Il Folk Club Buttrio invita questa sera al TeatrOrsaria per la “Scottish Night”: va in scena la tradizione delle isole scozzesi

Dalle isole scozzesi al Friuli di Premariacco. Questa sera, 13 ottobre, al TeatrOrsaria ci sarà, infatti, la 18ma “Scottish Night”, con quattro giovani in arrivo dalle Ebridi con tecnica, cuore e amore per la loro terra. Tema della serata, che comincerà alle 20.45 ed è stata organizzata dal Folk Club Buttrio guidato da Marco Miconi, “Sounding Islands”: melodie e canti in Gàidhlig, il gaelico di Scozia.
Non stupisce più la bravura dei giovani musicisti scozzesi e il motivo è l’ottimo lavoro delle loro Scuole e Università. Ecco, allora, talenti come Mairi McGillivray, la cui voce, con Sean Gray alla chitarra, incanterà il pubblico! E poi spazio ai Sòlás Collective, con il giovane maestro delle small pipes scozzesi Fionnlagh Mac A’ Phiocar e la virtuosa violista Sarah Hannify, in un repertorio raramente ascoltato dalle nostre parti e proveniente dalle remote e selvagge isole atlantiche delle Ebridi Esterne, in particolare dall’isola di North Uist, culla di suoni ipnotici di grande fascino.
Come detto, inizio alle 20.45 con biglietti interi a 18 euro e ridotti (soci Fcb e residenti a Premariacco) a 15 euro; ingresso libero per gli under 15. Informazioni e prenotazioni al 348.8138003 e info@folkclubbuttrio.it

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In copertina e all’interno i quattro artisti  scozzesi in arrivo a Orsaria di Premariacco.

A Grado Giornata del Ringraziamento e Benedizione del Mare con una preoccupata riflessione di monsignor Nutarelli: rischiamo di diventare un’isola di “seconde case”, una città che purtroppo invecchia senza giovani

di Giuseppe Longo

La comunità cristiana di Grado ha vissuto una importante settimana, cominciata domenica scorsa con la solennità della Beata Vergine del Rosario e culminata ieri pomeriggio con la grande festa delle Cresime amministrate a venticinque ragazzi dall’arcivescovo Carlo Redaelli, oltre alla celebrazione di due Battesimi. Ma tornando, alla ricorrenza di otto giorni fa – che ha visto anche lo snodarsi della processione pomeridiana con la tradizionale “Benedizione del Mare”, dopo la Supplica alla Madonna di Pompei -, meritano d’essere ricordate le preoccupate riflessioni che monsignor Paolo Nutarelli ha fatto nell’omelia pronunciata durante la Messa solenne celebrata in latino nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, rito accomunato all’annuale festa che conclude la stagione estiva e che è stato reso ancora più festoso e partecipato dalla presenza della Corale orchestrale “Santa Cecilia”, diretta da Anello Boemo. Mentre alla processione pomeridiana ha suonato, come al solito, la Banda cittadina di Grado, guidata da Nevio Lestuzzi.

