Civibank, oltre 2 milioni di utile nel primo semestre nonostante Coronavirus

di Gi Elle

Supera i 2 milioni l’utile netto del primo semestre 2020 di Civibank, con un incremento di quasi l’81 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E con questi importanti risultati economici, conseguiti in mesi di grandi difficoltà dovute all’emergenza sanitaria, la Banca di Cividale conferma e consolida la sua autonomia nel quadrante Nord-Est della penisola. “Civibank – commentano i vertici dell’istituto di credito, presieduti da Michela Del Piero – dà prova della sua solidità e resilienza anche nel 2020: nel primo semestre dell’anno la Banca è riuscita ad affrontare efficacemente la complessità dello scenario economico, fortemente impattato dal Covid-19. Lo schema di bilancio approvato dal Cda conferma la linea strategica di sviluppo della Banca friulana, unico istituto di credito autonomo di Friuli-Venezia Giulia e Veneto: un chiaro percorso di crescita finalizzato a dotare il Nord-Est del Paese di un istituto storico, solido, autonomo, efficiente e redditizio”.

Nonostante, dunque, la batosta che Coronavirus ha assestato a tutta la nostra economia, senza che nessun settore uscisse indenne da quasi tre mesi di devastante lockdown, l’utile netto – come informa una nota – si attesta, appunto, su 2,08 milioni di euro, in crescita dell’80,7% rispetto all’analogo semestre 2019. Erogati complessivamente 265,6 milioni di nuovi finanziamenti sul territorio, di cui 195 concessi a piccole e medie imprese e 71 a famiglie. Inoltre, il CET1 ratio sale al 14,3%, rispetto al 13,6% del 31 dicembre 2019, “ad ulteriore dimostrazione – si sottolinea ancora – del miglioramento della solidità della Banca”.
Dobbiamo un ringraziamento particolare ai nostri dipendenti per questi risultati – commenta la presidente Del Piero – vista la situazione assolutamente inedita che il Paese ha dovuto affrontare. Tutti loro si sono adoperati al massimo per garantire continuità ed eccellenza del servizio, nonché attenzione e disponibilità alla clientela della Banca, anche nelle fasi più critiche dell’emergenza sanitaria”.
Il periodo che va dal lockdown in poi ha visto processate 6.500 richieste di moratorie, per un importo complessivo di 891 milioni di euro. E la situazione contabile al 30 giugno 2020 evidenzia quanto è esposto in dettaglio nei prospetti che seguono:

Aggregati patrimoniali
I crediti verso la clientela si attestano a 2.853 milioni di euro, in crescita dello 0,7% se confrontati con il dato al 31 dicembre 2019 pari a 2.833 milioni. Nel corso del semestre, la Banca di Cividale ha erogato complessivamente 266 milioni di euro di nuovi finanziamenti, di cui 195 milioni erogati a piccole e medie imprese e 71 milioni a famiglie, con una riduzione complessiva del 6,2% rispetto al primo semestre del 2019. Tra i fattori alla base di questi dati troviamo le conseguenze del prolungato blocco delle attività economiche e produttive e le forti limitazioni alla mobilità delle persone. Continua, poi, la riduzione dei crediti deteriorati (-4,9%) rispetto a dicembre 2019. La raccolta globale si attesta su 3.798 milioni di euro, quasi invariata rispetto al 2019 (-0,7%). Di questi, la raccolta diretta registra una consistenza di 2.713 milioni di euro, in crescita dello 0,6%, mentre la raccolta indiretta ammonta a 1.085 milioni, in diminuzione del 3,7%.

Risultati economici
Il margine di interesse si attesta su 33,4 milioni di euro, in crescita del 6,8%. Le commissioni nette sono pari a 15,2 milioni di euro, in diminuzione del 4,8%. Il risultato netto dell’attività finanziaria è positivo per 6,1 milioni di euro. I proventi operativi netti sono pari a 55 milioni, in crescita del 7,1%, mentre gli oneri operativi totalizzano 31,8 milioni di euro, in calo dell’1,7%. L’utile netto di periodo si attesta quindi a 2,1 milioni di euro, nonostante 2 milioni di euro di contribuzioni al fondo di risoluzione delle crisi bancarie.

La sede centrale a Cividale.

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In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero.

A regime l’app Eilo per le prenotazioni evitando assembramenti

Eilo, la nuova app per facilitare le imprese nella gestione delle prenotazioni e nell’evitare code e assembramenti, disponibile e scaricabile sia su Google Play (per dispositivi Android) sia sull’App Store (per Apple), è stata scelta tra gli altri anche dall’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro e fino a settembre sarà utilizzata per prenotare e accedere a tutti gli eventi della rassegna estiva, che comprende anche concerti con nomi quali Nina Zilli, Le Vibrazioni, Leo Gassman e Samuel dei Subsonica.

Dopo il necessario periodo di testing, Eilo è dunque entrata a regime ed è a disposizione di tutti. Da un lato i privati cittadini, che vogliano prenotare attività e servizi all’interno delle imprese come ristoranti, bar, estetisti, parrucchieri innanzitutto, ma anche artigiani, uffici e qualsiasi altro tipo di attività (come gli eventi, per esempio) necessiti il contingentamento degli ingressi per rispettare le misure anti-Covid. Dall’altro, gli imprenditori, esercenti, artigiani, professionisti che vogliano rendere più semplice la gestione degli ingressi di pubblico nei loro locali. “Cerca, prenota, accedi” è la promessa che accompagna il nome dell’app Eilo (www.eilo.it), che è sostenuta nel suo avvio – ed è dunque gratuita per tutti fino al 31 dicembre – dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, «con la speranza – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo – di rendere la vita un po’ più facile alle nostre piccole e medie imprese, già alle prese con tantissime disposizioni da rispettare».

Tra le novità più recenti: Eilo ha sviluppato una versione educational dell’app, per le scuole e le università, e sta già stringendo i primi accordi sul territorio regionale.
Per ottenere Eilo è sufficiente scaricare l’app sul proprio smartphone. L’utente “cittadino privato” può scoprire rapidamente quali sono le attività vicine, usando anche filtri per cercare fra le diverse categorie o trovare l’attività che interessa per nome. Quindi può selezionare il servizio che vuole prenotare, scegliere data e ora e indicare per quante persone effettuare la prenotazione. Al momento dell’appuntamento, è sufficiente presentarsi e scansionare il Qr Code all’ingresso del locale per accedere. In questo modo, l’imprenditore visualizzerà subito la prenotazione e sarà quindi agevolato nel gestire gli ingressi e le permanenze di persone nel locale, evitando assembramenti. Dalla parte dell’impresa, basta registrarsi sull’app e compilare i dati della propria attività e dell’organizzazione degli appuntamenti, quindi stampare il Qr ed esporlo sull’ingresso.

A spiegare com’è nata Eilo è l’amministratore delegato della strartup friulana Pietro Antonini. «L’idea alla base di Eilo è agevolare il cittadino fornendo un’unica app per prenotare tutti i servizi di cui ha bisogno. Attraverso le funzionalità di controllo degli accessi diventa, inoltre, uno strumento di monitoraggio attivo fondamentale per aiutare le attività in termini di sicurezza. Un focus particolare è legato al mondo degli eventi e delle pubbliche manifestazioni che, in questo periodo, necessitano di un maggiore controllo per garantire la sicurezza dei partecipanti».

Al via oggi a Pordenone un laboratorio musicale per i bambini

Una prestigiosa occasione di incontro tra esperti della psicologia alla quale, per la prima volta, viene invitata per parlare del proprio progetto educativo una realtà attiva in ambito musicale: grande soddisfazione per la cooperativa “Farandola”, aderente a Confcooperative Pordenone, che il il 25 e 26 settembre sarà presente alla web-conference nazionale “Le difficoltà di apprendimento all’epoca del Coronavirus” a cura dell’Airipa (Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento).

Al centro della relazione “Musicandola”, progetto socio-educativo musicale integrato, che si pone con una matrice multidisciplinare in psicologia scolastica, psicologia della musica, neuroscienze e tecniche espressive musicoterapiche. Un’esperienza unica nel suo genere, con cui la cooperativa è impegnata a promuovere azioni educative musicali all’interno della comunità di Pordenone e del Friuli Venezia Giulia. L’abstract scientifico è il risultato di un lavoro di rete tra Farandola, con la coordinatrice Valentina Gerometta, ed il Centro Psicologia e Ricerca di Latisana dello psicologo Luca Fabio Bertolli. È stato segnalato come uno dei più interessanti a livello nazionale e Bertolli alla conferenza presenterà una relazione dal titolo “Musicandola: un progetto multidisciplinare per un lavoro di rete e di comunità, come supporto educativo musicale allo sviluppo ed al rinforzo degli apprendimenti”. Progetto che a Pordenone proprio oggi, 7 agosto, vede partire un nuovo laboratorio di tecniche espressive musicali per bambini dai 5 agli 11 anni.

Luca Fabio Bertolli, psicologo, psicoterapeuta e musicoterapeuta è l’anima di questo progetto, che propone da anni nelle scuole del Friuli Venezia Giulia e che a Pordenone ha trovato la preziosa collaborazione proprio di “Farandola”. “Per spiegare in termini semplici quello che faccio con i bambini – racconta – va chiarito che non si tratta di una lezione di musica. Invece, tramite l’utilizzo di strumenti e dei suoni da essi emessi, insegno per esempio ai più piccoli della scuola dell’infanzia la sillabazione delle parole, mentre per quelli più grandi la musica diventa un tramite per parlare del bullismo e di possibili soluzioni a esso. E poi arte, disegno, grammatica sono alcune delle altre discipline che affronto nelle lezioni. Questo approccio multidisciplinare ha destato molto interesse nell’Airipa: che io sappia è la prima volta in assoluto che un progetto musicale viene inserito nell’ordine del giorno della conferenza. Un riconoscimento motivato anche dal fatto che proprio in questa fase di grandi sfide poste a bambini e adolescenti dal lockdown e dal coronavirus, tale progetto aiuta a trovare soluzioni ai problemi, venendo in soccorso anche alle famiglie”.
“Musicandola – progetto socio-educativo musicale integrato”, come detto, riparte oggi un nuovo laboratorio chiamato “Musica, tamburi e bolle di sapone” di tecniche espressive musicali per bambini dai 5 agli 11 anni. Il titolo di questo incontro è “Musica, tamburelli e bolle di sapone – Giochiamo al cantastorie” alla Scuola di musica “Farandola”, in via Molinari 41, a Pordenone, in tre orari distinti: dalle 9 alle 10 per i bambini di cinque anni, dalle 10.30 alle 11.30 e dalle 12 alle 13 per i bambini dai 6 agli 11 anni. Per informazioni e prenotazioni: scrivi@farandola.it, tel. 9434 363339 oppure cell. 340 0062930. Prossimamente sono in fase di definizione altri appuntamenti.

“La musica continua ad accompagnare i nostri bambini che – ha spiegato la coordinatrice della cooperativa Valentina Gerometta – a piccoli gruppi potranno cimentarsi a diventare cantastorie: questo nuovo laboratorio di Musicandola prosegue l’azione socio-educativa e regala ai bambini bambini nuove occasioni divertenti per approcciarsi in modo giocoso alla musica, veicolo di speranza, fiducia e nello stesso tempo valido aiuto nel consolidare l’apprendimento scolastico”.
“Questi mesi segnati dalla grande emergenza Coronavirus – ha commentato il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli – sono stati particolarmente impegnativi per le cooperative operanti nell’ambito culturale. Ora la ripresa permette il rifiorire di esperienze, come quella di Farandola, che sono ancora più fondamentali per il benessere della comunità e la sua coesione”.

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In copertina, il disegno di una bambina che partecipa al laboratorio di Musicandola.

L’assistenza sanitaria a chi è in difficolà con DonK e Rotary Trieste Nord

È dedicato alle cure diffuse nei luoghi estremi, e per le persone in difficoltà sprovviste di tessera sanitaria – perché provenienti per esempio da Paesi al di fuori dell’Unione europea, lungo la rotta balcanica –, il primo service del Rotary Club Trieste Nord, presieduto da Fedra Florit. «Linee guida essenziali improntano il mandato di questo anno rotariano – spiega la presidente – nel segno di valori come la prevenzione e la sostenibilità sociale. Per questo abbiamo subito deciso di appoggiare l’azione dell’Associazione di Volontariato Don Kisciotte, dallo scorso marzo ribattezzata Donk Humanitarian Medicine, attiva a Trieste dal 2012 per offrire assistenza sanitaria gratuita a chiunque ne abbia necessità, in particolare agli indigenti, ai senza fissa dimora ed ai migranti che non riescono ad avere accesso alle cure mediche nella città di Trieste.

L’associazione copre quelle zone in cui la Sanità pubblica non riesce ad agire ed è composta da medici, studenti neo-laureati, infermieri e operatori sanitari. L’obiettivo è dotarla di un pulmino attrezzato per visite e prima emergenza, in modo che DonK possa operare anche nei punti più difficili ed estremi di Trieste, incluso il Carso. Quest’anno, anche a seguito dell’irrompere della pandemia Covid-19, consideriamo una priorità importante garantire l’assistenza e la prevenzione sanitaria alle persone che attraversano il confine o che si trovano in attesa di completare il processo di registrazione al Servizio Sanitario Regionale (Ssr): persone spesso in condizioni di estrema povertà che non beneficiano di alcun tipo di accoglienza strutturata e sono senza fissa dimora. Ed è questa azione anche un’iniezione di tranquillità per chi, come noi triestini, si trova in una zona di passaggio di persone provenienti da Paesi meno controllati sul versante Covid-19 ripetto all’Italia».

Il Rotary Trieste Nord si pone dunque come capofila di un progetto sostenuto anche da Fondazione Casali, Beneficentia Stiftung e Fondazione CRTrieste. Ogni anno DonK visita più di 2.000 persone, fornendo loro assistenza medica sia nei primi momenti di accoglienza, sia continuativamente quando è necessario: lo ha ricordato il cardiologo Stefano Bardari, fondatore dell’associazione, in occasione della conviviale Rotary Trieste Nord alla quale ha preso parte, per avviare il progetto in vista dell’acquisto del pulmino attrezzato per assistenza sanitaria sul campo. Nel 2019 DonK ha stipulato una convenzione gratuita con l’Asugi per la cura dei richiedenti asilo a Trieste. Attualmente DonK è impegnata con i suoi medici quotidianamente nell’assistenza sanitaria e psicologica per indigenti, con piccoli punti di visita presso Casa Malala, Campo Scout di Prosecco, Villa Nazareth, Hotel Transilvania in stretta collaborazione con ICS, Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Comunità di San Martino al Campo e Fondazione Luchetta.

Informazioni e sostegno all’iniziativa presso DonK – Seminario Vescovile di via Besenghi – info: www.donkisciotte.org – cell 349.2904431.

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In copertina il cardiologo Stefano Bardari e qui sopra una riunione di sanitari di DonK.

 

Commercio e turismo: disponibili 12 milioni nel bilancio della Regione Fvg

Ammonta complessivamente a 12 milioni di euro la manovra di assestamento di bilancio della Regione Fvg dedicata alle attività produttive e approvata dall’Aula. Per far fronte agli effetti dell’emergenza sanitaria, la norma stabilisce che i contributi concessi nel 2019 per eventi turistici e di valorizzazione del territorio, non realizzati nel corso del 2020, potranno essere fruiti per attività da realizzare nel 2021.
Tra i vari provvedimenti, un emendamento proposto dalla Giunta regionale – informa una nota Arc – assegna mezzo milione di euro per l’anno 2020 alle società di gestione delle fiere regionali a copertura delle riduzioni di fatturato, dei maggiori oneri sostenuti o delle spese di rilancio e riprogettazione di manifestazioni fieristiche, in considerazione del blocco delle attività a causa della pandemia.

Le risorse sono concesse a condizione che venga presentato un “piano strategico di progressiva integrazione per la gestione coordinata degli eventi fieristici”, senza il quale la Regione non rilascerà alcun contributo. L’obiettivo dell’Amministrazione regionale è di dare avvio a un percorso di aggregazione tra enti fieristici con l’auspicio che questo sia un primo passo per giungere a un unico Ente Fiera Fvg.
In vista dell’evento Eyof Fvg 2023, festival olimpico della gioventù europea, è concesso un finanziamento di un milione di euro per la manutenzione e l’adeguamento dell’impianto sportivo “Palapredieri”, il palaghiaccio di Piancavallo di proprietà di PromoTurismoFVG, ente che realizzerà l’intervento.

L’assestamento sblocca, inoltre, circa 1,7 milioni di risorse già assegnate ai Catt Fvg per lo scorrimento della graduatoria delle domande presentate nel 2019 per gli incentivi di cui all’articolo 100 della legge regionale 29/2005 a favore delle piccole e medie imprese commerciali, turistiche e di servizio. Le risorse si aggiungono agli 1,3 milioni già previsti, raggiungendo una copertura del 60 per cento della graduatoria. Nello specifico, si tratta dei contributi previsti per lavori di ammodernamento, ampliamento, ristrutturazione e straordinaria manutenzione, acquisto di arredi, attrezzature e strumentazioni (anche per pagamenti in moneta elettronica e per il commercio elettronico), sistemi di videosorveglianza e sicurezza innovativi e per l’accrescimento dell’efficienza energetica; strumenti, programmi e servizi per il commercio elettronico; partecipazione a mostre, fiere, esposizioni e manifestazioni commerciali; corsi di formazione del personale destinato alla gestione dei siti di commercio elettronico.
Infine, quanto agli incentivi concessi sul Fondo Turismo, è consentita la proroga al 31 dicembre 2020 dei termini previsti per la conclusione dell’iniziativa e per la relativa rendicontazione.

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In copertina, ecco la sede della Giunta regionale in piazza Unità a Trieste.

A Zoppola ultimi giorni per il Punto Verde del Piccolo Principe

A Zoppola il Punto Verde comunale 2020 diventa sempre più “local” e “green”: bambini e bambine hanno imparato a conoscere meglio il proprio territorio e a rispettarlo grazie alla proposta educativa della cooperativa casarsese Il Piccolo Principe che gestisce il campus estivo organizzato dall’amministrazione comunale. Gli iscritti in totale sono 65 per cinque settimane di attività (si proseguirà fino al 7 agosto) all’insegna delle attività all’aria aperta e della scoperta dell’ambiente che li circonda. Numeri significativi, visto che le prime due settimane, quelle dal 6 al 10 luglio e dal 13 al 17, hanno registrato il tutto esaurito.

“Accoglieremo al massimo 49 bambini a settimana, divisi in vari gruppi nel rispetto dei protocolli sanitari vigenti – aveva spiegato a suo tempo il coordinatore del Punto Verde zoppolano, Giacomo Trevisan -. Il tema conduttore è la scoperta di ciò che ci circonda attraverso l’esplorazione del territorio. Visto il lungo periodo che abbiamo trascorso “fermi” in casa, vivremo queste giornate il più possibile all’aria aperta e a contatto con la natura, in una continuazione con il lavoro avviato lo scorso anno ”. L’equipe degli animatori è composta da 7 educatori e 2 volontarie. I giochi e le attività proposte ai bambini sono state improntate al riciclo e a combattere gli sprechi, alla cura e al rispetto della natura. “Ci guarderemo attorno con occhi curiosi – aveva informato ancora Trevisan – per apprezzare quanto anima il nostro quotidiano e il nostro quotidiano e trasformarlo attraverso la creatività in una “Un’Estate a colori!” che è il titolo che abbiamo scelto per questa edizione”.
Le attività si sono svolte e continueranno fino a venerdì prossimo negli spazi delle scuole primarie di Zoppola. Come negli anni passati, sono state attivate collaborazioni con diverse realtà del territorio e appassionati di attività che hanno incontrato i bambini del Punto Verde zoppolano per far conoscere ai minori di più, non solo del territorio che li circonda, ma anche delle persone che lo abitano. “Le attenzioni sanitarie che è doveroso seguire in questo periodo – aveva concluso Giacomo Trevisan – impongono qualche limitazione ma, giorno per giorno, educatori e bambini stanno riscoprendo rapidamente il piacere di stare insieme, condividendo emozioni e scoperte”.

Al riguardo era intervenuto anche il sindaco del Comune di Zoppola. “Siamo molto felici di poter garantire anche in quest’estate così particolare il Punto Verde – aveva infatti aggiunto Francesca Papais -, perché questa emergenza ha profondamente colpito i minori e poter dare loro uno spazio sicuro dove possano sperimentare la socializzazione è per l’amministrazione comunale di fondamentale importanza; inoltre, grazie alle cifre importanti garantite dal Comune e grazie alla disponibilità dei suoi dipendenti, siamo riusciti a calmierare le tariffe. Un ringraziamento speciale anche alle associazioni e alle persone di Zoppola che in queste settimane aiuteranno i nostri ragazzi a scoprire di più sul nostro paese, le nostre tradizioni, la nostra storia e cultura”.

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In copertina e qui sopra due immagini delle attività al Punto Verde di Zoppola che riunisce 65 bambini.

 

Alla Tessitura Carnica la solidarietà Fvg per riavviare il lavoro

Tutto il sistema economico regionale si unisce in supporto della ripresa in tempi brevi dell’attività alla Tessitura Carnica. Il riavvio della produzione nello storico stabilimento di Villa Santina, distrutto da un incendio lo scorso 22 luglio, è stato infatti il tema al centro di una riunione che si è tenuta a Tolmezzo nella sede del Consorzio Carnia Industrial Park, alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, del presidente e del direttore del Consorzio, della Camera di commercio di Pordenone-Udine, di Confartigianato e dei rappresentanti del sistema finanziario.

La Regione Fvg – come informa una nota Arc – ha rinnovato la propria vicinanza e solidarietà, attivandosi per la costituzione di un tavolo di lavoro tra i rappresentanti delle principali categorie economiche regionali, e della montagna in particolare, con l’obiettivo di assicurare in tempi rapidi la ripartenza della produzione, in quanto l’azienda rappresenta una realtà importante della storia e della tradizione carnica che non va perduta. Il primo passo sarà quello di trovare una nuova sede produttiva, anche se provvisoria. Sul tavolo ci sono varie ipotesi: alcuni capannoni potrebbero essere disponibili all’interno dell’area industriale di Amaro, in alternativa, si cercano spazi privati in affitto a canone di solidarietà nella stessa Villa Santina. Camera di commercio e Confartigianato daranno il proprio aiuto nel recupero di alcuni telai antichi.

Il riavvio dell’attività produttiva è comunque vincolato – conclude la nota – alla conclusione delle indagini in corso sull’incendio e alla definizione di alcuni aspetti tecnico-giuridici e assicurativi. La Regione coordinerà la messa in rete delle iniziative dei vari soggetti coinvolti che potranno dare soluzione ad aspetti logistici, finanziari e occupazionali, così che almeno una parte della produzione artigianale possa essere riavviata entro poche settimane.

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In copertina e qui sopra pregiati prodotti della Tessitura Carnica.

Le Fondazioni bancarie e Coronavirus: a Bologna anche la leader Carigo

Bologna ha ospitato l’Annual Meeting delle Fondazioni di origine bancaria di tutta Italia, con relatori di particolare livello come Giovanni Gorno Tempini, presidente Cassa Depositi e Prestiti, Nicola Giammarioli, segretario generale Meccanismo Europeo di Stabilità (il famoso Mes), Francesca Puglisi, sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e Antonio Misiani, viceministro dell’Economia e delle Finanze. Ai lavori ha partecipato anche la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia Roberta Demartin, coordinatore del Comitato piccole e medie Fondazioni di Acri e dei vertici della stessa, con il presidente Francesco Profumo e il direttore Giorgio Righetti.
Il meeting, organizzato da Itinerari Previdenziali, realtà indipendente che da oltre 10 anni opera in attività di ricerca, formazione e informazione nell’ambito del welfare e dei sistemi di protezione sociale, ha avuto lo scopo di fornire un percorso di riflessione sia sulla situazione economica, sia su quella sociale inevitabilmente intrecciata alla prima, affrontando il tema “L’attività istituzionale delle Fondazioni, tra continuità e innovazione, alla prova del Coronavirus”.

L’incontro, aperto dal professor Albero Brambilla, presidente del centro ricerche Itinerari Previdenziali, uno dei massimi esperti italiani in tema di previdenza, ha preso le mosse proprio dall’impatto sanitario e socio-economico causato della pandemia di Covid-19, che ha messo a dura prova la tenuta del “welfare” italiano, e ha evidenziato ancora una volta il ruolo centrale nelle politiche di “welfare territoriale” delle Fondazioni di origine Bancaria, prontamente intervenute in questa emergenza sia singolarmente sia mettendo a fattor comune le proprie risorse tramite un intervento di sistema avviato da Acri, dimostrando di essere, oltre che investitori istituzionali per eccellenza, rari se non unici investitori territoriali soprattutto nel sociale.

Roberta Demartin, in particolare, è intervenuta con una riflessione su “La collaborazione delle Fondazioni con i soggetti istituzionali pubblici e privati”, rilevando come fino a tre decenni fa non esistesse in Italia un soggetto privato che si prendesse cura del bene comune e che promuovesse e accompagnasse lo sviluppo culturale, sociale ed economico delle comunità di riferimento e dell’intero Paese. La presidente della Fondazione Carigo ha sottolineato come sia fondamentale l’azione di “cucitura dei territori” svolto dalle Fondazioni, le quali, affiancando e promuovendo le organizzazioni del Terzo settore nella loro attività quotidiana, realizzano e consolidano esperienze di sussidiarietà sui territori e promuovono progetti a forte innovazione sociale. «Oggi più che mai – ha sottolineato Roberta Demartin – le Fondazioni devono essere portatrici di visioni strategiche nuove e all’altezza dei tempi. Senza un rinnovato impegno a svolgere questi faticosi compiti, esiste il rischio che qualcuno, da fuori o dall’alto, costringa le Fondazioni verso altri obiettivi, forzandone la natura e soprattutto la loro autonomia».

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In copertina, l’intervento di Roberta Demartin e all’interno due immagini del meeting di Bologna.

Camera di Commercio Pn-Ud: Agrusti subentra a Pavan

di Gi Elle

Michelangelo Agrusti, 67 anni, di Casarsa della Delizia, è il nuovo vicepresidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Ieri, infatti, il consiglio dell’ente ha provveduto alla sostituzione di Giovanni Pavan, il quale aveva ufficializzato davanti all’assemblea le dimissioni dall’esecutivo. Rinuncia che ha quindi comportato una nuova nomina in giunta, sempre per il settore “industria”: quella, appunto, del consigliere Agrusti, presidente di Confindustria Alto-Adriatico, il quale nella riunione di giunta convocata subito dopo il consiglio è stato nominato, appunto, vicepresidente. Per l’uscente Pavan, che resta comunque nel consiglio camerale, si tratta di «un “disimpegno” meditato da tempo, che ho ritenuto opportuno posticipare – ha detto, non senza emozione – poiché il complesso iter di unificazione con Udine non era giunto ancora al termine. Ma ora le condizioni sono cambiate, sono più tranquillo». Il consiglio, anche attraverso le parole del presidente Giovanni Da Pozzo, con un applauso ha ringraziato Pavan per l’impegno profuso in tanti anni al servizio del sistema camerale regionale.

Giovanni Pavan, 75 anni, attualmente leader della Fondazione Pordenonelegge, è stato infatti presidente della Camera di Commercio di Pordenone dal 2004 al 2018 e di Unioncamere del Friuli Venezia Giulia nel triennio 2015 – 2017, anni difficili che, dice, «abbiamo affrontato impegnandoci nel costante perfezionamento e miglioramento della qualità dei servizi e nella gestione la più oculata possibile delle risorse camerali». Fatti positivi che secondo Pavan hanno consentito «anche nei periodi più bui di intervenire nelle numerose criticità del territorio anche con l’erogazione di significative risorse economiche». Risultati che «vanno ascritti alla professionalità dei dipendenti con cui ho avuto il piacere di lavorare le cui performance sono state più volte riconosciute nel confronto interno al sistema camerale italiano. A loro va tutta la mia gratitudine».

Da parte del presidente Da Pozzo, «un ringraziamento sentito a Pavan – ha commentato –, che anche nei momenti più complessi del percorso di accorpamento tra le Camere di Pordenone e Udine ha sempre dimostrato la sua correttezza e lealtà ed è sempre stato validissimo rappresentante del suo territorio. Si è speso molto per la sua tutela e valorizzazione, anche e soprattutto in campo culturale, e affinché fossero garantite nella fusione tutte le peculiarità, le eccellenze e le iniziative di promozione locali, che infatti abbiamo sempre riconosciuto e avallato con convinzione. Di certo – ha concluso Da Pozzo – continuerà a portare la sua autorevolezza ed esperienza all’interno del consiglio camerale e lo ringraziamo per la preziosa collaborazione che continuerà a garantire al nostro ente, pur in un ruolo diverso. Parimenti, diamo il benvenuto in giunta ad Agrusti, pronto senza dubbio a raccogliere il testimone e a portarlo avanti con le capacità che tutti conosciamo».

Giovanni Pavan (a destra).

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In copertina, Michelangelo Agrusti, nuovo vicepresidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

Casarsa, Cesarin resta alla guida del Piccolo Principe

La cooperativa sociale “Il Piccolo Principe” di Casarsa della Delizia ha rinnovato le cariche sociali tracciando il bilancio del 2019, guardando al futuro con l’obiettivo di rimanere sempre accanto alle persone per rispondere ai loro bisogni. Riconfermato presidente Luigi Agostino Cesarin che avrà al suo fianco Paola Ferracin in qualità di vicepresidente, Chiara Muccin, Elisa Paiero e Giacomo Trevisan come consiglieri. Come annunciato durante l’assemblea, il nuovo consiglio di amministrazione passa così da 7 a 5 amministratori, nel quadro di un nuovo assetto organizzativo generale che verrà realizzato nei prossimi mesi. Al Cda si affiancherà una direzione con il compito di tradurre le strategie e gli obiettivi individuati dal consiglio d’amministrazione in obiettivi operativi per i diversi servizi, rafforzando l’autonomia dei responsabili di servizio oltre che di ogni singolo socio lavoratore.
“Il 2019 è stato un anno ricco di sfide impegnative, trend proseguito nel 2020 a causa della crisi accentuata dall’emergenza Coronavirus che tutti stiamo affrontando – afferma il presidente Cesarin –. Alcuni settori della nostra realtà hanno sofferto maggiormente, come ad esempio il settore B di “servizio alle aziende e produzione lavoro” finalizzato all’inserimento lavorativo: il fatturato si è dimezzato rispetto all’anno precedente, anche a causa della crisi del settore manifatturiero/tessile e per questo abbiamo dovuto fare domanda di cassa integrazione. Ciò che più conta, però, è che il bilancio globale della cooperativa si chiude in positivo. Nonostante le difficoltà, abbiamo una base di riferimento valoriale e patrimoniale sufficientemente solida da consentirci di affrontare i mesi rimanenti del 2020, ma anche di strutturarci per gli anni futuri, che si prospettano già impegnativi”.
La fotografia della cooperativa sociale Il Piccolo Principe vede 87 soci con 8 nuovi arrivi, di questi 50 sono i soci lavoratori, 20 i volontari, 15 i lavoratori svantaggiati e 2 i beneficiari. Le persone sono al centro della mission della cooperativa che nel 2019 ha potuto contare anche sul supporto di 290 volontari. Sono stati 2.819 i beneficiari dei servizi socio-educativi (minori, giovani, disabili eccetera), di cui il 47% sono persone residenti nel Comune di Casarsa. Infine, sono state 74 le persone coinvolte in percorsi di integrazione socio-lavorativa, di cui 43 i lavoratori svantaggiati e 6 lavoratori di pubblica utilità.

“Durante il lockdown siamo riusciti a non chiudere completamente – aggiunge Cesarin – e siamo stati in grado di rispondere con nuove proposte e nuove modalità di intervento, in particolare alla fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi dove abbiamo rinforzato il servizio, molto apprezzato, della consegna a domicilio di cassette di frutta e verdura coltivate biologicamente. Poi, le attività di supporto a distanza fatte dagli educatori del Centro Socio-occupazionale per persone con disabilità, sia verso gli utenti che le loro famiglie, supplendo alla sospensione del servizio in presenza che ha riaperto solo a metà giugno. Il sostegno socio-educativo pomeridiano (il doposcuola) e i Progetti Giovani hanno avuto la necessità di reinventarsi nel modo di operare per supportare la didattica a distanza e le relazioni con i ragazzi, soprattutto con quelli più in difficoltà. La rete attivata da anni con scuole, servizi sociali e realtà del territorio ha avuto la sua importanza nel sostenere le azioni degli educatori e nel garantire buoni risultati e un profondo riconoscimento sociale. Dando uno sguardo ai diversi servizi della cooperativa, il Laboratorio verde, La cucina delle Fratte ed Equosolda Fvg hanno evidenziato una riduzione della loro attività, pur continuando ad operare per l’intero periodo di lockdown (salvo pochi giorni), così come il Servizio di accoglienza richiedenti asilo che ha continuato ad assistere i due nuclei ancora presenti. Infine, ha dovuto subire uno stop La Bottega Il Piccolo Principe che aveva predisposto un piano di rilancio a seguito del trasferimento della sede avvenuto lo scorso anno, ma ora è pronta a ricominciare con nuovi prodotti e iniziative”.

“Il nuovo consiglio d’amministrazione – conclude Cesarin – si prefigge anche di accompagnare la cooperativa in una costruttiva fase di passaggio intergenerazionale, in grado di mantenere e rinnovare i sogni e l’idealità originaria, adattandoli alle necessità e alle caratteristiche sociali e imprenditoriali dello spirito cooperativistico. In un periodo di crisi come questo, oltre a trovare nuovi canali lavorativi, è importante anche curare e motivare “vecchi” e nuovi soci, rinsaldando gli apprendimenti cooperativi, in modo tale da costruire basi solide per il futuro, caratterizzato da cambiamenti rapidi, necessità di flessibilità, continua lettura della realtà e dei bisogni, senza perdere di vista l’attenzione alle persone e alle comunità di appartenenza. Sicuramente una sfida, forse utopica; ma l’utopia fa parte dei valori fondanti della nostra cooperativa ed è quel motore che spinge a sognare con i piedi per terra e la mente aperta ai cambiamenti e ad avventure nuove”.

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In copertina il presidente Luigi Cesarin e qui sopra il nuovo consiglio di amministrazione.