Coop pordenonesi a fianco delle famiglie con disabili

Con la chiusura dei centri diurni per disabili, l’assistenza non si ferma sul territorio del Friuli Occidentale e, se le misure precauzionali messe in campo per prevenire e ridurre il contagio da Coronavirus portano a un carico maggiore di impegno le famiglie in cui vivono persone con disabilità, al loro fianco continua, seppur a distanza, il lavoro degli educatori delle cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone – Federsolidarietà: Piccolo principe, Granello, Futura, Ponte, Solidarietà familiare, Giglio, Acli. Educatori che non si sono mai fermati, rinnovando con grande creatività e senso di responsabilità il proprio lavoro.
Sono un centinaio le persone disabili coinvolte. La sospensione o la riduzione di servizi di supporto, in presenza di gravi disabilità, rischia di gravare sulla spalle di chi ogni giorno si prende cura di queste persone, ovvero i familiari e per questo cooperative sociali non si sono affatto fermate cercando di fronteggiare lo straordinario carico assistenziale delle famiglie con la proposta di nuovi servizi anche a distanza, con grande attenzione e sensibilità.

“In questo momento così delicato di emergenza, ci teniamo a far sapere che tutte le realtà del nostro territorio stanno cercando di tenere monitorate le situazioni di famiglie con a carico una persona con disabilità via telefono, con chiamate più volte alla settimana della durata di oltre 30 minuti – afferma Giuliana Colussi, referente provinciale cooperative sociali Confcooperative Pordenone – Federsolidarietà -, con diversa intensità a seconda dell’organizzazione e a seconda delle singole situazioni degli utenti. Si sta mettendo in campo una assistenza a distanza con molta creatività e grande disponibilità da parte degli educatori professionali: c’è chi tiene i contatti con videochiamate e cerca di coinvolgere gli utenti a casa, chi con brevi videoclip ha strutturato un’attività al mattino e una al pomeriggio, chi si è organizzato o si sta organizzando per una consulenza psicologica a distanza. Tutto questo per supportare le famiglie e in linea con i protocolli in atto con l’Azienda sanitaria Friuli occidentale”.

Diversi gli esempi positivi delle azioni intraprese. Ecco alcuni esempi: da Opera Sacra Famiglia il progetto “Specialmente a casa” con l’elaborazione di videoclip per fare attività da casa e quindi occupare le giornate degli utenti oppure quello di supporto per le famiglie in via di elaborazione da parte della cooperativa Acli per sei utenti del centro diurno e l’attività di supporto psicologico gratuito proposto dalla cooperativa Futura di San Vito al Tagliamento, in via di attivazione. Tutte le cooperative inoltre hanno avviato un sistema di chiamate telefoniche, anche più di una volta al giorno, per sentire esigenze e problematiche delle persone e delle famiglie.
“Le cooperative sociali – ha concluso Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone e del Consorzio Leonardo – sono sempre al fianco delle famiglie anche in questo momento così difficile, segno di come i valori cooperativi non vengono meno neanche nelle situazioni di emergenza. Come Confcooperative Pordenone stiamo anche inserendo tutte queste buone pratiche nell’Operazione “Solidarietà Cooperativa”, con la quale puntiamo a fornire strumenti utili per il presente e per il futuro”.

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In copertina, Giuliana Colussi  referente di Confcooperative Pordenone-Federsolidarietà.

Artigiani del Friuli solidali: a giorni 30 mila mascherine

di Gi Elle

Mancano le mascherine per proteggersi dal Coronavirus. Sono state promesse e starebbero finalmente per essere distribuite nei Comuni anche della nostra regione. Ma, comunque, si teme che non ne arrivino abbastanza. Tanto che la Protezione civile Fvg ha diramato un appello, al quale ha immediatamente risposto il mondo artigiano del Friuli. Le aziende del settore moda, nella gran parte dei casi ferme, non rientrando – salvo le tessiture – nell’elenco dei codici Ateco che possono continuare a produrre, hanno deciso infatti di riconvertirsi temporaneamente per realizzare proprio mascherine. Mossi i primi passi una settimana fa, grazie all’iniziativa della capocategoria e componente del direttivo nazionale del comparto moda di Confartigianato, Gloria De Martin, in pochi giorni l’impegno si è tramutato in una rete costituita da una decina di imprese di cui tre “capofila” e un ordine di 30mila pezzi da consegnare prima possibile.

