Infanzia e adolescenza da oggi a Casarsa in una settimana online

Casarsa della Delizia ricorda, durante tutta questa settimana di metà novembre, il 31° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. E vista l’emergenza sanitaria sarà, ovviamente, un’edizione diversa dalle precedenti, ma caratterizzata dallo stesso spirito: il dovere di ricordare con il diritto di fare festa. “Soprattutto quest’anno, in un momento così delicato per i nostri ragazzi – spiegano Ilaria Peloi, assessore alle Politiche giovanili, e Claudia Tomba, assessore alle Politiche sociali -, vogliamo comunque far sentire loro che gli siamo vicini; che la nostra Comunità, dove loro hanno messo radici, è ancora terreno fertile e che ci impegneremo ad affrontare e a superare le difficoltà per garantire loro i diritti e il futuro che si meritano. A 31 anni dalla convenzione sui diritti per l’infanzia e l’adolescenza rifletteremo sul senso delle relazioni, le fragilità e le fatiche genitoriali in tempi di crisi, dedicando ai più piccoli momenti di creatività e animazione attraverso piattaforme online per non dimenticarci mai dell’importanza data al 20 novembre e per spronarci sempre a fare di più”.

Claudia Tomba

Cinque appuntamenti online, dunque, per celebrare l’anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Onu, firmata il 20 novembre 1989: un vero e proprio invito a vivere in pieno questa ricorrenza quello che arriva dagli assessorati casarsesi alle Politiche giovanili e Sociali, i quali hanno allestito un ricco programma tra il 16 ed il 22 novembre rivolto a bambini, ragazzi e ai loro genitori e familiari. L’iniziativa è promossa appunto da Città di Casarsa della Delizia – assessorati alle Politiche giovanili e sociali, Progetto Giovani, Patto Educativo Territoriale, Osservatorio Sociale – Commissione Minori e Giovani, Leonardo Consorzio di Cooperative Sociali, Istituto Comprensivo Pasolini, Coop. Sociale Il Piccolo Principe, Associazione Il Noce, Scuola Materna Sacro Cuore di Casarsa, Scuola Materna Giacomo Jop di San Giovanni e Associazione Famigliamo.

Si parte proprio oggi con la condivisione dell’attività 2020-2021 del Consiglio comunale dei ragazzi e il lancio dell’iniziativa “Diamo voce ai diritti”, a cura del Progetto Giovani. Si prosegue con due appuntamenti “Adulti sul pezzo” dedicati a genitori, educatori, insegnanti.
Domani, 17 novembre, alle 18, online su Zoom, “Come vedere un bicchiere mezzo pieno quando ci dicono che è il contrario?”, Riconoscere le fatiche genitoriali e trovare strategie per affrontarle con Sabrina Ritorto, assistente sociale, coordinatrice genitoriale e mediatrice familiare, e Deborah Manfredi, psicologa e psicoterapeuta.

Gianni Rodari


Giovedì 19 novembre, alle 20.30, “Essere genitori al tempo dell’emergenza sanitaria”, Serata di riflessione e confronto per promuovere il benessere psicosociale offrendo uno spazio di riflessione e di ascolto sugli atteggiamenti educativi con Gisella Sgambati, psicologa psicoterapeuta. L’appuntamento si svolgerà in modalità di gruppo sulla piattaforma Goto meeting su iscrizione (massimo 30 partecipanti). A cura dell’Associazione Famigliamo.
Venerdì 20 novembre, alle 18, in diretta Facebook nella pagina ilnoce.associazioneonlus presentazione del Calendario 2021 dell’Associazione Il Noce e premiazione del 5° Concorso per illustratori.
Infine, domenica 22 novembre, alle 17.30, Reading spettacolare per bambini e famiglie dal titolo “C’era 2 volte Gianni Rodari” per festeggiare i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980), un grande educatore che tutti conosciamo (ma mai abbastanza!) con Carlo Corsini, Simone Carnielli e Alessandro Marchetti.

Info, link e iscrizioni www.progettogiovanicasarsa.it

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In copertina, l’assessore alle Politiche giovanili di Casarsa Ilaria Peloi.

