Alzheimer, a Trieste oggi riparte online l’attività di sostegno

Nata dall’esperienza di CasaViola – Associazione de Banfield e dal rapporto continuo con i caregiver e i loro bisogni, dallo scorso anno a Trieste ha preso corpo la “Caregiver Academy” percorso formativo/informativo che si rivolge alle persone che si prendono cura di un familiare con demenza. Questa “Accademia dei Curacari” riparte adesso con una programmazione online, proponendo sei moduli di intervento che tracciano una panoramica dei diversi aspetti coinvolti nell’assistenza alla persona con demenza: dalle informazioni iniziali sulla malattia, alle strategie per affrontare i disturbi psicologici e comportamentali più frequenti, alla modalità più adatta di comunicazione, a consigli pratici per la cura della persona, fino alla definizione di strumenti di tutela giuridica come l’amministrazione di sostegno. Non si trascura neanche l’argomento centrale nel lavoro di CasaViola, il sostegno ai caregiver nella gestione dello stress.

Nel tempo, questo percorso ha dimostrato tutta la sua utilità, tanto che viene ripetuto ciclicamente nel corso dell’anno, per dare a più persone possibili l’accesso a informazioni pratiche, complete, importanti. L’emergenza sanitaria in atto da alcuni mesi ha interrotto momentaneamente questa ciclicità, anche se non si è fermata mai l’attività di sostegno individuale. È stato adesso necessario ripensare, assieme a tutto il corpo docente, i tutor e i collaboratori, i contenuti e la forma della “scuola” per venire incontro alle richieste dei tanti caregiver. Ha preso così forma la Caregiver Academy on line che conserva intatta la sua programmazione e lo staff docente coinvolto.

Il terzo ciclo di quest’anno si svolgerà interamente su piattaforma digitale mantenendo la sua struttura e gli argomenti trattati. Oggi 11 maggio, alle 17.30, in programma il primo webinar introduttivo, dal titolo “Alzheimer e demenze: sintomi e cause”. Sarà possibile seguire gli interventi via smartphone o via computer in una formula di videoconferenza interattiva per permettere un dialogo tra relatori e partecipanti.
Chi fosse interessato a partecipare può prenotarsi via posta elettronica mandando un messaggio a casaviola@debanfield.it o telefonando allo 040 362766 dalle 10 alle 12. Verrà subito contattato per l’accesso alla piattaforma, con tutte le istruzioni necessarie. Per chi ne avesse la necessità, è possibile rivolgersi al “tutor informatico” che potrà seguire passo passo l’attivazione del servizio.

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In copertina e all’interno, mostra sull’Alzheimer nelle foto di Lisa Zanchettin e Costanzo.

