Ciclo juniores, sempre più internazionale il Gran premio Valli del Natisone: sul podio salgono un austriaco e due sloveni

Il 12° Gran premio Valli del Natisone ha sancito il dominio della componente internazionale fra gli oltre 80 ciclisti partecipanti alla gara riservata alla categoria juniores, organizzata dal Gs Giro del Friuli Venezia Giulia di Cividale, presieduto dall’instancabile Giovanni Cappanera.


Lungo un percorso molto “nervoso” per complessivi 129 chilometri – con partenza da Scrutto di San Leonardo, e arrivo a San Pietro al Natisone, che ha interessato gran parte del territorio valligiano – si sono distinti gli atleti d’oltre confine giunti al traguardo con una significativa distanza sul gruppo. Del resto, non è una novità per questa gara: nel 2016 vinse Tadej Pagacar, quattro anni prima la vittoria se l’aggiudicó Seif Lizde e nel 2019 Fran Miholajevic. Quest’anno, poi, addirittura un trittico di ciclisti stranieri ha occupato il podio: al primo posto è giunto l’austriaco Santiago Wrolic del Team Tiepolo di Udine, al secondo e terzo gli sloveni Vanja Kuntaric e Bor Ebner del Pogi Team. E al quarto un altro sloveno del medesimo team, Bastian Petric. Ciò a riprova della qualità del movimento del ciclismo della vicina repubblica trascinato dai successi del fenomeno Pogacar.
Purtroppo, la collaudata ed efficiente organizzazione del Gran premio è stata turbata da un incidente in coda al gruppo. A causa di una “toccata” tra ruota e ruota, un atleta è infatti rovinato a terra in un modo che sembrava preoccupante, tanto da sollecitare l’arrivo dei soccorsi sanitari che, giunti prontamente, hanno trasferito l’atleta all’Ospedale di Udine. Ma, fortunatamente, a parte alcune contusioni, il giovane non ha riscontrato problematiche più serie.
Festosa, invece, la cerimonia di premiazione nel capoluogo valligiano che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Comunità di montagna Torre-Natisone e sindaco di San Leonardo, Antonio Comugnaro, e del primo cittadino di San Pietro al Natisone, Cesare Pinatto, in rappresentanza degli enti che hanno sostenuto l’evento sportivo, tra i quali rientra pure la Presidenza del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e all’interno due immagini dell’arrivo: primo e secondo al traguardo.

Mont Blanc Adventure, nasce in Friuli con Simtech il nuovo videogioco che accompagna i giovani alla scoperta del Monte Bianco in tutta sicurezza

Si chiama Mont Blanc Adventure, è il nuovo browser game educativo di Fondazione Montagna sicura – Montagne sûre sviluppato da Simtech srl, azienda friulana leader nello sviluppo di Edugames 3D e di contenuti digitali evoluti. Il gioco, realizzato con il contributo delle guide alpine locali, è pensato per avvicinare i giovani all’affascinante territorio del Monte Bianco e promuovere la cultura della sicurezza in montagna. Mont Blanc Adventure è stato presentato in anteprima sullo Skyway Monte Bianco, alla presenza del presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin.

La presentazione sul Monte Bianco.

Come lascia capire il nome, Mont Blanc Adventure è un’avventura grafica interattiva che permette di vivere in prima persona l’emozionante scalata al Monte Bianco, articolata in diversi livelli. Il viaggio parte da Courmayeur, raggiunge la vetta e prosegue fino a Chamonix, accompagnati da una guida alpina valdostana che fornisce consigli, supporto e informazioni utili per affrontare ogni tappa in sicurezza. Giocabile direttamente da smartphone, tablet e Pc, Mont Blanc Adventure è accessibile via web senza necessità di installazione. Il gioco è disponibile in italiano, inglese e francese, per offrire un’esperienza semplice, immediata e multilingue.
Il giocatore esplora un mondo virtuale ricco di elementi iconici e riconoscibili del comprensorio di Courmayeur, Monte Bianco e Chamonix, incontrando ambientazioni fedelmente ricostruite dai 3D-Artist di Simtech, come l’Ufficio Guide di Courmayeur, la funivia Skyway Monte Bianco, il Rifugio del Goûter, la Maison de la Montagne a Chamonix e altri luoghi simbolo del territorio transfrontaliero del Monte Bianco. Mont Blanc Adventure, con il patrocinio del Soccorso Alpino Valdostano e dell’Unione Valdostana Guide Alta Montagna, si presenta come uno strumento innovativo per promuovere il territorio, la sicurezza e la cultura della montagna, stimolando la curiosità e il rispetto per l’ambiente attraverso il processo di gamification. Grazie alla tecnologia 3D e al contributo delle guide alpine, il gioco ricrea fedelmente i paesaggi, le difficoltà e le bellezze naturali del territorio: il giocatore ha la possibilità di vederli e al tempo stesso di apprendere nozioni preziose sulla sicurezza in montagna, la flora e la fauna alpine e i punti di interesse paesaggistico e naturalistico, completando il proprio Diario Personale.

