Addio a Mario D’Agostini punto di riferimento per il volontariato del Rojale

(g.l.) Il volontariato del Rojale ha pianto la scomparsa di uno dei suoi esponenti più attivi e apprezzati. Ha dato infatti l’ultimo saluto a Mario D’Agostini spentosi a 74 anni in seguito all’acutizzarsi di una malattia che l’aveva colpito sei mesi fa. Un uomo semplice di modi, friulano schietto e autentico, animato da una fede cristallina: di quelli che operano in silenzio, ma con efficacia per il bene della comunità, la quale serberà di lui un riconoscente ricordo. Conosciuto da tutti, perché ha lavorato in municipio fino alla pensione, era infatti il punto di riferimento per le persone che avessero problemi. “Nonostante le sue difficoltà fisiche, causate dalla poliomielite che lo aveva colpito da piccolo, arrivava dappertutto, perché lo voleva fermamente. Tutti, infatti, gli riconoscono di avere messo davanti a sè prima il bene della gente”, ricorda Enzo Covazzi, per molti anni amministratore comunale a Reana.


Come pure lo stesso D’Agostini che, oltre ad essere attivo appunto nel volontariato e in tutte le iniziative benefiche del Rojale, è stato per un quinquennio consigliere comunale. Ma è stato stimato per la sua disponibilità e sollecitudine anche come dipendente municipale, prima in anagrafe poi all’ufficio amministrazione generale, nel settore commercio e attività ricreative.
“Gli ultimi anni – ricorda ancora Covazzi – è stato punto di riferimento per la locale associazione di volontariato, di cui era presidente e che assieme a me aveva fondato. Molto apprezzato in questo settore, era esemplare il suo impegno pure a favore delle persone in difficoltà, fossero anziane o meno, anche per problemi economici. Infatti, era molto attivo anche attraverso il banco alimentare. Come Onlus, aveva inoltre fortemente promosso e sostenuto un viaggio di studio per 29 ragazzi, la stragrande maggioranza di Reana, a Bruxelles dove gli studenti ebbero incontri con politici europei nel corso di una visita al Parlamento”. Ma il suo impegno ha riguardato anche altre numerose attività. Sarà infatti ricordato per la organizzazione di borse lavoro, mascherate, del campeggio della Madonnina di Fusine, nonché iniziative contro la droga e l’alcolismo. Insomma, una vita molto impegnata a favore della sua gente. Proprio per questo, il Rojale ricorderà Mario D’Agostini con affetto e gratitudine.

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In copertina e qui sopra Mario D’Agostini al banco alimentare, sul monte Lussari e a Lourdes.

Coseano stamane ricorda i patrioti della Brigata Osoppo

Il 75° anniversario della Liberazione verrà ricordato stamane a Coseano con una cerimonia nel cimitero di Nogaredo di Corno e Barazzetto dove riposano quasi tutti coloro che fecero parte della Brigata Osoppo: l’appuntamento è per le 10.30, quando la cerimonia avrà inizio con la Messa celebrata da monsignor Claudio Bevilacqua e proseguirà con i saluti del presidente dell’Apo Friuli, Roberto Volpetti, e del sindaco David Asquini. Seguiranno gli interventi di Roberto Tirelli ed Enzo Bertolissi che ricorderanno le vicende resistenziali che videro una massiccia adesione della popolazione di Coseano alla Brigata Osoppo. Bertolissi porterà anche i saluti di suo fratello Ermanno, unico superstite di quel gruppo di patrioti, e che negli anni Cinquanta emigrò a Melbourne in Australia dove tuttora vive.
La cerimonia sarà preceduta da un omaggio ad un altro partigiano della Brigata Osoppo, Terzo Modesti, di Madrisio, che venne ammazzato dai nazisti il 18 aprile del 1945: aveva partecipato ad una riunione a Nogaredo di Prato a casa del comandante Corrado Gallino. Rientrando nella frazione di Fagagna, incappò in una pattuglia tedesca: tentò di fuggire, ma venne raggiunto e ucciso lungo la strada che da Nogaredo porta a Silvella. Sul luogo dove morì è stato realizzato un cippo che ricorda il tragico episodio e dove oggi gli osovani ne rinnoveranno il ricordo.

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In copertina, scorcio di Nogaredo di Corno e qui Roberto Volpetti, presidente dell’Apo Friuli.

A Romans d’Isonzo Coronavirus non ferma “Puliamo il mondo”

L’emergenza sanitaria da Coronavirus non ferma l’impegno ambientalista dell’amministrazione di Romans d’Isonzo, che in collaborazione con varie realtà associative locali ha organizzato per domani 10 ottobre l’annuale giornata ecologica “Puliamo il Mondo”. L’iniziativa, aperta alla partecipazione di tutti, si svolgerà nel rigoroso rispetto delle disposizione anti-contagio: «In ogni caso, per la maggior sicurezza possibile – precisa l’assessore all’ambiente Alessio Bosch – sarebbe opportuno che quanti sono intenzionati ad aderire a questo importante progetto comunicassero la propria presenza all’ufficio cultura, contattabile al numero 0481.966904 o via mail all’indirizzo ufficio.cultura@comune.romans.go.it. Il ritrovo è fissato alle 9.30 presso il Bocciodromo comunale e le attività di pulizia del territorio si protrarranno per tutta la mattinata, sotto il coordinamento dell’associazione giovanile Royoung, che guiderà le varie squadre di volontari. Determinante – aggiunge – il supporto della stessa Bocciofila, della locale sezione alpini, che preparerà una merenda, e del gruppo comunale di Protezione civile».
Ma nel team promotore dell’iniziativa rientra pure l’associazione Meetyou, che si occuperà della sezione pomeridiana di “Puliamo il Mondo”: nel Centro del Riuso “Robonons” di via Pedret, struttura in cui è possibile conferire materiali riutilizzabili, dei generi più vari, sarà infatti proposta una speciale raccolta di giocattoli usati. «Il Centro – annuncia l’assessore – resterà aperto, in via straordinaria, anche nel pomeriggio appunto, dalle ore 15 alle 17. I giochi donati saranno destinati a un mercatino solidale che si inserirà nella cornice della tradizionale Fiera di Santa Elisabetta, in calendario a Romans per sabato 14 e domenica 15 novembre».
In caso di maltempo la mattinata ecologica verrà rinviata a data da destinarsi. Si svolgerà invece comunque la raccolta di giocattoli al “Robonons”.

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In copertina, operatori della Protezione civile di Romans nella precedente giornata ecologica.

 

Meno controlli nel lockdown: preoccupa il rischio di un aumento dei tumori

Allarme tumori femminili al tempo di Coronavirus, per cui bisogna fare di tutto pur di scongiurarne il rischio. E allora “Il Covid-19 non ferma la prevenzione” potrebbe essere lo slogan – caso mai ne servisse uno – per la Campagna nazionale Nastro Rosa “Lilt for Women” che, dal 1992, ritorna puntualmente in ottobre, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute, per sensibilizzare la popolazione sul tema della prevenzione. La necessità di prestare se possibile ancora più attenzione a questo tema è stato ribadito, con toni accorati, dal presidente nazionale, professor Francesco Schittulli, il quale ha segnalato al ministro della Salute, Roberto Speranza, la preoccupante possibilità di un aumento del numero di casi correlato alla drastica riduzione delle visite senologiche e degli screening mammografici nei mesi del lockdown e in quelli successivi. Un tema più volte ribadito, in questo periodo, anche dal presidente dell’Associazione provinciale di Udine della Lilt, ingegner Giorgio Arpino: «Gli ambulatori della nostra sede sono aperti, nel rispetto dei più rigorosi protocolli, i nostri medici volontari sono a disposizione; la prevenzione del Covid non deve farci abbassare la guardia nella lotta ai tumori. Non solo a quelli femminili».

Il tavolo dei relatori.


Questo, dunque, il leit motiv delle iniziative in programma per il 2020, con un ottobre “lungo”, iniziato già a… settembre con le anteprime del “Peperoncino Day” e che si concluderà, il 7 novembre, con il tradizionale convegno in sala Ajace, nel capoluogo friulano. “Non solo rosa: Generi diversi, obiettivi in comune nella prevenzione e nella lotta ai tumori”: questo il tema di quella che, più che un convegno, sarà una mattinata di studio rivolta a pubblico comune, a professionisti e a volontari della prevenzione. Il focus sarà molteplice, passando dai fattori di rischio, agli aspetti psico-sociali fino ad analizzare le prospettive, ma anche le insidie attuali, sui tumori maschili-femminili, inquadrate pure nei rapporti interpersonali nell’ambito familiare.
Le iniziative del programma “Ottobre rosa… e piccante” sono state presentate ieri mattina, nel Palazzo della Regione a Udine, con la partecipazione del presidente del Consiglio regionale, architetto Piero Mauro Zanin. Per la Lilt, con Giorgio Arpino, leader dell’Associazione friulana intitolata a Elio ed Enrico Morpurgo, hanno parlato il vicepresidente dottor Luigi Di Caccamo ed il consigliere dottor Pierpaolo Janes.

Giorgio Arpino

Continuando una bella tradizione, anche quest’anno il Comune di Udine – da sempre al fianco della Lilt friulana – ha provveduto ad illuminare “in rosa” via Mercatovecchio. Inoltre, raccogliendo l’invito congiunto rivolto da Lilt e Anci, anche altri Comuni hanno illuminato le facciate di municipi e monumenti. Ma l’ottobre della Lilt, oltre che rosa, da parecchi anni è anche piccante: dal 2017 è stato infatti inserito nel programma il “Peperoncino Day”. Così, nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre (il 12 è la data in cui negli Usa si festeggia il Columbus Day, in onore dello scopritore dell’America, Cristoforo Colombo, senza il quale il peperoncino non sarebbe giunto nel Vecchio continente), nel gazebo allestito a Udine in piazzetta Lionello e all’esterno di numerose parrocchiali cittadine, nonché della provincia, verrà proposto in cambio di un’offerta destinata alla Lilt un “kit” per realizzare la pasta aglio, olio e peperoncino, piatto simbolo della “dieta mediterranea”, ormai patrimonio dell’Unesco, che costituisce una “medicina” fondamentale per la salute e per la prevenzione dei tumori.

I peperoncini piccanti.


Quella del 2020 è la 18ª edizione del “Peperoncino Day” e gode del patrocinio della sede nazionale dell’Accademia Italiana del Peperoncino. Nelle precedenti edizioni erano stati raccolti complessivamente quasi 80 mila euro, tutti impiegati dalla Lilt per l’acquisto di attrezzature e materiali sanitari per i propri ambulatori o per andare incontro a specifiche esigenze di strutture sanitarie pubbliche.
L’ottobre rosa sarà anche l’occasione per presentare in anteprima il calendario Lilt 2021, altra storica iniziativa dell’associazione friulana. Quest’anno il calendario, dedicato particolarmente ai tumori femminili, avrà come protagoniste/testimonial proprio loro, le donne che hanno affrontato e, sempre più spesso, superato prove difficili.

Piero Mauro Zanin

Le conclusioni sono state tratte dal presidente Zanin. «I tumori – ha detto – sono la seconda causa di morte in Italia dopo i problemi cardiocircolatori. Ecco perché la prevenzione è fondamentale e non può arrestarsi nemmeno quando l’attenzione di tutti noi è concentrata sul Covid. A questo proposito, il contributo della Lilt garantisce quella sussidiarietà integrale della salute che, fondata su principi solidali, rende più forte la società affiancando e supportando nel modo corretto l’attività dei soggetti istituzionali». Zanin ha, inoltre, annunciato che pure il Consiglio regionale si illuminerà di rosa e azzurro all’inizio di novembre, in contemporanea con lo svolgimento del convegno “Non solo rosa. Generi diversi, obiettivi in comune nella prevenzione e nella lotta ai tumori” in programma nel capoluogo friulano il 7 novembre. «Lo stile di vita legato all’alimentazione – ha aggiunto commentando l’autunno della Lilt caratterizzato anche dal “Peperoncino Day” di questo fine settimana – è un punto cardine nell’attività di prevenzione e di valorizzazione del “ben-essere”. Può non essere un caso – ha infatti evidenziato, – che in una regione come la nostra, dove la cultura agroalimentare è ampia e diffusa al pari di quella sportiva, la percentuale di sopravvissuti ai tumori è superiore alla media nazionale. Dobbiamo sempre ricordare – ha concluso il presidente Zanin – che 1 euro pubblico investito nella diffusione della prevenzione nell’ambito della salute genera un beneficio economico e sociale pari a 10 volte tanto».

Il centro Nella Arteni di Udine.

Il programma “ottobre rosa” della LILT si svolge con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, della ASUIUD, di Federsanità-Anci e della Confcommercio di Udine. In particolare, il Peperoncino Day è reso possibile dal generoso contributo del Gruppo Despar e di Udine Mercati.

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In copertina, il logo della campagna di ottobre promossa dalla Lilt.

Grado domani accoglie i ciclisti dopo un settembre a tutto sport

Nel clima di attesa per l’arrivo in Friuli del Giro d’Italia, Grado dà appuntamento, per domani 8 ottobre, a tutti gli appassionati della biciletta quando, nell’Isola del Sole (al Grado Sport Village), ci sarà la conclusione della prima tappa (con partenza da Aquileia) della 56ª edizione del Giro della Regione per Elite e Under 23, con i suoi 170 corridori iscritti, provenienti dall’Italia, dai Paesi europei e da varie altre nazioni. Un importante evento sportivo con innumerevoli risvolti di promozione territoriale (saranno oltre 300 le persone della carovana) che il Comune di Grado non poteva e voleva lasciarsi sfuggire.
Intanto, per rimanere tra gli eventi sportivi, è la diciottenne tedesca Sina Herrmann la vincitrice della 23ª edizione della “Città di Grado Tennis Cup”, torneo internazionale femminile, con un montepremi di 25 mila dollari. La Herrmann, al suo primo successo nel circuito professionistico, in finale, ha sconfitto in due set la favorita rumena Lara Salden. Al momento delle premiazioni, erano presenti il presidente del Tennis Club Grado, Cesare Mesce, il sindaco Dario Raugna e i presidenti del Coni Fvg, Giorgio Brandolin, e della Fit Fvg, Antonio De Benedittis.
Ma tutto settembre è stato un mese “sudato” dai molti atleti che si sono cimentati in diverse discipline durante le settimane appena trascorse, nell’”Isola dello Sport”, nella massima sicurezza e rispetto delle norme sanitarie dei tempi del Coronavirus. A partire dalla 44ª edizione della Gommonata europea (svoltasi il 4, 5 e 6 settembre), per proseguire con la Barbanade del 5 settembre. Alla sua “edizione zero”, la manifestazione, che ha registrato il tutto esaurito con 120 atleti iscritti, si è presentata come una gara di nuoto di fondo in acque libere, dall’Isola di Barbana all’Isola della Schiusa da percorrere nel tempo massimo di un’ora e 50’. Ancor più partecipata, con 275 iscritti, la spettacolare Aquaticrunner del 12 settembre: una competizione di SwimRun, con nuoto e corsa tra mare e isole. La partenza della gara, per veri e propri “iron man”, era fissata al Parco delle Rose di Grado, per terminare dopo 19 transazioni tra nuoto e corsa, a Lignano Sabbiadoro, per un totale di 6,3 km percorsi a nuoto e 26,7 km di corsa.
E ora, come si diceva, Grado invita, per domani, all’arrivo della prima tappa del Giro della Regione per Elite e Under 23.

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In copertina, la premiazione di Sina Herrmann vincitrice della “Città di Grado Tennis Cup”.

Alzheimer, oggi la Giornata europea dedicata ai familiari dei malati

Eurocarers, il network europeo delle Associazioni che lavorano per e con i caregiver familiari di cui fa parte, assieme ad altre tre eccellenze italiane, anche Casa Viola – la struttura di sostegno ai “curacari, in particolare a chi si prende cura dei malati di Alzheimer, creata 4 anni fa dall’Associazione De Banfield di Trieste -, ha indetto per oggi 6 ottobre la Prima Giornata Europea del Caregiver Familiare allo scopo di dare visibilità e riconoscimento alle persone che si occupano di parenti con disabilità o malattie invalidanti. È ufficiale che l’80% dell’assistenza a queste persone è fornita dai familiari: nessun sistema socio-sanitario potrebbe resistere a lungo senza il loro essenziale contributo. In Italia si contano più di 4 milioni di caregiver familiari, pari al 7% della popolazione, ma stime non ufficiali ne arrivano a contare fino a 16 milioni (il 27% della popolazione). Come più volte evidenziato a gran voce dalla De Banfield, non c’è ancora una forma condivisa di riconoscimento e di supporto per questo contributo, che meriterebbe di essere riconosciuto con la tutela e il sostegno di una legge nazionale sul modello di leggi regionali già approvate in alcune regioni italiane, ma non ancora in Friuli Venezia Giulia.
In occasione della Giornata europea del Caregiver, Eurocarers ha attivato un’iniziativa, sottoscritta anche da Casa Viola, nei confronti degli europarlamentari con l’invio di una lettera che li invita ufficialmente a farsi portatori delle esigenze dei caregiver. Per sostenere attivamente la ricerca sui bisogni dei “curacari”, inoltre, il centro triestino supporta anche il progetto di ricerca internazionale Entwine, che prevede la somministrazione online di un questionario finalizzato alla comprensione delle esperienze dei caregiver familiari e dei loro assistiti in Italia, Regno Unito, Israele, Paesi Bassi, Svezia, Grecia, Irlanda, Germania e Polonia. Proprio Casa Viola è stata in questi anni protagonista di una ricerca – una delle più imponenti sull’argomento a livello nazionale – per tracciare il profilo dei caregiver e le loro necessità. Prendersi cura di persone con malattia di Alzheimer e anziani affetti da demenza implica, infatti, la gestione di dinamiche complesse: è fonte di elevato stress e disagio psicologico, procura ansia, depressione, deterioramento della salute e isolamento sociale. Esaminando i dati – in questi anni di attività, sono passate da CasaViola più di 650 persone – si è ottenuta una rappresentazione del profilo “tipo” del caregiver che è soprattutto donna over50, con uno stretto grado di parentela (figlia o moglie). Scopo della ricerca, è quella di monitorare la salute dei caregiver, individuando soluzioni che rendano meno difficile prendersi cura della persona con demenza.
L’epidemia di Covid-19 non solo ha aggravato le sfide che i caregiver familiari devono affrontare normalmente, ma sta anche evidenziando la natura essenziale dell’assistenza da loro fornita, poiché milioni di persone in Italia e in tutta Europa sono diventate caregiver familiari dei propri cari negli ultimi mesi. Le misure di confinamento messe in atto con lo scopo di contenere i contagi hanno ulteriormente esacerbato il loro isolamento, hanno causato disagio e creato situazioni familiari difficili. Queste misure continueranno ad avere un impatto sui caregiver familiari e sulle loro famiglie maggiore che sulla popolazione in generale.

Porte aperte al museo

Il Museo apre le porte alle persone affette da Alzeheimer e ai loro caregiver: è questo il proposito della nuova iniziativa al centro del progetto “Memorabili Armonie” che l’Associazione De Banfield mette in campo in collaborazione con il Comune di Trieste e il Rotary Club Trieste Nord. Alle numerose attività di supporto alle persone affette da questa patologia – che solo a Trieste affligge circa 6mila persone, numero che sale quasi a 20mila guardando all’intera regione – la De Banfield affianca adesso un nuovo progetto nel segno dell’inclusione, per rendere la comunità cittadina sempre più capace di comprendere le difficoltà delle persone con demenza, restituire loro dignità e autonomia, diminuire la paura e lo stigma sociale che il decadimento cognitivo porta con sé. Obiettivo dell’Associazione De Banfield è l’inserimento di Trieste nella rete delle comunità amiche delle persone con demenza per rendere la città, con i suoi spazi, le sue iniziative e le sue relazioni sociali, pienamente fruibile per le persone con decadimento cognitivo evitando qualsiasi forma di isolamento. Il progetto è stato illustrato il 30 settembre – giornata che concludeva il mese “dedicato a chi dimentica” – dal presidente dell’Associazione De Banfield Emilio Terpin e dalla vicepresidente Maria Teresa Squarcina, dall’assessore alla Cultura Giorgio Rossi, dall’assessore al Sociale Carlo Grilli, dalla presidente del Rotary Trieste Nord Fedra Florit, dalla direttrice del Servizio Musei e Biblioteche Laura Carlini Fanfogna e dal Conservatore del Museo Schmidl, Stefano Bianchi.
Proprio da questi presupposti nasce il progetto “Memorabili armonie” che coinvolge il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste: dopo una prima fase di formazione del personale e di alcuni piccoli adeguamenti della struttura, verranno organizzate una serie di visite al Museo Teatrale dedicate a piccoli gruppi di persone con Alzheimer a cui si offrirà un’esperienza multisensoriale, con l’obiettivo di sollecitare emozioni e stimolare la reminiscenza. Nel merito, la prima fase di avvio prevede l’allestimento all’interno del museo di un’area di accoglienza priva di barriere cognitive studiata per rendere la rassicurante la permanenza. Al personale del museo sarà garantita una formazione per avere un approccio corretto con il malato di Alzheimer e il suo caregiver, dove riceverà indicazioni sulle modalità di comunicazione più efficace nel caso di persone con demenza, con la possibilità di metterle in pratica attraverso brevi esercitazioni. Nella fase successiva si organizzeranno cinque visite al Museo Teatrale a cui parteciperanno ogni volta non più di 4 persone con Alzheimer accompagnate dai loro caregiver. I partecipanti verranno guidati alla visita del museo da un educatore e da un musicoterapeuta. Attraverso l’osservazione di oggetti scelti e un accompagnamento musicale verrà favorita un’esperienza multisensoriale, con l’obiettivo di sollecitare emozioni e stimolare la reminiscenza. Il progetto vuole sottolineare l’importanza della musicoterapia come tecnica utile a migliorare le attività funzionali e a ridurre i disturbi del comportamento nel malato di Alzheimer o di altre forme di decadimento cognitivo. I caregiver avranno la possibilità di seguire la visita o ritrovarsi in un luogo separato con uno psicologo per confrontarsi sulle problematiche legate al loro ruolo in un’ottica di mutuo aiuto.
Il progetto si inserisce in un modello di intervento sociale che vuole essere uno strumento attivo di benessere sia per la persona con demenza che per la sua famiglia. In questo modo si offre un importante stimolo alle persone affette da demenza attraverso le emozioni suscitate dall’arte e si permette loro di partecipare attivamente alla vita sociale e culturale della comunità evitandone l’isolamento. Allo stesso tempo, i caregiver grazie a questa attività possono utilizzare al meglio le risorse personali e comunitarie nell’affrontare una situazione complessa. Non ultimo la collettività intera è sensibilizzata ad espandere la consapevolezza delle problematiche associate alla demenza. Il progetto si propone di coinvolgere circa 40 beneficiari, tra le persone con demenza e le loro famiglie, anche se l’auspicio è che la comunità intera risenta positivamente di un’iniziativa che promuove l’inclusione e la conoscenza attraverso la cultura.

Quella panchina viola

Piccolo e delicato, il fiore comunemente chiamato “non ti scordar di me” è divenuto il simbolo, con il suo colore viola, della malattia di Alzheimer. E proprio questo è il colore che in settembre è stato il simbolo in tutto il mondo di “chi dimentica”, il mese dell’Alzheimer che è culminato il 21 settembre nella “Giornata mondiale dell’Alzheimer”, nata per sensibilizzare tutta la popolazione su una patologia che solo in Italia colpisce circa seicentomila persone, mentre un milione sono quelle che soffrono di demenza, con un dato di circa 6mila persone a Trieste e tra le 15 e le 20mila in Friuli Venezia Giulia. I numeri crescono rapidamente e il mondo scientifico è ancora alla ricerca di una cura risolutiva. Attorno alle persone con demenza, almeno altri tre milioni di familiari, operatori sanitari, assistenti sono impegnati nel compito difficile del prendersi cura.
Impegnata da oltre trent’anni sul fronte delle demenze e dell’Alzheimer, l’Associazione De Banfield onlus è al fianco delle famiglie con progetti specifici di sostegno: prestito di ausili sanitari, assistenza domiciliare, programmi di mobilizzazione, attività a supporto dei caregiver. Proprio in coincidenza con la Giornata mondiale dell’Alzheimer, la onlus triestina ha presentato un’iniziativa del tutto inedita, tanto a livello regionale che nazionale, realizzata con il patrocinio del Comune di Trieste: la consegna alla città della prima panchina colorata di viola. Si tratta di una delle panchine dell’inizio di Viale XX settembre, davanti alla fontana del Giano bifronte, un gesto semplice ma “indelebile”, che una vuole offrire il segno tangibile di una comunità che vuole essere amica delle persone con demenza, per ridare loro dignità, combattere i pregiudizi e affiancare chi se e prende cura.
Le attività che l’Associazione De Banfield ha messo in atto per il mese di settembre sono state suggellate anche dalla presentazione del libro di racconti “La nonna sul pianeta blu” nato dalla prima edizione dell’omonimo concorso letterario, unico nel suo genere a livello nazionale, che ha attirato oltre 140 partecipanti da tutta Italia. Racconti commoventi e toccanti, tante storie e testimonianze che hanno fatto emergere il mondo sommerso di chi è vicino a una persona affetta da Alzheimer. La giuria presieduta dalla filosofa e scrittrice Michela Marzano aveva selezionato i 20 migliori racconti – cinque da Trieste e regione – raccolti adesso in questa pubblicazione. La presentazione ufficiale del libro è avvenuta durante un incontro in cui la stessa Marzano ha dialogato in video da Parigi con il direttore del quotidiano Il Piccolo Enrico Grazioli, anch’egli membro della giuria. La presentazione, introdotta dal presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano, ha fornito anche l’occasione per aprire ufficialmente il bando per la seconda edizione del Concorso che chiuderà i termini a gennaio 2021.

Future Forum oggi al via su Telefriuli: obiettivo Covid-19 e Via della Seta

Nuovi mercati e rotte commerciali saranno al centro della prima puntata, oggi 5 ottobre, alle 20.40, del Future Forum 2020, il progetto della Camera di Commercio di Pordenone-Udine che quest’anno “si trasferisce” in tv, sul giornale e i social. Dieci puntate, da lunedì a venerdì per due settimane, da circa 15 minuti, andranno in onda su Telefriuli, con approfondimenti sul Messaggero Veneto, i due media che collaborano all’edizione. “Andremo così noi nelle case dei cittadini, una formula che avevamo già immaginato prima del Covid e che oggi ha confermato la sua validità – commenta il presidente camerale, Giovanni Da Pozzo -. Con queste puntate andremo ad approfondire il futuro di diverse tematiche, ovviamente non potendo prescindere da come e quanto il futuro, per come l’avevamo immaginato, cambi alla luce del Covid-19, con tutte le modifiche che sta portando nella nostra economia e nel nostro modo di vivere”.

Cristina Pozzi

ph Francesco Margutti

Riflessi a livello globale e locale, che saranno discussi nelle puntate – curate da Impactscool con la partecipazione della ceo e co-fondatrice Cristina Pozzi –,con esperti internazionali e con alcuni dei principali protagonisti delle istituzioni, dell’economia, delle imprese regionali. L’ospite nazionale della prima puntata sarà Alberto Forchielli, esperto di economia e di sviluppo di affari internazionali, con particolare focus sul Sudest asiatico, Usa e Cina. Forchielli introdurrà il dibattito con il suo qualificato punto di vista sulla situazione e sulla discontinuità introdotta dal Covid-19, che ha cambiato i piani degli imprenditori e le logiche dei mercati internazionali. Come reagire? È il momento ripensare la globalizzazione, i mercati e le rotte internazionali? La Via della Seta continuerà a offrire opportunità per le aziende friulane? Si discuterà, in questo contesto, di cosa cambia per la comunità economica del Friuli Venezia Giulia, poiché in studio interverranno anche l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, e Chiara Valduga, presidente di Cividale Spa.

Domani, 6 ottobre, si parlerà invece di economia e finanza, riflettendo sugli strumenti che diventeranno sempre più preponderanti nei prossimi anni, anche in seguito alle esigenze, da un lato, e alla crisi, dall’altro, innescate dall’emergenza sanitaria. Gli ospiti nazionali saranno il direttore di Milano Finanza Roberto Sommella e Marco Bellezza, avvocato e amministratore delegato di Infratel Italia, società in-house del Ministero dello Sviluppo economico che fa parte del Gruppo Invitalia. Dei riflessi sull’economia regionale parleranno poi il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, e Chiara Mio, presidente di Crédit Agricole FriulAdria Spa.

Le puntate si potranno vedere successivamente anche sui social di Telefriuli, del Messaggero Veneto e della Camera di Commercio (@camcompnud). Per info www.friulifutureforum.com

L’hashtag per i commenti sulle trasmissioni è #futureforum2020.

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo.

Nimis ricorda l’incendio del 1944: “Giovani siate attivi nella comunità”

di Gi Elle

«E’ pensando al futuro che ogni anno celebriamo questa commemorazione, affinché la data che ha segnato profondamente la storia di Nimis non sia solo parte del passato, ma diventi l’occasione per creare un ponte che, attraversando il presente, porti ad un futuro dove non ci sia spazio per simili tragedie. Ed è, proprio per quel futuro, che ora voglio rivolgermi ai nostri bambini e ragazzi i quali oggi hanno partecipato alla commemorazione chi in presenza, chi con le proprie riflessioni, rivolgendo loro un messaggio particolare. Noi adulti abbiamo un fondamentale dovere nei vostri confronti: abbiamo l’importante compito di onorare la memoria dei Caduti innocenti insegnandovi a non avere paura, a non delegare ad altri scelte ed azioni che potreste fare voi, a non seguire individualismi, a promuovere il dialogo e la collaborazione, ad essere membri attivi della comunità in tutte le sue sfaccettature». E’ questo il passo più intenso del discorso che il sindaco di Nimis, Gloria Bressani, ha pronunciato durante la commemorazione dell’incendio che, nell’ultima guerra mondiale, il 29 settembre 1944, distrusse l’intero paese. «La società – ha infatti aggiunto – ha bisogno di uomini e donne coraggiosi che siano proiettati verso il futuro con uno sguardo teso al passato, che siano pronti a mettere al primo posto il bene della comunità, che siano convinti che la pace e il rispetto dei diritti fondamentali siano la base su cui costruire la vera società civile».

Il sindaco durante il discorso.

Bambini e ragazzi, a cominciare dalla scuola materna per proseguire con le elementari e medie, hanno avuto quest’anno un ruolo molto attivo nel ricordo della tragedia di 76 anni fa, con elaborati e riflessioni significativi e apprezzati. La cerimonia, collocata nel suo esatto anniversario, come al solito, ha avuto due momenti: quello religioso con la Messa di suffragio celebrata nel Duomo di Santo Stefano da monsignor Rizieri De Tina e quello civile nel vicino Parco della Rimembranza, dinanzi al monumento ai Caduti di tutte le guerre e a quello che ricorda le vittime nei Lager tedeschi voluto dalla sezione ex internati di Nimis guidata dal cavalier Bruno Fabretti. Il quale, nonostante i suoi 97 anni appena compiuti, ha voluto essere presente per testimoniare un dramma incancellabile vissuto sulla propria pelle in vari campi di concentramento della Germania, ma che tuttavia deve spronare al perdono nella contestuale ricerca e affermazione di quel bene prezioso che è appunto la pace. Alla cerimonia commemorativa, aperta dall’Inno nazionale, hanno partecipato numerose autorità civili e militari, a cominciare dal consigliere regionale Mariagrazia Santoro – che ha portato il saluto e l’adesione della Regione Fvg -, associazioni combattentistiche e d’arma, sindaci e amministratori locali e dei Comuni vicini, ma anche di quello più lontano di Terzo di Aquileia. In questo paese della Bassa Friulana, come pure a Ruda, Fiumicello e Villa Vicentina, furono infatti molte le famiglie che nel ’44 ospitarono bambini di Nimis proprio in seguito al devastante incendio scatenato dalla rappresaglia nazista.

Parla Mariagrazia Santoro.

«Cos’è la memoria? È forse qualcosa da vivere passivamente o qualcosa da coltivare e da far crescere? In questi giorni – ha osservato il primo cittadino di Nimis – mi sono fermata a riflettere su questa parola ormai usuale che a volte utilizziamo con superficialità. Ho trovato in una frase della senatrice Liliana Segre, testimone vivente di ciò che è accaduto durante quei terribili anni, una risposta chiara e attuale che voglio condividere con voi: “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”. Ed è proprio in questo momento storico, in cui i tragici fatti che oggi commemoriamo sembrano essere lontani, che abbiamo il doveroso compito di non permettere che le vittime dei nostri paesi, di Nongruella, Torlano e oggi in particolare quelle di Nimis, siano morte invano! Il passato che ha colpito così duramente il nostro territorio deve essere monito a perseguire con forza le vie del dialogo e della riconciliazione”. Proprio come ammonisce la targa apposta sul monumento che ricorda le vittime dell’internamento: “Ricordare perdonando perché viva la pace”.

Un momento della cerimonia.

Ma la riflessione del sindaco ha riguardato anche il presente. “In questi ultimi mesi – ha detto – siamo stati duramente messi alla prova da una pandemia, da un piccolo virus che improvvisamente e con una forza inaspettata ha messo in ginocchio intere Nazioni. Dopo una lotta così dura, e purtroppo non ancora vinta, non si può non fermarsi a riflettere su come le distinzioni di colore della pelle, di idee politiche o di religione siano state annullate in un batter d’occhio di fronte a un nemico invisibile, che invece, distinzioni non fa”. E quindi ha aggiunto: “Ancora oggi, come ogni anno, ci sentiamo di rimarcare con forza che l’odio e l’intolleranza non devono trovare spazio nelle nostre comunità e che solo uniti in uno spirito di pace e collaborazione si possa lavorare ad un futuro prospero e sereno per noi e per le generazioni future. Concludo leggendovi l’epitaffio scritto sulla lapide posta nel “Giardino delle Rose” ad Amburgo nella sezione staccata del Momoriale di Neuengamme: “Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani Parla”».

Il pannello della scuola materna.

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In copertina, l’intervento del cavalier Bruno Fabretti, 97 anni, ex internato.

(Foto di Claudio Marchiondelli)

 

“Big Sara” dinosauro di 150 milioni di anni oggi invita alla Zoic

Misura 10 metri di lunghezza e ha 150 milioni di anni l’allosauro che la Zoic, ditta triestina d’eccellenza mondiale nell’ambito della paleontologia, specializzata nell’estrazione e lavorazione dei resti fossili, mette a disposizione delle visite del pubblico oggi tra le 15 e le 17 (ingresso gratuito su prenotazione) nel suo laboratorio di via Flavia 35 prima che il gigantesco scheletro parta alla volta di Parigi per essere battuto ad una delle più prestigiose aste mondiali di Scienze naturali. “Big Sara”, questo il nome che è stato attribuito all’ultimo dinosauro ricostruito e montato dai paleontologi triestini, è un esemplare di allosauro, grande dinosauro carnivoro, proveniente dai giacimenti fossiliferi americani della Morrison Formation, risalente al periodo Jurassico superiore. Con i suoi 10 metri di lunghezza, l’esemplare si distingue per essere estremamente grande per il suo genere. I visitatori potranno osservare lo scheletro nella sua posizione d’attacco e ammirare da vicino gli enormi artigli delle zampe anteriori. Si devono alle preparazioni del team triestino – attivo da anni nel campo della paleontologia, che vanta un’esperienza ormai riconosciuta a livello internazionale, dal Canada all’Australia, fino alla Russia, il Giappone e, naturalmente, l’Europa – numerosi degli esemplari custoditi in diverse collezioni, sia pubbliche che private, di tutto il mondo.
Unica realtà italiana che lavora a questi livelli, la ditta Zoic aprirà, sempre nella giornata odierna, anche le porte dei suoi laboratori esponendo tanto esemplari completi che reperti in fase di lavorazione: un’occasione davvero rara per capire quale sia il lavoro del paleontologo, professione così affascinante e articolata. Si potranno conoscere le tecniche di estrazione di fossili complessi, scoprire come vengono cavati e successivamente lavorati passo passo prima di prendere nuovamente forma. L’attività principale della Zoic consiste, infatti, nel rendere disponibili allo studio, all’esposizione ed all’insegnamento campioni paleontologici professionalmente preparati, le loro perfette repliche e i loro modelli realizzati tridimensionalmente. Nel pomeriggio di oggi sarà possibile anche partecipare a un laboratorio dove provare a spaccare delle laste fossili americane per cercare pesci che, se trovati, saranno portati a casa dai partecipanti. La visita è gratuita mentre il laboratorio è a pagamento: disponibili entrambi su prenotazione fino ad esaurimento dei posti, scrivendo a stoneage@zoic.it

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In copertina e qui sopra lo scheletro del grande dinosauro in mostra oggi alla ditta Zoic di Trieste.