«Questa domenica – ha detto, infatti, l’arciprete – coincide con la nostra Giornata del Ringraziamento. Ringraziamo per l’estate vissuta, per il lavoro che tanti hanno svolto, per le famiglie che hanno trovato qui riposo e serenità, per i volontari e per gli operatori turistici che con impegno e sacrificio hanno reso possibile un’accoglienza degna della nostra tradizione. È bello ricordare che la vocazione di Grado è l’accoglienza: il turismo non è solo un settore economico, ma diventa per noi una vera vocazione pastorale. Accogliere chi viene in vacanza, per noi Parrocchia, significa annunciare con gesti concreti la bellezza del Vangelo. Ma con il “grazie” – ha proseguito don Paolo – è giusto anche tentare di capire la nostra storia e dove stiamo andando, quale direzione stiamo percorrendo. Come ho ricordato recentemente alla presentazione di un libro su Grado e la sua storia, rischiamo di diventare una comunità di sole “seconde case”, una città svuotata della sua identità, che invecchia senza giovani». E ancora: «In questi anni ho potuto conoscere tante giovani coppie che vorrebbero “fare famiglia qui”, ma non ne hanno la possibilità. Senza nuove famiglie, senza ragazzi che crescono, senza la presenza viva di chi abita stabilmente l’isola, il nostro tessuto comunitario si impoverisce. Questo grande problema deve essere affrontato. Non so come… ma sarebbe bello — e lo auspico — se potessimo insieme iniziare una riflessione concreta. Abbiamo bisogno di visioni, e soprattutto del coraggio di fare scelte che sappiano mettere insieme sia l’aspetto economico che quello sociale, per tentare così di invertire la rotta. Credo, proprio, che sia urgente andare a scuola dalla Vergine Maria: per imparare sempre più a custodire e contemplare i misteri della nostra storia… a custodire il passato, a vivere con gratitudine il presente, ed a progettare il futuro con fiducia». Monsignor Nutarelli aveva, invece, esordito facendo riferimento anche «alle tragedie della nostra storia contemporanea – penso all’Ucraina, a Gaza e a tutti i luoghi del mondo dove si combatte – sembra che la violenza spenga la speranza, e non ci sia mai una fine: violenza chiama violenza, vendetta chiama vendetta… e la brutalità della guerra sembra non finire mai». Ma per fortuna, proprio durante questa settimana, è stata raggiunta una importante intesa quale solida premessa affinché il Medio Oriente, come tutti auspichiamo, possa ritrovare la pace. «Maria – ha poi aggiunto il celebrante – ci indica una strada: la preghiera. Una preghiera che forse non cambia la storia, ma cambia il nostro cuore con cui ci confrontiamo con essa. È da un cuore credente e rinnovato che può nascere anche un mondo nuovo. Ed è proprio da questa Fede, piccola ma vera, che può nascere anche il nostro ringraziamento. Solo chi crede riesce a dire “grazie”. Solo chi riconosce tutto come dono riesce a guardare con gratitudine alla vita. Ed a ciò che ha vissuto».
Nel pomeriggio, come dicevamo, l’arciprete Nutarelli, accompagnato dal vicario Mauro Belletti e da don Gianni Medeot, ha guidato la solenne processione con l’antica statua della Madonna degli Angeli – non quella che viene portata annualmente al Pellegrinaggio di Barbana, ma quella che è conservata tutto l’anno nella Chiesa di San Crisogono a Città Giardino e che viene portata in Basilica soltanto per la festa del Rosario -, attraversando diverse vie cittadine fino a raggiungere la diga Nazario Sauro dove si è ripetuto il suggestivo rito della “Benedizione del Mare”, invocando protezione sulla prossima stagione turistica. Come dire che la Giornata del Ringraziamento per la Stagione 2025 s’intreccia con un auspicio di positività per quella che verrà, nell’estate 2026.

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In copertina e all’interno alcune belle immagini della processione mariana e della “Benedizione del Mare” rito che era cominciato in Basilica con la Supplica alla Madonna di Pompei.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

A Trieste anche l’arte in piazza Unità nel grande giorno della Barcolana numero 57

(g.l.) Trieste vive oggi la magica giornata della Barcolana, 57ma edizione, la regata velica più “gettonata” del mondo. E tra le proposte collaterali della grande manifestazione sportiva nel Golfo, figura anche una bellissima mostra d’arte che può essere visitata anche oggi fino alle 20, proprio nel giorno clou della combattutissima gara. Si tratta della mostra “L’arte a sostegno della fragilità”, allestita nella sala Tergeste, al piano terra del Palazzo municipale di piazza Unità d’Italia. “Nati per Muoversi” presenta infatti opere degli artisti delle Scuola d’arte VisionArts: Leonardo Calvo, Irina Goruppi, Graziella Rota, Alenka Deklic, Magda Samec, Chiara Gomiselli, Debora Cesar e Tamara Feresin. Ricordiamo che, acquistando le opere in mostra, si potrà sostenere Acli Friuli Venezia Giulia.

Giubileo delle Cooperative pordenonesi: una grande festa sabato ai Vivai Rauscedo