Un aprile nerissimo per le imprese Fvg: subito nuove strategie

di Gi Elle

«Manca strategia per rassicurare l’impresa». Lapidario e molto severo il giudizio di Giovanni Da Pozzo sullo stato di salute, precario, del tessuto produttivo in Friuli Venezia Giulia, che sta facendo i conti con un’emergenza sanitaria da Coronavirus, durissima, che dietro a sè lascerà soltanto macerie. E da dove arriva quest’amara considerazione? Dal fatto che un saldo negativo tra ditte iscritte e cancellate, ad aprile, mese nerissimo, non si era mai visto in Fvg nei Registri imprese delle Camere di Commercio, nemmeno andando a ritroso fino al 2009. Invece, le più recenti rilevazioni del Centro studi della Cciaa di Pordenone-Udine segnano, ad aprile 2020, un -81 tra imprese iscritte e imprese cancellate in regione, in tutte le province, portando l’intero quadrimestre a un saldo negativo di -917. Nei primi quattro mesi del 2019 eravamo a -684, ma entrambi i mesi di marzo e aprile erano in saldo positivo.
«Va precisato – spiega il presidente dell’ente camerale – che il primo trimestre di ciascun anno è quello in cui vengono fisiologicamente registrati i saldi più negativi di imprese, soprattutto per motivi di contabilità, e questo certamente incide sul risultato complessivo. Però, poi, nei mesi successivi, di solito si comincia a risalire la china». Invece, in questo 2020, va evidenziato «un dato, purtroppo atteso – commenta Da Pozzo -, ma che adesso possiamo anche quantificare e di cui avevamo già avuto le prime avvisaglie a marzo, cioè il più marcato calo dell’iniziativa d’impresa. Solo a marzo, infatti, c’è stato un -25% di nuove imprese iscritte nei Registri delle nostre Camere in Fvg, rispetto a marzo 2019. Dato addirittura peggiorato ad aprile, dove pochissime sono le nuove imprese nate, addirittura un -72% rispetto ad aprile 2019, e superate di molto da quelle cessate. È indubbio che si tratti di un elemento in più a conferma del momento di forte difficoltà che sta vivendo il nostro sistema produttivo in seguito all’emergenza sanitaria, al blocco totale e prolungato di una parte importantissima della nostra economia e a un futuro che tuttora si manifesta quanto mai incerto, ma anche privo di strategie convincenti per stimolare e supportare le attività in proprio».
Ad aprile 2020 le nuove imprese iscritte sono state 123, in Fvg, quasi doppiate dalle cessazioni, che sono state 204. A riprova della situazione negativa, ma anche di “congelamento” della vitalità economica, il confronto con aprile 2019, con 444 imprese iscritte e 351 cancellate, per un saldo positivo di 93 imprese. Già nel primo trimestre avevano cominciato a evidenziarsi i primi problemi. Mentre in passato il calo delle iscrizioni era nell’ordine del 2-3%, quest’anno tra gennaio e marzo si è registra un -12%.
«È necessario dunque che si metta in pratica quanto prima – conclude il presidente Giovanni Da Pozzo – una strategia in grado di ridare nuovo e forte impulso a un sistema che stava appena cominciando a uscire dalla lunghissima e pesante crisi economica, prima dell’emergenza Covid, e che adesso più che mai ha bisogno, pur con tutte le misure di sicurezza possibili, non solo di ripartire, ma di uno stimolo alla crescita assolutamente straordinario».

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In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

Le coop di consumo sono un presidio per i piccoli paesi

«Le 26 cooperative di consumo e di dettaglianti attive in regione, con i loro 7.600 soci e 25,5 milioni di euro di fatturato, sono state tra i protagonisti silenziosi della resilienza necessaria a gestire con successo la crisi conseguente all’epidemia di Covid-19», dice Franco Baiutti, presidente di Confcooperative Udine. «Le piccole realtà di rivendita di generi alimentari, infatti, si sono dimostrate un riferimento importante per la gente negli acquisti essenziali. Mentre le grandi catene di distribuzione si riorganizzavano per mantenere i servizi ai clienti, creando lunghe code e tempi incalcolabili per poter fare gli acquisti, i negozi di comunità, con misure semplici e accessi contingentati, sono stati in grado di fornire un servizio efficace, in tutta sicurezza e senza inutili perdite di tempo. Inoltre, sono stati in grado di proporre un servizio di consegne a domicilio che, nei paesi, ha consentito di soddisfare le esigenze delle famiglie e soprattutto degli anziani, dimostrandosi più efficienti della Gdo. Forse proprio grazie al loro radicamento territoriale – è il commento di Baiutti – registriamo la tenuta delle imprese cooperative di consumo che, negli ultimi due mesi, hanno rilanciato la loro attività restando a fianco delle comunità, riprendendo quella funzione per le quali erano state costituite molti decenni addietro e che si era un po’ persa a causa del proliferare dei centri commerciali. Non ci fossero stati questi presìdi territoriali – prosegue Baiutti -, ci sarebbero stati ben più gravi problemi di approvvigionamento delle famiglie e di rispetto del confinamento obbligatorio».