 

 

Fvg, danni dalla nuova serrata anti-Covid: da mercoledì le domande

Dal 18 novembre, e fino al 26, potranno essere presentate le domande per il ristoro delle attività economiche danneggiate in Friuli Venezia Giulia da questa seconda ondata pandemica. La Giunta regionale ha, infatti, approvato in via definitiva l’elenco dei codici Ateco delle attività che verranno aiutate con i 18 milioni di euro di fondi regionali destinati principalmente ai settori ricettivo, turistico, dello spettacolo e dello sport maggiormente colpiti dalla seconda serrata autunnale anti-Covid.
“Dopo il confronto avvenuto con le categorie economiche e con l’approvazione unanime della Commissione consiliare competente abbiamo deciso di implementare l’elenco con due codici Ateco che riguardano orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali e le attività di noleggio senza operatore di altre macchine e attrezzature non classificate strettamente connessi al catering”, ha spiegato l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, il quale si è detto soddisfatto “per la celerità con cui il provvedimento è giunto ad approvazione e per l’efficienza degli uffici amministrativi che hanno garantito la possibilità di rispettare i tempi altrettanto celeri di erogazione dei contributi”. Come detto, le domande – come informa una nota Arc – potranno essere presentate a partire dalle 9 di mercoledì prossimo fino alle 18 di giovedì 26 novembre.
Il codice Ateco di riferimento è il codice prevalente come risulta dal registro imprese, con riferimento a quello posseduto alla data di presentazione della domanda. Per le sole imprese agrituristiche i codici Ateco 55.20.52 e 56.10.12 possono essere secondari dell’impresa. I soggetti beneficiari devono essere iscritti al Registro imprese o, in subordine, devono essere iscritti al Repertorio economico amministrativo; iscritti negli albi, registri o elenchi delle guide turistiche, accompagnatori turistici, guide naturalistiche o ambientali-escursionistiche; guide alpine – maestri di alpinismo e aspiranti guide alpine; guide speleologiche – maestri di speleologia o aspiranti guide speleologiche tenuti dalla direzione centrale competente in materia di turismo; iscritti nell’elenco dei B&B tenuto dalla medesima direzione.
Qui di seguito ecco, pertanto, il dettaglio dei beneficiari suddivisi per importo del contributo a fondo perduto e relativo codice Ateco.

Contributo di 650 euro: Ateco 2007 – 79.90.20 – Attività delle guide e degli accompagnatori turistici; Ateco 2007 – 93.19.92 – Attività delle guide alpine.

Contributo di 700 euro: Ateco 2007 – 49.32.10 – Trasporto con taxi; Ateco 2007 – 49.32.20 – Trasporto mediante noleggi; Ateco 2007 – 49.39.09 – Altre attività di trasporto (comprende i bus turistici).

Contributo di 900 euro: Ateco 2007 – 55.20.51 – Affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti vacanze, b&b, residence; Ateco 2007 – 55.20.52 – Attività di alloggio connesse aziende agricole; Ateco 2007 – 90.01.01 – Attività nel campo della recitazione; Ateco 2007 – 90.01.09 – Altre rappresentazioni artistiche; Ateco 2007 – 90.03.09 – Altre creazioni artistiche e letterarie; Ateco 2007 – 91.01.00 – Gestione biblioteche, mediateche e service; Ateco 2007 – 91.02.00 – Gestione musei; Ateco 2007 – 91.03.00 – Gestioni luoghi storici e attrazione simili.

Contributo di 1.200 euro: Ateco 2007 – 85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativi; Ateco 2007 – 85.52.00 – Corsi di danza e altra formazione culturale. Un contributo di 1.200 euro va anche alle associazioni sportive dilettantistiche e alle società sportive senza codice Ateco affiliate a Federazione Ginnastica d’Italia (Fgi), Federazione Italiana Danza Sportiva (Fids), Federazione Italiana Sport Rotellistici (Fisr), Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (Fijlkam), Federazione Italiana Scherma (Fis).