Un cammino simbolico, l’incontro con il vescovo e un gesto di speranza consegnato nelle mani di ogni partecipante. Sarà questo il cuore del Giubileo delle Cooperative, in programma sabato 18 ottobre a Rauscedo, promosso da Confcooperative Pordenone in collaborazione con la Diocesi di Concordia-Pordenone. L’iniziativa si inserisce nell’anno del Giubileo “Pellegrini di Speranza”, voluto da Papa Francesco e dell’International Year of Cooperatives, promosso a livello globale per celebrare il ruolo delle cooperative nello sviluppo economico e sociale. Un’occasione per riscoprire il senso profondo dello stare insieme, nel segno della solidarietà, dell’impegno comune e del radicamento nel territorio. Partecipazione libera, con invito esteso ai soci e dipendenti della cooperative e loro familiari.
“Il Giubileo delle Cooperative è un’occasione importante per stare insieme – dice Fabio Dubolino, presidente di Confcooperative Pordenone – e per ricordare i valori su cui si basa la cooperazione contenuti nella Dottrina Sociale della Chiesa, a cui Confcooperative fa riferimento nello statuto per recuperarli e metterli in pratica. Anche i gesti previsti, come il cammino e la barbatella che porteremo a casa, ci ricordano da dove veniamo e ci invitano a guardare al futuro con più speranza. Sarà anche l’occasione per dialogare con la Diocesi e le Parrocchie per il rilancio del modello cooperativo. Grazie a Luigi Piccoli, già presidente di Confcooperative Pordenone ed attuale referente del Settore Lavoro del Servizio diocesano, al nostro assistente spirituale don Flavio Martin e alla nostra consigliera Laura Bertolin per il grande lavoro di preparazione e avvicinamento a questa tappa. Ringraziamo anche Vivai Cooperativi Rauscedo, FruttaFriuli e il Comune di San Giorgio della Richinvelda per l’ospitalità durante questa importante giornata”.
Il ritrovo è fissato per le ore 10.30 nel piazzale antistante la sede secondaria di Frutta Friuli (ex Friulkiwi) in via Rio Lino a Rauscedo. Da lì, alle ore 10.45, prenderà il via un cammino giubilare che condurrà i partecipanti fino al Vcr Research Center dei Vivai Cooperativi Rauscedo. Alle 11 si terrà l’incontro con monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone, durante il quale non mancheranno testimonianze di cooperatori e riflessioni sul significato spirituale e civile del Giubileo, in un tempo segnato da grandi sfide ma anche da nuove opportunità per il mondo cooperativo. A tutti sarà donata una barbatella, giovane vite da piantare, come segno di speranza e fiducia nel domani, simbolo dello spirito cooperativo che mette radici nel territorio. A chiudere la mattinata, alle ore 12, un brindisi conviviale.

Bandi europei, importante opportunità per le Pro Loco Fvg. L’onorevole Ciriani a De Marchi: siamo pronti ad aiutarvi per superare le difficoltà burocratiche

Dai Carnevali storici ai cori fino a quel grande strumento di sostegno all’istruzione e cultura che è il progetto Erasmus: molteplici sono i bandi europei a cui potrebbero accedere le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia per le proprie attività. Ma, spesso, questo non avviene per colpa della burocrazia. Se ne è discusso nella sede del Comitato regionale dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia a Villa Manin di Passariano dove il presidente Pietro De Marchi ha accolto il parlamentare europeo Alessandro Ciriani.

L’occasione – che ha visto De Marchi donare all’onorevole Ciriani la tessera associativa Unpli dedicata a Go!2025 Capitale europea della cultura e il volume sui volontari delle Pro Loco – è stata utile sia per fare il punto sulle attività attuali delle associazioni aderenti al Comitato regionale (si sta per arrivare a quota 250) che presentare gli impegni futuri. Presenti anche i consiglieri del Comitato regionale Unpli Elisa Fantino (Pro Loco Rivolto), Marco Bendoni (Pro Loco Val Cosa), Gianfranco Specia (Pro Loco Valle di Soffumbergo), Francesco Pattanaro (Pro Loco Maniago) e Loris Florean (Pro Loco San Martino di Campagna) che hanno raccontato le proprie specifiche realtà, nonché i dipendenti del Comitato.
«La Regione ci è molto vicina sostenendoci – ha sottolineato il presidente De Marchi -, mentre sui fondi europei non abbiamo mai preso in considerazione, anche a fronte del carico burocratico che comporta questo genere di bandi. Grazie a fondi regionali possiamo contare sullo sportello Sos Eventi Fvg, che gestiamo a vantaggio di tutto il Terzo settore con 420 pratiche Suap gestite solo nel 2024. Ma a livello europeo per noi è tutto un territorio da esplorare, pure a livello burocratico».
«Concordo sul fatto che l’impegno a livello di burocrazia possa portare a desistere ancora prima di presentare domanda – ha risposto Alessandro Ciriani -, ma in tal senso ci sono collaboratori di noi parlamentari che possono aiutare nella fase di presentazione delle candidature. Sarà mia cura tenere aggiornato il mondo delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, fatto di volontari che sono custodi preziosi delle tradizioni locali, sulle opportunità presenti nei bandi attuali e in quelli futuri. Si tratta di percorsi di finanziamento che sono assolutamente da provare».
Si è discusso anche dei prossimi appuntamenti come gli eventi natalizi, Sapori Pro Loco nel maggio 2026 e Pordenone 2027 Capitale Italiana della cultura in cui anche le Pro Loco sono pronte a fare la propria parte. L’onorevole Ciriani ha invitato De Marchi e tutta l’Unpli Fvg a Strasburgo per presentarsi con le proprie eccellenze, anche enogastronomiche, al Parlamento Europeo. Concluso l’incontro il gruppo è stato raggiunto dal direttore dell’Erpac Fvg Guido Comis che ha accompagnato gli ospiti nella visita alle mostre attualmente allestite nel complesso dogale: “Confini da Gauguin a Hopper” e “Architetture trasparenti”.

