Con “Bippo” di Emalab arriva una nuova vittoria per il Made in Fvg

Un’altra vittoria per un’impresa friulana al Top of the Pid, premio voluto da Unioncamere e promosso con i Punti Impresa Digitale (Pid) delle Cciaa sul territorio che mira a mettere in luce le imprese innovative e i loro percorsi digitali, in grado di favorire la ripartenza nello scenario post-Covid. Questa volta, agli inizi di dicembre, uno dei premi è andato a Emalab, impresa pordenonese guidata da Alessio Bottos ed Emanuele Flumian, specializzata nella comunicazione digitale. Ed è proprio un originale strumento di comunicazione digitale, che prende il nome di “Bippo”, il progetto che ha consentito a Emalab di ricevere il prestigioso riconoscimento nazionale. “Bippo”, spiegano i fondatori e ideatori, ha l’ambizioso intento di creare un nuovo canale di comunicazione sfruttando la tecnologia di prossimità. E’ un sistema integrato che riesce a “far parlare” le cose. Consente infatti di ricevere notifiche per accedere a contenuti multimediali nelle città e nei musei, per esempio, ed è anche stato studiato per essere pienamente accessibile da persone non vedenti o ipovedenti. “Bippo” può diventare utilissimo anche nel privato, per i negozi, innanzitutto, che attraverso esso possono inviare ai propri clienti e frequentatori informazioni aggiuntive, promozioni e sconti quando questi si trovano nei pressi della sede. Per sapere tutto di bippo basta andare su www.bippo.it.
Assieme a “Bippo” di Emalab, hanno ricevuto il premio da Roma anche altri sei progetti innovativi da tutta Italia, tra cui una piattaforma per il trattamento e la riabilitazione della dislessia da utilizzare in qualsiasi luogo e un’App per l’economia circolare che aiuta l’incontro tra chi ha necessità di spedire merci con chi le trasporta.
Questa edizione del premio Top of the Pid è stata dedicata come detto al “Re-Start”. Le categorie in lizza erano: circular economy; manifattura intelligente e avanzata; sociale; servizi, commercio, distribuzione e turismo; nuovi modelli di business 4.0. Ad altre cinque imprese sono state conferite delle menzioni speciali.
Quattro premi sono andati a aziende del Nord, due premi al Mezzogiorno e uno al Centro. I vincitori sono stati selezionati tra oltre 110 candidature presentate dalle imprese che hanno utilizzato almeno uno dei tanti servizi offerti dai Pid. “Servizi, Commercio, Distribuzione e Turismo” è stata la categoria più gettonata dai partecipanti, ma anche “Nuovi Modelli di Business 4.0” e “Manifattura intelligente ed avanzata” (robot) hanno ricevuto numerose candidature.

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In copertina, Alessio Bottos ed Emanuele Flumian titolari di Emalab.

Coop Casarsa, una storia nata in tempi difficili e che oggi invita alla speranza

Al termine di un anno segnato dall’epidemia da Covid-19, in cui tramite i propri negozi ha garantito i beni di prima necessità nonché donato 30 mila euro in buoni spesa alle famiglie in difficoltà, Coop Casarsa ha deciso di fare un altro dono: in vista del Natale sono stati infatti spediti a ognuno dei Comuni in cui la cooperativa ha i propri punti vendita il libro sulla propria storia, iniziata oltre 100 anni fa nel 1919. “Un dono – ha spiegato il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon – che speriamo sia gradito, anche in questi tempi così complicati a causa dell’emergenza sanitaria: proprio la storia di Coop Casarsa, capace di resistere alle guerre e alle crisi economiche del Novecento, ci offre un esempio di resilienza per guardare con fiducia al futuro”.

Il presidente Mauro Praturlon.


Sorta in un paese segnato dalla Prima guerra mondiale appena conclusa, capace di resistere al regime fascista e alle bombe del Secondo conflitto, la Cooperativa dal proprio Comune di origine, Casarsa della Delizia appunto, si è in seguito allargata a Fiume Veneto, San Martino al Tagliamento, Cordovado, Sequals (con il negozio di Lestans), Aviano (Marsure), San Quirino, Pravisdomini, Codroipo (Goricizza), Ruda, Porpetto, Faedis e in Veneto a Francenigo di Gaiarine, raggiungendo la quota di oltre 16 mila soci. A ognuno dei sindaci di queste realtà è stato regalato il libro, unitamente a due copie per le biblioteche dei rispettivi Comuni in modo che possano essere consultati da tutta la cittadinanza. “Infatti, vi è raccontata la storia di ognuno dei punti vendita – ha concluso Praturlon – e tutto lo sviluppo di questi decenni, dal primo spaccio fino ai moderni supermercati, sempre però rimanendo, attraverso lo sviluppo della rete commerciale, al servizio delle comunità per la loro spesa quotidiana, offrendo quantità e qualità allo stesso tempo”.

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In copertina il libro del centenario e qui sopra la storica sede della Cooperativa a Casarsa della Delizia.

Casarsa, quando i giovani “contagiano” con le buone pratiche anti-Coronavirus

Hanno superato quota 7 mila visualizzazioni sui social media i quattro video-spot girati da un gruppo di ragazze e ragazzi di Casarsa della Delizia dai 16 ai 20 anni per sensibilizzare i coetanei sull’uso della mascherina e sui corretti comportamenti contro il Covid-19. Messaggi pensati dai giovani per i giovani, ma che con il loro stile graffiante fanno riflettere anche il mondo degli adulti sulla necessità della misure a contrasto della diffusione del Coronavirus. Il progetto si chiama “Fatti d’alcool – lasciamoci contagiare dai giovani” ed è stato promosso dal Progetto Giovani del Comune di Casarsa della Delizia in concerto con l’assessorato alle Politiche giovanili. L’obiettivo è quello di rendere protagonisti i ragazzi stessi nella creazione di messaggi di sensibilizzazione sul rispetto delle norme igieniche e di distanziamento, da rivolgere ai propri coetanei e non solo.

“Il titolo, scelto in autonomia dai giovani autori, contiene diverse provocazioni – ha spiegato Ilaria Peloi, assessore alle Politiche giovanili – e con lo stile graffiante e ironico, che caratterizza il modo di comunicare dei giovani, vuole mettere in risalto le riflessioni e i punti interrogativi diffusi dai video e rivolti innanzitutto ai propri coetanei ma anche a noi adulti”. “Fatti d’alcool” può essere letto da diversi punti di vista: un’esortazione imperativa all’igienizzazione delle mani, oppure “fatti” nel senso di “situazioni” della vita quotidiana ormai caratterizzate da un uso ampio di gel a base alcolica o ancora, alla prima persona plurale, ci richiama all’evidenza che siamo tutti fatti, ossia cosparsi di prodotti disinfettanti.
“Il sottotitolo “lasciamoci contagiare dai giovani” – ha poi spiegato Ilaria Peloi – si rivolge agli adulti, richiamando l’immagine del comportamento dei giovani diffusa in questi mesi dai media: sono davvero solo i giovani gli “untori” della movida e del divertimento, che con i loro atteggiamenti irresponsabili diffondono il virus? I ragazzi non rispettano di principio le regole sanitarie? I “grandi” danno davvero il buon esempio? Non c’è una risposta univoca a queste domande – ha concluso Peloi – così come non c’è una regola chiara che come una formula magica risolve tutte le contraddizioni che stiamo vivendo ma sicuramente questo progetto permette a tutti, giovani e adulti, di crescere, interrogarsi e osservare le cose da un altro punto di vista”.
Il progetto ha visto la realizzazione di 4 episodi video, riferiti a scene di vita quotidiana, su cui i ragazzi hanno voluto riflettere e inviare messaggi importanti ai propri coetanei, per non abbassare la guardia rispetto al Covid-19 e vivere comunque le relazioni e il tempo libero con serenità e la giusta attenzione.

“Un’occasione importante per i ragazzi – hanno confermato gli educatori del Progetto Giovani casarsi – che hanno partecipato a questo progetto e che, proprio nei mesi complessi della risalita dei contagi e di nuove limitazioni a spostamenti e incontri, hanno sentito il bisogno di sentirsi parte della propria comunità e di contribuire lanciando messaggi di sensibilizzazione, che con la giusta dose di ironia e leggerezza, fanno anche capire quanto sia faticoso anche per loro questo momento. Non dobbiamo sottovalutare il fatto che i giovani adolescenti sono, assieme agli anziani, coloro che, seppur in modo diverso, pagano lo scotto più alto di questa pandemia con la didattica a distanza e la limitazione o addirittura sospensione della socializzazione, che per loro non è semplice svago ma bisogno fisiologico di costruzione della propria identità. Questo progetto ha permesso ai ragazzi di esprimere le proprie emozioni e le proprie paure ma ha anche fatto capire che è possibile vivere le relazioni e il tempo libero con le doverose attenzioni e qualche frustrazione ma anche con la giusta dose di serenità”.
Gli episodi video sono visibili sulla pagina Facebook del Progetto Giovani Casarsa della Delizia, sul suo profilo Instagram e sul suo canale Youtube.

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In copertina, l’assessore alle Politiche giovanili di Casarsa Ilaria Peloi.

 

Imprenditori friulani under 35: passa a Luca Rossi il testimone di Fabio Passon

Cambio al vertice per gli imprenditori friulani under 35.  Luca Rossi, dal 2018 alla guida del Gruppo giovani di Confapi Fvg, è infatti il nuovo presidente del Comitato imprenditoria giovanile della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Raccoglie il testimone da Fabio Passon (Confcommercio Fvg) che aveva presieduto il gruppo nell’ultimo triennio, gestendo anche la fase di rinnovamento del Comitato con l’estensione a entrambi i territori di Pordenone e Udine, in seguito all’accorpamento camerale.

Fabio Passon

 

Le dichiarazioni. «Rinnovo il mio ringraziamento per la fiducia ai componenti del comitato – commenta Rossi – e rivolgo un sentito plauso a Passon per l’importante lavoro svolto e per aver saputo consolidare davvero un bel gruppo. Opererò senz’altro in continuità con l’azione promossa in questi anni. Proseguirò nel solco della stretta collaborazione fra tutte le categorie, confidando di poter tornare quanto prima a rafforzare la rete di relazioni internazionali che con Passon abbiamo avviato molto proficuamente, soprattutto con gli Stati vicini. Con questi è fondamentale condividere azioni comuni e idee che si trasformino in proposte concrete per la diffusione armonica della cultura d’impresa tra i giovani e in misure operative per lo sviluppo e la crescita dell’impresa giovanile”.
Da parte di Passon, «l’augurio di un buon lavoro al nuovo presidente: è un compito davvero interessante e importante per stimolare azioni positive e incidere sulle politiche regionali, incrementando il rapporto di fattiva collaborazione con le Direzioni e gli assessorati che riguardano le imprese guidate da giovani per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese. Il Fvg, come imprenditoria giovanile, è ormai sempre all’ultimo posto in Italia per percentuale di imprese under 35 sul totale e dunque è necessario lavorare con costanza, come il nostro gruppo si è impegnato a fare, in collaborazione con istituzioni e scuole per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro in proprio. Viviamo in un periodo straordinario come mai, ma proprio per questo la nostra azione positiva di impulso e coinvolgimento dei giovani deve essere sempre più decisa e diffusa».

Le attività realizzate. E la Cciaa, che con la riforma ha acquisito ufficialmente la competenza dell’orientamento al lavoro e all’impresa, potrà dunque proseguire sempre più incisivamente in questa direzione, approfondendo quanto fatto in questi anni «con diversi meeting internazionali – conclude Passon –, l’ultimo di grande successo realizzato proprio da noi qui a Udine, “Business meets future” alla presenza anche del presidente europeo dei giovani imprenditori (Jeune), eventi di networking tra giovani imprenditori, collaborazione con la Regione per le misure a favore dell’impresa giovanile, e l’ampia serie di attività, ormai consolidata, con le scuole, per il coinvolgimento degli studenti e la loro formazione alla cultura d’impresa».

Il comitato. Oltre a Rossi (Confapi Fvg) e Passon (Confcommercio Fvg), il comitato è composto da presidenti e rappresentanti di Gruppi giovani delle varie associazioni di categoria: Imo Bertolla (Confartigianato Pn), Valentina Cancellier (Confindustria Ud), Lia Correzzola (Confindustria Alto Adriatico), Mauro Germani (Cna Fvg), Federico Ingargiola (Confcommercio Pn), Francesco Nocente (Coldiretti Pn), Federico Mansutti (settore cooperativo, Confcooperative Ud), Enrico Todesco (Confartigianato Ud), Anna Turato (Coldiretti Ud).

I numeri. Secondo le rilevazioni del Centro studi della Cciaa Pn-Ud, in Friuli Venezia Giulia le imprese giovanili registrate, al 30 giugno 2020, sono 6.623 e rappresentano il 7% delle 101.110 imprese che costituiscono la base imprenditoriale della regione. Il Fvg con l’Emilia Romagna presenta la percentuale più bassa. Le regioni con la più alta percentuale sono la Campania e la Calabria con il 11,7% e 11,6%. Sia Emilia Romagna sia Veneto presentano valori simili alla nostra regione. Le imprese under 35 si concentrano soprattutto in tre comparti: commercio con 1.230 imprese attive (20%), costruzioni (922 imprese attive – 15%), servizi alle imprese (1.119 imprese attive – 18,2%). Le imprese under 35 sono maggiormente presenti tra quelle costituite da donne: quasi una impresa su tre under 35 è “donna”. Si tratta di 1.882 unità attive, pari al 31% del totale delle imprese giovani: una percentuale significativa considerando che le circa 20mila e 500 imprese femminili attive in Friuli Venezia Giulia rappresentano il 23% del totale delle imprese regionali.

L’ente camerale a Udine.

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In copertina, Luca Rossi nuovo presidente dei giovani imprenditori friulani.

“Cjarlins, Sarvâs e Maranut” protagonisti da oggi su Radio Onde Furlane

Il Comune di Carlino va “in onde”. Da stamane, sulle frequenze di Radio Onde Furlane (90 Mhz per la maggior parte del Friuli, 90.200 Mhz per la Carnia e in streaming su www.radioondefurlane.eu, ovunque nel mondo sia disponibile una connessione ad internet), è stato possibile ascoltare “Cjarlins, Sarvâs e Maranut… un pôc di dut“, un programma di comunicazione istituzionale dell’ente locale che persegue la duplice finalità di informazione ai cittadini sull’attività dell’Amministrazione civica e di promozione e valorizzazione del territorio e di chi lo abita e lo “vive”. Il programma, curato e condotto da Marco Stolfo, è organizzato in tre puntate, nelle quali interverranno il sindaco Loris Bazzo, il vicesindaco Mirco Flebus e gli assessori Veronica Vicentini e Renzo Comuzzi, che tracceranno una sorta di bilancio di fine anno, segnalando altresì alcune iniziative in programma nel prossimo futuro. Saranno inoltre raccolte qualificate testimonianze riguardanti i servizi per i cittadini, le attività sociali e culturali e alcune peculiarità storiche e ambientali del territorio.

Loris Bazzo, sindaco-infermiere.

La prima puntata, come detto, era in programma, in diretta, stamane alle 8.30, ma sarà replicata domani 19 dicembre alle 17.30 e domenica 20 dicembre alle 13.30. Il secondo e il terzo appuntamento sono previsti invece, rispettivamente, sempre in diretta, lunedì 21 e mercoledì 23 sempre alle 8.30 e in replica nei giorni successivi. Tutte le tre puntate di “Cjarlins, Sarvâs e Maranut… un pôc di dut” saranno anche a disposizione sul canale Spreaker di Radio Onde Furlane (https://www.spreaker.com/user/ondefurlane).
«La radio continua ad essere un mezzo di comunicazione efficace che, come cantava Eugenio Finardi, ‘arriva dalla gente’ e ‘ci parla direttamente’ e Radio Onde Furlane da quarant’anni svolge una fondamentale funzione di servizio informativo e culturale per tutto il Friuli», è il commento del sindaco, Loris Bazzo, che aggiunge: «Un’iniziativa come ‘Cjarlins, Sarvâs e Maranut… un pôc di dut’ costituisce per il Comune sia un’occasione in più per informare i cittadini che un’opportunità per far conoscere il nostro territorio e la nostra comunità all’esterno».

Il municipio del Comune rivierasco.

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In copertina, uno scorcio del centro di Carlino con la Chiesa parrocchiale.

Coronavirus, da Udine pressante appello anti-crisi: a Natale “comprate artigiano”

Quest’anno più che mai, con la pandemia da Coronavirus che non accenna a fermarsi, la crisi economica che mette a dura prova i bilanci delle aziende e mina la fiducia nel futuro, i regali da mettere sotto l’albero dovrebbero essere a “chilometro zero”. Comprati, cioè, nelle aziende del territorio, per aiutarle a superare il momento difficile e allo stesso tempo per portarsi a casa il calore di un oggetto unico. A un passo dal 25 dicembre, Confartigianato-Imprese Udine dà voce a un invito che al tempo stesso è un accorato appello rivolto ai cittadini del Friuli Venezia Giulia a comprare artigiano.

Il presidente Graziano Tilatti.

LO SLOGAN. Cuore della campagna natalizia voluta dall’associazione per sostenere le imprese, il claim “Sostieni le imprese artigiane” rimbalza in questi giorni prefestivi da un angolo all’altro di Udine e dei principali Comuni della provincia, stampato a chiare lettere su grandi manifesti. “Oggi più che mai – afferma il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti – abbiamo bisogno del sostegno di tutti. Anziché affidarsi all’impersonale click sul mouse per acquistare i propri regali, magari sulle grandi piattaforme di e-commerce, entriamo in bottega, nei laboratori dei nostri artigiani, dove i prodotti, che siano agroalimentari o oggetti unici di artigianato artistico, tipico o creativo hanno un sapore, una storia e una qualità che sono unici”. Torroni, panettoni, birre, cioccolato, ma anche abiti, ceramiche, mosaici, quaderni, agende. Impossible far l’elenco completo di tutti i prodotti realizzati ogni giorno nelle botteghe che si candidano a finire sotto l’albero.

I NUMERI. Più semplice è tracciare un confine che dia conto della vastità delle aziende direttamente interessate alle feste come ha fatto il responsabile dell’ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine, Nicola Serio, nel suo ultimo report. In Friuli Venezia Giulia, alla fine del terzo trimestre 2020, le imprese attive nei settori tipicamente legati al Natale sono 6.614, 18.254 gli addetti. Il peso di queste imprese su totale dell’artigianato regionale è pari al 24% (praticamente una su quattro) che sale al 27,5% sul piano occupazionale.
Il numero di imprese è maggiore in provincia di Udine (3.268), seguono Pordenone (1.870), quindi Trieste (912) e Gorizia (564). Nel “food” operano 862 aziende (13%) con 4.250 addetti (23,3%), mentre la gran maggioranza appartiene a settori di beni e servizi “no food”: 5.752 imprese (87%) con 14.004 addetti (76,7%).

IL PROGETTO DIGITALE. Alla campagna pubblicitaria voluta fortemente dall’associazione si affianca il portale-vetrina www.comprainbottega.it realizzato grazie al sostegno di Cata artigianato Fvg e della Regione Fvg. Il progetto accoglie e presenta le imprese artigiane del territorio regionale che hanno aderito e ha come obiettivo quello promuovere il “saper fare”, la creatività e la maestria delle locali tecniche artigianali. Vi aderiscono 24 imprese, attive nei più disparati settori, dall’artigianato artistico alla moda passando per l’agroalimentare. Aziende che a portata di un click, questo sì auspicato, mostrano online quanto di meraviglioso fanno nelle loro botteghe, luoghi unici tutti da scoprire.

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In copertina e qui sopra il manifesto che invita a sostenere a Natale l’artigianato del Friuli Venezia Giulia.

Arlef, scuole e salute: una rana e una mosca contro il Coronavirus

Il progetto educativo ”Free&Ulli e lis besteatis”, realizzato dall’Arlef in collaborazione con la Protezione civile, cresce ancora e raggiunge le scuole friulane. Dopo il cartone animato (pubblicato sui social e disponibile sul canale YouTube dell’Arlef) e la scheda a fumetti (distribuita nei centri estivi comunali), è ora la volta del poster, che proprio in questi giorni è stato recapitato a tutte le scuole primarie e dell’infanzia, affinché venga affisso in ogni aula e nei corridoi dell’istituto. In questo modo, seguendo l’esempio della rana Free e della mosca Ulli, che si lavano le mani al ritmo della nota filastrocca “Ursule parussule”, i bambini impareranno a scacciare in modo sicuro e divertente le “bestiacce”. E quindi anche il Coronavirus.
«Abbiamo voluto mettere il poster a disposizione di tutte le classi di lingua friulana del territorio – spiega il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – nella certezza che una volta appeso in aula, e grazie alla collaborazione degli insegnanti, esso possa rappresentare un utile supporto ludico e didattico nell’educazione alla salute dei più piccoli. Abbiamo già ricevuto molti riscontri positivi a questa campagna educativa, perché rappresenta uno strumento efficace nell’incoraggiare i bambini ad assimilare molte abitudini corrette. La promozione della salute per mezzo della lingua friulana è uno degli interventi specifici su cui Arlef si sta adoperando attivamente fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, in stretta collaborazione con la Protezione civile e la Direzione Salute della Regione».
Free & Ulli – che i bambini hanno imparato ad amare anche attraverso la trasmissione televisiva “Maman!” (in onda ogni venerdì alle 18.30 su Telefriuli) – nascono dalla fantasia dell’illustratrice Patrizia Geremia e animano le vicende della collana di libri edita da Futura Edizioni di San Vito al Tagliamento.

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In copertina e qui sopra una scolaresca friulana con il poster distribuito dall’Arlef.

 

Basta un semplice click per aiutare a Casarsa la Casa mamma-bambino

Il Coronavirus non ha spento la voglia di nuovi progetti di solidarietà a favore dei bambini e delle loro famiglie. Ecco perché, ancora una volta, la cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia lancia un appello a favore della Casa mamma-bambino, struttura per donne e loro figli che vivono situazioni di fragilità. Per aiutare a sostenere l’impegno a tutela dei minori e delle loro madri basta davvero poco: è sufficiente un semplice click (gratuito) sul sito “Il Mio Dono” di Unicredit banca, promotrice dell’iniziativa benefica (è possibile votare anche tramite e-mail o account Twitter). La cooperativa sociale Il Piccolo Principe e l’associazione Il Noce di Casarsa, infatti, anche quest’anno hanno infatti unito le forze per partecipare a questa iniziativa nazionale di solidarietà a sostegno del settore Non Profit, con cui Unicredit Banca mette in palio 200 mila euro a titolo di donazione, ripartiti tra le organizzazioni più votate.

“Abbiamo scelto di aiutare Il Noce perché crediamo molto nel progetto Casa mamma-bambino – ha detto Luigino Cesarin, presidente del Piccolo Principe –. Inoltre, a causa del Covid-19, molte iniziative di reperimento fondi sono state annullate, ma l’aiuto alle mamme e ai loro bambini rimane, quindi vogliamo fare la nostra parte. D’altra parte, non possiamo dimenticarci che la nostra cooperativa è sorta oltre trent’anni fa, da una costola del Noce, associazione da sempre impegnata a favore dei bambini e delle famiglie in difficoltà. Pertanto, chiediamo a tutti i nostri soci, amici, simpatizzanti e volontari di aiutarci, e di votare per Il Noce entro il 31 gennaio 2021“.

Alla Casa mamma-bambino di Casarsa, da 2012 a oggi, nei tre mini-appartamenti sono stati accompagnate in un percorso di autonomia 25 mamme con 47 bambini/ragazzi che assistiti da volontari ed educatori hanno trovato nuova vita. Storie, lingue e identità diverse accomunate da situazioni di fragilità, si incontrano alla Casa dove operatori e volontari avviano percorsi di affiancamento, autonomia lavorativa e cura di sè finalizzati all’indipendenza di ogni nucleo familiare.
Per aiutare questa realtà, basta visitare il sito www.ilmiodono.it ed entro il 31 gennaio dare la propria preferenza all’associazione di volontariato Il Noce Onlus. Ogni voto, che è del tutto gratuito, si trasformerà in denaro che andrà a sostenere le attività svolte all’interno della Casa mamma-bambino.
“Un bel gesto che in questo 2020 così difficile per tutti a causa della pandemia, diventerà ancora più significativo e carico di valore – ha concluso Cesarin – perché permetterà di dare la speranza di un futuro diverso e migliore a tante donne e ai loro bambini. Aiutateci a raggiungere quante più preferenze possibili”. È inoltre possibile fare, oltre al semplice voto, anche delle donazioni in denaro, aiutando così ancora di più Il Noce a scalare più velocemente la classifica finale: aggiungendo infatti al voto gratuito una donazione di almeno 10 euro (Donazione Plus), il voto di ognuno si moltiplica e raggiunge un valore di 6 punti.

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In copertina, la Casa mamma-bambino a Casarsa della Delizia.

“Un’altra città” contro il declino di Trieste in 125 spunti di riflessione

Una rete, un’espressione collettiva, un’orchestra che amplifica le tante voci di una città che fatica a riconoscersi e che la pandemia ha reso ancora più vulnerabile: questa è “Un’altra città”, il network civico triestino che ha da poco compiuto due anni e si propone di coinvolgere tutti i cittadini per ridisegnare insieme una città inclusiva. Per questo ha presentato il suo programma: una piattaforma operativa con 68 punti e 57 “follow up” collegati al territorio. In tutto, quindi, 125 spunti per stimolare la riflessione e la creatività civica dei triestini.
Illustrato da Giovanni Carrosio, docente universitario di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio, assieme alla fisica e ricercatrice Loredana Casalis, all’architetto Roberto Dambrosi, al rappresentante dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione Gianfranco Schiavone e all’attrice e drammaturga Marcela Serli, il programma di “Un’altra città” è un’Opa lanciata a cittadini e associazioni, ma anche alle forze politiche che si presenteranno alle elezioni amministrative 2021. Un minimo comune denominatore – che sarà condiviso con la città attraverso gli incontri digitali nei rioni che sono cominciati ieri, e in seguito con i candidati e le forze politiche – per certificare il proprio impegno in direzione di un radicale cambiamento delle prospettive e del futuro di Trieste.

Uno scorcio delle Rive…

… e un’osmiza sul Carso.

Presupposto del programma di “Un’altra città” è la cura del bene comune, per valorizzare la ricchezza del territorio, dal mare al Carso, dal porto alle osmize, dalla scienza alla sanità e alla cultura, come volano di sviluppo per creare una società coesa, inclusiva, sana, meno vulnerabile, attenta all’ambiente, alla salute, alle disuguaglianze sociali. Una città che si fondi sull’educazione come elemento unificante, che potenzi le scuole soprattutto nelle periferie, che promuova la cultura e lo spettacolo per il benessere di tutte le fasce d’età, dai bambini alle persone che invecchiano. Una città che, pur fondandosi sulla ricchezza del suo passato, sia capace di guardare in avanti e finalmente valorizzare il suo patrimonio architettonico. Una città che nel suo bene comune di più alto valore, il Porto Vecchio, sappia generare un esempio di intelligenza collettiva per creare valore condiviso, un luogo dove lavorare con coraggio e innovazione verso un futuro più sostenibile, meno disuguaglianza, meno povertà e più inclusione. Un luogo da cui partire per creare una nuova infrastruttura sociale, che connette l’est con l’ovest, il nord col sud, con un piano strategico di mobilità che rinforzi trasporto pubblico, crei nuove piste ciclabili, percorsi pedonali per promuovere benessere per ognuno.

Recupero in Porto Vecchio.


“Un’altra città” propone ai cittadini di tornare a parlarsi per ascoltare le proprie paure, la rabbia, i desideri, le speranze, i fallimenti, le brucianti delusioni. Ma importante sarà ascoltare Trieste a partire dalle sue periferie, dal tessuto produttivo, dal suo disagio, ma anche dalla sua allegria e dalla sua orgogliosa e struggente singolarità.
Trieste è popolata di microcosmi che, pur desiderandolo, spesso non riescono a riconoscersi. Piccole realtà autonome e coraggiose che non hanno una casa comune, che fanno fatica a riferirsi ai partiti, che sono in cerca di uno spazio materiale di confronto pubblico e umano, in una prospettiva transnazionale e transculturale, che è quella propria della città. Un’altra città cerca di infondere, per dirlo con le parole dell’autore de “La frontiera spaesata. Un viaggio alle porte dei Balcani” Giuseppe A. Samonà, “il coraggio, la sfrontatezza libertaria di affermare che la nostra città sarà a misura di bambini, vecchi, matti, richiedenti asilo”.

Canal Grande e Borgo Teresiano.

Unaltracitta.trieste@gmail.com

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In copertina, un’immagine di piazza Unità d’Italia col palazzo municipale.

 

Ecco nuovi fondi in Fvg per le auto ecologiche, ma non basteranno

Finanziamenti in Friuli Venezia Giulia per le auto ecologiche che, nei prossimi mesi, potranno però coprire soltanto le domande già presentate fino all’estate. Sono infatti arrivati dalla Regione Fvg alle Camere di Commercio i nuovi fondi da destinare ai richiedenti che abbiano acquistato veicoli cosiddetti ecologici, rottamando la vecchia auto. Lo stanziamento era particolarmente atteso, perché le domande recapitate finora erano rimaste in parte ancora insoddisfatte, e molte lo saranno anche nonostante il rimpinguamento dei fondi. Come fanno sapere dalla Cciaa di Pn-Ud, a informazione dei cittadini interessati, il nuovo plafond – in tutto circa 3 milioni 141 mila euro, di cui quasi 2 milioni per Udine e 1,2 milioni per Pordenone – sarà comunque molto importante, perché nei prossimi mesi consentirà di valutare e infine dare risposta a domande già pervenute all’ente. Si calcola che per Udine, i nuovi fondi potranno andare a coprire le domande presentate fino all’11 agosto scorso (485 domande), mentre per Pordenone quelle arrivate fino al 15 luglio (296 domande). Al momento, dunque, le istanze presentate in data successiva – anticipa l’ente camerale di Pordenone e Udine – non hanno garanzia di veder soddisfatta la propria richiesta. Il bando resta comunque aperto, dunque chi volesse concorrere, pur con la consapevolezza di queste informazioni, può continuare a presentare nuove domande.

Per approfondimenti è possibile consultare il link:
https://www.ud.camcom.it/P42A4366C4056S102/Veicoli-a-benzina-o-a-gasolio-destinati-alla-rottamazione-e-all-acquisto-di-veicoli-nuovi-ecologici.htm )

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio Pn-Ud.