Efasce Pordenone, online o in presenza ma sempre a contatto con gli emigranti

Sguardo al futuro con un’ottica ricca di speranza: nell’attesa che il Coronavirus, anche grazie ai vaccini, allenti la sua morsa permettendo la ripresa dell’attività di rappresentanza anche all’estero, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone annuncia le linee guida del suo 2021, in cui diversi progetti partiranno nei primi mesi a livello digitale per poi, si spera, poter avere anche una prosecuzione in presenza. Una serie di attività che abbraccia tutti i corregionali all’estero, sia quelli di seconda, terza o più generazione che quelli partiti di recente per nuove avventure professionali.
“La dimensione digitale – ha spiegato il presidente Gino Gregoris – è stata fondamentale lungo il 2020 per mantenere i contatti con i nostri segretariati e anche quando si tornerà, si spera presto, a una nuova normalità contiamo di proseguire in alcune iniziative online che tanto sono state apprezzate. Dopotutto, che sia in presenza o in streaming, la nostra mission rimane immutata: l’assistenza ai nostri corregionali che dall’estero hanno bisogno di un contatto costante con la terra d’origine, in uno scambio che arricchisce sia loro che noi. In tal senso, fondamentale il prezioso sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli che credono nei nostri progetti”.
Gennaio, fin da lunedì 11,  sarà dunque il mese della ripresa, dopo la pausa natalizia, del progetto “4 chiacchiere” con, dedicato alle interviste ai giovani corregionali di recente emigrazione, al quale però si aggiungerà qualche puntata “spin-off” dedicata ai discendenti degli emigrati del Novecento. Per questi ci sarà anche la seconda edizione del corso didattico online (Area Fad) di lingua italiana e cultura regionale, che nella prima edizione ha visto 40 partecipanti. Non solo: allo studio anche un progetto culinario denominato Sapori a Nord-Est e un documentario sulla vita dello storico viaggiatore e scienziato Padre Bartolomeo di Panigai (attuale Comune di Pravisdomini), al servizio del re del Portogallo nel 1500.
Ma il 2021 è anche l’anno dell’Expo di Dubai al quale l’Efasce si è idealmente collegato a partire dal suo annuale incontro dei corregionali all’estero che è avvenuto lo scorso luglio. “L’Expo – aggiunge Gregoris – sarà una piattaforma di ulteriore rilancio della nostra attività. La storia dell’emigrazione friulana nel mondo offre l’opportunità di comprendere la storia di uomini e donne che sono stati capaci di aprire i propri orizzonti guardando al futuro con tanti desideri e sogni. Connecting Minds, Creating the Future, tema attorno al quale ruoterà la prossima Esposizione universale negli Emirati Arabi Uniti, si sposa quindi perfettamente con l’esperienza di tutti coloro che dalla nostra Patria sono partiti”. Allo studio una presenza pordenonese nel Paese del Golfo, mentre a luglio ci sarà la 44ma edizione del citato Incontro dei Corregionali all’estero con la seconda tappa del percorso iniziato l’anno scorso e incentrata sul tema “Connessi per creare il futuro. L’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia”. “Anche quest’anno – conclude il presidente – in un evento in presenza con collegamenti video in varie parti del mondo, chiederemo ai nostri corregionali spunti per la ripartenza della nostra regione dopo l’emergenza Covid-19”.

La prima puntata del 2021, in programma come detto lunedì prossimo, condurrà alle 18 a Singapore, dove opera da quattro anni Andrea Rossetto, 30enne di Prata di Pordenone, export area manager nel settore arredamento e design per una nota azienda veneta del settore. Rossetto sarà intervistato da Michele Morassut della segreteria Efasce assieme al presidente Gregoris. Sarà anche l’occasione per capire come il Made in Italy, soprattutto nel settore dell’arredamento, continui a essere molto richiesto all’estero. Il tutto potrà essere seguito online sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sui canali YouTube e LinkedIn “Pordenonesi nel mondo”.

 

Che cos’è l’Efasce?

L’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, fondato nel 1907, è il punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Ha Segretariati attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela. L’ultima edizione dell’incontro tra corregionali “in presenza”, quella del 2019, si era svolta a Caneva con un grande piacere di incontrarsi per i 150 partecipanti. La speranza è quella di potersi ritrovare nel 2021.

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In copertina e qui sopra l’intervento del presidente Gino Gregoris.

Servizio civile in Fvg con le Pro Loco: obiettivo è valorizzare l’artigianato

Un anno con le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia per un progetto sull’artigianato locale collegato all’Agenda 2030 dell’Onu e propedeutico all’inserimento nel mondo del lavoro: queste in sintesi le caratteristiche del nuovo bando di Servizio Civile Universale dedicato al progetto “Artisti e artigiani di ieri, oggi e domani per una nuova cultura glocal Friuli Venezia Giulia” (settore Patrimonio storico, artistico e cultura; area di intervento: Valorizzazione storie e culture locali) promosso dal Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia. Aperte le iscrizioni.  Il Servizio Civile Universale, rivolto a candidati che dovranno avere tra i 18 e i 28 anni di età, si svolgerà in 29 sedi Pro Loco e Consorzi Pro Loco del Friuli Venezia Giulia (compresa la sede centrale del Comitato a Villa Manin di Passariano), con 51 posti a disposizione.