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In copertina, il presidente De Marchi dona il libro sul volontariato nelle Pro Loco all’onorevole Alessandro Ciriani; all’interno, altre immagini dell’incontro a Villa Manin.

Nimis, questa sera si ritorna a teatro con “La Beorcje”: una commedia (in friulano) di Kramer Moggia diretta da Carla Monai

(g.l.) Questa sera Nimis ritorna a teatro con la sua amata compagnia “La Beorcje”: l’appuntamento è, come sempre, nella bella sala del Teatro Juventus, all’Oratorio parrocchiale, dove alle 20.45 l’appassionato gruppo diretto dalla maestra Carla Monai presenterà “Cuars n° 89” interpretando in lingua friulana una bellissima commedia di Kramer Moggia, autore nato a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, nel 1933. Come sempre, ingresso libero.


Ecco, dunque, qualche cenno relativo al nuovo lavoro teatrale della compagnia teatrale di Nimis. Si tratta di una commedia brillante in tre atti. «L’89 – si legge in una breve nota del Corriere dello Spettacolo – è il numero che la cabala assegna ai “cornuti” e che il falegname sogna assieme ad altri numeri. Il cornuto, secondo il sogno, è l’amico barbiere assai geloso. Il dilemma: se quei numeri uscissero? Si debbono giocare! La battuta chiave della commedia è: che si vinca o non si vinca la nostra vita, cambia fino all’estrazione? No! Perciò, fino a quel momento illudiamoci di vincere e facciamo baldoria. Ma se si vince il sogno è vero, per cui “figaro” è cornuto. Per la sua serenità, fortunatamente non vincono. Quei giorni, però, per gli amici degli amici fu un vero sollazzo. È proprio vero che: la vera amicizia ed una illusione ogni tanto rendono la vita felice».

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In copertina, la maestra Carla Monai regista della compagnia “La Beorcje”.

Comincia il viaggio teatrale fra i “Selvatici” di Trallallero che da oggi invita ad Artegna, Gemona e Tarcento

Al via oggi la 15ma edizione di Trallallero: Festival internazionale di teatro e cultura per le nuove generazioni realizzato da Teatro al Quadrato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Fondazione Pietro Pittini, Comunità Montana del Gemonese, Comunità Montana del Natisone e del Torre e grazie all’apporto di diversi partenariati e collaborazioni. «Si tratta di un bel traguardo per un festival in continua crescita, non solo nei numeri, ma anche nell’interesse suscitato a livello nazionale e internazionale fra gli addetti ai lavori», hanno sottolineato alla presentazione del festival i direttori artistici Claudio Mariotti e Maria Giulia Campioli, la quale è stata appena eletta presidente per il triennio 2026-2029 di Assitej Italia, l’associazione che riunisce oltre 130 compagnie di teatro ragazzi in Italia, e fa parte di una rete mondiale di oltre 80 Paesi. «Un riconoscimento prestigioso che sottolinea la fiducia nel lavoro svolto in questi anni da Teatro al Quadrato, in particolare anche attraverso la programmazione del Festival», ha commentato in occasione della conferenza stampa ospitata dalla Fondazione Friuli e alla quale hanno partecipato anche Alessandro Marangoni, sindaco di Artegna, Flavia Virilli, assessore alla cultura Comune di Gemona del Friuli; Luca Toso, vice sindaco del Comune di Tarcento; e Silvia Fina, assessore alla cultura del Comune di Tarcento.

I NUMERI – Quest’anno, dall’11 al 19 ottobre, il pubblico potrà assistere a 20 spettacoli, di cui 3 stranieri, pensati per bambini e ragazzi dai 3 mesi ai 18 anni, oltre che per i loro accompagnatori. Verranno inoltre proposti 3 laboratori per famiglie, una presentazione di albo illustrato, un evento espositivo diffuso e una bancarella di lettura. Tre Comuni – Artegna, Gemona del Friuli e Tarcento – metteranno a disposizione i propri spazi teatrali e culturali per accogliere il festival, che si rivolgerà a un pubblico scolastico stimato in oltre 2 mila spettatori, provenienti principalmente dal Gemonese e dalle Valli del Torre, ma anche da un territorio più ampio che si estenderà fino alle porte del Canal del Ferro.

