Ambiente, torna il Premio Vivere a Spreco Zero che punta sulla scuola

Ripartire dalla scuola per lo sviluppo sostenibile: torna il premio Vivere a #sprecozero con due riconoscimenti speciali per i “maestri innovatori” in tempo di lockdown, annunciati in occasione della presentazione del bando 2020: vanno alla Onlus Maestri di Strada, da oltre 20 anni in frontline nei quartieri degradati di Napoli e artefice di progetti per l’educazione alimentare di studenti e famiglie; e alla maestra Francesca Sivieri, che aveva organizzato iniziative di lettura per gli studenti nelle opportune sedi “open air” di Prato a fine lockdown, restituendo centralità e stimoli ai più piccoli. Ai progetti di sostenibilita’ e di educazione alimentare messi in campo da Maestri di Strada e dall’istituto scolastico della maestra Francesca andranno due borse di studio erogate dall’artista Veronica Pivetti, la “Prof” più nota e amata della tv italiana, ambasciatrice di buone pratiche 2020.

Francesca Sivieri…

… e i Maestri di Strada.

Parte, dunque, l’edizione 2020 del Premio Vivere a #sprecozero promosso con il Ministero dell’Ambiente dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market: la presentazione nella sede Anci, a Roma, presenti il segretario generale Veronica Nicotra e il delegato Energia e rifiuti Ivan Stomeo, con il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Roberto Morassut, il fondatore Spreco Zero Andrea Segrè, il curatore del Premio Luca Falasconi. Fino al 15 settembre spazio a enti pubblici, scuole, imprese, cittadini e associazioni per candidare i loro progetti e le buone pratiche di ogni giorno, anche solo con un tweet. Dieci le categorie in campo, dalla biodiversità – priorità tematica scelta dalle Nazioni Unite – alla Dieta mediterranea, dalla prevenzione sprechi nell’ortofrutta alla nuova categoria “Pagine di sostenibilità”, dedicata ai saggi pubblicati nell’ultimo anno sul tema delle buone pratiche di economia circolare. Dettagli e indicazioni per la propria candidatura sul sito sprecozero.it
«Proprio dalle scuole deve partire la rigenerazione culturale in tema di ambiente e sviluppo sostenibile – ha spiegato il triestino Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero -. Sette italiani su 10 chiedono l’educazione ambientale dai banchi di scuola, e con l’introduzione dell’educazione civica nei programmi noi chiederemo 7 ore da non sprecare: una al mese, per fare educazione alimentare in classe e formare cittadini capaci di rapportarsi al cibo e alla sua fruizione». Intanto, il 68% degli italiani si dichiara molto piu’ sensibile oggi, che 10 anni fa, rispetto ai temi ambientali, e il 57% dichiara di aver imparato proprio dai dati sullo spreco a gestire meglio il cibo (fonte Oss. Waste Watcher 2020).

Veronica Pivetti

«È molto importante sostenere le buone pratiche su ambiente e consumo sostenibile e questo premio è un’occasione per sensibilizzarle – ha dichiarato il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut, di origini friulane -. Lo spreco alimentare è una questione etica, sociale, economica ed ambientale che va affrontata con progetti di networking concreti e che si inserisce nei grandi temi della sostenibilità e della circolarità delle risorse, che ci vede in prima linea come Governo e come Ministero dell’Ambiente. Per raggiungere gli obiettivi 2030 dettati all’Agenda Onu, in particolare il 12 e 13 che sono legati al cibo e prevenzione dello spreco e ai cambiamenti climatici, dobbiamo puntare al coinvolgimento di tutta la collettività, dagli enti pubblici alle imprese, alle scuole, con la definizione di obiettivi mirati e misurabili in termini di riduzione emissioni e diminuzione di impatto ambientale».

Il Premio Vivere a #sprecozero, con il patrocinio del World Food Programme, è sostenuto dai reference partners ENI e Federcasse – Emil Banca, in collaborazione con Alce Nero, Conapi Mielizia, Conad, Camst, Hera, Natura Nuova, Assomela, Whirlpool, Unitec, Gio’Style.

Info e bando Premio Vivere a spreco zero 2020: sprecozero.it
e-mail: sprecozero@lastminutemarket.it

—^—

In copertina, il professor Andrea Segrè alla presentazione del Premio.

Sul parco paleontologico di Duino gli occhi degli scienziati di tutto il mondo

In settembre il parco paleontologico del Villaggio del Pescatore sarà al centro dell’attenzione scientifica mondiale per una possibile nuova scoperta. Affioramenti nella roccia, infatti, fanno ragionevolmente pensare a un promettente ulteriore rinvenimento, dopo quelli dei dinosauri “Antonio” e “Bruno”. Le importanti scoperte degli ultimi anni e le operazioni in corso per il recupero dei nuovi reperti saranno raccontate in un documentario che sarà girato proprio alla Cava del Villaggio dopo l’estate. E’ quanto ha reso noto il geologo e coordinatore delle attività del sito, Flavio Bacchia, all’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, durante una visita, compiuta da Regione Fvg e Comune di Duino Aurisina, che ha toccato alcuni luoghi di significativa attrattività artistica e scientifica del territorio municipale.

Sergio Emidio Bini


Tra questi, il sito del Villaggio del Pescatore – recentemente oggetto, come informa Arc, di un finanziamento regionale di 1 milione e 500 mila euro dell’assessorato alla Cultura per consentire l’esproprio e la valorizzazione dell’area – che ha alte potenzialità di attrazione di visitatori, ma necessita di un piano di sviluppo pubblico-privato mirato alla sostenibilità. A migliorare intanto l’accessibilità per il pubblico al sito – un rarissimo ambiente per la conservazione dei resti fossili – gioverà di certo la nuova strada, i cui lavori potrebbero iniziare il prossimo anno. Oltre infatti ai 450mila euro di finanziamenti europei, sono già stati spesi i 47mila euro di fondi 2019 della Regione e potranno essere anticipati i 400mila euro resi disponibili per il 2022 dalla Regione quest’anno dall’assessorato alle Autonomie locali. Con un investimento relativamente modesto sul sito, ha assicurato Bacchia all’amministrazione comunale e regionale, sarebbe possibile puntare a 30mila visitatori l’anno.

L’assessore si è poi recato in visita al “Minimuseo delle genti attorno al Timavo”, lo spazio temporaneo aperto 15 anni fa, curato dall’associazione speleologica “Flondar” e visitato da oltre 7 mila persone all’anno. Rinaldo Stradi, presidente del gruppo formato da una trentina di volontari che si occupano anche di numerose visite guidate, ha illustrato alla Regione la storia dei ritrovamenti effettuati dagli speleologi nelle grotte carsiche e l’evoluzione etnografica del Villaggio del Pescatore.
La terza tappa è stata la Chiesa di San Giovanni in Tuba con le foci del Timavo, area crocevia di storia, religione, cultura e oggi anche di appassionati di sport e natura: da qui infatti partono le visite che possono accontentare appassionati dei sentieri della Grande Guerra, dell’antica Via Flavia e delle piste ciclabili, oggetto di espansione di concerto con il Comune di Trieste attraverso la progettazione “Biciplan”.
Anche se quest’anno il turismo estero a causa del Coronavirus ovviamente è in contrazione, l’area resta a forte attrattività – forte di 130 mila presenze l’anno medie – e con numerosi progetti di valorizzazione.

Il piano di sviluppo di animazione turistica del territorio è stato presentato alle realtà territoriali alla fine dello scorso anno, hanno sottolineato il sindaco e l’assessore Bini, presentando i cinque segmenti principali del progetto: Walking running bike; Mare & sailing; Duino Aurisina città dei sapori (che ha già ricevuto dall’assessorato al Turismo 5mila euro); Tra natura storia e leggenda (4mila euro finanziati da Regione Fvg su primo bando 2020); Carso& Cavalli.
Il progetto è stato ideato in coerenza con il piano strategico regionale 2018 – 2023 ed è stato condiviso con gli operatori turistici, i produttori locali e le associazioni sportive e culturali che operano sul territorio attraverso la Conferenza comunale del turismo, con la quale il Comune di Duino Aurisina intende consolidare la rete di collaborazioni tra pubblico e privato.
Da parte della Regione è stato confermato come l’area abbia potenzialità di sviluppo turistico eccellenti e come l’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia consideri strategico valorizzare ulteriormente le bellezze del territorio che per la sua posizione si pone come porta d’ingresso a Trieste.
La Regione, infine, ha considerato positivo lo sviluppo di attività di animazione durante tutto l’anno per incrementare il movimento turistico ed estendere la stagione anche oltre il periodo estivo effettuando un’adeguata campagna promozionale ed implementando l’offerta di eventi già consolidati sul territorio.

—^—

In copertina, il geologo e coordinatore delle attività del sito, Flavio Bacchia, con i resti del dinosauro Bruno; qui sopra, una suggestiva immagine di Duino.

Nuove norme per le grandi derivazioni idroelettriche Fvg

Nuove gare di evidenza pubblica per la concessione ad uso idroelettrico, un nuovo regime giuridico di alcuni beni che passano al demanio idrico regionale, contenuti contrattuali minimi a garanzia del rispetto dell’ambiente e dell’equilibrio occupazionale, obbligo di fornitura gratuita di energia elettrica alla Regione. Sono alcuni dei principali contenuti del disegno di legge che la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato in via preliminare su proposta dell’assessore alla Difesa dell’ambiente, all’energia e sviluppo sostenibile, per disciplinare la procedura di assegnazione delle concessioni di “grandi derivazioni” d’acqua a uso idroelettrico.

La Regione – come informa una nota Arc – è chiamata a legiferare in materia in forza del decreto “Semplificazioni” del 2018 che ha demandato agli Enti regionali la definizione delle modalità e delle procedure di assegnazione delle concessioni che devono avvenire in regime di libera concorrenza, mediante procedure competitive ad evidenza pubblica. La legge regionale dovrà essere approvata – come stabilisce la norma nazionale – entro ottobre, mentre le procedure di assegnazione delle concessioni scadute alla data di entrata in vigore della legge o entro il 31 luglio 2024 dovranno essere indette entro due anni dall’entrata in vigore della norma. Si tratta delle concessioni che eccedono i 3mila kW di potenza nominale media annua e che in Friuli Venezia Giulia riguardano, in prima battuta, cinque impianti, tutti siti nella Destra Tagliamento e che attualmente sono in concessione a Edison Spa: l’impianto di Meduno, che insiste sul corso d’acqua Meduna, con potenza circa 7,1 MW (concessione scaduta nel 2010); gli impianti di Valina e Chievolis, situati nel Comune di Tramonti di Sopra, interessanti i corsi d’acqua Meduna e Silisia, potenza circa 12,1 MW (concessione unica che scadrà il 13 luglio 2021); gli impianti di Colle e Istrago, situato nel Comune di Spilimbergo, che interessa il corso d’acqua Meduna, potenza circa 8,5 MW (la concessione scadrà il 30 giugno 2024).

La centrale idroelettrica di Colle.

Il ddl – coerentemente con il quadro normativo nazionale – stabilisce un nuovo regime giuridico dei beni. Le cosiddette “opere bagnate” (opere di raccolta, regolazione, derivazione, i canali adduttori, le condotte forzate e i canali di scarico) passano in proprietà alla Regione Fvg, entrando a far parte del demanio idrico regionale, senza la corresponsione di alcun compenso a favore del concessionario uscente; le “opere asciutte” (edifici, macchinari, impianti per l’utilizzazione, trasformazione e distribuzione dell’energia prodotta) possono essere acquisite in proprietà dalla Regione stessa (corrispondendo un prezzo agli aventi diritto) se ritenute funzionali rispetto alle “opere bagnate”. In alternativa, la proprietà di tali beni può essere acquisita dal concessionario subentrante, qualora li ritenga funzionali al proprio progetto.
Il testo normativo definisce anche le fasi della procedura unica di assegnazione, dalla indizione all’emissione del provvedimento di concessione, nonché i tempi della stessa e fissa i contenuti del bando e i criteri di valutazione. L’ammissibilità dei progetti di derivazione d’acqua è subordinata alla presenza di alcuni contenuti minimi, che verranno poi dettagliati in sede di gara, e che riguardano aspetti quali sicurezza delle persone e del territorio, sostenibilità ambientale, clausole sociali per la stabilità occupazionale, miglioramenti energetici, misure di compensazione ambientale, territoriale e paesaggistica.

Un articolo del ddl prevede che tutti i concessionari siano obbligati a fornire annualmente, a titolo gratuito, energia elettrica alla Regione Fvg (in ragione di 220kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione) da destinare, almeno per il 50 per cento, ai servizi pubblici e alle categorie di utenti dei territori interessati dalla derivazione. Un altro aspetto rilevante riguarda la possibilità che la Giunta regionale, nell’indire la procedura di assegnazione di una grande derivazione, scelga, fra le tre forme possibili di affidamento, quella che affida la concessione ad una società a capitale misto pubblico privato. Dopo l’approvazione della legge, la stessa sarà completata da due regolamenti: uno per la definizione della disciplina di dettaglio della procedura unica di assegnazione (entro 12 mesi dall’approvazione della norma), l’altro per fissare i canoni di concessione (entro 180 giorni dall’approvazione della legge regionale). Infine, entro 90 giorni, la Giunta regionale dovrà deliberare le tipologie di servizi pubblici e le categorie di utenti che potranno beneficiare della fornitura gratuita di energia, i criteri di riparto di tale fornitura, sentiti i Comuni interessati, e la possibilità, in alternativa alla cessione gratuita dell’energia, di procedere in tutto o in parte alla sua monetizzazione.

Il torrente Meduna.

—^—

In copertina, visita agli impianti idroelettrici di Meduno.

Successo a Casarsa per i punti verdi dedicati ai ragazzi

A Casarsa della Delizia si sono conclusi i centri estivi promossi dal Comune. Una sfida portata a termine con successo e che ha garantito ad un numero davvero consistente, pari a 170 bambini e adolescenti, di ritrovarsi di nuovo insieme. Sei settimane di svago, gioco e divertimento nei tre diversi centri allestiti sul territorio, due affidati in gestione alla Cooperativa Sociale Il Piccolo Principe ed uno all’associazione Estate Ragazzi.
“Una grande lavoro di co-progettazione – spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Claudia Tomba – con gli enti e le associazioni, oltre che all’interno dell’amministrazione, con la positiva sinergia degli assessorati alle Politiche Giovanili con Ilaria Peloi, lo sport Tiziana Orleni, Cultura e Istruzione Fabio Cristante. Tutti fermamente convinti della necessità, nonostante le difficoltà, di sostenere bambini e famiglie. Una macchina che ha funzionato bene, in un periodo non facile e complicato da adempimenti burocratici e gestioni straordinarie dei servizi. Organizzazione che ha richiesto un lavoro intenso e per il quale ci sentiamo di ringraziare per l’impegno e la dedizione gli uffici comunali e segnatamente Ilaria Colorio e Michele Putignano”.


Anche dal punto di vista economico e di risorse è stato un investimento particolarmente importante frutto di una scelta ritenuta dall’Amministrazione civica imprescindibile: garantire l’offerta al maggior numero di utenti possibili senza gravare sulle famiglie. “È così – aggiunge l’assessore Tomba – è stato perché, pur con costi di gestione praticamente raddoppiati, le quote di iscrizione sono rimaste quelle degli scorsi anni. Un segnale di favore non scontato che conferma ancora una volta la concreta attenzione al sociale dell’Amministrazione di Casarsa. Dal punto di vista dell’offerta, le collaborazioni del Piccolo Principe e all’Estate Ragazzi con associazioni locali e anche alcune di fuori comune hanno permesso di colorare le ore trascorse insieme con attività varie, davvero originali ed apprezzate”.
Un prezioso sostegno è giunto dai volontari della Croce Rossa sezione Casarsa della Delizia, Avis, Tennis Club Casarsa, Libertas Casarsa, Arcieri La Fenice, associazione Laluna, Agesci Casarsa San Giovanni, gruppo Country Casarsa, associazione Ali nella notte di Forgaria, associazione Famigliamo, rappresentanti dei genitori. Senza dimenticare gli animatori e la disponibilità di don Giancarlo Pitton per la concessione degli spazi parrocchiali di San Giovanni.
Conclude Claudia Tomba: “Davvero molte persone a cui esprimere sincera gratitudine. Una risposta efficace che nella partecipazione fattiva di tutti indica la strada da seguire nei momenti di maggiore difficoltà, rinsaldandoci nella speranza che è ora necessaria per ripartire”.

—^—

In copertina, due immagini dei centri estivi allestiti a Casarsa.

Agosto, ma si riparla di presepi: al via il corso sospeso per il virus

Si riparla già di presepi, anche se questi sono i giorni ferragostani e Natale sembra ancora lontano. Ma alla grande festa cristiana mancano una ventina di settimane. Dopo lo stop imposto dal lockdown per il Coronavirus riprendono, infatti, i corsi sulle tecniche presepistiche a Villa Manin, vero e proprio polo regionale dell’arte di creare Natività: il 22, 23 e 29 agosto partirà il 1° corso di costruzione di un ulivo da inserire nel proprio presepe. Le lezioni, a cura del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia, con la collaborazione del gruppo Presepisti Udinesi e della Pro Loco Passariano, nonché con il prezioso sostegno di Fondazione Friuli, saranno tenute dal maestro Claudio De Lucchi, membro del gruppo Presepisti Friulani.

“Siamo davvero felici di poter riprendere con i corsi sulle tecniche presepistiche – ha detto il presidente delle Pro loco regionali, Valter Pezzarini – che purtroppo avevamo dovuto rimandare a causa dell’emergenza sanitaria. Riprendere ora ci pare anche un augurio di rinascita, perché il presepe nè è proprio uno dei simboli: un buon auspicio per il futuro. Ancora una volta ribadiamo quanto riteniamo importante tramandare le tradizioni, come quella bellissima del presepe. Il nostro grazie va anche alla Fondazione Friuli e al presidente Giuseppe Morandini per essere ancora una volta al nostro fianco in un’iniziativa così importante”.
Le lezioni si terranno appunto a Villa Manin, nella sede della Pro Loco di Passariano, in via Quarnic nell’area parcheggi ovest. Il corso è gratuito e, così come i successivi, si terrà nel rispetto delle normative vigenti di contenimento del contagio da Covid-19. Per questo si prevede un numero limitato di partecipanti, per permettere un’adeguata organizzazione degli spazi.
La tre giorni sarà una vera e propria full immersion, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, nelle tecniche di vegetazione presepistica: l’udinesse Claudio De Lucchi insegnerà le tecniche base di lavorazione professionale del timo e l’utilizzo della teloxis aristata per riprodurre gli elementi vegetali di un presepe, nello specifico un ulivo.
I corsi proseguiranno poi a settembre con il recupero della 2ª edizione del Corso base di tecnica presepistica (rimandato proprio a causa del lockdown) e continueranno a ottobre e novembre con la 3ª edizione del Corso base di tecnica presepistica.

Info: telefonare al numero 0432.900908 oppure scrivere una email a eventi@prolocoregionefvg.it

—^—

In copertina, uno dei presepi tradizionali realizzati dal maestro De Lucchi in una foto di Diego Petrussi.

 

Carnia, a due anni dalla tempesta Vaia il punto sui lavori

A due anni dalla tempesta Vaia in Carnia, i cantieri avviati nel 2019 a Forni di Sopra e Forni di Sotto, grazie all’alleanza fra amministrazione regionale, Protezione civile del Fvg e Comuni, mostrano una buona percentuale di avanzamento dello stato dei lavori in un territorio pronto a ripartire. È la sintesi del messaggio lanciato dal vicegovernatore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, dopo aver effettuato alcuni sopralluoghi a Forni di Sopra e a Forni di Sotto nei siti interessati dagli interventi di Protezione civile a seguito dell’alluvione. Si tratta di opere di messa in sicurezza di specifici punti critici del territorio, dalla viabilità ai corsi d’acqua fino agli edifici, per oltre 8 milioni di euro (2019) a cui si aggiungono altri 5 milioni di euro per il 2020.
Il vicegovernatore ha rimarcato la forte alleanza con il sistema dei Comuni che oggi consente ai cittadini e ai turisti di ritornare ad usufruire di questi paesaggi naturali, ma anche di far ripartire l’economia mettendo in moto di nuovo imprese e professionisti locali, segno tangibile di un ritorno alla normalità dopo i mesi di isolamento forzato. In questo senso, il ruolo della Protezione Civile – si sottolinea in una nota Arc – sarà rilevante grazie ai tanti lavori avviati per i quali sono stati stanziati centinaia di milioni di euro.

Riccardo Riccardi

Fra i cantieri visitati dall’esponente della Giunta Fedriga, che è stato accompagnato nell’itinerario dai sindaci dei due Comuni e dal direttore generale con i tecnici della Protezione civile, quello sul rio Auza a Forni di Sotto, dove sono state realizzate opere di sistemazione idraulica (170 mila euro) e dove sono previsti altri 4 interventi nel 2020 fra i quali la messa in sicurezza del rio Verde (2milioni e 700mila). Sempre a Forni di Sotto, il vicegovernatore ha potuto vedere l’intervento sulla strada d’accesso all’acquedotto che verrà completata entro il prossimo ottobre. Il sopralluogo ha dato conto anche dei lavori che si stanno concludendo, fra Forni di Sopra e Forni di Sotto, inerenti la mitigazione del rischio idraulico del bacino del fiume Tagliamento (970.047,17 euro) che interessa un’area di 1.250.000 metri quadrati.

E’ seguita la visita al cantiere lungo il tratto del torrente Agozza a monte del ponte sulla strada statale 52. L’intervento prevede il rifacimento della tubazione e la sistemazione della briglia sul torrente (308.825,34 euro). Sempre a Forni di Sopra sono stati visionati i lavori di sistemazione idraulica dell’alveo del rio Fontanon (143.631,51 euro) e gli interventi sull’edificio che ospita la scuola di sci con il rifacimento del portone di ingresso e delle finestre, il rispristino delle apparecchiature elettriche danneggiate oltre che la sostituzione dello scambiatore di calore e la tinteggiatura esterna e interna (16.446,49 euro). In località Cella si è provveduto, invece, a rimuovere la copertura del capannone comunale ad uso artigianale (200mila euro) mentre a Nuoitas si sono realizzate delle opere per la messa in sicurezza del Tagliamento e per la difesa degli edifici e della viabilità comunale (2.480.043,72 euro).
Sono seguiti i sopralluoghi ai cantieri per la messa in sicurezza del transito lungo la strada comunale per il rifugio Giaf (314.480,52 euro) e del Rio Calda, dove è stata già realizzata la protezione di un tratto dell’argine destro, mentre sono previste le scogliere a protezione delle sponde e delle pile del ponte. Nei pressi della confluenza con il rio Salis è previsto il ripristino di una strada forestale e di un guado di attraversamento del corso principale. Vicino alle abitazioni sono state ripristinate le sponde e la strada esistente.

—^—

In copertina, un bosco devastato dalla tempesta Vaia nel 2018.

 

Protezione civile: accordo Fvg-Enel per le emergenze

Si consolida e si sviluppa il rapporto tra la Regione Friuli Venezia Giulia e l’Enel nella gestione dei fenomeni emergenziali che impattano sulla rete di distribuzione dell’energia elettrica. E’ stato infatti siglato, dal vicegovernatore con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, e dalla responsabile Sostenibilità e affari istituzionali Area Nord di Enel Italia, Maria Luigia Partipilo, un nuovo protocollo che punta a migliorare e incrementare – come informa Arc – la reciproca collaborazione in occasione di eventi con rilevanti impatti sul territorio e sulle infrastrutture.
La sinergia era stata avviata nel 2016 con la definizione di uno specifico impegno che in questi anni ha permesso di approfondire i reciproci criteri di intervento e di gestione delle emergenze, così da sviluppare tutti gli ambiti di cooperazione utili per la messa in sicurezza del territorio e per assicurare il rapido ripristino del servizio elettrico, anche in occasione dei sempre più numerosi e dannosi eventi naturali estremi che interessano la nostra regione.
La partnership ha, inoltre, portato al miglioramento della comunicazione tra le rispettive sale operative, all’attività formativa di oltre 150 volontari di protezione civile per interventi in prossimità di reti elettriche, allo svolgimento di esercitazioni congiunte e soprattutto al perfezionamento del sostegno reciproco durante gli interventi in emergenza.
Regione Fvg ed Enel puntano così a rendere più efficace e pervasiva la collaborazione incidendo significativamente sia nella formazione delle strutture di Protezione civile che nei rispettivi protocolli operativi, conseguendo benefici tangibili nella messa in sicurezza delle infrastrutture elettriche, nel coordinamento per la gestione delle emergenze, nonché nel miglioramento complessivo della qualità del servizio elettrico assicurato a cittadini e imprese della nostra regione.

—^—

In copertina e qui sopra impianti per il trasporto dell’energia elettrica.

La Volpe sotto i Gelsi a San Vito: torna l’Estate in Fattoria

A fine agosto torna, a San Vito al Tagliamento, “Estate in Fattoria”, la proposta educativa a contatto con la natura per bambini dai 6 agli 11 anni di età, ideata dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe. Per coprire il periodo che anticipa l’inizio della scuola, sono programmate altre tre settimane di attività a contatto con la natura. La seconda tranche del campus estivo è, infatti, prevista dal 24 agosto all’11 settembre e si svolgerà negli spazi della fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi. “Abbiamo voluto attivarci a sostegno delle famiglie con bambini in età scolare – spiega Daiana Turla, responsabile di “Estate in Fattoria” -. Finite le ferie estive d’agosto, in molti devono tornare al lavoro e hanno necessità di trovare soluzioni educative per i propri figli”. La cooperativa sociale Il Piccolo Principe ha così pensato di allargare le proposte di orario disponibili: sarà possibile scegliere di far frequentare il campus estivo per tutta la giornata oppure solo la mattina, con o senza il pranzo.

“Come a giugno, i bambini potranno giocare all’aria aperta a contatto con la natura e con gli animali e potranno farlo in tutta sicurezza – specifica Daiana Turla -. Tra le attività proposte: la preparazione e cura quotidiana di un piccolo orto sinergico, l’accudimento degli animali della fattoria (galline, conigli, oche, gatti), la coltivazione di piante aromatiche e fiori, laboratori manuali e creativi vari”. Inoltre, all’Estate in Fattoria sono programmati settimanalmente incontri con gli asinelli in collaborazione con la cooperativa Il Ponte.

Una proposta all’insegna dell’outdoor education, dove l’ambiente esterno diventa un contesto educante che offre l’opportunità di rafforzare il senso di rispetto per l’ambiente naturale e consente al bambino di esprimere le competenze emotivo affettive, sociali, espressive, creative. Il tutto viene svolto nel rispetto delle normative anti Covid-19. Inoltre, il casale de La Volpe sotto i Gelsi, dove si svolgono le attività, si trova in via Copece a San Vito al Tagliamento, in un’area poco distante dalla Zona industriale Ponte Rosso e gli orari del campus sono stati organizzati in modo da consentire ai genitori lavoratori di accompagnare il proprio figlio in fattoria prima di andare al lavoro e di riaccompagnarlo a casa alla fine della giornata lavorativa.

Per le iscrizioni c’è tempo fino al 17 agosto, per informazioni inviare una e-mail a d.turla@ilpiccoloprincipe.pn.it

—^—

In copertina e all’interno ecco tre immagini dell’Estate in Fattoria a San Vito al Tagliamento.

Il Cinema a San Vito: Letisia Barbuio guida il gruppo di volontari

È pronto a partire il nuovo gruppo cinema della Pro San Vito al Tagliamento, che non molla ma anzi rilancia: nuove idee e progetti all’insegna dell’intrattenimento per le famiglie e nuova composizione tra i volontari che stanno organizzando la rassegna cinematografica 2020-21 all’auditorium Zotti.
La coordinatrice ora è Letisia Barbuio che guiderà il nuovo gruppo di volontari formato da Patrizia Martina (attuale presidente della Pro Loco), Angelica Valente, Assunta Barbuio, Benedetta Cucca, Erika Maniago, Jessica Infanti, Pietro Indri, Renzo Basso e Susanna Berto. In più, altri volontari sono già pronti ad entrare a far parte del gruppo, a partire da settembre.
“Ringrazio questo nuovo gruppo cinema – ha affermato Patrizia Martina, presidente della Pro San Vito – che ha scelto di mettersi in gioco e di far ripartire il cinema a San Vito con grande slancio dopo lo stop causato dal lockdown. Al momento stiamo verificando come riaprire e in che modo organizzare le proiezioni nel rispetto delle disposizioni di contenimento della diffusione del Covid-19, ma c’è una grande sinergia tra i volontari già al lavoro e altri sono pronti ad entrare dopo agosto, per dare “man forte” al nuovo gruppo”.
Tra le idee già messe “nero su bianco” c’è la volontà di dedicare le domeniche pomeriggio ai più piccoli, con proiezioni a loro dedicate. Un nuovo corso che privilegerà il cinema di intrattenimento e gli spettacoli dedicati alle famiglie.
“Di certo ripartiremo con Circuito Cinema – ha fatto sapere Martina -. Infatti, anche quest’anno facciamo parte di questo progetto. È poi nostra volontà creare un calendario degli spettacoli in cui le domeniche pomeriggio siano dedicate maggiormente al pubblico dei bambini”.
La rassegna cinematografica è organizzata dalla Pro San Vito al Tagliamento in collaborazione con l’Amministrazione comunale e la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, nonché con Friulovest Banca che ha sostenuto l’acquisto del proiettore digitale.

—^—

In copertina, Letisia Barbuio nuova coordinatrice dei volontari.

Regione Fvg, oltre 5 milioni per i centri estivi a sostegno delle famiglie

Con il bilancio previsionale 2020 della Regione Fvg sono stati destinati 3 milioni di euro per i centri estivi. Alla luce della forte richiesta di attivare servizi dedicati ai bambini per il periodo estivo e in considerazione dei disagi e delle complicazioni legati all’emergenza Covid-19, l’amministrazione regionale ha deciso di aggiungere 2,4 milioni al capitolo, portando il budget di quest’anno a rasentare la soglia dei 5 milioni e mezzo. Questo il concetto espresso – come si legge in una nota Arc – dall’assessore alla Famiglia del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, nell’illustrare una decisione, come sottolineato, assunta per rispondere alle esigenze e alle aspettative delle famiglie.
E’ stato osservato dalla Regione che questa è una stagione particolarmente delicata, per cui c’era l’urgenza di garantire nuovi fondi per il contenimento dei costi dei centri estivi. Contestualmente, l’Amministrazione si è trovata a fare i conti con una situazione finanziaria non particolarmente florida. A tal riguardo, va ricordato che il fondo per i centri estivi è stato istituito per la prima volta proprio nel 2020.

L’assessore Alessia Rosolen.

La Regione è partita dalla constatazione che sono oltre 350 i progetti di centri estivi avviati in Friuli Venezia Giulia. Per avviare le attività ludico, ricreative ed educative rivolte ai minori, sono stati assunti una serie di interventi finalizzati a rendere sempre più omogenee le linee guida regionali alle direttive nazionali e preparare, contestualmente, il momento della riapertura di scuole e nidi. Il principio seguito dalla Regione è il seguente: è stato preferito un livello di attenzione più pronunciato rispetto all’accettazione di un rischio che può causare conseguenze più gravi. Ci sono due variabili che rendono le misure assunte passibili di modifiche: l’effettiva evoluzione medico/sanitaria legata alla diffusione del virus e la necessaria attenzione da parte dell’Amministrazione regionale a intervenire in modo coerente e omogeneo rispetto allo Stato centrale.
Come sottolineato dalla Regione, la politica ha il dovere di trovare equilibri non semplici tra protocolli sanitari, senso di responsabilità e l’obiettivo di accogliere le richieste dei territori e dei soggetti gestori. Per questo è stato ritenuto importante potenziare le risorse destinate ai centri estivi. Nel caso specifico, dovendo intervenire senza conferire alcun onere al bilancio regionale, l’Amministrazione Fvg ha deciso di prelevare i 2,4 milioni dal fondo della Carta Famiglia, segnatamente al capitolo Bonus Energia, traferendoli ai centri estivi. La Carta Famiglia è una misura finalizzata a promuovere e sostenere i nuclei familiari con i figli a carico mediante l’attribuzione di agevolazioni e riduzioni di costi e tariffe: nel caso specifico la Regione ha ritenuto che i beneficiari di questo servizio sono coincidenti con i fruitori dei servizi socioeducativi e di sostegno genitoriale. Per questo ha valutato la scelta corretta, soprattutto alla luce delle urgenze di questo momento specifico.

La Regione Fvg inoltre ha rilevato che, con il bilancio 2020, sono stati investiti oltre 40 milioni per la famiglia, triplicando i contributi dedicati all’abbassamento delle rette degli asili nido e creando capitoli nuovi, come quello dei centri estivi. La stessa Amministrazione regionale ha rivendicato la scelta politica di non arretrare ma, anzi, di dedicare risorse ulteriori in una fase così complicata a famiglia e servizi per la prima infanzia. La Regione, infine, ha ringraziato i soggetti gestori e famiglie per la flessibilità dimostrata nell’accogliere le linee guida e restituire ai più giovani la possibilità di stare assieme e riscoprire il piacere della socialità e della condivisione.

—^—

In copertina, giochi organizzati durante un centro estivo.