Contributo di 1.500 euro: Ateco 2007 – 55.20.20 – Ostelli della gioventù; Ateco 2007 – 55.20.30 – Rifugi di montagna; Ateco 2007 – 55.20.40 – Colonie marine e montane; Ateco 2007 – 55.30.00 – Aree di campeggio e aree attrezzate camper e roulotte; Ateco 2007 – 55.90.20 – Alloggi per studenti e lavoratori con servizi annessi tipo alberghiero; Ateco 2007 – 56.10.30 – Gelaterie e pasticcerie; Ateco 2007 – 56.10.41 – Gelaterie e pasticcerie ambulanti; Ateco 2007 – 56.10.42 – Ristorazione ambulante; Ateco 2007 – 56.21.00 – Catering per eventi, banqueting; Ateco 2007 – 56.30.00 – Bar e altri esercizi simili; Ateco 2007 – 79.90.11 – Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi e altri eventi ricreativi; Ateco 2007 – 79.90.19 – Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle Agenzie di viaggio; Ateco 2007 – 82.30.00 – Organizzazione di convegni; Ateco 2007 – 90.02.01 – Noleggio con operatore di strutture per manifestazione e spettacoli; Ateco 2007 – 90.02.02 – Attività nel campo della regia; Ateco 2007 – 90.02.09 – Altre attività di supporto; Ateco 2007 – 90.04.00 – Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche; Ateco 2007 – 93.11.10 – Gestione di stadi; Ateco 2007 – 93.11.20 – Gestione di piscine; Ateco 2007 – 93.11.30 – Gestione di impianti sport; Ateco 2007 – 93.11.90 – Gestione di altri impianti; Ateco 2007 – 93.12.00 – Attività di club sportivi; Ateco 2007 – 93.13.00 – Gestione di palestre; Ateco 2007 – 93.19.10 – Enti e organizzazioni sportivi; Ateco 2007 – 93.19.99 – Altre attività sportive; Ateco 2007 – 96.04.10 – Servizi di centri per il benessere; Ateco 2007 – 96.09.05 – Organizzazione di feste e cerimonie; Ateco 2007 – 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona; Ateco 2007 – 77.39.94 – Noleggio strutture/attrezzature per manifestazione e spettacoli, impianti luce ed audio, palchi, stand; Ateco 2007 – 94.99.20/94.99.90 – Organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e hobby ed altre organizzazioni associative; Ateco 2007 – 59.11.00 – Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi; Ateco 2007 – 59.12.00 – Attività di post-produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi; Ateco 2007 – 93.29.30 – Sale giochi e biliardi; Ateco 2007 – 93.29.90 – Altre attività di intrattenimento e divertimento; Ateco 2007 – 10.52.00 – Produzione di gelato; Ateco 2007 – 52.21.90 – Altre attività connesse ai trasporti terrestri; Ateco 2007 – 56.29.20 – Catering continuativo su base contrattuale; Ateco 2007 – 77.11.00 – Noleggio di autovetture e di veicoli leggeri; Ateco 2007 – 773999 – Attività di noleggio senza operatore di altre macchine e attrezzature non classificate.

Contributo di 1.800 euro: Ateco 2007 – 56.10.11 – Ristorazione con somministrazione; Ateco 2007 – 56.10.12 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole.

Contributo di 4.800 euro: Ateco 2007 – 79.11.00 – Attività delle agenzie di viaggio; Ateco 2007 – 79.12.00 – Attività dei tour operator; Ateco 2007 – 55.10.00 – Alberghi; Ateco 2007 – 93.21.00 – Parchi di divertimento e parchi tematici; Ateco 2007 – 93.29.10 – Discoteche, sale da ballo; Ateco 2007 – 59.14.00 – Attività di proiezione cinematografica; Ateco 2007 – 96.04.20 – Stabilimenti termali; Ateco 2007 – 910400 – Orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali. ARC/SSA/ma

Le attività economiche dei settori ricettivo, turistico, dello spettacolo e dello sport sono, dunque, le principali beneficiarie dei 18 milioni di euro di contributi regionali a fondo perduto che la Giunta del Friuli Venezia Giulia ha deciso di ripartire, con ristori che vanno da un minimo di 650 euro a un massimo di 4.800 euro. “Abbiamo puntato ad agire con tempestività e massima semplificazione delle procedure. L’obiettivo era fare bene e fare subito. Verosimilmente entro dieci giorni verranno erogati i primi accrediti sul conto corrente di chi ha diritto al secondo ristoro dopo quello di primavera, mentre chi farà domanda ex novo sarà ristorato prima della fine dell’anno”, ha detto ancora l’assessore Bini. “Alla luce delle nuove restrizioni governative – ha aggiunto – abbiamo deciso di riconoscere un ulteriore contributo regionale a quelle attività che sono state penalizzate dalla seconda chiusura autunnale. Le attività incluse in questo secondo elenco di beneficiari e che hanno già ricevuto il contributo regionale a primavera non dovranno presentare una nuova domanda ma riceveranno direttamente un bonifico sul proprio conto corrente. Per alcune categorie dello sport e dello spettacolo, che invece sono state inserite adesso nell’elenco dei beneficiari, basterà fare domanda tramite il portale con una semplice autocertificazione“.
Pertanto, nei casi di rivalutazione dell’incentivo a chi ne ha già beneficiato, non è necessario presentare una nuova domanda di contributo ma questo sarà liquidato automaticamente, previa effettuazione da parte degli uffici regionali dei necessari controlli in merito alla persistenza dei requisiti per poter beneficiare del contributo medesimo. I nuovi beneficiari, invece, potranno presentare domanda in via telematica, come detto all’inizio, dal 18 al 26 novembre. Potrà presentare domanda ex novo anche chi non aveva fatto richiesta di contributo a primavera, ma è incluso nell’attuale elenco. I contributi sulle nuove domande verranno erogati entro la fine dell’anno.

