Commercio e ristorazione in crisi: riecco i buoni spesa di Valvasone Arzene

di Markus Maurmair*

Ritornano a Valvasone Arzene i buoni spesa straordinari: un’iniziativa che l’Amministrazione comunale utilizza da oltre 10 anni e che, con l’avvento dell’emergenza sanitaria nazionale, è stata riproposta in tutta Italia. Ovviamente non si ha la presunzione di affermare che il progetto di Valvasone Arzene sia stato preso ad esempio dal Governo, ma è certo che questa forma di sostegno al reddito stia dimostrando diversi risvolti positivi che hanno trovato il consenso generale, visto l’impiego generalizzato da Pantelleria fino al Brennero.


Per i cittadini di Valvasone Arzene è oramai una consuetudine vedersi integrare il proprio reddito con dei voucher che potranno essere utilizzati per acquisti, e non solo nel periodo natalizio, nelle attività commerciali del paese. E con questa formula si risponde agli appelli diffusi ad aiutare le botteghe di paese contro lo strapotere degli acquisti online. Infatti, i buoni spesa potranno essere impiegati solo nei negozi di Valvasone Arzene con l’esclusione di acquisti in superalcolici, tabacchi, giochi d’azzardo e lotterie (slot, enalotto ecc.).
Di fatto, il vantaggio è duplice poiché, oltre ad aiutare le famiglie con redditi più contenuti, si garantisce un’integrazione ai ricavi delle aziende locali le cui vetrine corrispondono a famiglie del paese. Inoltre, quest’anno con la speranza che ci siano degli allentamenti nelle misure di contenimento nel periodo natalizio, l’auspicio è che le famiglie si rivolgano anche ai bar e ristoranti di Valvasone Arzene, così da sostenere il comparto segnato da una crisi indotta dai blocchi che rischia di lasciare un disastro economico.
Il meccanismo è semplice e rodato. Le famiglie devono presentare domanda al Comune di Valvasone Arzene, anche via e-mail, entro il 30 novembre 2020, e se rientranti in categorie suddivise per reddito e numero di componenti, si vedranno riconoscere dei voucher i cui importi sono variabili e crescenti in ragione del minor reddito e dei componenti del nucleo familiare. Ad esempio, un nucleo di 5 persone con reddito inferiore ai 30.000 euro lordi riceverà 220 euro per le spese di Natale.
Le opportunità di spesa sono state ampliate mettendo a disposizione una convenzione con le attività del paese che prevede uno sconto sui prezzi in genere praticati ma anche l’estensione a strutture come la Scuola materna Giovanni XXIII.
Per questo esercizio finanziario sono stati stanziati 15.000 euro per i buoni spesa straordinari che sommati ai 22.000 euro riservati ai buoni spesa alimentari originati dai provvedimenti governativi e ad altri 60.000 euro stanziati per integrazioni dei ricavi delle imprese locali fanno comprendere lo sforzo che l’Amministrazione comunale sta attuando per sostenere un comparto vitale per le Comunità di Valvasone Arzene. Senza dimenticare le riduzioni della Tari e dell’occupazione del suolo pubblico.
Tutto ciò è stato possibile grazie a scelte di risparmi come nel caso della rinuncia alle luminarie natalizie, ma anche a operazioni finanziarie concesse da Cassa Depositi e Prestiti e alla rinuncia ai contributi annuali decisa da parte delle associazioni del paese. Un’unione di intenti che ha l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno per uscire dall’emergenza sanitaria con un tessuto commerciale e imprenditoriale che rappresenta uno dei valori aggiunti di Valvasone Arzene.

*Markus Maurmair è il sindaco di Valvasone Arzene. Pubblichiamo molto volentieri questo suo intervento che illustra la importante iniziativa proposta da oltre dieci anni dal Comune della Provincia di Pordenone e che viene opportunamente ripetuta in questo grave momento di emergenza sanitaria.

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In copertina, Valvasone durante il Settembre medioevale e all’interno il sindaco Markus Maurmair.

Europa 2020 e nuova coesione: giovedì ne parla Tommaso Piffer

Europa 2020: un anno cruciale per ritrovare nuova coesione. Questo il filo rosso al centro della serie numero 46 degli Incontri di Cultura storico-politica promossi dall’Istituto Regionale di Studi Europei con sede a Pordenone. Tappa conclusiva della riflessione sarà l’incontro in programma giovedì 26 novembre, dalle 15.30 in live streaming al link bit.ly/IRSE_EU_QualeNuovaCoesione (e nei giorni successivi sul canale YouTube Cultura Pordenone): un’analisi affidata allo storico Tommaso Piffer, docente di storia dell’Europa contemporanea all’Università di Udine, autore di saggi di riferimento come ”Totalitarian Societies and democratic transition” (2017).