Come funziona Mont Blanc Adventure:  ecco i cinque livelli di gioco

Livello 1 – Courmayeur: prepararsi è tutto
Il protagonista si muove per la cittadina alpina alla ricerca dell’equipaggiamento indispensabile: GPS, scarponi, elmetto… tutto ciò che serve per affrontare la montagna. Qui inizia anche l’esplorazione della flora e fauna locali.

Livello 2 – Verso la Skyway Pavillon: nella nebbia
Ha inizio la salita verso la Skyway Monte Bianco – Pavillon. La visibilità si riduce e l’ambiente si fa più ostile. Il GPS diventa il tuo miglior alleato.

Livello 3 – Punta Helbronner e la prima scalata
Giunti alla stazione di Punta Helbronner, finalmente incontrerai la guida alpina. Insieme affronterete un breve tratto in cordata, ammirando le meraviglie naturali che la vetta offre. La giornata si conclude con l’arrivo al suggestivo Rifugio Goûter, sotto un cielo stellato.

Livello 4 – La discesa: dove iniziano i veri pericoli
È l’alba e si riparte in cordata. Ma attenzione: crepacci, caduta massi e valanghe sono i veri ostacoli. In discesa, gli incidenti sono più frequenti. La guida ti insegnerà come riconoscere i pericoli e affrontarli con la giusta prudenza.

Livello 5 – L’arrivo a Chamonix: missione compiuta!
Dopo l’impresa, ti aspetta Chamonix: potrai esplorare la città, restituire l’equipaggiamento e trovare la fermata dell’autobus che ti riporterà in Italia.

Simtech – Nata nel 2018 in provincia di Udine, Simtech è una realtà riconosciuta in tutta Italia per lo sviluppo e la realizzazione di videogames educativi, competenze tecnologiche e capacità creativa nel sostenere le aziende a sviluppare una comunicazione innovativa e sorprendente, in qualsiasi settore. Simtech è specializzata nell’ideazione, nella creazione e nella progettazione di contenuti digitali evoluti che uniscono Realtà Aumentata, visualizzazione 3D, scansione digitale per la digitalizzazione e l’esplorazione degli spazi e nell’apprendimento interattivo. Gli Education games o Serious games (letteralmente “giochi seri”) sono videogiochi il cui obiettivo primario è l’apprendimento attraverso la componente ludica. Si tratta di strumenti formativi dove aspetti di gioco e contenuti educativi coesistono in equilibrio, trasformando il concetto di “learning by doing” in una esperienza giocosa, interattiva ed efficace che stimola percezione, immaginazione, memoria, abilità e attenzione in modo sinergico. Un modo per rafforzare la memoria operativa e accelerare la comprensione di concetti.

Criptovalute, a Casarsa si torna a parlarne: nuovo incontro domani per capire come orientarsi dal portafoglio digitale all’uso quotidiano

