Confcooperative Pordenone alla ripartenza: Piccoli verso il secondo mandato

Confcooperative Pordenone volta pagina dopo la pesante esperienza che anche il settore produttivo friulano ha dovuto sopportare a causa della crisi sanitaria e prova, finalmente, a ripartire. L’assemblea generale di questa che è la principale associazione di rappresentanza delle cooperative nel territorio della Destra Tagliamento sarà, infatti, la prima a tenersi in Friuli occidentale dopo il lockdown tra quelle dei più importanti enti economici: programmata inizialmente per fine febbraio e poi posticipata proprio per il Coronavirus, si riunirà rispettando le misure di sicurezza sanitaria domani, mercoledì 1 luglio, alle 15, a Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda (che vanta il titolo di Comune delle Cooperative) nella sede dei Vivai Cooperativi Rauscedo. L’appuntamento, intitolato “Costruttori di bene comune per lo sviluppo delle comunità”, concluderà il mandato quadriennale e ne aprirà uno nuovo, visto che sono previste anche le elezioni per il rinnovo del presidente e del consiglio.
I lavori avranno al centro la relazione del presidente Luigi Piccoli, sul cui possibile secondo mandato sta convergendo l’adesione delle cooperative, riunitesi nelle assemblee di settore che hanno preceduto l’assemblea generale (lavoro, servizi ed edilizia; sociale; mutuo soccorso; agricoltura e pesca; consumo e utenza; cultura, turismo e sport; credito). Conoscenza, intersettorialità donne e giovani, solidarietà e mutualità, competenza e coesione: ecco le direttrici sviluppate negli ultimi quattro anni e che saranno alla base per l’azione post Covid-19 . In questo quadriennio il mondo di Confcooperative Pordenone (che è uno tra i più attivi a livello cooperativo regionale) ha dimostrato una decisa propensione anticiclica: in tempi di crisi economica e occupazionale, ha aumentato i fatturati del +34% e quasi raddoppiato gli addetti. Numeri che ora andranno confrontati con la situazione determinata nel 2020 proprio dal Covid-19, con cooperative che hanno dovuto affrontare importanti cali di fatturato (come quelle del settore cultura e spettacolo) e altre che sono state chiamate in prima linea a rispondere alle esigenze della popolazione costretta nelle proprie abitazioni (come la filiera agricola e quella del consumo).

“Analizzeremo il cammino di questi ultimi quattro anni – ha spiegato il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli -, ma ovviamente sarà necessaria anche una riflessione su quanto abbiamo vissuto in questi mesi: confidiamo che l’assemblea sia anche l’inizio di un’ampia riflessione che ci possa portare in tempi brevi a disegnare il futuro della cooperazione, con quella visione cooperativa che serve ad andare oltre la crisi, cercando di leggere il dopo, interpretandolo e ponendoci in un’ottica di rinascita. I mesi che abbiamo passato non li dimenticheremo certamente. Ora siamo impegnati nella ripartenza, che ci costringe a rivedere alcuni nostri comportamenti e a ridisegnare le attività intorno ad una nuova idea di società. Il tutto all’insegna della conoscenza e vicinanza alle nostre cooperative, come già fatto nel mandato che si sta chiudendo attraverso rilevazioni del ‘sentiment’ cooperativo, l’unicum in Italia del riconoscimento del Comune delle cooperative a quei territori e comunità con grande Dna cooperativistico e i consigli itineranti in varie realtà, in particolare puntando sullo sviluppo dell’area montana con le cooperative di comunità. Anche nell’emergenza Covid-19 abbiamo visto quanto sia importante l’intersettorialità, ovvero progetti che coinvolgono cooperative di vari settori, come per esempio è avvenuto felicemente con realtà agricole che hanno contattato cooperative sociali per alcuni loro servizi o sociali che si sono appoggiate a quelle di consumo, solo per fare alcuni esempi. E ancora: attenzione ai giovani e alle donne, “motori” ricchi di energia per il nostro mondo. Abbiamo raggiunto degli obiettivi, altre questioni invece le dobbiamo ancora affrontare, ma traiamo la nostra forza delle radici della cooperazione, che nel Friuli occidentale sono storicamente molto profonde”.
Nell’occasione, il presidente Piccoli ringrazierà per il lavoro svolto assieme il consiglio uscente con i vicepresidenti Maurizio Tantin, Fabio Dubolino e Giorgio Giacomello, nonché sarà ricordato Riccardo Fioretti, revisore dei conti dell’ente e storico direttore, recentemente scomparso.

“L’assemblea generale 2020 – ha aggiunto il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol – è doppiamente importante, visto che oltre a fare il punto sul quadriennio appena trascorso sarà un punto di ripartenza verso il futuro: i rappresentanti delle cooperative associate saranno chiamati a eleggere il presidente ed il consiglio per il prossimo quadriennio, conferendo loro la delega a gestire la nostra Unione, avendo riguardo alla diffusione dei valori mutualistici, alla crescita imprenditoriale delle cooperative associate e allo sviluppo sociale delle nostre comunità in questo periodo delicato dell’emergenza Coronavirus. Inoltre, nel 2021 ricorrerà il settantesimo anniversario dalla fondazione dell’Unione, appuntamento al quale riserveremo l’attenzione che merita”.
Ricordiamo che, dopo la registrazione dei partecipanti e l’apertura dei lavori, il primo adempimento sarà la relazione del presidente Luigi Piccoli. A seguire interventi istituzionali e il dibattito. A chiudere l’elezione del nuovo presidente – che, appunto, secondo le indicazioni della vigilia dovrebbe essere confermato – e degli organi statutari, nonché dei delegati all’assemblea regionale e a quella nazionale.

I NUMERI
Le 151 cooperative con oltre 50 mila soci associate a Confcooperative Pordenone sono una vera e propria “locomotiva”, economica e sociale, non solo del Friuli occidentale ma dell’intero Friuli Venezia Giulia: basta infatti pensare che con oltre 500 milioni di euro di fatturato, rappresentano più del 50% del valore della produzione complessiva delle cooperative associate a Confcooperative a livello regionale. Una serie di realtà che dà occupazione anche in anni di crisi economica, tanto da aumentare gli occupati (tra soci lavoratori e dipendenti) dalle 4550 unità del 2013 alle oltre 8 mila attuali. Tra i positivi esempi di questa capacità di generare occupazione, quello del Servizio civile attraverso il Consorzio di cooperative sociali Leonardo, che negli ultimi dieci anni ha coinvolto oltre un centinaio di giovani nelle cooperative che si occupano di disabili, con una ventina di loro che poi sono anche stati assunti. Per quanto riguarda i fatturati in totale in questi ultimi anni si è assistito a una variazione per le cooperative del +34%, sviluppo che è stato riversato sulla società e sulle comunità. Di seguito, i dettagli per singolo settore (al numero di 151 cooperative aderenti si arriva sommando a quelle dei singoli settori alcuni Consorzi tra esse).

Lavoro, servizi ed edilizia
Sono 29 le cooperative di lavoro, servizi ed edilizia aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 315 soci e un capitale sociale di 145 mila 994 euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 78% e danno lavoro a 260 persone. Il loro fatturato è di oltre 12 milioni di euro.

Cooperative sociali
Sono 35 le cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 1261 soci (di cui 164 soci volontari) e un capitale sociale di 1 milione 251 mila euro. Il tasso di mutualità è di oltre l’82% e danno lavoro a 1364 persone, diverse delle quali in categorie protette. Il loro fatturato è di oltre 49 milioni di euro.

Mutuo soccorso
Credima, società di mutuo soccorso di Friulovest Banca, ha 3mila 320 soci e ha rimborsato oltre 98 mila euro di spese mediche in un anno.

Fedagripesca
Sono 43 le cooperative del settore agricolo e della pesca aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 5 mila 541 soci e un capitale sociale di oltre 17 milioni di euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 78% e danno lavoro a 2700 persone. Il loro fatturato è di oltre 391 milioni di euro.

Consumo ed utenza
Sono 11 le cooperative del settore consumo e utenza aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 19 mila 240 soci e un capitale sociale di oltre 1 milione di euro. Il tasso di mutualità è di oltre l’82% e danno lavoro a 161 persone. Il loro fatturato è di oltre 33 milioni di euro.

Cultura, turismo e sport
Sono 22 le cooperative del settore cultura, turismo e sport aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 4 mila 113 soci e un capitale sociale di 553 mila euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 70% e danno lavoro a 3 mila 478 persone. Il loro fatturato è di oltre 11 milioni di euro.

Credito cooperativo
Sono 2 le banche di credito cooperativo aderenti a Confcooperative Pordenone (Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca) , per un totale (al 31 dicembre 2018) di oltre 20 mila soci e 350 dipendenti. Ammontano invece a 4,5 milioni di euro la raccolta e gli impieghi delle due banche operative sul territorio.

La storia
L’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, ovvero Confcooperative Pordenone, nacque il 15 settembre 1951. La data non è un errore: nacque addirittura prima della Provincia pordenonese, che sorgerà solamente nel 1968. Ciò fu reso possibile dal fatto che questo territorio già a fine Ottocento aveva dato vita a diverse esperienze cooperativistiche, prima nel credito con le casse rurali e poi in ambito agricolo e del consumo. Una presenza talmente forte che in quel 1951 si ottenne addirittura una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali. Sfogliando i libri di storia emergono altri passaggi epocali. La prima cooperativa, una latteria, sorse a Maniago nel 1882, zona dove poi sorsero realtà legate ai coltellinai. E poi il credito cooperativo, anche grazie a figure carismatiche come Leone Wollemborg e monsignor Giuseppe Lozer. Infine, ancora prima della nascita dell’Unione provinciale, da segnalare come nel 1949, anno di costituzione dell’Associazione Cooperative Friulane a Udine, la cooperazione pordenonese aveva già un suo ufficio distaccato, retto da Orlando Fioretti.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli, verso la conferma.

A Casarsa donate tre opere d’arte per il nuovo Centro medici

Un dono a tutta la comunità nel nuovo luogo in cui viene preservato uno dei suoi beni più preziosi, il benessere: il designer e professore Francesco Colussi, per tanti anni insegnante di educazione tecnica alla locale scuola media prima della meritata pensione, ha regalato tre sue opere al nuovo Centro di assistenza primaria di Casarsa della Delizia realizzato dall’Azienda sanitaria del Friuli occidentale nell’ex municipio di proprietà del Comune e in cui operano da pochi giorni i sei medici di medicina generale della cittadina. A fare da collegamento per la donazione la Pro Casarsa, con il presidente Antonio Tesolin, il quale ha partecipato alla consegna che Colussi ha fatto al dottor Alessandro Di Lorenzo, responsabile della struttura casarsese.
“Si tratta di due dipinti – ha spiegato Francesco Colussi – astratti ispirati alle opere dei grandi artisti Piet Mondrian e Theo van Doesburg, oltre a una lampada da me realizzata, intitolata ‘La foglia grigliata’ e dedicata all’arte di Harry Bertoia, designer italo-americano nativo di San Lorenzo di Valvasone Arzene noto per la sua Diamond chair. Spero che queste opere possano allietare i miei concittadini mentre sono in attesa delle visite”.
“Grazie al professor Colussi e alla Pro Loco – ha aggiunto Di Lorenzo ricevendo il dono – per questo gradito omaggio che abbellisce ulteriormente la struttura che abbiamo appena inaugurato. Siamo qui dal 15 giugno e i primi giorni sono stati davvero positivi: i pazienti rispettano le distanze di sicurezza, l’uso della mascherina e l’accesso su prenotazione, potendo così contare tutti sulla sinergia tra noi medici”.
Dalla Pro Loco un appello ad altri artisti locali. “Invitiamo al dono affinché questo sia un luogo di cura e allo stesso tempo di cultura. Casarsa ha molti valenti artisti e fotografi: se c’è qualcuno che ha voglia di donare delle sue opere – ha concluso Tesolin – basti che contatti la Pro Loco. Ci prodigheremo a metterci in contatto con il Centro di assistenza primaria per vedere se in linea con le linee moderne del luogo (l’ex municipio è infatti opera di rilievo architettonico essendo stata progettata dall’architetto Gino Valle, ndr) e dove possano eventualmente essere collocate. Un dono per la comunità e per arricchire un luogo di cura e prevenzione”.

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In copertina, la consegna di un’opera al Centro medici di Casarsa: da sinistra, Colussi, Di Lorenzo e Tesolin.

Benvenuto a don Saracino sacerdote “cireneo” nella Pieve di Nimis

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Don Federico mi ha subito detto sì, anzi da buon “cireneo” ha accettato con entusiasmo di accollarsi la responsabilità legale anche delle parrocchie di Nimis e Torlano. E ora si appresta ad avviare, con don Rizieri, un lavoro che sarà sicuramente proficuo, a vantaggio di queste comunità cristiane». L’arcivescovo di Udine ha salutato con queste parole il nuovo corso della Pieve di Nimis, durante la Messa celebrata stamane nel Duomo di Santo Stefano – anziché nella Chiesa matrice, per questioni di distanziamento sociale, come sarebbe stato invece richiesto dalla tradizione – per la presentazione ufficiale del nuovo legale rappresentante delle parrocchie, il quale ha aggiunto così nuovo lavoro a quello che già ricopre essendo guida spirituale di Faedis e Campeglio. «Un impegno che don Saracino saprà coniugare con efficacia, sommandolo anche agli altri importanti incarichi extra-parrocchiali”, ha aggiunto il presule, ricordando che il sacerdote – 54 anni, consacrato nel 1993 e originario delle Valli del Natisone -, essendosi specializzato in diritto canonico, è anche Difensore del Vincolo e Promotore di Giustizia presso il Tribunale Ecclesiastico Diocesano. «Inoltre – ha continuato monsignor Andrea Bruno Mazzocato -, gli ho affidato la importante delega della tutela dei minori dagli abusi che qui però, grazie a Dio, non evidenziano problemi».

Don Federico Saracino

Don Rizieri De Tina

All’augurio dell’arcivescovo, don Federico Saracino ha risposto confermando il suo impegno nel mettersi a disposizione anche di queste nuove comunità, dicendosi certo che sarà possibile creare una fruttuosa intesa con l’arciprete attuale, don Rizieri De Tina, che si ritira dalle responsabilità amministrative, per motivi d’età, ma che assicura ancora la sua guida pastorale. Un concetto sottolineato nell’indirizzo di saluto anche da parte del sindaco Gloria Bressani – che aveva a fianco il primo cittadino di Faedis, Claudio Zani, e gli assessori Serena Vizzutti e Aldo Attimis – e dal direttore del consiglio pastorale, Pietro Nocera, il quale ha presentato al nuovo parroco titolare anche tutti coloro, e sono numerosi, che collaborano con vari incarichi in rappresentanza delle comunità cristiane di Nimis, Torlano, Ramandolo e Chialminis. E la disponibilità ad assicurare ancora tutta la propria collaborazione è stata ovviamente ribadita da don Rizieri, il quale probabilmente è l’ultimo pievano con il titolo onorifico di “monsignore” in seguito alla riforma che Papa Francesco fece all’indomani della sua elezione al Soglio di Pietro.

Gloria Bressani

Pietro Nocera

Il semplice rito – ben lontano dalla fastosità di un tempo – si è quindi concluso mentre dalla millenaria torre della Chiesa matrice dei Santi Gervasio e Protasio giungeva la voce solenne della campana maggiore che sempre a mezzogiorno invita a recitare l’Angelus, quasi a voler esprimere il benvenuto a don Federico anche da parte della vetusta Pieve esclusa dalla cerimonia di insediamento a causa dell’emergenza sanitaria. E ora comincia, dunque, ufficialmente una nuova vita per le parrocchie di Nimis e Torlano, inaugurando quella «sperimentazione» che monsignor Mazzocato si è detto sicuro che sarà foriera di nuovi e importanti frutti, come lo era stata quella che aveva introdotto 42 anni fa il suo illuminato predecessore, Alfredo Battisti, facendo arrivare in paese quattro sacerdoti per una pastorale di zona: con lo stesso De Tina, Luigi Murador, Luigi Gloazzo e Flaviano Veronesi. E come sarà sicuramente positiva anche la scelta di affidare la gestione dello storico asilo parrocchiale creato alla fine della Grande Guerra da monsignor Beniamino Alessio a una fondazione istituita a livello diocesano, pur salvaguardando – ha assicurato l’arcivescovo – la sua autonomia operativa sul territorio, al fine di continuare a garantire ai bambini del paese quell’accoglienza per la quale si era tanto prodigata, durante la sua vita quasi centenaria, anche la compianta suor Rosalba Cepparo.

Un momento della cerimonia.

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In copertina, l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato con don Rizieri De Tina e don Federico Saracino.

“Estate Insieme”, bando di Fondazione Carigo per bambini e ragazzi

«L’emergenza sanitaria che abbiamo affrontato, e che stiamo tuttora affrontando, ha colpito in maniera sostanziale bambini e ragazzi», spiega la presidente di Fondazione Carigo, Roberta Demartin. «La chiusura delle scuole e delle attività in cui erano coinvolti e l’isolamento forzato li hanno costretti a percorsi di studio a distanza e a una vita sociale limitata e priva di relazioni al di fuori della sfera familiare, rinunciando ai confronti con i coetanei, alla fruizione di contenuti culturali e alla possibilità di svolgere attività motoria, salutare e rigenerante. La pandemia ha, inoltre, ampliato le difficoltà e le distanze sociali ed educative, alimentando il rischio che sempre più bambini e ragazzi restino indietro».
Proprio a partire da queste considerazioni – dopo essere intervenuta durante il periodo di lockdown a fianco dell’Azienda sanitaria e a favore delle fasce più deboli della popolazione per contrastare la fragilità sociale affiancando gli Empori della Solidarietà – la Fondazione Carigo interviene adesso a supporto dei bambini e degli adolescenti per evitare che siano privati delle condizioni di base per apprendere, esprimersi, sperimentare. «È fondamentale l’azione di associazioni ed enti del Terzo settore – piega ancora Demartin – nel garantire a bambini e ragazzi, nel rispetto della normativa in vigore, l’accesso alle opportunità educative, relazionali ed emotive, per ristabilire il loro equilibrio fisico e psicologico».

L’educazione, intesa in varie forme – da quella scolastica a quella sportiva, ludica, e culturale – è un settore prioritario per la Fondazione, come già indicato nel documento di programmazione 2020 approvato lo scorso ottobre. Dopo il bando a sostegno delle fragilità, la Fondazione interviene nella fase post-emergenziale per dare sostegno in quegli ambiti in cui si rilevano maggiori criticità. Nasce così il Bando “Estate Insieme”, con cui la Fondazione intende offrire supporto alle iniziative ricreative ed educative giovanili, luoghi e spazi educativi, di inclusione sociale e di aggregazione. La finalità è di fornire un valido supporto alle famiglie, ma soprattutto di creare ambiti di stimolo educativo, di supporto psicologico e, indirettamente, anche economico, consentendo il recupero dei deficit educativi, formativi e di socialità, che si sono inevitabilmente creati nella fase più acuta della pandemia e della domiciliazione forzata.

Le risorse a disposizione del Bando, in tutto 100mila euro, sono finalizzate a sostenere le attività estive culturali, motorie, sociali, educative e didattiche, aiutando enti e associazioni a sostenere le spese che immancabilmente risultano più onerose rispetto agli anni passati, come conseguenza della riorganizzazione delle attività volta a garantire la sicurezza di bambini e ragazzi.
Nel bando sono ammissibili i progetti che si adeguano alle normative vigenti, quindi compatibili con tutte le caratteristiche di sicurezza determinate dal periodo. Le iniziative finanziabili si devono svolgere entro settembre nel territorio isontino. Sono considerate ammissibili anche spese l’acquisto di materiale destinato alla realizzazione del progetto, quali i materiali didattici, le attrezzature e i prodotti per la sanificazione degli ambienti e degli spazi (dispositivi di protezione individuale, sapone, gel idroalcolico per le mani, distributori di gel igienizzante, detergenti disinfettanti, cestini per i rifiuti, rilevatori di temperatura corporea), le attrezzature necessarie allo svolgimento di attività all’aperto.
Le proposte progettuali relative al Bando devono essere presentate alla Fondazione entro le ore 12 del 10 luglio prossimo. Le richieste dovranno essere compilate e inoltrate attraverso la procedura ROL disponibile sul sito della Fondazione www.fondazionecarigo.it nella sezione “Contributi/Richieste”.

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In copertina, la presidente di Fondazione Carigo Roberta Demartin.

Creatività e divertimento a prova di Covid per i bambini di Pordenone

All’alba dell’estate 2020, il Centro Iniziative Culturali di Pordenone ha voluto dare ai giovani e alle famiglie della città un importante segnale per la ripresa e la “normalizzazione”, nell’anno del Covid: anche quest’anno, ottemperando a tutte le precauzioni sanitarie previste, si è rinnovato l’appuntamento con i laboratori creativi rivolti a due gruppi classe di bambini delle scuole del primo e secondo ciclo Primario. Ben distanziati, in sale ampie e sanificate ma anche e soprattutto negli spazi aperti, dall’orto didattico al giardino di via Concordia addobbato dalle sculture in esposizione, quattordici giovani e giovanissimi, ripartiti nei due gruppi di 6-8 e di 9 -12 anni, si sono finalmente ritrovati dopo il lungo lockdown dei mesi passati.

Guidati dalle illustratrici Sara Colautti e Federica Pagnucco, da Laura Tesolin maker e docente di nuove tecnologie e dalle atelieriste Lisa Garau e Stefania Trevisan, i bambini hanno così potuto ristabilire le regole dello stare insieme, creando nuove amicizie durante la frequenza di quattro laboratori dedicati all’arte, alla robotica, alla scrittura giapponese e alla natura. Dalle 9 alle 17.30, ogni giorno, hanno impastato argille, prodotto disegni, scatole colorate, origami, dipinto sul legno e prodotto immaginari fondali marini, ritagliando con precisione carte e cartoni, stoffe e feltro. «Da casa – spiega la presidente del Cicp, Maria Francesca Vassallo – hanno il loro grande entusiamo, una carica di energia. La gratitudine è arrivata anche dalle famiglie, che ci hanno incoraggiato a proporre un secondo ciclo di laboratori, dopo quello che giunge a conclusione venerdì 26 giugno. Ripartiremo così da lunedì 6 luglio per due nuove settimane, con nuova conduzione affidata a Marco Sorzio, atelierista, Marco Tonus, cartoonist e a Lis Aganis- Ecomuseo delle Dolomiti Friulane, per una proposta articolata tra disegno, attività motoria e teatrale, natura e scienza». Anche per il secondo ciclo di laboratori, i bambini potranno usufruire del servizio mensa a Casa Zanussi, in postazioni dedicate e che si garantiscono perfettamente sicure dal punto di vista sanitario.

Info e iscrizioni: cicp@centroculturapordenone.it oppure tel. 0434.553205.

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini del centro estivo a Casa Zanussi a Pordenone.

 

Progetto giovani Casarsa tra fotografie, idee e ragazzi amministratori

Sono ripartite ufficialmente le attività, al Progetto Giovani Casarsa, rispettando le norme di sicurezza anti Covid-19. Distanza, gel, mascherine e tanta voglia di ricominciare a fare delle cose insieme, a confrontarsi guardandosi negli occhi, a stare in gruppo. C’è stato un incontro con i ragazzi che presenteranno domanda per il Servizio Civile Solidale e sono state illustrate loro le possibili mansioni, nonché è partito il laboratorio di fotografia sociale. Inoltre, da oggi fino al 6 agosto, dalle 17 alle 19, si terrà la serie di incontri “I like it – costruttori di idee”. “Un progetto – ha spiegato Ilaria Peloi, assessore alle Politiche giovanili e Pari opportunità – che offre ai ragazzi la possibilità di esprimere le proprie idee, di valutarne la fattibilità, di concretizzarle in un progetto e di seguirne la realizzazione. Un modo per acquisire competenze gestionali e organizzative, supportati dagli educatori del Progetto giovani e sostenuti dall’assessorato alle Politiche giovanili che mette in campo le proprie risorse per realizzare le proposte e certifica l’esperienza. Sarà un’estate diversa, ma ricca lo stesso di opportunità”.

L’assessore Ilaria Peloi.

Al via dal 23 giugno, il laboratorio di fotografia sociale “Oltre lo sguardo” rivolto a ragazzi tra i 17 e i 30 anni, guidato dalla fotografa documentarista Giulia Iacolutti, che accompagnerà i giovani partecipanti in un percorso carico di stimoli e di significati, in cui potranno anche arricchire il loro bagaglio di competenze da spendere anche a livello professionale. Si tratterà la fotografia non solo come mezzo di espressione e di comunicazione, ma anche di denuncia e di riflessione per raccontare storie, risvegliare la coscienza critica e spingere verso un cambiamento e un riscatto di chi non ha voce o è invisibile. Il laboratorio si inserisce all’interno del progetto “Piùmani”, realizzato dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Casarsa della Delizia con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia – bando regionale 2019 per progetti di cittadinanza attiva a favore dei giovani.

Infine, da non dimenticare che è avvenuto l’ultimo incontro dell’anno scolastico del Consiglio comunale dei ragazzi. L’assessorato alle Politiche giovanili, grazie agli educatori del Progetto Giovani assieme agli insegnanti, ha pensato di offrire ai consiglieri la possibilità di rivedersi virtualmente, attraverso la piattaforma Meet, per confrontarsi assieme sul tema su cui hanno lavorato in questo primo anno di mandato. Inoltre, è stata anche l’occasione per salutare i consiglieri di terza media che hanno terminato la loro esperienza e che a settembre intraprenderanno una nuova avventura. I ragazzi hanno, durante l’anno, riflettuto ed elaborato proposte su come si può vivere bene assieme in una comunità: tema mai così attuale come oggi, in cui siamo stati richiamati tutti al senso di comunità, a fare scelte e a rispettare privazioni della nostra libertà in nome del bene comune. Nonostante la distanza e l’impossibilità di incontrarsi di persona, sono state proposte ai ragazzi attività interattive coinvolgendo i propri famigliari e riportando la sintesi delle riflessioni emerse dai propri compagni consiglieri, per non perdere il senso di gruppo e di confronto. È emerso un lavoro corale molto significativo che sarà la base delle attività del prossimo anno del Consiglio comunale dei ragazzi.

“Costruttori di comunità – conclude Ilaria Peloi, assessore alle Politiche gGiovanili e Pari opportunità – è il nome del progetto a cui hanno lavorato i giovani partecipanti del Consiglio comunale dei ragazzi di Casarsa. Grazie ad attività leggere ed interattive, caricate nella piattaforma dell’Istituto comprensivo Pasolini, i ragazzi hanno riflettuto sull’importanza di sentirsi parte di una comunità e su quanto ognuno di noi con il proprio impegno e comportamento ne condiziona il benessere. Per farlo al meglio, i consiglieri hanno chiesto la collaborazione di genitori e fratelli per scoprire i bisogni considerati essenziali per stare bene assieme e le responsabilità di ognuno per rispettarli e realizzarli. Questi progetti saranno il materiale di lavoro del prossimo anno di mandato del Ccr, ma anche un’ottima occasione di confronto per tutta la comunità per ripartire assieme con nuova energia”.

Coronavirus, in Fvg due Pro Loco su tre rinunciano agli eventi

L’emergenza Coronavirus comporterà annullamenti o perlomeno modifiche sostanziali al programma per almeno due terzi delle manifestazioni organizzate dalle Pro Loco in Friuli Venezia Giulia: questo il risultato del questionario che il Comitato regionale dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia ha sottoposto alle sue aderenti. “Durante il lockdown – ha spiegato il presidente regionale, Valter Pezzarini – diverse realtà non hanno potuto organizzare le proprie sagre e altri eventi per i quali magari avevano già avviato la fase organizzativa, sostenendo dei costi. Per le associazioni che, invece, avevano in programma appuntamenti estivi pesa l’incertezza sulle nuove regole di sicurezza sanitaria, sulle quali vogliamo informarle tramite i nostri consulenti. Ma allo stesso tempo il nostro mondo guarda al futuro con ottimismo, studiando nuovi format per gli eventi e dando una mano concreta alle proprie comunità, visto che durante la fase acuta dell’emergenza le Pro Loco hanno donato oltre 25 mila euro e l’impegno dei propri volontari a sostegno della Protezione civile e dei Comuni, rispondendo all’appello che come Comitato avevamo lanciato loro”.

Valter Pezzarini

I DATI – Al questionario hanno risposto una novantina tra Pro Loco e Consorzi di Pro Loco, un campione rappresentativo di gran parte del territorio regionale e con diverse dimensioni in esso, dalle Pro Loco più piccole di borghi dell’area montana ad altre più grandi specialmente della zona collinare e della pianura.
Le difficoltà maggiori sono state evidenziate riguardo l’annullamento o posticipo di eventi e sagre in programma quest’anno, condizione che interessa, come detto, oltre due terzi del campione. Circa un terzo (31) ha espresso difficoltà anche nella gestione ordinaria della vita associativa, in particolar modo sulle assemblee soci (il 78,4% non si sono ancora potute svolgere), presentazione bilanci, gestione uffici d’informazione turistica Iat e del Servizio civile (le cui attività formative, per i giovani interessati, sono state garantite online dal Comitato).
Interrogate riguardo al futuro, sempre quasi due Pro Loco su tre hanno espresso una preoccupazione generale sulla impossibilità a svolgere eventi a causa di norme di sicurezza difficili da osservare e costose. Però 18 di esse hanno invece sostenuto di non avere preoccupazioni, puntando a guardare in positivo visto che le Pro Loco possono ripartire con il sostegno delle proprie comunità nel 2021. Per quanto riguarda il passato, ben l’84,1% ha già annullato uno o più eventi.

LA GENEROSITÀ – Ciononostante le Pro Loco anche durante il lockdown non sono rimaste con le mani in mano: 25 tra quelle che hanno risposto hanno effettuato donazioni per sostenere la Protezione civile e ospedali, per una cifra di oltre 25 mila euro. Il 31,8% sono inoltre state coinvolte in azioni di volontariato: produzione e distribuzione mascherine, aiuto alla Protezione civile, raccolte fondi, prestito attrezzature, promozione di iniziative solidali locali sui propri canali, pulizie di aree comunali, distribuzione di generi alimentari e trasmissione delle Sante Messe sui propri canali social.
Per le Pro Loco con personale dipendente, il 31,6% ha attivato la cassa integrazione e il 40% ha avviato lo smart working da casa. Diverse realtà hanno anche approfittato di questo periodo di pausa per partecipare a corsi formativi online.

I WEBINAR – “Da ultimo – ha aggiunto Pezzarini – abbiamo chiesto se avevano suggerimenti da fornirci e in molte hanno chiesto di fornire chiarimenti sulle responsabilità per gli organizzatori di eventi e di perorare la causa delle Pro Loco e in generale del Terzo Settore presso le istituzioni. In tal senso abbiamo già avviato dei seminari online con i consulenti del Comitato che illustreranno le nuove norme sulla sicurezza sanitaria da rispettare, ai quali le Pro Loco potranno iscriversi gratuitamente: dei webinar a numero chiuso che puntano a chiarire tutti gli eventuali dubbi e a ricordare come sia fondamentale rispettare le direttive, anche per non incorrere in conseguenze legali”.
Dopo quello di ieri, i webinar sono stati programmati anche nelle giornate di domani, giovedì 25, e sabato 27 giugno e vedrà come relatori i tecnici perito industriale Luigi Folin e architetto Enrico Zamparutti, consulenti dello Sportello Sos Eventi Fvg con decennale esperienza negli aspetti legati alla sicurezza delle manifestazioni pubbliche, e l’avvocato Elisabetta Basso, legale e consigliere del Comitato regionale Pro Loco.

EDIZIONE VIRTUALE – Dopo questi incontri sarà più chiaro quali Pro Loco intendono proseguire nell’organizzazione dei loro eventi con le nuove disposizioni, anche ideando nuovi format e quali invece preferiranno rimandare tutto al 2021. Tra quest’ultime alcune hanno comunque dato appuntamento ai propri affezionati sui social network, dove hanno realizzato delle speciali edizioni virtuali con brindisi a distanza o viaggi tra i ricordi delle foto d’epoca. “Anche noi come Comitato – ha concluso Pezzarini – abbiamo voluto realizzare online un’edizione di Sapori Pro Loco, la nostra festa di maggio col meglio dell’enogastronomia regionale, dando spazio alle fotografie delle edizioni passate, totalizzando un pubblico di oltre 100 mila persone raggiunte sulla nostra pagina Facebook, segno del grande affetto che c’è per la nostra manifestazione”.

Ricordi di Sapori Pro Loco.

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In copertina, il promo dei webinar organizzati dalle Pro Loco.

(Le foto sono di Diego Petrussi)

A Trieste dopo 100 anni chiude “Vita Nuova”: vertici Stampa solidali

Brutto momento per il giornalismo del Friuli Venezia Giulia. Dopo cento anni di storia, chiude il settimanale diocesano di Trieste, “Vita Nuova”, come riferiscono Assostampa Fvg e Ordine regionale dei giornalisti che assicurano di essere “al fianco della redazione e del personale tecnico della storica testata dei cattolici triestini” che appunto da un secolo, festeggiato proprio di recente, racconta la vita del territorio e che con questa settimana – come annunciato dall’editore, la Diocesi di Trieste – interromperà le pubblicazioni.
“Scoprire da un giorno all’altro – affermano i vertici regionali della Stampa – che un periodico che ha attraversato tutto il Novecento e questi primi decenni del nuovo millennio, dando conto delle ore più buie e drammatiche della nostra città ma anche del tanto bene che non fa rumore, sempre dalla parte degli ultimi, cessi l’attività senza prima tentare altre strade fa male alla città, all’informazione, alla democrazia, ai lettori, alle lavoratrici (5), a cui il sindacato e l’Ordine regionali esprimono solidarietà e vicinanza, auspicando il massimo impegno da parte dell’editore per garantire tutte le tutele possibili. E assicurando ovviamente il proprio sostegno, rendendosi sin d’ora disponibili ad affiancare la redazione in qualsiasi azione possa modificare la prospettiva della chiusura sic et simpliciter“.

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In copertina, la storica testata diocesana di Trieste e qui sopra la Cattedrale di San Giusto.

A Casarsa Croce Rossa in prima linea per i farmaci e la spesa

A Casarsa della Delizia in prima linea per portare aiuto durante l’emergenza Coronavirus, negli scorsi mesi come anche adesso che, almeno ufficialmente, è arrivata l’estate: il Comitato della Croce Rossa continua il suo impegno a favore della comunità, per la quale ha già effettuato tra farmaci e borse spesa diverse consegne alle famiglie impossibilitate a lasciare le proprie abitazioni.
“In seguito alla convenzione con Federfarma – ha spiegato il presidente Domenico Salzillo – gestiamo la consegna dei farmaci prelevati dalle farmacie di Casarsa e San Giovanni per essere consegnati alle persone che ne hanno bisogno: siamo già a oltre 600 consegne effettuate. Inoltre, la Croce rossa nazionale attraverso le donazioni di varie aziende, ci ha consegnato delle borse spesa con beni di prima necessità che stiamo tuttora consegnando ai cittadini che ne hanno più bisogno, per un totale di oltre 150 consegne. Un piccolo ma fondamentale aiuto che siamo onorati di poter portare ai nostri concittadini”.  Il Comitato conta su 45 volontari stabili. A essi si sono aggiunti durante la fase acuta dell’epidemia 4 volontari temporanei che hanno dato volentieri una mano. Il parco mezzi conta di due ambulanze e un furgone che si sono potuti movimentare in questo periodo grazie a delle importanti donazioni.
“Desideriamo ringraziare – ha aggiunto Salzillo – per le loro donazioni, fondamentali per rimanere operativi, Friulovest Banca, il gruppo di Primavera 90 della Pro Loco di Casarsa e la ditta Ltl, con quest’ultima che ci ha anche pregato di consegnare agli ospedali di San Vito, Pordenone, Cro di Aviano e Portogruaro un migliaio di occhiali protettivi da essa donati proprio a quei nosocomi”. In totale sono 311 le ore offerte alla comunità dal comitato di Casarsa della Delizia.

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In copertina e qui sopra volontari della Croce Rossa durante le consegne a Casarsa.

Maltempo a Tarcento: avrà priorità la pulizia dei canali

“Subito un tavolo al fine di fare il punto sui lavori di pulizia dei canali e sugli interventi strutturali per deviare i corsi d’acqua”. Lo ha detto ieri a Tarcento il vicegovernatore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, a margine del sopralluogo effettuato assieme al sindaco Mauro Steccati. Come ha spiegato lo stesso Riccardi, la ricognizione dei punti dove si sono verificati gli allagamenti dovuti al maltempo di questi giorni ha messo in evidenza la necessità di una manutenzione dei canali e di interventi strutturali al momento non ancora realizzati. L’obiettivo – come informa una nota Arc – è quello di realizzare delle opere finalizzate a prevenire frane e smottamenti, oltre a risolvere le esondazioni nella frazione di Bulfons, già oggetto di allagamenti.
Relativamente all’ordine del giorno del tavolo “chiederò – ha detto il vice del presidente Massimiliano Fedriga – anche la partecipazione dell’assessore regionale alle Risorse forestali, Stefano Zannier, con il quale verificheremo gli avanzamenti progettuali di lavori precedentemente finanziati dall’Amministrazione regionale”. “Infine – ha concluso Riccardi – bisognerà individuare e definire i nuovi interventi strutturali da realizzare”.

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In copertina, il sopralluogo del vicegovernatore con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ai danni causati dal maltempo a Tarcento. (Foto Regione Fvg)