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In copertina, l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini.

Covid, crisi profonda anche per i fotografi che chiedono solidarietà

di Silvio Bini

Fra le categorie colpite dai provvedimenti del Governo, riguardo alle misure anti-Covid, c’è a pieno titolo quella dei fotografi professionisti. Attraverso il Web, Enrico Scaglia, componente del direttivo dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti Tau Visual, cerca la solidarietà dell’opinione pubblica, per una categoria che pare ai margini dell’attenzione sociale, ma che sta vivendo una crisi profonda.
“Noi siamo in stand by, in pratica siamo in attesa che succeda qualcosa che migliori la situazione. Raccolgo, in maniera indiretta, le richieste dei fotografi, discuto con i colleghi, mi capita spesso di farlo e mi rendo conto che il disagio è grande“. Scaglia spiega nel particolare le difficoltà del genere: “Pensate ai fotografi matrimonialisti, oggi si trovano cancellati, per la seconda volta quest’anno, gli eventi che generano il loro reddito. Addirittura nella prima fase del lockdown, c’è stata anche la diatriba sulla riconsegna delle caparre, che giustamente dovevano anche essere riconsegnate a coloro che, per causa di forza maggiore non potevano sposarsi. Pensiamo ai fotografi che si occupano degli interventi sportivi, non solo quelli maggiori, ma anche gli eventi periferici che, per la seconda volta, sono stati cancellati. A me interessa puntualizzare il fatto che il nostro è uno dei settori più colpiti, ma se ne parla poco perché numericamente non siamo forti, forse non siamo neanche nei beni essenziali del motore economico del paese. E’ vero però – spiega il rappresentante della Tau Visual – che la fotografia entra in maniera diretta in tutte quelle attività di comunicazione in cui l’immagine è necessaria. Che sia istituzionale, pubblicitaria o anche privata”.
Alla fine, che cosa dire? “Non posso certo chiedere alla gente di entrare in ogni negozio di fotografo, per aiutare a sostenere la sua attività. Però chiediamo solidarietà e comprensione. E’ vero, ci sono categorie che soffrono di più, ma non dimentichiamoci dei fotografi che hanno raccontato, raccontano e hanno la voglia di raccontare la vita che si svolge intorno a noi e che da qualche giorno si ritrovano di nuovo a doversi fermare”.

Enrico Scaglia

Appello degli artigiani Fvg a Debora Serracchiani: serve la cassa integrazione

«Serve una cassa integrazione per le imprese»: è quanto chiedono al Governo gli artigiani del Friuli Venezia Giulia. Pur apprezzando, infatti, i ristori messi in campo dall’Esecutivo nazionale e dalla Regione Fvg a favore delle aziende, il presidente di Confartigianato Udine e Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti, rilancia proponendo l’istituzione di un reddito d’emergenza per le partite Iva. Appunta, una sorta di cassa integrazione a sostegno delle ditte, «più ampia ed efficace dei provvedimenti di ristoro, pur apprezzabili, che consenta alle attività di mantenersi in vita anche durante i periodi in cui il fatturato viene compromesso, come nel caso dell’emergenza pandemia, a fronte di costi che invece continuano a pesare sul conto economico», spiega Tilatti che ieri mattina ha approfondito il tema, cruciale per la sopravvivenza di decine di migliaia di imprese in regione, con la presidente della commissione Lavoro alla Camera, Debora Serracchiani.

Un artigiano carnico al lavoro.


Alla deputata, il presidente ha illustrato le proposte di emendamento presentate da Confartigianato nazionale al Ddl di conversione del “decreto Ristori” attualmente all’esame del Senato. «Le proposte di modifica – continua il leader degli artigiani – vanno nella direzione di estendere i contributi a svariate categorie di imprese che operano in settori pesantemente danneggiati dall’emergenza da Covid-19 e dagli effetti dei connessi provvedimenti, quali la filiera degli eventi e matrimoni, le sartorie artigianali, le pulitintolavanderie, le produzioni fotografiche, video e cinematografiche, le attività di design specializzate e più in generale tutte le attività colpite indirettamente.
Oltre a impegnarsi per supportare le istanze dell’associazione, Serracchiani ha voluto approfondire la situazione degli ammortizzatori sociali e in particolare dell’Fsba (il fondo di sostegno al reddito gestito nel comparto artigiano su base bilaterale) sia per quanto riguarda le risorse stanziate che per la tempestività della loro erogazione. Anche in questo caso, la democratica si è impegnata a sostenere le richieste del sistema Confartigianato e ha chiesto di essere aggiornata periodicamente sullo stato di fatto.
Durante l’incontro sono state passate in rassegna le opportunità offerte, anche al territorio friulano, da un efficace e corretto utilizzo delle risorse del “Recovery Fund”, in particolare sottolineando come le stesse potranno essere utilizzare per interventi di riqualificazione energetica e ambientale del patrimonio immobiliare, anche produttivo, dato che almeno il 37% delle risorse in parola dovranno riguardare il “Green New Deal” e la progettazione delle future infrastrutture materiali e immateriali nel territorio friulano.