Dopo l’ottima partecipazione registrata all’incontro di maggio, a Casarsa della Delizia si torna a parlare di criptovalute. Domani, 21 ottobre, alle 20.30, al Ridotto del Teatro Pier Paolo Pasolini, Forum Democratico propone infatti un nuovo incontro dal titolo “Criptovalute in pratica: dal portafoglio digitale all’uso quotidiano”, pensato per chi vuole capire come usare davvero le valute digitali nella vita di tutti i giorni. A condurre la serata sarà Egidio Palmieri, docente all’Università di Udine, che guiderà i partecipanti in un percorso concreto tra wallet, sicurezza, pagamenti digitali e casi d’uso reali.
“Questo secondo incontro nasce dalla forte partecipazione e dalle numerose domande ricevute dopo il primo evento – spiega Pierluigi Rosa, presidente di Forum Democratico -. Abbiamo capito che c’è un reale bisogno di chiarezza su strumenti che stanno entrando nelle nostre vite quotidiane. Con un approccio pratico e accessibile, vogliamo fornire ai cittadini gli strumenti per orientarsi in un mondo in rapida evoluzione come quello delle criptovalute.”
Il relatore guiderà il pubblico in un approccio più concreto e operativo, rivolto a chi, incuriosito dal primo evento, desidera capire meglio come usare le criptovalute nella vita di tutti i giorni. Per cui, nel corso della serata si affronteranno in modo semplice e diretto tre aspetti fondamentali del mondo delle criptovalute. Si parlerà innanzitutto di sicurezza e portafogli digitali. Si passerà poi a come acquistare e utilizzare le cripto. Infine, spazio agli usi concreti nella vita quotidiana, con esempi pratici che mostrano dove e come le criptovalute possano già oggi essere impiegate, mettendo in luce sia le potenzialità che i limiti di questo strumento in continua evoluzione. L’iniziativa è organizzata da Forum Democratico in collaborazione con Amministrazione comunale, Pro Casarsa, Progetto Giovani e Coogito Consulta Giovani, nonché con il sostegno di Banca 360 Fvg.

Per maggiori informazioni: forumdemocraticocasarsa@gmail.com

Una missione in Brasile per Efasce Pordenonesi nel Mondo: 150 anni fa l’arrivo dei primi emigranti friulani

Missione in Brasile per Efasce Pordenonesi nel Mondo: in questi giorni il presidente Angioletto Tubaro e Diego Comuzzi stanno visitando il Rio Grande do Sul, in occasione del 150° anniversario dall’arrivo dei primi emigranti italiani in Brasile. Questi provenivano in particolar modo da Veneto e Friuli e ancora adesso la realtà locale – dai cognomi alla cucina, dalle tradizioni fino alla lingua co-ufficiale assieme al portoghese chiamata Talian ricca di parole venete e friulane – racconta uno stretto legame con il Nordest italiano.

In attesa di partecipare alle cerimonie ufficiali, assieme alla rappresentanza dei presidenti dei Segretariati Efasce in Brasile guidati dal coordinatore Argel Rigo e dal presidente del Segretariato di Nova Prata Rosimar Brandalise, Tubaro e Comuzzi stanno compiendo una serie di visite istituzionali. “Momenti davvero importanti – ha commentato il presidente Tubaro – per consolidare un legame che grazie alle forti radici identitarie dei nostri corregionali può portare a nuove collaborazioni in ambito economico e culturale. Questa visita in Brasile per Efasce è un momento significativo non solo per ricordare il passato dell’emigrazione in loco, ma anche viverne il presente con lo sguardo verso il futuro”.
La delegazione Efasce ha incontrato nella capitale Porto Alegre il console generale italiano Valerio Caruso. Nell’occasione, si è discusso della salvaguardia culturale della comunità friulana in Brasile e di possibili sviluppi di interscambi economici, tra i quali la possibilità di favorire il trasferimento di lavoratori in Italia. Poi, incontro con il presidente del Comitato per le celebrazioni dei 150 anni dell’emigrazione italiana Fabricio Guazzeli Pieruchin. Con l’occasione è stato ricordato che il 40% degli abitanti dello Stato del Rio Grande do Sul è di origine italiana. Inoltre, sono state presentate le iniziative dei Segretariati in Brasile per ricordare l’anniversario.
Rosimar Brandalise ha, inoltre, organizzato un incontro con Dimas Costa, deputato all’assemblea legislativa dello Stato di Rio Grande do Sul in rappresentanza del presidente dell’assemblea. Nell’incontro si è trattato dell’importanza dei Distretti creativi per l’economia dei discendenti dei friulani in Brasile. Presente anche padre Felipe Soriano, dell’Università dei Gesuiti di Porto Alegre, con cui si sono concordate le iniziative per far conoscere la figura di Padre Bartolomeo di Panigai (frazione di Pravisdomini) in occasione dei 400 anni delle missioni gesuitiche in Sudamerica.

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In copertina e all’interno tre momenti degli incontri di Angioletto Tubaro e Diego Comuzzi  con i corregionali in Brasile.

