A Budoia un distributore di bevande etico che aiuta le persone in difficoltà

Nel municipio di Budoia è arrivato un nuovo distributore automatico di bevande calde EquoSolda Fvg, servizio della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Così, dopo il Comune di San Vito al Tagliamento, anche Budoia sceglie di optare per una soluzione solidale, sostenibile e inclusiva, lanciando così un orientamento etico importante.
Equosolda Fvg, infatti, è un servizio di distributori automatici nato con l’obiettivo di sostenere il consumo di prodotti buoni e giusti, da un punto di vista etico e salutistico e di creare occasioni di inserimento lavorativo per persone in difficoltà. Dal 2014 ad oggi il servizio ha accolto 12 persone in percorsi di inserimento socio-lavorativo. Di queste, 8 sono state le persone residenti nei Comuni dell’Uti Tagliamento (San Vito, Casarsa, Morsano, Valvasone Arzene, Sesto al Reghena e San Martino).
“Siamo davvero felici per la nostra scelta – ha spiegato il sindaco Ivo Angelin -: aver dato questa possibilità alla cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa di installare uno dei loro distributori automatici di bevande calde, perché crediamo che oggi sia sempre più importante lanciare messaggi di sostenibilità sociale ai nostri concittadini e dipendenti comunali. Ora, chi vorrà, potrà fare una pausa sana e responsabile grazie ai distributori EquoSolda Fvg”.
Il servizio, inoltre, porta a favorire l’inserimento lavorativo di soggetti con svantaggio sociale. In questi cinque anni, ha assunto due persone svantaggiate dopo un percorso di formazione e addestramento lavorativo. “Ringraziamo il sindaco e tutto il Comune di Budoia – ha affermato Cristina Vedovi, responsabile del progetto per la cooperativa casarsese – per la sensibilità nei confronti del Progetto EquoSolda FVG, un progetto in cui crediamo molto perchè ha diverse finalità. Innanzitutto, l’inclusione sociale, ma anche l’attenzione alla salute delle persone. Ci auguriamo che dopo San Vito al Tagliamento e Budoia, altri Comuni possano imitare questa scelta e optare per i nostri distributori automatici: un piccolo ma significativo segnale di solidarietà”.

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In copertina e qui sopra il nuovo distributore automatico di Budoia.

A Casarsa si tirano le somme: estate ok per il Progetto giovani

Bilancio positivo per l’estate del Progetto giovani a Casarsa della Delizia: rispettando le norme anti Covid-19 si è infatti riusciti a fornire, in sicurezza, momenti di aggregazione per i partecipanti, nell’età tra gli 15 e i 25 anni, a beneficio anche delle loro famiglie.
Intanto, procede per i più grandi la realizzazione della Podcast experience – lasciati ispirare che permette loro, assieme a Coogito – Consulta dei giovani, di raccontare le loro esperienze lavorative, di formazione o volontariato in Italia o all’estero. Tutte iniziative inserite nel progetto “Piùmani”, realizzato dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Casarsa con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, Giovanifvg.it, Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale – Presidenza del Consiglio dei Ministri – bando regionale per progetti di cittadinanza attiva a favore dei giovani.

Ilaria Peloi

“I giovani nell’età compresa tra scuola media e superiore – ha spiegato l’assessore alle Politiche giovanili, Ilaria Peloi – sono tra quelle categorie che più hanno sofferto, a livello di socialità mancata, gli effetti del lockdown della scorsa primavera. Si tratta di un’età in cui costruire le relazioni con i propri coetanei è fondamentale. Per questo abbiamo realizzato, assieme alla cooperativa sociale Il Piccolo Principe che collabora alla gestione del Progetto giovani, diverse attività estive a cui hanno partecipato più di 100 tra ragazze e ragazzi: siamo soddisfatti di aver potuto dare loro non solo momenti di svago ma anche di crescita personale”.
Con la fotografa documentarista Giulia Iacolutti è stato proposto il laboratorio “Oltre lo sguardo – fotografia sociale”: un percorso intenso con l’obiettivo di offrire ai ragazzi stimoli importanti per osservare il mondo con occhi diversi e trarre esempi da lavori internazionali, per dare significato e valore ai pensieri e ai vissuti dei ragazzi, in modo da “trasformarli” in progetti da costruire.

