E’ conto alla rovescia per il “Premio Cigana” dedicato alla ripresa

di Gi Elle

Conto alla rovescia, ormai, per il “Premio Simona Cigana”, giunto alla 11ª edizione, trattandosi degli ultimi giorni disponibili per chi intendesse ancora partecipare prima della chiusura ufficiale del prestigioso concorso giornalistico nazionale annuale, multimediale del Circolo della Stampa di Pordenone dedicato alla giovane collega avianese morta improvvisamente tredici anni fa durante il proprio lavoro. Il 30 giugno scadrà, infatti, il termine per la pubblicazione dei servizi che possono partecipare; poi, entro il 10 luglio scadrà il termine per l’iscrizione al Concorso stesso. Com’è noto, vi possono partecipare i servizi pubblicati tra la seconda metà del 2019 e la prima metà del 2020 su testate italiane ed estere. Particolare fondamentale: questa edizione è dedicata idealmente al mondo del giornalismo impegnato in prima linea fin dall’inizio dell’anno nell’informazione sulla crisi mondiale provocata dalla pandemia da Coronavirus e sulle conseguenze sanitarie, economiche e sociali. Sono sotto gli occhi di tutti, infatti, le difficoltà operative e strategiche, tra disagi e pericoli per le categorie più a rischio, qual è appunto quella dei giornalisti.“Il nostro mondo – ha sottolineato il presidente Pietro Angelillo – non si ferma nemmeno in tempi di crisi, sia per senso del dovere, sia perché è necessario testimoniare la realtà in evoluzione di questa emergenza mondiale e le prospettive non facili di riscatto. Come nelle precedenti edizioni, è possibile presentare i servizi giornalistici pubblicati nel corso di un anno su testate italiane ed estere. Oltre ai motivi consueti, il concorso è dunque un’occasione per rendere omaggio agli operatori dell’informazione, in prima linea per testimoniare, analizzare e indagare in questo anno di gravi conseguenze epocali”.
Si aggiunge a questa dedica, se si vuole “di parte”, l’attenzione – spiega il Circolo pordenonese, fondato nel lontano 1967 – verso le categorie impegnate nella ripresa: i medici e gli infermieri che tutt’ora si dedicano con professionalità e altruismo alla terapia e alla prevenzione della popolazione, senza dimenticare l’impegno diffuso che oggi riguarda la ricerca di una normalità, da perseguire con lo spirito tenace e intelligente di imprenditori e lavoratori nella ricostruzione dopo le catastrofi belliche e naturali.
Come si ricorderà, la decima edizione del Premio era stata festeggiata lo scorso dicembre ad Aviano, la cittadina a pochi chilometri da Pordenone in cui risiedeva Simona Cigana. All’evento del decennale, con i familiari della cronista scomparsa e il presidente regionale dell’Ordine dei Giornalisti Cristiano Degano, aveva partecipato anche il leader nazionale Carlo Verna, al quale era stato conferito il titolo statutario di “Socio Onorario”.

Simona Cigana

DETTAGLI ORGANIZZATIVI

INIZIATIVA UNICA. Novità e conferme, uniche nel loro genere, figurano nel Bando/Regolamento e sono legate al Friuli Venezia Giulia come luogo e argomenti, con tre modi di “lettura” possibili: gli àmbiti locale, nazionale e internazionale. Tutti possono prenderne visione nel sito web www. stampa-pordenone.it. Si riferiscono alle seguenti Categorie giornalistiche a concorso: Inchiesta, Sport, Turismo, Economia/Artigianato, Sociale/Antinfortunistica.

SEGNALAZIONI DEL PUBBLICO. Confermata la partecipazione del pubblico. I destinatari delle notizie possono infatti segnalare al Circolo della Stampa uno o più servizi dell’autore o degli autori preferiti. Comunque la partecipazione degli autori è libera. Ma la segnalazione di lettori, ascoltatori e spettatori ha carattere di indicazione e di suggerimento, con conseguenze che si sono già dimostrate preziose in molti casi.

SOSTEGNO AL CONCORSO. Determinante, come sempre, il sostegno degli sponsor (pubblici e privati) che fa di questo ormai storico evento una delle iniziative più caratterizzanti del Friuli Venezia Giulia e del mondo dell’informazione.

—^—

In copertina, primi a sinistra Pietro Angelillo e Carlo Verna durante la cerimonia di dicembre ad Aviano.