Valter Pezzarini

© Petrussi Foto Press

«Scopo del progetto – spiega Valter Pezzarini, presidente delle Pro Loco Fvg – è la riscoperta e promozione delle espressioni tradizionali dell’artigianato locale, in un cammino condiviso verso la sostenibilità ambientale del territorio. Ma non solo: nei 12 mesi del servizio l’operatore volontario potrà partecipare attivamente alla vita associativa della Pro Loco o del Consorzio, ponendosi quindi al servizio della propria comunità. La novità di quest’anno, in accordo con l’Unpli nazionale, sarà quella che i partecipanti potranno avere un tutoraggio di tre mesi volto a favorire l’accesso al mondo del lavoro al termine del servizio».

Da quest’anno, inoltre, ogni singolo progetto è parte di un più ampio programma di intervento (denominato “Le Pro Loco per la promozione del patrimonio culturale e la valorizzazione sostenibile dei territori”) che risponde ad uno o più obiettivi dell’Agenda 2030 (G_Obiettivo 11 Agenda 2030 Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili; H_Obiettivo 12 Agenda 2030 Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo) per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e riguarda uno specifico ambito di azione individuato tra quelli indicati nel Piano triennale 2020-2022 per la programmazione del Servizio Civile Universale (Tutela, valorizzazione, promozione e fruibilità delle attività e dei beni artistici, culturali e ambientali). Il tutto per offrire elementi preziosi per costruire il proprio futuro. «Infatti – conclude Pezzarini – negli anni passati i nostri progetti di servizio civile, a partire dal 2003, hanno coinvolto oltre 500 giovani sul territorio regionale e diversi di loro sono rimasti poi attivi come volontari nelle loro Pro Loco, con alcuni che hanno trovato lavoro in ambito turistico grazie anche a quanto imparato nell’anno trascorso insieme a noi».

Artigianato artistico.

LE SEDI

Ecco le sedi e i numeri di posti del nuovo bando: Pro Loco Aquileia (2 posti), Pro Loco Aviano (2), Pro Loco Buri Buttrio (2), Pro Loco Il Vâr, Camino al Tagliamento (2), Pro Loco Castrum Carmonis Cormons (2), Pro Loco Casarsa della Delizia (3) Pro Loco Comunità di Mortegliano, Lavariano, Chiasiellis (2), Pro Loco Pozzuolo del Friuli (2), Pro Loco Cordovado (2), Pro Loco Fontanafredda (1), Pro Loco G.B. Gallerio, Vendoglio di Treppo Grande (1), Pro Loco Pro Glemona, Gemona del Friuli (1), Pro Loco Latisana (2), Pro Loco Manzano (1), Pro Loco Moggese, Moggio Udinese (1), Pro Loco Monfalcone (2), Pro Loco Nediške Doline, San Pietro al Natisone (2), Pro Loco Pasian di Prato (2), Pro Loco Sutrio (1), Pro Loco Tramonti di Sopra (2), Pro Loco Sacile (3), Pro Loco San Daniele del Friuli (3), Pro Loco Spilimbergo (2), Pro Loco Val Resia (1), Consorzio Pro Loco Arcometa Toppo di Travesio (1), Consorzio Pro Loco Dolomiti Friulane e Magredi, Barcis (1), Consorzio Pro Loco Collinare, Colloredo di Monte Albano (1), Consorzio Pro Loco Sericus, Mortegliano (1), Comitato Regionale UNPLI FVG, Villa Manin Passariano di Codroipo (3).

LE CARATTERISTICHE

Il Servizio Civile Universale prevede un impegno di 25 ore settimanali 6 giorni su 7, anche festivi, con assegno mensile di 439,50 euro. L’avvio del progetto è previsto per la primavera del 2021. Per iscriversi i candidati dovranno avere tra i 18 e i 28 anni di età, il diploma quinquennale e non aver già svolto il servizio civile e non vantare rapporti di lavoro con il sodalizio per il quale opereranno.

COME ISCRIVERSI

Iscrizioni entro l’8 febbraio 2021 alle ore 14.00 in sola modalità online (https://domandaonline.serviziocivile.it) utilizzando il proprio codice Spid (per sapere come ottenerlo basta cliccare www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid). Una sola domanda presso un unico ente, pena l’esclusione. I cittadini appartenenti ad altri Paesi dell’Unione Europea o extra Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia, potranno accedere alla piattaforma attraverso apposite credenziali da richiedere al Dipartimento. Nella sezione “Selezione volontari” del sito www.serviziocivile.gov.it e in www.scelgoilserviziocivile.gov.it sono presenti tutte le informazioni per meglio orientare coloro che sono interessati a partecipare.

Villa Manin di Passariano.


Per ogni informazione sul bando nelle Pro Loco e Consorzi Pro Loco del FVG si può contattare la Segreteria Regionale Pro Loco FVG allo 0432.900908 o scrivere a serviziocivile@prolocoregionefvg.it. Tutte le info sono inoltre disponibili sul sito web www.prolocoregionefvg.it

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In copertina, ecco un gruppo di giovani del Servizio Civile Universale delle Pro Loco Friuli Venezia Giulia.

 

 

Coop Casarsa oggi sbarca ad Azzano Decimo: ora i negozi sono quindici

Si amplia la rete vendita di Coop Casarsa, realtà tra le più antiche e strutturate nella cooperazione di consumo del Friuli Venezia Giulia (è attiva dal 1919): da oggi 7 gennaio gestirà infatti un nuovo supermercato ad Azzano Decimo, in via Verdi 33. La cooperativa casarsese subentra nella gestione a Coop Alleanza 3.0, garantendo così la continuità di servizio per la base sociale proponendo la sua offerta basata sulla spesa quotidiana di prossimità, che tanto è risultata fondamentale in questo 2020 segnato dall’emergenza Coronavirus. Si tratta del 15° punto vendita di Coop Casarsa.