Graziano Tilatti


Il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, commenta l’iniziativa con entusiasmo. “Ancora una volta il mondo artigiano sta dimostrando il grande spirito di solidarietà che da sempre lo anima. Dinanzi alla necessità urgente di mascherine, i nostri artigiani si sono messi all’opera e stanno lavorando in rete, con grande professionalità e sobrietà, chi direttamente per la Protezione civile regionale, chi per i privati cittadini, le imprese e gli ospedali. A questi ultimi abbiamo “ordinato” alcune centinaia di mascherine: alcune saranno adoperate in associazione, altre verranno donate all’ospedale di Udine dove i sanitari hanno già avuto occasione di apprezzarne la grande qualità”.

Alla Blu Notte…

… e alla Tessitura Carnica.

Mentre a livello nazionale si cercava di mettere a punto un sistema per certificare la produzione dei Dpi, gli artigiani friulani hanno deciso di mettersi all’opera subito, bypassando il problema burocratico. “Se aspettavamo la certificazione passava anche l’emergenza”, dichiara Gloria De Martin che ha quindi invitato le aziende del comparto a mettersi a disposizione. “Hanno risposto in molte, ma i tempi per organizzarsi, considerata anche la difficoltà a reperire le materie prime, dal tessuto all’elastico, non hanno consentito a tutti di mettersi ancora all’opera. A oggi sono una decina di attività che stanno lavorando”. Per la protezione civile e non solo.
Alla testa di questa impresa diffusa ci sono la Tessitura Carnica di Villa Santina, Blu Notte di Pasian di Prato e Di Due di Gonars. “Ci siamo sentiti in dovere di rispondere all’appello della Protezione civile, non per guadagnarci ma per spirito solidaristico. Nella manifestazione d’interese abbiamo formulato un prezzo di fornitura che ci consente appena di coprire i costi – spiega Giuseppe Tonon, titolare della Tessitura Carnica -, ma il fine è quello di dare una mano anche noi alla Protezione civile regionale, che è fatta soprattutto di volontariato, e di non mettere in cassa integrazione i nostri dipendenti”.

Iniziata nei giorni scorsi, la produzione sta aumentando di ora in ora. Gli artigiani lavorano no stop. Anche sabato e domenica. Con l’obiettivo di arrivare, a regime, a produrre 3.500 mascherine a giornata, più quelle realizzate dalle piccole imprese coinvolte da Confartigianato. “Per le aziende che volessero darci una mano abbiamo preparato kit da 1.000 mascherine – fa sapere dal canto suo Andrea Zuccato, titolare di Blu Notte, sceso in campo assieme al fratello Fabio, a sua volta titolare di un’azienda artigiana (la Metal project) -. Così, anche le imprese meno strutturate possono partecipare a questa iniziativa. Basta una macchina da cucire lineare piana, senza grandi accessori. Ce l’hanno tutte le aziende del settore”.
Legata ora soprattutto alla fornitura per la Protezione civile Fvg, l’attività della rete punta a non fermarsi qui, ma a proseguire, al servizio di aziende, ospedali o enti che avessero a loro volta necessità di mascherine. “Abbiamo il know how e la capacità produttiva per rispondere a questa esigenza – conclude Zuccato -. Invitiamo dunque chiunque avesse bisogno di questo tipo di presidio a contattarci”.

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In copertina Gloria De Martin e qui sopra mascherine della sua azienda.

Dalla prima casa al reddito perso: Civibank sospende i mutui

Si amplia il ventaglio di misure di sostegno messo in campo da Civibank per affrontare l’emergenza sanitaria ed economica in atto. Il Dl 18/2020 (“Cura Italia”) inerente la sospensione dei mutui interviene per gli accadimenti più gravi che possono coinvolgere i mutuatari e le loro famiglie (morte, perdita del lavoro, grave invalidità) tramite il Fondo di solidarietà mutui “prima casa”.
In questo delicato momento esistono altre motivazioni che possono portare a difficoltà temporanee nel pagamento delle rate dei mutui, per questo, al di là dei provvedimenti di legge, la Banca presieduta da Michela Del Piero offrirà ai propri clienti, per motivate ragioni, basate principalmente su un’effettiva momentanea riduzione o assenza di reddito, la possibilità di sospendere temporaneamente il rimborso delle rate dei finanziamenti.
Il periodo di sospensione non esclude il futuro ricorso ad altre forme di aiuto, anche pubblico, che potrà essere messo a disposizione nell’emergenza contingente. E proprio in considerazione dell’emergenza in atto, al fine di assicurare la massima tempestività possibile nella risposta, Civibank intende definire un iter accelerato e semplificato delle procedure di istruttoria delle richieste di sospensione dei finanziamenti per le famiglie, che consentirà di andare ulteriormente incontro alle esigenze dei richiedenti.
Le 64 filiali della Banca di Cividale in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto restano aperte per assistere anche in questa fase critica la clientela, seppur con orario ridotto e previo appuntamento, per le operazioni più urgenti. Sul sito Internet dell’Istituto sono stati resi disponibili gli aggiornamenti circa le modalità operative delle misure adottate.

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In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero.

Coronavirus, via libera ai primi 400 mila euro per le imprese friulane

Prima importante risposta economica per far fronte in Friuli ai grossi problemi causati dalla pandemia di Coronavirus. La giunta della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, presieduta da Giovanni Da Pozzo, ha infatti varato il “Bando credito straordinario Covid”. Per sostenere le imprese favorendo l’accesso al credito, in collaborazione con i Consorzi Garanzia Fidi, l’ente ha dunque dato il via libera, nella seduta di questo pomeriggio, a un primo stanziamento di urgenza di 400 mila euro. L’intervento economico viene garantito tramite l’abbattimento delle commissioni di garanzia rilasciate da Confidi o fondi pubblici di garanzia che le aziende richiedano per ottenere un credito straordinario necessario ad affrontare l’emergenza.
L’agevolazione concedibile per ciascuna impresa consiste in un contributo a fondo perduto, in conto capitale nella percentuale del 100%, delle spese sostenute. Il contributo massimo è pari a mille euro per richiedente. Le domande saranno presentabili a partire dal 31 marzo e fino al 31 luglio.
“Si tratta di piccoli contributi, ma sono subito a disposizione delle imprese e speriamo possano essere d’aiuto – ha spiegato Da Pozzo –. Ci siamo adoperati, assieme agli uffici, per rendere più agevole possibile la presentazione delle domande da parte delle imprese, semplificando al massimo il carico burocratico”. Le aziende dovranno infatti presentare solo le delibere di ottenimento del finanziamento e della garanzia, con l’attestazione del pagamento. Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni e il plafond è stato ricavato in via d’urgenza grazie alla revisione di alcune poste del bilancio camerale e a risparmi di spesa.
“In giunta abbiamo fatto questo primo passo, ma sicuramente ne seguiranno altri nelle prossime settimane – ha confermato il presidente Da Pozzo –: siamo di fronte a una situazione eccezionale e di grandissima complessità, ma saremo in prima linea. Siamo tutti impegnati, assieme al nostro personale, per riorganizzare il lavoro in modo da essere di maggior servizio possibile alle imprese che si rivolgeranno a noi, anche rendendo rapide tutte le liquidazioni”.

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In copertina, il presidente della Camera di commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo.

Alla Camera di commercio Pn-Ud uffici chiusi salvo i servizi essenziali

Alla luce delle più recenti disposizioni del Governo in seguito all’emergenza Coronavirus, per la sicurezza degli utenti e del personale, anche gli uffici della Camera di Commercio di Pordenone-Udine restano chiusi al pubblico, a eccezione dei servizi pubblici essenziali, accessibili comunque solo su appuntamento e nelle giornate di martedì e venerdì dalle 8.30 alle 12.30.

I servizi essenziali – informa una nota camerale – comprendono il rilascio di certificati e visure registro delle imprese (possibili anche online da remoto), la vidimazione dei formulari rifiuti e registri carico-scarico (per appuntamenti: Udine 0432.273213 – registro.imprese@ud.camcom.it e Pordenone 0434.381264 – registro.imprese@pn.camcom.it), nonché i Certificati commercio estero come Certificati d’origine, se ancora non si accede alla modalità “stampa in azienda”, visti per l’estero, carnet (appuntamenti: Udine 0432.273502 – commercioestero@ud.camcom.it e Pordenone 0434.381238 – estero@pn.camcom.it). Si può inoltre contattare l’ufficio Brevetti (per appuntamenti: Udine 0432.273560 – brevetti@ud.camcom.it e Pordenone 0434.381247 – regolazione.mercato@pn.camcom.it), nonché chiedere il rilascio di carte tachigrafiche (appuntamenti: Udine 0432.273529 – tachigrafo.card@ud.camcom.it e Pordenone 0434.381247 – regolazione.mercato@pn.camcom.it). Infine, per la cancellazione protesti, appuntamenti a Udine tramite 0432.273204 – protesti@ud.camcom.it e a Pordenone attraverso 0434.381247 – regolazione.mercato@pn.camcom.it.
Come già comunicato, la sede di Tolmezzo resterà chiusa. Per informazioni: cciaapnud.tolmezzo@pnud.camcom.it.