«L’insegnamento che ne abbiamo tratto non può essere scordato quando tutto sarà finito – aggiunge il direttore, Paolo Tonassi -. La crescita incontrollata di centri commerciali ha rischiato di smantellare completamente la rete dei piccoli esercizi locali, indebolendo pesantemente la loro funzione di servizio alle comunità che, invece, risulta essenziale per la loro stessa sopravvivenza. L’attuale sistema di sviluppo del commercio va ripensato anche attraverso un sostegno ai negozi di paese, o quartiere che, oltre a evitare la desertificazione del territorio a favore dell’eccessiva concentrazione nelle città, favorisca minori assembramenti di persone in luoghi chiusi, dove è più facile che si possano propagare le infezioni. Auspichiamo, perciò – conclude il direttore -, la stesura di un progetto regionale serio per il mantenimento degli esercizi commerciali minori, soprattutto nelle località più isolate e che aiuti anche lo sviluppo di ulteriori servizi a disposizione delle comunità locali. Su questo, Confcooperative è pronta sin d’ora a collaborare».

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In  copertina, Franco Baiutti, presidente di Confcooperative Udine.

Cciaa Pn-Ud, uffici riaperti al mattino su appuntamento

Gli uffici della Camera di Commercio di Pordenone-Udine sono riaperti al pubblico ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30, pur solo su appuntamento via mail e con modalità differenziate, e con l’applicazione di tutte le misure di distanziamento e sicurezza previste dalle norme. Nella cosiddetta Fase 1, la Camera era sempre rimasta operativa, sebbene in modalità “da remoto” a garanzia della sicurezza di tutti e aperta agli utenti solo in alcune giornate, per i soli servizi strettamente essenziali. Per poter accedere agli sportelli e ai locali dell’ente, nelle due sedi cittadine, è obbligatorio indossare – come informa un comunicato – una mascherina o un’idonea protezione a copertura di naso e bocca, come disposto da ordinanza regionale 10 del 13 aprile, e il personale camerale è a disposizione per fornire informazioni, assicurare il rispetto delle distanze ed evitare assembramenti.

L’ufficio carburanti è aperto al pubblico solo per i residenti nei comuni capoluogo, solo il venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e solo su appuntamento via mail, mail a cui è possibile inviare anche richieste di informazioni sulle modalità per avviare pratiche “a distanza”.
L’ufficio Commercio estero è invece aperto a ingresso libero negli stessi giorni e orari.
Tutti gli altri uffici sono contattabili sempre ai loro indirizzi mail, indicati sui siti internet delle due sedi, e sono aperti al pubblico, sempre e solo su appuntamento, nelle stesse giornate e orari.
La sede di Tolmezzo resta ancora momentaneamente chiusa, ma per informazioni è possibile scrivere a cciaapnud.tolmezzo@pnud.camcom.it

Sono diversi i servizi accessibili direttamente online, come evidenziato sui siti camerali, e sono numerose le attività di info-formazione, su temi come digitalizzazione dell’impresa o internazionalizzazione, che l’ente ha avviato da subito, e ora potenziato, in modalità webinar. Per contattare gli uffici di Promos Italia è sufficiente scrivere a udine@promositalia.camcom.it.
Il Call Center Registro Imprese, al numero 848 800 410, è attivo da lunedì a venerdì, festivi esclusi, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17. Il servizio è accessibile solo da rete fissa da tutto il territorio nazionale al costo di una telefonata a tariffa urbana Telecom.
Altre informazioni di utilità: per la Dichiarazione Mud la scadenza è prorogata al 30 giugno 2020.
Per quanto riguarda poi l’esportazione di merci italiane, a seguito delle numerose segnalazioni di casi di restrizione alla circolazione, il Ministero degli Esteri si è attivato a tutela delle imprese, creando un indirizzo mail a cui è possibile segnalare eventuali difficoltà riscontrate: coronavirus.merci@esteri.it. La rete diplomatica e degli Uffici Ice all’estero si attiverà prontamente con le autorità locali per facilitare la risoluzione delle problematiche segnalate.