Tommaso Piffer


In dialogo con il docente e saggista Roberto Reale, Piffer approfondirà il tema “Dai totalitarismi all’integrazione europea”. Sarà l’occasione per uno sguardo retrospettivo e per ripercorrere il momento della nascita di un’Europa unita, dopo le devastazioni delle guerre mondiali e le tensioni della guerra fredda. Da allora molto è cambiato, e la domanda che molti osservatori e analisti si pongono è se la sfida globale posta dalla micidiale epidemia di un minuscolo virus – un allarme sul piano sanitario così come quello economico – potrà generare una rinnovata e autentica coesione europea. Le prove dure e dolorose possono fare miracoli e il virus pandemico ha travolto, con le nostre vite, anche i consueti tempi lunghi della diplomazia europea, le granitiche certezze sui pareggi di bilancio e sulla sacralità delle politiche di austerità. Il Covid-19 ha posto la UE di fronte a un bivio, al dovere di una scelta che potrebbe ridare slancio e motivazione all’adesione al progetto europeo, malgrado i veti incrociati di questi giorni sul recovery Fund.
«D’altra parte – spiega Roberto Reale – non solo la pandemia era stata prevista dai virologi più avvertiti, ma anche i rischi per il sistema mediatico, e dunque per la convivenza civile sul pianeta, erano stati preconizzati. Allarmi di cui non si è tenuto conto per la nostra incapacità di programmare l’avvenire, immersi come siamo nella dittatura del presente. Come diceva nell’800 il grande patologo tedesco Rudoph Virchow, le epidemie sono prevalentemente un problema sociale, molto dipende dalle condizioni di vita di chi si ammala e dalle risposte delle autorità in materia di prevenzione e di controllo della salute pubblica. Considerazioni che non perdono, oggi, la loro attualità».

Roberto Reale

La partecipazione alle dirette streaming è gratuita e aperta a tutti: registrazioni sul sito www.centroculturapordenone.it/IRSE (irse@centroculturapordenone.it / tel. 0434 365326). Facebook/Twitter/Instagram: IRSE-ScopriEuropa

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In copertina, il libro di Tommaso Piffer dell’Università di Udine.

 

Ecco “Reintrecci”: coop sociali e Leonardo in un Natale di solidarietà

Natale è nell’aria e mai come quest’anno, segnato dall’emergenza Coronavirus, c’è bisogno di regali che abbiano valore sociale e che aiutino il territorio in cui si vive. A dare concretezza a questo “sentimento” il progetto denominato “Reintrecci” che mette in rete il Consorzio Leonardo con le cooperative sociali Il Colore del Grano Onlus e Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, la fattoria sociale Il Ponte di Prata, la cooperativa sociale Karpòs di Porcia e Laboratorio Scuola Onlus di Pordenone (aderenti come il Consorzio a Confcooperative Pordenone). Una rete incentrata sul fundraising per sostenersi a vicenda e aiutare chi, in questo momento di crisi, ha più bisogno: bambini e ragazzi supportati nei loro percorsi scolastici, persone con disabilità, famiglie con difficoltà economiche e sociali, lavoratori sottoposti a rischio sanitario. Ogni somma donata diventerà un aiuto concreto, passando, solo per fare un esempio, dalle mascherine per proteggersi ai digiquaderni, e-book molto utili per l’insegnamento.

“Nel 2020 le persone all’interno e all’esterno delle nostre organizzazioni cooperative – spiegano la vicepresidente del Consorzio Leonardo, Federica Barabas, assieme a Nicole Colussi, responsabile del progetto “Reintrecci” – hanno sperimentato una situazione di difficoltà diffusa che ha portato alla luce gli aspetti più fragili delle loro esistenze. Questa esperienza ha segnato profondamente le vite di ognuno. Per questo il progetto è rivolto alle persone di cui ci prendiamo cura quotidianamente e che incrociamo sia durante il nostro lavoro che nella vita di tutti i giorni. Con una donazione potremo sentirci tutti parte di un naturale percorso di comunità”
Le realtà promotrici sono impegnate in diversi ambiti sociali per i quali sono previste diverse forme di sostegno, tutte improntate sulle concretezza. Chi vorrà contribuire, potrà scegliere, per esempio, di sostenere il percorso denominato “socializzare in sicurezza” e fare una donazione finalizzata all’acquisto di dispositivi per la sicurezza (mascherine, termoscanner) e alla sanificazione (gel e prodotti disinfettanti, lavapavimenti, macchine per la sanificazione). Un’altra forma di sostegno è dedicata agli strumenti tecnologici. “Le persone con disabilità e i minori delle famiglie più svantaggiate – specificano Barabas e Colussi – hanno subito pesanti conseguenze durante e dopo il lockdown soprattutto per mancanza di relazioni e difficoltà di apprendimento”. Si potrà donare denaro per l’acquisto di pc, tablet, stampanti e digiquaderni.

Un altro tipo di donazione è quello per corsi e laboratori per famiglie in difficoltà nell’utilizzo di strumenti tecnologici, nella didattica a distanza e nel disbrigo di pratiche burocratiche online, seminari informativi per le comunità sui rischi dell’utilizzo di tecnologie e accompagnamento all’utilizzo delle tecnologie alle persone con disabilità, incontri di alfabetizzazione informatica per genitori con svantaggio e corsi su igiene personale e uso dispositivi di protezione e sanificazione.  È possibile fare una donazione online tramite carta di credito o paypal sul sito www.reintrecci.it nella sezione “dona ora” oppure attraverso bonifico bancario all’iban IT85I0835612500000000066424 – Banca BCC Pordenonese Monsile, causale Donazione per Reintrecci Leonardo Consorzio di Cooperative Sociali onlus. “Ricordiamo che si possono ottenere benefici fiscali per le donazioni – hanno concluso le due responsabili – quindi donare fa bene non solo agli altri, ma anche a chi dona”.
Il progetto è stato presentato a livello nazionale come esempio di progetti capaci di andare incontro alle comunità e ai bisogni emergenti all’interno del workshop sull’impresa sociale organizzato da Iris Network Istituti di Ricerca sull’Impresa sociale che potete vedere a questo link https://www.youtube.com/watch?v=uGoiw5c_QNM. Inoltre, il Consorzio Leonardo è attualmente impegnato nella presentazione di Reintrecci anche alle pubbliche amministrazioni per aumentarne la condivisione.

Un incontro per “Reintrecci”.

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In copertina, il logo della bella iniziativa in programma a Pordenone.

In Fvg ci sono 40 Comuni senza parrucchiere e ben 63 senza estetista

Succede ai tempi di Coronavirus e di Friuli Venezia Giulia declassato a zona arancione. Dove, allontanarsi del proprio Comune di residenza per andare dal parrucchiere o dall’estetista non si può, a meno che nello stesso i due servizi siano assenti. In quel caso allora sì, lo spostamento è consentito, ma solo nei Comuni contigui. E se nemmeno in quelli c’è un parrucchiere o un’estetista? Impossibile. E invece no. L’ultima indagine dell’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine ha posizionato la lente d’ingrandimento proprio sulla collocazione delle imprese del comparto benessere, in particolare parrucchieri ed estetisti, scoprendo che i casi di Comuni privi degli uni e degli altri sono tutt’altro che una rarità e che esistono anche paesi in cui il servizio non è disponibile nemmeno sconfinando in un Comune contiguo.
Su 215 Comuni, in Friuli Venezia Giulia sono 40 quelli sprovvisti di parrucchiere: 25 a Udine, con Drenchia che non dispone del servizio nemmeno nei Comuni contigui, 4 a Gorizia, 2 a Trieste e 9 a Pordenone. La lista si fa più lunga guardando agli estetisti, assenti da ben 63 Comuni: 39 in provincia di Udine, dove Drenchia, Grimacco, Resia, Resiutta e Stregna non ne hanno a disposizione nemmeno nei Comuni contigui, 7 in provincia di Gorizia, 2 in provincia di Trieste e 15 in provincia di Pordenone con Erto e Casso che non dispongono di estetiste neanche nei Comuni limitrofi. L’elenco dei Comuni contigui si può consultare sul sito di Confartigianato Udine (https://www.confartigianatoudine.com/in-primo-piano/spostamenti-comuni-contigui).

40 COMUNI FVG SENZA PARRUCCHIERI (DRENCHIA A ZERO ANCHE NEI CONTIGUI)

Bordano
Cavazzo Carnico
Chiopris-Viscone
Chiusaforte
Dogna
Drenchia
Forni Avoltri
Grimacco
Lauco
Lusevera
Malborghetto Valbruna
Montenars
Preone
Prepotto
Raveo
Resia
Resiutta
Rigolato
Sauris
Savogna
Stregna
Sutrio
Taipana
Verzegnis
Treppo Ligosullo
Doberdò del Lago
Dolegna del Collio
Moraro
San Floriano del Collio
Monrupino
Sgonico
Andreis
Budoia
Castelnovo del Friuli
Cavasso Nuovo
Cimolais
Erto e Casso
Frisanco
Tramonti di Sopra
Tramonti di Sotto

63 COMUNI FVG SENZA ESTETISTE (6 COMUNI A ZERO ANCHE NEI CONTIGUI)
Ampezzo
Bordano
Cavazzo Carnico
Cercivento
Chiusaforte
Dogna
Drenchia
Faedis
Flaibano
Forni Avoltri
Grimacco
Lauco
Lusevera
Moggio Udinese
Montenars
Paluzza
Prato Carnico
Preone
Prepotto
Pulfero
Ragogna
Ravascletto
Raveo
Resia
Resiutta
Rigolato
San Leonardo
San Vito al Torre
Sauris
Savogna
Socchieve
Stregna
Taipana
Torviscosa
Trivignano Udinese
Venzone
Verzegnis
Zuglio
Treppo Ligosullo
Capriva del Friuli
Doberdò del Lago
Dolegna del Collio
Medea
Moraro
San Pier d’Isonzo
Savogna d’Isonzo
Monrupino
Sgonico
Andreis
Arba
Barcis
Castelnovo del Friuli
Cimolais
Claut
Clauzetto
Erto e Casso
Fanna
Frisanco
Tramonti di Sopra
Tramonti di Sotto
Vito d’Asio
Vivaro
Vajont

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In copertina e all’interno il lavoro di estetista e parrucchiere.

Efasce Pordenone, ecco la seconda stagione di “4 chiacchiere con…”

Nonostante le limitazioni ai viaggi dovute all’emergenza Coronavirus in tutto il mondo, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone continua a mantenere vivo il legame con i corregionali all’estero. Non potendo esserci incontri in presenza, l’attività si è strutturata online già la scorsa primavera durante il primo lockdown grazie al progetto “4 chiacchiere con…” che ora vede partire la sua seconda stagione in diretta sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sui canali YouTube e LinkedIn “Pordenonesi nel mondo”. Previsto anche uno speciale sul Regno Unito, meta negli ultimi 15 anni di moltissimi giovani originari del Friuli Venezia Giulia: con i nostri emigranti si parlerà di come vivono Oltremanica e di cosa si attendono dalla Brexit.
“La prima parte di video incontri – spiega il presidente dell’Efasce, Gino Gregoris – era stata dedicata principalmente alla “nuova emigrazione”, ovvero chi è partito negli ultimi 10-15 anni. Ripartenza, futuro e innovazione sono le tre parole chiave che avevamo chiesto di commentare agli intervistati ottenendo idee per il Friuli Venezia Giulia del prossimo futuro che poi abbiamo sviluppato lo scorso 25 luglio nel 43° incontro dei corregionali all’estero svoltosi in presenza alla fiera di Pordenone. Ora siamo pronti a ripartire, inserendo nel programma anche uno speciale dedicato all’emigrazione friulana nel Regno Unito, che oltre agli effetti della pandemia dovrà anche muoversi tra quelli della Brexit”. Dopo questo primo round non mancheranno delle puntate dedicate ai discendenti dei nostri emigranti, corregionali di terza e quarta generazione.
Condotte da Michele Morassut, della segreteria Efasce, e con ospiti sia il presidente Gregoris che la vicepresidente Luisa Forte, le interviste che si sono iniziate il 17 novembre, alle 20, saranno nella prima parte dedicate proprio alla Gran Bretagna (le dirette rimarranno poi visibili anche nei prossimi giorni in archivio). Tra i protagonisti di questi primi dialoghi digitali Massimo Vendramini, originario di Pordenone, vicepresidente di un’importante società di investimento capitali; Luca Marin, di Prata di Pordenone, responsabile della gestione di servizi finanziari nella City; e poi Guglielmo Biason, di Roveredo in Piano, nella duplice veste di direttore per un colosso bancario nonché vlogger e viaggiatore con esperienze in tutto il mondo.

Alternanza scuola-lavoro (ed esperienza Covid) nei videoracconti dei ragazzi

L’Iti Malignani per gli Istituti tecnici e professionali e il Malignani e l’Uccellis, con un ex aequo, per la categoria Licei sono i primi classificati delle due sezioni del Premio Storie di Alternanza, voluto da Unioncamere e promosso in Friuli dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine. I Premi, per un ammontare complessivo di 5 mila euro, vanno ai migliori video-racconti realizzati dagli studenti sulle loro esperienze della cosiddetta “alternanza” scuola-lavoro, ora conosciuta come “Percorsi per le competenze trasversali”, e riguardanti le iniziative che i ragazzi delle superiori realizzano in contatto con il mondo del lavoro e dell’impresa.

LA PREMIAZIONE ONLINE. I premi sono stati consegnati virtualmente in un incontro online, nel pomeriggio di ieri, e oltre ai primi classificati ci sono stati altri riconoscimenti: per la categoria Licei ci sono stati un secondo posto dello Stellini e un terzo posto dell’artistico Sello, oltre a un premio per l’Isis Kennedy, partecipante del territorio di Pordenone. Inoltre, due menzioni speciali, guadagnate dal Liceo Marinelli e dal Liceo Percoto, rispettivamente per avere realizzato il miglior video e la miglior “contaminazione” tra studenti e impresa. E anche la pandemia Covid-19 ha fatto il suo ingresso nei video-racconti dei giovani studenti friulani, com’era inevitabile, offrendo un punto di vista sincero e toccante di come viene vissuto questo momento complesso dai giovani, sicuramente tra i più colpiti, magari indirettamente ma comunque in modo straordinario, dall’emergenza tuttora in corso.

I PRIMI PREMI. L’Iti Malignani si è aggiudicato il primo premio grazie al video-progetto Con-Stem-Ination, per aver fatto una scelta che guarda lontano: gli studenti hanno infatti coinvolto i piccoli alunni della scuola primaria in un percorso di diffusione delle competenze “Stem”, quelle tecnico-scientifiche. Le motivazioni che hanno spinto invece ad assegnare l’ex aequo ai licei (al Malignani con il progetto di mini-impresa NinfaLife e all’Uccellis con Eco JA) sono stati i due percorsi nati all’interno di Impresa in Azione di Junior Achievement: i due gruppi di studenti si sono davvero trasformati in giovani imprenditori e hanno saputo entrambi individuare un prodotto interessante, costruendo le mini imprese e mettendosi in gioco nei vari ruoli aziendali. «L’augurio – hanno sottolineato la componente di giunta camerale Lucia Piu e il segretario generale Cciaa, Lucia Pilutti, nell’annunciare i premi – è che questo sia il primo passo verso il vostro ingresso nel mondo del lavoro da imprenditori». Ed è un augurio particolarmente sentito in Fvg, che è sempre all’ultimo posto della “graduatoria” nazionale per incidenza di imprese da under 35.

IL CENTRO STUDI CCIAA. In Fvg le imprese giovanili registrate, al 30 giugno 2020, erano 6.623, poco meno del 7 per cento delle 101.110 imprese della regione, e rispetto al 31 dicembre 2019 sono calate di 729 unità. Le imprese “giovani” in Italia rappresentano invece in media l’8,5% del totale delle registrate. La bassa percentuale è piuttosto comune tanto nella nostra regione quanto in altre contermini in cui gli indici di disoccupazione giovanile sono più bassi, guardando al lato positivo, ma è comunque un dato che evidenzia una maggior difficoltà dei giovani a mettersi alla prova e a realizzare in prima persona, come imprenditori, le proprie idee e i propri progetti. L’attività della Cciaa, con lo sviluppo della sua funzione di orientamento al lavoro introdotta con l’ultima riforma nazionale, va proprio in questa direzione: cercare di accrescere la cultura d’impresa nei giovani a partire proprio dalla scuola.

IL RACCONTO COVID. Quanto alle due menzioni speciali, il progetto del Percoto ha rappresentato un esempio di “reale contaminazione” tra studenti e imprese del territorio, con particolare attenzione ai temi della tradizione e innovazione e della responsabilità sociale e sostenibilità, in un percorso che ha visto da un lato l’aumento della consapevolezza della potenzialità creativa degli studenti e dall’altro la definizione di un “efficace” modello di collaborazione tra azienda e istituto scolastico. Per i video del Marinelli, i ragazzi hanno descritto, con i loro occhi e in maniera esemplare, le due facce del periodo di emergenza sanitaria della prima parte del 2020: la prima “giornalistica” e dai toni drammaticamente realistici, inquadra il “nuovo” fenomeno, la seconda, interiore, intensa e a tratti commovente nella sua semplicità, riporta ciò che tutti, indistintamente e in ogni parte del Paese, abbiamo vissuto in un contesto praticamente sconosciuto. Il risultato è uno spaccato di vita quotidiana tra aspetti positivi e negativi della nuova condizione, nella consapevolezza che nulla sarà più come prima.

Link ai video:

1° posto ITI Malignani https://youtu.be/Qic1lS5shjs
1° posto ex aequo Liceo Malignani https://youtu.be/97YrshSL4IU
1° posto ex aequo Liceo Uccellis https://youtu.be/BZ3yDUtAp5I
2° posto Stellini https://www.youtube.com/watch?v=FkiHHWT-zyg&feature=youtu.be
3° posto Sello https://vimeo.com/471867453 (pw: sentinelledellarte)

Premio Kennedy https://youtu.be/-yXhQZhTQWU
Menzione Percoto https://www.youtube.com/watch?v=M2DGm45DDhI&feature=youtu.be
Menzione Marinelli https://drive.google.com/file/d/1kJuJdd-lKh8JKhxxccnb8Qn9_uz_4I8p/view?usp=sharing

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In copertina e all’interno due immagini tratte dai videoracconti.

Un invecchiamento in salute beneficiando dell’attività fisica

I benefici del movimento e di un’attività fisica di intensità adeguata, elementi connaturati all’organismo umano, che contribuiscono a migliorare la qualità della vita, sono al centro del nuovo appuntamento del ciclo di incontri proposti da CasaViola-Associazione De Banfield “Obiettivo Salute”, in programma domani 20 novembre, alle 17.30, sulla piattaforma caregiveracademy.it


Protagonista il fisioterapista Gilberto Cherri – past president del Gruppo di Interesse Specialistico in Fisioterapia Geriatrica dell’Associazione Italiana Fisioterapisti, si occupa da sempre della fisioterapia in ambito geriatrico – che spiegherà come poter aspirare ad un invecchiamento in salute e l’importanza della prevenzione sull’insorgenza delle malattie o il peggioramento delle stesse. Gli effetti dell’attività fisica si evidenziano non solo nella dimensione del corpo e dell’apparato locomotore, ma tutti gli organi ed anche le funzioni cognitive ne risentono in maniera favorevole. L’invecchiamento in salute con conseguente innalzamento della soglia della disabilità e l’assistenza di tipo attivante, mirata al mantenimento delle funzioni per il maggior tempo possibile, rappresentano la sfida attuale e futura dei sistemi socio-sanitari, non solo per motivazioni di tipo economico-gestionale ma soprattutto per la garanzia dei diritti di salute e dignità della persona anziana e fragile.


Il dottor Cherri, attualmente Coordinatore dell’Attività Riabilitativa alla Rsa San Giusto-Asugi, è componente della commissione di Asugi sul controllo e monitoraggio della contenzione e buone pratiche. Si occupa del sito Trieste Libera da Contenzione ed è componente del gruppo di studio e ricerca in Infermieristica Gerontologica dell’Università Federale Fluminense di Nitèroi, a Rio de Janeiro in Brasile, e del gruppo di discussione, promozione culturale e scientifica la “Tríplice Aliança – Grupo Triple Alianza – Gruppo Triplice Alleanza, promuove l’invecchiamento attivo e le buone pratiche assistenziali e di tipo attivante libere da azioni di contenzione.

La partecipazione all’incontro è libera e gratuita. Per prenotazioni: 040.362766 (dalle 10 alle 12) o inviando una mail a: casaviola@debanfield.it

 

Andare dal parrucchiere in un altro Comune? Vietato, il Fvg insorge

In Friuli Venezia Giulia le ultime norme anti-contagio, in seguito della classificazione “arancione” del suo territorio, fanno scattare una ferma protesta da parte dei parrucchieri. Il perché è presto detto: andare nel salone sito in un altro Comune rispetto a quello di residenza è infatti vietato, anche se il Comune è contermine, a meno che il servizio non sia indisponibile a “casa propria” o che non sia economicamente sconveniente. Così è, secondo l’interpretazione data dal Prefetto di Trieste nonché Commissario di Governo in Fvg, Valerio Valenti, all’articolo 2, comma 4, dell’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte relativo alle limitazioni degli spostamenti. Il dettato normativo, prestandosi a diverse letture a livello locale, ha prodotto – si sottolinea in un comunicato – una situazione iniqua nel Paese tale per cui se nella zona “arancione” del Friuli Venezia Giulia gli spostamenti sono vietati, in quella rossa della Lombardia muoversi per andare dal parrucchiere invece si può in diverse province, da Sondrio a Brescia, da Monza a Cremona, come pure in Piemonte nel Cuneese.

Loredana Ponta


I saloni friulani, ma anche i centri estetici e i tatuatori, denunciano la disparità di trattamento. Il comparto dei servizi alla persona, che a livello regionale conta su 3.245 imprese artigiane, dà lavoro a quasi 6 mila addetti e nelle province (a differenza che in città) lavora per il 40/50 per cento con clienti che provengono da fuori Comune, è sul piede di guerra. In Friuli la maggior parte delle imprese ha sede in piccoli paesi. Il rapporto tra Udine capoluogo e provincia è del 25 al 75 per cento: due imprese e mezza hanno sede in città contro le 7,5 dei paesi dell’ex provincia. Rapporto che ovviamente si inverte nel caso della provincia giuliana dove fatte 100 le imprese, il 93,4% ha sede in città.
«La scelta di limitare gli spostamenti nel caso di servizi come il nostro è poco lungimirante perché non tiene conto della salute dei cittadini. Le persone sono impaurite e rischiano di non muoversi piuttosto che andare dove non conoscono e non si sentono sicure. Il risultato? Ancora una volta sarà quello di aumentare l’abusivismo – denuncia Loredana Ponta, capocategoria di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg – con il risultato che i saloni, dove vengono rispettati tutti i protocolli e le norme igieniche, saranno vuoti, mentre nelle case avremo persone che tagliano i capelli in barba a ogni decreto, mettendo a repentaglio anzitutto la salute dei cittadini». Ponta non si consola pensando che si tratta di una restrizione a breve termine. «Anzitutto non sappiamo cosa accadrà poi, ma intanto il danno è fatto. Abbiamo perso tre mesi in primavera, l’estate è andata a rilento anche per via delle limitazioni che abbiamo osservato in modo rigoroso, diluendo appuntamenti, acquistando presidi igienico-sanitari, pulendo ancor più di prima: sono tutti costi che dobbiamo ammortizzare. Ora ci ritroviamo poco meno che bloccati. Proprio noi che lavoriamo su appuntamento, con la massima igiene e con persone che a differenza delle grandi città, dove i mezzi pubblici sono affollatissimi, raggiungono i nostri saloni in macchina da casa propria. Cosa cambia se per arrivare fanno in auto un chilometro o due in più?», domanda Loredana Ponta ricordando il “caso” Lombardia, dove diversi prefetti hanno autorizzato gli spostamenti dando un’interpretazione del decreto meno restrittiva di quella operata da Valenti.
“Si ritiene che ogni valutazione non possa prescindere dal dato letterale della norma e che eventuali interpretazioni eccessivamente estensive finirebbero con lo svilire l’efficacia reale delle disposizioni in commento rispetto alle finalità per le quali sono state previste”, scrive il Commissario del Governo in risposta al quesito posto da Confartigianato Fvg. D’altro canto, Valenti concede qualche piccola licenza in caso di “concreta mancanza o sostanziale limitatezza o ancora dimostrata non convenienza economica del servizio nel Comune di residenza, domicilio o abitazione”. In questa condizione, lo spostamento sarebbe consentito, ma solo tra Comuni contigui. A questo proposito, l’elenco dei Comuni del Fvg con i relativi Comuni contigui è stato messo a disposizione sul sito www.confartigianatoudine.com dov’è liberamente consultabile. Chiosa, infine, Loredana Ponta: “Già in zona gialla abbiamo iniziato a sentire la crisi e a mettere in cassa integrazione i primi dipendenti, ora con la zona arancione interpretata in modo così restrittivo la situazione si fa ancor più grave. O ci fanno lavorare o ci ristorino delle perdite, perché così i piccoli saloni non sono in grado di resistere”.

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In copertina, una parrucchiera al lavoro: professione in difficoltà per le norme anti-Covid.

 

Camera di Commercio Pn-Ud: anche online la firma digitale

La firma digitale si può ora richiedere anche online, da casa o dall’ufficio, perché alla Camera di Commercio di Pn-Ud è stata attivata la modalità del riconoscimento via webcam e spedizione a domicilio del dispositivo, con ampia disponibilità di appuntamenti e consegna in pochi giorni.
Per accedere a questo servizio, possibile grazie a Infocamere, è necessario avere una webcam (o la fotocamera del proprio smartphone) e una connessione che consenta di effettuare videochiamate con buona definizione dell’immagine. Con il servizio di riconoscimento online è possibile prenotare l’appuntamento con un operatore e collegarsi all’ora indicata per ottenete il rilascio di una smart card e di un Token Dna wireless. In pochi minuti l’operatore procederà al riconoscimento chiedendo di esibire i documenti espressamente indicati e farà firmare la richiesta tramite un codice che sarà ricevuto direttamente sul cellulare del richiedente. Al termine del riconoscimento, il dispositivo sarà prodotto e spedito tramite corriere all’indirizzo comunicato.
Per la modalità online con prenotazione non serve dunque doversi recare fisicamente allo sportello, ma ovviamente la modalità tradizionale resta valida, sempre prenotando prima il proprio appuntamento negli uffici della Camera. Il pagamento per il servizio online con riconoscimento via webcam è possibile tramite Pago PA. I requisiti per accedere al servizio online sono aver compiuto 18 anni, essere in possesso del codice fiscale italiano, tessera sanitaria e documento di identità valido, che dovranno essere esibiti durante l’identificazione via webcam, disporre di una casella di posta elettronica personale (non aziendale) a cui si riceveranno i codici Pin e Puk; telefono che abbiano accesso all’indirizzo di posta elettronica personale sul quale verranno inviati i codici necessari per poter eseguire il rilascio della firma digitale.
La prenotazione dell’appuntamento online va fatta seguendo le indicazione al link https://bit.ly/firmadigitalePNUD. Al momento della prenotazione, il sistema chiederà di inserire una Passphrase: si tratta di una password necessaria per accedere al file Pdf che conterrà Pin e Puk del vostro dispositivo di firma. Si consiglia di annotarla con cura. Tutte le info sui costi e altri approfondimenti sono disponibili sui due siti territoriali di pnud.camcom.it

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio.

La Fondazione Carigo conferma i 3 milioni destinati al territorio

In un periodo storico quanto mai complesso, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia rafforza la sua vicinanza alla comunità locale, confermando in 3 milioni di euro le risorse che nel 2021 verranno destinate al supporto del territorio e delle sue progettualità. E’ quanto emerge dal Documento di Programmazione Annuale 2021, predisposto dal Consiglio di amministrazione e approvato all’unanimità dal Consiglio di indirizzo della Fondazione, con il quale viene definita la pianificazione delle risorse e degli interventi da mettere in campo per rispondere alle esigenze della comunità di riferimento.
“La pandemia ha travolto come un’onda il nostro tessuto sociale e produttivo, accelerando le innovazioni, distruggendo e poi trasformando, costringendo al cambiamento”, commenta il presidente della Fondazione, Roberta Demartin, che aggiunge: “Siamo di fronte a una sfida epocale, ma dobbiamo riuscire a farvi fronte, e in questo la Fondazione è confortata dalle scelte, che oggi si confermano essere state lungimiranti, effettuate negli ultimi anni. La priorità assegnata al mondo giovanile, scolastico e del volontariato, nonché le decisioni prudenti e previdenti adottate in tema di investimenti, oggi dimostrano tutta la loro validità e attualità. Infatti, la forte attenzione degli ultimi anni alla tutela del patrimonio ha permesso, nonostante la sfavorevole situazione economica attuale, di confermare 3 milioni di euro a supporto del territorio. Così come dimostra tutta la sua forza innovatrice il riferimento all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, che per noi rappresenta, a partire dai documenti programmatici del 2018, il riferimento ideale, la cornice entro cui muoversi ed agire, se si vuole veramente contribuire a fare la differenza, a maggior ragione ora”.

La sede della Fondazione Carigo.

L’analisi dei bisogni del territorio, su cui si basa la programmazione per il 2021, pone necessariamente in primo piano l’emergenza pandemica, e vede dunque confermate le priorità all’Istruzione e al Volontariato – cui vengono destinati rispettivamente 900 mila e 780 mila euro –, ma allo stesso tempo ha portato ad individuare nello Sviluppo locale uno dei settori strategici per il prossimo anno, specie in relazione al rilancio del territorio dal punto di vista economico. Ecco, dunque, che le risorse destinate a questo settore sono passate dal 18,5 al 20% del totale, per un totale di risorse pari a 600 mila euro, in aumento rispetto al 2019 di quasi 280 mila.
Rimangono inalterati i fondi destinati all’Arte e alla Cultura, pari ancora a 600 mila euro, a conferma dell’importante ruolo che la Fondazione Carigo ha svolto e svolge in questo settore al quale, anche in questo anno di blocco di gran parte delle manifestazioni ed eventi culturali, non ha fatto mancare il proprio concreto contributo.
Viene, altresì, confermato l’importante sostegno finanziario al mondo dell’Università, sostenuto sia attraverso fondi del settore Educazione, sia con fondi della Ricerca scientifica, alla quale sono destinati 120 mila euro.

“Lo scenario economico corrente e atteso è fortemente influenzato dagli effetti negativi della diffusione della pandemia e dalle incertezze sull’andamento futuro dei mercati, con inevitabili ripercussioni sul rendimento del portafoglio finanziario della Fondazione e sul relativo rischio nel medio termine. Ne consegue l’aspettativa per un rendimento prospettico contenuto e per una volatilità elevata, che richiederà di mantenere costantemente aggiornati i presidi a tutela del patrimonio della Fondazione. Come sottolineato dal presidente, le decisioni adottate dalla Fondazione negli ultimi anni nell’ottica della conservazione del patrimonio, del contenimento dei rischi del portafoglio, insieme agli accantonamenti effettuati, ci consentono oggi di arginare gli effetti negativi sui risultati conseguenti alla pandemia”, commenta il direttore generale, Rossella Digiusto. “Inoltre – aggiunge -, in un’ottica prudenziale e di trasparenza dei dati la Fondazione ha ritenuto, anche per quest’anno, di non avvalersi della possibilità, prevista dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, di neutralizzare temporaneamente gli effetti negativi delle minusvalenze dei titoli non durevoli”.

“Le minori entrate sono principalmente imputabili al mancato dividendo di alcune partecipazioni, in particolare quella di Intesa Sanpaolo, che, al pari di tutte le banche europee, ha annullato la distribuzione dei dividendi nell’esercizio 2020 su indicazione della Bce, per affrontare le problematiche di natura economica scaturite dalla diffusione del virus: l’auspicio, al momento difficile da prevedere, è di tornare ad una condizione di normalità nel 2021”, prosegue il direttore generale. “Oltre a tale riduzione dei dividendi, anche la tassazione influisce largamente sulle disponibilità della Fondazione. L’incremento negli ultimi anni della fiscalità sui dividendi percepiti dalle Fondazioni, passati dall’essere tassati su una base imponibile pari al 5% del loro ammontare a quella attuale del 100%, ha infatti fortemente contratto le risorse a disposizione della comunità. Ecco dunque che diventa sempre più strategico per la Fondazione potenziare la sua attenzione verso interventi, quali il finanziamento di azioni a sostegno del patrimonio artistico e culturale pubblico, che godono del cosiddetto Art bonus, di promozione del welfare di comunità, oltre che diretti al finanziamento della ricerca scientifica, per i quali siano previsti meccanismi di deducibilità fiscale, anche attraverso il riconoscimento di crediti di imposta dedicati”.
“Tutto ciò però non sarà sufficiente – chiosa da ultimo il presidente Roberta Demartin – se non vi sarà la consapevolezza di tutti che solo da azioni condivise possano originare soluzioni efficaci e durature, avendo in mente un’idea di territorio aperto al futuro, con una forte spinta all’innovazione non solo tecnologica ma soprattutto sociale”.

Il centro storico di Gorizia.

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In copertina, Roberta Demartin presidente della Fondazione Carigo.