FILO CONDUTTORE – Nella quindicesima edizione filo conduttore sarà la parola “Selvatici”. «Non un aggettivo che evoca aggressività o isolamento, ma piuttosto l’energia fragile, istintiva e libera che nascerà dall’immaginazione, dal contatto con la natura e dal confronto con ciò che è diverso da noi», hanno spiegato i direttori artistici, proseguendo nel sottolineare come «il festival inviterà a lasciarsi guidare da questa dimensione spontanea, curiosa e vitale, che a teatro diventerà occasione di esplorazione, incontro e trasformazione».

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LE NOVITÀ – L’edizione 2025 porterà con sé diverse novità: dal sito web completamente rinnovato, più leggibile e accessibile; fino al “Trallallero Pass”, un percorso fedeltà che coinvolgerà i ragazzi sotto i 14 anni. Chi parteciperà ad almeno tre eventi riceverà in regalo l’albo illustrato “Ondina e Goran” di Chiara Signorini Gremigni. Crescerà inoltre l’offerta di spettacoli dedicati alle famiglie, che saranno ben 7 e coinvolgeranno tutte le fasce d’età: dai piccolissimi (0-2 anni) fino agli adolescenti. Per la prima volta verrà proposto anche uno spettacolo per le scuole secondarie di secondo grado. «Sono felice di poter dire che Trallallero Festival è diventato un momento molto atteso non solo dai ragazzi e dalle famiglie, ma anche dalle comunità e dalle piccole attività commerciali che lo attendono per scoprirlo e soprattutto per conoscere le novità che sa sempre portare. Proprio questo sapersi rinnovare di anno in anno ha creato un legame con il territorio che si apre in una sorta di valorizzazione e contemporanea conoscenza di nuovi artisti e culture. Ringrazio pertanto tutti gli organizzatori, i partner, le associazioni e i Comuni coinvolti, tutti uniti per la crescita culturale dei nostri splendidi territori», ha affermato Alessandro Marangoni, sindaco di Artegna. «Per Gemona è un onore ospitare alcuni appuntamenti del Festival Trallallero, i quali rappresentano un’occasione preziosa per la nostra comunità. In particolare, gli spettacoli previsti al Cinema Teatro Sociale offrono ai bambini e ai ragazzi la possibilità di incontrare il teatro in una forma viva, coinvolgente e partecipata. Riteniamo che queste esperienze siano fondamentali per stimolare la fantasia, la creatività e il senso critico delle nuove generazioni, contribuendo così alla crescita culturale e sociale del nostro territorio» Flavia Virilli, assessore alla cultura Comune di Gemona del Friuli. «È con orgoglio e soddisfazione che il Comune di Tarcento ospita anche quest’anno Trallallero, un festival che da anni si occupa di fare intrattenimento e formazione in modo eccellente. Con piacere la programmazione dell’evento in anteprima sarà ospitato proprio dalla biblioteca civica di Tarcento, venerdì 10 ottobre. Verrà presentato l’albo illustrato “Ondina e Goran” che vedrà l’intervento dalle lettrici del progetto “Nati per Leggere” in un contesto di collaborazione e condivisione progettuale delle attività su Tarcento per i più giovani» Silvia Fina, assessore alla cultura del Comune di Tarcento.

LE NUOVE PRODUZIONI – Il 2025 sarà inoltre un anno dedicato alla “Vetrina dei nuovi spettacoli”: nei giorni centrali del festival non ci saranno soltanto bambini, ragazzi e famiglie, ma anche operatori teatrali provenienti dall’Italia e dall’estero, che assisteranno a una selezione di spettacoli scelti tra oltre 140 candidature arrivate da Europa, Africa, Asia e Sud America. Grande attenzione verrà riservata alle compagnie emergenti, con particolare sostegno a quelle under 35. Proseguirà infatti anche il progetto Blooming, dedicato alla formazione e al tutoraggio delle giovani realtà teatrali. Tre spettacoli prenderanno parte al percorso “Criticare ad arte”, guidato dal MateâriuM, e due di essi – “Gen-?” del Collettivo Vento e “Maisa e il gabbiano remoto” del Collettivo LAN-DE-Sì – debutteranno proprio a Trallallero 2025.