Per chiarimenti o informazioni è sempre possibile contattare l’ufficio Relazioni con il Pubblico (Urp), ai numeri 0432.273543-273210 e via mail scrivendo a urp@ud.camcom.it.

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In copertina, la sede udinese dell’ente camerale in piazza Venerio.

 

Taxi friulani deserti, ma vogliono ripartire: «Sicure le nostre auto»

«I nostri mezzi sono sicuri, chiamateci. Aiutateci a ripartire!». E’ questo il drammatico appello dei tassisti friulani travolti dall’emergenza Coronavirus, per i quali si affaccia una ripresa molto difficile, come per tutto il settore del trasporto persone. E in particolare quello dei taxi, a causa di Covid-19, pur avendo continuato a prestare servizio, ha visto andare in fumo ben il 90% del fatturato. Una situazione durissima che i tassisti, 63 in provincia di Udine di cui 40 attivi in città, sperano di lasciarsi presto alle spalle.
In queste settimane, questi operatori si sono organizzati per garantire la massima sicurezza all’interno dei veicoli, per sé e per i clienti, «che non devono avere timori» chiarisce il capocategoria provinciale dei tassisti di Confartigianato-Imprese Udine, Sandro Modonutti: «Abbiamo adottato tutte le misure necessarie. Indossiamo guanti e mascherina, trasportiamo al massimo due persone per volta, rigorosamente dietro e in caso di una sola persona la facciamo sedere a destra, il più lontano possibile dal conducente». A bordo dei taxi non mancano naturalmente i gel igienizzanti e tra i conducenti c’è qualcuno che ha iniziato ad installare schermature in plastica, a ulteriore garanzia del distanziamento. «Non lasciamo nulla al caso – continua Modonutti -. Ogni volta che un cliente scende disinfettiamo portiera, sedile e maniglia. Lavoriamo a giorni alterni, così da utilizzare il giorno di pausa per disinfettare l’auto da cima a fondo. Insomma, l’attenzione è massima e l’appello che rivolgiamo alle persone è che ritornino a prendere il taxi con tranquillità».

Il lockdown, come detto, è costato caro alla categoria. Con la chiusura delle scuole e poi a ruota lo stop di tutte le attività e l’imposizione della quarantena anche alle persone, il traffico si è fermato. Non i taxi, che per scelta hanno deciso di continuare ad operare: «Siamo andati avanti per spirito di servizio, ci siamo sentiti al fronte, poco meno che soli in una città deserta – racconta ancora il capocategoria che l’emergenza, come i colleghi, l’ha vista in presa diretta, dal parabrezza della sua auto -. All’inizio avevamo un po’ di timore, poi è passato, ci siamo attrezzati. Oggi mascherina, guanti e disinfettanti sono diventati la nostra nuova routine». Dal più giovane dei tassisti udinesi al più anziano, 24 anni il primo, 70 l’ultimo, c’è grande voglia di ripartire. Di tornare un punto di riferimento per Udine e i tanti che ante-emergenza prendevano il taxi d’abitudine. «Noi ci siamo – conclude Modonutti, spalleggiato dal presidente del radiotaxi di Udine, Massimo De Vit – e diciamo ai clienti: usate i nostri mezzi perché sono sicuri».

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In copertina, il capocategoria di Confartigianato-Imprese Udine, Sandro Modonutti; qui sopra, un taxi con protezione in plexiglas.

 

A Trieste i giovani di InterAct-Rotary club a fianco degli anziani

Non si è mai fermata l’attività quotidiana che l’Associazione De Banfield mette in campo a Trieste per le persone anziane, quelle fragili, pluripatologiche, non autosufficienti: un impegno che si è quanto mai rafforzato in queste settimane di domiciliazione forzata a causa del Coronavirus. Da anni la onlus giuliana sta affrontando una crescita costante della domanda d’aiuto e questa emergenza ha aggravato una situazione già molto complessa per la gestione domiciliare degli anziani, soprattutto quelli con patologie di demenza. Solo nell’ultimo anno, sono state 1610 le persone seguite dall’Associazione: 293 quelle affette da demenza e Alzheimer che, con i loro caregiver, hanno usufruito dei servizi a loro dedicati, mentre 118 sono state le persone che hanno usufruito del servizio quotidiano di assistenza domiciliare e gli ausili sanitari prestati hanno ampiamente superato il migliaio.

In tempi di Coronavirus il volontariato si sta facendo carico di buona parte dei servizi e delle iniziative di aiuto alle persone più deboli, con il preciso obiettivo di proteggere la fascia più colpita da questa epidemia e mettere in campo servizi che evitino il ricorso all’ospedalizzazione. In particolare, l’Associazione de Banfield si cura della fascia drammaticamente più colpita da questa epidemia: quella degli anziani. Si tratta di far fronte ad una emergenza non solo sanitaria ma anche sociale di enorme portata che richiede risposte di medio e lungo periodo. È un momento in cui è particolarmente importante poter contare sulla solidarietà di tutti, così come ci racconta la splendida collaborazione tra la De Banfield e i giovanissimi volontari di InterAct-Rotary club, che da molte settimane ormai si occupano della consegna di spesa, farmaci, giornali e il disbrigo di piccole commissioni.

Proprio da queste premesse si rileva quanto mai utile per l’Associazione l’aiuto concreto arrivato in queste ore da parte del Rotary Club Trieste Nord, presieduto da Fabio Radetti, che ha espresso il suo supporto con una donazione in denaro: accanto all’elargizione in favore della Comunità di Sant’Egidio, infatti, 1500 euro sono stati devoluti a favore della De Banfield che li tradurrà in 88 ore di assistenza domiciliare professionale. Se già i giovani del Rotary si erano mossi col loro personale impegno a favore dei “nonni” di Trieste, dunque, arriva ora anche il sostegno concreto del Club Trieste Nord ad affiancare l’impegno della onlus che al motto #Noipervoicisiamo mantiene la sua sede aperta per far fronte alle numerose richieste che giungono al numero 040.362766, attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13.

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In copertina, i giovanissimi volontari di InterAct-Rotary club di Trieste.

Coronavirus, l’appello del Piccolo Principe: “Aiutateci a ripartire”

Per ripartire e superare l’emergenza Covid-19, la cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia lancia un accorato appello a sostenerla attraverso lo strumento del 5 per mille, per aiutarla a ripartire e per donare fiducia a chi è più fragile. Infatti, lo slogan pensato per la campagna 2020 è: “Dona il 5 per mille al Piccolo Principe. Dona la fiducia di ripartire a chi è più fragile”.
“Purtroppo, anche la nostra cooperativa sociale – informa il presidente Luigi Cesarin -, come tante altre in Italia, è stata colpita dalle misure prese per contrastare la diffusione del Coronavirus messe in atto in questi mesi. Sono attivi i servizi legati all’agricoltura sociale e all’accoglienza richiedenti asilo. Mentre ad oggi le attività completamente chiuse sono: la Bottega Il Piccolo Principe e le attività in collaborazione con le scuole. Chiusi ma aperti in modalità “a distanza” i servizi socio-educativi, i Progetti Giovani e il Centro socio occupazione per persone con disabilità che, ad esempio, ha attivato un servizio a distanza con i suoi utenti e da poco ha fatto partire due esperienze di attività dirette con funzione di respiro per le famiglie. Lavorano poi a ranghi ridottissimi (circa il 10%): i laboratori di assemblaggio, La Cucina delle Fratte e il servizio di vending di Equosolda Fvg. Il nostro compito – sostiene Cesarin – è quello di traghettare chi vive in una situazione di fragilità nella fase post emergenza e poi di continuare a stargli accanto. Con il 5 per mille chiediamo di farlo assieme, perché solo uniti si può dare fiducia a chi è più fragile e costruire una comunità coesa. Per questo noi crediamo nell’opportunità del 5 per mille e facciamo appello a tutti i nostri soci e simpatizzanti a valutare Il Piccolo Principe tra le scelte”.

