Danni da Coronavirus in Fvg: domande fino al 26 giugno

“Come ribadito più volte, anche in sede di Commissione, domani (oggi, ndr) si apre la finestra per l’invio delle domande riguardanti la concessione di contributi a ristoro dei danni causati dall’emergenza Covid-19 a sostegno delle strutture ricettive turistiche, commerciali e artigianali e dei servizi alla persona. Pertanto quello di domani non sarà un click day, ma l’inizio di un arco temporale per presentare le istanze, periodo che si chiuderà il 26 giugno, dando così tutto il tempo agli aventi i requisiti di inoltrare la propria domanda”. Lo ribadisce, attraverso una nota Arc, l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, rendendo anche noto che a seguito di un confronto con il governatore Massimiliano Fedriga, la Giunta ha deciso che “verrà data copertura a tutte le domande che saranno pervenute da parte degli aventi diritto”.
“Voglio tranquillizzare tutti i potenziali beneficiari: la platea è stata calcolata con un lavoro accurato della Direzione e le risorse, 34 milioni, ben calibrate in base alla sua consistenza. Comunque – assicura Bini -, garantiamo oggi che tutti coloro che sono in possesso dei requisiti stabiliti dal bando e che avranno inviato regolare domanda, nell’arco temporale che si aprirà domani e si chiuderà il 26, riceveranno il contributo. Non sarà quindi necessario accalcarsi domani a inviare la domanda, intasando i sistemi informatici: ci sarà tutto il tempo fino al 26 giugno“, conclude l’assessore.

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In copertina, l’assessore regionale Sergio Emidio Bini.

Gli studenti del Ceconi superstar alla finale di Junior Achievement

Il Friuli Venezia Giulia si è fatto valere anche quest’anno alla finale nazionale di Junior Achievement, che si è tenuta, per la prima volta in modo “virtuale” online, lo scorso 5 giugno. Ben tre progetti d’impresa delle scuole udinesi erano in corsa per il premio italiano e il Ceconi, già risultato vincitore del Premio Impresa 4.0, conferito da JA Italia e da ABB Italia, gruppo specializzato nel settore dell’energia e l’automazione, ha ricevuto in finale anche la menzione speciale “Engineering”, una delle cosiddette competenze Steam richieste agli studenti e focus di questa edizione di JA. Steam aggiunge la A di Arte, ad indicare la componente umana, alle più note discipline Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica).

Gli studenti (oltre 11 mila quelli coinvolti in Italia) hanno avuto la possibilità di candidare le proprie idee attraverso progetti che sono stati valutati sulla base dei alcuni criteri: aderenza al tema digitale, innovazione, sostenibilità economica, potenziale di business e risultati già conseguiti. Il periodo di lockdown non ha fermato ragazzi, docenti e volontari d’azienda, che hanno continuato a lavorare da remoto in modo efficace e ben coordinato.
Il Premio Impresa 4.0, attraverso percorsi didattici innovativi e l’aiuto di volontari qualificati, mira a creare una maggiore consapevolezza sul mondo del digitale, ora più che mai imprescindibile nel panorama lavorativo contemporaneo.

Il progetto vincitore dell’edizione 2020 si chiama Eagle Entry ed è stato realizzato, come detto, dalla mini-impresa AMA Ja-Italia dell’Ipsia Ceconi. Si tratta di un sistema di controllo accessi rapido ed efficiente, applicabile al settore dell’organizzazione di eventi come concerti, eventi sportivi e culturali dove è indispensabile garantire sicurezza, efficienza e rapido smaltimento delle code, facendo leva sulle tecnologie digitali per offrire servizi aggiuntivi a clienti ed organizzatori. Una tecnologia che appare particolarmente utile, peraltro, in questo momento di ripartenza dopo la fase più acuta dell’emergenza sanitaria.
Gli studenti del Ceconi erano presenti in finale assieme ai “colleghi” del Malignani, che arrivavano con ben due progetti già risultati vincitori della competizione interregionale.

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In copertina,l’Ipsia Ceconi di Udine visto dal lato della roggia.