CittAction è stato, invece, il laboratorio teatrale condotto dall’attrice Caterina Comingio che ha coinvolto i partecipanti facendo loro esplorare narrazioni antiche e recenti che parlano di abitanti, di città e di paesi, di ruoli sociali, di persone e di stereotipi e conducendoli ad una progressiva contaminazione dei personaggi con la propria personalità e il proprio modo di osservare il mondo.
I like it è stata invece la serie di giovedì in cui si sono confrontate le idee dei partecipanti arrivando poi a proposte concrete organizzando giornate ludiche, sportive e creative, dai laboratori di murales all’esplorazione astronomica fino alle gite sul territorio.
“Ora – ha concluso l’assessore Peloi – stiamo supportando Coogito nel progetto dei podcast: sono state realizzate delle video-interviste per raccontare le esperienze, i vissuti, le difficoltà e le soddisfazioni dei giovani casarsesi, con l’intento di dare degli spunti di riflessione ai coetanei su come loro hanno iniziato a costruire il proprio futuro. Vi invito a visionarle sul sito progettogiovanicasarsa.it”.

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In copertina, ragazzi partecipanti a Casarsa al laboratorio teatrale.

All’Ute di Pordenone domani si riparte: in cattedra Francesco Jori

Ripartono finalmente le lezioni in presenza all’Ute, Università della Terza Età di Pordenone: appuntamento nell’Auditorium del Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone, dove è garantito il rispetto delle misure vigenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. L’anno accademico 2020/2021 ha una novità di rilievo: la possibilità, per tutti, di seguire le lezioni anche da casa in streaming live cliccando sul sito centroculturapordenone.it/ute.

L’inaugurazione è in programma domani primo ottobre, alle 15.30, e sarà affidata al giornalista e saggista Francesco Jori, sul tema La Serenissima in Friuli alla caduta del Patriarcato di Aquileia. Anche quest’evento sarà disponibile in diretta streaming sul sito centroculturapordenone.it/ute Francesco Jori è stato a lungo corrispondente e ha seguito la politica italiana ed estera, documentando come inviato speciale i giorni della caduta del muro di Berlino, ma anche la Cina dopo i fatti di piazza Tien-an-men, la situazione in Israele alla vigilia della prima guerra del Golfo e l’attentato terroristico alle Torri Gemelle di New York. Dal 2006 è editorialista dei quotidiani locali del gruppo Espresso. Ha tenuto numerosi corsi di formazione sulla comunicazione e sul giornalismo anche a livello universitario. Le iscrizioni all’Ute di Pordenone si sono aperte agli inizi di settembre: 30 corsi e 25 laboratori seguendo tutte le normative negli spazi di Casa Zanussi, quotidianamente fino a maggio 2021. Gli studenti UTE sono tenuti a scegliere i corsi da seguire in presenza, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Si prevede di trasmettere alcune lezioni in streaming, a partire dalla prolusione del 1 ottobre: agli iscritti interessati che non sono riusciti a prenotare un posto nell’Auditorium, sarà dato un codice d’accesso per poter seguire l’incontro on line comodamente da casa.

Francesco Jori, giornalista professionista dal 1967, è laureato in Scienze Politiche all’Università degli studi di Padova. Ha iniziato la carriera al Resto del Carlino, quindi è stato capo ufficio stampa della Provincia di Padova. Nel 1978 ha fatto parte del gruppo di fondatori del nuovo quotidiano Il Mattino di Padova, per poi passare, dal 1979, al Gazzettino, di cui è stato inviato speciale, vice-direttore, e responsabile dell’inserto quotidiano Nordest. Ha pubblicato, tra gli altri, i libri Di Nordest non ce n’è uno. Dalla Liga alla Lega e Senza politica (Marsilio), Racconti d’impresa (Laterza), L’ultimo dei barcari, Storia di Padova, Storia di Vicenza, Il Sud del Nord, Ne uccise più la fame e 1516, il primo ghetto (Biblioteca dell’Immagine). Per Il Poligrafo ha pubblicato con Paolo Giaretta La Padova del sindaco Crescente (1947-1970) (Padova 2017).

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In copertina, il giornalista e saggista Francesco Jori che sarà domani pomeriggio all’Ute di Pordenone.

Mara Navarria: è l’Asu la mia stazione di partenza per Tokyo 2021

Nel 2018 ha vinto la Coppa del mondo e i Mondiali di spada a Wuxi, in Cina. È attualmente la numero 5 a livello planetario. È già qualificata per le Olimpiadi di Tokyo, nel 2021. Con le compagne di squadra ha iniziato il 2020 con un oro nella tappa di Coppa del mondo di Cuba e un argento nell’individuale al Gran Prix di Doha. Dal settembre 2019 è ambassador del Friuli Venezia Giulia. Mara Navarria è tutto questo, ma non solo. Il pubblico ha avuto modo di “conoscerla” un po’ di più in via Aquileia, a Udine. Lì, infatti, l’atleta azzurra è stata protagonista di un talk, condotto dalla giornalista di Telefriuli Sara Ramani. Un evento, in calendario nell’ambito di “Udine sotto le stelle”, parte della programmazione settembrina del Borgo, realizzata grazie al coordinamento di Confesercenti Udine e in collaborazione con il Comune, l’ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane -, l’associazione “Amici del Borgo Aquileia” e l’Associazione Sportiva Udinese, dove Mara si allena da qualche mese.
Dopo il saluto del sindaco Pietro Fontanini, dell’assessore allo sport, Antonio Falcone, e del presidente di Confesercenti Udine, Marco Zoratti, la parola è subito passata a Mara che ha iniziato a raccontarsi, ricordando che «a settembre è ripartito il mio viaggio verso Tokyo 2021 e la mia stazione di partenza è l’Asu di Udine. Dopo qualche settimana di vacanza, passata tra il Fvg e un breve weekend a Rapallo per salutare i vecchi amici, in questi giorni sto riprendendo la mia routine di allenamento tra palestra, bicicletta, piscina e sala scherma. Il primo obiettivo è la ripresa delle gare a fine novembre a Tallinn, se il programma verrà confermato dalla Fie».

Un rientro a casa tanto desiderato e che ha superato le aspettative. La qualità di vita, tornando nella sua Carlino, è cambiata ed era proprio quello che la campionessa desiderava. Il contatto con la natura, le distanze brevi e poi le tradizioni (il pinarûl fra le sue preferite). In Fvg ha trovato quella vita di comunità che le mancava e che reputa avere un valore altissimo. Non meno piacevole il ritorno “sportivo” a casa, che «non poteva ricevere un’accoglienza migliore – ha raccontato -. Dopo la scelta definitiva fatta con Andrea (suo marito e preparatore fisico, ndr) di rientrare in Friuli Venezia Giulia è naturalmente arrivata anche quella di trovare un club dove potermi allenare e preparare l’Olimpiade. La scelta è caduta sull’Associazione Sportiva Udinese, con cui c’erano già in corso progetti, come il camp invernale di dicembre 2019. La mia presenza in sala Scherma insieme a quella del mio team e in particolare del mio maestro Roberto Cirillo e del mio preparatore Andrea Lo Coco, sarà di supporto alla direzione tecnica e a tutti i giovani ragazzi e ragazze che si allenano o che decideranno di provare e scegliere la scherma prossimamente. Il nostro obiettivo è di rilanciare la sezione e in particolare della spada. Per me sarà un piacere condividere la pedana anche con il più giovane dei nostri schermidori, ritengo che sia fondamentale condividere con loro la mia esperienza e le mie capacità tecniche e tattiche. Ci sono delle potenzialità, vedo occhi attenti e curiosi su quello che faccio. Mi vengono chiesti consigli e io sono contenta di poter aiutarli e spero poi di vederli anche applicati».

I piani “originali” sono però stati sconvolti dal Covid-19: «La pandemia ha stravolto in primis la mia programmazione da atleta: il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo dal 2020 al 2021 ha impattato sulla mia vita professionale ma anche su quella privata. Io e mio marito avevamo già in programma di rientrare in Fvg dopo l’Olimpiade. Il Covid-19 ci ha fatto anticipare i tempi. Sono rientrata da Budapest il weekend del 7/8 marzo e insieme abbiamo deciso di rientrare a casa, in questo modo siano riusciti a trascorrere tutto il lockdown dai miei genitori, in un ambiente sicuro e che mi ha permesso, grazie al giardino e al cortile, di continuare ad allenarmi». All’inizio (gli allenamenti sono ricominciati da poco) certamente i ragazzi erano un po’ timorosi. Prima la vedevano solamente in tv e ora è lì, con loro «all’inizio erano un po’ timorosi, ora si sono sciolti. Mi fanno un sacco di domande e io sono felice di questo. Mi guadano e mi chiedono perché faccio un’azione piuttosto che un’altra. Sono contenta di poter trasmettere i miei valori e la mia esperienza, non solo sportiva».

Nonostante tutto, il ritorno alle origini, all’affetto della famiglia, ai colori e sapori della propria terra è impagabile: «Sono sempre felice quando torno a casa e quando a marzo sono rientrata avevo proprio bisogno, alla luce anche della situazione contingente, di ritrovare gli affetti. Sono una mamma atleta che viaggia molto e i primi mesi in Friuli mi hanno permesso di passare tanto tempo con Samuele, mio figlio, e la mia famiglia: non solo per il supporto per la didattica a distanza, abbiamo fatto tante cose insieme, dalle gare di cucina (la migliore gubana), lavorare nell’orto, costruire Lego. Appena è stato possibile tornare in sala d’armi, Asu mi ha sostenuta e mi ha accolta: da giugno ho riniziato con il maestro Piraino gli allenamenti in pedana. Da marzo a giugno non ho mai smesso però di allenarmi: preparazione fisica, preparazione mentale, match analysis. Il mio team – Andrea, Roberto Cirillo; ma anche Rosarita Gagliardi, breath trainer, e Alessandro Vergendo, mental coach, istruttori di Apnea Academy con cui svolge lavori di rilassamento, respirazione e apnea applicata alla scherma – non ha mai smesso di essere presente anche se in versione digitale».

Questo 2020 è stato complesso anche per il mondo dello sport. Le Olimpiadi sono state posticipate ed è stato un duro colpo per tutti coloro che avevano già cominciato il conto alla rovescia, però «Tornare in Fvg, comprare una nuova casa e iniziare a costruirla come desideriamo, trovare un ambiente sereno e produttivo in cui allenarmi: guardo al futuro con positività e con la consapevolezza che gli obiettivi che ho davanti sono sfidanti, ma non vedo l’ora di provare ad agguantarli».

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In copertina, la campionessa Mara Navarria durante l’intervista in via Aquileia a Udine.

 

Un nuovo format tv per “Future Forum”: 10 puntate su Telefriuli

Per il percorso progettuale “Future Forum”, quest’anno, saranno i 10 anni dall’avvio. E dagli eventi in presenza si passerà per la prima volta a un evento televisivo: un approfondimento in 10 puntate da 12 minuti, in onda sull’emittente regionale Telefriuli, ogni sera dal lunedì al venerdì, alle 20.40, per due settimane, dal 5 al 16 ottobre. Ogni serata sarà tematica e, alternando ospiti locali e nazionali, andrà a scandagliare gli scenari futuri di diversi settori e molteplici questioni economico-sociali, tutto necessariamente reinterpretato alla luce dei cambiamenti che l’emergenza sanitaria Covid-19 ha portato e che andranno indubbiamente a influenzare il corso del futuro. Il ciclo di trasmissioni, dal titolo “Future Forum – Il domani inizia oggi”, è realizzato con la collaborazione media di Telefriuli e del Messaggero Veneto. FF 2020 è curato da Impactscool, prima impresa italiana che si occupa di ricerca, consulenza e formazione dedicata al Futures Critical Thinking, e vedrà la partecipazione della ceo e cofondatrice Cristina Pozzi, imprenditrice sociale, divulgatrice e attivista con l’obiettivo di influenzare positivamente la società, unica italiana scelta dal World Economic Forum come Young Global Leader 2019-2024.

La presentazione dell’iniziativa tv.

Come spiega il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, «già alla fine del 2019 avevamo deciso di cambiare format e spostare Future Forum in tv, senza ancora poter prevedere cosa sarebbe accaduto con l’emergenza sanitaria. Con la necessità, tuttora valida, di mantenere il più possibile il distanziamento sociale, la decisione ha confermato la sua utilità. In questi mesi, abbiamo però necessariamente rivisto i contenuti, che sono sempre rivolti a immaginare il futuro, ma è un futuro sicuramente diverso da come ce lo immaginavamo quando abbiamo cominciato a concepire il programma. Un futuro, è ovvio, su cui non si può ragionare prescindendo da quello che il Covid ha portato nella nostra società, a 360 gradi. I nostri ospiti andranno dunque ad analizzare ciò che ci aspetta, in diversi campi e nelle diverse declinazioni, con una presenza imprenditoriale e istituzionale importante dal nostro territorio e ospiti esperti nazionali e internazionali, collegati a distanza. Insieme ci aiuteranno a leggere con concretezza questo momento e il domani, con idee, proposte, realizzazioni».

Giovanni Da Pozzo.

«La pandemia – aggiunge Cristina Pozzi – ha rappresentato un momento di discontinuità rispetto al passato, accelerando alcuni cambiamenti che erano già in atto. Se già prima guardare al futuro era una necessità al fine di avere una visione di lungo termine che guidasse le nostre scelte del presente, in una fase così complessa come quella che stiamo attraversando è ancora più fondamentale perché le scelte che facciamo ci permettono di ridisegnare gli scenari in modo ancora più impattante. La scelta della Camera di Commercio di Pordenone-Udine di portare questi temi al grande pubblico attraverso un format televisivo dimostra grande sensibilità e lungimiranza: è infatti importante offrire a tutti gli elementi per guardare al domani con consapevolezza e offrire la possibilità di partecipare attivametne alla costruzione del futuro».

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Proprietà intellettuale
domani in un webinar

Per domani 29 settembre, dalle 10 alle 13, Innexta – Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza in collaborazione con l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, ha organizzato un webinar su “Il valore economico della proprietà intellettuale”. Dopo i saluti del presidente della Camera di commercio e di Innexta, Giovanni Da Pozzo, interverranno Chiara Carzaniga, che illustrerà le finalità del progetto “Marchi e Disegni comunitari” nell’ambito del quale è stata organizzata l’iniziativa, l’avvocato Michela Maggi, coordinatore scientifico del Progetto, Francesco Morgia, dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che illustrerà le azioni messe in campo dal Ministero dello Sviluppo economico per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale, e i professionisti Andrea Vestita e Giuliano Necchi. La partecipazione all’evento online è libera e gratuita previa iscrizione. Per iscriversi https://www.marchiedisegni.eu/webinar-29-settembre-2020/

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In copertina, la ceo e cofondatrice Cristina Pozzi, imprenditrice sociale, divulgatrice e attivista. (Foto Francesco Margutti)

 

Il Giro d’Italia da Rivolto a Piancavallo: martedì due incontri ad Aviano

Sarà un’intensa anteprima alla tappa “Rivolto-Piancavallo” del 18 ottobre prossimo il duplice incontro di martedì 29 settembre ad Aviano. Si tratta di due eventi distinti, uno in Comune, per addetti ai lavori, l’altro nella Casa dello studente, aperto al pubblico. In municipio si incontreranno Enzo Cainero, organizzatore delle due tappe friulane, e Amministrazione civica.
Nella Casa dello studente, invece, l’incontro con il pubblico e con i giornalisti è in programma a partire dalle 10. È organizzato dal Circolo della Stampa di Pordenone guidato da Pietro Angelillo in collaborazione con il Comune pedemontano e avrà come protagonisti lo stesso Cainero e tre giornalisti sportivi: Franco Bortuzzo (caposervizio Servizi sportivi Rai), Antonio Simeoli (capo Servizi sportivi del Messaggero Veneto), Pierpaolo Simonato (capo Servizi sportivi de Il Gazzettino di Pordenone). Interverranno anche i vertici del Comune di Aviano.
Tema dell’incontro: “Finalmente il Giro d’Italia! Covid-19 cambia gli sport di massa. E l’informazione? Confronto con agonismo, economia, sociale”. È un argomento attualissimo che coinvolge tutti coloro che stanno soffrendo le conseguenze del freno alle presenze negli eventi sportivi, dagli organizzatori al pubblico degli appassionati, dagli autori delle notizie al pubblico dei destinatari delle notizie.
«L’evento nella Casa dello studente – anticipa Angelillo – si annuncia interessante non soltanto per le esperienze vissute nei mesi di lockdown e nei tempi attuali su quanto sia possibile il ritorno alla normalità, ma perché include gli interrogativi pressanti su quanto la pandemia ha cambiato e sta cambiando la vita di una società come la nostra, di fronte ai diritti e ai doveri sociali ed economici. Il tutto, di fronte a un interrogativo di fondo: ci sarà la normalità? E quale normalità?».

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In copertina, la zona di Piancavallo meta della 15ma tappa del Giro.

Artigianato artistico: oggi ad Aquileia la firma della Carta internazionale

In occasione delle Giornate europee del patrimonio e nell’ultimo weekend della Mostra di artigianato artistico “Otium et Negotium”, oggi il Comune di Aquileia e la Scuola Mosaicisti del Friuli sottoscriveranno la Carta Internazionale dell’Artigianato artistico. L’appuntamento è per le 11.30 a palazzo Meizlik: firmeranno la Carta il sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino, e il presidente della Scuola Mosaicisti, Stefano Lovison, alla presenza di Elisa Guidi, direttrice di Artex-Centro per l’artigianato artistico e tradizionale della Toscana. Interverranno anche il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, e la capocategoria dell’artigianato artistico, Eva Seminara. La Carta è un documento che serve da base condivisa per la messa a punto di strategie per lo sviluppo, la valorizzazione, la tutela e la promozione dell’artigianato artistico a livello internazionale e nazionale. Si articola in vari punti: definizioni di artigianato artistico e di artigianato tradizionale, valori del settore, proposte studiate a partire da una prima analisi dei punti di forza e di debolezza del settore.

I tre principali promotori – Cna, Confartigianato Imprese e Ateliers d’Art de France – l’hanno sottoscritta ufficialmente il 22 gennaio 2010 a Parigi. Da quel momento, la rete dei soggetti – nazionali e internazionali – che si ritrovano nei principi della Carta si è costantemente allargata, andando a costituire un network di realtà – associative, amministrative, politiche e tecniche – che sostengono e promuovono il settore dell’artigianato artistico e tradizionale.
A oggi la Carta é stata sottoscritta, a vario titolo, da 15 Regioni italiane, compreso il Friuli Venezia Giulia, e da 3 Regioni francesi, oltre a 6 Comuni e 15 soggetti tecnici, nazionali e internazionali. La firma in programma stamane rappresenta dunque un ulteriore passo avanti nella costituzione di questa rete che condivide i valori e le strategie per il sostegno e la promozione di un settore da sempre fiore all’occhiello delle produzioni italiane, ambasciatore privilegiato del Made in ltaly. A valle della firma, seguirà una visita guidata a palazzo Meizlik e alla mostra Otium et Negotium.

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In copertina, la mostra Otium et Negotium; all’interno, prodotti dell’artigianato artistico.

Covid, trasporto scolastico nel caos. Artigiani pronti, ma non a fare i tappabuchi

Vertice ieri mattina, in Confartigianato Udine, sulla situazione del trasporto scolastico. Un servizio che negli anni passati era svolto con grande professionalità e trasparenza dalle imprese artigiane – una cinquantina in tutto quelle attive nelle quattro Province Fvg – e che da quest’anno è stato appaltato, per il tramite della Centrale unica di committenza, a una ditta pugliese con le conseguenze di cui molto si è detto in questi giorni.
Dopo aver perso il lavoro, oggi le imprese artigiane del trasporto persone tendono una mano ai Comuni rimasti al palo con il servizio. Alcune si sono già fatte avanti autonomamente, altre sono pronte a farlo, ma Confartigianato detta le condizioni: “Com’è nella natura degli artigiani, siamo pronti a fare la nostra parte – puntualizza Rudi D’Orlando, capogruppo regionale del trasporto persone di Confartigianato -, ma non siamo disposti a fare i tappabuchi”.

Rudi D’Orlando


Le richieste emerse dal tavolo di ieri mattina, cui hanno partecipato, oltre a D’Orlando, anche i funzionari di riferimento del servizio ed alcune realtà imprenditoriali, sono diverse. A partire da quella di prolungare ad un anno l’affidamento del servizio in via diretta. “Se le aziende devono farsi carico di questi 15 giorni di tempo ci pare ovvio che poi, avviato il servizio, questo possa continuare fino a fine anno – continua D’Orlando -, premiando il lavoro e la disponibilità degli artigiani da un lato e dall’altro garantendo il servizio alle famiglie che hanno già patito troppi disservizi”.
Il tavolo è servito anche a guardare oltre il problema contingente che rischia di ripresentarsi alla prossima gara. In vista di quella, i vertici dell’associazione e della categoria intendono chiedere un incontro agli assessori regionali ai Trasporti, Graziano Pizzimenti, e alla Cuc, Sebastiano Callari. “Vogliamo confrontarci con loro sulle modalità delle prossime gare – spiega ancora D’Orlando -. Noi ci siamo, anche per dare man forte al Tpl che causa Covid non può garantire i servizi al 100% ma solo all’80. Le nostre imprese sono pronte a farsi carico del 20% residuo”. Possono e vogliono, anche per far fronte alla drammatica riduzione di fatturato patita dal settore durante e subito dopo il lockdown causa le scuole chiuse e i viaggi annullati. Un colpo pesante che Tpl e servizio scolastico potrebbero aiutare ad assorbire. “A patto che ci sia la volontà di risolvere il problema e restituire alle nostre aziende quel che era loro e che hanno sempre gestito con grande senso di responsabilità e alta qualità – ha rimarcato dal canto suo il presidente di Confartigianato Udine e Fvg, Graziano Tilatti -: non dimentichiamo che quando parliamo di servizio di trasporto scolastico parliamo di minori, di sicurezza, di complessità da gestire. Se i Comuni dovessero avere difficoltà finanziarie a coprire per intero le spese, intervenga la Regione Fvg per la parte residua. Oggi più che mai dobbiamo giocare di squadra”.

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In copertina, uno scuolabus in una foto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

 

Udine, il Covid cancella la Maratonina ma non la sfida del Castello

A Udine sessanta atleti, 30 uomini e 30 donne, sono pronti a darsi battaglia sulla ripida rampa che da piazza Libertà porta alla sommità del colle del Castello: promossa dall’Associazione Maratonina Udinese a compensazione dell’edizione mancata (causa emergenza sanitaria) della Maratonina Internazionale Città di Udine, la spettacolare salita è in programma per la sera di sabato 26 settembre, con partenza alle 18 dal terrapieno su cui si affacciano le logge del Lionello e di San Giovanni e arrivo di fronte alla Casa della Contadinanza.
Lunga circa 400 metri e disputata su una pendenza impegnativa, la corsa – che aveva debuttato con successo lo scorso anno – è stata organizzata nel pieno rispetto delle disposizioni anti-contagio: le partenze degli atleti saranno scaglionate, a distanza di un minuto l’una dall’altra.
«La scelta di annullare la 21ma edizione della Maratonina – commenta il presidente dell’Associazione Maratonina Udinese, Paolo Bordon – era stata presa, per senso di responsabilità, nella fase più acuta della pandemia. Per evocare l’evento, tuttavia, e per non spezzare il legame con la città e il mondo dei runner abbiamo voluto organizzare la seconda edizione della “Salita del Castello Despar”, ultimo innesto in ordine di tempo nel ricco palinsesto di un evento che nell’arco di un ventennio ha portato nel capoluogo friulano campioni mondiali e olimpici, in un’inarrestabile escalation, culminata nei Campionati del Mondo 2007. Non dobbiamo arrenderci, pur in mezzo alle difficoltà determinate dalla necessità di osservare una marea di vincoli e divieti».

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In copertina e qui due atleti impegnati nel 2019 nella gara.

Donne e cooperative: come conciliare in Fvg la vita e il lavoro

Le donne rappresentano il 52 per cento degli oltre 17 mila addetti impiegati in circa 600 cooperative del Friuli Venezia Giulia. Con problemi di parità di genere, di opportunità e di conciliazione dei tempi della vita e del lavoro, la cui compatibilità è resa ancora più difficile dalla pandemia. A fare un passo avanti in questa direzione ora ci prova Confcooperative Fvg che vuole espandere l’impiego degli strumenti normativi per la conciliazione vita-lavoro nelle aziende associate, con un occhio attento verso il mondo dell’impegno lavorativo femminile.

«Norme e strumenti ancora poco conosciuti e, quindi, poco utilizzati – precisa Paola Benini, coordinatrice della Commissione Donne Dirigenti di Confcooperative Fvg – e per questo abbiamo avviato un’intensa campagna di sensibilizzazione nelle imprese cooperative regionali. Il 2020 e il Covid-19, inoltre, hanno evidenziato l’urgenza di una nuova e maggiore attenzione alla conciliazione, davanti alle difficoltà pratiche affrontate da molte famiglie in questi mesi e, anche ora, con il difficile e rischioso avvio dell’anno scolastico».

Ecco, dunque, che l’associazione ha presentato – in forma di webinar online, nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria – il vademecum predisposto dopo un lungo lavoro, nell’ambito del progetto “Star bene fa bene”, il quale ha coinvolto un circolo di studio costituito da alcune cooperatrici di diversi settori operativi che hanno approfondito gli istituti presentati provando a simularne l’applicazione a fronte di specifiche necessità derivanti dalle diverse tipologie di servizi e di utenza. Le puntuali schede normative sono state redatte e curate dalla consulente Francesca Torelli, certificatrice Family Audit.

Attraverso questo progetto sono stati classificati e messi a disposizione di dirigenti e uffici del personale delle imprese una efficace guida per l’utilizzo dei diversi strumenti che leggi in vigore e contratti collettivi, nel corso degli anni, hanno introdotto: dal lavoro agile alla banca delle ore; dall’orario flessibile all’utilizzo del part time e al telelavoro.

«Le politiche di conciliazione tra vita e lavoro nelle imprese sono assi portanti del benessere organizzativo, dell’efficienza e della produttività complessiva», spiega infine Paola Benini. L’obiettivo di Confcooperative Fvg è stato quello di sperimentare, direttamente con le cooperatrici, l’applicabilità dei diversi istituti normativi in modo da cercare di affrontare, e soprattutto di ridurre, le cause che impediscono il loro effettivo utilizzo, per favorire lo sviluppo di politiche di conciliazione vita-lavoro necessarie e non più procrastinabili per la qualità della vita dell’intero mondo femminile della cooperazione.

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In copertina, Paola Benini coordinatrice della Commissione Donne Dirigenti di Confcooperative Friuli Venezia Giulia.