UN PROGRAMMA RICCHISSIMO – Il cartellone spazierà tra generi e linguaggi diversi: dalle fiabe rivisitate, come Sciopero! che darà voce al Lupo Cattivo, a racconti poetici e visionari come Il ritorno al pianeta Terra e Il coro dell’alba, fino a esperienze immersive come Blup? e Ninabu, spettacolo di danza multisensoriale per bimbi da 3 a 18 mesi. Non mancheranno spettacoli che stimoleranno riflessioni profonde: Leggere? Per piacere! indagherà il rapporto con i libri, Anima Buona inviterà a interrogarsi su giustizia e identità, Hänsel e Gretel – infanzia in guerra porterà in scena il dramma dei conflitti vissuti dai più piccoli. Alcuni titoli affronteranno in chiave teatrale le emozioni e le sfide dell’adolescenza, come Gen-? e WUW – Wind und Wand. Il programma comprenderà anche narrazioni di sogno e avventura (Martina Testadura, Maisa e il gabbiano remoto, C’era una notte), rivisitazioni in chiave giocosa e creativa (L’inedito di William Shakespeare, La nuova fantasia), storie di amicizia e crescita (Fragile, Storie stravolte, Blu), fino alla celebrazione del gioco come linguaggio universale con Play with me.

PRIMO FINE SETTIMANA – Il festival aprirà però con un fine settimana di laboratori a tema naturale: oggi, 11 ottobre, alle 10, ad Artegna, i bambini scopriranno le meraviglie del microcosmo con Wunderkoffer, a cura di Casa Langer, mentre domani, alle 10, a Tarcento sarà la volta di Libri Selvatici, in collaborazione con 0432 Associazione.
 Martedì 14 ottobre il programma presenterà tre appuntamenti molto interessanti: ad Artegna, alle 15.45, il Collettivo Vento porterà in scena Gen-?, dedicato agli adolescenti; a seguire, alle 17.30, il Teatro Margherita di Tarcento ospiterà Il coro dell’alba, uno spettacolo del Consorzio Balsamico/CT MaMiMò che unirà marionette e paesaggi sonori.

LA STORIA – “Trallallero – Festival internazionale di teatro e cultura per le nuove generazioni” è nato nel 2011 come spazio di confronto e condivisione artistica per le realtà del Fvg. Anno dopo anno, con nuovi obiettivi, è cresciuto guadagnandosi rispetto e credibilità nel panorama nazionale dei festival per le nuove generazioni. Dal 2015 ha cadenza biennale: anni pari dedicati prevalentemente alla formazione, anni dispari con maggiore presenza di spettacoli. Dal 2019 è festival internazionale. Trallallero svolge anche un ruolo di vetrina. Non è solo rivolto a un pubblico di spettatori paganti, ma ospita anche un pubblico di programmatori teatrali professionisti con la funzione di promuovere sul mercato le compagnie ospitate. Questo richiede anche un particolare lavoro di selezione degli spettacoli in cartellone, un equilibrio complesso e sottile.

TRALLALLERO 2025– Festival internazionale di teatro e cultura per le nuove generazioni è realizzata da Teatro al Quadrato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Fondazione Pietro Pittini, Comunità Montana del Gemonese, Comunità Montana del Natisone e del Torre e grazie all’apporto di diversi partenariati e collaborazioni: Assitej Italia, Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, Comune di Artegna, Comune di Tarcento, Comune di Gemona del Friuli, l’Istituto comprensivo di Tarcento, Servi di Scena aps, Associazione 0432-Nido Verde scuola nel bosco di Tarcento, Amici del Teatro di Artegna, Rasmus Associazione Culturale, Casa Langer, In-Box Project-rete di sostegno del teatro emergente italiano e Rete API.

INFO –  www.trallallerofestival.com | Facebook | Instagram | 378 086 5319 | info@trallallerofestival.com

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In copertina, un’immagine di “C’era una notte”  del Teatro Mongivino.

“Carte in dimora”, in Fvg aprono archivi e biblioteche. Oggi anche la prima volta di Villa Manin con la Fondazione Capucci

Oggi, 11 ottobre, si rinnova l’appuntamento con “Carte in Dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro”, l’iniziativa promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi) che apre gratuitamente al pubblico biblioteche e archivi privati delle famiglie e delle imprese famigliari italiane: un vasto patrimonio di documenti, mappe, pergamene, foto , disegni d’artista e di stilisti, libri contabili di aziende vinicole, eccezionali raccolte librarie e molto altro che tramandano le preziose tracce del nostro passato e sono linfa vitale per il nostro futuro.