A Casarsa niente saggio musicale, ma c’è tanta voglia di ripartire

Non si terrà quest’anno, a Casarsa della Delizia, il tradizionale saggio di fine anno al Teatro Pasolini della Scuola di Orientamento musicale, la cui segreteria è gestita dalla Pro Loco. L’emergenza Covid-19 ha infatti imposto di sospenderlo nonché ha determinato, durante il lockdown, lo stop anticipato di tutte le lezioni in presenza. Però gli insegnanti sono riusciti, comunque, a rimanere in contatto con gli allievi e si conta di poter ripartire dall’autunno.

“Ringraziamo i maestri della scuola di musica – ha detto Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa – perché in questo momento così difficile che ci ha imposto una chiusura anticipata dei corsi in aula, alcuni di essi hanno comunque garantito la continuità delle lezioni online attraverso videochat. Grazie anche ai genitori per la comprensione perché dobbiamo rimandare al 2021 il saggio di fine anno: li ringraziamo di cuore. Purtroppo, questa emergenza detta delle priorità e quindi dobbiamo rinunciare a questo spettacolo che sappiano benissimo essere di grande importanza per gli alunni e le loro famiglie che attraverso il saggio possono vedere i risultati dell’impegno dei propri figli nello studio di uno strumento musicale”.
I corsi della Scuola di Orientamento Musicale di Casarsa erano partiti ad ottobre 2019, con un incremento del numero di iscritti, non solo ragazzi ma anche adulti. “La scuola di orientamento musicale di Casarsa è una istituzione riconosciuta e rinomata, con ottimi insegnanti – ha spiegato infatti Tesolin – e con una gestione positiva grazie all’opera della coordinatrice Flavia Leonarduzzi. Caratterizzata da un approccio didattico moderno, che presta grande attenzione agli studenti. Negli anni vediamo poi che anche ci sono diversi adulti che si avvicinano alla musica, grazie ai nostri corsi e ci fa piacere riuscire a coinvolgere tutti, giovani e meno giovani. Ci auguriamo che a fine settembre o inizio ottobre tutti i corsi possano ripartire in presenza. Contiamo di ripartire perché sappiamo che questa emergenza ha colpito davvero pesantemente il settore della cultura e ha messo a dura prova le famiglie, i bambini e ragazzi che hanno dovuto rinunciare alle loro attività, ai loro interessi oltre che ai momenti di socialità e condivisione”.

I maestri di musica sono Denis Biason che insegna chitarra acustica, elettrica e basso, Manuel Pestrin insegnante di batteria e percussioni, Alberto Ravagnin pianoforte e tastiere, Veronica di Lillo canto singolo e canto corale e, infine, la new entry di quest’anno scolastico Moira de Vido, insegnante di solfeggio e pianoforte. Come detto, i corsi sono rivolti non solo a bambini e ragazzi, ma anche a tutti quegli adulti che vogliono avvicinarsi o anche migliorare la propria esperienza musicale.

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In copertina, un’immagine dell’ultimo saggio musicale al Teatro Pasolini.

A Latisana un Comitato per dire no alla variante ferroviaria

di Silvio Bini

A Latisana si è costituito il Comitato Civico denominato “Diferendere Latisana – No alla variante ferroviaria”. Ha lo scopo di informare i cittadini latisanesi, ma non solo essi, sulle questioni riguardanti lo studio di fattibilità per il “Potenziamento e Velocizzazione del Collegamento Venezia Mestre-Trieste” presentato da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) alla Regione Fvg nella riunione del 23 aprile scorso. Nello specifico, l’azione del Comitato intende «evidenziare le pesanti e inaccettabili ricadute previste nella proposta per il territorio di Latisana, nonché l’utilità complessiva dell’intervento, con particolare riferimento agli ingenti costi e agli scarsi se non nulli benefici derivanti dalla sua realizzazione».

Ecco la variante ferroviaria.