Santi, Defunti e Dedicazione della Basilica nella prossima agenda liturgica di Grado dopo la bellissima festa delle Cresime con l’arcivescovo Redaelli

(g.l.) La solennità di Tutti i Santi e la commemorazione dei Defunti sono le feste che pure la comunità cristiana di Grado si prepara a celebrare nei primi giorni di novembre. Ricorrenze che poi, appena una settimana più tardi, vedranno anche il ritorno della festa della Dedicazione della Basilica patriarcale, il massimo Tempio dell’Isola. «Il 3 novembre del 579 – ricorda, infatti, l’arciprete Paolo Nutarelli – veniva consacrata la Basilica di Sant’Eufemia in Grado, cuore spirituale e identitario della nostra Comunità. Da secoli essa custodisce la Fede, la storia e la bellezza della nostra isola, ed è segno vivo di una Chiesa che continua a raccontare la presenza di Dio tra le case degli uomini. Come ormai da tradizione, la festa della Dedicazione viene celebrata nella domenica successiva al 3 novembre, che quest’anno cade il 9 novembre. La Basilica è molto più di un edificio: è il segno visibile della comunità, la casa di tutti, il luogo in cui la fede diventa incontro e appartenenza».


Il parroco, pertanto, informa: «Pure quest’anno abbiamo invitato le associazioni della nostra cittadina» alla celebrazione del 9 novembre, quando alle 10 ci sarà la Messa solenne proprio in Basilica. Sono invitate, in particolare, «le Associazioni che operano nel campo della cultura e del volontariato sociale della nostra Grado! Coinvolgere le Associazioni in questa festa significa riconoscere il valore del tessuto vivo della nostra città, di quelle donne e quegli uomini che, con il loro impegno quotidiano, tengono viva la passione per il bene comune e trasmettono alle nuove generazioni un’eredità fatta di valori, solidarietà e bellezza. La celebrazione della Dedicazione diventa così anche un’occasione per rinnovare il senso di appartenenza: alla Chiesa, alla città, alla storia che ci ha preceduti e che siamo chiamati a continuare. Insieme, come pietre vive di un’unica casa».
Importanti appuntamenti, dunque, legati al calendario liturgico universale e più propriamente a quello della comunità gradese, ricco di consuetudini plurisecolari, come la recente festività della Madonna del Rosario, con la tradizionale “Benedizione del Mare”, celebrazione che è stata seguita pochi giorni dopo dalla bellissima festa delle Cresime. Ad amministrare il sacramento della Confermazione è stato l’arcivescovo Carlo Redaelli, ritornato nell’Isola dopo l’antico “Perdon de Barbana”, nel cui Santuario il primo maggio aveva aperto la “porta santa” in quanto la Chiesa mariana è stata proclamata “giubilare”, come poche altre nell’Arcidiocesi isontina. Il rito è stato celebrato in Basilica, ma a renderlo ancora più suggestivo e partecipato è arrivato da Città Giardino il Coro Don Luigi Pontel – dedicato al sacerdote, ricordato a Grado con affetto, del quale in questi giorni ricorrevano i quindici anni della scomparsa – che ogni domenica accompagna la Messa in San Crisogono, la Chiesa di tutti i bambini e ragazzi che frequentano la catechesi, vista anche la presenza del dirimpettaio Ricreatorio Spes. Mentre all’altare con il presule c’erano lo stesso parroco Nutarelli e monsignor Mauro Belletti. Nell’occasione, sono stati battezzati una bambina e un suo coetaneo che poi si sono accostati anche alla Prima Comunione. Durante l’omelia, l’arcivescovo ha voluto rivolgere ai ragazzi parole di grande incoraggiamento e fiducia: «Voi valete tantissimo. Il Signore vi vuole bene e vi apprezza più di quanto voi stessi vi apprezziate. Siete consapevoli della vostra scelta di fede, e questo è molto bello. Avete tanti doni: la capacità nello sport – molti di voi sono anche campioni a livello agonistico – e la capacità nello studio… ma soprattutto avete nel cuore la voglia di fare del bene». Monsignor Redaelli ha poi invitato i ragazzi a credere nei propri sogni, a ricercare la felicità vera e a vivere nella gratitudine.
«È stato un momento di intensa emozione e di gioiosa appartenenza, vissuto insieme ai genitori, ai padrini e madrine, ai catechisti e a tutta la comunità parrocchiale. Lo Spirito Santo accompagni questi giovani nel loro cammino, perché custodiscano la fede ricevuta e diventino testimoni di amore, di speranza e di gratitudine», ha commentato dopo il rito monsignor Nutarelli. Il quale ha avuto parole di sincera e affettuosa gratitudine anche per il gruppetto di persone che si dedicano con tanta disponibilità e generosità alla catechesi dei ragazzi, come quelli che, appunto, hanno appena ricevuto il sacramento della Cresima che li ha fatti diventare “soldati di Cristo”.

