I cent’anni della Grotta Nuova di Villanova: domani una grande festa per ricordare Pietro Negro che la scoprì nel 1925 e gli altri pionieri che lavorarono per offrirla agli occhi di tutti

di Giuseppe Longo

Avevo sì e no dieci anni, quando per la prima volta vidi le Grotte di Villanova e i miei occhi di bambino rimasero “abbagliati” dalla bellezza di quei festoni di stalattiti e stalagmiti disegnati dall’incessante scorrere, goccia dopo goccia, delle acque in milioni di anni nelle viscere della Bernadia: vi ero giunto, dopo una bella camminata da Nimis a Ramandolo, e quindi da Chialminis a Villanova, assieme a un folto gruppo di miei coetanei, o giù di lì, accompagnati in una gita sulle nostre amate montagne da don Giulio Gherbezza, giovanissimo sacerdote da poco arrivato in parrocchia. Allora la bellezza delle Grotte era poco più che “percepita” perché a rischiararle c’erano soltanto le deboli luci delle lampade a carburo (acetilene) e delle torce a batteria. Oggi, invece, le cavità sono facilmente visitabili attraverso un percorso “turistico” attrezzato e illuminate di tutto punto, come ho avuto modo di ammirare tre anni fa durante un’altra importante giornata ipogea, per cui si tratterà di una nuova, grande emozione potervi ritornare, ricordando quella visita di oltre sessant’anni fa, in una occasione solenne come quella programmata domani, 18 ottobre, quando sarà celebrato il centenario della Grotta Nuova.


Risale al lontano 1925 il momento in cui il valligiano Pietro Negro scoprì, casualmente, questa splendida cavità nel sistema carsico del monte Bernadia che poco più in là offre anche la grandiosità dell’Abisso di Vigant. Un anniversario, dunque, che merita di essere celebrato con tutto rilievo e questo avverrà durante una ricca mattinata messa a punto dal Comune di Lusevera, con la regia del sindaco Mauro Pinosa, e la collaborazione del Gruppo esploratori e lavoratori Grotte di Villanova. L’invitante programma comincerà già alle 9.30 con la visita al percorso turistico della Grotta Nuova fino a raggiungere il meraviglioso Salone Regina Margherita di Savoia. Alle 10.15 seguirà la Messa nel ricordo dei pionieri delle grotte celebrata da monsignor Luca Calligaro, arciprete di Tarcento e da pochi giorni nominato dall’arcivescovo di Udine anche parroco di Lusevera e Villanova. Quindi, nello stesso salone Margherita, ci sarà il saluto delle autorità, con il benvenuto del primo cittadino ad autorità e ospiti, e la consegna di riconoscimenti. Momenti festosi e celebrativi che saranno coronati dal concerto di musica classica dell’Orchestra giovanile Filarmonici Friulani (fiati e archi) che, con la direzione del maestro Alessio Venier, era stata già applaudita nella ricordata festa del 2022. Al termine delle cerimonie e del concerto in grotta la mattinata commemorativa si concluderà con un momento conviviale sulla suggestiva piazza panoramica coperta della frazione di Lusevera, quella che a Ferragosto ospita la tradizionale Sagra dell’Assunta.
Riassumendo un po’ di storia, era esattamente il 17 maggio 1925 quando Pietro Negro, daziere della sottostante Vedronza, fu incuriosito da una strana “fessura” che si insinuava nella roccia, tanto che ipotizzò che al suo interno si celasse qualcosa di importante essendo nota la presenza di numerose cavità e concrezioni sulla Bernadia. Si rivolse pertanto agli esperti del Circolo speleologico friulano, con sede a Udine, i quali riuscirono a calarsi per una ventina di metri oltre quella “fessura” ancora sconosciuta. E da quel momento cominciò un’intensa opera di ricerca e di esplorazione di quanto si andava via via scoprendo,per cui venne costituito il Gruppo esploratori e lavoratori Grotte di Villanova, oggi ancora attivo tanto da collaborare con il Comune nell’organizzazione della festa di domani: con Pietro e Luigi Negro c’erano Luigi, Guerrino, Alfonso, Fortunato, Giuseppe e Pietro Pinosa, il cognome più diffuso in zona. Mesi di assiduo lavoro consentirono di arrivare ben presto ad allestire un percorso fruibile anche dalle persone non esperte. E fra queste, pochi decenni dopo, ci sarei stato anch’io assieme ai miei amici di Nimis. Quanta emozione provai nel discendere quei gradini nella grotta, tanto che la ricordo ancora oggi come fosse ieri. E che sicuramente tornerò a provare domani!

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In copertina, il manifesto celebrativo con i fondatori del Gruppo esploratori e all’interno due immagini scattate durante la festa di tre anni fa.

Grado in ottobre, ecco l’Isola che non ti aspetti: a piedi, in bici e in barca nella suggestiva laguna tra curiosità e stupore

Grado, in ottobre, può diventare l’Isola che non ti aspetti. Il momento ideale per vivere con tranquillità il borgo marinaro e apprezzare le tante sorprese nascoste tra calli e laguna.

Le audioguide – Con il tempo e il ritmo che si vuole, a esempio, in completa autonomia si possono scoprire tutte le curiosità e i punti di interesse di Grado scaricando gratuitamente le audioguide dalla homepage del sito del Consorzio Grado Turismo (www.grado.it). Le 20 principali attrazioni isolane, proposte e descritte, sono divise in tre itinerari da percorrere a piedi, in biciletta o in barca. Seguendo il percorso “storico – culturale”, da Porto Mandracchio, passando per il Castrum medievale, è possibile visitare il complesso basilicale, proseguendo poi per le ville liberty e il Parco delle Rose (utile la spiegazione riguardante l’Isola di Barbana). L’itinerario “mare e benessere” si svolge sul lungomare, dalle spiagge rinomate della località, passando per le Terme Marine per le quali, nel 1892, l’Isola venne ufficialmente riconosciuta come Stazione di Cura. E, non ultimo, il percorso “sport, natura ed enogastronomia”, con il quale si scopre il cuore tradizionale dell’Isola, la laguna e le vicine Riserve naturali raggiungibili anche in bicicletta. Le descrizioni sono sintetiche ma puntuali e, per ogni singolo ascolto, richiedono solo 4-5 minuti di tempo. Ovviamente, tra un punto e l’altro, si può sostare a piacere in qualche angolo particolarmente suggestivo, magari sorseggiando un buon calice di vino del Collio o un digestivo e tipico Santonego.

In laguna – Grado e la sua splendida laguna sono un tutt’uno: un “luogo dell’anima” come lo definì il giovane “cronista” Pier paolo Pasolini. Le possibilità di fruizione, offerte dagli operatori locali, sono numerose. A esempio, si possono fare gite in motonave verso Porto Buso o recarsi al Santuario della Beata Vergine Maria sull’Isola di Barbana con il servizio di linea ancora attivo in ottobre con quattro partenze quotidiane. Oppure si può decidere di trascorrere una piacevole giornata in compagnia noleggiando un’imbarcazione presso uno degli operatori dell’Isola o, ancora, ci si può fare accompagnare da Taxi Boat o Ncc tra i casoni e le mote organizzando anche tour personalizzati.

Per tutte le informazioni necessarie si può consultare il sito: www.grado.it

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In copertina, una suggestiva gita in barca nella Laguna di Grado e qui sopra una visita al meraviglioso centro storico con l’antica Basilica patriarcale di Sant’Eufemia.

Donne e mafia, oggi Alessandra Ziniti a Turriaco racconta la sua testimonianza di coraggio e riscatto per “Dialoghi”

Dopo l’incontro dedicato a donne e sport, a Turriaco torna il percorso “Dialoghi con il territorio” con un nuovo appuntamento incentrato sul tema donne e mafia. L’incontro è in programma oggi, 17 ottobre, alle ore 18 nella Sala Nilde Iotti (piazza Libertà) e avrà come protagonista Alessandra Ziniti, inviata de La Repubblica, con il libro “Libera. Storia di Anna” (Fuoriscena, 2025).
Il volume racconta la fuga di una donna calabrese dalla criminalità organizzata, sostenuta da Libera e da don Luigi Ciotti. Anna (nome di fantasia), da oltre dieci anni, lotta per sfuggire alla propria famiglia, ai vertici della ’ndrangheta, che non le perdona la scelta di libertà. Dopo l’assassinio del marito, vittima di una “lupara bianca”, è rimasta sola con le due figlie, decisa a proteggerle da un destino segnato. Senza segreti da svelare, lo Stato non può garantirle una nuova identità e la sua libertà resta appesa a un filo. È la testimonianza di una donna che ha rischiato tutto per costruirsi un futuro diverso: per quattro volte è stata ritrovata, e per quattro volte ha dovuto fuggire e ricominciare da capo. In don Ciotti e nella rete di Libera ha trovato un’ancora di salvezza. Proprio dal suo caso è nato il programma “Liberi di scegliere”, oggi punto di riferimento per donne e minori in fuga dalle famiglie mafiose. Grazie a questo percorso, la figlia maggiore di Anna oggi studia per diventare giudice penale minorile, con l’obiettivo di aiutare giovani con esperienze simili alla sua.
Il titolo del libro richiama anche la figura di Anna Nocera, prima vittima conosciuta di femminicidio di mafia nel 1878, e le attiviste Anna De Tomaso Bonifazi e Anna Garofalo, impegnate nell’associazione Libera. A dialogare con Alessandra Ziniti saranno gli studenti del Polo Liceale di Gorizia, che incontreranno l’autrice anche in mattinata, in un appuntamento riservato alle scuole. L’incontro del pomeriggio, a ingresso libero, è realizzato in collaborazione con il Comune di Turriaco.


Alessandra Ziniti è una giornalista inviata de la Repubblica. Ha iniziato la sua carriera in Sicilia, seguendo per trent’anni prima le cronache di mafia, le stragi e i grandi processi; poi, il tema dell’immigrazione. Adesso si occupa di cronaca nazionale e dell’attività del ministero dell’Interno. Con Francesco Viviano, ha scritto diversi saggi di attualità tra cui: I misteri dell’agenda rossa (Aliberti, 2010) e Alfano, biografia non autorizzata (Editori Internazionali Riuniti, 2011). Per Imprimatur ha firmato il libro Il coraggio delle donne con il quale ha vinto il premio “Targa Il Molinello per il giornalismo”. È stata “Cronista dell’anno” nel 2008.

Il programma completo delle iniziative di Culturaglobale è su www.dialoghi.eu

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In copertina, la giornalista e scrittrice Alessandra Ziniti attesa oggi a Turriaco.

“Srotolare il confine”, da oggi Gorizia e Nova Gorica diventano con Migrart un unico spazio espositivo transfrontaliero

Menti Libere celebra i suoi dieci anni con un evento simbolico che sarà ospitato dalla Capitale Europea della Cultura 2025. Oggi, 17 ottobre, il collettivo – che dal 2015 raccoglie voci e segni delle migrazioni contemporanee attraverso rotoli di carta stesi lungo le rotte di tutto il mondo – trasformerà Gorizia e Nova Gorica in un unico spazio espositivo transfrontaliero grazie a “Srotolare il confine”, iniziativa realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito delle iniziative per Go!2025 e in collaborazione con diversi partner del territorio tra cui il Comune di Romans d’Isonzo.

L’INAUGURAZIONE – Alle 18 in viale D’Annunzio 3, a Gorizia, saranno presentati per la prima volta insieme i nove rotoli storici del progetto: quasi 300 metri di disegni e testimonianze raccolti dal 2015 a oggi tra Mali, Senegal, Uganda, Bosnia e lungo la rotta balcanica. Assieme ai metri del collettivo menti Libere saranno anche quattro artisti internazionali incontrati in questi dieci anni: Matteo Bompasso, Michele Cattani, Spartak Khachanov e Raffaele Saviano.

IL CAMMINO – Conclusa l’inaugurazione-incontro il pubblico sarà invitato a partecipare a un cammino collettivo verso la Carinarnica, l’ex dogana, oggi presidio culturale sul confine, altra sede espositiva della mostra (visitabile fino al 25 ottobre, in entrambe le location tutti i giorni dalle 17 alle 19). Questo passaggio simbolico da Italia a Slovenia, a piedi, rappresenterà fisicamente l’idea di “srotolare” le frontiere, trasformando il confine da linea di separazione a spazio di incontro: «Con questa inaugurazione vogliamo ribadire che i confini possono essere cantieri culturali aperti, non muri – ha spiegato un portavoce del collettivo Menti Libere -. Camminare insieme da Gorizia alla Carinarnica è un gesto poetico e politico che incarna perfettamente lo spirito di Migrart». La serata si concluderà con un rinfresco offerto a tutti i partecipanti, un momento di convivialità per celebrare i dieci anni di un progetto che ha sempre messo al centro l’incontro umano e che ripartirà per un nuovo viaggio nei Balcani nel novembre 2025.

IL PROGETTO MIGRART – Nato nel 2015 da un’idea del collettivo Menti Libere, Migrart ha documentato attraverso rotoli di carta di 30 metri le storie e i disegni di migliaia di migranti incontrati lungo le rotte di tutto il mondo. Il progetto unisce arte partecipativa, attivismo e ricerca antropologica, trasformando la creatività in uno strumento di incontro e denuncia.

“Lenghis”, oggi anteprima a Udine (dopo quella presentata a Nova Gorica) per il Teatro delle lingue minoritarie

Una storia sul confine, sull’Europa della cortina di ferro, sulle menzogne familiari e collettive e sulle ossessioni legate alla memoria e all’identità. Dopo quella di Nova Gorica, la seconda anteprima di Lenghis – Festival dal Teatri des Lenghis Minoritariis, il primo Festival dedicato al Teatro delle lingue minoritarie realizzato dal Teatri Stabil Furlan con la collaborazione dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, è lo spettacolo Alla ricerca della lingua perduta / V iskanju izgubljenega jezika, in scena oggi, 16 ottobre. alle 20.45 al Palamostre di Udine. Lo spettacolo, in prima nazionale, nasce come seconda parte della trilogia Inabili alla morte/Nezmožni umreti, il progetto ideato da Giacomo Pedini per Mittelfest e realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.
Si tratta della storia, ambientata negli anni ’60, di due fratelli che, da giovani, hanno preso strade diverse e ora vivono ciascuno su un lato del confine italo-sloveno. Il primo era un fascista convinto, il secondo era un membro del movimento partigiano e ricopriva un incarico nell’amministrazione jugoslava. La storia inizia quando il primo ha un ictus e inizia a parlare nella lingua della sua infanzia, che il figlio non capisce, e l’unica persona che può aiutarlo è la governante che realizza il suo desiderio di incontrare il fratello. Per entrambi i fratelli e per la persona a loro più vicina, si tratta di un emozionante confronto con il proprio passato e con sé stessi. L’autore è Goran Vojnović, regista, eccellente romanziere e vincitore di tre premi Kresnik, mentre la regia è di Janusz Kica, un maestro di sofisticate messe in scena di testi classici e moderni, con protagonisti Radoš Bolčina e Aleš Valič.

Lenghis – Festival dal Teatri des Lenghis Minoritariis è il primo Festival dedicato al Teatro delle lingue minoritarie e viene organizzato a Gorizia nell’anno della Capitale europea della cultura Go!2025 con un programma lungo dieci giorni che fa incontrare e dialogare alcune tra le principali lingue minoritarie dell’Europa. Appuntamento, dal 23 ottobre al primo novembre con diciotto spettacoli, otto compagnie teatrali e oltre 30 artisti coinvolti che arrivano da cinque paesi dell’Europa: oltre all’Italia, da Slovenia, Croazia, Olanda e Spagna. Sono sette le diverse lingue che “saliranno” sul palco: friulano, sardo, frisone, catalano, albanese e anche sloveno e italiano come minoranza linguistica rispettivamente di Italia e Croazia.
Il Festival è organizzato dal Teatri Stabil Furlan con il sostegno della Regione Fvg, di PromoTurismoFvg, dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia e del Comune di Gorizia, in collaborazione con Arlef. La base operativa del Festival sarà nella sede della Società Filologica Friulana di Gorizia in Casa Ascoli. E proprio nella sede della Filologica di Udine è stato presentato l’evento alla presenza del presidente del Teatri Stabil Furlan Lorenzo Zanon, del presidente e dal direttore di Ert, Fabrizio Pitton e Alberto Bevilacqua, della direttrice di Sng Nova Gorica Mirjam Drnovšček e di Massimo Somaglino, direttore creativo di Lenghis che ha illustrato il ricchissimo programma del festival.
“Abbiamo voluto fortemente questo festival – sottolinea il presidente del Teatri Stabil Furlan Lorenzo Zanon – siamo convinti che attraverso la collaborazione con altre realtà minoritarie italiane ed europee si possa costruire un importante lavoro di crescita e di confronto rispetto alle azioni che l’Unione Europea potrebbe mettere in campo per preservare e valorizzare meglio la realtà del plurilinguismo. È una prima edizione che vuole sfruttare l’occasione di GO!2025, ma il nostro obiettivo è di renderlo un appuntamento biennale e quindi organizzare la seconda edizione nel 2027, anno di Pordenone capitale italiana della cultura. In Fvg convivono tre minoranze linguistiche, friulano, sloveno e tedesco: un mosaico di culture che viene da lontano, importante esempio di convivenza che parla la lingua della pace e che è fondamentale valorizzare all’interno dell’Europa”.
Il programma è stato curato dal direttore artistico Massimo Somaglino: “Diciotto appuntamenti con spettacoli teatrali e musicali, 3 laboratori tenuti da altrettanti maestri internazionali, 16 incontri di approfondimento su esperienze di scena e di traduzione aperti al pubblico: mi sento di dire che il teatro, come è nelle migliori tradizioni, calerà su Gorizia, coinvolgendo speriamo la sua cittadinanza, perché tutti, grandi e piccoli, studiosi e curiosi, professionisti e appassionati potranno trovare nel programma del festival ciò che è più adatto per loro. Gli appuntamenti che compongono il ricco cartellone sono momenti di apertura verso il teatro di lingue e culture diverse – ha aggiunto Somaglino – sono tutte produzioni contemporanee e alcune di esse sono pensate proprio per Go!2025, formando una vera mappa del teatro europeo delle lingue minoritarie. Ma sono soprattutto i laboratori e gli incontri la vera anima di un festival come questo: Gorizia ed il Friuli come laboratorio linguistico ed artistico dove si incontrano esperienze differenti, tutte legate ai concetti di identità ed alterità, di appartenenza e di scambio”.


Il programma del festival è diviso in tre filoni principali, gli spettacoli, i laboratori per attori e gli incontri e i convegni. Gli spettacoli saranno un vero viaggio tra storie, racconti e culture che si intrecciano grazie alle diverse lingue che si sovrappongono: c’è la messinscena tradotta in friulano dal frisone per raccontare la storia di un contadino diviso tra tradizione e modernità (Ce crodistu di fa’ – 24 ottobre alle 20.30); c’è l’incontro tra due donne, una friulana e l’altra slovena, di Drugačen svet /Un altri mont (26 ottobre alle 21), c’è il racconto d d’amore e di banditi di Istorias (27 ottobre) in cui la lingua sarda logudorese, la lingua della poesia, si intreccia con quella italiana, c’è L’Empestat/Il burlac (29 ottobre alle 20.30) in lingua catalana con sovratitoli in italiano.
I Laboratori si svolgeranno tra il 22 e il 31 ottobre e saranno tenuti da Claudio de Maglio, direttore dell’Accademia d’arte drammatica Nico Pepe, da Davide Carnevali, autore, regista, e artista associato presso il Piccolo Teatro di Milano e da Ivor Martinić, drammaturgo croato pluripremiato. Una confusione linguistica, una forma inventata, una crasi fra la lingua più forte (l’inglese) e la lingua più debole (il friulano) dà forma a Meet a mestri (incontra un maestro), ovvero l’occasione che il festival offre dare spazio al dialogo, alle domande, alla voglia da parte di artisti che hanno scelto percorsi autorali nel teatro e nella cultura, di raccontarsi, di spiegare le loro idee sull’arte, sul teatro, sulla loro poetica e sulla loro vita.
Come detto, nell’ambito del cartellone di Lenghis sono state programmate due importanti anteprime. Dopo quella al Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica – dove è andato in scena Tragùdia – Il canto di Edipo, pluripremiato spettacolo di Alessandro Serra recitato in grecanico, una lingua minoritaria parlata in un angolo remoto di quella che fu la Magna Grecia – la seconda anteprima si terrà, appunto, questa sera al Palamostre di Udine dove andrà in scena Alla ricerca della lingua perduta, scritto da Goran Vojnović, diretta da Janusz Kica, uno spettacolo prodotto dal Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica e organizzato ancora una volta dall’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia. Alla ricerca della lingua perduta è la seconda parte della trilogia Inabili alla morte/Nezmožni umreti, realizzata da Mittelfest per Go!2025 con il sostegno della Regione Fvg e ispirata al romanzo di Joseph Roth La cripta dei cappuccini. La prima ha avuto luogo il 14 novembre dello scorso anno proprio sul palcoscenico del Teatro Nazionale di Nova Gorica.
Due i convegni in programma: venerdì 24 ottobre, alle 18, in sala Riva Piazzutta è programmata l’Assemblee dai autores e des autoris pal teatri furlan, un incontro in ascolto delle idee e delle esigenze che girano nell’aria del teatro in Friuli, moderato dai rappresentanti di Mateârium e del Teatri Stabil Furlan sullo stato della drammaturgia contemporanea in Friuli, con la partecipazione di autori e autrici teatrali impegnati nella scrittura di oggi. Martedì 28 ottobre alle 11 (Auditorium della Cultura Friulana), SA-VOLTÂ – La traduzion pal teatri ta lis lenghis piçulis dedicato alla traduzione teatrale con drammaturghi e traduttori con Gabriele Zanello, Elisa Copetti, Axel Zanella, Davide Carnevali, Ivor Martiniç, Federico Scarpin, PierPaolo Piludu, Serena Fogolini, Jos Thie.

Per i biglietti: https://ertfvg.it/spettacoli/alla-ricerca-della-lingua-perduta-v-iskanju-izgubljenega-jezika/
Informazioni e programma completo: https://lenghisfestival.it/
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In copertina e all’interno, tre immagini dello spettacolo odierno e un momento della presentazione del festival a Udine.

Casarsa torna al cinema: questa sera prende il via la rassegna autunnale tra commedia, animazione e dramma

Ritorna l’appuntamento con il grande schermo al Teatro Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia, grazie alla rassegna cinematografica organizzata dalla Pro Loco con il sostegno della Città di Casarsa della Delizia e di Banca 360 Fvg . Il cartellone per i mesi di ottobre e novembre promette sei proiezioni per tutti i gusti, dai successi internazionali alle pellicole d’autore italiane, con un evento speciale in collaborazione con Laluna Impresa Sociale all’insegna dell’inclusione. «Siamo entusiasti di ripartire con la rassegna cinematografica e di portare a Casarsa un’offerta così ricca – affermano Antonio Tesolin e Ilaria Peloi, presidente e vicepresidente della Pro Casarsa –. Grazie alla collaborazione dei nostri volontari, anche quest’anno potremo offrire un’esperienza cinematografica confortevole e accogliente, a due passi da casa e grazie alla collaborazione con le tante associazioni locali potremmo organizzare anche momenti di riflessione e approfondimento. Vi invitiamo, ad esempio, a partecipare alla proiezione in collaborazione con Laluna, per approfondire il tema dell’inclusione sociale, dell’autismo e della crescita personale».
L’inizio della rassegna cinematografica è fissato per oggi, 16 ottobre, alle ore 20.45 con “Material Love”, una commedia sentimentale che ruota attorno a Lucy, un’ambiziosa matchmaker di New York che basa la sua carriera sul calcolo razionale in amore. La sua vita sentimentale, però, si complica a causa di un triangolo amoroso. Un film che indaga sul complesso rapporto tra amore e convenienza.
La rassegna prosegue domenica 19 ottobre, alle ore 16, con “Troppo Cattivi 2”. La banda di animali criminali, decisi a guadagnarsi la fiducia e l’accettazione, si ritrova a destreggiarsi tra la loro nuova vita da “bravi ragazzi”.  Si continua giovedì 23 ottobre, alle 20.45 con “Honey Don’t!”. Una dark comedy su Honey O’Donahue, investigatrice privata di una piccola città, che indaga su una serie di morti misteriose legate a una chiesa. Giovedì 30 ottobre, ore 20.45 si accendono i riflettori su un evento speciale in collaborazione con Laluna Impresa Sociale, con la proiezione di “La vita da grandi”, il film d’esordio alla regia di Greta Scarano. La trama racconta la storia di Irene, costretta a tornare a Rimini per occuparsi del fratello maggiore Omar, un ragazzo autistico con grandi ambizioni. Insieme, i due fratelli intraprendono un “corso intensivo” per imparare a diventare adulti. Una commedia che affronta con sensibilità il tema dell’autismo e della crescita personale.
Giovedì 6 novembre, alle ore 20.45, verrà proiettato “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson. Si tratta di thriller che intreccia action, satira politica e dramma familiare con Leonardo Di Caprio. Lunedì 10 novembre, stessa ora, la rassegna si conclude per questa prima tranche con “A big bold beautiful journey”, una pellicola diretta da Kogonada (regista statunitense nato in Corea del Sud) e interpretata dai celebri Colin Farrell e Margot Robbie. Il film mescola elementi di road movie a un tocco di mistero e riflessione personale.

Informazioni Utili:
L’ingresso per le proiezioni serali è fissato a € 6, con biglietto ridotto a € 3 per gli under 11. Per la proiezione pomeridiana di “Troppo Cattivi 2”, il biglietto intero è di € 5,00 e ridotto a € 3,00.
Per rimanere costantemente aggiornati sul programma, le trame e qualsiasi evento della rassegna, la Pro Casarsa invita il pubblico a iscriversi al Gruppo WhatsApp “Cinema Pro Casarsa”. Per farlo, è sufficiente inviare un messaggio al numero 338 7874972.

Il Festival del Coraggio oggi al via a Cervignano: sotto la lente d’ingrandimento le nostre fragilità

Saranno le Fragilità dell’oggi a finire sotto la lente d’ingrandimento del Festival del Coraggio. Quelle di un presente in cui tutto pare sgretolarsi, come il castello di carte raffigurato nell’illustrazione di Federica Moro, icona di questa ottava edizione, che ancora una volta sarà ospitata a Cervignano, dal 15 al 19 ottobre. Una cinque giorni – realizzata dal Comune di Cervignano del Friuli e con la direzione artistica e co-organizzazione dell’Associazione culturale Bottega Errante, grazie al sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Associazione culturale Teatro Pasolini – che è stata anticipata da una serie di anteprime.

Don Luigi Ciotti

SENZA CERTEZZE – Incontri, presentazioni di libri, spettacoli teatrali e concerti saranno ospitati dal Teatro Pasolini alla Casa della musica, dal “Giardino dei diritti” alla biblioteca civica “Giuseppe Zigaina”. Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito fino a esaurimento posti tranne dove diversamente indicato. Eventuali variazioni e aggiornamenti del programma saranno comunicati sul sito www.festivaldelcoraggio.it, sui social e tramite l’app “Municipium” del Comune di Cervignano del Friuli. «L’ottava edizione vuole entrare nelle fragilità del nostro tempo, dal conflitto in Palestina al rapporto dell’uomo con la natura, dai valori dello sport all’eredità di Pier Paolo Pasolini, dalle migrazioni alla violenza di genere – hanno spiegato Mauro Daltin e Simone Ciprian di Bottega Errante. Vuole entrare in terreni che franano, e farlo attraverso la filosofia, la letteratura, la musica, il cinema, perché crediamo che se la cultura non cambierà forse il mondo può ancora provare a interpretarlo, a comprenderlo, a indossare altri punti di vista, a farci stupire e riflettere. Perché – hanno concluso – di questi tempi, quando dirigiamo il nostro sguardo al mondo, alla nostra comunità, alle nostre famiglie, verso noi stessi, spesso ci accorgiamo che tutto si sbriciola, nel segno delle dinamiche che contraddistinguono questa epoca».
«Mai come quest’anno, partendo dal significato etimologico della parola coraggio, vi è la necessità di un evento caratterizzato dal cuore. Troppi sono i muri che oggi impediscono alle persone di comunicare ed esprimersi, causa l’avanzare incontrollato della tecnologia che fa venir meno, a volte, il vero contatto con il mondo reale. Con questo evento culturale, divenuto un’importante realtà nel capoluogo della Bassa friulana – un unicum con il nostro territorio anche grazie al coinvolgimento di associazioni e scuole –, puntiamo a instaurare un dialogo, a scuotere le menti e far riflettere, nella speranza di arrivare soprattutto ai giovani, con un’attenzione all’attualità che ci racconta strazianti eventi che dovrebbero toccare i cuori e, invece, dividono» ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Cervignano del Friuli, Cristian Zanfabro.

OSPITI CORAGGIOSI – A raccontare e raccontarsi – con le loro storie di coraggio, piccole o grandi che siano – saranno grandi nomi del giornalismo, della filosofia, della musica, dello sport e della letteratura. Ognuno di loro sarà capace di offrire prospettive diverse sui temi cruciali della contemporaneità, quelli che il Festival ha deciso di affrontare quest’anno. A inaugurare l’ottava edizione ci sarà un video della giornalista e scrittrice israeliana Manuela Dviri, voce della piazza a Tel Aviv, sempre impegnata a costruire ponti e trovare vie di pace. A seguire l’inaugurazione in presenza di don Luigi Ciotti in dialogo con la giornalista Marina Lalović. Don Luigi Ciotti ha da poco celebrato i suoi 80 anni, un’occasione che coincide con i 30 anni dell’associazione Libera, da lui fondata. Un prete in prima linea, sempre contro le ingiustizie e dalla parte degli ultimi, un uomo di fede e coraggio con una visione sempre lucida dei complessi tempi presenti. Matteo Saudino (BarbaSophia) mostrerà come la filosofia antica possa aiutare ad affrontare le fragilità del presente. Massimo Zamboni porterà in scena P.P.P. Profezia è Predire il Presente, un reading concerto dedicato a Pier Paolo Pasolini. Lucia Goracci, inviata di guerra, con Walter Skerk, farà luce sulle sfide del suo mestiere, nei teatri di conflitto. Alberto Pellai rifletterà sull’emergenza educativa nell’era digitale, mentre Daniel Zaccaro, ex bullo ed ex detenuto, condividerà la sua esperienza di riscatto grazie alla lettura e all’educazione, in un incontro rivolto anche a studenti e studentesse. Mara Navarria, infine, aprirà una finestra sul mondo dello sport fatto di determinazione, sacrificio, passione.

BIBLIOTECA E VETRINE – Anche nel 2025 sarà presente la “Biblioteca del coraggio”, costantemente aggiornata sugli scaffali della biblioteca Zigaina, insieme all’appuntamento con le “Vetrine coraggiose” dei negozi della città, realizzate in collaborazione con VARI ed Eventuali. I commercianti che hanno aderito all’iniziativa esporranno le gigantografie degli ospiti delle passate edizioni del Festival e dedicheranno una parte della loro vetrina ai lavori delle bambine e dei bambini delle scuole primarie, tutti incentrati sul tema del coraggio. Inoltre, proporranno eventi originali, con date e orari consultabili online.

STUDENTI CORAGGIOSI – Saranno poi di nuovo protagonisti anche gli studenti del progetto PCTO delle Scuole secondarie di secondo grado dell’Isis Bassa Friulana. Come da tradizione affiancheranno il Festival indossando l’inconfondibile maglietta arancione: saranno in tutte le sedi e a tutti gli incontri, pronti a offrire informazioni, accogliere il pubblico, collaborare nell’organizzazione, presentare, documentare e raccontare.

L’ottava edizione del Festival del Coraggio è nata con il sostegno e il coordinamento del Comune di Cervignano del Friuli – Città che legge, ed è stata realizzata con la direzione artistica e co-organizzazione dell’associazione culturale Bottega Errante, con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Associazione culturale Teatro Pasolini e il supporto di Gruppo Altair, Cooperativa sociale onlus Itaca, Coop Alleanza 3.0, Cassa Rurale FVG, LegaCoop Fvg, ristorante pizzeria Chichibio, trattoria pizzeria Capello, Distretto del commercio delle terre e delle acque. Partner del progetto sono: Associazione culturale Bottega Errante, Associazione culturale Teatro Pasolini, Fondazione Pordenonelegge.it, ISIS – Istituto Statale Istruzione Superiore della Bassa Friulana, Ordine dei giornalisti FVG. In collaborazione con: Biblioteca Civica “Giuseppe Zigaina”, Casa della Musica, Teatro Pasolini, Associazione Agm Accademia di Musica, Associazione Culturale Corima, Associazione Culturale Euritmica, Associazione Gente Que Sì, Associazione Italiana Biblioteche Sezione Fvg – Aib, Bill – Biblioteca della Legalità del Friuli Venezia Giulia, A.S.D. Sci Club Cervignano, Aspic Fvg, Auser Insieme Bassa Friulana Aps, Circolo Arci Cervignano Aps, Club Alpino Italiano – Sezione di Cervignano del Friuli “G. Gervasutti”, Club Tileggounastoria, Comune di Aquileia, Cooperativa Bonawentura Trieste, Cooperativa Sociale Hanna House, CPIA – Centro provinciale Istruzione adulti di Udine, CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia, Damatrà Onlus, Leggiamo 0-18, Parrocchia San Michele Arcangelo, Pro Loco Amici di Strassoldo Aps, Pro Loco Cervignano del Friuli Aps, Ricreatorio San Michele Arcangelo Aps, Scuola di Danza Avenal Asd, Scuole IC Cervignano del Friuli, Scuole ISIS della Bassa Friulana, Università per la Terza Età Città di Cervignano e Bassa Friulana, VARI ed Eventuali.

Info: www.festivaldelcoraggio.it | info@festivaldelcoraggio.it | Facebook | Instagram

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In copertina, la significativa illustrazione di Federica Moro dedicata al festival.

Karate, atleti da tutta Europa alle gare da giovedì a domenica a Lignano Sabbiadoro

Lignano Sabbiadoro ospiterà la 50ª edizione del Few Championship Wadokai, la prestigiosa competizione internazionale di Karate che riunisce atleti provenienti da tutta Europa: appuntamento dal 16 al 19 ottobre al Palazzetto dello Sport del Bella Italia Sport Village. La competizione sarà aperta a tutte le categorie: giovanili, senior, master e parakarate (atleti con disabilità) e le discipline in gara saranno le due specialità tradizionali del karate: Kata (forme) e Kumite (combattimento).
L’evento vedrà la presenza di 18 Nazioni: Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Galles, Irlanda, Irlanda del Nord, Inghilterra, Nord Macedonia, Norvegia, Portogallo, Romania, Scozia, Turchia, Ucraina e Ungheria.
Sono attesi circa 770 atleti, affiancati da 95 tecnici, 41 giudici di gara, 23 membri dello staff organizzativo, oltre a numerosi supporter e pubblico provenienti da tutta Europa.
Lignano Sabbiadoro si conferma così palcoscenico ideale per ospitare un evento sportivo di grande prestigio, che coniuga agonismo, inclusione e spirito internazionale, nel segno dei valori del Karate WadoKai: rispetto, disciplina e amicizia tra i popoli. La manifestazione è organizzata da Defence Karate 2000 & Federation European Wadokai (Few) in collaborazione con Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia & Io Sono Fvg con il patrocinio di Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marzial (Fijlkam) – Comitato regionale Fvg& Centro Sportivo Educativo Nazionale (Csen) – Comitato regionale Fvg. È stata portata in regione dal comitato organizzatore coordinato dal maestro Bruno Vendramini (referente per l’Italia della Federation European Wadokai), supportato da Giuliano Clinori Csen Fvg e dal maestro Marco Cavalli.

L’anemia dell’anziano patologia spesso sottovalutata domani in un convegno al Policlinico Città di Udine

L’anemia nelle persone anziane è una patologia diffusa, ma spesso sottovalutata, foriera di molte problematiche cliniche, dal generale peggioramento della qualità della vita, all’aumento delle complicanze cardio vascolari fino ad un aumento della mortalità. Se ne parla domani, 15 ottobre, alle 20, al Policlinico Città di Udine (sala formazione della Direzione) nel convegno “Le anemie: diagnosi differenziale e terapia, con particolare focus sull’anemia dell’anziano” organizzato dal dottor Federico Silvestri, specialista in ematologia e direttore della Medicina interna del Policlinico,
L’evento è dedicato ai medici di medicina generale, ma è aperto a tutti gli specialisti interessati. Dopo un inquadramento generale sulla diagnosi differenziale delle anemie e sul metabolismo del ferro, un particolare approfondimento sarà dedicato all’anemia in età avanzata, una patologia molto diffusa, ma spesso mal diagnosticata, con un grande impatto sulla vita dei pazienti e sul lavoro dei professionisti: ne verranno quindi evidenziati i problemi diagnostici e le terapie utilizzabili. Infine, il dottor Giorgio Faganello, responsabile del servizio di cardiologia del Policlinico, illustrerà le problematiche legate alla carenza di ferro nello scompenso cardiaco e il protocollo, condiviso con la Medicina, di diagnosi e terapia di tale condizione.

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In copertina, un’immagine della sede centrale del Policlinico Città di Udine.

Viabilità migliore a Tarcento grazie a un investimento di quasi 3 milioni. L’assessore Barbara Zilli: bene i lavori per le autocorriere e presto nuovo Municipio

«Tarcento è una realtà viva, che unisce la forza della montagna alla vitalità della pianura. La Regione è sempre al fianco di amministrazioni virtuose che investono per la crescita del territorio, realizzando opere utili e concrete per offrire alle proprie comunità servizi efficienti e moderni». Lo ha assicurato l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che ha incontrato a Tarcento il sindaco Mauro Steccati, accompagnato da alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale, per fare il punto sulle opere in corso di realizzazione e sulle priorità locali. Tra gli interventi principali, per un valore complessivo di 2,7 milioni di euro, figurano le opere di viabilità nel centro e nelle frazioni, tra le più sentite dalla popolazione.

«Il Comune ha potuto realizzarle – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga – utilizzando anche fondi regionali senza ricorrere all’indebitamento, assicurando risparmi significativi e una gestione più equilibrata del bilancio comunale». Sono in corso, poi, i lavori per la fermata attrezzata per le autocorriere, infrastruttura da 1,7 milioni di euro stanziati sempre dalla Regione Fvg. Le opere saranno completate entro la primavera del 2026, migliorando la sicurezza e l’accessibilità del nodo di trasporto pubblico. «Si tratta di un intervento a lungo atteso dalla cittadinanza – ha aggiunto l’assessore Zilli, che ha potuto apprezzare gli interventi del cantiere con una visita dall’esterno -, che darà un nuovo e moderno aspetto alla piazza e soprattutto offrirà spazi sicuri per i pedoni, per le auto e per i bus».
Sta, poi, per concludersi anche l’attesa per la realizzazione della nuova sede del Comune, in via Roma (nell’edificio dell’ex banca). Si tratta della ristrutturazione e dell’adeguamento sismico e strutturale dell’edificio da adibire a nuova sede municipale, immobile che sarà completamente restaurato grazie a un finanziamento regionale di 1 milione di euro. Ma l’incontro ha fornito l’occasione per analizzare anche nuove progettualità e necessità evidenziate dalla Giunta municipale e per garantire alle comunità del Tarcentino la vicinanza della Regione e la massima collaborazione anche in vista dell’importante appuntamento con il 50mo anniversario del terremoto, che sarà celebrato nel 2026 e che in questi luoghi sarà occasione privilegiata per mostrare quanto è stato fatto e come le comunità vogliano restituire in bellezza e crescita tutto quanto ricevuto dopo il sisma.

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In copertina, il sindaco Mauro Steccati con l’assessore Barbara Zilli; all’interno, due momenti dell’incontro dell’esponente regionale con gli amministratori tarcentini.