Le imprese potenzialmente interessate
dai contributi a fondo perduto del Decreto Ristori Bis in Fvg

Su 88.604 imprese attive in Friuli Venezia Giulia, sono 10.178 (11,5%) quelle potenzialmente interessate dai contributi a fondo perduto del Decreto Legge 9 novembre 2020, n. 149 (c.d. Decreto Ristori Bis) pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’altro ieri. Ma 78.426 imprese (88,5%) rimangono escluse in quanto l’attività prevalente svolta non rientra tra quelle previste nell’allegato 1 del Decreto.
Rispetto al Decreto Legge 28 ottobre 2020, n. 137 (c.d. Decreto Ristori), il numero di imprese che potranno accedere ai contributi cresce di 1.031 unità (+1,2%), di cui 681 imprese artigiane (+2,5%) e 350 imprese non artigiane (+0,6%).
I numeri e le percentuali di imprese interessate dal Decreto Ristori Bis, variano nelle province: sono 1.151 in provincia di Gorizia (13,4%), 1.988 a Pordenone (8,5%), 2.181 a Trieste (15,7%) e 4.858 nella provincia di Udine (11,4%). Il dato triestino è quasi doppio rispetto al Pordenonese per il maggior peso in provincia di Trieste di imprese del commercio, ristorazione e servizi e minor presenza di manifatturiero e costruzioni finora poco coinvolte da sospensione o riduzione degli orari di attività.
Su 27.613 imprese artigiane con sede in Friuli Venezia Giulia, il Decreto Ristori Bis riguarda potenzialmente 1.619 aziende (5,9%), mentre altre 25.994 imprese artigiane (94,1%) non hanno un codice Ateco tra quelli previsti.
Maggiori sono gli effetti dell’intervento governativo tra le 60.991 imprese non artigiane: 8.559 (14%) svolgono un’attività che dà diritto al contributo a fondo perduto, 52.432 (86%) sono per adesso escluse.
Le imprese artigiane, oltre alla minor percentuale di aziende interessate dal Decreto Ristori Bis (5,9% contro il 14% delle non artigiane), si vedono riconosciuta una quota percentuale media di ristoro più bassa: l’intensità è pari al 112,8% tra le imprese artigiane e al 172% tra le aziende non artigiane.

Questo testo è a cura del dottor Nicola Serio, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato-Imprese Udine. Notizie più approfondite sul significato dei dati possono essere richieste inviando un’e-mail all’indirizzo: nserio@uaf.it.

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In copertina, il presidente Tilatti con l’onorevole Debora Serracchiani.

 

Diritto alla salute e giustizia sociale ai tempi del Covid-19: se ne parla all’Irse

Nel 2020 pandemico appare chiaro come la salute sia la vera cartina di tornasole della giustizia sociale: lo conferma Roberto Reale, docente all’Università di Padova, già vicedirettore di Rai News e di Rai3. “Il Covid-19 ci pone di fronte a un bivio, al dovere delle scelte – spiega -. Il virus pandemico ha travolto le nostre vite e i consueti tempi lunghi della diplomazia europea, le granitiche certezze sui pareggi di bilancio e sulla sacralità delle politiche di austerità». Proprio del tema “Salute, vero banco di prova per una nuova giustizia sociale” Roberto Reale dialogherà oggi, 12 novembre, con Francesca Moccia, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva e direttore dell’Agenzia di valutazione civica, dal 2006 al 2012 coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato. Appuntamento dalle 15.30 in live streaming al link bit.ly/IRSE_EU_QualeNuovaCoesione nell’ambito del nuovo ciclo degli Incontri di Cultura storico-politica promossi dall’Irse, Istituto Regionale di Studi Europei con sede a Pordenone, dedicato a “Europa, quale nuova coesione?”, in programma fino al 26 novembre.

