situazioni epidemiologiche o le diverse distanze dai focolai, all’interno di una stessa regione. Evidenziando la problematica, la Regione ha fatto l’esempio della parte di territorio del Friuli Venezia Giulia più prossima alla provincia di Treviso, che rappresenta il cluster del Veneto, in cui nelle ultime ore si è registrato il maggior numero di casi. Nell’occasione la Regione, ribadendo la massima collaborazione con il Governo e il Comitato scientifico, ha anche rivolto un ringraziamento agli operatori della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia e a quelli del sistema sanitario regionale per l’impegno prodotto in questo particolare momento di pressione, culminato nell’ultima settimana con la messa in atto degli adempimenti relativi all’ordinanza siglata in condivisione con il Ministero della Salute. Un provvedimento, come ha spiegato la Regione, che è servito all’intera macchina organizzativa del Friuli Venezia Giulia per preparare le strutture ad affrontare un eventuale aggravamento del fenomeno, predisponendo tutta una serie di importanti misure, come ad esempio la separazione dei flussi nei Pronto soccorso e il piano di potenziamento dei ricoveri in terapia assistita.

Massima coesione politica

Un appello a tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio regionale affinché si realizzi una coesione più ampia possibile, al fine di sensibilizzare il Governo a prendere quelle misure di carattere economico che le categorie produttive del Friuli Venezia Giulia chiedono allo scopo di affrontare la crisi causata dall’emergenza. Questo il concetto espresso a Trieste dal governatore Fedriga. Come ha sottolineato la Regione, in questo momento sarebbe controproducente per il territorio fomentare attacchi strumentali e speculazioni politiche che rischiano di penalizzare fortemente una richiesta di sostegno economico che solo il Governo può garantire. Ciò anche in considerazione del fatto che l’Amministrazione regionale sta già provvedendo, al massimo delle sue possibilità, a destinare risorse e strumenti con i quali aiutare le imprese a superare le complicazioni generate dal clima di incertezza che stiamo attraversando.

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Il Comitato operativo su Coronavirus a Palmanova. (Foto Ciampalini)

Pordenone, al via il Servizio civile per 13 giovani

Si sono aperte le porte delle cooperative sociali aderenti al progetto del Consorzio Leonardo Pordenone per accogliere i giovani che svolgeranno un anno in Servizio civile. Nella sede di Confcooperative Pordenone si è tenuto un primo incontro di formazione in cui il presidente Luigi Piccoli ha presentato i due progetti (“Pordenone… Insieme è meglio” e “Diventare grandi insieme”), oltre alle modalità di affiancamento alle persone disabili e ai minori.
I giovani – dodici ragazze e un ragazzo – opereranno in queste sedi: il centro diurno di coop Acli a Cordenons, a Villa Jacobelli a Sacile e a La Pannocchia di Codroipo gestite da coop Fai, al centro diurno della Coop Futura a San Vito, al centro diurno della Coop Il Piccolo Principe a Casarsa, al centro residenziale della Coop Il Granello a San Vito e al Ponte a Ghirano di Prata, alla Comunità di accoglienza minori a Pordenone e al centro diurno di Maniago della cooperativa Laboratorio Scuola.
Nelle cooperative del Consorzio Leonardo sono passati in quasi dieci anni un centinaio di giovani, che hanno avuto la possibilità non solo di fare un’esperienza di vita stimolante ed arricchente, ma anche di entrare direttamente in un ambiente di lavoro strutturato. Anche coloro che partecipano quest’anno saranno seguiti da un tutor e riceveranno dall’Ufficio Nazionale del Servizio Civile 439,50 euro al mese. Nel quaderno dedicato a queste esperienze di Servizio civile – e scaricabile dal sito www.consorzioleonardo.pn.it – sono state raccolte alcune riflessioni di chi ha svolto il servizio in questi anni.
“Questo progetto – ha affermato il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – è la dimostrazione di quanto alla nostra organizzazione stia a cuore l’impegno formativo a favore delle giovani generazioni. E siamo molto soddisfatti che tra i sedici giovani del progetto che si è concluso un mese fa, due abbiano già trovato lavoro nelle cooperative sociali del Consorzio Leonardo”.

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In copertina e qui sopra i giovani che partecipano al Servizio civile nella sede di Confcooperative Pordenone.

Truffe in agguato fra gli artigiani: allarme in Friuli

Allarme  truffe, in Friuli, sugli impianti di messa a terra. Confartigianato Udine mette in guardia le aziende – 14.271 quelle interessate in provincia di Udine di cui 4.129 artigiane – dopo avere ricevuto da alcune imprese associate la segnalazione di visite per i controlli agli impianti di messa a terra da parte di organismi privati che dichiarano di essere incaricati dall’ispettorato, dall’Inail o ancora dalle Aziende sanitarie. Equivocando sul ruolo e paventando responsabilità penali e sanzioni amministrative a carico delle imprese, hanno fatto firmare alle aziende dei contratti per la verifica degli impianti, indicando in taluni casi, del tutto arbitrariamente, periodicità più stringenti (ogni 2 anni anziché ogni 5) rispetto a quelle previste dalla norma. “Attenzione a queste truffe – avverte il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -: l’invito è a rivolgersi subito ai nostri uffici o a quelli delle associazioni dei consumatori per analizzare la situazione e cercare una soluzione che consenta alle imprese cadute nella truffa di uscirne senza penalizzazioni”.

E’ utile ricordare – come informa una nota di Confartigianato Udine – che l’obbligo giuridico della verifica periodica degli impianti elettrici di messa a terra è carico del datore di lavoro e che lo stesso, ai sensi del Dpr 462/01 e del D.Lgs 81/08, è tenuto ad effettuare, ai fini della sicurezza, una regolare manutenzione del proprio impianto. Detto questo, in regione la normativa prevede che il datore di lavoro possa scegliere di rivolgersi per tali controlli periodici o ad organismi notificati, che hanno ottenuto l’autorizzazione da parte del ministero delle Attività Produttive, oppure ai servizi impiantistici delle Ass territorialmente competenti. Oltre a tali organismi notificati, le Ass (per le verifiche periodiche) e l’Inail (per la prima verifica a campione) possono eseguire le verifiche, sia la prima a campione che quelle periodiche, che non possono essere delegate ad alcun soggetto terzo.

A chi avesse dunque inavvertitamente firmato qualche documento contrattuale e non volesse dar seguito a questo consenso, ottenuto con fraudolenza, il consiglio dell’associazione è quello di verificare con attenzione le clausole di recesso. “Non dobbiamo sottovalutare l’importanza di una periodica verifica dell’efficienza degli impianti – dichiara il capocategoria degli impiantisti di Confartigianato Udine, Adriano Stocco – anche di quelli domestici perché spesso il luogo che riteniamo il più sicuro, casa nostra, nasconde potenziali pericoli. E non dobbiamo dimenticare la necessità di dimostrare di aver periodicamente manutentato e verificato gli impianti dei luoghi di lavoro. Il decreto Milleproroghe ha infatti introdotto, per tutti i datori di lavoro, l’obbligo di comunicare al Civa (l’applicativo messo a disposizione dall’Inail per la gestione informatizzata di servizi di certificazione e verifica) il controllo degli impianti di terra”.

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In copertina, il presidente Tilatti durante una  cerimonia inaugurale.

Regione Fvg al Governo: sostegno all’economia dopo i danni Coronavirus

La Regione Fvg intende sostenere le attività economiche del territorio colpite dalla crisi legata all’emergenza Coronavirus attraverso misure di aiuto e contributi oltre il limite prestabilito dalla Commissione europea con il regime “de minimis”. È quanto comunicato al ministro dello Sviluppo economico dal governatore Massimiliano Fedriga, il quale -come informa l’Arc – ha rimarcato l’eccezionalità degli eventi conseguenti all’emergenza epidemiologica che stanno colpendo il tessuto produttivo regionale: carenza di forniture per le attività manifatturiere, crollo del settore turistico e contrazione delle attività commerciali.
Contestualmente il presidente della Regione ha richiesto al ministro un confronto urgente per condividere interventi straordinari di sostegno economico a favore del territorio Fvg ritenendo che, nell’ambito dei fondi già stanziati a livello nazionale con il decreto legato all’emergenza sanitaria in atto, si tenga adeguatamente conto delle diverse criticità locali.

“Riaprire le scuole”

Al momento il Friuli Venezia Giulia non registra casi positivi al Coronavirus. L’aggiornamento è stato reso noto al termine del Comitato operativo in collegamento con il Dipartimento nazionale di Protezione civile dal vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. In Friuli Venezia Giulia – riferisce l’Arc – sono stati effettuati finora 160 tamponi e i casi sotto osservazione sono una dozzina. Nessuna decisione in merito alla riapertura delle scuole per lunedì è stata presa finora, ma la posizione dell’Amministrazione regionale va nella direzione di una riduzione delle restrizioni dell’ordinanza, guardando con pragmatismo alla ricerca di un recupero della normalità, pur continuando a garantire attiva la macchina dell’emergenza del Servizio sanitario regionale. In queste ore il Friuli Venezia Giulia sta cercando una convergenza su questo obiettivo, tenendo in considerazione le posizioni delle altre Regioni, e in particolare quella del vicino Veneto, cercando di raggiungere una scelta condivisa.La Regione, è stato ribadito, è consapevole della necessità di comunicare con tempestività la decisione riguardante la riapertura delle scuole, per consentire alle famiglie di organizzarsi, ma è stato anche precisato che si tratta di un’ordinanza che andrà presa d’intesa con le Regioni su proposta del ministero della Salute.

I numeri telefonici attivi

Ricordiamo che, oltre al numero telefonico 112 riservato alle emergenze (da contattare in caso di sintomi riconducibili al Coronavirus, quali febbre uguale o superiore ai 37,5°C, mal di gola e tosse), sarà possibile contattare anche il numero verde 800500300 per chiarimenti e delucidazioni sulle indicazioni comportamentali previste dall’ordinanza ministeriale. Come ha sottolineato la Regione, con questo sistema si punta a offrire un ulteriore strumento di risposta alle richieste dei cittadini a fronte dell’emergenza sanitaria in atto.

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In copertina, il governatore Fvg Massimiliano Fedriga.

Educazione finanziaria: cinque studenti udinesi primeggiano a Roma

Su 20 posti per studenti da tutta Italia, ben cinque se li sono aggiudicati quelli del Friuli Venezia Giulia, vincendo una tre-giorni intensiva alla Winter School di Roma nell’ambito del progetto #iopensopositivo, dove approfondire i temi dell’educazione finanziaria. Cecilia Nadalini del Liceo classico Stellini, Carlo Novello del liceo scientifico Marinelli, Luca Morandini, Paola Mulligh e Valentina Fabbro, dell’Istituto Tecnico Deganutti, sono infatti risultati tra i migliori a livello nazionale al test in educazione finanziaria dello speciale percorso informativo e formativo, promosso in regione dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, voluto dal Ministero dello Sviluppo economico e da Unioncamere, in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Il progetto si propone, appunto, di diffondere in modo innovativo le conoscenze finanziarie tra i giovani che frequentano i tre anni conclusivi della scuola di secondo grado e lo scorso ottobre c’era stata la tappa udinese in Sala Valduga, dove gli studenti hanno partecipato a una lezione e a un test interattivo avviando il percorso formativo. Da lì sono stati poi selezionati i migliori risultati a livello nazionale, per far parte della Winter School all’Universitas Mercatorum.

I ragazzi sono stati informati sulla necessità di possedere una corretta percezione delle proprie risorse economiche e di rinforzare la consapevolezza delle difficoltà e dei rischi quando si intraprendono investimenti e si avviano iniziative di micro-imprenditorialità.
L’adesione al progetto e alla piattaforma di gioco-test www.ipensopositivo.eu è stata capillare su tutto il territorio italiano. Sono stati incontrati oltre 1.500 studenti del triennio finale delle scuole superiori, da Udine a Catania, passando per Brescia, Firenze e Bari. Gli eventi del progetto, catalizzati dalle Camere di commercio del territorio, dagli uffici di Alternanza Scuola-Lavoro e dal Salone dello Studente hanno permesso un’ampia promozione che ha coinvolto giovani studenti e professori interessati. Il percorso didattico in piattaforma, fruibile da desktop o mobile, composto da sei moduli, ha approfondito in modo innovativo le conoscenze finanziarie attraverso contenuti sviluppati seguendo un percorso narrativo in graphic animation.

L’iniziativa finale di tre giorni ha visto coinvolti gli studenti in lezioni con docenti dell’Universitas Mercatorum sui temi di finanza e gestione d’impresa; sono stati inoltre invitati giovani startupper che hanno testimoniato la propria esperienza di imprenditorialità. La tre-giorni si è conclusa con un’attività che ha visto gli studenti impegnati in prima persona nella creazione di un business plan traducendo, infine, l’idea imprenditoriale in un elevator pitch.

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In copertina e qui sopra l’incontro all’Universitas Mercatorum.

Coronavirus, il Fvg allo Stato: “Aiuti imprese e lavoratori”

Sono molto gravi le ripercussioni del Coronavirus sul tessuto economico del Friuli Venezia Giulia, tanto che la Regione cerca di correre ai ripari chiedendo allo Stato l’estensione degli ammortizzatori sociali e, più in generale, di misure straordinarie di sostegno per le imprese e i lavoratori al fine di contenere e arginare le ricadute dell’emergenza sanitaria. È questo, in estrema sintesi, quanto l’Amministrazione Fvg ha chiesto al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con una nota ufficiale firmata dall’assessore al Lavoro, Alessia Rosolen, illustrata questa mattina in sede di Tavolo regionale di Concertazione. Nel contempo, ha rivolto al Governo centrale anche un’ulteriore richiesta: allargare alle Regioni che applicano l’ordinanza sul Coronavirus i tavoli convocati alla presenza di organizzazioni sindacali e parti sociali. La Regione Fvg – come informa una nota Arc – ha voluto anche sottolineare le motivazioni di questa comunicazione: tenuto conto delle competenze normative e amministrative delle materie prese in esame, ogni singola norma può essere emanata solo dal Governo centrale e tutte le azioni possono partire da Roma e dalle istituzioni nazionali. Non è possibile, infatti, prescindere dalla consapevolezza degli effettivi margini di intervento di ogni singolo soggetto istituzionale. Pertanto, non si tratta solo di un problema di risorse che – ovviamente – deve essere posto, ma anche di strumenti concreti.

Norme subito operative

Alla luce dell’eccezionalità della situazione che viene monitorata in tempo reale, la Regione ha inoltre evidenziato la necessità che ogni misura di sostegno alle imprese e ai lavoratori, anche tramite l’estensione dei vigenti ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro – in corso di definizione da parte del Governo -, trovi immediata applicazione anche nel Friuli Venezia Giulia.
Attraverso un costante raccordo con le parti sociali, l’Amministrazione regionale ha già avuto modo di verificare, inoltre, le pesanti ricadute che l’emergenza in oggetto sta determinando sull’intero tessuto economico del Friuli Venezia Giulia, tali da richiedere interventi immediatamente attuativi di sostegno straordinario. La Regione rimane quindi a disposizione, in ossequio al principio di leale collaborazione fra le istituzioni della Repubblica, per ogni consultazione ritenuta utile al fine della pronta attuazione sul territorio regionale delle misure richieste per affrontare la crisi in atto.

Non solo le “zone rosse”

Ma non solo. Il governatore Massimiliano Fedriga ha chiesto che il Governo inserisca tutte le Regioni nel riparto dei fondi straordinari per l’emergenza Coronavirus e non limiti i provvedimenti alle cosiddette “zone rosse”. E questo alla luce dei danni all’economia legati alla situazione di allarme che ha investito indistintamente tutti i settori produttivi del Paese.
È pertanto non solo opportuno bensì imprescindibile, secondo l’Amministrazione regionale, che le misure di sostegno al tessuto economico e sociale non vengano indirizzate esclusivamente alle aree dove si sono registrati i casi di Coronavirus, ma a tutti quei territori che hanno pagato e stanno continuando a pagare le conseguenze del grave contesto di crisi che l’intera comunità nazionale sta suo malgrado attraversando.

Guai a notizie infondate

Chi diffonde irresponsabilmente notizie infondate legate al Coronavirus, attraverso i canali di comunicazione e i social, sarà denunciato all’autorità giudiziaria e perseguito secondo le prescrizioni di legge. Questo il concetto espresso dal vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. L’Amministrazione Fvg sta compiendo ogni sforzo possibile, come ha sottolineato l’assessore, per gestire un fenomeno complesso e non c’è bisogno di comportamenti che alimentino immotivate preoccupazioni, atteggiamenti ingiustificabili e incoscienti che purtroppo si stanno moltiplicando in queste ore. Oltre a generare inutili apprensioni e inquietudini, le “notizie fai da te” e il ripetersi di allarmi infondati stanno inoltre aumentando la pressione sul sistema regionale che sta gestendo l’emergenza. Come informa ancora l’Arc, l’Amministrazione regionale sta operando nella massima trasparenza e tiene costantemente informati i cittadini sul lavoro svolto, confermando che al momento non c’è alcun caso in Friuli Venezia Giulia risultato positivo al tampone. La Regione ha infine ribadito che solo la Protezione civile, con il Servizio sanitario regionale, è l’autorità deputata a rilasciare informazioni e aggiornamenti sul tema. Ogni altra fonte è da ritenersi non attendibile.

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In copertina, l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen.