Confartigianato Udine a fianco di Sappada e delle sue 45 imprese

Guarda alla montagna Confartigianato-Imprese Udine e in particolare a quella di Sappada, new entry in Friuli Venezia Giulia, che i vertici dell’associazione di categoria hanno appena visitato incontrando il sindaco Manuel Piller Hoffer al quale hanno offerto la massima collaborazione. Sostegno alle imprese esistenti – 45 in tutto quelle artigiane insediate nell’ex cittadina veneta per un totale di 92 addetti – e supporto nello sviluppo di un nuovo modello di gestione della futura area artigianale. Un’area che nelle intenzioni dovrebbe consentire a Sappada di riunire in un unico luogo le piccole e piccolissime imprese, al momento dislocate senza ordine sul territorio comunale, ma che «stentiamo a far partire per via di problemi urbanistici» ha fatto sapere Piller Hoffer, spronando il presidente provinciale di Confartigianato, Graziano Tilatti, ad offrire la massima collaborazione all’amministrazione comunale. «Sia per sbrogliare la matassa delle questioni urbanistiche – ha detto Tilatti – sia per immaginarne la gestione futura. Non ci servono più zone con infrastrutturazione pesante, abbiamo bisogno invece di ripensare quelle esistenti in funzione di una maggiore flessibilità dei capannoni, di una loro possibile trasformazione nel tempo, anche in ottica green, e di realizzarne ex novo in chiave innovativa».

Sappada in questo senso potrebbe far da apripista. «L’idea di un’area artigianale – ha ricordato Piller Hoffer – nasce circa 15 anni fa come volontà degli amministratori locali su spinta degli operatori. Abbiamo soprattutto attività che girano intorno al turismo: falegnamerie, segherie, aziende edili, idraulici, elettricisti. La volontà è quella di partire con un’area innovativa». «Un’area in cui – è il suggerimento avanzato dal presidente Tilatti – potreste dar gambe a un consorzio volontario con un moderno modello di gestione: basta cattedrali nel deserto, bisogna iniziare a costruire, anche con l’aiuto del pubblico, capannoni più piccoli, ritagliati sulle reali necessità di chi andrà ad utilizzarli e concederli a canone calmierato. Il tutto per arrivare dopo un certo periodo di tempo all’acquisto o alla restituzione del bene così che possa essere riadattato e utilizzato da altri. In questo modo – ha aggiunto il leader degli artigiani friulani – eviteremo i casi di fallimenti seguiti da capannoni che restano vuoti e creano un danno non solo alle imprese, ma anche alle pubbliche amministrazioni e al territorio».

Tilatti, che a Sappada è stato accompagnato dal consigliere delegato di Confartigianato Servizi Fvg, Daniele Cuciz, dal segretario di Confartigianato-Imprese Udine, Gian Luca Gortani, dalla coordinatrice delle zone Paola Morocutti e dal direttore del Cata Fvg, Alessandro Quaglio, ha – come detto – offerto a Piller Hoffer massima collaborazione. Non a parole, ma con i fatti: aprendo dall’autunno un recapito dell’associazione e organizzando in collaborazione con il Cata un incontro pubblico durante il quale illustrare le varie linee contributive attivate dalla Regione Fvg, le convenzioni e i servizi dell’associazione nonché le novità relative al microcredito, figlie della recente operazione messa a segno da Confartigianato Udine assieme a Friulia, Cassa Centrale Banca, Confidi Gorizia e Confartigianato Fvg.

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In copertina e qui sopra l’incontro dei vertici di Confartigianato Udine con gli amministratori di Sappada.

 

Coop Casarsa, passa il bilancio 2019: realtà in salute da cent’anni

Una realtà solida e attiva da un secolo, che ha affrontato con coraggio le settimane dell’emergenza Covid-19: Coop Casarsa, nata nel 1919 come spaccio di paese e ora gruppo con 14 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, ha concluso le assemblee annuali per i suoi oltre 16 mila soci. Il fondamentale appuntamento per la vita della cooperativa, che di consueto si svolgeva a fine maggio, a causa di Coronavirus è slittato a fine luglio. Domenica scorsa, nel teatro Pier Paolo Pasolini, i soci della provincia di Pordenone (lungo la settimana analoghe assemblee si sono svolte per quelli della provincia di Udine a Faedis e per quella di Treviso a Francenigo) hanno approvato all’unanimità il bilancio 2019, chiuso in sostanziale pareggio (più mille euro).

Mauro Praturlon, presidente di Coop Casarsa, è intervenuto assieme al vicepresidente Cesare Giavi, al direttore Piergiorgio Franzon e per il collegio sindacale Antonio Cancellieri. Segretaria della riunione è stata Serena Panzarella. “Nel 2019, anno del centenario, abbiamo confermato il nostro posizionamento sul mercato – ha commentato il presidente Praturlon –, grazie anche alle nostre radici mutualistiche che ci fanno scegliere dai nostri soci e clienti per la spesa di prossimità. È stato importante essere riusciti ad organizzare l’assemblea, rispettando tutte le normative sanitarie, per non perdere il contatto con la base sociale”.
Inevitabile un’analisi, oltre che dell’anno passato, anche dei primi mesi di quest’anno. “Durante il lockdown – ha spiegato Praturlon – siamo stati al fianco della clientela garantendo un servizio primario con i nostri supermercati, sia nei Comuni più grandi che nei paesi più piccoli. In queste ultime realtà, spesso siamo stati gli unici alimentari a disposizione della cittadinanza, soprattutto per la parte più anziana. Sono stati mesi impegnativi, per i quali ringrazio particolarmente i dipendenti per l’impegno prezioso. Da parte nostra, abbiamo voluto dare oltre al servizio anche un altro aiuto, donando ai Comuni in cui siamo attivi 30 mila euro in buoni spesa alle famiglie in difficoltà a causa della crisi determinata dal Covid-19”.

Il presidente Mauro Praturlon.

La cooperativa è attiva a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure, Pravisdomini, Goricizza, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo. Nel 2019 ha celebrato con vari eventi il suo centenario e pubblicato un libro celebrativo, che è stato donato ai soci presenti alle assemblee assieme a un buono spesa da 15 euro.
Questi i dati del 2019 di Coop Casarsa: i soci sono aumentati di 284 unità, arrivando a quota 16 mila 452; il fatturato di poco inferiore ai 26 milioni di euro; in aumento la mutualità, ovvero l’incidenza dei soci sul totale dei clienti, elemento cardine per l’attività di una cooperativa di consumo (61,06% a fronte del 60,72 dell’anno precedente); oltre 25 mila euro di donazioni, mentre ai soci sono stati “girati” oltre 2 milioni 600 mila euro di convenienza tramite promozioni e offerte dedicate. La ricaduta occupazionale è di 119 dipendenti.

Inoltre, è stato anche donato al Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia un assegno di 3 mila euro destinati ai più poveri dagli stessi soci tramite la raccolta punti e con un’integrazione della cooperativa. Per il proseguimento del 2020 è stato annunciato da Franzon, nell’esposizione dei dati commerciali e nella successiva discussione, il restyling dei negozi di Casarsa e San Martino come fatto a inizio anno a San Giovanni, interventi che mirano a rispondere alla concorrenza nella grande distribuzione che in Friuli Venezia Giulia, rispetto al resto d’Italia, è molto elevata.
Hanno portato il loro saluto all’assemblea, lodando l’azione di Coop Casarsa a partire dalla gestione dell’emergenza coronavirus durante il lockdown a favore della comunità, il sindaco di Casarsa, Lavinia Clarotto, il vicepresidente di Confcooperative Pordenone Pietro Tomaso Fabris, in rappresentanza del presidente Luigi Piccoli, e Alessio Di Dio, direttore regionale della Lega delle Cooperative in rappresentanza del presidente Livio Nanino.

La sede di Casarsa della Delizia.

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In copertina e all’interno tre immagini dell’assemblea al Teatro Pasolini.

La Tessitura Carnica non si piega: per ripartire avrà accanto la Regione Fvg

La Tessitura Carnica, il cui stabilimento è stato pochi giorni fa devastato da un incendio, ha tutta la volontà di reagire con forza e nel minor tempo possibile a questo momento avverso, anche mediante il reperimento di una sede di emergenza al fine di garantire una rapida ripresa della produzione e, quindi, il mantenimento del mercato. E per fare questo potrà contare sull’appoggio della Regione Fvg la quale ha assicurato la sua vicinanza ai titolari e alle maestranze della storica azienda che rappresenta un frammento della tradizione imprenditoriale della montagna friulana sviluppata da Jacopo Linussio, ed è un simbolo della capacità di innovare delle genti della Carnia, quello di un’azienda che, per decenni, aveva dato lavoro a migliaia di famiglie del territorio montano. È quanto evidenziato – come informa una nota Arc – dall’assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, nel corso di un incontro con il Comune di Villa Santina, i rappresentanti delle categorie economiche della Carnia e lo stesso imprenditore tessile, Giuseppe Tonon. Che, all’indomani del rogo, aveva ricevuto solidarietà e appoggio da Confartigianato-imprese Udine, attraverso il presidente Graziano Tilatti.

L’assessore regionale Sergio Bini.


Tra le ipotesi avanzate, appunto quella di individuare una collocazione provvisoria dello stabilimento, sempre nel Tolmezzino, per consentirne il riavvio e permettere all’azienda di mantenere la clientela internazionale già acquisita nel tempo. L’obiettivo è anche quello di salvaguardare la prosecuzione di una tradizione locale che è una delle note distintive dell’arte dei mestieri della montagna friulana e dell’intero Friuli Venezia Giulia. La Tessitura Carnica è infatti custode di una lunga tradizione sviluppatasi a partire da Villa Santina, specializzata nella realizzazione di tessuti particolari, richiesti e ricercati nel mondo, che tuttora vengono prodotti con telai antichi, non essendo possibile eseguire lo stesso tipo di lavorazione con quelli moderni.

La Regione ha voluto essere presente sul posto fin dalle prime ore successive al devastante incendio, per testimoniare l’attenzione del Friuli Venezia Giulia rispetto alla volontà dell’imprenditore di riprendere a breve l’attività, anche per non disperdere un patrimonio che fa parte della storia e della cultura del territorio della Carnia e dell’intera regione: l’azienda aveva infatti festeggiato pochi anni fa il mezzo secolo di vita. La presenza dell’esponente dell’Esecutivo Fedriga è servita anche per ricordare le iniziative messe in campo dalla Regione Fvg a favore dell’economia. Nell’occasione, è stato ribadito che la disponibilità dei fondi previsti dall’Unione Europea per gli interventi a ristoro dei danni causati dal Covid-19, e di quelli che saranno predisposti dalla nuova Programmazione comunitaria, non potranno che rappresentare l’occasione per ripensare le strategie economiche del Paese, come del Friuli Venezia Giulia. Questi fondi potranno consentire anche alla realtà locale di riposizionarsi su modelli di competitività che l’hanno fatta affermare dopo un altro periodo difficile per questa terra, qual è stato quello successivo al terremoto del 1976.

Accanto a ciò, è stato ricordato che la Regione sta ridefinendo una legge “Sviluppoimpresa” che, se non fosse intervenuta la pandemia, sarebbe stata già messa a disposizione del tessuto economico-produttivo del Friuli Venezia Giulia. Norma che dovrà essere ripensata, riproposta e aggiornata rispetto al nuovo quadro socio-economico. Ma non potrà che prevedere misure rivolte alle categorie economiche a rischio, o che comunque necessitano di un impulso verso nuovi percorsi di crescita e sviluppo, a vantaggio di soggetti che l’Amministrazione regionale non mancherà di individuare assieme alle categorie economiche come ha fatto proprio con la Tessitura Carnica, riunendo a un tavolo tutte le componenti interessate. E tra le azioni possibili per il rilancio dell’economia della montagna figura anche un nuovo assetto dei Consorzi industriali, perché siano sempre più in grado di stare al fianco di coloro che intendono investire in nuova imprenditorialità o mantenere la competitività delle loro aziende.

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 In copertina e qui sopra pregiati tessuti dell’azienda di Villa Santina.

Pordenone, ripresa e sviluppo dopo l’emergenza nell’augurio degli emigranti

La giovane virtuosa del violino Laura Bortolotto, originaria di Prata di Pordenone e attualmente accademista all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, ha dedicato attraverso un video molto apprezzato un brano ai corregionali scomparsi a causa del Covid-19. Così, anche il suo è stato un ricordo affettuoso per chi non c’è più unito alla voglia di guardare al futuro attraverso le visioni dei manager che stanno affrontando, in Friuli Venezia Giulia e nel mondo, le nuove sfide dell’innovazione: questi gli spunti emersi nel 43° Incontro dei corregionali all’estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, che sabato alla Fiera di Pordenone è avvenuto con un’innovativa formula tra pubblico presente, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online con persone collegate non solo dall’Italia ma anche da Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela, Paesi in cui sono attivi i Segretariati dell’Efasce. L’incontro è stato organizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, nonché con il patrocinio del Comune di Pordenone, della Camera di commercio di Pordenone-Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Laura Bortolotto

Il saluto di Gregoris

“Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia” è stato il titolo scelto per la serata condotta da Massimo De Bortoli e che si è aperta con il saluto del presidente dell’Efasce, Gino Gregoris. “Dopo il Coronavirus – ha affermato nel suo indirizzo di saluto – abbiamo l’occasione di ripensare il futuro per il nostro territorio, forti anche dei collegamenti con i nostri corregionali, sia quelli di recente emigrazione che con quelli dell’emigrazione storica o loro discendenti di seconda e terza generazione. Gli spunti e le visioni fornitici dall’Incontro 2020 li svilupperemo nel corso del prossimo anno, quando forse non potremo viaggiare molto all’Estero ma terremo sempre i contatti con i nostri Segretariati e organizzeremo diverse iniziative online, dai corsi d’italiano a un progetto, che stiamo elaborando, di prospettive di sviluppo legate all’Expo 2021 a Dubai”.

Massimiliano Fedriga

E delle Istituzioni Fvg

Con un videomessaggio ha portato il proprio saluto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha rimarcato l’importanza dell’azione dell’Ente nei rapporto con i nostri emigrati (messaggi video anche dall’assessore regionale ai corregionali Pierpaolo Roberti e dall’onorevole Luca Sut). Presente invece in sala il vicegovernatore Riccardo Riccardi, il quale ha ricordato come la Regione sia stata un esempio per la gestione della crisi Coronavirus, grazie anche a una cittadinanza pronta a rispettare le regole e che adesso, con una presenza di nuovi contagiati riconducibili per la gran parte a casi d’importazione, occorre non drammatizzare ma neanche sottovalutare la situazione, promuovendo una sorveglianza sanitaria omogenea assieme agli altri Paesi. Citando il senatore Mario Toros, che così si era espresso ai tempi del terremoto del 1976, ha infine sottolineato come gli emigranti del Friuli Venezia Giulia si siano fatti apprezzare nel mondo e questo ha fatto scattare allora come adesso una grande solidarietà internazionale.
Il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, sulla stessa linea, ha ricordato il grande ruolo dei corregionali all’estero come ambasciatori della nostra terra, mentre monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia Pordenone, ha sottolineato l’importanza di continuare a dialogare tra i vari Paesi di accoglienza e di incontrarsi anche con la formula innovativa scelta per il convegno 2020. Presente anche in rappresentanza del Comune di Pordenone il vicesindaco Eligio Grizzo, a testimonianza del proficuo rapporto dell’Efasce con i Comuni del territorio di cui la città, come Grizzo ha ricordato, è capofila, felice di collaborare con Efasce per il mantenimento dei contatti con i corregionali. Presenti in sala diversi sindaci e amministratori locali di altri Comuni del territorio, nonché consiglieri regionali (come Emanuele Zanon e Chiara Da Giau). Presenti pure gli Enti amici Giuliani nel Mondo, con il direttore Fabio Ziberna, e l’Unione Emigranti Sloveni, con la presidente Graziella Coren.

L’inizio dei lavori.

Lo sprone di Confindustria

Nella sua prolusione d’apertura lavori, “Accompagnare il Friuli Venezia Giulia fuori dall’emergenza: realismo e innovazione”, il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti ha annunciato lo studio di un piano per i prossimi 200 giorni che gli industriali italiani presenteranno al Governo riguardo l’utilizzo dei fondi del Recovery fund europeo. Ha inoltre spronato a investire in innovazione, a partire dalla scuole di ogni grado fino al 5G che non deve essere demonizzato e a riflettere sugli squilibri dello smart working tra colletti bianchi che possono portarsi il lavoro a casa e colletti blu che invece devono rimanere in azienda. Sulla ripresa, ha detto che ci sono segnali confortanti per il manifatturiero locale, con ordini che arrivano sino a fine anno, magari rallentati ma comunque presenti, mentre alcune aziende stanno vivendo un boom, citando l’esempio della Jacuzzi di Valvasone Arzene che sta ricevendo tanti ordini per mini-piscine. Ha infine rivolto un invito a mantenere vivo il dialogo con realtà che stanno soffrendo come il Venezuela, in cui vivono molti corregionali.

Autorità e relatori.

Preziose testimonianze

Tanti spunti interessanti dal dialogo con i manager attivi in Friuli Venezia Giulia o che da qui sono partiti vedendo apprezzato il loro talento all’estero. Paolo Vernier, presidente della Midj Spa, azienda del settore arredamento di Cordovado, ha ricordato i suoi inizi in un pollaio adattato a primo laboratorio suggerendo ai giovani di prepararsi per partire nei loro progetti con il piede giusto. Sul lockdown ha raccontato di come abbia permesso alla sua azienda di prendere strade nuove: è stata allestita una sala multimediale per tenere i contatti giornalieri con clienti, agenti e fornitori in tutto il mondo e uno showroom digitale per presentare i prodotti. Sul Made in Italy ha confermato come sia sempre apprezzato per il gusto del bello che viene riconosciuto ai nostri prodotti, e in particolare a quelli del Nordest per l’abilità nel creare in poco tempo novità.
Anna Bortolussi, pordenonese general manager di Amazon Europe Market Place, ha raccontato di come sia fiera delle sue radici friulane, tanto da utilizzare, quando deve spiegare all’estero da dove proviene, l’espressione “una regione che è la Silicon Valley italiana”, visto che le start up odierne sono quello che imprenditori illuminati del passato facevano qui partendo con le proprie aziende familiari. Anche lei deriva da una di queste, essendo figlia di imprenditori, e dalle sue esperienze internazionali ha rimarcato il concetto della cultura del fallimento, che all’estero non è visto in negativo purché sia rapido e poco costoso: si tentano nuove strade senza paura, ma se si vede che non danno risultati si passa rapidamente ad altro, arricchiti comunque da nuove esperienze.
Concetto che ha riportato anche Massimo Pascotto, pordenonese a capo di Sas Labs, il laboratorio interno di start up della Scandinavian Airlines: nel presentare in videocollegamento dalla Svezia alcuni dei progetti più innovativi che ha seguito recentemente (su tutti quello del primo passeggero imbarcato in aereo facendo il check-in con un microchip), ha spiegato come l’innovazione “costi” comunque impegno, ma ha messo l’accento anche sugli acceleratori digitali per sviluppare le idee e su come sia fondamentale anche una visione ampia che trascenda le singole competenze tecniche, citando l’esempio visionario di Steve Jobs.
Massimo Baù di Cecchini di Pasiano, professore associato alla Business school di Jönköping (Svezia), pure videocollegato, ha invece raccontato come nel mondo sia apprezzata la specificità italiana delle aziende familiari, che sono circa il 60%. Mentre Lisa Roman, vicepresidente dell’Efasce di Philadelphia, ha rimarcato l’importanza per i giovani discendenti degli emigranti della prima generazione di mantenere vivo l’uso della lingua italiana.

Settore della platea.

L’auspicio per il 2021

Conclusioni affidate, infine, alla vicepresidente di Efasce Luisa Forte: “Il lockdown ci ha portato a provare nuove strade per la nostra azione di vicinanza ai corregionali: con il lavoro di squadra che ha caratterizzato gli ultimi mesi vogliamo continuare, all’insegna dell’elasticità e freschezza che abbiamo potuto toccare con mano nelle esperienze di questo Incontro 2020”.
Ricordiamo che l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, fondato nel 1907, è il punto di riferimento per coloro che sono partiti dai paesi tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Ha Segretariati attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela. L’ultima edizione dell’incontro tra corregionali “in presenza”, quella del 2019, era stata ospitata a Caneva con un grande piacere di incontrarsi per i 150 partecipanti. E ora la speranza è quella di potersi ritrovare fisicamente nel 2021, una volta superata definitivamente questa dura emergenza sanitaria causata dalla pandemia.

Lo stemma dell’Efasce.

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In copertina, ecco il saluto del presidente Gino Gregoris.

I tre popoli tornano sul Monte Lussari: “Maria liberaci da questo virus”

di Giancarlo Martina

TARVISIO – «Stiamo lottando per uscire dall’inquietante pandemia che ha colpito anche tutti i popoli europei. Invochiamo la Vergine delle Grazie perché ci liberi da questo male. Ed invochiamola, con altrettanta fede, perché questa prova a cui ci ha sottoposto il Coronavirus sia un passaggio di purificazione che rinnova nelle popolazioni europee la linfa della fede cristiana della quale il Santuario di Monte Lussari è da tanti secoli un faro luminoso posto al confine dei tre popoli». Con queste accorate parole ha concluso ieri la sua omelia l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, in occasione del tradizionale pellegrinaggio che quest’anno ha celebrato il 660° anniversario di fondazione del celebre Santuario mariano. Con il titolare della Chiesa friulana c’erano anche monsignor Stanislav Zore, arcivescovo metropolita di Lubiana, e i vescovi, monsignor Josef Marketz, di Gurk-Klagenfurt, e monsignor Jurij Bizjak, di Koper (Capodistria). Al solenne rito hanno partecipato poco meno di trecento fedeli e accanto ai friulani c’erano, come è consuetudine, anche tanti austriaci e sloveni. Ma va ricordato che al raduno di cinque anni fa c’erano almeno duemila persone. Chiaramente la pandemia ha influito parecchio sull’afflusso dei pellegrini. Come allora, la Messa è stata celebrata su un altare all’aperto dinanzi all’immagine della Madonna del Lussari che al termine della cerimonia, in processione, è stata riportata nel Santuario molto amato dai tre popoli.

«Eccellenze e cari fratelli e sorelle – ha esordito monsignor Mazzocato -, Caifa, con un cinico calcolo politico, dichiara la condanna a morte di Gesù: “Non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera”. Anche se innocente, Gesù doveva essere sacrificato per evitare che con la sua predicazione i miracoli provocassero un intervento armato dei romani contro il popolo ebraico. L’evangelista Giovanni commenta che Caifa, senza volerlo, pronunciò una grande profezia sul significato della morte di Gesù. Egli stava consegnandosi liberamente alla morte a favore di tutti i figli di Dio. Essi si erano dispersi a causa del peccato e Gesù, come il Buon Pastore, dava il suo sangue sulla croce per riunirli e formare un nuovo popolo di Dio. Dall’alto della croce, prima dell’ultimo respiro, egli donò anche sua Madre ai figli che si riunivano attorno a lui. Sul Calvario nasce, così, la Chiesa formata da tanti figli di Dio uniti attorno a Gesù che dona loro il suo corpo e il suo sangue e attorno a Maria che, come ogni madre, si prodiga perché i suoi figli siano uniti e concordi. A buona ragione, perciò, Maria merita il titolo di “Madre dell’unità”. Con questo titolo la invochiamo in questa Santa Messa. La preghiamo da questo Santuario di Monte Lussari che da 660 anni è un segno di unità posto nel cuore del continente europeo. E’ il “santuario dei tre popoli” che nei secoli hanno formato l’Europa; diversi tra loro per lingua e tradizioni ma uniti dalle comuni radici cristiane che questo Santuario ricorda».

L’arcivescovo metropolita di Udine ha poi aggiunto: «Eredi di una millenaria tradizione cristiana e di tanti pellegrini che ci hanno preceduto nei secoli sul Monte Lussari, ci siamo oggi riuniti per testimoniare che i popoli europei possono avere ancora una speranza di unità e di solidarietà reciproca se si riconoscono tutti figli di Dio raccolti sotto la croce di Gesù e il manto della Vergine Madre. Siamo qui, poi, per pregare Maria, Madre dell’unità, per tutta l’Europa che sta attraversando un momento delicato e decisivo che può consolidare o, al contrario, disgregare la sua unità». E ancora: «Invochiamo, prima di tutto,l’intercessione della Madre dell’unità sulle Chiese e le comunità cristiane radicate dentro i popoli europei. I vescovi che concelebrano questa Santa Messa ne rappresentano già quattro di grande tradizione: la Chiesa di Lubiana, di Capodistria, Gurk-Klagenfurt e la Chiesa friulana, erede della Chiesa Madre di Aquileia. Ma tante altre Chiese cattoliche formano una grande rete di fede e di comunione sul territorio europeo. Ad esse si aggiungono le Chiese ortodosse e le comunità cristiane nate dalla Riforma. “Siano una cosa sola perché il mondo creda”, pregò Gesù prima di entrare in agonia nell’orto del Getzemani. Se le Chiese e le comunità cristiane, che si riconoscono nell’unica fede in Gesù e nell’unica devozione a Maria, cresceranno nella comunione tra di loro, esse saranno una sorgente feconda di unità per tutta l’Europa del terzo millennio».

«Affidiamo, poi, all’intercessione di Maria – ha infine sottolineato monsignor Mazzocato – tutti i politici e gli amministratori che in questo momento sono chiamati a governare i destini dei loro popoli. Tocca a loro difendere e potenziare il grande progetto di un’Europa unita come una sinfonia di tradizioni e culture diverse irrorate dall’unica linfa vitale che è il Vangelo di Gesù. Quando questa linfa viene meno, cominciano a scorrere liquidi tossici che infettano la società fino a corrompere anche le leggi che dovrebbero salvaguardare il bene comune. Purtroppo, non possiamo non constatare che questa intossicazione delle menti, dei cuori e delle coscienze è in atto con segni preoccupanti. Pensiamo all’offuscamento del senso della dignità della persona dal suo concepimento alla sua morte fisica, a certi stravolgimenti del significato della famiglia, alla miopia nel vedere i bisogni dei più deboli, degli “scarti” secondo il linguaggio di Papa Francesco».

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In copertina e all’interno alcune immagini del pellegrinaggio dei tre popoli avvenuto ieri sul Lussari.

“Il giro del mondo… da San Giorgio della Richinvelda” per 40 bambini

“Il giro del mondo… da San Giorgio della Richinvelda” è il tema del centro estivo coordinato dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe e gestito dalla Scuola dell’infanzia Immacolata Concezione della Parrocchia di Rauscedo in collaborazione con l’amministrazione comunale. Il centro estivo è un viaggio alla scoperta del mondo che passa attraverso l’esercizio fisico e le attività all’aria aperta, anche grazie ad una collaborazione con l’associazione polisportiva Basket San Giorgio della Richinvelda, il tutto nel rispetto dei protocolli sanitari legati all’emergenza Covid-19.
Il campus si svolge nella struttura della scuola secondaria di primo grado di San Giorgio e coinvolge una trentina di bambini a settimana per un totale di 40 iscritti. Le attività sono partite il 29 giugno e termineranno il 31 luglio per un totale di cinque settimane. Tutto corre attorno al tema scelto per questa edizione 2020 del campus estivo, ovvero “ Il giro del mondo da qui”. “Si è pensato al fatto che la diffusione del Coronavirus ci ha costretti a stare fermi – fa sapere Daiana Turla, coordinatrice del Piccolo Principe -, ma non ci impedisce di conoscere ed immaginare luoghi diversi e lontani attraverso storie, video, giochi e creazioni manuali”. Durante le cinque settimane di attività e giochi, i bambini sono seguiti da 4 animatrici appoggiate da ben 3 volontari. 
“Oltre ad attività manuali e di giochi strutturati – spiega ancora Daiana Turla -, è stata proposta una collaborazione con l’associazione polisportiva Basket di San Giorgio della Richinvelda, che ha messo a disposizione un allenatore, il quale, due mattine alla settimana, propone attività motoria e gioco per bambini con esercizi ed attività strutturate e divertenti”. Una collaborazione che arricchisce la proposta educativa dedicata ai bambini dai 6 agli 11 anni di età. “Ci teniamo poi a sottolineare – conclude la coordinatrice – che le animatrici sono tutte giovani ragazze del territorio che stanno mettendo a servizio la loro esperienza formatasi negli anni precedenti negli stessi centri estivi del comune, ma anche nelle associazioni di volontariato locali, e lo stanno facendo con grande entusiasmo e capacità di coinvolgere i nostri bambini”.

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In copertina e qui sopra alcuni bambini impegnati nel centro estivo.

Emigranti, ripartire innovando: a Pordenone connessi con il futuro

Le voci di chi sta coniugando ripartenza e innovazione nella nuova era determinata dal Coronavirus: rappresentanti del mondo industriale, rimasti in Friuli Venezia Giulia ma che dialogano con il mondo o da qui partiti per esperienze professionali di livello pur rimanendo legati alla terra di origine, sono i protagonisti del 43° Incontro dei corregionali all’estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che domani, 25 luglio, alla Fiera di Pordenone si svolgerà con un’innovativa formula tra pubblico presente, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online. Appuntamento pertanto alle 18, in sala Zuliani, con ingresso su invito e rispetto delle distanze e misure sanitarie anti Covid-19 per un numero contingentato di persone, mentre sarà garantita la diretta streaming multipiattaforma sul sito web www.efasce.it e sulla pagina Facebook @efascepordenonesinelmondo con collegamenti da tutta Europa, Usa, Canada, Sudamerica, Australia e altri Paesi. Il tutto con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, e il patrocinio del Comune di Pordenone, della Camera di commercio di di Pordenone-Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Gino Gregoris

Paolo Vernier

Michelangelo Agrusti

“Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia” è il titolo scelto per la serata condotta da Massimo De Bortoli e che si aprirà con il saluto del presidente dell’Efasce Gino Gregoris. “Reduci da settimane impegnative – ha affermato Gregoris -, in cui però abbiamo mantenuto i contatti con i nostri corregionali, siamo pronti a fare il punto su quanto svolto nell’ultimo anno e a guardare al futuro, coma da oltre un quarantennio facciamo ogni ultimo fine settimana di luglio. Essere riusciti a realizzare comunque il nostro Incontro, senza rimandarlo al 2021, è un primo concreto segnale di fiducia verso nuovi traguardi, superando le difficoltà dettate dal Coronavirus. Sarà interessante ascoltare le visioni di futuro che porteranno i nostri ospiti, con spunti che andremo a concretizzare nei prossimi mesi. E sarà infine bello ritrovarsi e condividere di nuovo un pezzo di strada insieme”.

Anna Bortolussi

Il keynote di apertura dei lavori sarà affidato al presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, sul tema “Accompagnare il Friuli Venezia Giulia fuori dall’emergenza: realismo e innovazione”. Case study della giornata sarà quello del Sas Labs, il laboratorio interno di start up della Scandinavian Airlines, al cui capo c’è il pordenonese Massimo Pascotto. Poi due interviste ad altrettante persone del territorio che gestiscono realtà dalla spiccata internazionalizzazione: a Paolo Vernier, presidente della Midj Spa, azienda del settore arredamento di Cordovado, che racconterà come “Progettare il futuro”, e ad Anna Bortolussi, pordenonese general manager di Amazon Europe Market Place, che racconterà “Trasformazione digitale e corporate startup innovation”.

Laura Bortolotto


Inoltre, l’Incontro vedrà la straordinaria partecipazione della virtuosa del violino Laura Bortolotto, originaria di Prata di Pordenone e attualmente accademista all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese. Con centinaia di concerti internazionali, nel 2016 è stata proclamata Alfiere della Repubblica dal presidente Giorgio Napolitano. Regalerà alla platea alcuni dei pezzi principali del suo repertorio.

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In copertina, Massimo Pascotto della Scandinavian Airlines.

Tessitura Carnica in fiamme. Tilatti: «Siamo con voi, ce la farete!»

«Il mondo artigiano e quello della piccola impresa si stringono con forza attorno a Giuseppe Tonon e alla sua famiglia in questo momento difficile. L’incendio alla Tessitura Carnica è un brutto colpo, che sono certo però questa grande famiglia d’imprenditori saprà superare una volta esperite tutte le attività legate all’incidente. Confartigianato si mette a sua disposizione per ogni necessità augurandole di poter presto tornare al lavoro». A dirlo è Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine, dopo aver appreso dell’incendio che ha distrutto la storica azienda tessile di Villa Santina, colpita al cuore dopo aver dato tanto alla manifattura del Friuli e alla sua popolazione.
Va ricordato infatti che proprio la Tessitura Carnica, lo scorso marzo, era stata tra le prime imprese a offrirsi di produrre mascherine per far fronte alla pandemia mettendosi a disposizione della Protezione civile regionale. «Sono certo che dopo aver dimostrato la propria solidarietà ai friulani, impiegando il proprio know how per rispondere alle esigenze dettate dalla pandemia, questa storica azienda potrà ora contare in altrettanta solidarietà da parte di molti – continua Tilatti -: dall’associazione alle istituzioni passando per la gente, che da generazioni custodisce gelosamente in casa i gioielli tessili prodotti a Villa Santina fin dal 1964».

Il presidente Graziano Tilatti.

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In copertina, la produzione di mascherine alla Tessitura Carnica.

Confartigianato Fvg plaude al Recovery Fund: “Ma fosse arrivato prima…”

«Un giusto riconoscimento, seppur tardivo». Così il presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg, Graziano Tilatti, commenta il via libera al Recovery Fund. «E’ una misura giusta che andava presa fin dall’inizio, senza tutto questo turnover di mediazioni, perché le medicine fanno meglio se prese nella fase acuta». «Del pacchetto di 750 miliardi di euro complessivi, all’Italia vanno 209 miliardi: 82 miliardi di sussidi e 127 di prestiti. Il nostro Paese se li merita, per quello che ha patito durante la pandemia, per quello che ha fatto in questi anni a favore dell’Unione europea e per esser stato, non dimentichiamolo mai, tra i Paesi fondatori di questa nostra Europa, grazie al progetto visionario di De Gasperi, Schuman e Adenauer, pagato con il sudore della fronte dei lavoratori italiani, spesso impiegati nelle oscure miniere di carbone.
Sono certo – conclude Tilatti – che l’Italia saprà dare ancora una volta prova di essere responsabile e saper usare bene i fondi che le verranno giustamente e meritatamente riconosciuti».

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In copertina, il presidente di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti.

Da oggi a Faedis il via alle assemblee della Coop Casarsa

Al via da oggi, 21 luglio, le assemblee della Coop Casarsa, solida realtà attiva da un secolo: nata nel 1919 come spaccio di paese, ora è un gruppo con 14 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, contando oltre 16 mila soci (284 quelli che si sono aggiunti lo scorso anno). La prima riunione è infatti convocata alle 19.30 nella sala consiliare di Faedis (per i soci della provincia di Udine), mentre giovedì 23, stessa ora, si terrà al Centro parrocchiale di Francenigo (per la provincia di Treviso). Infine, domenica 26 luglio, alle 10, nel Teatro Pasolini di Casarsa (per i soci della provincia di Pordenone e delle rimanenti province). L’assemblea si terrà nel rispetto delle direttive sul distanziamento sociale e con l’utilizzo degli appositi dispositivi di protezione individuale. I partecipanti riceveranno un buono valido per un omaggio nei punti vendita.
La cooperativa – guidata da Mario Praturlon – è attiva a Casarsa della Delizia, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure, Pravisdomini, Goricizza, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo. Nel 2019 ha celebrato con vari eventi il suo centenario e ha elargito oltre 25 mila euro in donazioni. Somma di fatto già superata nel corso di questa prima parte del 2020, visto che ha donato 30 mila euro in buoni spesa alle famiglie in difficoltà a causa della crisi determinata dal Covid-19.
“Un appuntamento importante – ha detto Praturlon – per analizzare innanzitutto l’andamento del 2019, chiusosi sostanzialmente in pareggio confermando i dati dell’anno precedente, ma che è pure un segnale di fiducia verso il futuro visto che torniamo a incontrare, seppur rispettando le distanze, i nostri soci. Durante il lockdown siamo stati al loro fianco garantendo a tutta la clientela un servizio primario con i nostri supermercati, sia nei comuni più grandi che nei paesi più piccoli. Sono stati mesi impegnativi, per i quali ringrazio particolarmente i dipendenti per l’impegno a favore della clientela garantendo un prezioso servizio: ora cerchiamo di continuare con una nuova normalità”.

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In copertina la sede principale della Coop Casarsa e qui sopra il presidente Mauro Praturlon.