La Brunelde

Villa de Claricini

In Friuli Venezia Giulia sono cinque le dimore che mettono a disposizione i loro preziosi scaffali: Casa Asquini e La Brunelde – Casaforte d’Arcano a Fagagna, Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco di Moimacco, Villa Marchese de’ Fabris a San Canzian d’Isonzo e, per la prima volta, Villa Manin a Passariano con l ‘Archivio della Fondazione Roberto Capucci.
“Carte in Dimora”, giunta quest’anno alla quarta edizione, apre ogni anno al pubblico più di cento archivi e biblioteche di dimore storiche su tutto il territorio nazionale per raccontare ai visitatori storie, tradizioni ed invenzioni che sono alla base non solo della nostra identità e del nostro senso del bello, ma anche del nostro modo di fare impresa con le origini delle nostre eccellenze per le quali siamo apprezzati in tutto il mondo e capaci di interpretare la realtà di oggi. L’Italia è culla di cultura e di eccellenze straordinarie, anche nei luoghi interni più remoti del suo territorio. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani.
L’evento si svolge in condivisione con la Direzione Generale Archivi e con la Direzione Generale Biblioteche e diritto d’autore del Ministero della Cultura, affiancando e arricchendo l’iniziativa “Domenica di carta”, promossa dal MiC e in programma domani 12 ottobre. Un “week end di carta” con storie e memorie del passato per guardare al futuro con conoscenze diverse, una collaborazione tra pubblico e privato che vuole contribuire ad ispirare la crescita culturale, identitaria, economica e sociale del nostro paese.

Casa Asquini

Villa Marchese de’ Fabris

Per informazioni e prenotazioni delle visite alle dimore prescelte consultare il sito: https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/carteindimora2025/

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In copertina, una bella immagine del complesso monumentale di Villa Manin.

Fvg Comunità digitale, oggi a Udine le nuove opportunità con Luca Chittaro

“Oltre il Reale: come Realtà Virtuale ed Aumentata cambiano Formazione e Salute” è il titolo della lezione magistrale gratuita organizzata da “Fvg Comunità digitale”, il progetto che ha lo scopo di portare il digitale nella vita del cittadino comune in modo facile e ben assistito, senza lasciare indietro nessuno. Appuntamento a Udine in Sala Ajace stamane, 11 ottobre, alle 10 con la lezione magistrale tenuta da Luca Chittaro, professore ordinario di Interazione Uomo-Macchina, Realtà Virtuale ed User Experience all’Università di Udine, dove nel 1998 ha fondato il laboratorio di ricerca Human-Computer Interaction Laboratory (HCI Lab) di cui è direttore.
Il progetto “Fvg Comunità digitale”, in collaborazione con il Comune di Udine, consiste in webinar ed eventi divulgativi per conoscere le nuove tecnologie e anche nell’erogazione di micro-corsi formativi gratuiti, tutti disponibili sulla piattaforma https://www.associazionelaprora.it/punto-digitale-facile/. La lezione del professor Chittaro tratterà di Realtà Virtuale e Realtà Aumentata, ovvero quell’insieme di tecnologie che permettono la fusione tra mondo fisico e mondo virtuale. Saranno illustrati con linguaggio divulgativo i principali risultati della ricerca e dell’applicazione di queste tecnologie alla Formazione e alla Salute.
«Le sfide proposte dall’Ia alla pubblica amministrazione riguardano la formazione verso i cittadini affinché siano consapevoli ed informati dei loro diritti nell’utilizzo di questi strumenti – ha sottolineato l’assessore alla Smart City e Innovazione Digitale, Gea Arcella -. L’Amministrazione comunale di Udine ha avviato un percorso strutturato di innovazione digitale, che punta a modernizzare i servizi pubblici, semplificare le pratiche burocratiche e migliorare la qualità della vita urbana. L’inclusione digitale è una priorità per la nostra amministrazione. Grazie a questi incontri e alla presenza dei Punti di Facilitazione Digitale vogliamo offrire ai cittadini strumenti concreti per sviluppare competenze fondamentali nell’era digitale».
Per conoscere le proprie carenze e il proprio fabbisogno formativo in tema di digitale, il progetto “Fvg Comunità digitale” mette a disposizione online anche il servizio di auto-valutazione delle competenze digitali (http://laprora.micertificoicdl.it/). Il progetto è stato proposto dall’ATS – Associazione Temporanea di Scopo formata dall’Associazione La Prora A.P.S. ETS e dall’AICA – Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico e l’Alsi – Associazione dei Laureati in Scienze dell’Informazione e Informatica.

L’ATS La Prora/AICA/ALSI ha stipulato con il Comune di Udine una convenzione per avviare, organizzare e gestire il progetto “FVG Comunità digitale” con lo scopo di garantire nell’ambito del proprio territorio l’erogazione a titolo gratuito di attività di facilitazione digitale tramite la promozione di corsi di formazione, seminari, webinar, corsi online e altri interventi compatibili con la Misura PNRR 1.7.2. Per le iscrizioni: https://www.associazionelaprora.it/event/realta-virtuale-realta-aumentata-e-metaverso/

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In copertina, il professor Luca Chittaro dell’Università di Udine.

Povoletto ricorda la tragedia del Vajont e gli alpini in quel fango indimenticabile: domani tutti a vedere “Binario contorto”

di Mariarosa Rigotti

Gli Alpini e il loro impegno solidale dopo la tragedia del Vajont avvenuta il 9 ottobre di 62 anni fa. È questo il tema dello spettacolo teatrale “Binario contorto. Gli alpini nel fango del Vajont” di e con Luca Piana e le musiche di Fabio Rizzi, che andrà in scena domani 11 ottobre, alle 20.30, nell’auditorium comunale di Povoletto, in largo Monsignor Luigi Cicuttini. L’evento con ingresso libero, va sottolineato, è organizzato dal locale gruppo Ana nel centenario di fondazione, in collaborazione con la Sezione Ana di Cividale e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Povoletto e del Gruppo Ana di Branco. Sarà così focalizzata l’attenzione, come viene anticipato dagli organizzatori, sui «racconti delle testimonianze di coloro che hanno visto e vissuto, che non hanno mai dimenticato e mai dimenticheranno».

Luca Piana

Fabio Rizzi

Va evidenziato che il progetto teatrale è ideato dal citato Luca Piana, che è autore e interprete della parte narrativa, con la produzione dal Circolo di studi artistici & sociali Espressione Est e il patrocinio del Gruppo Ana di Branco Sezione di Udine. Mentre, per quel che riguarda la parte musicale, questa è curata ed eseguita dal maestro Fabio Rizzi che, come viene anticipato, «con la tromba, supporta, accompagna e sottolinea la proiezione delle immagini di quel periodo».
Il debutto di questo spettacolo, data 21 ottobre 2023 e avvenne a Branco di Tavagnacco in occasione del 60° anniversario della tragedia e in quella occasione ottenne molti consensi di pubblico, ma anche delle tante penne nere e carabinieri intervenuti. E a proposito di quanto si applaudirà a Povoletto è utile citare la sinossi proposta dagli stessi organizzatori della serata che, per prima cosa, sottolinea i termini della tragedia: «Il 9 ottobre 1963, una frana si stacca dal monte Toc e genera un’onda che in pochi minuti provoca quasi duemila morti. Scatta l’allarme, arrivano i soccorritori in quei luoghi, ma cosa trovano? Cosa resta? Sono giovani di vent’anni che improvvisamente si trovano davanti una devastazione di morte e di fango». E poi ecco il ruolo delle penne nere che si fa testimonianza attraverso l’evento scenico: «La lettura delle testimonianze di quattro di quegli Alpini accompagnate da musiche a a immagini dei ricordi, delle emozioni e delle sensazioni, farà rivivere al pubblico il dramma di chi si trovò a soccorrere i feriti, ricomporre le salme e consolare i superstiti»; e ancora riguardo la creazione di “Binario contorto”: «Dopo aver ascoltato una tra le tante storie di un alpino presente in quei mesi, Luca Piana decide di portare in teatro questo lato della tragedia del Vajont. Storie che, negli anni seguenti il disastro, la frenesia del boom economico e degli interessi di potere avevano cercato di imbalsamare nel silenzio quei tragici fatti. Ci sono voluti gli sforzi di giornalisti coraggiosi e della gente di quelle terre e, per il grande pubblico, anche di attori che, con il teatro, hanno riportato la storia e la verità di quanto accaduto». E dunque si evidenzia nel concludere: «La lettura scenica ideata da Luca Piana va in questo senso. Raccoglie le testimonianze di alcuni protagonisti che hanno prestato le proprie mani pietose a sollevare quelle pietre. Storie poco raccontate che possono dare al tempo d’oggi degli insegnamenti ancora attuabili».

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In copertina, quello che rimase di Longarone dopo il disastro della diga del Vajont il 9 ottobre 1963.