Il Call Center Registro Imprese, al numero 848 800 410, resta attivo da lunedì a venerdì, festivi esclusi, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17. Il servizio è accessibile da rete fissa da tutto il territorio nazionale al costo di una telefonata a tariffa urbana Telecom. La Camera aggiornerà queste disposizioni in conseguenza di ulteriori direttive del Governo centrale. Gli altri uffici sono contattabili ai loro indirizzi email, come evidenziato sul siti www.pn.camcom.it e www.ud.camcom.it
Infine, fino al 3 aprile, il rilascio e il rinnovo di nuovi dispositivi di firma digitale è sospeso a eccezione dei casi di comprovata urgenza ed è sospeso anche il servizio di attivazione dell’identità digitale SPID. Per la Dichiarazione MUD è stata prorogata la scadenza al 30 giugno prossimo.

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di commercio.

Coronavirus, generosa in Fvg la risposta dei donatori di sangue

“Ringrazio i donatori di sangue del Friuli Venezia Giulia che in pochi giorni hanno garantito il ripristino delle scorte di sangue in tutti gli ospedali della nostra regione”. E’ il messaggio di gratitudine che il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha rivolto – come si legge in una nota Arc – a tutti i generosi donatori attraverso i rappresentanti delle associazioni e delle federazioni dei donatori di sangue della regione, dopo gli appelli lanciati mentre andava intensificandosi l’emergenza da Coronavirus.
Nel corso della videoriunione con l’esponente della Giunta Fedriga sono state illustrate le azioni intraprese dal sistema trasfusionale del Friuli Venezia Giulia per contrastare il calo delle donazioni registrato nelle scorse settimane a causa della crisi Covid-19: in particolare, l’attivazione dell’agenda di prenotazione unica regionale, con la quale ora è possibile fissare la propria donazione in tutti i centri trasfusionali contattando il call center regionale salute (0434223522, dal lunedì al venerdì dalle ore 7 alle ore 19, al sabato dalle 8 alle 14) o la propria associazione. È stato, inoltre, ricordato che la donazione di sangue è sicura e che non esiste rischio di contagio da Coronavirus tramite le donazioni e le trasfusioni: per garantire al massimo la salute dei donatori sono state comunque attivate specifiche precauzioni, tra cui l’accesso contingentato e solo su prenotazione dei donatori ai centri trasfusionali.

Riccardi col presidente Fedriga.

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In copertina, ecco le sacche per la raccolta dei sangue dei donatori.

Alla Futura di San Vito cento mascherine dal maglificio di Chions

Bel gesto di solidarietà ai tempi di Coronavirus fra Chions e San Vito al Tagliamento. Il Maglificio Ma.Re. ha infatti donato oltre un centinaio di mascherine alla sanvitese Futura, aderente a Confcooperative Pordenone. Nel giorno in cui sui giornali sono state presentate le nuove mascherine in cotone idrorepellente nate dalla joint venture tra la nota azienda friulana e la Extrano srl di Azzano Decimo, anche alla cooperativa, che si occupa di inclusione sociale e lavorativa di persone con disabilità, si festeggia la capacità innovativa del territorio pordenonese. Soprattutto si celebra la solidarietà che proprio in questi momenti si mostra ancora più evidente nelle sue ricadute positive.
“Conosciamo il Maglificio Ma.Re. da tanti anni, sono sempre stati attenti al sociale – spiega Gianluca Pavan, presidente della coop Futura che ha attivi tre reparti di lavoro –. Ho saputo che si stavano organizzando per riconvertire la produzione per la realizzazione di mascherine e li ho chiamati. Come tutti i grandi lavoratori, non hanno perso tempo in chiacchiere e senza chiedere nulla ci hanno donato più di cento mascherine per far fronte all’emergenza. Probabilmente questo atto sarebbe passato inosservato, ma è importante che si sappia quanto sono importanti questi gesti: permettono a noi, una realtà sociale che si occupa di persone fragili di continuare a lavorare e di farlo in piena sicurezza e, quindi, di non creare disoccupati proprio tra le fasce più deboli. Lavoro, sicurezza e solidarietà: sono queste le parole chiave del presente e lo saranno certamente anche del prossimo futuro. Siamo certi che con queste premesse… andrà tutto bene”.