 


Spiega il Comitato: «Il progetto presentato da Rfi si sviluppa su due linee di intervento: la prima di carattere tecnologico realizzabile anche sulla linea esistente, la seconda strutturale che prevede la realizzazione della variante di Latisana, oltre di 4 kilometri di un nuovo tracciato, la metà dei quali su viadotto, nonché altri interventi di minor rilevanza sulla tratta Ve Mestre-Trieste. Agli interventi sulla tratta ferroviaria si aggiungerebbero ovviamente anche quelli stradali, necessari sia per realizzare una nuova viabilità di collegamento, sia per eliminare le interferenze fra i due sistemi, aggiungendo così devastazione a devastazione». Secondo Difendere Latisana, «l’ipotesi di variante ferroviaria e il conseguente adeguamento della viabilità sarebbero devastanti per una vasta area abitata di recentissima realizzazione, smembrerebbero il tessuto urbano, comprometterebbero le scelte di sviluppo urbanistico di Latisana, quello delle sue attività economiche e produttive esistenti, anche a causa del permanere dei cantieri necessari per realizzare un’opera palesemente inutile. Ci troveremmo quindi di fronte a un inevitabile tracollo dell’economia locale con conseguenze sociali ed economiche facilmente prevedibili».
Il Comitato promette «una decisa e motivata opposizione al progetto di variante che è motivata dal suo devastante impatto su Latisana, ma anche dal mostruoso spreco di denaro pubblico impegnato per realizzarla; spreco e devastazione assolutamente immotivati, alla luce dei risibili risparmi sui tempi di percorrenza dei treni in transito e addirittura nulli o quasi per quelli che prevedono soste a Latisana o per il trasporto merci». La cittadina della Bassa friulana si appresta quindi ad una nuova azione per salvaguardare il proprio territorio. «L’ammodernamento della linea ferroviaria Venezia-Trieste è un progetto di interesse nazionale che deriva dagli accordi Stato-Regione presi in passato e non va attribuito a questa amministrazione – aveva già dichiarato l’assessore regionale alle infrastrutture, Graziano Pizzimenti -. Si tratta di una iniziativa che, dopo anni di silenzio assoluto, abbiamo voluto rendere pubblica. Per questo andremo nei numerosi territori coinvolti per raccogliere spunti e valutazioni nel più ampio spirito di trasparenza e partecipazione».

La stazione di Latisana.

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In copertina, il ponte sul fiume Tagliamento (da Ferrovie.it)

“Biodiversità, Paradiso in terra”, video che ci fa amare l’ambiente

Cosa succede sulla Terra in 1 minuto? Utilizziamo 65mila barili di petrolio, si sciolgono 300mila tonnellate di ghiaccio e una specie vegetale o animale scomparirà entro i successivi 20 minuti. Un countdown che fa riflettere, scandito nella produzione del video “Biodiversità, Paradiso in terra” prodotta per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020 dalla campagna Spreco Zero, e da ieri gratuitamente disponibile su youtube al link sottoriportato. Realizzato da Europa Cultura, il video include interventi originali del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, dell’agroeconomista Andrea Segrè, fondatore movimento Spreco Zero, del geologo Mario Tozzi, del climatologo Luca Mercalli, dell’antropologo Bruno Latour, dell’artista Veronica Pivetti e dell’esperta Fao Irene Hoffmann. Le voci narranti sono della giornalista Marinella Chirico e dell’attrice Marcela Serli, le musiche originali di Teo Limous, i testi di Daniela Volpe. In 14 minuti il video ci aiuta a fare il punto sul tema che le Nazioni Unite hanno messo al centro dell’impegno per il 2020, “super year of biodiversity”. Con la pandemia covid-19 il 2020 è diventato punto di svolta obbligato per il pianeta: ce lo ricorda appunto Andrea Segrè nell’editoriale scritto per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020.