“Siamo felici – spiega il presidente Mauro Praturlon – di partire con questa nuova esperienza ad Azzano Decimo, realtà dinamica di oltre 15 mila abitanti. In queste ultime settimane, assieme al nostro direttore Piergiorgio Franzon, ci siamo raccordati con Coop Alleanza 3.0 per il passaggio di consegne, per iniziare un primo restyling del punto vendita e per presentarci ai soci azzanesi, per i quali abbiamo previsto l’omaggio di buoni spesa pari alla quota associativa, invitandoli così ad associarsi a Coop Casarsa. Siamo un gruppo attento alla qualità e convenienza nella spesa quotidiana, mantenendo sempre una dimensione sociale rivolta al benessere delle comunità che serviamo”.
Il punto vendita di Azzano Decimo, che si trova sia vicino alla importante arteria della strada regionale 251 che a poca distanza dal centro cittadino, è strategico per i piani commerciali della cooperativa casarsese. “Abbiamo già – aggiunge Praturlon – un punto vendita nelle vicine Pravisdomini e Fiume Veneto, nonché poco oltre il confine regionale a Francenigo di Gaiarine: con Azzano Decimo andiamo così a potenziare la nostra presenza nella fascia sud del Friuli occidentale. In più, a Fiume Veneto è attivo il nostro Distretto soci, che realizza diverse attività sul consumo consapevole e nelle scuole: progetti che potranno trovare spazio anche nella realtà azzanese”.
Gli orari del nuovo punto vendita di Azzano Decimo si possono trovare nel rinnovato sito internet www.coopcasarsa.it. Non ci saranno inaugurazioni ufficiali, visto il periodo di limitazioni dettato dalla situazione sanitaria, ma Coop Casarsa, non appena si potrà, organizzerà un momento per celebrare questo suo arrivo ad Azzano Decimo. La cooperativa, che ha oltre 16 mila soci e un fatturato di 26 milioni di euro, è inoltre attiva sul territorio provinciale pordenonese, oltre che a Casarsa e a San Giovanni, a Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini, in quello udinese a Goricizza, Porpetto, Ruda e Faedis, e a in provincia di Treviso nella citata Francenigo.

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In copertina, la sede della Coop Casarsa; all’interno, il presidente Mauro Praturlon.

 

Emergenza Covid a Grado: oltre 300 mila euro per chi è in difficoltà

(g.l.) L’emergenza Covid-19 ha causato gravi danni ovunque. E anche Grado denuncia pesanti contraccolpi economici – l’isola, come è noto, vive soprattutto di turismo e di pesca -, tanto che la civica amministrazione ha stanziato 312 mila euro di contributi al fine di dare un sostegno alle numerose persone in difficoltà. L’ha deliberato nell’ultima seduta di giunta del 2020, esattamente il 30 dicembre dell’anno appena concluso e che per tutti resterà indimenticabile proprio a causa della pandemia, anche perché i suoi effetti si sono sommati alle conseguenze, purtroppo ancora non del tutto riassorbite, della crisi economica del 2008. I fondi stanziati dall’esecutivo guidato dal sindaco Dario Raugna sono già in corso di erogazione e gli interventi, come riferisce lo stesso Comune isolano, si suddividono in 4 misure.

Il sindaco Dario Raugna.

La prima è una “nuova erogazione della carta famiglia” (fondi assegnati 100 mila euro), riservata ai nuclei in possesso di carta famiglia con Isee fino a 15 mila euro; i fondi verranno assegnati a seconda della fascia di intensità con euro 1.000, 1.300 e 1.500, mentre per chi ha già beneficiato della prima erogazione i sostegni sono dimezzati.
Un altro è il “contributo e-learning” (fondi assegnati 40 mila euro) per l’acquisto di dispositivi per la didattica a distanza, pari all’80 per cento della spesa sostenuta fino a massimo 500 euro per ciascun figlio a carico e soglia Isee fino a 20 mila euro.
Un’altra misura è, poi, il “contributo per nuclei unifamiliari” (fondi assegnati 50 mila euro) rivolto a quelli con Isee fino a 12 mila euro ai quali è dedicato un sostegno economico una tantum di 750 euro, in riconoscimento alle difficoltà causate proprio dal Covid. Tra i requisiti, le disponibilità finanziarie liquide al 31 dicembre 2020 inferiore a 5 mila e l’aver subito una riduzione della capacità reddituale a causa della stessa pandemia.
Infine, l’amministrazione comunale ha previsto un “contributo ai nuclei familiari privi di carta famiglia” (fondi assegnati 80 mila euro) rivolto ai nuclei familiari con Isee fino a 15 mila euro a cui è assegnato un contributo economico un tantum di 1.000 euro.

Ricordiamo, al riguardo, che grazie a risorse statali a Grado è stato assegnato un fondo di 42.836,64 euro da impiegare come “contributo per buoni spesa“. I criteri di assegnazione sono identici all’ultima erogazione e variano a seconda dei componenti del nucleo familiare (1 componente euro 150, 2 componenti euro 250, 3 componenti euro 350, 4 componenti euro 450, 5 e più componenti euro 600). La richiesta di buoni spesa avviene attraverso modulo di autodichiarazione in cui il richiedente, uno per famiglia, dichiara, oltre ai dati anagrafici relativi alla composizione del nucleo e alla riduzione della capacità reddituale, le spese sostenute nel mese di ottobre per utenze, canone di affitto per ottobre, rata mutuo in corso, i redditi netti ottenuti nel mese di ottobre, redditi presenti nel mese di novembre. La richiesta va fatta online compilando il modulo disponibile sul sito del Comune di Grado, anche da smartphone, inviandola via posta elettronica a protocollo@comunegrado.it o telefonicamente contattando i numeri del servizio socio-assistenziale comunale.
Bandi e modulistica per ogni singola misura saranno reperibili sul sito del Comune di Grado www.comunegrado.it da lunedì 11 gennaio a partire dall’erogazione dei buoni alimentari.