La cooperativa Futura si occupa, come detto, di inclusione sociale per persone con disabilità e/o svantaggio sociale e ha realizzato un vero e proprio polo per l’inclusione lavorativa, una fabbrica che offre lavori di assemblaggio, confezionamento e grafica per aziende del territorio. Quest’azienda, “socialmente innovativa”, utilizza dei metodi di gestione che consentono a persona con disabilità fisica o intellettiva, o appunto svantaggio sociale, di partecipare al lavoro e non dipendere solo dal sistema sociale e sanitario.
Il Maglificio Ma.Re di Chions ha sempre avuto una particolare attenzione per il sociale. Da oltre cinquant’anni produce capi intimi e maglie polo sul mercato internazionale e tra la settantina di dipendenti che lavorano attualmente in azienda è inserito un 7% di lavoratori svantaggiati, in linea con quanto previsto dalla Legge numero 68/99. Non si tratta di un atto dovuto o timore per le sanzioni economiche: è il risultato di un forte radicamento nei valori e nell’etica dei suoi fondatori, a cui l’azienda fa ancora oggi riferimento nelle scelte amministrative e commerciali.

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In copertina, nella foto d’archivio, la famiglia Bressan, titolare del Maglificio Ma.Re., Paolo Belluzzo (in carrozzina), redattore di Futura, e Gianluca Pavan (a destra), presidente della cooperativa sociale.

Dal Fvg subito solidarietà a Zagabria colpita dal sisma

di Gi Elle

Non bastava Coronavirus con tutti i disastri che la pandemia sta creando ovunque. In Croazia domenica si è scatenato pure il terremoto, causando danni ingenti anche a Zagabria, la bellissima capitale. Una calamità che ha suscitato emozione in Friuli Venezia Giulia, riportando la memoria di chi ha una certa età a quel 6 maggio 1976 che devastò una vasta area del nostro territorio. E proprio memore della solidarietà ricevuta quasi 44 anni fa da tutto il mondo, la nostra Regione ha subito offerto il suo aiuto alla vicina nazione della ex Jugoslavia.

Le tende destinate alla Croazia.


Così, ieri sera, grazie alla collaborazione del Reggimento logistico Pozzuolo del Friuli di stanza nella caserma Lesa a Remanzacco, è partita alla volta di Zagabria una colonna di cinque mezzi militari pesanti e uno della Protezione civile Fvg con a bordo dodici militari e due volontari. Sono stati caricate sui mezzi 30 tende per allestire 240 posti letto. Ne ha dato notizia – attraverso una nota Arc – il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, precisando che “lo sforzo in questo momento di emergenza nazionale per il Coronavirus si moltiplica e richiede aggiuntive precauzioni per portare soccorso rispettando tutte le norme di igiene e protezione a tutela dei volontari e militari e delle popolazioni”.
“L’impiego di volontari è stato calcolato e ridotto alle estreme necessità – ha spiegato Riccardi – e si compone di un volontario appartenente al corpo pompieri volontari Trieste di madrelingua croata e di un funzionario della Protezione civile di Palmanova che guidano la missione con dieci militari del Reggimento”. E ha aggiunto: “Anche se la nostra regione sta vivendo l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, il Friuli Venezia Giulia sarà comunque in prima linea verso i territori recentemente colpiti dal sisma che ha interessato la città di Zagabria”.  “Grazie per l’impegno in questa emergenza nell’emergenza. Il Friuli Venezia Giulia, terra che ben conosce la tragedia del terremoto, dimostra ancora una volta la sua forza solidale”,  ha detto l’assessore salutando i volontari e i militari partiti da Palmanova per la missione di aiuto alla popolazione di Zagabria.
Il vice del presidente Massimiliano Fedriga, responsabile appunto della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, già dalla mattinata di domenica si era messo in contatto con le autorità croate al fine di garantire i soccorsi con i quali far fronte alle prime necessità legate all’emergenza conseguente alle due forti scosse di terremoto che hanno interessato Zagabria. “Come è accaduto in passato per altre simili circostanze – ha aggiunto Riccardi -, anche in questo caso la nostra regione, che per prima ha sperimentato il bisogno di avere un supporto tecnico e logistico in caso di emergenza, è pronta a fare la propria parte. Certamente questo è un momento difficile anche per noi, ma non per questo non tendiamo la mano a chi adesso ne ha bisogno“.

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In copertina e qui sopra tre immagini della partenza ieri sera della colonna.

(Foto Arc Pozzetto)

Coronavirus, in Fvg 26 milioni per imprese e liberi professionisti

Molto preoccupante la crisi economica scatenata da Coronavirus. Così, per cercare di correre ai ripari, l’Amministrazione regionale, su proposta dell’assessore alle Attività produttive e al Turismo Sergio Emidio Bini, ha approvato tre delibere, in applicazione della legge regionale 3/2020, che stabiliscono i criteri e le modalità per la concessione dei finanziamenti agevolati e delle garanzie a favore delle imprese danneggiate. Le liquidità disponibili per i finanziamenti a valere sulle Sezioni anticrisi (amministrate dal Comitato di gestione del Frie) ammontano a 16,5 milioni di euro, di cui 2,3 a favore delle imprese artigiane e 14,2 per le imprese commerciali, turistiche e di servizio. Le garanzie, assegnate ai Confidi, sono pari a 9,5 milioni, alle quali si aggiungeranno ulteriori contribuzioni, con la stima di attivare un moltiplicatore di 5.
“Due le innovazioni principali – ha spiegato Bini attraverso una nota Arc -: l’estensione della platea dei beneficiari ai liberi professionisti, oltre alle imprese, e la previsione che sia applicabile un regime di aiuto alle imprese diverso dal regime de minimis”. Il cosiddetto “de minimis” non permette di superare i 200mila euro di aiuti alle imprese nel triennio senza obbligo di notifica all’Ue. “Si può ritenere che tale limite, in presenza di una pandemia – ha rilevato l’esponente della Giunta Fedriga -, possa essere sforato”.

Oggetto della prima delibera sono i finanziamenti agevolati, i quali vanno da un minimo di 5.000 a un massimo di 300.000 euro e che sono di due tipi: della durata massima di 10 anni per il consolidamento di debiti a breve termine (ossia, debiti di durata pari o inferiore a 18 mesi); della durata massima di 60 mesi per sostenere le esigenze di credito a breve e medio termine.
In deroga al regolamento delle Sezioni anticrisi, i finanziamenti agevolati sono concessi al tasso fisso dello 0,5 per cento, invece che dell’1, ed è abrogato l’obbligo di richiedere garanzie da parte della banca attuatrice (Banca Mediocredito Fvg); possono inoltre accedervi i liberi professionisti e tutte le imprese dei servizi, incluse quelle del settore dei trasporti. È stata introdotta la possibilità di un anno di preammortamento e le istruttorie del Comitato di gestione del Frie (che amministra anche le Sezioni anticrisi) sono state accorciate a 30 giorni (da 90). Le imprese potranno chiedere che il finanziamento per le esigenze di credito a breve o medio termine sia calcolato anche sulla media delle previsioni dei costi ammissibili relativi all’anno in corso e ai prossimi due e non soltanto, come attualmente previsto, sulla media dei consuntivi relativi ai tre anni passati. In aggiunta, sarà possibile chiedere nuovi prestiti delle Sezioni anticrisi anche per chi ne ha già usufruito in passato. Infine, il rischio di Banca Mediocredito Fvg in caso di perdite per mancata restituzione di tutto o parte del finanziamento è ridotto dal 20 per cento al 10 per cento.

Si considerano danneggiate dalla crisi emergenziale – informa ancora la Regione Fvg – le imprese che attestano una perdita di reddito nel semestre successivo al 23 febbraio 2020. Se la domanda di finanziamento agevolato è presentata prima che siano trascorsi sei mesi dalla data del verificarsi della crisi emergenziale, i dati finanziari per il periodo mancante sono stimati, in via presuntiva e in misura proporzionale, sulla base di quelli registrati fino alla data della domanda. Per effettuare il calcolo della perdita di reddito sono state previste diverse alternative in modo da consentire all’impresa attiva da almeno due anni di scegliere il metodo che ritiene più adeguato.
Due sono le delibere che riguardano i criteri sulle garanzie. La prima stabilisce che le risorse assegnate ai Confidi e finora riservate soltanto alla concessione di garanzie a favore delle imprese danneggiate dalla crisi bancaria di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza possono essere destinate alla concessione di garanzie alle imprese colpite dal Covid-19, le quali abbiano sede legale o operativa nel territorio regionale. Si tratta di risorse già liquidate ai Confidi regionali per complessivi 4 milioni di euro, di cui ancora disponibili circa 3,6 milioni. Il provvedimento odierno della Giunta regionale prevede che ai Confidi siano assegnati ulteriori 4 milioni di euro solo per le attività produttive colpite da coronavirus. Insieme alle garanzie, a queste imprese (o liberi professionisti) sarà concessa una contribuzione integrativa per l’ulteriore abbattimento delle commissioni di garanzia fino al 50 per cento del loro importo.

La seconda delibera sul tema delle garanzie stabilisce che le risorse finanziarie già assegnate a Confidimprese Fvg e Confidi Friuli per concedere garanzie alle imprese regionali danneggiate dalla crisi libica e alle imprese della filiera produttiva regionale della casa siano destinate alla concessione di garanzie anche a favore delle imprese colpite da Coronavirus aventi sede legale o operativa nel territorio regionale. Le risorse sono pari a 2 milioni di euro già liquidati a Confidimprese Fvg e Confidi Friuli, di cui circa 1,8 (filiera casa) ancora disponibili, più 100mila euro già liquidati a Confidi Friuli (crisi libica), ancora disponibili.

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In copertina, l’assessore regionale Sergio Emidio Bini.

 

Da Civibank un aiuto all’Anestesia di Udine, a famiglie e aziende

A causa di Coronavirus, è emergenza sia dal punto sanitario che economico. E se le autorità pubbliche hanno varato importanti interventi di sostegno alla liquidità delle aziende – in particolare, è stata prorogata la “moratoria Abi” e, lo scorso martedì, è stato promulgato il decreto legge 18/2020 “Cura Italia” -, da parte sua Civibank ha intrapreso da subito la strada della sospensione delle rate di finanziamento in base appunto alla recente normativa nazionale. Non trascurando, peraltro, le azioni di solidarietà che hanno privilegiato l’Azienda sanitaria udinese.
Le 64 filiali della storica banca cividalese in Friuli Venezia Giulia e Veneto restano aperte per assistere – come informa un comunicato – anche in questa fase critica la clientela, seppur con orario ridotto e previo appuntamento, per le operazioni più urgenti. Sul sito internet dell’Istituto sono disponibili gli aggiornamenti circa le modalità operative delle misure finora adottate. Ecco nel dettaglio i vari provvedimenti:

Micro Piccole e Medie Imprese
È prevista la possibilità di sospensione totale fino al prossimo 30 settembre.
In presenza dei requisiti, non viene pregiudicato un’eventuale ricorso successivo alla sospensione o allungamento della durata (previsti dalla Moratoria Abi) agli interventi di rinegoziazione del debito previsti dal DL 18/2020.
Non sono previsti oneri accessori per i clienti.
Sono minori le formalità di gestione delle pratiche e dei garanti.
“Il periodo di sospensione – dichiara il direttore commerciale di Civibank, Maurizio Gattesco – ci consentirà di impostare al meglio le soluzioni finanziarie per i nostri clienti, anche alla luce dei provvedimenti di sostegno che ai vari livelli (Regione, Stato ed Unione europea) si stanno predisponendo. Con riferimento, in particolare, alle garanzie del Fondo di Garanzia L.662/1996 (anche sulle rinegoziazioni del debito), dei Confidi e degli altri provvedimenti anticipati nel DL 18/2020”.

Clienti privati
Civibank, inoltre, intende operare attraverso forme di sospensione dele rate anche nei confronti dei clienti privati con modalità analoghe a quelle previste per le imprese, sia sui mutui ipotecari (credito ipotecario ai consumatori) che sui prestiti (credito al consumo).

Solidarietà
Il cda della banca cividalese, presieduto da Michela Del Piero, ha deliberato di aderire alla raccolta fondi promossa da Confindustria Udine a sostegno del Dipartimento di anestesia e rianimazione dell’Asl del capoluogo friulano con un contributo di 50 mila euro (comprensivo anche della quota di sottoscrizione del circolo dipendenti della banca).

Michela Del Piero

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In copertina, la sede centrale di Civibank alle porte di Cividale.