Coronavirus e Vaia: ecco come valorizzare montagna e legno

Dopo la fase acuta del Covid-19 e la devastazione della tempesta Vaia, due eventi gravi che hanno pesato molto sul debole tessuto produttivo montano, occorre produrre un grande sforzo e una grande capacità collaborativa per cogliere le potenzialità che l’uso massiccio del legno locale possono offrire ai territori montani. Un potenziale di crescita che potrebbe moltiplicare almeno per 10 gli attuali valori, creando molte decine di nuovi posti di lavoro, nelle aree periferiche dove la crisi si fa sentire maggiormente e dove l’attuale situazione potrebbe favorire ulteriormente una “discesa verso il basso”. Esiste un patrimonio forestale di prim’ordine, disponibile in quantità più che sufficiente a dar da lavorare agli operatori locali, che non riesce a essere valorizzato in loco, ma finisce per buona parte all’estero assieme al valore aggiunto che potrebbe generare. Questa la visione di Legno Servizi, realtà attiva del settore.

Il presidente Emilio Gottardo.


Secondo la cooperativa, occorre che gli operatori, assieme alla Regione Fvg, sviluppino una visione che metta al primo posto la crescita e la creazione di nuove imprese capaci di trasformare il prodotto “in casa”, che investano in nuove tecnologie di trasformazione, di conservazione, di nuovi prodotti, che contribuiscano alla valorizzazione del patrimonio forestale “in loco” per contrastare l’esportazione del legname tondo verso altre destinazioni. Una valorizzazione che trovi coinvolti tutti i soggetti della filiera, vale a dire imprese di utilizzazione, di trasformazione e segherie, in un progetto che può contare su un “vantaggio competitivo” che molti non hanno: la materia prima di qualità, certificata per la gestione forestale sostenibile, disponibile in buone quantità.

“Nei prossimi anni, e già i segnali ci sono, non possiamo organizzare – dicono a Legno Servizi – la produzione nelle aree montane su comparti che dipendono sempre più da filiere e dinamiche di mercati che non controlliamo; non possiamo soggiacere a ricorrenti tensioni sulla materia prima legno, per la quale assistiamo a periodiche “corse all’accaparramento”, schiacciati dalla logica del più forte. Se non ci sarà una “concorrenza locale” capace di contrastare questi fenomeni, assisteremo alla svendita dei nostri boschi e alla “schiavitù” del materiale (lavorato) da importazione. Le nostre foreste soffriranno, le nostre imprese saranno costrette a sopravvivere e faticheranno a reggere l’urto. Dunque, ripartiamo dal legno locale! Gli ingredienti per un buon risultato ci sono tutti. Da Legno Servizi, dal Consorzio Boschi Carnici, dall’Associazione dei Boscaioli (Aibo), alle varie reti di imprese che in questi anni si sono costituite, alle segherie, ci sono le professionalità per migliorare e progredire assieme, aumentando gli occupati, facendo crescere il territorio, ora in sofferenza“.

Questa è, dunque, la proposta lanciata da Legno Servizi per rilanciare il comparto del legno nelle zone montane della regione e per ricominciare, oltre la normalità di prima, dopo Covid-19. «Lo facciamo convinti che il futuro, che è già presente, premierà il settore, persuasi che se adeguatamente sostenute le nostre imprese potrebbero crescere significativamente – afferma Emilio Gottardo, presidente di Legno Servizi -. Lo facciamo per mantenere competitive e propositive le nostre imprese associate, soprattutto in questo momento. Ma non ci riusciremo da soli. Riusciremo a incidere e a suggerire a chi ci governa la direzione da mantenere se saremo uniti e convinti prima di tutto noi, imprenditori e organizzazioni di questo territorio. Se lo faremo, avremo più forza e chi ci governa ci ascolterà. Il territorio ne ha bisogno, e ripartire dal legno locale per un suo uso generalizzato nelle costruzioni e negli arredi urbani, come hanno fatto, prima e meglio di noi, altri territori contermini, sarà di gran beneficio anche per le casse regionali. In questa ottica, Legno Servizi, assieme a soggetti pubblici e privati qualificati, si è fatta promotrice di una proposta concreta che verrà presentata prossimamente alla Regione per sostenere tutto il comparto foresta-legno nell’ottica di un uso diffuso e crescente del legno locale come materiale da costruzione. Mai come oggi – conclude il leader della cooperativa carnica – scelte che maturano altrove hanno influssi sulla porta di casa. Per questo occorre un approccio glocale: globale nella visione, locale nell’attenzione alla capacità produttiva nostra».

—^—

In copertina e qui sopra legno pregiato dei boschi carnici.

Con “Wake Up Green” l’economia circolare spiegata dall’Irse

Oltre 15 mila visualizzazioni sui canali social hanno accolto le prime proposte del palinsesto Irse ScopriEuropa Digital. E l’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia rilancia adesso nel segno della sostenibilità attraverso “Wake Up Green”, il nuovo ciclo di Narrazioni digitali sull’economia circolare. Appuntamento nelle giornate del 19, 22, 24 e 26 giugno alle 15.30 sulla pagina Facebook Irse-ScopriEuropa. All’indomani del lockdown che ha allarmato il mondo intero di fronte all’emergenza sanitaria, è necessario rifocalizzare l’attenzione sull’altrettanto urgente emergenza climatica. L’adattamento ai cambiamenti climatici passa attraverso un impegno binario: quello delle città e delle istituzioni che ne regolano il funzionamento, ma anche quello del cittadino e delle sue scelte quotidiane. Due piani altrettanto fondamentali, quello istituzionale e quello individuale, che insieme contribuiscono alla rigenerazione delle nostre abitudini e dei contesti urbani in cui le mettiamo in pratica.

Domani e lunedì prossimo Emanuele Bompan, giornalista ambientale e geografo, parlerà di città circolare, anche detta città resiliente o città verde, cioè capace di adattarsi ai cambiamenti climatici, portando al centro i bisogni del cittadino e proiettandosi verso il futuro. In che misura le nostre città sono circolari e resilienti? Quanto esse si stanno rigenerando? Quali azioni vanno messe in pratica e da dove cominciare? Che cosa sbagliamo nel proiettare le nostre città nel futuro? Ma soprattutto, come muovere concretamente i primi passi verso la rigenerazione e l’adattamento delle aree urbane ai cambiamenti climatici? L’ intervento video di Emanuele Bompan è tratto dal recente intervento all’Irse nell’ambito del corso “Responsabilità Circolare. Rigenerare la città”, assieme all’assessore all’Urbanistica e Pianificazione del Territorio del Comune di Pordenone, Cristina Amirante, e all’Ingegnere Giuseppe Carniello.

Il 24 e il 26 giugno Maddalena Binda, giovane divulgatrice del tema sostenibilità ed economia circolare sui propri canali social e nel proprio blog, attivista nel campo dell’ecologia e, come lei stessa si definisce, cittadina consapevole, spiegherà invece quali sono le sue scelte sostenibili, quelle che contribuirebbero ad una rigenerazione, in termini di circolarità e sostenibilità, della vita quotidiana e di conseguenza di quella della città e del pianeta. Con un approccio che mescola aneddoti di vita quotidiana a fonti scientifiche e dati concreti tratti dalle più autorevoli fonti internazionali, Maddalena porterà un esempio concreto di responsabilità e consapevolezza circolare individuale.

Emanuele Bompan

Ecco i video

Video 1 > 19 giugno ore 15.30

Città circolare – mappare i desideri del cittadino, che cosa vogliamo dalle nostre città?
Emanuele Bompan spinge il cittadino ad interrogarsi su ciò che desidera dalla propria città, e suggerisce alle istituzioni di raccogliere e mappare quelli che sono desideri e bisogni del cittadino stesso: una città dove si respira aria buona? una città meno rumorosa, più verde, con più piste ciclabili e meno automobili? Che cosa vuoi, tu cittadino, dalla città che abiti? La rigenerazione urbana si attua dunque necessariamente a partire da un dialogo tra cittadini consapevoli e istituzioni aperte all’ascolto.

Video 2 > 22 giugno ore 15.30

Città circolare – mappare i flussi di materia e adottare misure circolari concrete
Emanuele Bompan spiega che per muoversi in direzione di un’economia circolare, il secondo passo da compiere è mappare i flussi di materia in città. È fondamentale conoscere quali materie prime entrano e sono presenti in città, quanto e come vengono consumate e “digerite” sotto forma di rifiuti. Quanto il cittadino consuma e qual è il livello di spreco, quanti materiali possiede che potrebbero essere trasformati, riciclati, riutilizzati. E infine, quanta attenzione viene prestata al verde pubblico. Se l’epidemia da Coronavirus ci ha colto impreparati, sui cambiamenti climatici sappiamo benissimo quali sono gli scenari futuri, perciò dobbiamo iniziare a pianificare adesso per poterci adattare ad essi. E’ necessario dunque che istituzioni come il Comune, diano il buon esempio in termini di responsabilità circolare e che chi rappresenta i cittadini agisca per primo pianificando e adottando misure circolari concrete.

Video 3 > 24 giugno ore 15.30

A proposito di “plastic free”, oltre i soliti slogan
Maddalena Binda affronta il tema plastica, cercando di andare oltre i soliti slogan sul “plastic free”: in vista dell’iniziativa Plastic Free July, si parla di alternative alla plastica e del perché la plastica rappresenta un problema per il nostro pianeta. Utilizzo delle risorse, inquinamento dei mari, microplastiche e basso tasso di riciclo nel mondo, quantitativi di plastica che i paesi occidentali hanno mandato e mandano nei paesi asiatici. Quali sono i provvedimenti dell’Ue sulla plastica monouso? Fino ad arrivare a scelte quotidiane concrete e adottabili da tutti: utilizzo della borraccia, prendere l’acqua alle fontanelle, prestare attenzione quando si fa la spesa, provare le alternative solide agli shampoo e balsami, eccetera.

Video 4 > 26 giugno ore 15.30

L’impatto delle nostre scelte alimentari: sprechi, stagionalità e dieta vegetariana
Maddalena Binda: qual è l’impatto delle nostre scelte alimentari sul pianeta e come possiamo ridurlo senza tuttavia dover stravolgere la nostra dieta? Non solo dieta vegetariana e vegana, ma anche riduzione dello spreco alimentare e perché privilegiare la stagionalità di frutta e verdura e il chilometro zero.
Oltre ad alcuni dati significativi sull’alimentazione e sulle scelte alimentari sostenibili, anche qualche aneddoto di vita quotidiana, che possa fare chiarezza su come cercare un compromesso tra la maniera in cui abbiamo sempre mangiato e quella in cui dovremmo mangiare per fare del bene al nostro pianeta.

I video saranno pubblicati sulla pagina Facebook Irse – ScopriEuropa il 19, 22, 24 e 26 giugno 2020 alle 15.30. Saranno visualizzabili in seguito anche sul sito dell’IRSE, sull’IGTV del profilo Instagram IRSE-ScopriEuropa e sul Canale YouTube Cultura Pordenone.

—^—

In copertina e qui sopra Greta e attivisti durante una manifestazione a difesa dell’ambiente.

Opi Trieste, torna il Premio nel ricordo di Valentina Sossi

In un anno decisamente particolare, il 2020 flagellato dalla pandemia Covid-19, riparte un Premio che da sette anni si propone di favorire l’incontro e la vicinanza fra infermieri e cittadini,nonché di festeggiare i professionisti che, attraverso la loro esperienza, hanno saputo unire le doti di competenza, umanità, capacità di empatia con il paziente. È infatti ai nastri di partenza la 7a edizione del Premio “Infermiere dell’anno” promosso dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste, l’iniziativa che ogni estate incontra la simpatia dei cittadini per “incoronare” l’infermiere che meglio abbia saputo esprimere lo spirito proprio del “take care” infermieristico: il prendersi cura a 360 gradi, dalla salute dei cittadini in carico. C’è tempo fino al 30 luglio, quest’anno, per inviare la propria segnalazione e partecipare, utilizzando il modulo scaricabile dal sito www.opitrieste.it

Valentina Sossi


Il Premio è dedicato alla memoria dell’infermiera Valentina Sossi, scomparsa prematuramente sei anni fa, esempio notevole di ottima professionista, capace di instaurare un rapporto empatico con le persone prese in carico. Cresce dunque l’attesa per conoscere la terna finalista 2020: sulla base delle segnalazioni ricevute, per qualità e non solo per quantità di preferenze, la selezione spetta alla Commissione del premio, composta da componenti del Consiglio direttivo OPI ovvero Franca Masala (tesoriera), Cecilia Trotto, Giulia Gerebizza, Stefano Grisan, Sara Petri. Il vincitore sarà proclamato e premiato dal presidente di Opi Trieste, Flavio Paoletti, appena le condizioni generali consentiranno di prevedere in presenza l’evento annuale di solidarietà aperto alla partecipazione degli iscritti e dei cittadini di Trieste, come sempre legato al bando di solidarietà Opi per Trieste, che riconosce e premia i progetti socio-sanitari promossi sul territorio.
«Quest’anno doloroso e speciale, tristemente memorabile per la nostra salute e per la vicinanza in corsia fra infermieri e cittadini – spiega il presidente Paoletti – ci rafforza nel desiderio di fare squadra con la città per dare nuove risposte ai bisogni emergenti sanitari e sociali della popolazione, anche attraverso i progetti meritevoli di solidarietà socio-sanitaria, che ci proponiamo di riconoscere e sostenere il prossimo autunno. Nel frattempo, nel corso dell’estate annunceremo la terna finalista, attraverso una inedita proclamazione digitale, online sul sito e i social dell’Ordine Opi di Trieste».
Nel 2019 il Premio è andato all’infermiera triestina Beatrice Virginia di Gioia, e nelle edizioni precedenti l’albo d’oro del contest annovera le infermiere Reanna Simsig, Sarah Bradassi, Rosa Mingrone, Lucia Sambo, Giulia Gerebizza.

—^—

In copertina e qui sopra Paoletti premia le infermiere Reanna Simsig e Beatrice Virginia di Gioia (2019).

I dettagli e il bando per votare “L’infermiere dell’anno” sul sito www.opitrieste.it

 

A Casarsa ripartono i Centri estivi: da oggi via alle iscrizioni

L’Amministrazione comunale di Casarsa della Delizia ha avviato, grazie alla collaborazione degli uffici dell’Area servizi alla popolazione, un progetto organico di proposte estive per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza sanitaria Covid-19. Si è così deciso che i Centri estivi saranno organizzati dal 29 giugno al 7 agosto e che le specifiche relative ad orari, sedi e costi verranno rese note a partire proprio da oggi 16 giugno contestualmente all’apertura delle iscrizioni online sul sito www.comune.casarsadelladelizia.pn.it.
“Ritenuta urgente e prioritaria la risposta a famiglie e minori in concomitanza alla congiuntura economica e sociale seguita alla crisi pandemica – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Claudia Tomba – si è lavorato per rispondere in maniera efficace alle specifiche esigenze del territorio considerando non solo le incombenze di una gestione quest’anno straordinaria, ma soprattutto le peculiarità del territorio con la valorizzazione di quel patrimonio sociale fatto di risorse vive e preziose esperienze che rendono unica la nostra realtà”.
Al centro come obiettivo educativo i processi di risocializzazione con particolare attenzione ai più deboli. “Un gioco di squadra e di comunità – ha concluso l’assessore – dove l’Amministrazione, che si è da sempre distinta per significativi investimenti economici e progetti d’eccellenza durante tutto l’anno a favore dei minori – scuole e asili, doposcuola, Progetto Giovani e Centri estivi –, metterà in campo risorse straordinarie”.
Ieri, si è tenuto in municipio il secondo tavolo di lavoro per dar seguito alla coprogettazione tra Amministrazione civica, Parrocchie e le realtà del Terzo settore.

In via Vittorio Veneto
il Centro per i medici

Da ieri a Casarsa della Delizia è aperto il Centro per i medici, la cui inaugurazione formale era avvenuta alla fine della scorsa settimana. Il nuovo Centro di assistenza primaria è situato nella struttura dell’ex municipio in via Vittorio Veneto. “Un presidio della salute – ha spiegato il sindaco, Lavinia Clarotto – in cui i medici di base del territorio comunale potranno ricevere i propri assistiti e nel quale potranno essere erogati alcuni servizi sanitari”.

—^—

In copertina, l’assessore alle Politiche sociali di Casarsa, Claudia Tomba.

Opportunità per i ragazzi volontari di Casarsa col Servizio civile solidale

Nuova occasione di crescita per i giovani di Casarsa della Delizia proposta dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe che sta cercando sei nuovi volontari da impiegare nel progetto di Servizio civile solidale “Lascia il segno”. Il “Servizio civile solidale” è promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia per stimolare la partecipazione dei giovani dai 16 ai 17 anni compiuti in esperienze di volontariato e di cittadinanza attiva. L’obiettivo è quello di promuovere tra i ragazzi una cultura della pace, della solidarietà e della non violenza attraverso progetti che veicolano messaggi di impegno civile e favorendone l’ingresso nel mondo del lavoro con un’accresciuta consapevolezza delle tematiche sociali e del proprio ruolo nella società. I ragazzi saranno impiegati per il periodo da ottobre 2020 a luglio 2021 per un totale di 360 ore.
A Casarsa i ragazzi potranno essere impegnati nelle attività del Servizio socio-educativo pomeridiano (il doposcuola), del Progetto Giovani e del Centro socio-occupazionale per disabili, affiancando gli operatori in attività specifiche. Poi nel periodo estivo, potranno partecipare come animatori ai due centri estivi organizzati dal Piccolo Principe ovvero il “Punto Verde” e il centro estivo alla fattoria sociale La Volpe sotto i gelsi. Tutte le attività si svolgeranno nel rispetto delle direttive ministeriali e delle conseguenti disposizioni regionali, in riferimento all’emergenza Coronavirus.
“Questa emergenza Covid-19 ha messo a dura prova i ragazzi – spiega Elisa Paiero, responsabile dei servizi per i giovani della cooperativa Il Piccolo Principe – che, nonostante il lungo periodo di isolamento, non hanno smesso di credere nella solidarietà e nel loro futuro. Per questo, oggi ancora di più, invitiamo le famiglie a considerare questa opportunità di crescita e di responsabilità nei confronti degli altri che può dare il Servizio civile solidale: ciascun ragazzo potrà dare il proprio apporto, in base alle sue inclinazioni, in uno spazio anche di autonomia progettuale. Si tratta di un progetto capace di promuovere tra i ragazzi la cultura della pace, della solidarietà e di cittadinanza attiva. L’obiettivo è anche quello di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei ragazzi con un’accresciuta consapevolezza delle tematiche sociali e del proprio ruolo nella società. Ringraziamo i ragazzi che stanno terminando questo percorso – aggiunge Paiero – e quelli che li hanno preceduti negli anni passati, perché in ogni servizio hanno fatto germogliare nuove idee, dando valore aggiunto ai servizi della cooperativa”.
Ai volontari in Servizio civile spetta un contributo complessivo pari a 892,38 euro per la partecipazione ai progetti da 360 ore: c’è tempo fino al 26 giugno prossimo entro le ore 14 per presentare la domanda.
Si possono scaricare i moduli on line sul sito www.ilpiccoloprincipe.pn.it ed inviarli a e.paiero@ilpiccoloprincipe.pn.it oppure consegnarli di persona all’Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Casarsa, previo appuntamento telefonando al numero 3403421265. Seguirà una selezione di tutti coloro che hanno presentato la domanda per arrivare a scegliere i 6 giovani volontari per l’anno 2020/2021.

—^—

In copertina il casale della Volpe sotto i gelsi e qui sopra volontari del Servizio civile.

Le sagre possono ripartire, ma come? Lo spiegherà il Comitato Pro Loco Fvg

di Gi Elle

In Friuli Venezia Giulia anche le sagre e le manifestazioni all’aperto, in genere, hanno riavuto il tanto auspicato via libera, al termine del lunghissimo lockdown imposto dall’emergenza sanitaria da Coronavirus. Per cui durante l’estate potranno essere nuovamente organizzati i tradizionali appuntamenti che, in molti casi, rappresentano anche un indubbio richiamo turistico per i centri che li propongono ma, come ricaduta, pure per l’intera regione della quale indubbiamente concorrono a valorizzare l’immagine. Si può dunque ripartire, a condizione, però, che venga rispettato il rigido protocollo di regole atte a salvaguardare da una malaugurata ripresa dei contagi. Per questo, sono stati pensati per gli organizzatori degli incontri formativi online con professionisti del settore sicurezza, oltre a un indispensabile supporto normativo tramite lo sportello Sos Eventi. Il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia – che ha sede a Villa Manin di Passariano – è, infatti, pronto per fornire tutto l’aiuto necessario alle sue aderenti che sono intenzionate a organizzare sagre ed eventi nelle prossime settimane, sempre all’insegna del rispetto delle regole, che sono ancor di più fondamentali in questa fase di ridimensionamento della grave crisi causata dal Covid-19.

“Le linee guida della Conferenza delle Regioni e Province autonome e l’ordinanza numero 16 del presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – ha spiegato il presidente delle Pro Loco regionali, Valter Pezzarini – forniscono le regole alle quali le associazioni dovranno attenersi, tra il fondamentale rispetto del distanziamento sociale e dell’utilizzo dei sistemi di protezione individuale. Abbiamo pensato di istituire una serie di incontri online con i nostri consulenti in tema di sicurezza, ai quali le Pro Loco potranno iscriversi gratuitamente: dei webinar a numero chiuso che puntano a chiarire tutti gli eventuali dubbi e a ricordare come sia fondamentale rispettare le direttive, anche per non incorrere in conseguenze legali. Inoltre, per tutti gli enti del Terzo settore del Friuli Venezia Giulia organizzeremo incontri simili attraverso lo Sportello Sos Eventi, offrendo la nostra disponibilità e collaborazione anche al Centro servizio volontariato (Csv), come già avvenuto negli scorsi mesi”.

Un aspetto va rimarcato in questa fase di lavoro per tornare alla normalità: ogni Pro Loco è libera di decidere come comportarsi riguardo agli eventi di sua competenza. “C’è chi ha espresso intenzione di confermare la propria sagra estiva – ha concluso Pezzarini – e chi invece ha già posticipato l’evento al 2021: noi siamo al fianco sia delle une che delle altre realtà, puntando a informare completamente sulle regole sanitarie che vanno rigorosamente rispettate. Sarà poi valutazione della singola Pro Loco, una volta informata su tutto, decidere se proseguire con l’organizzazione. Già eravamo un mondo orientato alla professionalità e alla qualità nella gestione degli eventi: ma deve essere chiaro a tutti che la singola Pro Loco è garante. nonché responsabile a livello penale, del rispetto della sicurezza sanitaria nel confronto di visitatori e operatori volontari della propria manifestazione. Per questo vogliamo tutelare le nostre associate con una corretta e completa informazione“.

—^—

In copertina, Valter Pezzarini e qui sopra Villa Manin (durante Sapori Pro Loco) dove ha sede il Comitato Fvg. 

(Foto Petrussi)

Lunedì a Casarsa apre il Centro medici. Altri lavori per sport e luce

Fase 2 a Casarsa della Delizia con l’avvio di nuovi cantieri e conclusione di quelli fermati per poco tempo durante il lockdown. Infatti, ieri c’è stata l’apertura formale del nuovo Centro di assistenza primaria nella struttura dell’ex municipio in via Vittorio Veneto, che era pronto già da inizio anno, e che entrerà in funzione lunedì prossimo. “Un edificio simbolo per la nostra cittadina, progettato dall’architetto Gino Valle – ha spiegato il sindaco, Lavinia Clarotto – che abbiamo riconsegnato alla comunità come presidio della salute, in cui i medici di base del territorio comunale potranno ricevere i propri assistiti e nel quale potranno essere erogati alcuni servizi sanitari. Un segnale di speranza nel futuro quello di poter consegnare adesso la struttura, pronta già da qualche mese, al termine del lockdown e nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus”. Erano presenti i vertici dell’Azienda sanitaria del Friuli occidentale (che gestisce la struttura) e il vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che è anche assessore alla Salute. Come detto, il Centro sarà operativo dal 15 giugno, con il trasferimento degli ambulatori dei sei medici di medicina generale del territorio.

Il sindaco Lavinia Clarotto.

Per quanto riguarda poi i nuovi cantieri, è appena partito quello del Palazzetto dello Sport. “Gli interventi – ha aggiunto la prima cittadina – riguarderanno l’adeguamento strutturale, la messa in sicurezza antincendio e l’efficientamento energetico del Palarosa. Il programma dei lavori durerà quattro mesi, al termine dei quali avremo un palasport rimesso a nuovo ed efficiente per le attività . nostre associazioni sportive”.

Il Palarosa.

Non appena si stabilizzerà il bel tempo sarà avviato pure il cantiere per l’interramento della linea di pubblica illuminazione in via Monte Grappa a San Giovanni. “Sarà istituito – ha concluso Lavinia Clarotto – un senso unico durante i lavori, previsti durare due settimane. Si tratta di un’opera importante, che va a sostituire una linea aerea elettrica vetusta che in passato aveva lasciato al buio alcune parti di San Giovanni. Poco distante proseguono invece i lavori alla scuola primaria Marconi, dove il cantiere ora si concentrerà, dopo la palestra e l’area esterna, sugli adeguamenti antincendio. Stiamo lavorando affinché a settembre le nostre scuole, a Casarsa e San Giovanni, siano pronte ad accogliere al meglio i nostri studenti“.

Via Monte Grappa a San Giovanni.

—^—

In copertina, il Centro di assistenza primaria nell’ex municipio di Casarsa.

Ripresa da Covid in Fvg: un artigiano su tre può chiedere gli aiuti

Uno ogni tre artigiani del Friuli Venezia Giulia ha il codice Ateco “giusto” per ottenere il contributo a fondo perduto messo in campo dalla Regione Fvg a titolo di parziale ristoro dei danni causati alle imprese dall’epidemia di Covid-19. L’Ufficio Studi di Confartigianato-Imprese Udine ha individuato, infatti, quasi 8.800 aziende iscritte all’Albo artigiano, pari al 31,5% del totale, la cui attività principale rientra tra quelle selezionate per accedere al finanziamento che varia da un minimo di 500 a un massimo di 4.000 euro a seconda del settore produttivo.
Su un totale di 27.853 imprese iscritte all’Albo artigiano, risultano ammesse ai contributi 8.787, un po’ meno di un’impresa artigiana su tre; restano al momento fuori dalla sfera dei beneficiari 19.066 imprese appartenenti a settori tra i quali figurano edilizia, impianti, trasporti conto terzi e Ict. Dal punto di vista provinciale, la percentuale di artigiani ammessi ai contributi è leggermente più alta nell’area della Venezia Giulia (Gorizia 36,2% e Trieste 33,7%), rispetto al Friuli (Udine 30,8% e Pordenone 30,1%). Al primo posto per incidenza di artigiani ammessi ci sono il comparto del benessere e dei servizi alla persona. Acconciatori, estetiste e odontotecnici tra gli altri che vedono ammesse al contributo ben il 99% delle attività, seguono con percentuali sopra l’80% i settori delle autoriparazioni e manutenzioni meccaniche (97%), la moda (91,2%) e l’artigianato artistico (85,4%).

«Si tratta di un segnale importante e concreto, un primo provvedimento che la Regione ha messo sul piatto a favore di artigiani, ma anche di commercianti, esercenti e operatori del turismo per andare a coprire almeno una parte delle spese impreviste e dei danni patiti dalle imprese a causa dell’emergenza sanitaria – afferma il presidente di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg, Graziano Tilatti -. Purtroppo non tutti i settori trovano spazio nell’elenco delle attività ammesse in questa prima tranche. Penso ad esempio alla filiera del legno-arredo, all’impiantistica e all’edilizia che non ne fanno parte. Per questo motivo – continua Tilatti – se si libereranno altre risorse chiediamo alla Regione di impiegarle per dare un po’ d’ossigeno alle imprese con codici Ateco rimasti esclusi da questa prima tornata di contributi».
Esaurito l’effetto “click day” del primo giorno, le imprese che non hanno ancora presentato domanda hanno tutto il tempo per farlo – come già annunciato – fino al prossimo 26 giugno. Confartigianato ricorda che gli uffici dell’associazione sono a disposizione delle imprese per informazioni e supporto e che non ci vogliono particolari requisiti per accedere al “bonus” salvo essere in possesso di uno dei Codici Ateco indivituati dalla Regione Fvg. «A differenza di analoghi provvedimenti nazionali, non è necessario che l’impresa abbia subito un calo del fatturato e neppure che sia rimasta chiusa durante tutto o parte del periodo dell’emergenza, anche se alcuni requisiti minimi vanno rispettati, come l’essere in regola con la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro o non trovarsi in una situazione economica compromessa già alla fine del 2019», sottolinea il presidente dell’associazione che plaude al meccanismo dei contributi in conto capitale. «Molto più diretto ed efficace per le imprese, che soffrono in gran parte una crisi di liquidità, rispetto a quello del credito d’imposta che fin qui è stato privilegiato dal governo nazionale», aggiunge Tilatti.

Tornando al report dell’Ufficio studi, l’importo medio per artigiano ammesso a contributo è pari a 1.062 euro, più alto in provincia di Pordenone (1.099 euro), più basso a Trieste (1.029 euro). Nei comparti, il contributo medio è più alto nell’alimentare (ristorazione per asporto, gelaterie e pasticcerie 1.400 euro), seguono i servizi e terziario (comprese le palestre, 1.378), e – sempre sopra i mille euro – il benessere e servizi alla persona (1.333).

—^—

In copertina, il presidente degli artigiani Fvg Graziano Tilatti.

Coronavirus, Popolari alleate del territorio. Il ruolo di Civibank

Anche al tempo di Coronavirus, le Banche popolari si confermano alleate del territorio in cui operano ponendosi a fianco delle attività economiche. E fra queste si distingue quella di Cividale del Friuli che, come informa un comunicato, ha già erogato quasi 70 milioni di euro. I dati nazionali di Assopopolari confermano, infatti, che le Banche di Credito Popolari hanno garantito liquidità alle piccole e medie imprese italiane, rispondendo alle necessità del tessuto produttivo nazionale in tempi rapidi. Così, le Popolari “hanno accolto il 65% delle domande di prestito al di sotto dei 25.000 euro, l’87% delle domande di prestito al di sopra di questa soglia e il 97% delle domande di moratoria”, come dichiara l’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari. Questo a seguito dei due decreti governativi “Cura Italia” e “Liquidità”, usciti rispettivamente il 17 marzo e l’8 aprile scorsi al fine di far fronte ai gravi danni causati dall’emergenza sanitaria.
L’erogazione di questi prestiti segue l’attivazione immediata a inizio lockdown degli aiuti alle famiglie, ai commercianti e alle aziende, decisi in maniera autonoma dalle singole banche di categoria. Le Banche Popolari – prosegue la nota – hanno subito recepito i primissimi sintomi della crisi, data la loro naturale vicinanza alle realtà anche più piccole (e quindi più vulnerabili) del territorio. Si conferma così il ruolo fondamentale giocato da questi Istituti nel far superare la prima fase di crisi alle famiglie e all’economia italiana, tradizionalmente trainata dalle piccole e medie imprese. I dati sono positivi – si sottolinea – nonostante le oggettive difficoltà aggiunte di portare avanti le operazioni bancarie durante il periodo di quarantena.
Anche Civibank, unica banca popolare autonoma a Nord-Est guidata da Michela Del Piero, conferma questi dati per i territori del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto: a seguito del decreto “Liquidità” la Banca di Cividale – conclude il comunicato – ha ricevuto domande di nuovo prestito per 86,75 milioni di euro, di cui ne sono già stati erogati 69,75, pari all’80% della liquidità totale richiesta entro fine maggio.

Michela Del Piero

—^—

In copertina, ecco la sede centrale di Civibank a Cividale del Friuli.