Francesca Moccia


Quanto è sopravvissuto, nell’anno del Covid, della visione efficientistica della sanità e dei parametri “aziendalistici” che valutavano la gestione del servizio sanitario nazionale? Certamente tutti hanno ben chiaro che una rete di assistenza sul territorio e ospedali attrezzati sono in sé patrimonio pubblico per la tutela della salute dei cittadini. «Ci troviamo in un un momento di crisi epocale – dichiara Francesca Moccia nel Forum Disuguaglianze Diversità -. Non ci possiamo permettere di aumentare le diseguaglianze, che sono già troppe: serve subito un’azione di politica pubblica per proteggere tutti, nessuno escluso. E’ urgente una protezione sociale per tutti i lavoratori, anche quelli precari e i lavoratori autonomi. Bisogna premiare le imprese e associazioni che fanno le scelte sociali e ambientali più giuste e le associazioni di cittadinanza attiva, dobbiamo mettere in rete i soggetti e programmare le informazioni legate al contagio e alla letalità, soprattutto, dobbiamo programmare il dopo e pianificare la ripresa, per riequilibrare i poteri e cambiare il modo di fare le cose: un futuro più giusto è possibile, è in quella direzione che dobbiamo andare». Nel corso dell’incontro è previsto anche l’intervento di Elly Schlein, già europarlamentare e attuale vicepresidente della Regione Emilia Romagna.
La rassegna proseguirà giovedì 19 novembre con un focus dedicato alla sfida del Green Deal europeo con l’economista Chiara Mio, docente universitaria impegnata nei temi della responsabilità d’impresa, presidente di Credit Agricole Friuladria.

Roberto Reale

La partecipazione alle dirette streaming è gratuita e aperta a tutti: è possibile registrarsi sul sito www.centroculturapordenone.it/IRSE (irse@centroculturapordenone.it / tel. 0434 365326). Facebook/Twitter/Instagram: IRSE-ScopriEuropa

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In copertina, Elly Schlein già europarlamentare e attuale vicepresidente dell’Emilia Romagna.

A Casarsa il Coronavirus non ferma l’impegno sociale dei giovani

Sono sei i giovani che da ottobre, a Casarsa della Delizia, hanno iniziato il servizio civile solidale alla cooperativa sociale Il Piccolo Principe. Si tratta di Rachele Calderan, Alessia Moro, Marco Francescutti, Sara Rorato, Lorenzo Sabot e Linda Susan. I sei ragazzi, con un’età tra i 16 e i 17 anni compiuti, saranno impegnati per 360 ore fino a luglio 2021 nei vari servizi offerti dalla cooperativa sociale, la quale è conscia che proprio in questa fase di emergenza Coronavirus il mantenimento delle azioni sociali a vantaggio della comunità, svolgendole in sicurezza, sono fondamentali.
“La disponibilità dei volontari è lodevole – ha spiegato Elisa Paiero, responsabile dei servizi per i giovani del Piccolo Principe – ed evidenzia un grande senso di responsabilità verso gli altri e di attenzione verso la comunità e verso chi è più fragile, aspetti che ci fanno guardare ai giovani adolescenti con occhi diversi rispetto alle immagini di irresponsabilità e menefreghismo con cui spesso vengono descritti in modo generalizzato”.
A Casarsa i sei giovani volontari si stanno già impegnando nelle attività del Servizio Socio-educativo pomeridiano (il doposcuola) e del Progetto giovani, affiancando gli operatori in attività specifiche. Poi, nel periodo estivo, potranno partecipare alle attività del Centro socio-occupazionale per disabili e, come animatori, ai due centri estivi organizzati dal Piccolo Principe ovvero il “Punto Verde” e il centro estivo “Estate in Fattoria” organizzato dalla Volpe sotto i gelsi. Tutte le attività si svolgeranno nel rispetto delle direttive ministeriali e delle conseguenti disposizioni regionali, in riferimento all’emergenza Covid-19.
“Questi ragazzi – ha concluso Paiero – sono una ricchezza per la nostra cooperativa, ma anche per tutta la comunità; a loro va la nostra gratitudine perché ci permettono di rafforzare i servizi del Piccolo Principe e nello stesso tempo ci aiutano anche a diffondere fra i più giovani il valore del volontariato e dell’impegno sociale. Grazie al servizio civile solidale possiamo, infatti, far conoscere le potenzialità dei nostri giovani e contribuire a costruire una comunità accogliente e solidale”. Come detto, il servizio civile solidale è un progetto che ha l’obiettivo di promuovere tra i ragazzi la cultura della pace, della solidarietà e di cittadinanza attiva. L’obiettivo è anche quello di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei ragazzi con un’accresciuta consapevolezza delle tematiche sociali e del proprio ruolo nella società.

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In copertina, i sei ragazzi del servizio sociale di Casarsa della Delizia.

Donne cooperatrici in Fvg: alla loro guida confermata Paola Benini

Confcooperative Fvg ha rinnovato la composizione della propria Commissione Donne cooperatrici. Confermata come coordinatrice regionale Paola Benini, della cooperativa Hattiva Lab di Udine.
Per le quasi 600 cooperative aderenti a Confcooperative in regione, il numero di donne lavoratrici raggiunge il 52 per cento, un dato significativamente superiore alla quota del 37 per cento che si registra nel complesso del mercato del lavoro: «La partecipazione femminile al lavoro continua a crescere negli anni. Restano però ancora insoluti il problema della conciliazione vita-lavoro e del gender gap nell’accesso ai vertici delle imprese, anche se come Confcooperative registriamo che almeno 120 presidenti di cooperative sono donne, un dato ancora non soddisfacente, ma rilevante rispetto alle altre tipologie d’impresa – spiega Paola Benini -. Culturalmente c’è ancora moltissimo lavoro da fare. Esistono numerosi strumenti normativi e contrattuali che consentirebbero di diffondere in azienda pratiche di conciliazione tra il lavoro e l’attività di cura familiare: la loro conoscenza è purtroppo ancora limitata. Una scarsa diffusione di strumenti di conciliazione costituisce, ormai, un fattore limitante dello sviluppo delle imprese della nostra regione», conclude la coordinatrice.
Vicecoordinatrice della Commissione è Mirella Berdini (Cooperativa Consumatori Premariacco). Le altre componenti sono: Chiara Artico (Pu.ma), Renata Purpura (Civiform), Laura Pizzini (cooperativa Puntozero), Laura Mirolo (cooperativa sociale L’Ancora), Paola Marano (cooperativa sociale Karpos), Laura Bertolin (Cantina Ramuscello e San Vito), Giuseppina Piccinonna (cooperativa sociale Aesonthius), Patrizia Moratto (cooperativa sociale Il Guscio), Vera Gulic (cooperativa sociale La Quercia), Agnese Francescato (Cooperativa Acli), Serena Mizzan (Immaginario Scientifico), Rossella Taurian (Cantina La Delizia), Susi Baita (Latteria di Cividale) e Sara Banelli (Nordest Servizi).

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In coopertina, la rieletta coordinatrice regionale Paola Benini.

Nuova coesione in Europa: riflessione al via con salute e giustizia sociale

Le scelte che erano urgenti diventano adesso doverose: nel 2020 pandemico, i temi che potevano sembrare meno “necessari” sono prepotentemente e quotidianamente sotto i riflettori, giorno dopo giorno. Salute, giustizia sociale, green deal e sviluppo sostenibile scandiscono l’agenda politica delle governance internazionali. Non a caso, proprio intorno a queste priorità si articola la nuova serie – la numero 46 – degli Incontri di Cultura storico-politica promossi dall’Istituto Regionale di Studi Europei: “Europa, quale nuova coesione?” è appunto il filo rosso della riflessione che si articolerà in tre incontri settimanali, da giovedì 12 a giovedì 26 novembre, dalle 15.30.

Roberto Reale

È il docente e saggista Roberto Reale, nota firma del giornalismo radio-televisivo – ideatore di un settimanale di approfondimenti Tv che ha fatto scuola, “Scenari: l’inchiesta web” – a coordinare questa serie di incontri Irse, in dialogo con i relatori con l’apporto di originali contributi multimediali: : “Un anno fa – spiega Reale -, per presentare il Corso 2019, avevamo parlato di ora della verità per l’Europa, soprattutto riferendoci alla sfida climatico-ambientale. Nessuno poteva sapere che questo virus pandemico avrebbe travolto le nostre vite e anche i consueti tempi lunghi della diplomazia europea, le granitiche certezze sui pareggi di bilancio e sulla sacralità delle politiche di austerità. Il Covid-19 ha posto ora la Ue di fronte a un bivio, al dovere di una scelta».

Tommaso Piffer

Si parte, dunque, giovedì alle 15.30, con l’incontro dedicato a “La salute: vero banco di prova per una nuova giustizia sociale“, che vedrà protagonista Francesca Moccia, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva e direttore dell’Agenzia di valutazione civica, dal 2006 al 2012 coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato. Quanto è sopravvissuto, nell’anno del Covid, della visione efficientistica della Sanità e dei parametri “aziendalistici” che valutavano la gestione del servizio sanitario nazionale? Certamente, tutti hanno ben chiaro che una rete di assistenza sul territorio e ospedali attrezzati sono in sé patrimonio pubblico per la tutela della salute dei cittadini. Nel corso dell’incontro, è previsto l’intervento di Elly Schlein, gia europarlamentare e attuale vicepresidente della Regione Emilia Romagna.
Si proseguirà giovedi 19 novembre con un focus dedicato alla sfida del Green Deal europeo e in particolare al Next Generation Ue, il piano che guarda al futuro delle nuove generazioni: innovazione, digitale, drastica riduzione emissioni anidride carbonica per cercare di contenere l’effetto serra e progettare, attraverso lo sviluppo sostenibile, un futuro di valore condiviso. Relatrice sarà l’economista Chiara Mio, docente universitaria particolarmente impegnata nei temi della responsabilita d’impresa, presidente di Credit Agricole Friuladria. Previsto l’intervento introduttivo di Alexandra Geese, europarlamentare tedesca del Gruppo dei Verdi/Alleanza Libera europea.
A suggello degli incontri, giovedì 26 novembre, Irse proporrà l’analisi di Tommaso Piffer, docente di storia dell’Europa contemporanea all’Università di Udine, autore di saggi di riferimento come ”Totalitarian Societies and democratic transition” (2017). In dialogo con Roberto Reale, anche attraverso l’apporto di contributi multimediali, Piffer approfondirà il tema “Dai totalitarismi all’integrazione europea. L’Europa di oggi davanti al suo passato, uno “sguardo all’indietro” per ripercorrere il momento della nascita di un’Europa unita, dopo le devastazioni delle guerre mondiali e le tensioni della guerra fredda. Il 2020 si pone certamente come anno di snodo per ritrovare una reale e rinnovata coesione.

La partecipazione alle dirette streaming è gratuita e aperta a tutti: registrati sul sito www.centroculturapordenone.it/IRSE (irse@centroculturapordenone.it / tel. 0434.365326).

Gli incontri sono accessibili in live streaming al link bit.ly/IRSE_EU_QualeNuovaCoesione e nei giorni successivi sul canale YouTube Cultura Pordenone.
Facebook/Twitter/Instagram: IRSE-ScopriEuropa

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In copertina, Francesca Moccia, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva e direttore dell’Agenzia di valutazione civica.

 

Legge di Stabilità Fvg: sanità, imprese e agricoltura avranno altri fondi

La Giunta regionale ha approvato in via preliminare la Legge di Stabilità: per la sanità sono previste ulteriori risorse per 43 milioni di euro per rispondere alle mancate entrate del superticket (10 milioni), per i rinnovi contrattuali (30 milioni) e per l’abbattimento delle rette per le case di risposo (3 milioni). Per il futuro Sviluppo impresa è stata prevista una dotazione finanziaria di 10,3 milioni con 2 milioni aggiuntivi per i poli di Sappada; per il settore primario verranno destinati 7 milioni per il Fondo di rotazione in agricoltura più ulteriori 2 milioni: per la lotta al bostrico (un milione di euro) e per norme integrative del Psr (un milione). Infine, 2 milioni sono la destinazione iniziale per la nuova Legge sulla famiglia. E’ quanto si apprende attraverso una nota Arc, nella quale l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, spiega che “grazie a un lavoro di razionalizzazione, inquadrato in un momento così particolare come quello che stiamo vivendo, saremo in grado di far avere alle direzioni degli assessorati risorse da distribuire in linea con il dato iniziale del 2020”.

“Abbiamo voluto dare – commenta l’esponente della Giunta Fedriga – un’immediata risposta alle necessità della comunità, tenuto conto che continueremo a costruirlo e ad arricchirlo giorno dopo giorno fino al suo arrivo in Aula: nel quadro di incertezza sanitaria, sociale ed economica che ci troviamo ad affrontare ora e che influirà anche sul nostro futuro, siamo riusciti a preparare un lavoro di valorizzazione delle risorse e di scelta delle priorità, dando allocazione a maggiori riparti dove abbiamo ritenuto ci fossero settori con più criticità”.

Ecco, in sintesi, i riparti per ogni Direzione: Protezione civile regionale: 15 mln Direzione centrale Finanze: 30,86 mln Direzione centrale Patrimonio, Demanio, Servizi generali e Sistemi informativi: 96,47 mln Direzione centrale Autonomie locali, Funzione pubblica, Sicurezza e Politiche sull’immigrazione: 743,85 mln Direzione entrale Cultura e Sport: 72,31 mln Direzione centrale Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile: 87,46 mln Direzione centrale Infrastrutture e Territorio: 364,12 mln Direzione centrale Attività produttive: 110,21 mln Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali, ittiche: 80,13 mln Direzione centrale Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia: 131 mln Direzione centrale Salute, Politiche sociali e Disabilità: 2.780,66 milioni. Dopo questa approvazione, il Ddl passerà al Consiglio delle autonomie locali, per ricevere sulle parti di competenza pareri e intese.

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In copertina, l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli.