L’addio del Rojale a Mario Chittaro sindaco per dodici anni

di Giuseppe Longo

La popolazione del Rojale si raccoglierà alle quattro di questo pomeriggio, nella parrocchiale di Reana, per dare l’ultimo saluto a Mario Chittaro che fu sindaco dal 1980 al 1992. Aveva 76 anni e anche se non era più impegnato nella politica attiva, pur sempre era aggiornato sulle attività locali, sulle iniziative, sui problemi e sulle prospettive di questo esteso territorio che va dalle porte di Udine fino al torrente Torre, a nord di Zompitta. Entrò in consiglio comunale già nel 1970, ma alla guida della civica amministrazione arrivò dopo due mandati, rimanendo al suo timone appunto per una dozzina di anni, quando ebbi più volte occasione di conoscerlo, quale amministratore del vicino Comune di Nimis, e di apprezzarne le doti, anche umane. Un periodo molto intenso, di grande impegno politico e sociale, caratterizzato dai seri problemi causati dal terremoto del 1976 che colpì anche il Rojale, anche se in modo non così grave come avvenne nei Comuni a nord di Reana. Quindi un periodo di ricostruzione e di rilancio economico che ha visto l’allora primo cittadino – grazie anche alla preparazione che gli derivava dall’attività professionale in Friulia – amministratore attento e capace, tanto da avviare una proficua stagione di sviluppo che ha privilegiato prima di tutto l’asse della Pontebbana, del quale aveva intuito l’importanza strategica. Ma di lui si ricorda anche l’instancabile impegno a favore delle attività sociali e sportive, tanto da essere attento sostenitore di ogni iniziativa che fosse utile per il paese. Che oggi, dopo la gioia per aver salutato il Giro d’Italia – che pure lui avrebbe tanto desiderato poter applaudire -, si riunirà nella Chiesa della storica Centa per dirgli il suo Mandi, grato ed affettuoso. Riconoscente per quei dodici anni spesi alla guida del Comune, ma anche per tutte quelle attenzioni che Mario Chittaro ha sempre voluto riservare alla comunità del Rojale.

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In copertina  l’ex sindaco Mario Chittaro e qui sopra il municipio di Reana dove fu a lungo amministratore comunale.

La Pro Casarsa va verso il rinnovo delle cariche cercando idee e nuove energie

Per la prima volta dopo le modifiche statutarie, che dal 2018 l’hanno fatta entrare nell’albo regionale delle Aps (associazioni di promozione sociale), la Pro Casarsa della Delizia si radunerà entro la fine dell’anno per l’assemblea con rinnovo delle cariche. Lo storico sodalizio, che nel 2021 compirà 40 anni di attività, lancia un invito a chi volesse impegnarsi come parte attiva nel prossimo direttivo per il bene del proprio paese, in particolare nell’organizzazione di molte iniziative culturali e nella tradizionale Sagra del Vino. Si cercano nuove energie e nuove idee.
Nella sede dell’associazione, in via Zatti, sarà possibile ricevere tutte le informazioni e iscriversi alla Pro Loco il lunedì dalle 17 alle 19 (telefono e Whatsapp 338.7874972, e-mail segreteria@procasarsa.org) prenotando il proprio accesso tramite appuntamento.

“La Pro Casarsa – ha spiegato il presidente Antonio Tesolin – è di tutti ed è una realtà che va tutelata e valorizzata sempre più. Inoltre, lavora a stretto contatto, fornendo consulenze e servizi, con tutte le associazioni locali, per questo invitiamo i responsabili dei diversi sodalizi a fare ancora di più squadra impegnandosi nel direttivo per il bene comune del nostro paese. Anche tutti coloro che vogliono sostenere la storia, la cultura e gli eventi di Casarsa, si facciano avanti: alla Pro Loco abbiamo sempre bisogno di nuove idee ed energie. Ognuno di noi, infatti, può fare la differenza per la nostra realtà comunale, sia a Casarsa che a San Giovanni”.

Sono oltre 500 i tesserati nell’ultimo triennio, che si coordinano in diversi gruppi, con mansioni e compiti specializzati. Inoltre, vi sono quattro volontari del Servizio Civile Universale che stanno portando avanti un progetto di valorizzazione culturale del territorio, oltre che fornire un aiuto concreto all’interno del sodalizio. La tessera di socio della Pro Loco porta anche dei vantaggi. “Per le associazioni che entrano dentro la famiglia della Pro Casarsa della Delizia – ha aggiunto Tesolin – garantiamo un aiuto nell’organizzazione di eventi e corsi, e nell’espletamento della parte burocratica, oltre che il nostro sostegno e collaborazione continua. Inoltre, per tutti i singoli associati con la tessera si possono avere vantaggi e agevolazioni in negozi e strutture presenti in regione grazie alla convenzione con l’Unpli nazionale, nonché partecipare alla vita associativa”.

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In copertina, Antonio Tesolin con il sindaco Lavinia Clarotto.

Dal Ticino all’Isonzo ricordando la corsa di cento anni fa

Mentre sulle strade del Friuli si corre la prima tappa del Giro d’Italia nella nostra regione, ricordiamo un simpatico ma significativo avvenimento che nelle scorse settimane ha riproposto, dopo 100 anni, la storica corsa dal Ticino all’Isonzo.
Nel 1919 la Gazzetta dello Sport organizzò, infatti, una manifestazione ciclistica da Pavia a Gorizia per rendere omaggio alla brigata Pavia impegnata, nel 1916, nella conquista della città che da secoli faceva parte dell’Impero Austroungarico. Finita la guerra, nel 1919, quella corsa unì le sponde del Ticino proprio a quelle dell’Isonzo e i partecipanti portarono simbolicamente il Tricolore Italiano nella città attraversata dal fiume sacro alla Patria. Ora la manifestazione dal Ticino all’Isonzo ha voluto ricordare quello storico evento e onorare la memoria di tutti i combattenti della prima guerra mondiale. A parteciparvi sono stati i soci del Velo Club Pavia accompagnati da tre militari dell’Esercito, tra i quali una rappresentante femminile, a ricordo del ruolo svolto dalla donna proprio nella brigata Pavia.
La corsa ha visto i ciclisti effettuare alcune tappe in Friuli, quali Sacile, Spilimbergo, Cividale e appunto Gorizia. Partita dalla città lombarda in riva al Po, la prima tappa si è conclusa a Mantova. La seconda ha raggiunto Castelfranco Veneto e la terza ha toccato Cividale che, oltre ad essere stata città protagonista della prima guerra mondiale, è legata a Pavia dalla storia longobarda: la cittadina friulana primo ducato longobardo e Pavia capitale del regno. I ciclisti partecipanti alla corsa rievocativa sono stati accolti e festeggiati in municipio con saluti e scambi di gagliardetti-ricordo. Non poteva mancare una pedalata sul ponte del Diavolo per poi raggiungere Gorizia. Durante il percorso è stata effettuata una sosta sul ponte del fiume Judrio, che prima della Grande guerra segnava il confine fra Italia e Austria. I ciclisti sono stati accolti da esponenti della giunta municipale, dagli alpini e dall’associazione ciclistica di Corno di Rosazzo presso la stele che ricorda come in quel luogo si fosse sparato il primo colpo di fucile di quel conflitto che cambiò la geografia politica dell’Europa. Le penne nere hanno suonato il silenzio e condotto gli ospiti alla vecchia dogana e ai resti del ponte di legno dal quale i finanzieri spararono agli austriaci che tentavano di attraversarlo.
Dopo un momento conviviale la partenza per Gorizia. In vista del capoluogo isontino, sul ponte dell’Isonzo, il sindaco, Rodolfo Ziberna, si è aggregato al gruppo in sella alla sua bicicletta e ha percorso i chilometri finali per raggiungere il municipio, dove, presente la giunta comunale, dopo i saluti è stato suonato l’Inno nazionale.

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In copertina e all’interno i ciclisti lombardi su ponte del Diavolo e in municipio a Cividale.

 

 

Pullman turistici e artigiani pronti a integrare i trasporti pubblici in crisi

di Gi Elle

Trasporti pubblici di nuovo in affanno in seguito alle recenti restrizioni adottate dal Governo per contrastare la ripresa dei contagi da Coronavirus. Tanto che gli operatori del Friuli Venezia Giulia cercano di correre al riparo facendo delle proposte strategiche alla Regione Fvg, volte a integrare i trasporti scolastici in sovraffollamento, sperando che le stesse vengano accolte con sollecitudine, vista la drammatica situazione. Le richieste arrivano da Confcooperative Fvg e da Confartigianato della regione e di Udine.

«Apprendiamo dalla stampa che, in regione, servirebbero altri 70-80 pullman privati per garantire il servizio pubblico del trasporto nel rispetto delle misure di sicurezza sanitaria, evitando assembramenti e affollamenti – dice Luigi Donatone, coordinatore di settore per Confcooperative Fvg e presidente di una storica cooperativa di pullman turistici -. Su questo tema, registriamo disponibilità e apertura da parte del Governo e dell’Amministrazione regionale. Anche le aziende private comunicano, di nuovo, la loro disponibilità a intervenire prontamente con mezzi e autisti propri. Tanto più che una parte degli stessi, attualmente, è stata messa in Cassa integrazione a motivo della riduzione del carico di lavoro che, tra l’altro, proseguirà anche nei mesi prossimi visto che sono state tagliate, di nuovo, le gite scolastiche – prosegue Donatone -. Ovviamente, servono risorse economiche aggiuntive che, almeno in parte, potrebbero essere recuperate facendo viaggiare i pullman dedicati al turismo e, dunque, da una parte con un risparmio sulla riduzione dei costi della Cassa integrazione e, dall’altro, con le maggiori entrate derivate dalle imposte sui fatturati aziendali che potrebbe recuperare in valore. Dunque, per gli operatori privati si tratterebbe di una vera e propria boccata d’ossigeno e, perciò, rimaniamo disponibili a qualsiasi confronto utile e alla partecipazione a qualsiasi tavolo di lavoro. Detto ciò, rimane incomprensibile il fatto che, da un lato ci si lamenti della carenza di autobus pubblici e di autisti, e, dall’altro, le stesse aziende proseguano nel fornire servizi turistici ai privati a costi inferiori rispetto a quelli medi del mercato. Evitare questa concorrenza a chi fa traporto turistico di professione – conclude Donatone – aiuterebbe anche il trasporto pubblico ad avere maggiori mezzi a disposizione con relativi minori disagi ai viaggiatori».

La nuova mazzata arriva, infatti, dall’ultimo Dpcm (13 ottobre) che vieta le gite d’istruzione cancellando così l’unica possibilità di continuare a lavorare rimasta alle imprese artigiane del trasporto persone. Imprese che dall’inizio del lockdown a oggi sono tra quelle che hanno maggiormente pagato il prezzo della pandemia. Dopo aver ripreso un po’ d’ossigeno durante i mesi estivi, con l’aumento dei contagi e la nuova stretta imposta dal Governo con l’ultimo Dpcm, le aziende artigiane del trasporto pubblico – oltre 50 in Fvg – si ritrovano ancora una volta senza lavoro. E se alla prima sono riuscite a resistere, stringendo i denti, dando fondo ai risparmi, chiedendo prestiti, alla seconda rischiano di soccombere. A meno di un intervento della Regione, sulla scorta di quanto già fatto da altri, vedasi l’Emilia Romagna. «Vediamo correre sulle nostre strade, in Fvg come nel resto del Paese – denuncia il capogruppo della categoria di Confartigianato Fvg, Rudi D’Orlando – autobus del trasporto pubblico locale pieni. Riceviamo ormai quotidianamente segnalazioni di mezzi stracolmi, spesso con studenti costretti a restare in piedi e questa situazione non è tollerabile. Anzitutto per ragioni sanitarie, perché il contatto così ravvicinato rischia di vanificare tutti gli sforzi di contenimento del virus che vengono fatti fuori, in primis a scuola, e poi per noi, che potremmo fare la nostra parte e siamo invece costretti alla finestra». Da qui la richiesta di D’Orlando, sposata pure dal suo omologo in Confartigianato-Imprese Udine, Stefano Felice, alla Giunta Fvg: «Considerata la gravità del momento, la necessità di diluire il numero di utenti su altri mezzi per evitare il sovraffollamento di quelli pubblici e ancora il rischio di cancellazione di un intero settore dell’economia Fvg qual è quello del trasporto persone, chiediamo al governatore Fedriga e all’assessore ai trasporti Graziano Pizzimenti di prendere in considerazione la strada intrapresa da da altre regioni, come l’Emilia Romagna, che hanno proceduto a integrare il contratto di servizio del Tpl coinvolgendo per l’anno in corso le imprese artigiane. Ribadiamo a questo proposito la nostra immediata disponibilità».

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In copertina, Luigi Donatone, coordinatore di settore per Confcooperative Fvg.

La terza ricostruzione del Fvg: a Casarsa oggi il primo incontro

di Silvio Bini

Appuntamento stamane a Casarsa della Delizia (ore 9.30, ridotto del Teatro Pier Paolo Pasolini) in occasione del primo incontro pubblico del Comitato promotore per la “terza ricostruzione” del Friuli Venezia Giulia (dopo quella post-bellica e quella post-terremoto del 1976). L’organismo è costituito da persone con esperienze molteplici maturate nel mondo della politica, della cultura, dell’economia, della pubblica amministrazione, delle professioni e dell’attività accademica e che si sentono in dovere, in un momento così difficile come l’attuale della nostra storia, di dare testimonianza attiva del proprio impegno. Suoi componenti sono Mario Banelli, Ferdinando Ceschia, Guglielmo Cevolin, Gianfranco Ellero, Sandro Fabbro, Antonino Morassi, Roberto Muradore, Pietro Mussato, Ubaldo Muzzatti, Diego Navarria, Maurizio Piemonte, Giorgio Santuz, Bruno Tellia e Roberto Visentin.

Le premesse operative del Comitato promotore pertanto sono:
a) che dopo oltre dieci anni di crisi economica, dopo gli effetti delle ricorrenti crisi dovute ai cambiamenti climatici e, con una grave pandemia da Covid-19 ancora in corso, le condizioni strutturali della regione nel suo complesso non paiono per nulla positive;
b) che, pertanto, o si ricostruiscono, con tutte le risorse che possono essere destinate a tale scopo, le condizioni sociali, economiche e ambientali per un forte rilancio della regione Fvg o si è destinati a scomparire, in silenzio, nel giro di poco tempo.

Non si sa ancora se il Governo chiamerà anche le Regioni a collaborare al “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” da finanziarsi con i massicci investimenti europei “Next Generation Eu” perché, in tal caso, la nostra Regione avrà titolo per proporre un suo piano adeguato alle risorse disponibili ed alle sfide che abbiamo davanti.
Il Comitato promotore, facendo affidamento anche sulle parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del 4 agosto scorso, per il 50° delle Regioni, quando aveva sostenuto che, ai fini del piano per l’Italia, “è prezioso il contributo delle Regioni (…) con il coinvolgimento e collaborazione di tutte le energie del Paese”, guarda fiducioso a tale prospettiva.
Con questo primo incontro di Casarsa, quindi, si intende attivare un dibattito pubblico sulle finalità e modalità del piano regionale di ricostruzione. La visione di fondo che si propone è quella di un progetto di regione capace di ricomprendere tutti i territori, tutte le energie esistenti e di motivare le generazioni più giovani.

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In copertina, l’ingresso del Teatro Pasolini a Casarsa della Delizia; all’interno, la sala del ridotto.

 

Giro d’Italia, in Fvg sempre salda la collaborazione con il Soccorso alpino

Sono ormai sempre più vicine le due tappe friulane del Giro d’Italia, vale a dire Aerobase di Rivolto-Piancavallo e Udine-San Daniele. E nell’attesa rileviamo che è stato fin dal primo momento “amore a prima vista” quello tra il patron della nostra regione, Enzo Cainero, e il Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia. In realtà un amore condiviso per la montagna, quella vissuta come scenario e paesaggio di una competizione storica di rilevanza mondiale e quella conosciuta e percorsa con l’esperienza di chi ne sa affrontare i pericoli nascosti e gli imprevisti, arginando eventuali conseguenze indesiderate.
Se è da quando esiste la grande competizione ciclistica per la maglia rosa che il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico fa parte della carovana di assistenza che segue i professionisti in gara tappa per tappa, in Friuli Venezia Giulia un buon numero di tecnici soccorritori delle squadre di terra presidia da tanti anni e presidierà anche quest’anno attivamente i punti chiave del percorso. Una cinquantina i soccorritori impegnati, tra tecnici abili a muoversi su terreno impervio e tecnici ugualmente allenati e con in più con competenze mediche e infermieristiche, suddivisi nelle tappe del Piancavallo e di Ragogna- Monte di Muris. A loro disposizione anche sei defibrillatori pronti all’uso per eventuali problemi di tipo cardiaco tra gli astanti, raggiungibili su qualsiasi terreno in situazioni di emergenza.
Le maggiori criticità si verificano spesso soprattutto in relazione alla movimentazione di grandi quantità di persone che assistono alla gara in luoghi impervi. In passato è proprio tra le fila del pubblico che, in caso di maltempo e di ritirate precipitose, sono accaduti incidenti e malori. Come nel 2014, quando sul Monte Zoncolan si scatenò un forte evento meteorologico e centinaia di persone cercarono riparo e defluirono velocemente lungo le piste da sci, andando incontro a diversi infortuni durante lo spostamento frenetico.
Nell’imminente passaggio del Giro nella nostra regione è dunque tutto pronto ai blocchi di partenza per fornire un significativo apporto di sicurezza con la messa a punto di un sistema virtuoso e integrato di assistenza che vede cooperare Soccorso Alpino, Croce Rossa Italiana, Sores Palmanova, Elisoccorso Fvg e Protezione Civile.

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In copertina, la carovana del Giro seguita dal Soccorso alpino Fvg.

Preoccupano i disservizi postali: Maurmair sollecita un incontro

I disservizi di Poste Italiane sono nel mirino del sindaco di Valvasone Arzene, Markus Maurmair, il quale ha inviato una lettera per sollecitare un incontro urgente al presidente dell’Anci Fvg, Dino Favot, che è pure primo cittadino di Prata di Pordenone, e per opportuna conoscenza al Responsabile delle Relazioni Istituzionali del Nord Est, Marco Giannelli Savastano. Va ricordato che il 30 giugno scorso si era tenuto il primo incontro del tavolo di confronto tra Anci Fvg e Poste Italiane spa al seguito del quale era stata concordata una nuova riunione per fine luglio così da consentire alle stesse Poste di effettuare verifiche e reperire le informazioni richieste, come il cronoprogramma dei lavori di eliminazione delle barriere architettoniche e l’installazione di nuovi postamat nei Comuni ancora sprovvisti, oltre a valutare le tempistiche di ripresa complessiva di tutti gli sportelli presenti in regione con gli orari antecedenti all’emergenza sanitaria.
Maurmair osserva che “sono trascorsi i mesi di luglio, agosto e settembre, ma non è ancora stato convocato un nuovo incontro che negli intenti doveva essere con cadenza ciclica fino al superamento delle situazioni più critiche e verificato dagli articoli sulla stampa locale che continuano a esserci problematiche connesse a chiusure totali o aperture parziali di sportelli postali come nei casi di Pinzano al Tagliamento, Claut, San Vito al Tagliamento, Brugnera e Casarsa della Delizia”. Rileva, quindi, che “alcuni interventi di riqualificazione degli accessi degli uffici postali sono stati realizzati al fine di eliminare le barriere architettoniche, ma si ha notizia di uno o forse due nuovi postamat installati quando sono ancora numerosi i Comuni sprovvisti e che l’emergenza sanitaria sta riprendendo piede, per cui diventeranno ancora più indispensabili queste forme di servizio”, sottolineando altresì che, “seppur ci sia stata la buona volontà, che va riconosciuta a Poste Italiane spa, rispetto la distribuzione dei prelievi delle pensioni con anticipazioni delle scadenze negli ultimi giorni antecedenti il primo del mese così da programmare per lettere dell’alfabeto l’accesso agli sportelli, si segnalano ancora numerose code nelle giornate di scadenza e con persone costrette a sostare all’esterno degli sportelli con forti disagi soprattutto per le fasce più deboli quali gli anziani”.
Evidenziato, infine, che “ancora oggi si ricevono evidenze di recapiti tardivi della corrispondenza con disagi segnalati in particolare per le raccomandate”, il sindaco di Valvasone Arzene, come detto, chiede “l’attivazione di una riunione urgente del tavolo di confronto tra Poste Italiane spa e Anci Friuli Venezia Giulia così da poter dar seguito agli intendimenti manifestati a inizio anno di proficua collaborazione nell’interesse degli utenti di tutta la regione”.

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In copertina, il sindaco di Valvasone Arzene Markus Maurmair.

Educare alla Finanza: anche gli studenti Fvg domani a lezione

Il tour online che porta l’educazione finanziaria tra gli studenti di tutta Italia continua e domani 15 ottobre sarà la volta del Triveneto: l’evento è patrocinato dalle Camere di commercio di Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia che hanno promosso il progetto fra i propri istituti scolastici, raggiungendo, in particolare, i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 18 anni. “Io Penso Positivo – Educare alla Finanza” ha come finalità quella di (in)formare i giovani studenti sulla necessità di possedere una corretta percezione delle proprie risorse economiche e rinforzare la consapevolezza delle difficoltà e dei rischi legati all’avvio di investimenti o di iniziative di micro-imprenditorialità. Si tratta di un progetto del Ministero dello Sviluppo (Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica) e Unioncamere, in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, con Innexta e SiCamera come partner tecnici, che ha preso il via a ottobre, il mese dell’educazione finanziaria. Domani, dunque, le Camere di commercio di Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia accoglieranno il Live Show online, le pillole formative previste e un gioco interattivo che coinvolgerà i ragazzi in una breve gara per aggiudicarsi una delle primissime posizioni e guadagnare punti validi per la classifica e delle super sorprese finali. Il Live Show sarà condotto da un presentatore che guiderà i ragazzi in un percorso formativo e informativo, ma divertente.
Dopo aver raccontato il progetto, si inizierà con la testimonianza di uno dei vincitori 2019 della Winter School, il premio finale della prima edizione, che racconterà come ha vissuto e cosa ha imparato nonché i vantaggi che il progetto di educazione finanziaria ha portato nella sua vita di tutti i giorni. A seguire, una clip dell’Università Bicocca di Milano si concentrerà su diversi aspetti dell’educazione finanziaria per poi lasciare la parola alle Camere di commercio che racconteranno le esperienze della realtà locale, naturalmente a partire dalla finanza. Infine, sarà la volta del gioco interattivo e della sfida per aggiudicarsi i primi posti in classifica. Al termine di tutti i Live Show, la classifica ufficiale del progetto sul sito www.iopensopositivo.eu si aggiornerà consentendo la scalata verso le tre sorprese agli iscritti in piattaforma. Ma i Live Show sono solo una parte del progetto, per i ragazzi sulla piattaforma www.iopensopositivo.eu c’è infatti un corso di (in)formazione online per avvicinarli ai temi dell’educazione finanziaria con clip video, brevi testi di approfondimento e test che consentiranno ai partecipanti di ricevere l’attestato di competenza finanziaria, Entry Level per i prime 6 moduli e Advanced Level per chi completa tutti e 10 i moduli formativi. Ai ragazzi sarà sufficiente iscriversi alla piattaforma e iniziare a giocare tenendo d’occhio le date dei Live Show: iscriversi e partecipare agli eventi consentirà loro di guadagnare punti in classifica, oltre ad acquisire basi solide per gestire budget e stipendi futuri. Per informazioni relative alla piattaforma e ai Live Show, è possibile scrivere a info@iopensopositivo.eu.

Mirabilia a Rimini

Anche il territorio del Friuli Venezia Giulia, con i cinque suoi siti Unesco sarà in mostra al TTG Travel Experience, il marketplace del turismo in Italia, nello stand di Mirabilia Network, Associazione a cui aderiscono Unioncamere Nazionale e 18 Camere di Commercio italiane (tra cui quella di Pordenone-Udine) che promuovono i luoghi riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Da oggi al 16 ottobre, nel quartiere fieristico di Rimini, verranno mostrate a visitatori e operatori del settore le meraviglie dei territori che, uniti dalla forza di un network unico in Italia e in Europa, hanno visto il turismo culturale e sostenibile crescere più che nel resto d’Italia tra il 2014 e il 2019. Nei tre giorni di dibattiti, seminari e incontri per progettare il futuro del turismo e dell’ospitalità, tra contenuti ispirazionali, relatori di fama internazionale, tavole rotonde tra esperti e aziende, case history e dibattiti tra operatori di settore, ci sarà spazio anche per una conferenza dal titolo “Mirabilia Network, la rete camerale dei siti Unesco: verso Caserta 2021”, in programma domani alle 10.30, in Italy Arena – Padiglione C5. Nell’occasione, il presidente di Mirabilia Network Angelo Tortorelli, il coordinatore della rete Vito Signati, il presidente della Camera di Commercio di Caserta, Tommaso De Simone, la direttrice della Reggia di Caserta Tiziana Maffei, la Ceo di Destination Makers Emma Taveri, il presidente della Rur (Rete Urbana delle Rappresentanze) Giuseppe Roma e la coordinatrice del gruppo di lavoro Pid Mirabilia Anna Galleano presenteranno ai giornalisti e agli operatori di settore alcuni macrodati della rete e racconteranno i progetti realizzati e quelli in cantiere, iniziando ad accendere i riflettori sulla prossima Borsa del Turismo Culturale, che si terrà in primavera a Caserta. Nel corso dell’incontro saranno anche annunciate le 10 imprese finaliste del premio “Top of the Pid/Mirabilia” per l’innovazione tecnologica che più ha contribuito alla ripartenza del turismo nel 2020. La conferenza stampa verrà trasmessa in diretta sui canali Facebook e Youtube di Mirabilia.

Il Mercato elettronico

Per conoscere le caratteristiche e le funzionalità per le imprese del MePa, il Mercato elettronico della pubblica amministrazione, la Camera di Commercio di Pordenone-Udine propone un approfondimento online aperto a tutti gli operatori economici del territorio, imprenditori e dipendenti delle imprese iscritte. Il webinar, gratuito, si terrà martedì 20 ottobre dalle 14,30 alle 16 e avrà come relatrice Francesca Minerva della Direzione Programma razionalizzazione acquisti Pa di Consip.
Il MePA consente alle Amministrazioni di effettuare acquisti di beni, servizi e lavori, semplificando e standardizzando le procedure, riducendo i costi, con trasparenza e concorrenzialità. Si tratta di un’opportunità ormai consolidata anche per tutte le imprese, i liberi professionisti, i consorzi e in genere gli operatori economici che, tramite il MePa, possono offrire i propri prodotti e negoziare le proprie offerte con Pa.
Le iscrizioni sono aperte e si possono fare online al link indicato su www.ud.camcom.it, sezione Formazione. Per info, Daniela Morgante, telefono 0432.273218 e daniela.morgante@pnud.camcom.it

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio Pn-Ud.

La cooperazione Fvg tiene ma per il rilancio sollecita il recovery fund

Nel pieno della pandemìa, il Friuli Venezia Giulia è, assieme al Trentino Alto Adige, l’unica regione italiana dove il numero delle cooperative mostra una variazione in positivo. Nel corso dei primi due quadrimestri del 2020, la riduzione delle nuove cooperative, infatti, è stata del 33,5 per cento su scala nazionale. Una tenuta regionale che, tuttavia, non soddisfa pienamente Confcooperative Fvg: «L’impatto vero della pandemìa si vedrà nel corso dell’autunno. Infatti, c’è il rischio che alcune realtà non reggano se l’atteso “rimbalzo” dell’economia dovesse tardare o se ci dovesse essere un secondo confinamento», spiega Daniele Castagnaviz, neopresidente dell’associazione, eletto proprio a luglio. Nel corso dell’assemblea nazionale, svoltasi in remoto, con i 21 delegati del Friuli Venezia Giulia riuniti a Codroipo in collegamento con altre 18 sedi italiane, l’attenzione è stata completamente rivolta al dibattito sull’utilizzo delle risorse europee. Tanto più che a Roma era presente il premier Giuseppe Conte al quale Confcooperative ha presentato le richieste del movimento cooperativo per il recovery fund.

Sul merito, Castagnaviz ha idee precise: «Il settore dei servizi rappresenta il 70 per cento del Pil ed è quello che è stato maggiormente colpito durante il confinamento. O ci siamo già dimenticati del drammatico impatto su cooperative sociali e culturali, sui trasporti e logistica, su tutto il settore dei servizi alle imprese? I soldi del recovery fund, dunque, vanno destinati prioritariamente al sostegno degli investimenti rilanciando il modello d’industria 4.0. Da un punto di vista territoriale, inoltre, nel Friuli Venezia Giulia intere aree soffrono ancora di mancanza di connettività a banda larga. Le imprese regionali sono piccole e subiamo la concorrenza dei colossi veneti o lombardi. E il grado di informatizzazione lascia a desiderare per cui risulta assolutamente necessario correre ai ripari».

Come? Il segretario generale, Nicola Galluà, propone alcuni interventi: «Per Confcooperative, gli aiuti agli investimenti vanno estesi anche ai settori scoperti dagli attuali interventi settoriali e che necessitano di un forte rinnovamento (a esempio cooperative sociali di tipo B, settore culturale e creativo, attività di servizi, pulizie, sfalcio, manutenzioni, gestione ambientale, ecc.). Servono inoltre risorse straordinarie per il sostegno alla promozione delle filiere manifatturiere e delle filiere e cluster agroalimentari. È necessario, inoltre, un forte investimento sulla digitalizzazione, l’informatizzazione, sia attraverso gli investimenti in azienda e nella PA, sia attraverso una diffusa alfabetizzazione informatica della popolazione. E serve, infine, sostenere lo sforzo di molte piccole imprese per l’accesso all’e-commerce, sperimentato durante il confinamento. Mentre, per tutelare le nostre filiere – conclude Galluà -, dobbiamo aiutare le sperimentazioni che si basano sull’uso della blockchain, ancora poco diffusa».

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In copertina, Confcooperative Fvg durante l’assemblea che si è riunita recentemente a Codroipo.

Casarsa, dopo sei mesi riaperto il centro anziani primo nel Tagliamento

Dopo quasi sei mesi, è stato riaperto il centro anziani pomeridiano a Casarsa della Delizia. “Siamo stati – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Claudia Tomba – il primo Comune, dell’ambito territoriale Tagliamento a riavviare questo servizio essenziale per i nostri nonni che non vedevano l’ora di potersi re-incontrare e condividere i loro pomeriggi. La fascia degli anziani è stata la più penalizzata dalla pandemia, specie nelle situazioni di persone che vivono da sole e che in tale condizione hanno dovuto affrontare il lockdown. Fortunatamente, la comunità casarsese annovera fra i suoi cittadini diversi volontari che quotidianamente si sono impegnati per contrastare l’isolamento e la solitudine specie di soggetti fragili, privi di una rete familiare”.
Si tratta del prezioso operato delle “sentinelle” del progetto “saluta il tuo vicino”: infatti, i loro gesti di attenzione si sono rivelati indispensabili in questi difficili mesi. “Ma i nostri nonni hanno bisogno anche di incontrarsi, di socializzare – ha aggiunto Tomba – ed è per questo che c’è stato il massimo impegno per poter riavviare quanto prima il centro, nel rispetto delle normative di sicurezza e prevenzione del Covid-19”.
Ciò ha reso necessaria la suddivisione dei circa 40 utenti in più turni, al fine di consentire il mantenimento delle distanze, con la speranza che l’emergenza finisca quanto prima e si possa ritornare alla normalità. “Un grazie – ha concluso l’assessore – a tutti gli operatori, le assistenti, i volontari, compresi quelli che si occupano dei trasporti e tutti coloro che si sono adoperati per rendere possibile la riapertura”.

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In copertina, l’assessore comunale alle Politiche sociali Claudia Tomba.