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In copertina, l’arcivescovo Redaelli con  i sacerdoti Nutarelli e Belletti; all’interno, momenti del rito, il Coro di San Crisogono e il gruppo catechistico con il parroco.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

È online il “SuperDizionari de lenghe furlane”: al via con l’Arlef la più potente piattaforma sulla lingua friulana

Ecco a voi il “SuperDizionari de lenghe furlane”, la nuova piattaforma digitale realizzata dall’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, che riunisce sul sito www.arlef.it i principali dizionari della lingua friulana. Uno strumento gratuito, moderno e accessibile a tutti, pensato per valorizzare e diffondere l’uso del friulano in ogni ambito. Un progetto realizzato in attuazione del Piano generale di politica linguistica per il friulano della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Il nuovo strumento linguistico e la relativa campagna di informazione sono stati presentati il 16 ottobre, nel corso di una conferenza stampa ospitata dalla sede udinese della Regione Fvg, alla quale sono intervenuti l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti; il presidente dell’Agenzia, Eros Cisilino e il direttore dell’Arlef, William Cisilino. Presente anche Giulio Pecorella di Ensoul, l’agenzia di web development che ha sviluppato il progetto.
Grazie a un’unica e semplice interfaccia, il SuperDizionari rende accessibili i contenuti e i risultati di tre preziose risorse digitali dedicate al friulano: il Grant Dizionari Bilengâl Talian-Furlan; il Dizionari de Lenghe Furlane (Monolingue); e il Dizionari dai Cognons. Quest’ultimo, in particolare, è una vera e propria enciclopedia dei cognomi del Friuli contenente nomi, riferimenti storici, spiegazioni etimologiche, studi geografici e altre informazioni e curiosità.


«Il Piano generale di politica linguistica vede fra i suoi punti cardine i giovani, i media e le nuove tecnologie. Il nuovo progetto dell’Arlef è capace di mettere insieme tutto questo in un unico strumento studiato, in più, per essere costantemente aggiornato. L’attenzione all’evoluzione tecnologica e alla rapidità con cui avviene sono infatti imprescindibili anche nella difesa delle lingue minoritarie. Il SuperDizionari rappresenta pertanto un importante nodo nella rete di azioni messe in campo per tutelare il friulano, un dispositivo tecnologico alla portata di tutti i cittadini che senz’altro riuscirà a coinvolgere le nuove generazioni, anche grazie a una campagna informativa dal linguaggio semplice ma accattivante e, soprattutto, disponibile nei “luoghi digitali” che abitualmente frequentano», ha affermato Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle Autonomie locali con delega alle lingue minoritarie.
«”Il potenziamento delle tecnologie rappresenta una tappa fondamentale anche per la lingua friulana come per altre lingue di minoranza d’Europa”. Così si sono espressi i componenti della commissione del Consiglio d’Europa che hanno fatto visita qualche mese fa ai diversi gruppi linguistici della Regione. Il SuperDizionari è pertanto un prodotto atteso, frutto di un lavoro affascinante e complesso, che saprà connettere l’utente con un ambiente sconfinato. Le parole sono come foglie di un antico albero: con le loro declinazioni, la loro etimologia, la loro antichissima genesi, offrono al Friuli una folta chioma linguistica che trae linfa dalle culture mediterranee, slave e germaniche», ha ricordato Eros Cisilino, presidente dell’Arlef.
«Con il SuperDizionari, la nostra comunità compie un passo decisivo verso il futuro. Studenti, insegnanti, ricercatori, traduttori, ma anche comuni cittadini e appassionati della lingua, potranno finalmente trovare in un unico portale le principali risorse lessicografiche sul friulano. In particolare, con l’importante gruppo di lavoro che per anni si è dedicato al progetto, ci siamo impegnati a rendere la navigazione intuitiva e immediata, nonostante la mole di dati che la piattaforma riesce a gestire. Parliamo infatti di 70.000 voci italiane e più di 68.000 friulane nel Dizionario Bilingue; 7.000 lemmi, 37.000 accezioni e 51.000 frasi in quello Monolingue; oltre 8.000 cognomi con spiegazioni etimologiche e storiche nel Dizionario dei Cognomi. E stiamo già lavorando all’integrazione di nuovi dizionari e di ulteriori funzionalità», ha aggiunto il direttore dell’Agenzia, William Cisilino.
«Portare la lingua friulana nel futuro significa rinnovare, completare e consolidare la presenza degli strumenti linguistici disponibili. Il SuperDizionari de lenghe furlane nasce dalle esigenze di crescita e rinnovamento: è “Super” perché fa da cappello a tre importanti strumenti lessicografici. Ma anche perché ottimizzato, razionalizzato e portato a dei linguaggi che ne permetteranno non solo una mantenibilità costante ma una integrazione con nuove tecnologie. E infine è “Super” perché è stato pensato con criteri di utilizzo su computer e smartphone e che ne semplifichino lettura, consultazione e uso. Uno strumento moderno, efficace e di facile consultazione può solo che contribuire alla crescita e alla diffusione di una lingua forte ed ambiziosa, di capitale importanza per la storia e il futuro del nostro territorio», ha precisato infine Giulio Pecorella di Ensoul.
Per far conoscere al pubblico il SuperDizionari, l’Arlef ha previsto anche un’articolata campagna di informazione affinché tutti possano imparare a conoscerlo per utilizzarlo in ogni occasione e contesto. “Se no ti ven sù la peraule juste… cirile tal puest just!” è il titolo della campagna che si struttura attorno a un divertente video con protagonista SuperD, un supereroe con poteri straordinari che interviene per suggerire la parola friulana corretta a quanti sono in difficoltà nel ricordarla. A tutti, regala proprio ciò che stavano cercando. Lo vedremo “soccorrere” tre studenti impegnati in un’aula studio di Abaud Accademia di Belle Arti di Udine, una signora intenta a fare la spesa in un negozio di ortofrutta e un nonno al parco con i nipoti. Il video sarà veicolato sui canali social come TikTok, Facebook, ma anche Instagram e, in modalità Shorts, sul canale Youtube, senza dimenticare WhatsApp. Si potrà “incontrare” SuperD pure sul web: sulle principali testate online del territorio friulanofono saranno presenti banner animati, dal design accattivante che faranno un uso strategico della call-to-action. Infine, ma non in ultimo, sarà diffuso anche uno spot radiofonico che invita a consultare il SuperDizionari ogni qual volta… “ci manca la parola!”, ma anche a interrogare il Dizionari dai Cognons per scoprire significato, origine e curiosità sul proprio cognome.

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In copertina, una pagina del SuperDizionari; all’interno, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti con gli animatori dell’importante iniziativa linguistica friulana.

Un “ponte” tra l’Ateneo di Udine e l’Università delle LibeEtà Fvg: più di 300 studenti nel nuovo progetto formativo

Il progetto Pro-Ben “Health on campus – ricerca e modelli multidisciplinari integrati di promozione del benessere psicofisico nella popolazione universitaria”, programma nazionale, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca – che si prefigge di accrescere il livello di benessere degli studenti, appunto, ed al quale aderisce anche l’Università degli Studi di Udine -, ha stimolato la nascita di una proficua sinergia tra l’ateneo friulano e l’Università delle LiberEtà Fvg.
In funzione dell’indagine “Benessere in campus” l’Università ha distribuito agli studenti un questionario sul tema: obiettivo era raccogliere, in forma anonima, una serie di dati scientifici ritenuti essenziali per indagare sui disagi e sulle difficoltà degli universitari, per valutare l’efficacia dei servizi di presa in carico già attivi e per delineare e orientare azioni finalizzate a creare una nuova e diffusa cultura del benessere. «Obiettivo dell’iniziativa è comprendere il vissuto psicologico dei ragazzi, perché il benessere mentale non è un lusso bensì parte integrante del diritto allo studio e della qualità della vita universitaria», spiega il professor Silvio Brusaferro, ordinario di Igiene all’Università di Udine e responsabile scientifico del progetto.
A chi si è prestato a partecipare all’iniziativa finalizzata a promuovere il benessere mentale, l’ateneo ha offerto un ventaglio di incentivi e di opportunità, tra i quali rientravano le tante proposte erogate dall’Università delle LiberEtà di Udine. «Ben 339 ragazzi – spiega la presidente di quest’ultima, Pina Raso – hanno scelto la nostra realtà come bonus dopo la compilazione del questionario: la notizia che ci ha sorpreso e gratificato. Tutti hanno ottenuto il tesseramento gratuito all’Università delle LiberEtà; 60, inoltre, avranno anche una pre-opzione per i viaggi di progetto finanziati tramite il programma Erasmus+ e altri 20 hanno ricevuto un buono di 20 euro per l’iscrizione ad uno dei tantissimi corsi da noi organizzati nell’arco dell’anno. Le prime iscrizioni sono già arrivate: parecchi degli studenti che si sono indirizzati verso di noi non conoscevano l’Università delle LiberEtà e sono rimasti molto colpiti dalla ricchezza dell’offerta erogata; altri, invece, ne avevano già sentito parlare. Per noi – conclude – si tratta di un’occasione davvero preziosa, che speriamo di poter progressivamente consolidare». La presidente Raso si ripromette di incontrare a breve i giovani che hanno formalizzato l’iscrizione, per conoscerli e per capire cosa li abbia indotti a scegliere l’opzione dell’Università delle LiberEtà e, di conseguenza, quali siano le aspettative che nutrono al riguardo.

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In copertina, alcuni dei partecipanti a un corso di pittura delle LiberEtà in Fvg.

Responsabilità e burocrazia, il “coraggio” di essere volontari: ecco l’esperienza delle Pro Loco al Festival di Cervignano

Non solo passione e impegno: per fare il volontario in una Pro Loco ci vuole anche coraggio, tra responsabilità legali e carichi burocratici. Lo hanno raccontato il presidente del Comitato regionale Unpli del Friuli Venezia Giulia, Pietro De Marchi, e il consigliere del Comitato nonché presidente della Pro Casarsa della Delizia, Antonio Tesolin, a Cervignano nell’incontro ospitato nella Casa della Musica all’interno del programma del Festival del Coraggio, organizzato dal Comune rivierasco in collaborazione con la Pro Loco cittadina.
L’incontro dal titolo “Il coraggio di essere volontario”, moderato dalla presidente della Pro Loco di Cervignano, Elisabetta Nicola, ha messo in luce come impegnarsi nel volontariato, organizzare eventi pubblici o avviare un’associazione richieda una chiara comprensione delle responsabilità e delle complessità – anche burocratiche – connesse. Si tratta di aspetti spesso poco noti che possono rendere problematico dedicare il proprio tempo ed energie al bene degli altri. “In tal senso – ha sottolineato De Marchi -, grazie al sostegno economico della Regione, come Comitato gestiamo a Villa Manin di Passariano di Codroipo lo sportello Sos Eventi Fvg, al quale possono rivolgersi per assistenza gratuita nelle pratiche burocratiche non solo le Pro Loco ma tutto il mondo del Terzo settore, dalle Associazioni alle Parrocchie, che organizza eventi. Solo nel 20024 lo Sportello ha gestito 420 pratiche Suap”.
Tesolin ha, invece, raccontato la sua esperienza personale a causa di quanto avvenne nel 2017 causa il malfunzionamento di un’attrazione durante una manifestazione. “Posto che l’accaduto non provocò per fortuna danni gravi alle persone coinvolte – ha sottolineato – va tenuto presente che il presidente di un’associazione ha responsabilità civili e penali. In tal senso, aiuta avere rispettato tutte le disposizioni relative al piano sicurezza, come da noi fatto, nonché aver la prontezza di gestire l’imprevisto quando accade. Non solo nel corretto rapporto con forze dell’ordine e operatori sanitari, ma per esempio anche con la stampa che, giustamente per il ruolo fondamentale che ricopre nell’informare la cittadinanza, voleva sapere qualcosa sul fatto”.
Sono inoltre intervenuti Maria Teresa Plet, funzionario della Protezione Civile del Fvg, i rappresentanti del Centro servizi volontariato Fvg, Michele Franzot dello Studio Igeo di Cervignano e il presidente di Aspic Fvg, Anna Degano.

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In copertina, un momento dell’incontro a Cervignano con le Pro Loco Fvg.

Tarcento questa sera torna a teatro per applaudire gli attori di Nimis. E domani spazio al belcanto: in sala Margherita “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini

(g.l.) Terzo appuntamento oggi, 18 ottobre, a Tarcento con la Stagione teatrale 2025. E protagonista della serata sarà la compagnia di Nimis, “La Beorcje”, che presenterà “Cuars n.89”, la brillante commedia in tre atti del cremonese Kramer Moggia, tradotta in lingua friulana e portata in scena per la prima volta, con grande successo, sabato scorso nel vicino Comune pedemontano – tanto che il Teatro Juventus era gremito di pubblico entusiasta -, dal gruppo di attori, molto coeso e appassionato, diretto dalla maestra Carla Monai e presieduto da Anna Maria Fattori. Lo spettacolo si terrà alle 20.45 in Sala Margherita.

La Stagione tarcentina si concluderà, quindi, sabato prossimo, 25 ottobre, quando l’Associazione Pro Loco Pozzo Aps “Il Teatrozzo” di Pasiano di Pordenone, presenterà “Pochi ma boni”, commedia dialettale di Loredana Cont. Nelle serate precedenti si erano esibite, invece, le compagnie teatrali di Remanzacco e di Nespoledo, frazione del Comune di Lestizza.
E domani pomeriggio, sempre al Teatro di viale Olinto Marinelli, porte aperte alla lirica con “Il canto della farfalla” dalla pucciniana Madama Butterfly, per l’organizzazione della Corale San Pietro Apostolo di Tarcento che salirà pure sul palco per cantare assieme alla Corale Polifonica di Montereale Valcellina, con la direzione artistica di Isabella Comand. Si ascolteranno le belle voci di Maria Giovanna Michelini, Giampaolo Guizzotti, Eugenio Leggiadri Gallani e Andrea Binetti, oltre che della stessa Comand. Mentre Gianluca Macovez, per dialogare con le emozioni dell’opera, sarà il relatore di “Madre, madri: storie di legami, sacrifici e resilianza”. Maestro concertatore e direttore Maurizio Baldin. Lo spettacolo di belcanto è stato organizzato grazie al sostegno di Regione Autonomia Friuli Venezia Giulia, Io sono Fvg e Comune di Tarcento, nonché con la collaborazione del Club per l’Unesco di Udine.

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In copertina, la presidente Anna Maria Fattori saluta il pubblico al termine dello spettacolo in sala Juventus a Nimis; all’interno, la regista Carla Monai.

Volontariato e vita delle associazioni nei paesi. Dino Persello stasera a Pagnacco: “Bisogna saper stare anche con gli altri”

(g.l.) “A Pagnà: Primulis, Primulutis e… Associazions. Par vivi bisugna sta cun chei atris”: questo il titolo della serata che Dino Persello condurrà oggi, 18 ottobre, a Pagnacco. L’appuntamento è alle 20.30 nel Teatro parrocchiale di via Castellerio, come sempre con ingresso libero. Lo spettacolo è a cura della Comunità Collinare del Friuli, di cui anche il Comune alle porte di Udine fa parte, e ovviamente dello stesso scrittore e narratore sandanielese, con il sostegno della civica amministrazione.

Leda Palma


Durante l’incontro à previsto l’intervento dei responsabili dell’associazionismo locale – un settore di cui Persello è un vero esperto – a cominciare dal conosciutissimo gruppo folcloristico “Lis Primulis” di Zampis, il cui nome compare già nel titolo dell’odierno appuntamento. Annunciata anche la partecipazione straordinaria dell’attrice Leda Palma, originaria proprio di Pagnacco.
Un’altra serata, dunque, con il bravissimo e simpatico Dino Persello che sa toccare le corde del cuore in tutti coloro che lo ascoltano e che sempre accorrono numerosi ai suoi spettacoli. E così sarà sicuramente anche a Pagnacco dove l’artista friulano è molto conosciuto e apprezzato. Anche perché il tema è di sicura presa sul pubblico, in quanto fa leva su quel sentimento popolare che sta alla base del lavoro di ogni associazione e del volontariato che le anima, nella consapevolezza che «Per vivere – ha sottolineato lo stesso Persello – bisogna saper stare con gli altri«. Impossibile non condividere con lui questo concetto che è il “sale” della vita in tutte le nostre comunità.

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In copertina, l’attore friulano Dino Persello che è atteso atteso questa sera a Pagnacco.