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In copertina, l’isola di Grado in una suggestiva panoramica dall’alto.

Federsolidarietà Fvg e servizio civile: tanti posti per i giovani volontari

Sono nove i progetti di Servizio Civile Universale proposti da Federsolidarietà Fvg e messi in campo, tra il 2021 e il 2022, da tre Consorzi di cooperative sociali e culturali che offrono la disponibilità di alcune decine di posti nelle quattro ex province della regione. «Tutti i progetti sono reperibili sul portale che abbiamo realizzato appositamente www.serviziocivilefvg.it – spiega Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà Fvg -, unitamente ai riferimenti per prendere contatto e informarsi presso i tre Consorzi di cooperative accreditati alla presentazione dei progetti: Consorzio Interland (4 progetti), Consorzio Il Mosaico (3 progetti), Consorzio Leonardo (2 progetti). I giovani volontari, per questa formidabile esperienza formativa, potranno così cimentarsi negli ambiti dei minori in difficoltà, delle disabilità e delle fragilità sociali (alcune di queste acuite dalla pandemia), oltre che della formazione e della sensibilizzazione alla tutela ambientale».
Ogni singolo progetto è parte integrante di un più ampio programma di intervento che risponde a uno o più obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e riguarda uno specifico ambito di azione individuato tra quelli indicati nel Piano triennale 2020-2022 per la programmazione del Servizio Civile Universale. I progetti hanno la durata di 12 mesi e prevedono un impegno settimanale fisso (25 ore). Il volontario che prenderà servizio stipulerà un contratto con il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile e riceverà, direttamente da questo, un assegno mensile di 439,50 euro. Per presentare la propria candidatura c’è tempo fino alle ore 14 di lunedì 8 febbraio. Gli aspiranti operatori volontari, maschi e femmine, dai 18 ai 28 anni di età, devono presentare la domanda esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it, ma i referenti dei tre Consorzi guideranno i richiedenti nella procedura online.
«Il Servizio Civile è indubbiamente un efficace strumento per aiutare gli altri – chiosa Fontana – ma, al contempo, rappresenta un’autentica occasione di crescita personale e professionale per i giovani che vi si dedicano, oltre che una possibile opportunità di impiego futuro».

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In copertina, Luca Fontana presidente di Federsolidarietà Fvg.

 

Educazione, istruzione e formazione: da Carigo 150 mila euro alle scuole isontine

Offrire ai bambini e ragazzi nuove occasioni di apprendimento, di socialità, di sviluppo delle capacità, competenze e inclinazioni individuali e di sensibilizzazione rispetto a specifiche tematiche di interesse civico. Sono questi gli obiettivi dei Bandi attivati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia nel settore “Educazione, istruzione e formazione”, che hanno portato all’assegnazione di risorse pari a 150mila euro alle scuole del territorio isontino e ad altri enti che svolgono attività educative e formative per i giovani, con lo scopo di sostenere il sistema scolastico locale e di promuovere iniziative formative ed educative anche in altri contesti del territorio.
“La pandemia in corso, che ha costretto alla chiusura fisica delle scuole, ha contribuito a far comprendere l’assoluta importanza del sistema scolastico e della didattica in presenza nella formazione delle giovani generazioni, anche con riferimento allo sviluppo delle loro competenze sociali”, commenta la presidente Roberta Demartin. “La Fondazione crede nell’importanza della formazione e dell’istruzione di buona qualità per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone e delle comunità”, prosegue, “ciò nella convinzione che il campo educativo sia il luogo privilegiato di contrasto alle disuguaglianze, in quanto, grazie alla costruzione di competenze, consente di prevenirle con largo anticipo, di fronteggiarle sul nascere e di fornire le migliori assicurazioni contro i rischi di esclusione, anche nel lungo periodo.”
Nell’ambito dei Bandi allo scopo attivati – “Spazio scuola” e “Lingue – Comunico con il mondo” – la Fondazione ha infatti disposto contributi a favore di circa 30 progetti integrativi dell’offerta didattica, di cui la metà dedicati allo studio delle lingue straniere. Con il Bando “Costruiamo il mio futuro” la Fondazione ha inoltre sostenuto le attività formative ed educative realizzate da enti e associazioni sia nelle scuole sia in altri contesti del territorio, per complessivi 15 progetti da realizzarsi a livello locale.
“La pandemia sta accelerando la dimensione digitale anche nello svolgimento della didattica, trovando una popolazione non uniformemente preparata e dimostrandosi spesso non accessibile per tutti, ma rivelando al contempo alcune potenzialità che possono utilmente essere impiegate in accostamento alla didattica tradizionale”, conclude Demartin. “Per questo la Fondazione, in accordo con gli Istituti scolastici locali, sta sviluppando progetti innovativi fondati sullo sviluppo e l’introduzione di nuove tecnologie, che aiutino i ragazzi a diventare cittadini del mondo sempre più consapevoli e responsabili. Questo sarà uno dei filoni che svilupperemo nel corso del 2021”.

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In copertina, Roberta Demartin presidente della Fondazione Carigo.

Nimis guarda alla svolta dopo il difficile 2020: il primo obiettivo sarà la scuola

di Giuseppe Longo

NIMIS – Quello che è appena cominciato, e che ha mandato in archivio un 2020 che sarebbe meglio poter dimenticare, è un anno che per il Comune di Nimis segnerà una svolta importante nel settore dell’istruzione pubblica. Tanto che il 2021 vedrà «rinascere una scuola nuova, tecnologica, sostenibile e in armonia col territorio», come ha annunciato il sindaco Gloria Bressani in un video registrato assieme alla giunta sul finire dell’anno, riferendo dell’«affidamento dei lavori di ricostruzione delle scuole secondarie di Nimis alla ditta Riccesi di Trieste». I cittadini del paese pedemontano, infatti, il 31 dicembre, oltre ad ascoltare i messaggi del capo dello Stato e del governatore del Friuli Venezia Giulia, hanno avuto anche l’opportunità di apprendere dalla voce del primo cittadino – attraverso un articolato intervento augurale diffuso su Facebook – problemi e prospettive della comunità. E quelle riguardanti le medie intitolate a Tita Goriil pittore di San Gervasio del quale si è appena ricordato il 150° anniversario della nascita, mentre quest’anno ricorre l’80° della morte avvenuta nel 1941 – sono senza dubbio fra quelle più significative e attese, considerata l’importanza che la scuola riveste per la formazione dei cittadini di domani. «In quanto luogo di crescita dei nostri ragazzi, è sempre – ha aggiunto infatti il primo cittadino – al centro della nostra attività amministrativa, non solo sotto il profilo infrastrutturale ma anche della didattica e degli strumenti».

La registrazione video.

Ma il messaggio del sindaco – presenti tutti i componenti della giunta (il vicesindaco Alessandra Domenighini e gli assessori Aldo Attimis, Fabrizio Mattiuzza e Serena Vizzutti) – non poteva cominciare senza prendere spunto dal difficile anno che ci siamo lasciati alle spalle. «Un periodo incredibile – ha osservato -, di certo diverso da ciò che ci immaginavamo solo un anno fa». E il riferimento è ovviamente alla dura esperienza del Coronavirus, ma prima di entrare nel merito dell’emergenza sanitaria, Gloria Bressani ha rivolto un pensiero al sisma che aveva appena sconvolto un’area nelle vicinanze di Zagabria. «Concedetemi innanzitutto – ha detto – di manifestare la vicinanza alla popolazione croata duramente colpita dal terremoto di ieri. Solo chi, come noi, ha avuto modo di vivere in prima persona gli effetti di questa catastrofe può immaginare e capire cosa stiano provando quelle comunità».

Ecco, dunque, il tema sanitario che ha sconvolto città e paesi di tutto il mondo. «La pandemia di Covid-19 – ha commentato il sindaco di Nimis – ha segnato pesantemente le nostre vite, la nostra salute, le nostre abitudini e anche le nostre condizioni economiche e lavorative. Mi sento quindi di manifestare la vicinanza mia e di tutta l’amministrazione a chi ha provato sulla propria pelle la malattia, a chi l’ha combattuta e vinta e a chi purtroppo invece non ce l’ha fatta. Credo che la sensazione di impotenza e di disperazione di chi si è trovato solo in ospedale ad affrontare momenti così drammatici e di chi da casa non poteva essere vicino ai propri cari sia uno degli aspetti più terribili di ciò che stiamo vivendo». E quindi il risvolto economico della terribile vicenda: «Siamo vicini anche a chi, nonostante la fortuna della salute, si è trovato in difficoltà perdendo il lavoro o vedendo chiudere o limitare fortemente la propria attività, trovandosi quindi nella condizione di non farcela a garantire serenità alla propria famiglia e di non avere certezze per il futuro. I vari lockdown che hanno imposto la chiusura di molte attività commerciali del territorio, in particolare i tanti esercizi pubblici: bar, ristoranti, agriturismi hanno sicuramente segnato pesantemente il tessuto economico e produttivo del nostro comune».

L’omaggio alle vittime del virus.

Poi il riferimento agli effetti diretti sulle persone. «Non posso non pensare ai giovani che – ha osservato Gloria Bressani – hanno vissuto mesi di didattica a distanza, lontani dalla ricchezza data dalla scuola in presenza, lontani da quel prezioso aspetto di socialità e confronto che si vive nelle classi. Nulla potrà restituire loro la parte educativa rappresentata dalla relazione con i compagni e con gli insegnanti. Ragazzi che hanno vissuto anche la chiusura di tutte le attività extra-scolastiche, sportive, culturali e ricreative che tanta importanza hanno nella loro formazione e nella loro crescita». E ancora: «Penso alle associazioni, che hanno visto la chiusura o il ridimensionamento delle proprie attività: molte sagre, eventi, manifestazioni sportive e culturali, programmate e organizzate fino all’ultimo nella speranza di un cambiamento, sono state annullate e posticipate al 2021».

Ma, nonostante tutto, ci sono stati nel 2020 anche aspetti positivi. «Inizio – ha detto il sindaco – dai volontari della Protezione civile di Nimis sui quali abbiamo potuto contare durante i momenti più difficili di quest’anno legati sia alla pandemia che alle condizioni meteorologiche avverse. Encomiabile è la loro presenza e disponibilità sul territorio. Impossibile non ricordare le numerose dimostrazioni di solidarietà e di aiuto nate a Nimis: prima tra tutte la mobilitazione delle sarte del paese che hanno cucito migliaia e migliaia di mascherine da distribuire a tutti i cittadini; a queste affianco anche la Misericordia di Torlano che, in collaborazione con l’amministrazione, aiuta sia economicamente che con la distribuzione di generi alimentari le diverse famiglie bisognose del nostro territorio. Ringrazio tutte le associazioni che sono riuscite, nonostante le difficoltà organizzative legate alla sicurezza e al contenimento dei contagi, a regalare momenti di normalità e di serenità ai cittadini quando possibili. Un particolare ringraziamento – ha aggiunto – ai volontari della biblioteca che è sempre stata attiva sia in presenza che con attività online, e tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione dei due centri estivi, dell’asilo e di OraNimis, che hanno regalato momenti preziosi ed indispensabili a bambini e genitori durante l’estate».  E poi il sindaco annovera, tra i fatti positivi, «anche uno degli ultimi eventi che abbiamo vissuto quest’anno prima delle nuove misure restrittive: il passaggio del Giro d’Italia, annullato a maggio ma riprogrammato ad ottobre, ha dipinto di rosa e di entusiasmo le vie del nostro comune».

Il paese in festa per il Giro d’Italia.

Tornando ai programmi di prossima attuazione, e soffermandosi ancora nell’ambito della edilizia scolastica, il primo cittadino ha poi ricordato «l’affidamento dei lavori per l’efficientamento energetico delle scuole primarie: intervento che prevede la realizzazione di coibentazione delle pareti esterne, della copertura e la sostituzione di tutti i serramenti. Sono inoltre terminati, dopo tante peripezie legate alle vicissitudini finanziare della ditta aggiudicatrice, gli interventi di adeguamento sismico della palestra. A questo punto, finalmente, potremo procedere alla ristrutturazione completa della palestra stessa e all’adeguamento normativo dell’auditorium, forti di 2 importanti finanziamenti, di 430mila e 525mila euro, ottenuti rispettivamente dalla Presidenza del Consiglio, attraverso il bando sport e periferie, e dalla Regione».

«Durante questo anno – ha poi enumerato Gloria Bressani – sono inoltre stati portati a termine altri interventi finanziati dalla Protezione civile e relativi alla messa in sicurezza della viabilità lungo la strada Vallemontana-Monteprato (terzo lotto) e sulla Ramandolo-Chialminis, nonché al recupero dell’ex poliambulatorio ubicato dietro la sede municipale». «Siamo inoltre intervenuti – ha aggiunto – sul campo sportivo comunale completando l’intervento di sostituzione dei fari esistenti con nuova tecnologia led e di coibentazione e ripasso della copertura degli spogliatoi, perseguendo l’obiettivo dell’efficienza energetica. Sono infine stati appaltati altri 3 interventi: la riqualificazione dei percorsi naturalistici, con il recupero, in particolare, dei muri a secco e del sentiero di accesso alla Chiesetta di Santa Maria Maddalena a Cergneu; un ulteriore lotto per la messa in sicurezza della viabilità lungo la strada Vallemontana-Monteprato; la pulizia dell’alveo e degli argini del Cornappo».

«La macchina amministrativa – ha concluso il sindaco di Nimis – ha cercato, pur tra non poche difficoltà, considerando anche i casi di positività al Covid tra i dipendenti, di continuare ad operare con la massima efficienza possibile e di questo va ringraziato tutto il personale. Certo, non possiamo negare che ci siano stati dei disservizi e per questo vi chiediamo comprensione. Sicuramente il virus ha portato alla luce la fragilità dell’uomo e del sistema in cui viviamo, facendoci riscoprire le cose essenziali e vitali sulle quali tutti, in primis noi amministratori, dobbiamo concentrarci: salute, istruzione, relazione e cultura, lavoro e sostenibilità. Assieme all’amministrazione Comunale di Nimis auguro quindi a tutti voi il 2021 migliore possibile, ricco di normalità e di tutto ciò che ci è stato tolto in questo difficile 2020». Un anno, aggiungiamo noi, fatto di tante ombre, ma che ora lascia spazio a quello nuovo nel quale si intravvedono anche incoraggianti luci, seppur non immediate. Perché la pandemia, prima o poi, dovrà finire come è sempre avvenuto. Dobbiamo crederci!

Nimis vista da Ramandolo.

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In copertina, ecco il sindaco Gloria Bressani con i suoi collaboratori.

Autoscuole e consulenza automobilistica: Francesco Osquino ai vertici di Unasca

Per la prima volta un friulano nel gruppo di vertice dell’Unasca, l’associazione di categoria delle autoscuole e studi di consulenza automobilistica. Francesco Osquino, di San Giovanni di Casarsa, è stato infatti eletto vicesegretario nazionale a seguito del rinnovo delle cariche e lavorerà a stretto contatto con il nuovo segretario Giuseppe Guarino, di Rimini.
“Un grande onore – ha commentato Osquino – e un grande impegno visto che si tratta della prima volta di un ruolo così importante per la nostra regione. Durante questo nuovo mandato triennale punteremo al sostegno al nostro mondo che sta evolvendo, fedeli alla sua missione primaria di rimanere sempre al fianco delle imprese di consulenza per gli automobilisti e autotrasportatori, al servizio della mobilità, garantendo il proficuo e corretto rapporto tra essi e le Motorizzazioni, i Pra, le Camere di Commercio e tutti gli altri enti legati al trasporto delle merci e delle persone. Il tutto garantendo l’ascolto costante delle esigenze e suggerimenti che arrivano dai territori”.
Anche per questo comparto il 2020 segnato dal Covid-19 non è stato semplice. “Fortunatamente – ha aggiunto il vicesegretario nazionale – era già stata avviata una digitalizzazione della gestione delle pratiche auto legata al Documento Unico di circolazione che nonostante abbia rappresentato un impegno importante per le nostre imprese ha di fatto avuto, in questo anno appena concluso, un’accelerazione, aiutandoci ulteriormente a gestire da remoto il lavoro e il rapporto con clienti e uffici”.
Classe 1975, coniugato e con tre figli, Osquino è presidente del consiglio di amministrazione dello Studio Venos di Pordenone con sede anche a Portogruaro, attivo nelle pratiche auto nonché componente del comitato di Coordinamento e monitoraggio delle motorizzazioni istituito alla Regione Friuli Venezia Giulia. Inoltre, è stato tra i fondatori nonché primo presidente de Laluna onlus, impresa sociale dedita allo sviluppo di progetti rivolti alle persone con disabilità, ricevendo per il suo impegno sociale e professionale il Premio cittadino dell’Anno di Casarsa della Delizia, istituito da Pro Loco e Forum democratico, nel 2019.

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In copertina, il casarsese Francesco Osquino è il nuovo vicesegretario nazionale Unasca.

 

Un sospiro di sollievo a Carlino per il “caso” Covid. E ora la Tari sarà ridotta

Dopo due mesi di sofferenze e di tensioni per il numero di positivi al Covid-19, che l’aveva trasformata in un “caso”, a livello regionale e non solo, la comunità di Carlino tira un sospiro di sollievo, ma non abbassa la guardia, proprio alla luce della recente esperienza e delle iniziative assunte per fronteggiare l’emergenza sanitaria. «Tra ottobre e novembre ci trovavamo con più di cento positivi al virus che a inizio dicembre nel nostro territorio erano ridotti a quindici», osserva il sindaco di Carlino, Loris Bazzo, che prova a tracciare un bilancio del recente passato e a guardare al futuro, più o meno immediato, presentando un’iniziativa del Comune a sostegno degli operatori economici. «Non abbiamo avuto bisogno di alcuna task force di super esperti e ovviamente non potevamo neppure permettercela – ricorda il primo cittadino – e pertanto abbiamo proceduto con una semplice ma determinata ordinanza sindacale: un provvedimento necessariamente restrittivo, che si è rivelato efficace e ha prodotto i risultati sperati, come possiamo vedere ancora oggi».

La piazza di Carlino.

«È stata una scelta difficile e per certi versi impopolare – aggiunge Bazzo – che infatti non è stata compresa e accettata immediatamente da tutti. Qualcuno ha contestato me e la maggioranza consiliare che sostiene la nostra amministrazione e addirittura c’è chi ne ha fatto una questione personale con me e addirittura con la mia famiglia. Avevo messo in conto possibili reazioni del genere, anche se la realtà, pure sotto questo profilo, si è rivelata più pesante del previsto. In ogni caso, nella forma e nella sostanza, era quella la scelta da fare. Da amministratori responsabili, dovevamo decidere e soprattutto decidere in un certo modo. Lo abbiamo fatto e credo di poter dire che abbiamo fatto bene».
«Perché l’ordinanza avesse successo era necessario che i cittadini la comprendessero e la osservassero con responsabilità e alla fine così è stato», sottolinea il sindaco, evidenziando che «un altro fattore fondamentale, che ha influito anche sulla condotta di ciascun individuo, è stato il contributo dei medici di base che per primi hanno intercettato la gravità dell’impennata del contagio in termini temporali e da subito si sono attivati per segnalare e arginare il fenomeno. Il loro presidio su Carlino, che comprende anche la conoscenza dell’utenza e del territorio in cui lavorano, è stato determinante».

La riflessione di Loris Bazzo si rivolge anche «al prossimo futuro e alle conseguenze dei nostri comportamenti». A questo proposito, il sindaco, che lavora come infermiere all’ospedale di Latisana, ribadisce il fatto che «per certi versi Carlino è stato lo specchio dell’Italia: abbiamo visto come il virus si diffonde velocemente, camminando sulle nostre gambe, ed abbiamo altresì riscontrato come i contagi siano stati immediatamente ridimensionati con le buone pratiche e il buon senso. Sulla nostra comunità si è concentrata un’attenzione mediatica che non ha precedenti, ma in qualche modo essa stessa ha contribuito a farci tenere alta l’attenzione contro il contagio e a farci raggiungere la condizione attuale, che ora dobbiamo mantenere ed ulteriormente migliorare».
Il “sindaco infermiere” lancia un messaggio di speranza a tutta la cittadinanza, che riguarda la salute collettiva e il suo miglioramento, e si riferisce anche alle categorie economiche, alle quali il Comune esprime la propria effettiva vicinanza, con un’iniziativa concreta. «Stanziando 15mila euro e ricevendone altrettanti dalla Regione – spiega Bazzo – puntiamo a ridurre e a dilazionare la Tari. Così gli operatori economici potranno pagare di meno e con più calma». Per saperne di più è necessario contattare il Servizio Tributi del Comune: 0431.687829 e tributi@comune.carlino.it

E il municipio.

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In copertina, Loris Bazzo il “sindaco-infermiere” del Comune di Carlino.

Il Covid non piega l’artigianato Fvg che tiene con l’edilizia. Ma niente crescita

(g.l.) Per ora l’artigianato friulano può gridare al “miracolo”, perché, nonostante i durissimi contraccolpi causati dalla crisi sanitaria, e dalle conseguenti misure anti-contagio, il sistema ha fortunatamente tenuto, anche se la crescita si è purtroppo interrotta, e quindi rinviata, e ci sono state meno start up giovanili, oltre a meno investimenti. Ma è il minimo che ci si potesse aspettare in questo momento di grande difficoltà in tutti i settori, dalla quale non poteva restarne esente proprio quello artigiano. Il tunnel da attraversare, però, è ancora lungo e quella luce là in fondo è ancora lontana da raggiungere, per cui ora la scommessa è vedere se con il 2021 e in particolare con la tanto attesa fine della pandemia il sistema sarà in grado di tornare a camminare, pur con adeguati sostegni – come quelli messi in campo dall’Unione Europea -, e poi a correre. Anche perché la volontà di farlo c’è, come pure la capacità. «Restiamo con il fiato sospeso, aspettando la fine dell’emergenza per tirare le somme», ha sentenziato infatti Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg.

Daniele Cuciz e Graziano Tilatti.


Anno, dunque, difficile, anzi difficilissimo, indimenticabile, questo 2020 che finalmente ci sta per lasciare anche per le imprese artigiane che tuttavia, sotto il profilo della tenuta numerica, hanno appunto dimostrato ancora una volta grande resilienza, cioè marcata capacità nel saper affrontare e superare il momento avverso. E, nell’attesa di poter valutare compiutamente i dati dell’anno, l’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine ha messo in fila quelli registrati da marzo a novembre, parziali sì, ma utili ad avere una prima idea di cosa abbia significato per la grande famiglia degli artigiani Fvg la pandemia di Covid-19 o Coronavirus che dir si voglia. A livello di stock, la variazione a fine periodo è stata positiva, +67, su un totale di 27.613 imprese artigiane. Segno più che, però, non deve ingannare.

«Temiamo – ha detto ieri mattina, aprendo la conferenza stampa di fine anno, il presidente Tilatti – che diverse imprese abbiano stretto i denti e tenuto aperto per non perdere i ristori, ma che una volta finita la pandemia decidano di chiudere». Timore ovviamente fondato che, però, a oggi non è certificato dai numeri. Le iscrizioni hanno infatti superato, pur di poco, le cancellazioni ed è sulle imprese che hanno aperto i battenti che ieri si è concentrato Tilatti: «Queste imprese hanno regalato un segnale di vivacità a tutto il sistema. Sono i nostri nuovi driver, specie nel settore delle costruzioni, che com’è noto per ogni euro speso ne produce quattro». In questo quadro preoccupante, l’edilizia dunque è il comparto che si è dimostrato maggiormente vivace. Dopo anni di fatiche, nella scorsa, indimenticabile primavera ha messo a segno un’inattesa inversione di tendenza: «Il settore era in contrazione dal lontano 2006 – ha evidenziato infatti il responsabile dell’ufficio studi, Nicola Serio -. Dopo 15 anni di contrazione a maggio ha ripreso a camminare chiudendo a +167 imprese nel periodo per un totale di 13.725 imprese a novembre contro le 13.558 di marzo». Effetto Superbonus. «Gli incentivi messi sul piatto dal Governo nazionale hanno di certo spinto in positivo la demografia del settore che ora speriamo continui la sua curva positiva», ha aggiunto il presidente che ha colto l’occasione per ringraziare la struttura di Confartigianato per aver fatto fronte al momento straordinario, in modo più che sufficiente a sentire gli associati, che negli ultimi giorni sono stati coinvolti in un sondaggio sugli effetti del periodo Covid. Il giudizio che hanno dato sull’azione delle associazioni di categoria è stato positivo nell’84% dei casi. Una soddisfazione per la dirigenza e per il personale, «che in questi mesi si è fatto in quattro – ha aggiunto il presidente di Confartigianato Udine Servizi, Daniele Cuciz – senza mai badare all’orologio». Una capacità di resistenza che, per fortuna, si ritrova tra le file delle nostre imprese. E che non può che essere un ottimo indicatore per guardare con un po’ di ottimismo al futuro.

Tornando ai dati, il Fvg è una delle prime regioni in Italia per livelli di attività simili al pre-emergenza. Il 50,5% delle imprese (artigiane e non) della regione hanno infatti registrato attività simili al pre-Covid durante il 2020, più che a livello nordestino (47,3%) e nazionale (41,6%). La tenuta ha però un rovescio della medaglia, ci sono state, come si diceva, meno start up giovanili, oltre a meno investimenti, meno passaggi da società di persone a società di capitali. Insomma, il sistema ha tenuto, ma la crescita si è interrotta. La scommessa ora, come si diceva, è vedere se con il 2021 e in particolare con la fine della pandemia il sistema sarà in grado di tornare a camminare e poi, auspicabilmente, a correre. Perché i problemi non mancano, come segnalano gli artigiani (75) che hanno partecipato al sondaggio lampo. Il 47% di questi denuncia di aver avuto un calo di fatturato che in media si attesta al 30%, il 45% denuncia un aumento dei costi per la gestione dell’emergenza, il 40% la mancanza di liquidità, il 35% i ritardi nell’erogazione degli ammortizzatori sociali, il 28% l’esclusione dai ristori. «Restiamo con il fiato sospeso – ha affermato il presidente Tilatti – aspettando la fine dell’emergenza per tirare le somme, certi che purtroppo qualcuno chiuderà, speriamo in bonis. Ciò nonostante, il sentiment che ci arriva dalle imprese è la voglia di riprendere il cammino. Speriamo ora che quella voglia, che è palpabile in questi ultimi giorni dell’anno, non venga delusa dall’indecisione del Governo nazionale sull’utilizzo delle risorse europee. Abbiamo bisogno di quell’iniezione straordinaria di investimenti per far ripartire l’economia e abbiamo bisogno di regole chiare e snelle, che ci lascino lavorare, liberi dalle zavorre della burocrazia. Termino rivolgendo a tutti, un augurio per un 2021 all’insegna della ripartenza – ha concluso Tilatti -, in particolare agli operatori del sistema sanitario che hanno trascorso in prima linea questi mesi e a quelli dell’informazione che ci hanno sempre dato voce».

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In copertina, l’edilizia è il settore che meglio di tutti ha reagito alla crisi.