Nel 2018, grazie alle erogazioni del 5 per mille, sono andati al Piccolo Principe 7 mila 521 euro, con 319 persone che hanno firmato a favore della cooperativa sociale casarsese. Gli importi del 2018 sono serviti per acquistare un nuovo trattore ad uso della fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi di San Vito al Tagliamento, che sta completando la conversione biologica del vivaio ed è impegnata nel servizio di consegna a domicilio di cassette di frutta, verdura e generi di prima necessità, in risposta all’emergenza Covid-19. “I momenti di fragilità possono essere superati, solo se siamo uniti e ci prendiamo cura uno dell’altro con fiducia e reciprocità. – fa sapere Luigi Cesarin – Perchè la comunità cresce solo se si prende cura di se stessa. Anche in questa situazione di blocco e precarietà che stiamo vivendo – ha aggiunto il presidente -, noi del Piccolo Principe continuiamo a metterci accanto di chi è più fragile, ma abbiamo bisogno di tutti per ripartire con nuovo vigore, una volta passata l’emergenza. Abbiamo bisogno di tutti per ricostruire legami e fiducia, rendendo coesa e salda la comunità a cui apparteniamo, facendo ripartire i nostri servizi che sono proprio a servizio della comunità ed in particolare di chi al suo interno vive una situazione di fragilità. La firma per il 5 per mille sarà il contributo di ciascuno affinché ciò accada”.

La cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa è nata più di 30 anni fa sulla scia dell’esperienza dell’associazione di volontariato il Noce e oggi è arrivata ad avere 84 soci e un centinaio di lavoratori coinvolti nei suoi servizi. Servizi che sono tante tessere di un grande puzzle che si rinnova ogni giorno in aiuto del prossimo per promuovere la dignità di ogni persona. Per devolvere il cinque per mille a Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia è sufficiente firmare nell’apposito spazio sulla dichiarazione dei redditi indicando il codice fiscale 01133140937.

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In copertina, il presidente della cooperativa Luigi Cesarin.

 

A San Vito al Tagliamento stop alla plastica: Comune green e solidale

Il Comune di San Vito al Tagliamento sceglie di essere più green, solidale, sostenibile e inclusivo e lo fa optando per nuovi tipi di distributori automatici senza bicchieri in plastica, sostituita con la carta e con i fondi di caffé riutilizzati in agricoltura: da febbraio, infatti, negli edifici di competenza comunale, le “macchinette” che distribuiscono bevande calde e snack sono equosolidali, fornite e gestite da EquoSolda Fvg, servizio della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa. Si tratta di cinque nuove postazioni che hanno trovato sede in Municipio, Biblioteca Civica, edificio ex Bozzoli sede dei Servizi Sociali e dell’Ufficio politiche giovanili, al Palazzetto dello Sport di Ligugnana e alla sede degli Amministratori di sostegno.

“Abbiamo con convinzione fatto questa scelta etica e sostenibile – ha affermato il sindaco Antonio Di Bisceglie – dando la possibilità alla cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa di installare in cinque luoghi comunali i loro distributori automatici, perché desideriamo far convivere il nostro stile di vita con prodotti d’origine che possano rientrare nella linea equosolidale. Inoltre, il servizio porta a favorire l’inserimento lavorativo di soggetti con svantaggio sociale, motivo in più per credere fermamente in questa scelta”. Motivazioni etiche ed inclusive, ma non solo, spinte anche dalla volontà di salvaguardare il Pianeta, visto che il servizio è ulteriormente “sostenibile” in quanto sono stati eliminati i bicchieri di plastica a favore di quelli più ecologici di carta.

Equosolda Fvg è un servizio nato con l’obiettivo di sostenere il consumo di prodotti buoni e giusti, da un punto di vista etico e salutistico e di creare occasioni di inserimento lavorativo per persone in difficoltà. Dal 2014 ad oggi il servizio ha accolto 12 persone in percorsi di inserimento socio-lavorativo. Di queste, 8 sono state le persone residenti nei comuni dell’Uti Tagliamento (San Vito, Casarsa, Morsano, Valvasone Arzene, Sesto al Reghena, San Martino). Inoltre, in questi cinque anni, ha assunto due persone svantaggiate dopo un percorso di formazione e addestramento lavorativo. “Ringraziamo il sindaco e tutto il Comune di San Vito – ha detto Cristina Vedovi, responsabile del progetto – per la sensibilità nei confronti del Progetto EquoSolda Fvg, un progetto in cui crediamo molto perché ha diverse finalità. Innazitutto, l’inclusione sociale, ma anche l’attenzione alla salute delle persone. Tutti i prodotti distribuiti nelle nostre “macchinette” sono di altissima qualità. Il caffè proviene dal circuito equosolidale della cooperativa sociale Libero Mondo e poi torreffatto in una piccola realtà del Piemonte, ma poi ci sono anche i prodotti biologici, per vegani, prodotti locali, quelli per i celiaci. Inoltre i fondi di caffè raccolti dai nostri operatori sono riutilizzati dalla fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi di San Vito per la concimazione naturale delle coltivazioni e delle piante. Un circuito virtuoso che unisce i due servizi della cooperativa in una logica senza sprechi”.
Con all’attivo più di 80 distributori sia in provincia di Pordenone che di Udine, Equosolda Fvg è l’unica cooperativa sociale specializzata nel vending (distribuzione automatica) in regione.

Ai distributori automatici con il sindaco Di Bisceglie prima dell’emergenza sanitaria.

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In copertina, ecco uno scorcio di San Vito al Tagliamento.

La prevenzione di violenze e femminicidi: a Grado mercoledì c’è un webinar

“Prevenire violenze e femminicidi”: questo lo scottante argomento che sarà trattato a Grado, anche con l’analisi di casi concreti per riconoscere le situazioni di rischio, nel corso del webinar – cioè un seminario online, e quindi in videoconferenza, visto che non si possono organizzare incontri fisici a causa dell’emergenza sanitaria – in programma mercoledì 6 maggio, alle 18. A tale fine, il Comune isolano – che ha organizzato l’iniziativa – ricorda che sono ancora aperte le iscrizioni per partecipare all’appuntamento gratuito, indetto in collaborazione con l’Irss.

“Stare in casa è stato ed è difficile per tutti – afferma l’assessore alle Pari Opportunità, Federica Lauto -. Ma ci sono situazioni più difficili delle altre e penso soprattutto a quelle donne che già vivevano con uomini violenti e ora ci si trovano ancora più a stretto contatto. Cosa fare se viviamo con un uomo che non ci rispetta o se il partner è stato violento? Come comportarci se vogliamo aiutare qualcuno? Credo che anche in questo momento le donne non vadano abbandonate. Rimane sempre attivo il numero di emergenza 1522. Nel frattempo, abbiamo pensato di non rinunciare a questo incontro, già programmato, e di proporlo sul web però, e l’abbiamo pensato per tutti con lo scopo di parlare insieme di ciò che accade o può accadere nelle nostre case. La presenza di una criminologa esperta unirà i dati alle storie alle esperienze. Un incontro interessante che consiglio vivamente a tutti. Perché – conclude l’esponente della Giunta guidata dal sindaco Dario Raugna – c’è sempre qualcosa che possiamo fare e non fare niente, al contrario, ci rende complici”.

Relatrice sarà la dottoressa Costanza Stoico (psicologa – criminologa) che tratterà numerosi argomenti: dati statistici per quanto riguarda i femminicidi a livello nazionale e regionale, definizione di femminicidio, il profiling degli assassini, l’escalation della violenza, i tipi di violenza (con dati regionali dal 2008 ad oggi) analizzati anche attraverso le storie delle ragazze uccise nella nostra regione, lLa violenza assistita e gli orfani speciali anche in base ai dati del Cismai di quest ultimo periodo di quarantena e di come questa situazione possa slatentizzare i vari tipi di violenza domestica.
Per iscriversi gratuitamente (e ricevere l’attestato di partecipazione) è necessario compilare entro domani 4 maggio la scheda di iscrizione online cliccando su Iscriviti ora. I posti sono limitati, per cui agli interessati il Comune di Grado consiglia di procedere velocemente all’iscrizione.

Piccole e medie imprese: dalla Regione in arrivo nuovi fondi

Nuova boccata d’ossigeno per le Pmi del Friuli Venezia Giulia in questi momenti difficili per l’economia regionale. Passa infatti da 12.462.454 a 16.911.865 la dotazione finanziaria del bando Por Fesr 2014/2020 per la concessione di contributi alle piccole e medie imprese per investimenti, riorganizzazione e ristrutturazione aziendale, grazie ad un incremento di 4.449.411 euro, approvato giovedì dalla Giunta Fvg su proposta dell’assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini. “Con la delibera odierna – spiega Bini, come informa una nota Arc – viene arricchita la dotazione finanziaria del bando a favore delle Pmi grazie ai fondi non utilizzati nel precedente che ha, comunque, interamente finanziando tutti i progetti ammissibili”.

Grazie a questa implementazione e attraverso l’utilizzo di ulteriori 763mila euro frutto di minori spese rendicontate dalle imprese o derivanti da rinunce sullo stesso bando “potremo scorrere la graduatoria che, ad oggi, vede già finanziati 124 progetti sui 402 ammissibili. Potremo finanziare – fa sapere Bini – ancora 60 progetti portando al 45% la percentuale di domande ammissibili finanziate”. “Oggi, su proposta della collega Barbara Zilli – ha proseguito Bini -, sono stati stanziati ulteriori 17 milioni di euro; queste risorse, con successiva delibera che mi impegno a proporre alla Giunta, potranno essere utilizzate per scorrere ulteriormente sia la graduatoria in oggetto sia quella relativa al bando “gemello” concernente gli investimenti in Ict. In tal modo più dell’80% dei progetti ammissibili in graduatoria potranno essere finanziati”.

L’esponente della Giunta Fedriga ha quindi informato in merito all’approvazione della graduatoria unica regionale delle domande ammissibili ai contributi previsti per la realizzazione in Friuli Venezia Giulia di investimenti tecnologici da parte delle piccole e medie imprese, inclusi i liberi professionisti, approvata ad agosto scorso, e sullo scorrimento intervenuto nel mese di ottobre 2019. “Si tratta di contributi a fondo perduto che finanziano progetti di investimento finalizzati ad aumentare la competitività della Pmi con l’introduzione di innovazioni tecnologiche nelle aziende – ha specificato Bini -. I progetti possono prevedere la creazione di nuovi stabilimenti o il loro ampliamento ovvero la diversificazione della produzione o cambiamenti fondamentale dei processi produttivi. Ad oggi sono state presentate complessivamente 445 domande di cui 402 risultano ammissibili”.
Rispetto al bando precedente, la cui graduatoria fu approvata nell’estate del 2017, le domande presentate sono aumentate di oltre il 20%, passando da 367 a 445, con un incremento di 78 domande e, in linea generale, è migliorata la qualità dei progetti presentati con riferimento alla media dei punteggi ottenuti, che era pari a 56,62 punti nel 2017 e risulta nel 2019 essere aumentata a 63,46 punti.

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In copertina, l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Bini.