“La terra è un paradiso, l’inferno è non accorgersene”, ecco l’editoriale di Andrea Segrè per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020. “La terra è un paradiso, l’inferno è non accorgersene”: l’aforisma di Jorge Luis Borges è tanto più vero oggi, nel tempo sospeso dalla pandemia, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Ambiente. L’ambiente, ciò che ci circonda – è infatti il participio presente ambiens del latino ambire che significa appunto circondare – svuotato dalla nostra pesante presenza si è ben presto ripreso il suo spazio. Lo spazio della nostra assenza lo ha ripopolato di animali e piante, una presenza che prima si nascondeva fino a sparire. La perdita continua di biodiversità, ovvero la scomparsa di molte specie vegetali e animali, ci ricorda la tragica combinazione fra la presenza dell’uomo e l’assenza del mondo vegetale e animale. È bastato un attimo, se contato con la metrica dell’evoluzione, e ribaltare la presenza con l’assenza per ripopolare quello spazio perso. Nel 2020, anno bisesto e funesto, siamo tuttavia a un punto di svolta obbligato: paradiso o inferno? Se il riscaldamento globale dovesse continuare con il ritmo attuale, entro la fine del secolo scatterà un allarme estinzione per il 73% delle specie animali e vegetali di tutto il mondo. Una scoperta però è confortante, anche se non è ancora il paradiso: la parola “ambiente” esce finalmente da qualsiasi concetto astratto ed entra con prepotenza nel lessico delle priorità della nostra vita.

Ben 7 italiani su 10 (68%) sanno correttamente spiegare la “biodiversità” come “una molteplicità di specie animali, vegetali e microorganismi” e con altrettanta precisione 4 italiani su 10 collegano la perdita di biodiversità e l’alterazione degli equilibri ed ecosistemi a conseguenze rilevanti se non addirittura catastrofiche per l’abitabilità terrestre, come la pandemia covid-19. Solo 1 italiano su 10 (9%) ritiene che non valga la pena preoccuparsi, e che la perdita di biodiversità sia fisiologica nell’evoluzione degli ecosistemi, ma nell’insieme oltre i 3/4 dell’opinione pubblica hanno colto la serietà delle condizioni. Sono i dati del nuovo Rapporto #Biodiversità, I care 2020 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg, li diffonderanno oggi Fondazione Fico con la campagna Spreco Zero. L’indagine è stata condotta dal 27 al 29 maggio su 1000 soggetti in tutta Italia, secondo un campione statistico. Preservare la biodiversità, quindi, ma come? Secondo 1 italiano su 2 (50%) sono necessari e urgenti prodotti e detersivi a basso impatto ambientale, mentre per il 42% degli intervistati la strada è privilegiare la varietà di prodotti agroalimentari del territorio attraverso la spesa della famiglia. Soluzioni che dimostrano la comprensione dei pericoli in atto, e non di difficile attuazione. Molto resta da fare in vista degli Obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030, ed è questo il momento per uno scatto decisivo… verso il paradiso.

Info e dettagli: sprecozero.it

Il video “Biodiversità, Paradiso in terra” è gratuitamente disponibile su youtube al link  https://www.youtube.com/watch?v=wXjy6m_zUdI&t=626s

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In copertina, Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero.

A Trieste stamane una panchina per la libertà di stampa in Fvg

Raccogliendo l’appello rivolto a tutti i sindaci d’Italia di adottare una “Panchina della libertà di stampa” che richiami l’importanza dell’articolo 21 della Costituzione Italiana (Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure), anche Trieste ne avrà una, che sarà presentata ufficialmente stamane 5 giugno, alle 10.30, nel giardino di piazza Hortis, davanti alla Biblioteca Civica e all’emeroteca comunale, dove abitualmente i cittadini possono consultare gratuitamente tutti i giornali. Interverranno, fra gli altri, il sindaco Roberto Dipiazza, i presidenti di Ordine e Assostampa Fvg, Cristiano Degano e Carlo Muscatello, e il presidente del Rotary Club Trieste Nord Fabio Radetti.

“Panchine della libertà di stampa” sono già state inaugurate a Ronchi dei Legionari, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Matthew Caruana, figlio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese assassinata per le sue inchieste nel 2017; a Torre Annunziata, in collaborazione con la famiglia di Giancarlo Siani; nel ghetto ebraico di Roma, dedicata ai tipografi e ai giornalisti ebrei uccisi nei campi di concentramento. Infine, nei giorni scorsi, in occasione del 40° anniversario dell’assassinio di Walter Tobagi, è stata annunciata la posa di una panchina anche a Milano, nel parco Solari.

Nel capoluogo Fvg l’idea è stata rilanciata dal Rotary Club Trieste Nord, trovando subito il sostegno dell’Ordine dei giornalisti e dell’Assostampa regionali nonché del Comune di Trieste. L’annuncio era stato dato già il 9 dicembre scorso, in occasione dell’incontro fra il sindaco Dipiazza e il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna.

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In copertina, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Fvg Cristiano Degano.

A Casarsa suolo pubblico gratuito per bar ed esercizi commerciali

“Nuove concessioni e ampliamenti di spazi già esistenti, il tutto gratuitamente: ci eravamo presi l’impegno di venire incontro alle esigenze dei nostri commercianti. Utilizzando lo spazio esterno alle proprie attività, gli esercenti potranno servire maggiore clientela nel rispetto delle misure di sicurezza. Un segnale concreto che abbiamo voluto deliberare a sostegno del commercio locale in questa fase 2 di riapertura dopo l’emergenza Coronavirus, in modo che il comparto possa guardare al futuro con maggiore serenità: il Comune è al suo fianco”. E’ quanto afferma il sindaco di Casarsa della Delizia, Lavinia Clarotto, commentando la notizia che la giunta comunale ha deliberato la concessione gratuita del suolo pubblico a tutti i bar ed esercizi commerciali che ne hanno fatto richiesta.

Lavinia Clarotto e Ilaria Peloi.

Anche nella fase 1 l’amministrazione comunale aveva operato a sostegno del commercio che secondo le direttive nazionali e regionali poteva rimanere aperto sia con attività al pubblico che di consegna a domicilio. “Il progetto Commercianti in rete – ha spiegato l’assessore alle Attività produttive, Ilaria Peloi – ha visto l’adesione di quasi 50 attività, che anche grazie al sito e agli spazi social del Comune hanno potuto far conoscere alla cittadinanza i propri servizi. ‘Sosteniamo Casarsa’ è stato lo slogan della fase 1 che però continua anche nella 2 con l’invito a scegliere i negozi del territorio comunale per i propri acquisti”.

Per quanto riguarda poi altre notizie, l’amministrazione comunale casarsese sta lavorando anche al coordinamento dei Centri estivi seguendo le direttive regionali: la settimana scorsa c’è stato un incontro con associazioni ed enti firmatari il patto educativo, prossimamente saranno ufficializzate le decisioni. Ha infine riaperto al pubblico senza prenotazione l’ecopiazzola comunale di via Turridetta: da oggi 4 giugno occorrerà comunque rispettare le distanze di sicurezza e indossare guanti e mascherina. Orari il martedì e giovedì dalle 15 alle 19, il sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19.

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In copertina, uno scorcio del centro storico di Casarsa della Delizia in una bella foto di Daniela Radovan.

Anche la Lilt friulana in videoconferenza: “Aiutate il volontariato”

Anche la Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) di Udine, sezione “Elio ed Enrico Morpurgo”, ha affrontato, per la prima volta nella sua storia quasi centenaria, l’esperienza di un’assemblea senza la presenza fisica dei soci. E’ accaduto, come informa un comunicato, in occasione di quella ordinaria convocata in videoconferenza per l’approvazione del bilancio 2019, che si è tenuta alla presenza – ciascuno davanti al proprio Pc – di una trentina di soci.

La sede udinese della Lilt.


Il presidente Giorgio Arpino – riconfermato, a seguito delle elezioni svoltesi alla fine dello scorso anno, per il quinquennio 2019-2024 – ha presentato una dettagliata relazione, toccando tutti i temi dell’attività sociale, nel campo della prevenzione primaria (promozione di stili di vita sani che contrastino le insorgenze di malattie oncologiche), di quella secondaria (identificazione gruppi a rischio, screening e diagnosi precoce) e terziaria (attività di supporto a beneficio di chi ha già sviluppato un cancro e dei familiari dei pazienti oncologici). In tutte le aree, numeri in crescita: basti citare le quasi 900 visite preventive per i tumori più diffusi – seno, cavo orale, prostata, melanomi, colon-retto.
Risultati lusinghieri, per i quali il presidente ha ringraziato in primis i medici ma con loro tutti i volontari impegnati nelle numerose manifestazioni ed eventi grazie ai quali è possibile raccogliere i fondi necessari per sostenere il bilancio dell’Associazione. Risultati che tuttavia, ha avvertito Arpino, saranno difficilmente ripetibili nel 2020, partito con l’handicap del Coronavirus che di fatto ha bloccato gran parte dell’attività per un intero trimestre. Ma non è solo tale fattore a preoccupare: “L’epidemia Covid-19 – ha detto Arpino – ha fatto esplodere la solidarietà di tutti, una tantum, per aiutare la Sanità pubblica a contrastare l’espandersi di questo male terribile. Ciò è certamente bene, come risposta straordinaria ad un’emergenza straordinaria. In questa situazione, però, il terzo settore, di cui facciamo parte, è stato tenuto generalmente sotto traccia, rispetto alle grandi istituzioni, trascurando chi ha continuato ad operare facendo la propria parte. Il Covid-19 ha impoverito tutte le associazioni di volontariato, deviando le risorse sull’emergenza, dimenticando chi rappresenta uno “zoccolo duro” per aiuti continui e costanti, che è sempre stato presente e che ancora lo sarà, anche in tempi peggiori”.
Più che mai attuale, quindi, il tradizionale appello “aiutateci ad aiutare”, rivolto ai soci, ma anche a tutti i cittadini e alle istituzioni. Un aiuto che è possibile anche attraverso la destinazione alla Lilt del 5 per mille al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi.
La relazione del presidente ed il bilancio consuntivo 2019 sono stati approvati all’unanimità. L’assemblea ha anche nominato nuovo presidente dei revisori dei conti il ragionier Mario Bertossi, in sostituzione del dottor Antonio Toller dimessosi per motivi personali, dopo molti anni di meritevole ed apprezzata collaborazione.

La sezione Friulana della Lilt (Lega Italiana per la lotta contro i Tumori) Onlus, intitolata ad “Elio ed Enrico Morpurgo”, opera ad Udine dal 1925 (è una delle sezioni più antiche d’Italia). Le due sedi indicate in calce sono aperte al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30.
Sezione Friulana Provincia di Udine “Elio ed Enrico Morpurgo” – Organizzazione di Volontariato 33100 UDINE – Via Francesco di Manzano, 15 – c.f. 94067980303 – www.legatumoriudine.it Centro Medico di Prevenzione e Ascolto “Nella Arteni” – LILT 33100 UDINE – Via Francesco di Manzano, 15 – Tel 0432.548999 – Fax 0432.425058 – e-mail: udinelegatumori@virgilio.it Segreteria e Presidenza 33100 UDINE – P.le Santa Maria della Misericordia, 15 – c/o Az. Ospedaliero-Universitaria -Tel /Fax 0432 481802 – E-mail liltudine@gmail.com

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In copertina, il presidente della Lilt friulana Giorgio Arpino.

 

Festa della Repubblica a Casarsa: oggi la Costituzione ai neodiciottenni

Festa della Repubblica speciale oggi a Casarsa della Delizia, sebbene con una cerimonia limitata nelle presenze, per rispondere alle esigenze dettate dall’emergenza sanitaria, ma che idealmente abbraccia tutta la comunità (la quale potrà comunque assistervi in diretta streaming): la città in riva al Tagliamento, in collaborazione con la Pro Loco, prosegue infatti nella sua bella tradizione di donare ai neodiciottenni copia della Costituzione italiana e del Tricolore durante la cerimonia del 2 giugno.
La cerimonia, alla quale potranno accedere solo i componenti dell’amministrazione comunale (sindaco, assessori e consiglieri), in rappresentanza di tutta la comunità, e i neomaggiorenni (che non saranno accompagnati dai familiari), si terrà dunque dalle 11 di stamane nel giardino del palazzo municipale Burovich de Zmajevich. I presenti rispetteranno il distanziamento necessario e indosseranno la mascherina. La cerimonia sarà trasmessa sul canale YouTube Comune di Casarsa della Delizia. Oltre all’esecuzione dell’Inno nazionale e all’intervento ufficiale del sindaco Lavinia Clarotto, l’operatore culturale Livio Vianello leggerà e commenterà alcuni articoli della Carta costituzionale.
“Il 2 giugno – ha dichiarato il primo cittadino nella lettera inviata ai coscritti della classe 2002 – è la Festa della Repubblica Italiana, giorno in cui ricordiamo con sentimento di appartenenza la scelta compiuta nel 1946, dopo la fine del fascismo e dell’esperienza monarchica, di far sorgere un’Italia libera, democratica, basata su fondamentali valori di dignità, di giustizia e di solidarietà. Orgogliosi di questa storia illuminata dalla Carta costituzionale, consapevoli che il rapporto fra cittadino e istituzione inizia nella comunità locale, vogliamo condividere con i diciottenni questa festa nell’anno che apre alla loro vita la maggiore età. Tempo di nuove possibilità responsabili per la costruzione del loro avvenire come donne e uomini di domani, che entrano nella piazza degli adulti”.

Alzheimer e assistenza domiciliare: la De Banfield si appella alla Regione

E’ sempre più necessaria una legge regionale che riconosca l’importanza dell’assistenza domiciliare alle persone gravemente ammalate. E’ quanto sollecita anche la onlus triestina Goffredo De Banfield-Casa Viola, una delle quattro realtà a livello nazionale a fare parte di Eurocarers, Associazione non governativa incentrata sulla figura del caregiver, ovvero chiunque si prenda stabilmente cura, in maniera non retribuita, di una persona con disturbo cronico, disabilità e non-autosufficienza: nel caso della De Banfield principalmente le persone affette da demenza e malattia di Alzheimer. Creare una rappresentanza di questa figura a livello europeo, promuoverne gli interessi nella legislazione europea e nazionale, così come migliorare la situazione personale, economia e sociale dei caregiver sono gli obiettivi che rientrano tra quelli portanti dell’istituzione Eurocarers che ha tenuto la sua assemblea annuale internazionale e alla quale ha partecipato la coordinatrice di Casa Viola Antonella Deponte: un’assise che ha riunito 46 organizzazioni da 20 differenti Paesi.

L’attualità dell’emergenza da Covid – che ha particolarmente interessato gli anziani, le persone non autosufficienti e i loro caregiver – è stato tra gli argomenti di punta dell’assemblea che ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’assistenza familiare nel sostegno alla salute pubblica: ogni giorno, infatti, milioni di “assistenti informali” in tutta Europa svolgono un ruolo centrale nell’assistenza a lungo termine. Riflessione di punta le difficoltà in cui i caregiver si sono trovati durante la crisi Covid-19 avendo pagato un prezzo elevato in termini di salute, rapporti sociali e occupazionali, come ha anche rilevato anche la ricerca per tracciare il profilo di “caregiver” e le loro necessità realizzata da Casa Viola, una delle più imponenti sull’argomento a livello nazionale.
La pandemia ha reso i caregiver più isolati, vulnerabili e invisibili che mai. Molti, anche nel capoluogo regionale, forniscono assistenza a membri di gruppi a rischio col pericolo di contrarre il virus: proteggersi dalle infezioni e impedire la trasmissione alla persona di cui si prendono cura è stata la preoccupazione maggiore, affrontata spesso senza guida o dispositivi di protezione individuale.

E proprio dalla 17a Assemblea internazionale i membri della rete Eurocarers – compresa l’Associazione De Banfield – hanno lanciato un appello alle istituzioni dell’Unione Europea e agli Stati membri per intraprendere azioni immediate per il riconoscimento e il supporto ai caregiver, chiedendo un chiaro impegno politico nei confronti dell’assistenza informale da loro fornita e il loro riconoscimento come partner essenziali nelle cure, soprattutto domiciliari, con maggiore formazione e fornitura di servizi di supporto professionale. Si tratta di un documento che ben rappresenta e ingloba le richieste che l’Associazione De Banfield persegue da tempo, costantemente impegnata in questi anni nell’ottenimento a livello di governo regionale della legge che, appunto, regoli il riconoscimento della figura del caregiver e del prezioso ruolo che svolge.

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In copertina, gli effetti della malattia di Alzheimer in una mostra.